Europa, banane e sciacquoni

Il Parlamento europeo, più che un importantissimo e serio organismo politico transnazionale, sembra un’associazione di buontemponi; di quelli che periodicamente si riuniscono per allegre serate all’insegna della goliardia o per mettere in atto scherzi e zingarate in stile Amici miei. Lo si evince dalle proposte bizzarre e strampalate che si discutono nelle austere aule di Bruxelles o Strasburgo e dalle direttive che vengono approvate. Una di queste bischerate, sull’invito a consumare larve, insetti e vermi,  la ricordavo di recente nel post “Nouvelle cuisine“. Ma l’elenco delle eurozingarate sarebbe lungo.

La cosa drammatica, tuttavia, è che non si tratta di un ristretto gruppo di amici dediti allo scherzo o alla battuta facile, alla maniera di Quelli della notte di Arbore. No, questa allegra brigata è composta da 751 parlamentari (più un esercito di dipendenti) che godono di lauti compensi e di una lunga serie di benefici e privilegi, al fine di garantire l’espletamento delle loro funzioni in un ambiente comodo, tranquillo e rilassante, con tutti i confort di serie,  dove sfogare liberamente la loro fervida fantasia per inventarsi le norme più inverosimili.

Un organismo, insomma, agile, leggero e sobrio, che ci costa la bellezza di 227 milioni di euro solo per stipendi, pensioni, rimborsi, assicurazioni e indennità varie (Vedi “Parlamento UE, costi e sprechi“). A cui si aggiungono 620 milioni di euro per funzionari e dipendenti e circa 100 milioni di euro per servizi esterni, circa 100 milioni di euro per la pubblicazione e diffusione di documenti e accoglienza di visitatori, e 140 milioni per telecomunicazioni. Questo organismo, per essere più snello e funzionale, dispone di tre sedi: una a   Bruxelles, in Belgio (dove si riuniscono e lavorano le varie Commissioni), una a Strasburgo, in Francia (dove si riunisce il Parlamento in seduta plenaria per 4 giorni al mese, escluso agosto; ovvero, per soli 44 giorni all’anno), ed una in Lussemburgo, dove hanno sede gli uffici amministrativi ed il segretario generale.

Solo questo assurdo ed ingiustificato andirivieni di parlamentari, funzionari e circa 5.000 persone impiegate a vario titolo ad ogni spostamento fra le tre sedi (con treni, auto, aerei e camion per il trasporto di tonnellate di documentazione al seguito), ci costa 200 milioni di euro. Ma la cifra quasi complessiva, e inverosimile, delle spese annuali di questo organismo è quella riportata nella pagina web della stessa Unione europea, dove compare il bilancio consuntivo 2013: 150,9 miliardi di euro! Si ha quasi paura a riportare quella cifra. Viene spontaneo, almeno per chi non è giovanissimo, fare l’equiparazione con le vecchie lire, ci si capisce meglio. Sarebbero circa 300.000 miliardi di lire!  

Una cifra talmente spropositata e assurda che sembra un errore di stampa, un refuso. Leggiamo quel numero nel sito ufficiale dell’UE e continuiamo a pensare che sia un errore. Ci rifiutiamo mentalmente di pensare che quella cifra sia reale. Ma, fatte alcune verifiche, ci rendiamo conto che, purtroppo, è vero. Ne abbiamo conferma leggendo che   il bilancio preventivo 2014/2020 prevede una spesa di  960 miliardi di euro. Ma non è nemmeno tanto chiaro. Forse hanno vergogna a dire chiaramente quali sono i costi esatti e specificare le varie voci. Per esempio, sembra che quella cifra sia raddoppiata e così suddivisa: 960 miliardi in impegni finanziari e 980 miliardi in pagamenti. Qual è la differenza? Significa che in totale le spese ammontano a 1.940 miliardi di euro? Provate a riportarlo in vecchie lire: diventa una cifra difficile da pronunciare e da pensare. Numeri che finora si usavano solo per calcoli e grandezze astronomiche. Se non siete esperti di contabilità pubblica, o non avete accesso ai bilanci ufficiali, nonostante le ricerche in rete, non capirete mai come vengono spesi quei soldi. Anche i siti d’informazione e quotidiani si limitano a riportare cifre generiche, senza entrare nei dettagli.

Tanto dispiego di uomini e mezzi lascerebbe intendere che gli euro-parlamentari siano  impegnati giorno e notte nell’estenuante  attività di curare gli interessi dell’Europa, dei suoi cittadini e di garantire un continuo progresso economico e sociale di tutti i Paesi membri dell’Unione. Sarà così? Visti i risultati, viene il sospetto che tanto lodevole impegno non sia solo sprecato, ma addirittura controproducente. Forse sarebbe meglio che lavorassero poco e pensassero anche meno.

Di recente è uscito un libro di Mario GiordanoNon vale una lira“, in cui, oltre alle valutazioni politiche sull’attività del Parlamento europeo, dei suoi costi stratosferici, dei risultati discutibili e degli effetti deleteri per gli Stati membri (in particolare per l’Italia), ha raccolto pazientemente  una serie di autentiche perle dell’attività parlamentare europea. Alcune bizzarre,  altre quasi inverosimili, altre ancora che sembrano estrapolate da un monologo umoristico da cabaret. Purtroppo, però, c’è poco da ridere. (Qui si può leggere una recensione ed alcuni brani del libro di Giordano: “L’Europa? Non vale una lira“).

Forse non riusciremo a capire esattamente il bilancio dell’UE, ma già da alcune voci di spesa, possiamo farci un’idea di cosa sia questo carrozzone mangiasoldi (i nostri).  Visto che si è appena votato per il Parlamento europeo, è bene che gli italiani sappiano cosa andranno a fare i loro rappresentanti appena eletti e riflettano leggendo alcune di queste “europerle” scovate e catalogate da Giordano.  Vedremo, facendo una breve sintesi, di riportarne alcune: dalla lunghezza della banana, alla curvatura del cetriolo, dalla definizione di acqua calda alle misure del perfetto sciacquone europeo. Al prossimo post…

Leopardi e gli eurosprechi

In che mondo viviamo? Basta osservare alcuni piccoli particolari per capirlo. Ecco due perfetti esempi che ci aiutano a capire che questo mondo è ormai in completo disfacimento e senza speranza. Il primo esempio riguarda un test culturale fatto al “Grande fratello“. Ne ha dato notizia il TG4 qualche giorno fa riprendendo le immagini del reality. Un ragazzo legge L’infinito di Giacomo Leopardi. Ed il celebre “ermo colle“, diventa subito “l’eterno colle“.  Cominciamo bene! A seguire, una ragazza, commentando la poesia e l’autore, afferma che Leopardi era uno straniero che voleva suicidarsi gettandosi da quel “colle“.

Questo è il livello culturale dei ragazzi di oggi? Sembrerebbe una esagerazione, una forzatura. O, magari, potrebbe essere tutta una messinscena preparata dagli autori del programma (oggi niente di quello che appare è davvero ciò che sembra, specie in TV). Così quelli del TG4 hanno voluto verificare e sono andati in strada chiedendo ad alcuni passanti cosa richiamino  alla mente i versi “Sempre caro mi fu quest’ermo colle…” o “il naufragar m’è dolce in questo mare”. Ed il risultato è esilarante. Ecco qui il servizio: “Leopardi e l’ermo colle“. (Per andare subito al punto interessato, saltando le precedenti notizie del TG,  basta spostare la freccetta del puntatore sulla barra di scorrimento, in basso al video, e cliccare al minuto 24′).

Del resto se il livello culturale dei cittadini normali è davvero desolante non è certo meglio quello dei nostri rappresentati in Parlamento. Diverse volte, interpellati da cronisti d’assalto, hanno fatto delle figure barbine. Ecco l’ultima, ripresa e diffusa da diversi siti e TG. Il deputato del M5S, Tripiedi, chiede la parola in aula e così esordisce: “Sarò breve e circonciso…”.

Un altro aspetto quasi incredibile di questa società in balia di una classe politica e dirigente che sarebbe da rottamare in blocco è l’enorme spreco del parlamento europeo che ad un costo faraonico accomuna un’attività spesso incomprensibile e addirittura ridicola. Tutta da ridere, se non fosse tutto vero e se non fossimo noi a pagare. Ecco come Crozza ne spiega il funzionamento ed i costi (ma l’elenco degli sprechi sarebbe molto, ma molto più lungo di quello fatto dal comico). Queste informazioni bisognerebbe darle ogni giorno come notizie di apertura dei TG, non lasciare che siano i comici a parlarne, facendola passare come satira, perché non c’è proprio niente da ridere.  Ecco il video: “L’Europa sprecona“.

A proposito di Leopardi (per chi volesse rinfrescarsi la memoria), ecco un video che ho realizzato ed inserito su YouTube 6 anni fa; L’infinito declamato da Vittorio Gassman.