Bombe strabiche

Oddio, ci siamo persi 36 missili. Non si sa dove siano andati a finire. Se qualcuno li ritrovasse è pregato di avvisare la Casa Bianca; l’indirizzo lo trovate su Google (lì c’è tutto). La notizia di questi giorni è che Donald Trump ha deciso di punire la Siria per l’uso di bombe chimiche. Così dalle navi che stazionano nel Mediterraneo sono stati lanciati 59 missili Tomahawk sull’aeroporto dal quale si dice siano partiti gli aerei che hanno usato quelle le bombe. Ma diverse fonti ufficiali, siriane, russe e pure USA, dicono che di quei missili solo 23 sono arrivati a segno (“Solo 23 missili USA a bersaglio“). E gli altri 36? Mistero, hanno sbagliato strada e si sono persi.  Così, dopo le bombe intelligenti, abbiamo i missili cretini.

Ora, la cosa buffa è che proprio la mattina dopo l’attacco, si poteva leggere sui quotidiani che i missili Tomahawk sono micidiali, perché oltre alla lunga gittata (2.500 Km.), possono essere controllati e guidati tramite radar e sistemi satellitari, garantendo una precisione massima sull’obiettivo, con un margine di errore di appena 5 metri. L’altro aspetto curioso è che nell’aeroporto bombardato c’erano solo 6 Mig fermi per riparazioni e manutenzione. Ma allora, visto che gli USA conoscevano benissimo la situazione (dalle rilevazioni satellitari), e vista l’estrema precisione dei missili, perché lanciarne 59? Bastava lanciarne una decina e colpire con precisione gli aerei, uno per uno, la torre di controllo e la stazione radar. Avrebbero anche risparmiato un bel po’ di soldini, visto che ogni missile costa quasi 2 milioni di dollari. Allora, dove sono finiti gli altri 36 missili? Misteri della tecnologia moderna. O erano difettosi, oppure  chi doveva guidarli era strabico.

 

Ma poi, siamo davvero sicuri che quelle bombe chimiche siano state lanciate dalla Siria? Non saranno come le armi chimiche di Saddam che sono servite per giustificare l’invasione dell’Iraq, ma non sono state trovate perché non esistevano? Sull’attendibilità dell’informazione e le bufale spacciate per notizie, specie in materia di operazioni militari, vedi alcuni post sulla Libia, taroccamenti, Hillary Clinton e varie: “Libia e mozzarelle di buffale”.

P.S.

A proposito di bufale o quasi. Piccolo esempio di come si può alterare il senso di una notizia. Non è una vera e propria bufala; è molto peggio, perché inculca subdolamente una mezza verità apparentemente positiva per nascondere l’altra mezza verità scomoda. Dopo annunci di manovrine per recuperare fondi (come ci chiede l’Europa) e smentite categoriche, oggi la notizia è che quei soldi li troveranno, come sempre, aumentando le tasse su benzina e tabacchi. Che fantasia questi governanti! Così saprebbe governare anche lo scemo del villaggio. E dire che ogni volta che appare in TV il nostro ballista toscano, premier ombra, continua a dire che non aumenteranno le tasse. Ma del resto, da uno che scriveva “#enricostaisereno” e dopo un mese gli toglie la poltrona da sotto il culo, ci si può fidare?

Per preparare il terreno l’Ansa, invece che parlare di aumento delle tasse, la butta sulla necessità di risparmiare sulle spese mediche causate dal fumo. Come sono sensibili; si preoccupano della nostra salute. E così a gennaio scorso annunciava il possibile aumento col titolo a lato, quasi come una necessità da accogliere con grande gioia perché ci fa risparmiare miliardi.

Ed ecco, invece, il titolo che oggi si legge sul Corriere on line:

Invece che dire che aumentano le tasse, dice che “aumentano le entrate“. E messa così sembra anche una buona notizia perché lo Stato incassa più denaro da usare per utilità pubblica. E quella è la mezza verità positiva. Ma passa in secondo piano la mezza verità negativa; ovvero il fatto che quelle maggiori entrate le pagano i cittadini, non cadono dal cielo. Potete scommettere che se al governo ci fosse Berlusconi, avrebbero titolato “Aumentano le tasse sul tabacco“. Ma se al governo ci sono gli amici, allora cambia la musica. Il più importante quotidiano nazionale e la maggiore agenzia giornalistica, pur di compiacere il Palazzo, invece che dire chiaramente che aumentano le tasse, l’Ansa dice che risparmiamo sulle spese mediche, ed il Corriere dice che aumentano le entrate dello Stato. Anzi, per evitare perfino di nominare le tasse, le chiama “rimodulazione delle accise“; roba da inserire in sottofondo le classiche risate registrate delle sitcom. Ecco un esempio facile facile di come la stampa manipola una qualunque notizia anche semplicemente nel modo di presentarla. Ma voi credete ancora a quello che scrivono i giornali o passano in televisione? Sveglia gente, sveglia.

 

 

Sardegna e armi chimiche

Siamo diventati una pattumiera mondiale? Una discarica di rifiuti vari? Sembrerebbe di sì. Sei anni fa siamo diventati la pattumiera della Campania (Vedi “Siamo la pattumiera d’Italia?”). Visto che allora siamo stati così bravi e disponibili (grazie a Soru che volle farsi bello dando una mano ai compagni Prodi, Bassolino, Iervolino…), oggi la ministra Emma Bonino ha deciso di portare in Sardegna anche le armi chimiche di Assad. Quelle bombe che non vuole nessuno. Le ha rifiutate anche l’Albania. Così dopo essere diventati terra di conquista e di approdo di tutti i disperati del terzo mondo, che arrivano qui sostenuti ed incoraggiati dall’ONU, da Letta, dalla sinistra multiculturale, multietnica e multipocrita, da Boldrini e Kyenge, dal Papa e dai buonisti di professione, e dopo aver accolto navi cariche di monnezza napoletana, accogliamo anche le bombe chimiche siriane. Per accogliere anche la merda del terzo mondo ci stiamo organizzando.

Ne dà notizia questo articolo del Corriere.it: “Piano per le armi chimiche. Offerta della Bonino; destinazione Sicilia o Sardegna“.  E nessuno protesta? Dove sono i buonisti, i pacifisti, i verdi, gli ecologisti, gli ambientalisti? Tutti in letargo?

Chi è la Bonino? E’ quella che è sempre candidata ovunque ci sia una poltrona disponibile; nel partito, alle politiche, alle regionali, alle europee, alle comunali; lei c’è sempre. E’ quella che veste sempre le solite giacchine a tinta unita e colori forti, come la Merkel. Quella che da decenni ha sempre la stessa acconciatura; caschetto biondo con larga ciocca che le copre l’occhio destro (che fantasia!). Quella che quando si volta per guardare qualcosa o qualcuno,  gira la testa con scatti improvvisi: come le galline. Ecco, quella!

Siria e sollievi presidenziali

I giornalisti italiani sequestrati in Siria sono stati liberati. Bella notizia. Tutti i media riportano la notizia con grande rilievo. Ed il nostro Presidente Napolitano? Vuoi vedere che questa notizia toglie spazio e visibilità al nostro sempre presente Presidente? Lui ormai è abituato, è sempre in prima pagina, su qualunque argomento c’è sempre in bella evidenza il commento del Colle. Ormai è scontato, come le tasse e la nebbia in Val Padana. Il lato positivo di Napolitano è che il suo mandato sta per scadere. Ancora pochi giorni e non vedremo più ogni giorno in prima pagina i comunicati del Quirinale su tutto lo scibile umano e su tutti i fatti di cronaca politica, economica, nazionale, estera, europea e sulle previsioni del tempo. Ma finché è ancora inquilino del Colle non c’è pericolo che qualcuno gli tolga visibilità. Ecco l’ultimissima della giornata. Sono stati liberati i giornalisti sequestrati in Siria? Ecco come la notizia viene riportata sull’ANSA?

La notizia non è la liberazione degli italiani, è il sollievo di Napolitano! Questa è la linea editoriale, rigorosamente rispettata da tutta la stampa,  che va avanti da sette anni, fin dal primo giorno dell’insediamento del Presidente più presenzialista, invadente, interventista (non in senso bellico, per fortuna) e malato di protagonismo che l’Italia abbia mai avuto. Disse il primo giorno dell’insediamento: “Non mi limiterò a fare l’osservatore”. Ha mantenuto la parola. Bene, ora anche noi proviamo sollievo per il sollievo del Presidente. Anche i giornalisti rilasciati provano sollievo. Ed anche i loro familiari, parenti, amici e colleghi, provano sollievo. E’ tutto un sollievo generale. E domani un’altra nota ANSA, forse, ci informerà che Napolitano esprime sollievo per il sollievo dei giornalisti per il sollievo presidenziale. Che sollievo!

Non c’è argomento, fatto politico, economico  o di cronaca, sul quale non sia intervenuto rilasciando dichiarazioni quotidiane che finivano sempre come titoli d’apertura di giornali, siti web e telegiornali. Non c’è momento della vita politica italiana di questi ultimi sette anni nel quale non sia intervenuto rilasciando commenti, osservazioni e suggerimenti sull’operato e sull’attività politica parlamentare. Spesso andando ben oltre i limiti delle sue competenza e prerogative presidenziali. Tanto è vero che alcuni osservatori, riferendosi al settennato di Napolitano, parlano espressamente di semi-presidenzialismo o di prove generali di Repubblica presidenziale.

E’ un aspetto che alcuni “acutissimi” osservatori hanno scoperto solo di recente (hanno impiegato sette anni a capirlo), quando hanno cominciato a definirlo “Re Giorgio“, constatando come con i suoi interventi, a partire dal blitz della nomina a senatore a vita di Mario Monti e, subito dopo, affidandogli l’incarico di formare un governo tecnico,, abbia condizionato fortemente la politica  e l’attività parlamentare. L’hanno capito solo ora, quando ormai il suo mandato è alla fine. Meglio tardi che mai. Certo, ma ormai è del tutto inutile.

Ci sono persone, come ho ripetuto spesso, che sono come i motori diesel, sono lenti a carburare, hanno bisogno di anni per capire le cose. Eppure quelli che oggi scoprono queste anomale caratteristiche di Napolitano sono gli stessi che, in questi anni, hanno dato sempre grande spazio e rilevanza a tutti gli starnuti del Quirinale. E non mi riferisco solo alla stampa di sinistra, cosa che sarebbe anche comprensibile. Lo stesso giochino compiacente nei confronti del Colle lo ha fatto anche la stampa di destra. E questo è meno comprensibile.

Potevano anche accorgersene prima. Curioso, hanno capito solo ora ciò che vado ripetendo da sette anni, fin dall’insediamento di Napolitano e facendo anche esempi concreti.  Sarebbe bastato dare uno sguardo, anche casualmente, saltuariamente e di sfuggita al mio blog e lo avrebbero capito subito. Scusate l’autocitazione, ma ogni tanto bisogna anche sfogarsi. Per fortuna ancora pochi giorni e poi non vedrò più la sua faccia presidenziale ogni volta che apro il sito di un quotidiano on line. Roba da farsi venire un attacco violento di orticaria.

Mr. Obama…

Mr. Obama, nonché premio Nobel per la pace; in Siria la popolazione scende in piazza a protestare e chiede libertà e democrazia. Polizia ed esercito sparano sui dimostranti. In una settimana 150 morti. Più o meno quello che è successo in Libia. I nostri illuminati politici ed autorevoli commentatori dicono che l’intervento in Libia è giusto perché non possiamo restare indifferenti davanti ad un popolo che chiede libertà e democrazia.

Bene, esattamente quello che chiedono in Siria. Allora, Mr. Obama, che facciamo? Lanciamo un centinaio di missili tomahawk su Damasco e bombardiamo la casa di Assad? Oppure aspettiamo che partano prima i caccia francesi? Oppure i “Volenterosi” si sono stancati di essere volenterosi e stanno diventando lavativi?

Gaza News

Gli americani hanno gli aerei invisibili, a Gaza hanno i razzi silenziosi. Lo dicevo giusto avantieri in “Taroc news from Gaza“. Non c’è altra spiegazione. Non fanno rumore, ecco perché nessuno se ne accorge e nessuno ne parla. E quando anche gli si dedicano due righe finiscono in quelle Flash news che scorrono veloci e dopo pochi minuti sono già scomparse.

Ieri, per fare un esempio fresco fresco, potevate leggere tutte le Home di tutti i siti di informazione, ma nessuno riportava la notizia del quotidiano bombardamento da Gaza verso Israele. Solo una striminzita Flash news ANSA di poche righe riportava il fatto. E poiché finiscono subito archiviate e sostituite da altre news, probabilmente nessuno l’ha letta. Eccola: “Gaza, missile colpisce area Ashdod“. Quanti l’hanno letta? Credo davvero pochissimi. Poche righe per dire che in una sola mattinata sono stati sparati da Gaza vesro Israele quattro razzi Grad.  E la cosa è all’ordine del giorno.

Come vi sentireste voi se ogni santo giorno doveste vivere con il pensiero che da un momento all’altro possa cadervi in testa un razzo e che questo continuo ed assillante pericolo va avanti da anni? E siamo sicuri che la cosa non ci riguardi? Credo che, invece, ci riguardi più di quanto immaginiamo. E lo scopriremo molto presto, quando, superati gli sconvolgimenti in atto nel nord Africa e in altri paesi come Somalia, Yemen, Bahrein, Siria, Giordania, nuovi equilibri verranno stabiliti nell’area mediterranea ed in medio oriente. Equilibri molto instabili mesi a dura prova dal fondamentalismo islamico che sposterà l’attenzione ancora una volta sull’obiettivo storico: Israele.

Proprio in questi giorni l’Iran ha dichiarato ufficialmente che sostiene e sosterrà tutte le rivolte nei paesi arabi. Così come sostiene da anni, con aiuti economici e forniture di armi, Hamas ed Hezbollah, punte avanzate del progetto iraniano che prevede la scomparsa di Israele dalla carta geografica. Un bel programmino pacifista che lascia immaginare un futuro di tutta tranquillità. Già, perché le rivolte in Tunisia, Egitto e Libia, non sono che l’inizio di una lunga catena di stravolgimenti totali degli equilibri internazionali. Ed uno dei punti cruciali di questi traballanti equilibri è sempre uno: Israele.

Ecco perché quei razzi che quotidianamente cadono su Ashdod o Sderot dovrebbero preoccuparci. Ci ricordano che, nonostante tutti i paraventi possibili usati per nascondere la verità, esiste un unico progetto terroristico perseguito costantemente: la distruzione di Israele. E prima o poi si arriverà allo scontro finale. E ci coinvolgerà tutti, volenti o nolenti, distratti, pacifisti, buonisti. Già, perché nella battaglia finale moriranno anche i pacifisti. E’ dimostrato, infatti, che partecipare ad una marcia per la pace di Assisi non renda immuni dalle bombe.

P.S.

Leggo in questo momento un’altra Flash News Ansa che conferma quanto dicevo: “Barhein: Manama protesta con Beirut”. Motivo della protesta? Eccolo. “Il movimento sciita libanese Hezbollah ”e’ un’organizzazione terroristica” che sostiene ”gli agitatori” in Bahrein:lo ha detto stamani intervistato dalla tv panaraba al Arabiya il ministro degli esteri del Bahrein, lo sheikh Khaled al Khalifa,annunciando di aver inviato una protesta formale al governo di Beirut.Il ministro degli esteri di Manama ha esplicitamente accusato il movimento filo-iraniano di ”addestrare e organizzare” sciiti presenti in Bahrein ”con scopi sovversivi”.”

Ma guarda guarda, quando si dice le coincidenze…