TeleGay 4

E’ partita lunedì la nuova edizione del TG4 delle ore 19 condotta da Alessandro Cecchi Paone. Ho la netta sensazione che finirà per suscitare molte polemiche. Cecchi Paone, dopo aver apertamente dichiarato molti anni fa di essere omosessuale, è diventato il testimonial più in vista della causa gay e tutti se lo contendono. Negli ultimi tempi sembrava avere il dono dell’ubiquità. Mattino, pomeriggio, sera, in qualche canale TV lo si vedeva come opinionista tuttologo, a discutere di tutto, polemizzare e, soprattutto, difendere tutto ciò che direttamente o indirettamente giova alla causa gay, trans, lesbo, e varie campagne laiciste. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano, non per le sue capacità e conoscenze enciclopediche, ma perché è gay e, come tale,  è un personaggio che crea polemiche, contrapposizioni e suscita curiosità morbosa (in questo senso se la gioca a pari merito con Luxuria). E’ pensabile che uno così apertamente schierato, possa poi essere imparziale e fare informazione obiettiva? No, non è pensabile e non è possibile. Questa è la prima considerazione che lascia molti dubbi sulla sua attendibilità come conduttore di un telegiornale e sulla scelta operata dall’azienda.

La seconda considerazione arriva dopo aver visto le prime due edizioni del suo TG4. Lunedì ha fatto almeno due affermazioni che hanno confermato tutte le mie perplessità. Durante un servizio sullo scandalo delle trivelle in Basilicata, in collegamento esterno con un inviato in Basilicata, si è espresso chiaramente a favore delle trivellazioni perché, secondo lui, portano occupazione e ricchezza alla Regione, in contrasto con le affermazioni di chi esprimeva qualche perplessità sui reali benefici.  E per giustificare la sua posizione favorevole all’innovazione, la tecnologia ed il progresso,  ha chiuso affermando che lui è da sempre favorevole alla Tav ed all’alta velocità (non c’entra niente con il servizio, ma serve a dimostrare che lui ci tiene a far sapere qual è la sua opinione sugli argomenti che tratta). Ma un conduttore di un telegiornale è lì per riportare le notizie, non per esprimere la sua opinione personale su fatti, eventi e personaggi. Avete mai sentito un conduttore di un qualunque TG, anche regionale, anche di Tele Pompu libera, schierarsi chiaramente e apertamente durante il TG a favore o contro la Tav, o su uno dei tanti argomenti di attualità? No, non si è mai sentito. Il conduttore deve riferire le notizie ed i fatti, non commentarle secondo i suoi gusti personali. Questo atteggiamento, più da commentatore e “opinionista” che da giornalista, è quello che assumono (sbagliando anch’essi) quasi tutti i conduttori di talk show; ma non i giornalisti che conducono un telegiornale.

Oggi apre con un servizio sulle primarie americane parlando di Donald Trump e del fatto che è molto contestato, non solo dagli avversari democratici, ma anche da quelli repubblicani, per le sue affermazioni spesso esagerate, arroganti, minacciose, sopra le righe; cosa che scatena polemiche ed accuse di machisno, intolleranza e razzismo. La bella e giovane moglie di Trump, l’ex modella Melania, ha deciso di partecipare più attivamente alla campagna elettorale del marito, difendendolo dalle accuse e descrivendolo come una persona che, in privato, è tranquillo e diverso da come appare in pubblico e nei comizi. E Cecchi Paone riferisce la notizia dicendo che questa donna scende in campo per difendere Trump che “ogni volta che apre bocca fa guai“. Una affermazione come questa  basta e avanza per capire quale sarà la linea editoriale del TG di Cecchi Paone, uno che in quanto ad autostima non è secondo a nessuno. Sarà il suo TG personalizzato: il mondo visto da PaVone. Mancano solo le didascalie per classificare i fatti in “Buono – No buono” e la lavagnetta, come si faceva a scuola, per segnare  ogni giorno i nomi dei personaggi “Buoni e cattivi“.

Vi risulta, per ripetere quanto già detto prima, che qualche conduttore di TG, nel corso del telegiornale, abbia mai commentato le notizie esprimendo un giudizio personale sui fatti di cronaca o sulle dichiarazioni di un capo di Stato estero o di un semplice esponente di rilievo della politica nazionale e internazionale? Che abbia detto di essere d’accordo o meno con le dichiarazioni di Bush, Obama, Clinton, Berlusconi, Prodi, Napolitano, Renzi o Papa Bergoglio? No, non si è mai visto. Non commentano nemmeno le sciocchezze di Belen Rodríguez o di Pupo, perché un giornalista deve riferire i fatti, non commentarli (cosa che in molti dimenticano spesso e volentieri.) E’ talmente fuori dalle regole del giornalismo che non è neppure immaginabile. Cecchi Paone è il primo conduttore di un TG a farlo; manda in onda un servizio su un personaggio politico USA, Trump, e su di lui esprime un suo giudizio personale, contravvenendo in tal modo al codice deontologico del giornalismo. Chiunque avesse fatto una cosa simile alla RAI, almeno fino a qualche anno fa, non avrebbe finito neppure la puntata del TG; lo avrebbero buttato fuori a calci nel culo subito, al momento, nel giro di 10 secondi. Ma forse oggi le regole sono cambiate ed al TG4 hanno particolari norme deontologiche.

Per intenderci, non significa che un giornalista non possa esprimere la sua opinione su fatti e personaggi, ma che deve farlo a tempo e luogo e negli spazi opportuni. Può farlo come ospite in un programma, non può farlo se conduce un telegiornale. Montanelli insisteva spesso sulla necessità di tenere ben separati i fatti dai commenti. Ecco perché anche nella carta stampata ci sono gli articoli che riferiscono i fatti di cronaca e ci sono gli editoriali che esprimono il parere dell’editorialista sui fatti. Anche se ultimamente questo confine è sempre più labile e molti cronisti sembrano convinti che il compito del giornalista sia quello di commentare i fatti, invece che limitarsi a riferire cosa è successo, dove, quando e perché. Oggi sono tutti editorialisti “Grandi firme”, anche l’apprendista aspirante cronista precario in prova che scrive dieci righe dieci sulla partitella fra scapoli e ammogliati sul Corrierino della parrocchia di Trescagheras.

Bene, Cecchi Paone, tanto per capire dove andrà a parare e quale sarà il tenore del suo TG, lo dice chiaramente  fin dalla presentazione del nuovo TG; non semplicemente notizie, ma commenti ed approfondimenti (secondo il suo punto di vista; non lo dice chiaramente, ma lo si capisce). Altro che imparzialità dell’informazione, altro che separare i fatti dai commenti. E poi dicevano che Emilio Fede era troppo fazioso e apertamente a favore di Berlusconi. Magari lo era, ma non si sarebbe mai sognato di dire, mandando un servizio su Romano Prodi che “Ogni volta che Prodi parla fa danni“. Magari lo pensava, o lo lasciava intendere con smorfie e atteggiamenti molto espressivi, ma non lo diceva. In confronto a Cecchi PaVone il buon Emilio Fede era il massimo dell’obiettività. E siamo solo all’inizio.

Se queste sono le premesse, temo che questo nuovo TeleGay4 sarà inguardabile. Forse pensano di recuperare ascolti contando sul richiamo dei gusti sessuali del conduttore. Pensano di farne il TG ufficiale di gay, lesbo e trans? Ma allora, le previsioni del tempo le affideranno a Luxuria? Oppure a Malgioglio? E all’interno ci sarà una rubrichetta riservata “Arcigay News“? Non so con quale logica abbiano operato questa scelta, ma temo che abbiano commesso un grosso errore di valutazione. E mi sembra strano che il direttore Mario Giordano abbia accettato una scelta simile. Il difetto peggiore di questo TG gay, credo che sia proprio l’evidente e dichiarata faziosità del conduttore. Il che è un pessimo biglietto da visita. Non avevamo certo bisogno di qualcuno che fornisca il suo particolare punto di vista personale sui fatti del mondo. Ne abbiamo già abbastanza, anche troppi. Per quanto mi riguarda questo Tg4, edizione Gay friendly, potrebbero anche cancellarlo dal telecomando.

Top news

Le Top news sono le notizie d’apertura, le più importanti della giornata. Il titolo d’apertura può cambiare, secondo la linea editoriale della testata o le indicazioni del direttore, ma di solito riguarda la politica, l’economia, eventi di rilevanza nazionale ed internazionale o fatti di cronaca particolarmente gravi. Anche l’ambito di diffusione della stampa periodica può influire sulle scelte di un giornale, compresi gli articoli di prima pagina ed i titoli di apertura. Un grande quotidiano nazionale darà più spazio ai temi di interesse generale, un quotidiano regionale sarà impostato in gran parte su notizie di carattere locale. Ma l’apertura, e la prima pagina, generalmente è riservata a notizie di rilevanza nazionale o internazionale, mentre la cronaca regionale è collocata nelle pagine interne.

Bene, fra i siti che seguo regolarmente, c’è quello del quotidiano regionale L’Unione sarda. Contrariamente a quanto fanno altri quotidiani nazionali, L’Unione sarda non riporta gli articoli per intero, ma fa una specie di riassunto in poche righe dell’articolo e rimanda chi volesse leggerlo per intero all’edizione cartacea. E’ una scelta editoriale, avranno le loro buone ragioni. Ma quello che mi incuriosisce è che le notizie di apertura quasi sempre riguardano fatti di cronaca come incidenti stradali, incidenti sul lavoro, morti ammazzati per faide di paese, violenze di vario genere, sesso, droga (e rock’n roll).  Insomma, sembra un bollettino di guerra. Questa, salvo casi particolari, è l’impostazione del quotidiano. Tanto che circa un mese fa mi son preso la briga di prendere nota per qualche giorno di quale fosse la notizia d’apertura che compariva in testa alla pagina, accompagnata sempre da una grande foto, per ricavarne un curioso post in cui mostrare con ironia la linea editoriale del nostro maggior quotidiano regionale. Poi si lascia perdere, un po’ perché non vale la pena di dedicare tempo e pazienza a scrivere delle considerazioni che sono del tutto personali , un po’ perché alla gente, molto probabilmente, poco importa di notare queste curiosità. Eppure bisognerebbe farci caso, perché anche da queste piccolezze si può capire quale sia l’atteggiamento della stampa nei confronti della realtà quotidiana e quale sia il loro indice di priorità nel diffondere le notizie.

Oggi, però, l’eccesso di notizie di incidenti era tale che non si poteva non notarlo. Sembrava davvero un bollettino degli incidenti stradali a cura dell’Anas. Ed allora ho ripreso quel vecchio post, che avevo salvato giusto con i link ai titoli di apertura di una settimana. Li riporto così com’erano.

19 ottobre 2015: Nonnina nel dirupo al rientro dalla festa

20 ottobre 2015: Omicidio a Benetutti, allevatore di 51 anni freddato nelle campagne del paese.

– 21 ottobre 2015: Nuoro, sesso a pagamento nel centro massaggi. Blitz della polizia, 8 indagati.

– 22 ottobre 2015: Scontro frontale fra due auto; donna muore dopo salto di corsia.

– 23 ottobre 2015: Cagliari, violenza sessuale su un trans: due pregiudicati in manette.

– 24 ottobre 2015: Cagliari, scippo davanti all’ospedale; ragazza in cella insieme ai due fratelli.

25 ottobre 2015: Incidente mortale nella notte a Olbia: muore scooterista di 29 anni.

Ecco, queste erano le Top news dell’Unione sarda nella settimana dal 19 ottobre al 24 ottobre. Viene da sorridere notando che la Top news del 19 ottobre, la notizia più importante della giornata, sia quella che riporta la caduta di una vecchietta che rientrava a casa dopo la festa del paesello, a San Vito. Una volta queste erano notizie da riportare con dieci righe in cronaca nelle pagine interne. Oggi diventano “Top news“, la notizia più importante della giornata, titolone d’apertura “La nonnina nel fossato“. All’Unione devono avere una strana idea della rilevanza dei fatti di cronaca. Deve essersi verificato qualche strano incidente di percorso  nell’evoluzione della stampa.

Sarà un caso particolare, una curiosa coincidenza? Sarà che proprio in quei giorni i cronisti erano tutti in ferie e le notizie di prima pagina le scriveva un apprendista aspirante praticante giornalista in prova che aveva seguito un corso accelerato per corrispondenza tenuto da Topo Gigio? No, evidentemente è proprio la linea editoriale del nostro quotidiano. Ecco, infatti, la “Top news” di oggi: “Sestu, auto fuori strada, muore una ragazza“. Fatta salva la pietà ed il rispetto per i morti, sinceramente vi sembra che questa possa essere la notizia più importante della giornata per i sardi e la Sardegna? Posto che familiari, parenti ed amici saranno già informati del tragico incidente, che interesse può avere per un sardo di Alghero, di Olbia, di Tresnuraghes o Noragugume? E’ una notizia di interesse generale? No, non lo è. Punto. Quindi usarla come “Top news” e notizia di apertura è quantomeno anomalo e poco corretto. Ma andiamo oltre, vediamo quali sono le altre notizie di prima pagina di oggi.

Eccole qui, esattamente sotto la Top news di apertura questo è l’elenco delle notizie di “Primo piano“. Stiamo parlando sempre di notizie che dovrebbero essere quelle più importanti della giornata: 1) Pedone travolto alla Caletta. 2) Scontro frontale a Muravera. 3) Coniugi morti in auto a Ussana. 4) Moto fuori strada a Lanusei. 5) Villacidro, incidente all’ippodromo. A noi sardi il terrorismo dell’Isis, gli attentati di Parigi, l’invasione degli immigrati, la disoccupazione e la povertà in crescita ci fanno un baffo. Quello che ci interessa sono gli incidenti stradali. O almeno, da quello che si vede, questo è ciò che pensano all’Unione sarda. Che interesse possono avere queste notizie per il 99,9% dei sardi? Qualcuno all’Unione se lo chiede? Non è un quotidiano d’informazione, è un bollettino stilato dalla Polizia stradale. A chi può interessare? Direi soprattutto alle Agenzie di pompe funebri, alle ditte di soccorso stradale e, se le auto non sono troppo malridotte, ai carrozzieri. Non sono cinico, sto giusto facendo una considerazione logica e razionale. Eppure questa è quella che spacciano per informazione, per servizio pubblico. E guai a criticarli, vi accusano subito di attentare alla libertà di stampa ed alla libera informazione.

Continuo ad avere molte perplessità su ciò che intendono oggi per informazione e servizio pubblico. Ed ogni giorno ho la conferma che ciò che penso da sempre sulla stampa e sui media non è una mia fissazione, ma è la pura e semplice verità riscontrabile quotidianamente. Riempiono le pagine di notizie inutili per evitare di parlare di cose serie che interessano davvero i cittadini. Mi viene in mente un vecchio post di 12 anni fa (ottobre 2003). Avevo aperto da poco questo blog e, a dimostrazione che questo argomento lo sento particolarmente, dedicai un post “Notizie inutili” ad una frase di Emilio Fede, direttore del TG4. Dopo una serie di notizie varie, disse chiaramente “Ed ora una notizia di utilità collettiva“. La notizia riguardava uno sciopero del personale delle Ferrovie che, quindi, interessava tutti gli italiani. E concludevo amaramente: “Se ha sentito la necessità di specificare che quella è una notizia di utilità collettiva significa, pari pari, che tutte le notizie date precedentemente…non sono di utilità collettiva. Altrimenti non avrebbe avuto senso specificare. Giusto? Ma se le altre notizie non sono utili…sono inutili. E se sono inutili…perché le dicono?“.  Già, perché?

Dicevo anche che bisognerebbe chiedersi quale sia il vero interesse pubblico delle notizie che ci propinano ogni giorno e spacciano per informazione. Scrivevo: “Facciamo una semplice prova. Quando ascoltiamo i TG o leggiamo i quotidiani, proviamo a chiederci “Mi interessa? E quanto?” Ma non intendo la partecipazione emotiva alla notizia. Intendo dire proprio se quella certa notizia è di qualche interesse per me, se ha una qualche utilità pratica immediata o nel futuro. Se siamo onesti ci renderemo conto che la stragrande maggioranza delle notizie che ci propinano stampa e TV non sono di alcun interesse per noi.”. E allora che senso ha questo gigantesco apparato mediatico che sulla stampa, radio e televisione, internet,  ci inonda di milioni di notizie da tutto il mondo in tempo reale? A chi giova veramente? Certo giova molto a chi ci lavora e ci campa; molto meno ai cittadini.

Ecco, bisognerebbe fare questo piccolo esperimento, ogni volta che leggiamo un quotidiano, una rivista o seguiamo in televisione un telegiornale o un talk show. Forse la gente non si rende conto di quanto sia importante un’informazione seria, corretta e di vera utilità per i cittadini. I media formano l’opinione pubblica che è quella che poi opera le scelte politiche, etiche, sociali, culturali e condiziona perfino i consumi. Chi ne conosce il potere lo usa a proprio beneficio; i cittadini che non ne conoscono i meccanismi non hanno difese nei confronti dell’informazione (e della pubblicità) e sono alla mercé di operatori senza scrupoli che manipolano l’informazione a proprio vantaggio. I cittadini dovrebbero essere informati di questo pericolo. Ma chi dovrebbe informarli? Ovvio, i mezzi d’informazione che, però, non lo faranno mai perché sarebbe contro il loro interesse. Cari cittadini, mi sa che siete fregati, comunque, senza scampo.

Decine di post dedicati a questo argomento sono riportati nella colonna a lato sotto la voce “Mass media, società e violenza“, “E’ la stampa, bellezza”, e “Stampa, TV, Web“.

 Vedi

Pane, sesso e violenza

Mondiali e delitti

Il Papa ha ragione

Quei farabutti della stampa

Libertà di stampa, per chi?

La stampa (e la rincorsa verso il basso)

Guardi siti porno?

Stampa copia/incolla

Stampa di regime

Cronisti copia/incolla

Ma soprattutto, a conferma del fatto che non sono io ad avere la fissazione di prendermela con la stampa,  vale la pena di leggere questo articolo che ho citato spesso in passato e che spiega molto meglio di quanto possa fare io la deriva della stampa di oggi:” Troppe tette e culi.  Nell’Occidente i mass media  rinunciano a informare e criticare: preferiscono divertire con il gossip“. E’ un articolo pubblicato anni fa sul quotidiano spagnolo El Pais, poi tradotto e pubblicato su La Stampa nel 2007. L’autore è il premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa. Prende spunto per l’articolo dal dilagare del gossip su tutti i mezzi d’informazione. Ecco cosa scrive: “…da cinque giorni, non riesco a evitare d’imbattermi, qualsiasi giornale apra e qualsiasi programma di notizie ascolti o veda, nel corpo nudo della signora Cecilia Bolocco Menem.”.

La signora alla quale si riferisce è questa a lato, Cecilia Bolocco, Miss Cile 1987 e poi, nello stesso anno, anche Miss universo. Sposata poi dal 2001 al 2007 con l’ex presidente argentino Carlos Menem. E questa foto è una di quelle che riempivano tutte le riviste spagnole in quel periodo. La nostra stampa non è certo da meno di quella spagnola.  In quanto a gossipate non ci batte nessuno.

 

Leopardi e gli eurosprechi

In che mondo viviamo? Basta osservare alcuni piccoli particolari per capirlo. Ecco due perfetti esempi che ci aiutano a capire che questo mondo è ormai in completo disfacimento e senza speranza. Il primo esempio riguarda un test culturale fatto al “Grande fratello“. Ne ha dato notizia il TG4 qualche giorno fa riprendendo le immagini del reality. Un ragazzo legge L’infinito di Giacomo Leopardi. Ed il celebre “ermo colle“, diventa subito “l’eterno colle“.  Cominciamo bene! A seguire, una ragazza, commentando la poesia e l’autore, afferma che Leopardi era uno straniero che voleva suicidarsi gettandosi da quel “colle“.

Questo è il livello culturale dei ragazzi di oggi? Sembrerebbe una esagerazione, una forzatura. O, magari, potrebbe essere tutta una messinscena preparata dagli autori del programma (oggi niente di quello che appare è davvero ciò che sembra, specie in TV). Così quelli del TG4 hanno voluto verificare e sono andati in strada chiedendo ad alcuni passanti cosa richiamino  alla mente i versi “Sempre caro mi fu quest’ermo colle…” o “il naufragar m’è dolce in questo mare”. Ed il risultato è esilarante. Ecco qui il servizio: “Leopardi e l’ermo colle“. (Per andare subito al punto interessato, saltando le precedenti notizie del TG,  basta spostare la freccetta del puntatore sulla barra di scorrimento, in basso al video, e cliccare al minuto 24′).

Del resto se il livello culturale dei cittadini normali è davvero desolante non è certo meglio quello dei nostri rappresentati in Parlamento. Diverse volte, interpellati da cronisti d’assalto, hanno fatto delle figure barbine. Ecco l’ultima, ripresa e diffusa da diversi siti e TG. Il deputato del M5S, Tripiedi, chiede la parola in aula e così esordisce: “Sarò breve e circonciso…”.

Un altro aspetto quasi incredibile di questa società in balia di una classe politica e dirigente che sarebbe da rottamare in blocco è l’enorme spreco del parlamento europeo che ad un costo faraonico accomuna un’attività spesso incomprensibile e addirittura ridicola. Tutta da ridere, se non fosse tutto vero e se non fossimo noi a pagare. Ecco come Crozza ne spiega il funzionamento ed i costi (ma l’elenco degli sprechi sarebbe molto, ma molto più lungo di quello fatto dal comico). Queste informazioni bisognerebbe darle ogni giorno come notizie di apertura dei TG, non lasciare che siano i comici a parlarne, facendola passare come satira, perché non c’è proprio niente da ridere.  Ecco il video: “L’Europa sprecona“.

A proposito di Leopardi (per chi volesse rinfrescarsi la memoria), ecco un video che ho realizzato ed inserito su YouTube 6 anni fa; L’infinito declamato da Vittorio Gassman.