Pensiero e volontà

Ogni volta che affronto il tema della volontà, come nel post precedente (Fohn, il vento che uccide), ho la sensazione di non riuscire a spiegarmi come vorrei. In verità, benché il concetto possa apparire molto chiaro nella mente, esprimerlo a parole non è poi impresa facile. La questione è semplice. Per spiegare il pensiero, e quindi la volontà, occorre riflettere sul pensiero, bisogna cercare di conoscerlo, di comprenderlo, per poi poterlo spiegare con le parole. Ma le parole non sono altro che l’espressione del pensiero. Allora è come dire che cerco di spiegare il pensiero con il pensiero. Ma siccome per spiegarlo devo prima “pensarlo”, vuol dire che il pensiero “per spiegare il pensiero deve pensare il pensiero”. Ma il pensiero può pensare se stesso?

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Fohn, il vento che uccide…

Forse è eccessivo dire che uccide, però il Fohn, o Favonio, è uno strano vento caldo o tiepido che si origina sulle Alpi e soffia sulle valli circostanti, causando anomalie comportamentali che possono degenerare in un forte aumento dell’aggressività. Sono già due giorni che ne sento parlare nei TG. Tanto è vero che in Austria ed in Svizzera alcuni reati minori, causati da iperaggressività, vengono depenalizzati quando si verifichino in concomitanza con la presenza del fohn. Fenomeni simili si verificano anche in altre parti della terra, specie in California, a causa di un vento chiamato Santa Ana, ed anche lì vige una legge speciale in forza della quale alcuni reati vengono depenalizzati o puniti con pene minori.

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Antitesi e priorità…

Antitesi e priorità: Causa / Effetto – Domanda / Risposta – Problema / Soluzione – Prima / Dopo Qualcuno pone un problema e qualcuno trova la soluzione. Normalmente si è portati a riconoscere grandi meriti a coloro che trovano la soluzione ad un problema. E passa in secondo piano colui che pone il problema. Eppure non può esistere risposta senza che sia stata posta prima una domanda. Non esiste soluzione ad un problema, se prima non esiste il problema. Non può esistere un "dopo" se non esiste un "prima". E’ evidente che il primo termine delle antitesi citate sia ancor più importante del secondo termine. E’ una questione di priorità che diventano determinanti. La storia del progresso umano è un continuo porsi domane e trovare risposte, è un lunghissimo elenco di problemi ai quali si è trovata soluzione. Ma non ci sarebbero state soluzioni, né progresso, se non ci fossero state prima le "domande".

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Fortuna…o cosa?


La fortuna è il nome che diamo ad un evento a noi favorevole. Ma, per la concezione che ho del mondo, non esiste niente di casuale. Tutto è concatenato e tutto risponde a delle semplici regole di causa-effetto. Perfino i nostri pensieri, di cui andiamo tanto orgogliosi, considerandoli espressione della nostra massima libertà, sono condizionati sia dalla predisposizione genetica (fin dalla nascita) e poi, a seguire, dalla continua interazione fra tale patrimonio genetico e la realtà circostante. Da questa continua interazione, condizionata da fattori esterni spazio/temporali, deriva sia la nostra capacità di apprendimento, sia tutto il bagaglio di informazioni che chiamiamo genericamente esperienza o conoscenza o " bagaglio culturale". Quelli che parlano bene tutto questo lo chiamano " vissuto ". E da questo nostro patrimonio " culturale" nascono i pensieri. Ma, come è facile intuire, essi sono una pura e semplice conseguenza di ciò che ciascun individuo è in un particolare momento e luogo. Ed ecco che noi chiamiamo libertà di pensiero ciò che, invece, è una funzione mentale inconscia determinata, a sua volta, dall’interazione fra meccanismi mentali geneticamente prestabiliti e conoscenza acquisita. Sembra perfino ovvio concludere che anche gli eventi e le circostanze della vita non sono altro che un intersecarsi di vicende personali e che niente è casuale, ma tutto ha una precisa causa, a prescindere dal fatto che la si riconosca o meno. In natura il caso non esiste. Il " caso " ha una sua causa! Però ci piace pensare ad un quid indefinito che possa modificare, senza alcuna giustificazione logica, il naturale evolversi delle circostanze. E allora, per dirla alla De Filippo, " Non è vero, ma ci credo…", quindi vi auguro…Buona Fortuna…
Riferimenti: ( Torre di Babele)

E la volontà ?

Ho appena letto una notizia curiosa sulla pagina di Tiscali Notizie/Medicina. “Colori che vengono “ascoltati” o suoni da “gustare”. Accade più o meno questo nelle persone colpite da “sinestesia”, una sensazione che può essere indotta da alcune droghe o,in casi più rari, insorgere spontaneamente. E’ successo ad una musicista svizzera che si è accorta di percepire le note come colori e gli intervalli che le separano come “sapori” ben definiti, puo’ insorgere spontaneamente.” Curiosa notizia, quasi bizzarra, ma…

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