Donne e tacchi

I tacchi a spillo delle donne più che tacchi alti sembrano trampoli bassi. Così, se cadono, rischiano  guai seri; finiscono dritte dritte in ortopedia. Infatti sono frequenti le cadute, specie fra le modelle che sfilano in passerella, e talvolta anche con conseguenze serie. Tutto per sembrare più alte di quello che sono? Anche, ma non solo. Dicono che il tacco alto slancia la figura, dona eleganza e sensualità nella camminata, è una questione estetica; dicono.

Sarà. Ma allora, perché li usano anche quando stanno ferme, sedute e magari con le gambe sotto il tavolo? Ecco un caso esemplare: Lilly Gruber. Sta seduta, con le gambe sotto il tavolo, non si alza mai da quella sedia dove siede sempre pericolosamente sul bordo; tanto che si resta sempre con l’ansia che da un momento all’altro scivoli e cada, oppure che la sedia si ribalti. Ma se quella sedia è troppo grande o scomoda per lei, perché non gliene procurano una più adatta? Ma soprattutto, che bisogno c’è di avere quelle scarpe con tacco 12, appuntite come frecce (che obbligano il piede ad assumere una posizione innaturale), che sembrano armi improprie e per indossarle bisognerebbe avere il porto d’armi? Slancia la figura nella camminata? No, perché sta ferma. La fa più alta? No, perché sta seduta, quindi non la alza di un centimetro. Allora? Allora niente, prendere o lasciare; quando si parla di donne e del loro comportamento  non bisogna mai cercare una spiegazione logica e razionale. Le donne e la logica vivono in universi paralleli; non si incontrano mai. E poi, perché la inquadrano sempre di lato e dal basso, come se intenzionalmente vogliano mettere in evidenza proprio quelle scarpe e quei tacchi? Chi segue Otto e mezzo può constatare facilmente che spesso, nel corso del programma, l’inquadratura parte con un campo lungo sul tavolo degli ospiti, e “stringe” proprio sulle gambe ed i tacchi della Gruber. E’ una inquadratura che, dal punto di vista della regia televisiva, non ha alcuna giustificazione “logica e razionale”.  Allora, o hanno i calzaturifici come sponsor, o il regista è una donna, oppure è un feticista con una passione speciale per i tacchi alti. Misteri mediatici.

La cosa buffa, però, è che usano tacchi altissimi anche quelle donne che sui tacchi non ci sanno andare e devono fare faticosi esercizi di equilibrismo per non cadere. Un esempio per tutte: Antonella Clerici. Queste scarpette a lato, molto fini ed eleganti (?), con tacco 15 e plateau, sono sue; roba che non si vede nemmeno nei viali di periferia (Guarda qui il video: I tacchi della Clerici). Quella che quando parte la sigletta delle “Tagliatelle di nonna Pina“, si agita, scodinzola, ancheggia, ride, sgrana gli occhi e fa le smorfiette come una bambina. Sì, ma lei ha 50 anni! E allora ti chiedi “Ma questa ci è o ci fa?”.  Quella che sembra un tortellone gigante, che nelle serate speciali, tipo Sanremo e simili, si veste come un uovo di Pasqua (Bonolis, la fatina bionda e du’ palle!). Quella che non perde occasione per mostrare le tette in primo piano ed in bella evidenza (Le tette di Antonella). Quella che si ostina ad indossare scarpe col tacco 12 anche se fa una fatica enorme per muoversi e stare in equilibrio. Ecco, quella. Lei sui tacchi proprio non ci sa camminare; si muove a piccoli passettini per paura di cadere. Così ha sempre l’aria di chi sta correndo in bagno perché le scappa la pipì. Benedetta ragazza, se fai fatica a camminare sui tacchi alti perché ti ostini ad usare quei trampoli, facendo la figura della paperella? Usa le ciabatte, almeno vai tranquilla.

Ma la nostra conduttrice esperta di tagliatelle non è la sola a fare sacrifici e correre anche qualche rischio (le cadute dai tacchi sono all’ordine del giorno) pur di guadagnare qualche centimetro ed essere più slanciata (così pensa lei). Ecco perché anche le ditte produttrici, sfruttando questa tendenza masochista delle donne, offrono tacchi sempre più alti. Per esempio questi mostrati nella pubblicità a lato; sembrano armi improprie o strumenti di tortura più che normali scarpe. Ma se questa è la moda, costi quel che costi, bisogna usarle, anche rischiando fratture multiple.

Ecco un’altra conduttrice televisiva che ha la passione dei tacchi altissimi. E’ Tiziana Panella; conduce Tagadà il pomeriggio su La7,  l’ennesimo talk show (se ne sentiva proprio il bisogno) con i soliti ospiti tuttologi della compagnia di giro dei salotti televisivi che discutono di tutto lo scibile umano. Anche lei rinuncia ad una sedia normale per stare arrampicata pericolosamente (ricorda la temeraria Gruber) su una specie di trespolo più adatto ai pappagalli che agli umani. Ma ormai questa sembra essere la nuova moda degli arredamenti degli studi televisivi; non più normali sedia o poltrone, sorpassate, anacronistiche e sostituite da più moderni sgabelli (quelli che una volta si vedevano solo negli american bar). Con l’effetto ridicolo di vedere certi personaggi anzianotti e grassotelli, che se ne stanno in equilibrio precario su questi alti sgabelli, impacciati ed a rischio caduta. Danno un tono di suspense al programma; la gente li guarda e pensa “Ora cade…ora cade…”. Anche Panella, così come Gruber,  viene inquadrata spesso di lato, mettendo in evidenza in primo piano, come si vede dalla foto, proprio i tacchi altissimi. Anche questo regista avrà la passione per i tacchi? Tutti feticisti i registi televisivi? Mistero.

Sembra che in televisione questa sia la norma; sgabelli per equilibristi, trespoli e tacchi 12, meglio se 14. E inquadrature di lato che valorizzino  tacchi e sgabelli. E’ la nuova tendenza, forse per motivi di inquadratura, o per lanciare la moda degli sgabelli al posto delle normali sedie; o più semplicemente perché la gente non si rende conto di quello che fa. Ma perché le conduttrici televisive portano quei tacchi? Per aumentare l’altezza? No, visto che stanno sedute. Per ingentilire e rendere sensuale l’andatura? No, perché stanno ferme. Il mistero continua. E non cercate una logica in tutto questo; non c’è. 

L’opera e il clown

Ieri pomeriggio Canale 5 ha mandato in onda un bel programma, “Opera on ice“, perfetta unione di grande musica operistica e pattinaggio sul ghiaccio, realizzato nello scenario unico dell’Arena di Verona, con una madrina d’eccezione; Carolina Kostner. Fra tanti sdolcinati programmi natalizi che da giorni occupano tutti i canali TV, con Babbo Natale in tutte le salse, cartoons, filmetti per bambini e tutto l’armamentario del buonismo d’occasione, roba da farsi venire il latte alle ginocchia, è stata una bella sorpresa. L’unico neo, non poteva mancare, il presentatore della manifestazione: Alfonso Signorini.

Mi viene in mente che già altre manifestazioni musicali tenutesi all’Arena di Verona hanno avuto presentatori la cui scelta lascia molti dubbi. Una per tutti; Antonella Clerici che passa con disinvoltura dalle “tagliatelle di nonna Pina” alla musica di Verdi. Ma siccome siamo ancora in aria natalizia, cerchiamo di essere buoni e stendiamo il classico velo pietoso sulla Antonellina nazionale. Ma è possibile che non si riesca a trovare dei presentatori seri che per capacità, cultura e conoscenze specifiche, siano più adatti, e più credibili, a presentare spettacoli di musica seria? Possibile che si debba ricorrere sempre ai soliti volti noti che imperversano da anni in TV e che vanno bene per tutte le stagioni e tutti i canali; dai programmi di cucina ai talk show pomeridiani, dai giochini scemi con pacchi e pacchetti al giornalismo d’assalto?

Sembra incredibile, ma è così. Ecco perché la Clerici passa con indifferenza dalla prova del cuoco ai programmi serali con bambini canterini, al palco di Sanremo ed all’Arena di Verona a presentare musiche di Verdi. Bene, è successo anche per questa edizione di “Opera on ice“. Chi è il presentatore? Alfonso Signorini, quello che fino a pochi anni fa era un illustre sconosciuto che d’improvviso acquisisce notorietà e, grazie ad i suoi eccentrici gusti sessuali, diventa un’icona gay, fa l’ospite di professione in tutti i salotti TV, diventa anche conduttore di un suo programma e dirige riviste gossipare. Bella carriera! Ed ecco che il nostro poliedrico Signorini approda anche al prestigioso palco dell’Arena a presentare le eleganti evoluzioni di glorie nazionali ed estere del pattinaggio artistico su ghiaccio e celebri arie e brani da opere. Eccolo nel suo impeccabile abito da “bravo presentatore“.

Una giacca fuori misura e troppo larga (forse gliel’hanno rimediata all’ultimo momento), un orribile pantalone rosso fuoco che indossano solo personaggi bizzarri: Signorini, Luca Giurato ed Oscar Giannino. Gli manca solo una pallina rossa sul naso ed un cappellino fiorito in testa e sarebbe perfetto come clown da circo equestre. Ma questa gente ha mai avuto il senso del buon gusto? Forse no. Certo è che l’unica giustificazione per presentarsi con quell’abbigliamento sarebbe stato nel caso avesse dovuto presentare un’aria da “Pagliacci” di Leoncavallo. Direbbe Totò: “Signorini, ma mi faccia il piacere…”.

A proposito di Antonella Clerici, vedi:

Lirica Kitsch

Musica e tagliatelle

Antonella torna ai fornelli; e piange

Le tette di Antonella

Bonolis, la fatina bionda e…du’ palle!

Musica e tagliatelle

Ovvero, tagliatelle di nonna Pina e Giuseppe Verdi. Se non ho capito male, stasera in televisione sulla RAI dovrebbe esserci una serata speciale all’Arena di Verona. Serata dedicata alla grande musica di Giuseppe Verdi. Ospiti illustri, cantanti di “grido”. Insomma un omaggio al grande maestro ed alla sua musica immortale. E’ tutto quello che so e che ricordo dalla fugace visione, nei giorni scorsi, di un promo in TV, insieme ad una scena di cavalli e cavalieri, vestiti all’egiziana, che irrompono sul palco. Ovvio che si tratta di una scena dell’Aida.

E chi presenta la serata? A prima vista si penserebbe che sia un personaggio che abbia dimestichezza con l’opera lirica, il bel canto, il melodramma, le grandi voci, la storia della musica. Non sforzatevi di indovinare. Anche perché se l’ho visto io è molto probabile che quel promo l’abbiano visto in molti. Quindi sappiamo già chi sarà la conduttrice della serata: Antonella Clerici.  Quella che ogni giorno, cascasse il mondo, intorno a mezzogiorno, conduce il suo programma di ricette “creative” e di cuochi allo sbaraglio: “La prova del cuoco“.

Quella che quando parte la sigletta delle “Tagliatelle di nonna Pina“, si agita, scodinzola, ancheggia, ride, sgrana gli occhi e fa le smorfiette come una bambina. Sì, ma lei ha 50 anni! E allora ti chiedi “Ma questa ci fa o è proprio scema?”.  Quella che sembra un tortellone gigante che nelle serate speciali, tipo Sanremo e simili, si veste come un uovo di Pasqua (Bonolis, la fatina bionda e du’ palle!). Quella che non perde occasione per mostrare le tette in primo piano ed in bella evidenza (Le tette di Antonella). Quella che si ostina ad indossare scarpe col tacco 12 (vedi i tacchi della Clerici), non ci sa camminare e si muove a piccoli passetti come se corra in bagno perché le scappa la pipì. Ecco, quella.

Sembra che in Italia ci siano solo due conduttori che possono alternarsi in tutti i programmi, diurni, serali, notturni, di qualunque genere. Vanno bene per tutte le stagioni: Antonella Clerici e Carlo Conti. Infatti conducono giochini pomeridiani (L’eredità” ?), programmi serali (I migliori anni) e “speciali” TV. Due giorni fa Conti ha presentato una serata speciale di musica leggera dal grande piazzale della basilica di Assisi. Antonella Clerici, oltre a condurre programmi di cucina ha condotto in passato programmi con bambini canterini (non ricordo il titolo. Forse era “Ti lascio una canzone“?), poi ha condotto un altro serale ancora dedicato all’arte culinaria “La terra dei cuochi” (?). Insomma, non c’è scampo: o ti becchi Conti o la Clerici.

Conti è quello che è sempre cotto al punto giusto. Anche a dicembre sembra appena tornato da un mese di vacanza sotto il sole dei tropici. Si dice che sia un patito delle lampade. Ma forse non si tratta proprio di semplici lampade. Forse ogni giorno lo inseriscono per una decina di minuti in un forno da pizzeria. Ecco perché ha sempre quel bel colorito dorato da fette biscottate.

Già, e la Clerici? Quella che ogni giorno ti spiattella, letteralmente, ricette così assurde ed improbabili che bisognerebbe prendere i piatti e rovesciarli in testa ai cuochi? Cosa c’entra con il bel canto, con la lirica e l’opera? Cosa c’entrano le tagliatelle di nonna Pina con l’Aida di Verdi?

Ricordo di aver visto, tempo fa, un’altra serata speciale dall’Arena, sempre condotta dalla Clerici. Evidentemente deve avere un contratto speciale. Riuscii a seguire giusto qualche minuto, sempre con lo spirito di Totò nella scenetta di “Pasquale” che si chiedeva “Vediamo questo stupido dove vuole arrivare“. Ecco, la guardavo e mi chiedevo “Vediamo cosa dice e dove va a parare”. I suoi interventi erano incentrati sull’immancabile sviolinata al pubblico, (sempre grande, fantastico, meraviglioso, così lo si lusinga e si guadagna un applauso) e sulle difficoltà del mettere in scena una serata come quella, i ringraziamenti ai tecnici, alle comparse, a tutti quelli che collaborano alla realizzazione, alla RAI, alle telecamere, ai ragazzini che portano le bibite, alle sarte, agli elettricisti, ai carpentieri, agli scenografi, alla “Regia” (ovvio), al pubblico che segue da casa, allo sforzo della produzione RAI, alla gran fatica delle prove, a tutti quelli che operano dietro le quinte.

Insomma, tutta la sua conduzione era basata non su ciò che accadeva sul palco, ma su ciò che “prepara” lo spettacolo. Come se un cantante o un attore che esca sul palco, invece che cantare o recitare si limitasse a raccontare quante prove ha fatto, com’è duro studiare il pezzo, quanta fatica ha fatto e cosa ha mangiato a colazione. Ecco, questo è il leit motiv della conduzione della Clerici. Sembra assurdo, ma è proprio così. Se avrete la pazienza di seguirla stasera, verificate se dico cose campate per aria, oppure se c’è un po’ di verità. E, giusto per curiosità statistica, provate a contare quante volte, sgranando gli occhi per l’ammirazione e la sorpresa, con un sorriso estatico da bambina al Luna Park, esclamerà “Ma che meraviglia!”.

Che meraviglia le “palle” di Antonella…

P.S.

Ho visto alcuni passi del programma. Questa volta non ha improvvisato parlando a vanvera delle prove, del lavoro dei tecnici e del dietro le quinte. Per evitare che straparlasse, questa volta gli autori le hanno scritto il testo con tutte le battute; giusto poche parole per presentare cantanti e brani. Infatti, abbassava lo sguardo e leggeva tutto dal gobbo. Ecco perché è stata “QUASI” normale e non ha fatto eccessivi danni. Il vestito, però, è sempre da uovo di Pasqua. I tacchi sono sempre troppo alti e le tette sono sempre in esposizione. Bisogna capirla, deve sostituire Eddy che l’ha mollata.