Uccelli d’Italia e gelati

Due giorni fa il settimanale Chi, diretto da Alfonso Signorini, ha pubblicato una serie di foto del ministro Marianna Madia che, in macchina, leccava un gelato.  Il titolo  del servizio dice “Ci sa fare col gelato“. Titolo ambiguo che gioca chiaramente sul doppio senso e l’allusione sessuale. Ma giusto per i più smaliziati che pensano subito ad un rapporto orale; gli ingenui e puri di cuore (qualcuno ancora c’è negli asili e scuole materne) non ci trovano niente di male e ci vedono solo una ragazza che gusta un gelato.

Ha scatenato il finimondo sulla stampa ed in rete (ancora oggi la notizia figura su tutte le testate) con reazioni sdegnate dei moralisti nostrani, profondamente toccati ed offesi dalle allusioni di quel titolo (Madia e il gelato, rivolta sul web). In verità, lo sdegno maggiore viene dai moralisti di sinistra, quelli che hanno la moralità a corrente alternata e si svegliano indignati solo quando certe immagini, vignette o battute riguardano esponenti della loro parte. Quando invece riguardano esponenti della destra, allora non c’è niente di offensivo, è umorismo, è libertà di stampa, è satira, è spettacolo.

Per i nostri solerti censori del costume e custodi della moralità, quel titolo, che allude chiaramente ad un atto sessuale,  è un fatto gravissimo. Sabina Guzzanti, quella che è convinta di essere comica,  anni fa in piazza Navona non si limitò ad alludere, ma disse chiaramente che Mara Carfagna era diventata ministra perché “succhiava l’uccello…” a Berlusconi (guarda qui il video)E  suscitò l’applauso del popolo di sinistra, quello stesso che oggi è indignato.  Insomma, non tutti gli uccelli sono uguali; alcuni si prestano ad interpretazioni. L’uccello di destra è offensivo, quello di sinistra è satira. Basta saperlo e regolarsi, ma, soprattutto, attenti all’uccello, che sia quello giusto.

L’uccello in chiesa (“Er passero ferito” di Natale Polci 1897-1988)

 

Bufale di giornata

L’informazione è sempre meno attendibile. Ormai sulla stampa, in TV ed in rete,  più che notizie serie, circolano bufale e inutili gossipate di vario genere, nazionali ed estere.  L’importante è riempire le pagine. Poco importa che spesso  si tratti solo di spazzatura. Vediamo qualche esempio recente.

L’arcivescovo ed il sesso orale.

Questa notizia compariva ieri su tutti i siti d’informazione. Ovviamente ha scatenato una bufera di commenti scandalizzati ed ha fornito l’occasione per rinnovare gli attacchi alla Chiesa. Oggi si scopre che si trattava di una bufala. Era in realtà un pezzo riportato, già quattro mesi fa,  dal settimanale umoristico spagnolo El Jueves, successivamente ripreso e divulgato in rete, spacciandolo per notizia vera.  Ma nessuno ammette la figuraccia. Solo il Giornale oggi riporta la notizia, scusandosi con i lettori e chiarendo l’equivoco: “La bufala del vescovo di Granada favorevole al sesso orale“.

La grande bellezza e Benigni.

Questo box compare oggi nella Home del Corriere. Il titolo non lascia adito a dubbi: il ruolo di Jep Gambardella era destinato a Benigni. Visto che lo dice l’autorevolissimo Corriere, prendiamo per buona la notizia e  non leggiamo nemmeno l’articolo; ci fidiamo.  Ma poi, leggendo altri quotidiani in rete, vediamo che c’è una smentita:  “Benigni nel cast di Sorrentino? Mai…”. Chi avrà ragione? Allora, per accertarci, torniamo sul sito del Corriere e leggiamo il pezzo. La cosa curiosa è che   già dal titolo si resta perplessi: “Contarello a Padova: il ruolo di Jep doveva essere di Benigni. Anzi no.” Ma come, si contraddice già nel titolo? Ebbene sì. Ecco l’incipit del pezzo che riporta virgolettata una dichiarazione dello sceneggiatore Contarello: “Vi svelo un piccolo segreto: Quando io e Paolo Sorrentino abbiamo finito di scrivere la sceneggiatura di La grande Bellezza, il copione è stato presentato a Roberto Benigni; era lui che doveva fare il ruolo che poi è stato di Tony Servillo. Ma Benigni ha rifiutato: diceva che la storia non stava in piedi.”. Chiaro, limpido, parole sue. Ma il giorno dopo smentisce tutto con un’altra dichiarazione: ” Non ho mai detto che il ruolo di Jep Gambardella fosse stato pensato per Roberto Benigni e che da lui fosse stato rifiutato: il personaggio è stato immaginato e costruito sin dall’inizio per Toni Servillo.”. Entrambe le dichiarazioni vengono riportate nello stesso articolo; dichiarazione e smentita. Ma allora perché nel titolo del box si dà per scontato che sia vera la prima dichiarazione? Ma, soprattutto, se è già appurato che si tratta di una affermazione smentita e, quindi, da non prendere in considerazione, perché la si pubblica in prima pagina? Giusto per riempire gli spazi? Misteri della comunicazione.

Il bacio fra sconosciuti.

Ecco un’altra bufala di giornata. Nei giorni scorsi veniva riportata la notizia di un video in cui degli sconosciuti si baciano. Veniva dato ampio risalto alla notizia perché, a quanto riportavano i media, quel video in pochi giorni aveva avuto quasi 30 milioni di visualizzazioni in rete. Ed oggi non conta l’importanza, la serietà, l’utilità, di ciò che viene divulgato, ma conta il fatto che milioni di imbecilli guardino un certo video. E diventa subito notiziona da prima pagina. Già questo dovrebbe farci venire qualche dubbio sulla serietà di quella che chiamano oggi informazione. Ma i nostri valenti sociologi, psicologi ed esperti di comunicazione sono distratti. Bene, oggi si scopre che anche questa era una bufala. Non si tratta di baci fra sconosciuti, ma di attori che recitano per uno spot pubblicitario: “Il video del primo bacio fra sconosciuti era uno spot”.

Il bambino nel deserto.

Questa immagine riportata da tutti i media, risale, invece, a circa un mese fa. Il quotidiano Repubblica on line, portavoce del politicamente corretto, che dedica sempre ampio spazio ai casi umani, specie se provengono dal terzo mondo, pubblicava la foto a tutta pagina (così è più toccante) e titolava “Siria, un bimbo nel deserto: Marwan diventa simbolo dei rifugiati”. Oh, poverino. Certo che non si può restare insensibili davanti a questa scena. Peccato che, come venne scoperto quasi subito, quella foto era stata tagliata, proprio per isolare il bambino che, in realtà, era solo rimasto indietro rispetto al gruppo di profughi che lo precedeva e che, subito dopo, si è ricongiunto alla famiglia. La foto è stata pubblicata su Twitter da Andrew Harper, rappresentante dell’Alto commissariato ONU per i rifugiati (la stessa organizzazione di cui era portavoce Laura Boldrini, tanto per capirci…). Ma lo stesso Harper poi ha chiarito l’equivoco, pubblicando le altre foto che mostravano l’intera scena dei profughi. Intanto, però, quella foto aveva già fatto il giro del mondo, ripresa da tutti i media, fino alla scoperta della bufala: “La bufala del bambino siriano solo nel deserto“. Diciamo che il nostro collega della Boldrini…ci ha provato.

Balotelli, il grande bluff.

A rigore non è una bufala, ma siamo lì. Questo Balotelli, osannato dai media e “pompato” dalla stampa sportiva come un fenomeno “Super Mario”, si sta rivelando solo un ragazzotto straricco, superpagato, bizzoso, capriccioso, incostante, inaffidabile, irascibile, irrequieto… e potremmo continuare con gli aggettivi di questo tenore. Già al momento del suo arrivo al  Milan, un anno fa, quando i quotidiani sportivi con grande enfasi titolavano “Colpo del Milan“, scrissi che forse qualcuno si sarebbe pentito di quell’acquisto (Razzismo e danza della pioggia). Temo di aver avuto ragione. Dopo le tante delusioni, sia in campionato che negli incontri di Coppa (l’ultima di due giorni fa quando ha perso per 4-1 con l’Atletico Madrid) e la crisi profonda della squadra, che sembra essere cominciata proprio col suo arrivo, molti si chiedono  se sia davvero un fenomeno o sia un brocco supervalutato. Qualcuno lo vede già in partenza per altri lidi e, dubitando del suo stato di forma,  ci si chiede anche se sia giusto inserirlo fra i convocati per il mondiale in Brasile: “Balotelli, il grande bluff, non è da mondiale”.

Hanno impiegato un po’ di tempo a capirlo, ma sembra che ci siano arrivati. Meglio tardi che mai. Non mi dilungo sul perché questo calciatore sia stato sempre al centro dell’attenzione, sempre in prima pagina. Addirittura la stampa estera lo ha esaltato ed il Time lo ha  definito addirittura come uno dei 100 personaggi mondiali più influenti del 2012(!?). Se Balotelli fosse bianco, sarebbe solo uno fra centinaia di calciatori più o meno bravi.. Ma se desta tanta attenzione ed è sempre in primo piano non è perché è più bravo di altri, ma perché è nero. Ne hanno fatto da subito il testimonial perfetto della campagna buonista a favore  degli immigrati e dell’integrazione, insieme a Cécile Kyenge, anche lei nera e diventata ministro non si sa bene in virtù di quali meriti e capacità personali, visto che gli stessi compagni di partito l’hanno giudicata inadatta a ricoprire l’incarico e ne hanno contestato la nomina.

Stranamente anche la Kyenge, illustre sconosciuta finché non è diventata ministro, ha ricevuto l’attenzione della stampa estera. La rivista americana Foreign Policy l’ha inserita, udite udite, fra icento più influenti pensatori del pianeta nel 2013” (!?). Oggi essere neri, immigrati, gay, lesbiche, zingari,  è un privilegio, un merito, costituisce titolo preferenziale; sono categorie protette.  Se sei nero, anche se non hai particolari meriti, vieni osannato, finisci in copertina su prestigiose riviste, sei supervalutato e puoi diventare anche ministro. Vedi qui una serie di post in cui parlo dell’eccessiva attenzione mediatica per il nostro Super Mario: Balotelli News

Sviste e saldi erotici

Gabriele Paolini, il noto disturbatore televisivo, è stato arrestato questa sera a Roma. E’ accusato di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile e di detenzione di materiale pedo-pornografico. Che brava persona! Eccolo in una immagine premonitrice, con i polsi incrociati. La sua passione era quella di affiancarsi agli inviati dei TG e disturbare il servizio. Si dice che in carcere viga l’usanza di riservare a quelli che abusano di minori un certo “servizietto“.  Ma non è un servizio televisivo. Chissà se Paolini gradisce.

Sviste redazionali.

Ieri mattina, dando il solito sguardo alle notizie del mattino, leggo sul sito dell’ANSA, la notizia della morte di Alberto Mastino “ristoratore di VIP”. Poche righe per ricordare che era un noto ristoratore, titolare di un locale sul mare, divenuto celebre grazie a Fellini. Si legge: “Mastino é un ristorante – e uno stabilimento balneare – depositario di tanti aneddoti legati alla storia del cinema e del costume, ispirato nel 1961 da un’idea di Federico Fellini, che sulla spiaggia stava girando ‘Lo sceicco bianco’ con Alberto Sordi …”.

Resto perplesso, ricordo che Lo sceicco bianco è uno dei primi film di Fellini e risale ai primi anni ’50. Sarei tentato di dedicare un post a questa svista dell’ANSA, una delle tante che si leggono ogni giorno nei siti d’informazione. Ma lascio perdere, non vale la pena. Si tratta certo di un errore di battuta, magari più tardi lo correggono. Ma sempre ieri sera, riguardando le ultime notizie, sul Corriere on line, vedo la stessa notizia: “Fregene: morto Alberto Mastino“.  Clicco e leggo il pezzo, anche per vedere se almeno il Corriere non sbaglia sulla data del film. Invece, sorpresa, ripete esattamente lo stesso errore, quasi con le stesse parole: “Cinquantadue anni fa, quando sulla spiaggia di Fregene si girava «Lo Sceicco Bianco» di Federico Fellini , lui era già lì con il padre pescatore, che cucinava per l’intera troupe…”. Già, 52 anni fa…ovvero, nel 1961; stesso errore dell’ANSA.

Sì, perché Lo sceicco bianco è uscito nelle sale nel 1952 e le riprese sono, ovviamente, dell’anno  precedente 1951; esattamente dieci anni prima di quanto dicano ANSA e Corriere. Evidentemente non si tratta di un errore di battitura o di una svista. Si tratta, invece, di qualcosa di più grave, cosa che ripeto da anni. Si tratta dell’approssimazione, della poca serietà e dell’improvvisazione di redattori che scrivono con i piedi ed evitano di accertare le notizie e la verità di ciò che scrivono. Insomma, una vera e propria bufala.

L’importante è riempire le pagine, anche a costo di scrivere baggianate. E dire che oggi, lo sanno anche i bambini, letteralmente, basta un click su Google per verificare una data, un fatto, un nome. Ma evidentemente i solerti cronisti internettiani sono talmente sicuri di ciò che scrivono che non sentono nemmeno la necessità di accertarsi. E non stiamo parlando del Giornalino delle Giovani Marmotte. Parliamo della prima e più importante agenzia di stampa italiana e del più importante e diffuso quotidiano nazionale. Questa, oltre ad essere vera e propria ignoranza, è totale mancanza di rispetto nei confronti dei lettori. Dovrebbero vergognarsi. E se non conoscono il significato di “vergogna” lo cerchino su Google. E se non sanno usare Google chiedano aiuto ai figli o ai nipotini delle elementari. Meglio ancora, però, se cambiano mestiere.

Sesso in tempi di crisi.

Ecco, invece, una curiosa notizia che ci dà la misura della gravità della crisi economica. La riferisce L’Unione sarda il quotidiano regionale della Sardegna. Titolo: “Cagliari a luci rosse; sesso orale a 5 euro”. Insomma, c’è tanta crisi che pur di incrementare i consumi si abbassano i prezzi non solo dei beni di consumo e di prima necessità, ma anche delle prestazioni sessuali. Siamo ai “Saldi sessuali“, al sesso in offerta speciale. Ti fanno il “servizietto” (ma non è quello di Paolini)  scontato, a prezzi di realizzo, quasi sotto costo. Che volete di più?

Ma non c’è niente di strano, sono nella media nazionale, seguono il trend, visto che, secondo le ultime notizie di cronaca, le ragazzine di 13 o 14 anni si prostituiscono o fanno sesso nei bagni delle scuole (le chiamano ragazze doccia, perché per loro il sesso è come la doccia, lo fanno tutte le mattine, anche più volte. Basta contattarle tramite cellulare, scegliere la prestazione da un menu e contrattare il compenso) anche per un regalino o una ricarica telefonica. Che tempi, signora mia, non ci sono più le puttane di una volta (oggi si chiamano “Escort“; sembra una cosa diversa, ma sempre puttane sono) e nemmeno i bagni e le scuole di una volta. Veramente una volta non c’erano nemmeno i telefonini…purtroppo.

Ruby: ipocrisia di Stato

Leggendo le notizie di stampa sul caso Ruby si resta perplessi. Non è molto chiaro il nesso fra l’organizzazione di feste e cene in una casa privata ed il reato di favoreggiamento della prostituzione. Sembrerebbe che ricambiare con denaro o favori la presenza di belle ragazze nella villa di Berlusconi sia un reato. Finora tutte le ragazze hanno negato di aver avuto rapporti sessuali col premier. E se anche lo avessero avuto, da quando in qua fare sesso fra persone adulte e consenzienti è un reato? Diventa reato se la prestazione sessuale viene ricambiata con una somma di denaro o con regali? Ma allora anche il matrimonio sarebbe una forma di prostituzione. In fondo si potrebbe dire che un uomo che sposa una donna offre vitto e alloggio in cambio di prestazioni sessuali. Beh, il concetto è quello.

Se un amico ti presenta una ragazza e tu la inviti a cena e poi finite a letto, puoi essere accusato di sfruttamento della prostituzione perché le hai offerto la cena in cambio di prestazioni sessuali? Ed il tuo amico, che ti ha presentato la ragazza,  è colpevole di favoreggiamento della prostituzione?

Si dirà, però, che Ruby era minorenne. Intanto la stessa ragazza ha più volte affermato di essersi presentata come maggiorenne, 24 anni, e vista la presenza fisica  non c’era motivo di dubitarne. Ha detto anche di non aver mai avuto rapposrti sessuali col premier, né con altri, durante le feste ad Arcore. Allora dov’è il reato? E’ reato il fatto che abbia ricevuto dei regali? Era normale, come hanno dichiarato molti ospiti della villa, che tutti ricevessero dei regali dal premier. Fare regali agli ospiti è reato?

Ma allora il reato sarebbe quello che Ruby era minorenne? E’ un reato ospitare in casa ragazze minorenni? Allora tutti i genitori che hanno in casa figlie minorenni compiono un reato? I nonni che ricevono in casa nipoti minorenni compiono un reato? Organizzare in casa delle festicciole con ragazze minorenni, amiche dei figli minorenni, è reato? O forse è reato l’essere minorenni?

Sì, però, si legge sempre sulla stampa, le ragazze che frequentavano la villa avevano a disposizione gratuita degli appartamenti a Milano 2. Significa che concedere un appartamento a qualcuno in uso gratuito è reato? Allora tutti quelli che, per loro fortuna, dispongono di diversi immobili e ne concedono uno in uso gratuito a familiari, figli, anziani genitori, parenti, compiono un reato?

E non basta. Dai titoli in prima pagina ci si pone altri inquietanti interrogativi. Eccone uno: “Ruby è stata in villa 8 volte“. Significa che c’è un limite alle visite? Se ci va una volta, passi, Se ci va tre volte è a rischio e se ci va 8 volte è reato? Qual è il numero di visite consentite alla villa di Berlusconi? Altro titolo: “Ruby ad Arcore fino all’alba“.  Che significa? Che c’è un orario preciso per le visite, come in collegio, nei conventi o in carcere? Significa che andare nella vita di mattino è normale, andarci di pomeriggio pure, ma restarci dopo la mezzanotte è reato? Oppure che dopo una certa ora, circolare ad Arcore è vietato perché  c’è il coprifuoco? Dov’è il reato?

Ma il punto cruciale è sempre quello dei presunti rapporti sessuali con una minorenne. Fare sesso con minorenni è reato? Ma allora i ragazzi minorenni che hanno rapporti sessuali sono tutti colpevoli? No, si dirà, il reato è che un adulto abbia rapporti sessuali con minorenni. Siccome oggi si comincia presto, allora un ragazzo di 18 anni che fa sesso con la sua ragazza di 17 compie un reato? Beh, ma allora ditelo chiaro, perché forse c’è un sacco di gente che fa sesso felicemente senza sapere che compie un reato. No, perché già dai 16 anni è consentito avere rapporti sessuali consenzienti. E se ti capita l’occasione di farlo, ma ti mancano due giorni al compimento del sedicesimo anno che fai? Rinunci o lo fai lo stesso, correndo il rischio di essere denunciato da qualche giudice di passaggio e di finire in galera? Tutti quelli che fanno sesso prima di compiere 16 anni sono punibili? Sono scopate a rischio? Anche la masturbazione, prima dei 16 anni, è reato di “sesso a mano armata“?

E’ curioso che in maniera improvvisa ed imprevedibile si assista ad una riscoperta del puritanesimo. Di questo passo torneremo ai tempi della regina Vittoria e adorneremo le gambe del tavolo con deliziose fasciature per evitare di vedere le gambe nude. O forse questo vale solo all’interno di certe procure che, evidentemente, vivono fuori dal mondo. E vale anche per certi moralisti improvvisati che pontificano su stampa e TV, improvvisamente folgorati, come novelli Saul, sulla via di Damasco…pardon, di Arcore. O forse, più verosimilmente, è perché esistono  da noi dei principi che si applicano secondo le circostanze. Uno è scritto nel codice e si applica a tutti i cittadini; è il principio della “presunzione d’innocenza“. L’altro non è scritto,  è il principio della “Presunzione di colpevolezza” e si applica solo a Berlusconi. E’ un corollario del famoso detto “La legge, per i nemici si applica, per gli amici si interpreta“.

Sembra che facciamo finta di non sapere che la società attuale viva in una specie di esaltazione sessuale che sfiora il delirio collettivo. Stiamo recuperando il tempo perduto in anni e decenni di “proibizionismo sessuale” di tipo morale. Oggi si comincia la giornata facendo colazione con pane e sesso.  Te lo ritrovi sotto gli occhi ovunque, dalla stampa alla televisione, dalla pubblicità a internet. Il sesso è l’argomento principe di riviste e talk televisivi, ad ogni ora del giorno, con dovizia di consigli utili su come farlo, con chi, quando ed in quali varianti. Sotto sotto passa un messaggio subliminale che urla “Scopate, scopate, scopate”, sempre, in ogni occasione possibile, con chiunque vi capiti, in tutti i modi possibili, fra uomini e donne, fra gay, lesbiche, trans e categorie intermedie non meglio specificate. L’imperativo categorico è “Fare sesso”.

Ricordo una notiziola edificante di qualche tempo fa che è illuminante su questo clima da Sodoma e Gomorra. Riguardava i divertimenti degli adolescenti. In particolare si riferiva di una specie di gara che le ragazzine, quindicenni o giù di lì, usavano fare in discoteca. La gara consisteva nell’avere rapporti sessuali orali con più ragazzi possibili. Vinceva chi riusciva a farne di più in una serata. La media era di una decina, ma le più brave arrivavano a farne anche 14 o 15. Chi ben comincia…

Se però, in questa atmosfera da bordello di massa, nella villa di Berlusconi si fanno cene e feste è uno scandalo. Se poi forse, dico forse, qualche volta si fa anche sesso…orrore! E scatta la “giusta” e tempestiva azione giudiziaria di solerti giudici che non solo sono indignati per cotanto “orrore”, ma devono anche perseguirlo penalmente perché è un reato. Certo, immagino, questi giudici non organizzano mai cene fra amici, né feste e festicciole, né fanno regali agli ospiti, né si sognerebbero mai di concedere una casa gratuitamente a qualcuno, né hanno mai ospitato a casa loro dei minorenni, nemmeno per le feste dei figli, né si sognano di stare fuori casa fino all’alba. Ma soprattutto…non scopano.

E’ il trionfo dell’ipocrisia elevata a sistema. Bisognerebbe modificare l’articolo 1 della Costituzione e sostituirlo così: “L’Italia è una Repubblica fondata sull’ipocrisia“. E sul potere giudiziario…

Come dicevo nel post “Ruby 2: la vendetta“, se la magistratura applicasse ai cittadini italiani lo stesso accanimento ed i metodi usati contro Berlusconi, oggi mezza Italia sarebbe in galera e l’altra metà in attesa di giudizio. Amen