TV scuola di violenza

La televisione ed i media ci avvelenano. Ogni giorno ci propinano dosi massicce di negatività che alterano la normale attività mentale, condizionano l’esistenza e le nostre scelte di vita e, a lungo andare, producono danni enormi a livello psicofisico e modificazioni anche serie perfino sulla struttura neuronale del cervello.  Lo scrivo da anni. E più passa il tempo e più ne sono convinto. Esagero? No, leggete questo articolo di pochi giorni fa: “Cervello in tilt per 900.000 giovani; tutta colpa di smartphone e web“. Ecco cosa afferma Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze e salute mentale dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco di Milano: “Oggi sappiamo che emergono alterazioni a livello della struttura cerebrale, che sono sovrapponibili alle dipendenze da stupefacenti e insistono sulle stesse aree cerebrali.”. Chiaro? Io aggiungerei, senza tema di sbagliare, la televisione e tutti i mezzi di comunicazione.

Tv fiction violenza

Ecco a lato la conferma del rapporto fra TV e cronaca nera, riportato dal Corriere: “Il piano per farlo a pezzi ispirato alle fiction TV“.  Per ammazzarlo e  tentare di eliminare il cadavere “si sono ispirati alle fiction TV“. E’ abbastanza chiaro, oppure, come dice qualcuno, bisogna fare il disegnino? E’ solo l’ultima notizia di reati e delitti ispirati dalla televisione; l’elenco sarebbe molto lungo. Ne ricordo solo uno per tutti. Il caso, avvenuto ad Olbia qualche anno fa, di uno stupro da parte di un branco di adolescenti ai danni di una coetanea di 9 anni. Ne parlavo in questo post del 2008 “Mondo cane“. Ai carabinieri che chiedevano perché lo avessero fatto, risposero sereni e tranquilli che “lo avevano visto fare in televisione“. Non credo ci sia molto da aggiungere. Se ancora si continua a negare la strettissima relazione fra atti di violenza e quello che passa in Tv, significa che la gente è completamente rincoglionita: specie gli addetti ai lavori. Ma quelli, come dico spesso, ci campano.

I primi a farne le spese sono proprio i ragazzi, ancora immaturi, indifesi, fragili, facilmente impressionabili dal continuo flusso di informazioni negative che assimilano quotidianamente. Ed ecco un’altra conferma dello sbando totale degli adolescenti, riportato ieri nella cronaca locale dal quotidiano Unione sarda (Soli in discoteca a 12 anni):  “Adolescenti, se non addirittura bambini, in giro per la città sino alle 6 del mattino dopo una notte in discoteca.“.  Per intenderci, sono gli stessi ragazzi dodicenni che, secondo la proposta della ministra Fedeli, le mamme dovrebbero andare a prendere all’uscita dalla scuola per proteggerli da eventuali pericoli. Però possono stare tutta la notte fuori casa, con il consenso dei genitori, a fare quello che gli pare, senza controllo. C’era bisogno di una ulteriore conferma del rincoglionimento generale di adolescenti, figli, genitori e ministri?  No, non abbiamo più dubbi. Ma cosa fanno queste dodicenni fuori tutta la notte in discoteca? Mah, qualche idea potete farvela leggendo questo: “Pane, sesso e violenza“. C’è un po’ di tutto; dalle “ragazze doccia” che fanno sesso tutti i giorni a scuola su prenotazione e scelta della prestazione dietro compenso o una semplice ricarica telefonica, a quelle che nei bagni delle discoteche fanno le gare di sesso orale; vince chi fa più pompini (chiamiamo le cose col loro nome, così ci capiamo meglio).  Già, poi però siccome le “bambine” sono ingenue ed indifese, e se tornano a casa da sole corrono dei rischi (magari accettano caramelle da sconosciuti; pompini sì, caramelle no), per difenderle dai pericoli, bisogna andare a prenderle a scuola per accompagnarle a casa; così siamo tranquilli.

Non basta ancora? Di recente il caso della famiglia sterminata con il tallio ha riempito la cronaca per giorni. Poi si è scoperto che ad uccidere i nonni e la zia è stato il nipote: “L’ho fatto per punire soggetti impuri“. E stampa e TV si sono scatenati con servizi speciali, facendo a gara nel raccontare nei dettagli tutti i particolari della vicenda; cos’è il tallio, a cosa serve, dove acquistarlo, quanto costa, come ordinarlo sul web, come usarlo, come non lasciare traccia sul computer. Insomma, tutte notizie utili per fornire spunto e consigli utili a qualche apprendista assassino con poca fantasia che vuole far fuori un familiare, un parente, un vicino antipatico o uno a caso. Non sai come fare? Basta leggere la stampa o vedere i servizi in TV.

Sono cose che scrivo fin da quando ho cominciato ad usare internet 20 anni fa. Risultato? Zero. Mi ricorda quella battuta del tale che fa dieta da 15 giorni per perdere peso ed all’amico che gli chiede cosa ha perso risponde “Ho perso 15 giorni“. Ecco, io ho perso 20 anni. Ma siccome “repetita iuvant”, mai disperare. Qualche tempo fa, gennaio scorso, Fiorello sollevò il problema della violenza in TV perché la mamma era impressionata dalle notizie di cronaca nera nei TG. Se ne è parlato per qualche giorno, poi silenzio generale (tengo famiglia) e tutto procede come sempre. A quella protesta ho dedicato un post in cui riportavo anche i commenti lasciati su un forum della Community RAI, dedicato proprio alla violenza in TV, nel 2002, 15 anni fa (quindici). Giusto per dire che il problema è vecchio e non lo sto scoprendo oggi. Eccolo.

Fiorello e violenza in TV (gennaio 2017)

Se l’ha capito anche Fiorello vuol dire che la questione è seria. Parlo dell’eccesso di violenza in TV. Ieri ha lanciato un appello a RAI e Mediaset: “Basta sangue e violenza in TV“. Chi ha la bontà di dare uno sguardo al mio blog sa che è un argomento che tratto da sempre. Basta dare uno sguardo alla sezione “Mass media, società e violenza” nella colonna a destra, dove sono riportati i link di alcuni dei tanti post dedicati all’argomento “Media e violenza“. Forse non ci facciamo più caso perché la cronaca nera è talmente diffusa su stampa e TV che sembra normale. Proprio ieri ho seguito un TG5 che ha dedicato un quarto d’ora abbondante alle notizie di nera accaduti nelle ultime ore: sono almeno 5 i fatti di sangue e violenza, tra genitori ammazzati dai figli, donne bruciate o sfregiate con l’acido o accoltellate. Praticamente metà TG era dedicato a fatti di violenza, con dovizia di dettagli, sangue, inviati davanti ai luoghi della tragedia, interviste volanti ai passanti, ricostruzioni dei delitti. Niente di straordinario, è la solita informazione quotidiana. Ormai i TG sembrano bollettini di guerra.

Ma non basta. Si comincia già al mattino a riprendere i fatti delittuosi e discuterne in TV. L’ho ricordato spesso, anche di recente. E poi si continua per tutta la giornata a parlare degli stessi fatti nei salotti pomeridiani, e poi la sera in programmi espressamente dedicati alla cronaca nera: Quarto grado, Amori criminali, Storie maledette, Chi l’ha visto, Il terzo indizio etc. Basta? No, perché poi ci sono tutta una serie di fiction e  film horror, thrilling, di azione, polizieschi a base di violenza, sparatorie, sangue e morti ammazzati. Non li cito perché l’elenco è lungo. Fiorello ha ragione, c’è troppa violenza in TV.

televisione violenza

Sbaglia, però, quando dice che di questi delitti se ne dovrebbe occupare solo la magistratura ed i TG. La magistratura è giusto che se ne occupi, ma perché i TG devono riversare ogni giorno una valanga di notizie violente? Possibile che siano queste le notizie che interessano i cittadini? Io credo di no, da sempre. L’ho detto e scritto ogni volta che ho avuto la possibilità di farlo. E lo sto scrivendo anche in rete fin da quando ho cominciato ad usare internet; lo sto scrivendo da 15 anni. Ma sembra di scontrarsi con un muro di gomma. E nessuno se ne preoccupa, nemmeno coloro che per professione (psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, sociologi, giornalisti ed addetti ai lavori) dovrebbero farlo.

Stavo per scrivere proprio un post sulla follia umana che sembra essere ormai inarrestabile. Ma prima, visto l’intervento di Fiorello, mi fermo a parlare per la millesima volta dell’eccesso di violenza in televisione.  E’ un problema che ho accennato da subito, appena ho cominciato a frequentare la rete e diversi forum di discussione, tra i quali anche la Community RAI che aveva diverse sezioni e forum nei quali si poteva intervenire.  Parlo di 15 anni fa. Allora la connessione era a 56 kb ed il problema più frequente era che cadeva spesso la linea. Il che significava che se stavi scrivendo qualcosa perdevi tutto. Così presi l’abitudine di scrivere i messaggi, commenti ed interventi anche brevi, prima su una pagina word e poi col copia/incolla inviarli nel forum. Molti di quei messaggi si sono salvati e li tengo ancora in una cartella documenti. Così ho rintracciato dei commenti che avevo inserito proprio in un forum della Community RAI riservato proprio al problema della violenza in TV.

Il forum era moderato dal prof. Scandaletti. Pensai subito che un forum sulla violenza in TV all’interno della Community RAI fosse il posto giusto per porre il problema dell’eccesso di violenza in TV (cosa che osservavo già da tempo), e che magari il prof Scandaletti avrebbe potuto darmi una risposta o, comunque, si poteva avviare una discussione. L’illusione è durata poco, nessuna risposta, né dal moderatore, né da altri frequentatori del forum. Così cominci a pensare che, in fondo, se agli altri non interessa, magari sei tu ad essere troppo critico. Non solo nessuno rispondeva, ma qualche mese dopo addirittura chiusero il forum; così si evitano domande scomode. Pensate quanto gli interessa il parere del pubblico. Riporto quei pochi interventi fatti in quel forum nel 2002 a dimostrazione che quello che lamenta Fiorello oggi, lo denunciavo già 15 anni fa, purtroppo senza ottenere risposta. La “Carta di Treviso” alla quale accenno nei commenti è un protocollo deontologico d’intesa fra Ordine dei giornalisti e TV che risale al 1990 e che dovrebbe tutelare i minori dall’eccesso di scene violente in TV e tutelarne la privacy. La cito perché l’intestazione della sezione faceva riferimento proprio a quella “Carta”.

Su  RAI Community 24/4/2002

Altro che Carta di Treviso; bell’elenco di buone intenzioni. Fossi in voi (intendo nei panni degli addetti ai lavori), comincerei a preoccuparmi seriamente anche dell’informazione per gli adulti. Ma, a quanto vedo, in questo forum non risponde nessuno. Per essere ascoltati, oggi, bisogna parlare di Fiorello o del “Grande fratello” o delle amenità varie del mondo dello spettacolo; insomma, di stupidità e affini. Prova ne sia che, a dieci anni dalla “Carta”, il pericolo della TV violenta, come risulta dai rapporti, è addirittura aumentato. Alla faccia della “Carta”. Ma siamo seri, per favore.

Ma, del resto, come si può pensare di essere ascoltati, quando addirittura si sentono certi psicologi (?) affermare candidamente che, in fondo, la violenza non è poi così pericolosa, anzi, contribuisce ad esorcizzare la paura. Ma dove hanno studiato certi personaggi? Nei corsi serali tenuti nella capanne del Burundi? Ma non sarebbe meglio, nell’interesse di tutti, che cambiassero mestiere? O devo credere che, veramente, nelle nostre università si insegna che essere sottoposti quotidianamente a visioni di violenza di ogni genere, e in tutte le salse, contribuisca ad esorcizzare la paura e che, quindi, abbia, addirittura degli effetti positivi? Ma davvero si insegna questo? Chiudete quelle università e ricavateci alloggi per i senzatetto, almeno servirà a qualcosa e non faranno danni.

Su RAI Community (1 maggio 2002)

Adesso capisco perché la “Carta di Treviso” resta carta straccia. E’ la solita trovata all’italiana. In Italia si svolgono ogni anno centinaia, o forse migliaia, di convegni, congressi, seminari, meeting etc. A parte il fatto che il più delle volte, direttamente o indirettamente, vengono organizzati col sostegno di Enti pubblici, quindi, con denaro pubblico, mi chiedo a cosa servano. Il più delle volte il loro scopo (non ufficiale) è il seguente:

– Dare la possibilità ai partecipanti di trascorrere qualche giorno di vacanza in località amene.

– Offrire l’opportunità di instaurare nuovi rapporti personali o professionali (tornano sempre utili).

– Consentire di degustare le varie specialità gastronomiche locali. In alcuni casi è possibile anche acquistare direttamente i vari prodotti locali, che sono sempre graditi, sia per consumo personale, sia come regalini per amici e parenti.

– Stilare un documento finale (ma, spesso, neanche questo) che giustifichi, con pretese scientifiche, quanto detto nei punti precedenti.

 Detto questo, quando sono entrato in questo forum, mi sono sorpreso di scoprire che, finalmente, qualcuno si occupa di un argomento così serio qual è l’informazione, con particolare riferimento all’informazione per i bambini. Ma, a distanza di dieci giorni, mi rendo conto che anche questo forum è “all’italiana”. Nessun commento, nessuna risposta ai vari messaggi. Ma nessuno potrà dire che nulla viene fatto. Vero? La RAI ha perfino aperto un forum ad hoc, dove discutere di informazione. Ed è un forum moderato dall’illustre prof. Scandaletti. Mica scherzi! Classica domanda all’italiana: “Il prof. Scandaletti viene anche pagato, per questo gravoso incarico di moderatore?”.

Ho la vaga impressione che, nonostante le buone intenzioni, non si sia ancora capito se e quanto la televisione possa influire sul comportamento sociale. Anzi, credo proprio che, nonostante lo si sia capito molto bene, non si faccia nulla, perché occorrerebbe adottare dei provvedimenti che, come sempre, sarebbero scomodi per molti. E allora, all’italiana, facciamo finta di occuparci del problema e che tutto resti come prima. Una cosa è certa; tutti gli italiani hanno letto “Il gattopardo”. Concludo, all’italiana, citando un noto ritornello di Sordi: ” Ti ci hanno mai mandato a quel paese?” Statemi bene! E se un domani i vostri figli o nipoti si ammazzano fra loro, o puntano un fucile o una pistola sulla vostra canuta testolina e fanno boom, non preoccupatevi, niente di grave; lo hanno semplicemente visto fare in televisione.

Su RAI Community 26/5/02 

Perché in questo forum non risponde nessuno? “In tutt’altre faccende affaccendati?”. Eh sì. E’ di ieri la notizia che un ragazzo ha ammazzato il padre e la madre. La sorella l’ha scampata per miracolo. Beh, normale no? Ormai questi delitti in ambito familiare si susseguono con un ritmo così frequente che è tutto normale. Pensiamo piuttosto ad altro; ai mondiali di calcio, e chissà se Carlo sposerà Camilla, e chi vincerà a “Saranno famosi”? In attesa del prossimo delitto. Sperando che non sia il nostro. Così, giusto perché da morti non potremmo vedere che anche noi abbiamo avuto i 5 minuti di celebrità in TV. Sì, vero, da morti, ma comunque siamo apparsi in TV.

Ma, visto che ormai vanno di moda, a nessuno viene in mente di fare un bel “Girotondo” contro la violenza in TV? No vero? I girotondi si fanno per rivendicare la libertà d’informazione. O meglio, quella che si ritiene sia libertà di informazione. Ovvero la libertà di riversare quotidianamente sui cittadini montagne di residui digestivi e violenza, in tutte le salse. Questa è libertà di informazione. Meglio che i bambini imparino presto che ammazzare il padre o la madre è una cosa del tutto naturale, visto che succede così spesso. O no? Così, se ne avranno voglia, magari perché non gli comprano il motorino, potranno farlo senza eccessivi scrupoli, tanto è normale. Ma perché preoccuparci di queste cose? Pensiamo ai mondiali di calcio ed al giro d’Italia. A proposito, visto come procede…l’ultima tappa si correrà a S. Vittore? Ma l’atroce dubbio che tiene il mondo in ansia è: Carlo sposerà Camilla? Albertone…com’era quella canzoncina? Ah, sì: “Ti ci hanno mai mandato a quel paese?”.

Questi furono i soli commenti inviati, perché visto che regnava il silenzio totale, rinunciai a perdere tempo. Stesso esito su altri forum tra i quali quello del programma TV “Il Grande talk” divenuto poi “TV talk” (programma che, con l’intervento di analisti ed ospiti in studio analizza i programmi televisivi della settimana) che prima andava in onda il sabato mattina ed ora il sabato pomeriggio alle ore 15. Risposte zero, anzi qualche frequentatore  si lamentava delle mie segnalazioni con la  solita idiota giustificazione che se un programma non ti piace sei libero di non guardarlo, c’è il telecomando; classica risposta da imbecille della comitiva. Anche quel forum è stato chiuso già da alcuni anni. Sembra che gli addetti ai lavori non gradiscano parlare di ciò che li riguarda. Possono parlarne solo gli interessati e, naturalmente, bene.

Allora ci si chiede perché nessuno si occupi di un problema così importante com’è la programmazione televisiva e degli effetti che può avere sul pubblico. La risposta può essere quella di Popper, riportata a lato, che cito spesso. E’ triste doverlo riconoscere, ma la spiegazione è proprio quella. La televisione ormai è diventata uno strumento il cui scopo principale è quello di creare programmi di successo in cui inserire messaggi pubblicitari a pagamento. Il che significa che, per venire incontro ai gusti del pubblico e aumentare i dati di ascolto che significano maggior valore commerciale delle inserzioni, si abbassa il livello dei programmi per assecondare i gusti della maggioranza della popolazione.  Senza mai chiedersi quali possono essere gli effetti di programmi basati su cronaca nera e violenza.

Abbiamo il più potente mezzo di comunicazione che l’umanità abbia mai avuto nella storia e, invece che usarlo per diffondere conoscenza ed aumentare il livello  culturale del pubblico, lo usiamo per aumentare il livello di aggressività della gente e per fare pubblicità a detersivi, pannolini e porcherie alimentari industriali.  E non si può nemmeno lamentarsi, altrimenti il solito idiota vi dirà che basta cambiare canale. Sì, ma se cambi canale e vedi la solita spazzatura, stai cambiando solo la discarica, ma sempre spazzatura è. E fa anche molto male. Ma tutti fanno finta di non accorgersene, perché ciò che conta è lo share, l’auditel, i dati di ascolto. Una volta gli idioti erano solo idioti, oggi sono Teleidioti, tecnologicamente avanzati. Già, perché, come diceva Ennio Flaiano “Oggi anche il cretino è specializzato“.

Vedi

Cuochi e delitti

Cara sorellina ti ammazzo, per gioco.

Donne da macello

Gli italiani sono scemi

Pane, sesso e violenza

Follie di giornata e futili motivi (2004)

Ipocriti (2004)

Mille volte ipocriti (2004)

. Quando i bambini fanno “Ahi” (2005)

Lo stupro quotidiano (2006)

AdolesceMenza (2006)

Cara sorellina ti ammazzo, per gioco (2007)

Il mondo visto dalle mutande (2007)

Manicomio Italia (2009)

Mamma, sono incinta (2009)

Cani e bestie (209)

Il Papa ha ragione (2009)

Luna nel Pozzo (2010)

Pane, sesso e violenza (2014)

E se non basta ecco cosa dice qualcuno molto più autorevole di me in una intervista TV:

– “K. R. Popper, la TV e la violenza”.

Pensieri casual

Come nasce il pensiero? E’ una domanda che mi pongo da sempre. Già 12 anni fa, appena aperto il blog, dopo un primo post di saluti alla compagnia, il secondo post era già questo “Come nasce il pensiero?”. Diamo per scontato che il pensiero nasca nel cervello: è chiaro “dove” nasce, ma non “come” nasce. Eppure, nonostante abbia una mia idea, talvolta dubito che il cervello sia il luogo in cui nasce il pensiero; almeno non sempre e non per tutti. Il dubbio viene leggendo articoli di stampa, blog, pensieri sparsi in rete, ascoltando certi interventi dei soliti esperti tuttologi in televisione. Vedi, leggi, ascolti, e una domanda sorge spontanea: ma come ragionano questi? Certe volte, davanti a ragionamenti sconclusionati, ci si chiede con quale logica e razionalità vengano formulate certe idee.

Non entriamo in dettagli, gli esempi sarebbero tanti e tali che ci si potrebbe ricavare non un post, ma un lungo saggio; e sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti. Basta un solo esempio ricavato dalla cronaca recente: le motivazioni e le argomentazioni usate dai terzomondisti, buonisti, accoglientisti, cattocomunisti, bergogliani, boldriniani, kyengiani, filo musulmani, renziani e varia umanità, per giustificare sempre e comunque l’invasione afro/arabo/asiatica (non è una razza di cavalli da corsa) e tutte le conseguenze in termini di aumento della violenza, di attriti e conflitti sociali, di delinquenza, di piccola e grande criminalità. Pur di non mettere in discussione la cultura dell’accoglienza e dell’integrazione, si ricorre a tutti i trucchi possibili per aggirare l’argomento, evitare di rispondere alle domande scomode e trovare giustificazioni astruse e ridicole.  Di tutto si parla, meno che del problema.

Lo hanno fatto anche dopo i gravissimi episodi di molestie, violenze e stupri a Colonia e altre città europee, avvenuti contemporaneamente, come se ubbidissero ad un preciso ordine per attuare un’azione programmata per punire ed umiliare le donne europee (cosa verificata e confermata anche dalla polizia). Una sorta di richiamo della foresta, un rito tribale violento, e spesso cruento, in cui scaricare l’aggressività. L’esplosione improvvisa ed incontrollata di una pulsione inconscia; l’applicazione di  una ancestrale, bestiale ed istintiva strategia che in natura è propria degli animali predatori, come lupi e iene, che amano cacciare in branco. Un fatto così grave che non ci sono e non possono esserci giustificazioni o spiegazioni di sorta. Eppure, pur di non riconoscere la gravità dell’accaduto, le responsabilità degli aggressori (ed ancora meno la loro provenienza, etnia e religione), e mettere in dubbio la scellerata politica di apertura incontrollata al flusso migratorio attuata irresponsabilmente dall’Europa, hanno inventato le giustificazioni più strampalate. Hanno perfino negato che gli aggressori fossero immigrati, hanno detto che in fondo gli stupri li commettono anche gli italiani, e che se centinaia di immigrati aggrediscono le donne è perché, poverini,  “hanno carenza d’affetto”.

Chiaro? Care donne europee, tenete bene a mente quello che dicono le illuminate menti delle anime belle buoniste: se domani qualcuno vi aggredisce e vi stupra, non allarmatevi, ricordatevi che forse lo fa perché “soffre di una carenza di affetto”. Allora, visto che è difficile immaginare ed accettare il fatto che certi ragionamenti possano essere partoriti dal cervello, o almeno da un cervello sano, normale, dotato dei neuroni regolamentari e di sinapsi funzionanti non intasate da ingorghi come a Roncobilaccio, ci si chiede con quale altro organo ragionino certi individui.

Ragionano con i piedi? O con le orecchie, il naso, la milza, il fegato, la cistifellea, il colon retto? Oppure con  l’alluce valgo, l’occhio di pernice, il labbro leporino, il ginocchio della lavandaia o il gomito del tennista? Boh, mistero. Però, a  ben vedere, quando si sente un ragionamento senza capo, né coda, comunemente  si usa dire, in senso spregiativo, che è un ragionamento del cazzo. Vuoi vedere che questa espressione popolare, pur se volgare, ha una sua base scientifica? Non c’è altra spiegazione, certa gente non ragiona col cervello, ma con quello: col cazzo. Ma allora si pone un altro problema: come nascono le ìdee del cazzo? Ovvio, con le seghe mentali. Adesso è tutto chiaro.

Bollettino di guerra (Preziose risorse)

Non basta dire che gli immigrati “sono una risorsa“, come dice la ministra Cécile Kyenge. Bisogna dimostrarlo con fatti concreti. Così, dopo aver fatto un breve riepilogo degli ultimi arrivi (Bollettino dei naviganti), vediamo come queste “preziose risorse” contribuiscono allo sviluppo economico, sociale e culturale dell’Italia. Passiamo dal Bollettino dei naviganti al Bollettino di guerra  (perché questo è).

–   4 maggio 2013: una risorsa albanese, Blerim Toksu, arrestato per continui maltrattamenti nei confronti della moglie ed averla ferita con un coltello.

–   7 maggio 2013: Arrestate a Roma dieci risorse filippine. Costituivano una banda dedita all’usura, estorsione ed esercizio abusivo di attività finanziaria.

–  9 maggio 2013: tre risorse nigeriane in stato di ubriachezza molestavano i passanti a Cagliari davanti alla chiesa di Sant’Eulalia. All’arrivo dei carabinieri uno dei tre si è denudato.

10 maggio 2013: due risorse albanesi arrestate a Sarzana per rapina ed omicidio di una anziana contessa.

10 maggio 2013: un gruppo di risorse tunisine aggredisce  a Pisa un’altra risorsa, loro connazionale.

11 maggio 2013: una giovane risorsa marocchina aggredisce due risorse islamiche a scuola e strappa loro il velo, causando una rissa.

. 11 maggio 2013: Una risorsa ghanese di 31 anni, Mada Kabobo, aggredisce diverse persone a Milano a colpi di piccone causando tre morti.

– 11 maggio: arrestato a Mondragone (Caserta) Slavi Toshkov Yosifov, una risorsa bulgara, per vendita di neonati.

– 13 maggio 2013: una risorsa nigeriana, al culmine di un furioso litigio, con un morso stacca la falange della mano ad un’altra risorsa, suo connazionale.

15 maggio 2013:  una risorsa nigeriana di 40 anni arrestata ad Olbia: Aveva in corpo dieci ovuli con 140 grammi di eroina.

16 maggio 2013: una risorsa romena si è suicidata gettandosi sotto un treno, dopo aver ammazzato la moglie ed un’altra risorsa polacca.

18 maggio 2013: una risorsa albanese con numerosi precedenti penali, per spaccio di droga e rapina, ha esploso numerose fucilate nei confronti di un’altra risorsa albanese e della sua famiglia a Locate Triulzi (Milano).

20 maggio 2013: giovane risorsa congolese arrestato a Perugia per aver massacrato di botte e violentato una studentessa.

22 maggio 2013: una risorsa romena di 59 anni, Dimitru Cobanu, arrestato a Cosenza per aver violentato e segregato per mesi una risorsa sua connazionale.

22 maggio 2013: risorsa romena di 28 anni arrestato a Perugia per violenza sessuale.

25 maggio 2013: una risorsa nordafricana arrestata a Sestri Levanti per aver più volte accoltellato in strada la sua compagna.

25 maggio 2013: una risorsa romena di 35 anni , già condannato in passato per violenza sessuale, arrestato a Bologna per stalking e per aver ripetutamente minacciato di morte l’ex compagna, anche lei risorsa romena.

26 maggio 2013: risorsa senegalese arrestato a Siniscola, in Sardegna. Aveva in casa un laboratorio clandestino per l’assemblaggio e la produzione per la fabbricazione di orologi col marchio contraffatto.

27 maggio 2013: giovane risorsa romena di 24 anni arrestato a Roma per aver prima ubriacato e poi stuprato una ragazza nei bagni di un locale notturno del quartiere Testaccio.

–  2 giugno 2013: una risorsa romena, Vasile Ciuciuc, è entrato in un supermercato, a Corigliano Calabro (Cosenza), per compiere un furto. Beve due bottiglie di liquore, ha un malore e muore.

–  4 giugno 2013: sgominata ad Asti una banda di risorse albanesi dediti al traffico di droga.

–  5 giugno 2013: una risorsa nomade, del campo Rom del quartiere San Paolo a Bari, è stato arrestato per aver investito un anziano ed essere scappato senza prestare soccorso.

–  5 giugno 2013: una coppia di risorse bulgare, marito e moglie, arrestate per aver segregato, ridotto in schiavitù ed obbligata a prostituirsi una giovane loro connazionale, a Capo Rizzuto (Crotone).

–  6 giugno 2013: quaranta genitori, risorse Rom di origine romena e macedone, sono stati denunciati a Pisa per inosservanza dei doveri di istruzione scolastica minorile, Non hanno mai mandato a scuola i figli.

–  9 giugno 2013: una risorsa marocchina ed una  risorsa macedone arrestati a Pesaro per l’omicidio, a scopo di rapina, di un imprenditore.

12 giugno 2013: risorsa albanese di 27 anni tenta di rapire un bambino di 4 anni a Sassari. Arrestato per tentato sequestro di persona, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e per rifiuto di fornire le generalità.

12 giugno 2013: risorsa marocchina, fondatore di una setta ultraradicale islamica, arrestato a Roma: preparava attentati terroristici.

14 giugno 2013: risorsa romena, a Foligno,  ammazza l’ex compagna e si suicida con un coltello.

–  15 giugno 2013: una risorsa senegalese, senza passaporto, né permesso di soggiorno,  arrestata ad Olbia. Aveva in pancia tre ovuli con 200 grammi di eroina.

16 giugno 2013: arrestato ad Alessandria risorsa colombiana. Aveva rubato la pistola d una guardia giurata e sparava sui passanti.

16 giugno 2013: risorsa boliviana sfonda la porta e violenta la coinquilina. Arrestato per violenza sessuale e minacce aggravate.

17 giugno 2013: risorsa afghana arrestato a Roma per omicidio della moglie e rapimento della figlia di 2 anni in Norvegia.

20 giugno 2013: arrestati a Torino 17 risorse romene per associazione a delinquere, traffico di droga, sfruttamento della prostituzione, estorsione, riciclaggio, ricettazione.

25 giugno 2013:sgominata banda di una quarantina di risorse bulgare, specializzati in traffico di droga.

26 giugno 2013: espulsione immediata per due risorse marocchine accusati di terrorismo.

27 giugno 2013: arrestata a Torino risorsa nomade di 42 anni,Snezana Ristic, per furti in abitazione in diverse località: Firenze, Bologna, Rimini, Roma, Pescara, Torino, Palermo, Andria. Già condannata in passato per 7 anni di reclusione, era in possesso di 48 identità diverse.

27 giugno 2013: due giovani risorse albanesi di 19 e 20 anni arrestati a Firenze per l’omicidio di un loro connazionale di 24 anni.

28 giugno 2013: risorsa marocchina tenta di stuprare una commessa in strada e rischia il linciaggio prima di essere arrestato.

30 giugno 2013: risorsa romena,  Dafinu Nini, incendia un’auto carica di bombole di gas e benzina nei pressi della fabbrica di giocattoli Clementoni,  dove aveva lavorato negli anni scorsi.

–  1 luglio 2013: Arrestato ad Olbia risorsa albanese. Aveva 500 grammi di cocaina nell’auto.

–  1 luglio 2013: arrestate due risorse romene a Roma. Erano complici dell’altra risorsa romena rimasta uccisa durante un tentativo di rapina nella villa di un anziano di 81 anni (Reagisce a furto, spara e uccide ladro).

–  5 luglio 2013: risorsa afghana arrestata a Bari per l’omicidio di un’altra risorsa curda nel centro di accoglienza di Bari Palese.

–  6 luglio 2013: coppia di risorse romene ruba bracciale d’oro in gioielleria a Selargius (Cagliari).

–  7 luglio 2013: due risorse romene, Annamaria Vidu, 20 anni,  e Ramona Magureanu, 30 anni, arrestate ad Olbia per furto aggravato in un centro commerciale.

– 10 luglio 2013: due risorse di origine romena, Lela Radulovic, di 30 anni, e Sabrina Dragutinovic, di 22, arrestate a Cagliari per furto aggravato.

12 luglio 2013: una risorsa di origine africana, senza documenti, arrestato a Roma (aeroporto Fiumicino), per aver aggredito una coppia di turisti americani cercando di portar via il loro bimbo di due anni.

15 luglio 2013: Una risorsa romena arrestata a Ravenna per violenza sessuale su un’altra risorsa, sua connazionale. E’ al terzo arresto in due anni per violenza sessuale, ma era in libertà.

. 15 luglio 2013: una risorsa moldava, ubriaco, investe con l’auto un gruppo di amici a Torino che chiacchieravano sul marciapiede. Un morto e quattro feriti.

16 luglio 2013: arrestate a Verona sei risorse nomadi Sinti per lesioni aggravate e tentato omicidio.  Aggredivano e pestavano i passanti.

– 17 luglio 2013: una risorsa marocchina, El Habib Gabardi, 39 anni, si è costituito. Nei giorni scorsi aveva travolto e ucciso a Gorgonzola una ragazza, Beatrice Papetti, ed era scappato senza soccorrerla.

17 luglio 2013: una risorsa dell’Ecuador fermata a Parma. Sospettato di aver ammazzato a martellate la fidanzata peruviana.

17 luglio 2013: una risorsa ucraina arrestata a Roma per maltrattamenti e lesioni gravi nei confronti della connazionale convivente.

18 luglio 2013: una risorsa albanese con numerosi precedenti penali (numerosi reati contro il patrimonio, spaccio di droga e otto diverse identità) arrestato a Milano per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della compagna.

– 18 luglio 2013: un’intera banda di 37 risorse georgiane sgominata dai carabinieri di Roma. Erano specializzati nei furti in appartamento con la tecnica del “‘key bumping’. Per gli stessi reati altre 14 risorse erano state arrestate a marzo 2012. Negli ultimi 3 anni, per lo stesso reato con la stessa tecnica, ne sono stati arrestati 160, tutte preziose risorse georgiane.

Ma che belle risorse! Che fortuna abbiamo ad averle in Italia. Vero, ministra Kyenge? Vero, Laura Boldrini? Vero, anime belle e buonisti ipocriti dell’accoglienza, dell’integrazione, della tolleranza, della società multietnica, multiculturale, multi religiosa e multi-criminale?  Sono queste le “preziose risorse” che intende la ministra Kyenge? A questa gente vorrebbe dare la cittadinanza? E’ per favorire questi delinquenti che vorrebbe abolire il reato di immigrazione clandestina? Quando si parla di “integrazione” ci si riferisce a queste “risorse“? Chieda un parere alle vittime di questi delinquenti.

Forse la ministra è stata offesa dall’infelice battuta di Calderoli. Ma la Kyenge, Boldrini e tutte le anime belle d’Italia (compreso Papa Francesco), che continuano a propagandare l’accoglienza, l’integrazione e le delizie della società multietnica, dovrebbero vergognarsi, perché, se avessero un minimo di onestà, dovrebbero sentirsi responsabili morali di questi atti criminali. E le loro affermazioni buoniste suonano come un’offesa, una provocazione ed un insulto al buon senso ed all’intelligenza degli italiani.

E’ solo un elenco parziale, di poco più di due mesi, perché la maggior parte dei piccoli episodi di microcriminalità non vengono nemmeno denunciati e non arrivano sui media nazionali. Altrimenti occorrerebbe un libro per elencarli. Sono queste le “preziose risorse“? No comment.

Lettere e stupri

Una volta le “Lettere al direttore” erano una rubrichetta, presente in tutti i quotidiani, in cui i lettori si rivolgevano al direttore per segnalare qualche problema specifico, esprimere un’opinione su fatti di attualità o politica o chiedere il parere del direttore su qualche argomento particolare. Erano lettere inviate da lettori normali, da comuni cittadini. Ultimamente, però,  scrivere la “lettera al direttore” è diventato un vezzo di personaggi noti, meno noti e aspiranti alla notorietà; lo fanno per esprimere la loro visione del mondo, per proporre fantasiose soluzioni ai problemi dell’Italia e del mondo, o per raccontare in pubblico le faccende private.

Fece scalpore la famosa lettera di Veronica Lario a Repubblica, in cui parlava del suo rapporto con Silvio. Ricordiamo anche le lettere al Corriere di Celentano, sempre pubblicate in prima pagina; l’ultima, di recente, con la trascrizione di una telefonata con Grillo.  Ricordiamo una lettera al direttore, ancora del Corriere, di Walter Veltroni in cui esponeva le sue proposte per salvare l’Italia.  A stretto giro, giusto per non essere da meno, gli rispose Bersani con un’altra lettera al direttore di Repubblica. Ormai questa gente comunica a mezzo stampa.

Oggi è la volta del Presidente Napolitano. Non ha certo bisogno di scrivere una lettera al direttore di un quotidiano per avere visibilità.  Tutti gli starnuti del Presidente finiscono in prima pagina, ogni TG gli dedica uno spazietto e l’ufficio stampa del Quirinale sforna note e comunicati a ciclo continuo, per esprimere il parere del Presidente su tutti gli argomenti possibili. Ma evidentemente anche il Presidente è stato contagiato dal virus della “Lettera al direttore”. Così oggi, invece che affidare il suo pensiero alla solita nota dell’ufficio stampa, ha scritto la sua bella letterina a Babbo Natale…pardon, al direttore di Repubblica. Segno dei tempi. Ormai anche i Presidenti scrivono “Lettere al direttore”, come un signor Rossi qualunque. O come un Celentano…

Ecco l’ultimissima del “Bollettino quotidiano degli stupri”: “Giovane stuprata in centro a Roma“. Giusto pochi giorni fa, sempre a Roma, ci fu un altro stupro ai danni di una turista americana, a Villa Borghese. Lo riferivo proprio ieri in “L’accendiamo?”, riportando la reazione di Alemanno che proponeva di “accendere il Colosseo“. Mi chiedevo cosa avrebbe fatto Alemanno se una turista fosse stata stuprata al Colosseo. Avrebbe acceso Villa Borghese? Mi sono sbagliato di poco. Infatti lo stupro c’è stato, ma a Trinità dei monti. Adesso il dubbio è questo: cosa accenderà oggi Alemanno? Boh…forse un cero alla Madonna. Solo un miracolo può salvarci…

Dura la vita!

Vivere è sempre più difficile. Anche la tecnologia, che dovrebbe facilitarci l’esistenza, si rivela fonte di preoccupazioni, problemi per la salute e spesso anche di tragedie. Lo conferma questa notizia: “Maresciallo spara alla figlia e si uccide“. Sembra che la causa sia il fatto che la ragazza passava troppo tempo su “Facebook“. Appunto, la tecnologia è pericolosa!

Meglio lasciar perdere Facebook, il web, e pensare a cose più pratiche, magari preparare un bel pranzetto. Ottima idea, così si esce di casa, si fanno due passi, si va al vicino mercatino rionale e “Frosinone: rapita e stuprata mentre era al mercato“. La ragazza, 25 anni, è stata trascinata dentro un furgone e stuprata da due, o forse tre, extracomunitari di colore. Di che colore? Indovinate un po’. Beh, comunque fa piacere che questi immigrati apprezzino le ragazze italiane. Si vede che si stanno integrando.

Non si è più sicuri in nessun posto. Tanto vale rifugiarsi in quel luogo ancora sacro che è la chiesetta del borgo natio. Si fa una preghierina, magari ci si confessa e ci si sente in pace con Dio e con gli uomini. Poi scopri che “Vent’anni di confessioni e messe; non era prete“. Non era prete? E allora a chi avete raccontato i vostri segreti peccati? Boh! Eh, signora mia, non c’è più religione!

Già, stiamo impazzendo tutti. Continuo a ripeterlo da anni. Deve esserci una specie di virus sconosciuto che ci sta facendo perdere il ben dell’intelletto. Ed i media ci danno una grossa mano d’aiuto in questa corsa alla follia. Stiamo impazzendo, ma non ce ne rendiamo conto. Proprio perché i matti non si rendono conto di essere matti. Chi ha la pazienza di leggere il mio blog sa che ripeto spesso questa considerazione. Ma un bloggherino di provincia non fa testo. Per fortuna, o purtroppo, ogni tanto arrivano le conferme. Eccola, è un’intervista a Sandro Veronesi, autore di successo: “Siamo immersi nella follia: Ma non ce ne accorgiamo“. (Questa pagina non è più disponibile, scomparsa ogni traccia anche dal web. Chissà perché.)

Non c’è scampo. Per fortuna ci resta ancora la libertà di fare le nostre scelte e tentare di salvare il salvabile. Libertà? Sì, quella che, un giorno sì e l’altro pure, tutti rivedicano e reclamano, specie a sinistra; se vecchi comunisti tutti d’un pezzo e antifascisti ancora meglio. Infatti, ecco cosa dice un comunista duro e puro da sempre e antifascista, Andrea Camilleri: “Sotto il fascismo ero più libero dei giovani di oggi“.

Boh…dicevamo? Ah, già, dura la vita…