Del Debbio flop ed estetica in TV

Del Debbio, con Quinta colonna su Rete 4,  fa meno ascolti di Formigli su La7. Lo riportava avantieri  Libero.it (Del Debbio perde la gara di ascolti). Nemmeno un punto di share di differenza (Del Debbio 4,5%, Formigli 5,3%), ma basta e avanza per stilare classifiche di merito e decretare il successo o il flop di un programma. Ormai non conta più la qualità, ma lo share. Se il Grande fratello fa il 30% di share e milioni di telespettatori che lo seguono, significa che è un ottimo programma (così sostengono gli analisti e tutti quelli che su quel programma ci campano). Ovviamente nessuno si pone il problema della qualità e del fatto che quei milioni di spettatori possono essere (anzi, per me lo sono senza possibilità di errore) degli autentici imbecilli. Ma non si può dire, altrimenti vi accusano di essere degli “hater” o odiatori. Gli “odiatori” o Haters (termini inventati di recente, da usare come infamanti accuse per mettere a tacere tutti gli oppositori non allineati al pensiero politicamente corretto e critici nei confronti della demenzialità mediatica e gossipara), per i detentori della superiorità morale, sono tutti coloro che criticano la scellerata ideologia sinistra e non sono omologati al pensiero unico buonista, terzomondista, multietnico boldrinian-bergoglian-kyengista; quelli, altrimenti detti, populisti, xenofobi, omofobi e fascisti. Ma questa è un’altra storia.

Ma non tutti quelli che esprimono giudizi negativi sono Haters o Odiatori. C’è una differenza sostanziale, che è bene tener presente per evitare complicazioni e querele, che si spiega solo con la doppia morale che la sinistra ha in dotazione di serie. Te la consegnano al momento dell’iscrizione: tessera del partito, patentino di superiorità morale, distintivo di “tuttologo” detentore della verità assoluta e licenza di doppia morale, da usare a piacere. A cosa serve? Facciamo un esempio pratico. Se Calderoli dice che quando vede Cécile Kyenge pensa ad un orango (oltre ad essere subito catalogato come Haters e Odiatore)   è un gravissimo insulto razzista per il quale viene querelato e deve pure pagare i danni. Se invece Nichi Vendola dice che Berlusconi è un cancro della politica, Travaglio dice che è un suo diritto odiarlo e augurarne la morte e Di Pietro dice in Parlamento che è un serpente a sonagli, quella è semplice “dialettica politica“. Chiaro?

 Il fatto che Del Debbio non faccia grandissimi ascolti non è una novità. Dopo aver salutato il suo arrivo con il programma Quinta colonna, e Dalla vostra parte condotto poi da Belpietro, come voci “fuori dal coro” diverse dal pensiero unico dominante in televisione, ho presto cambiato parere vedendo la conduzione apparentemente di denuncia e contrasto al buonismo, al terzomondismo, alla scellerata politica che favorisce l’immigrazione incontrollata della sinistra, ma in pratica quasi assecondando quella visione della realtà, complice la presenza in studio di ospiti più di sinistra che di destra, compresi imam fai da te, mediatori culturali africani ed esponenti islamici ai quali si dava più spazio che alla gente comune.  L’ho anche scritto spesso e volentieri anche sul Giornale.

Ecco cosa commentavo l’anno scorso un articolo su “Renzi sfida l’UE, lamentando l’eccessiva presenza mediatica del ciarlatano di Rignano anche sulle reti Mediaset: “Lo vediamo a reti unificate. Non bastano i servizi dei TG e le reti di regime, che sembrano fatti dall’ufficio stampa di Palazzo Chigi; non bastano le sue presenze su tutte le reti, intervistato da giornalisti e conduttori compiacenti come la Gruber. Lo dobbiamo vedere anche sulle reti Mediaset, a canale 5 dall’amica Barbara D’Urso che gli dà del tu e, forse è già la terza o quarta volta, da Del Debbio su Rete4, a Quinta colonna, dove fa il suo lungo monologo per cantare le lodi del suo governo dei miracoli. Né va meglio a “Dalla vostra parte”, dove Belpietro dà voce alle proteste di piazza contro l’immigrazione, ma poi in studio ci sono personaggi inguardabili come Karaboue, Librandi, Castaldini, Fiano, Chaouki, Morani, mediatori culturali africani e imam fai da te di quartiere, ai quali viene concesso più spazio e tempo che agli italiani. Infatti non vedo più né Del Debbio, né Belpietro; almeno non mi rovino la digestione.”. Infatti non li guardo più.

Bene, ora qualcuno comincia a rendersi conto di quanto dicevo fin dall’inizio. E se andate a leggere i commenti all’articolo sopra citato di Libero.it, vedrete che i motivi per cui i lettori criticano Del Debbio, sono gli stessi che usavo io criticando la presenza degli ospiti in studio. Vale la pena, per capire qual è l’opinione dei lettori, riportare qualcuno dei commenti:

Poliponero: io sono tra quelli che non seguono piu’ questo programma(e non mi perdevo nessuna puntata)! il perche’ e’ semplice: troppi buonisti e saputelli delle religioni con tendenze anticristiane> (cecchi pavone, carabue, imam, zingari ecc.)

Milibe: bel programma diventato inguardabile con invitati come i perdenti castaldini, liprandi , karabue e simili…

Mingardi: mi sembrava d’aver visto la Castaldini…per questo non lo guardo più.

Tega: I personaggi di Del Debbio sono sempre i soliti, Librandi Castaldini ecc. e la gente è stufa!

VitoLibrandi,Carabue,Castaldini,Romano etc, stimolano il rigurgito !

Sanfilippo:  telespettatori si sono stufati di vedere Librandi e tutta la feccia PD che sbrodola cavolate a gogò.

Marcellini: Troppi personaggi inascoltabili! Ti fa venire la voglia di spaccare il televisore!!!

Ecco, questo è il tenore dei commenti. Allora è strano che nessuno si accorga che i telespettatori non gradiscono la presenza di ospiti che ritengono inguardabili, inascoltabili e intollerabili per la loro faziosità. Non mi sorprende; c’è gente che ha bisogno di tempo, spesso di anni, per capire le cose. Per spiegare il concetto, cito spesso il caso della rivoluzione d’ottobre del 1917, quando i bolscevichi presero il potere in Russia e cominciarono a trasformarla in base all’ideologia marxista-leninista, provocando la morte di decine di milioni di persone pur di raggiungere lo scopo. Impiegarono 70 anni per capire che avevano sbagliato tutto. Allora abbatterono un muro a Berlino, smisero di combattere l’Occidente capitalista, rivalutarono la proprietà privata e scoprirono i benefici e le delizie del capitalismo che avevano sempre combattuto. Tanto che oggi alcune delle persone più ricche del mondo sono russe; o cinesi. Lo stesso gravissimo errore stanno commettendo oggi, sempre per aberranti motivazioni ideologiche che non tengono in alcun conto la realtà, in merito al terzomondismo, la società multietnica e l’accoglienza senza limiti degli immigrati. Spero solo che non debbano aspettare 70 anni per capirlo perché è già tardi oggi per rimediare.

Anche Del Debbio cade nell’errore di non tener conto di alcuni dettagli. L’ho scritto spesso, anche in alcuni post. Per esempio qui “Rivalità, xenofobia e diversità“, in cui cercavo di chiarire le differenza fra le parole e l’uso strumentale che ne viene fatto. Ma soprattutto qui “Guelfi e xenofobia” del 2015, in cui riprendevo proprio un’affermazione di Del Debbio, molto discutibile: Ecco l’incipit del post: “Avantieri su Rete4 il conduttore Del Debbio, parlando ancora di problemi legati all’immigrazione, ha detto che gli fanno schifo gli xenofobi. E perché non si pensasse che l’affermazione gli era sfuggita per sbaglio, lo ha ripetuto “Gli xenofobi mi fanno proprio schifo“.  Bene, abbiamo capito. Certo che una simile perentoria affermazione, fatta da un toscano di Lucca, lascia un po’ perplessi. Ricordiamo tutti le rivalità fra i Comuni toscani, tra Firenze e Siena, tra Pisa e Livorno, tra guelfi e ghibellini; un odio che sfociava spesso in contrasti cruenti, come la battaglia di Montaperti tra i guelfi guidati da Firenze contro i ghibellini guidati da Siena. E Lucca, patria di Del Debbio, stava con Firenze.”.

Viene spontaneo ricordare la storica rivalità tra le città toscane. E non solo fra città, ma addirittura tra concittadini divisi dall’eterna rivalità fra rioni, come succede tra le contrade di Siena. E vogliamo dimenticare le rivalità che spesso finiscono tragicamente, tra tifosi di squadre avversarie (Roma – Lazio, Milan – Inter, etc…) che ad ogni occasione scatenano risse, aggressioni e se le danno di santa ragione? O la tradizionale contrapposizione fra polentoni padani e terroni meridionali? Ma se è così difficile accettare  pacificamente la convivenza ed abbracciare i nostri concittadini solo perché vivono in una contrada rivale, tifano per una squadra diversa dalla nostra, vivono in zone diverse d’Italia, perché mai dovremmo accogliere a braccia aperte, con baci e abbracci, gli africani che arrivano da pesi lontani, che non conosciamo, non sappiamo chi siano, cosa vogliono, perché entrano a casa nostra come ospiti non invitati e pure a nostre spese? Ancora nessuno ci ha spiegato questo mistero. Allora sorge qualche dubbio sul fatto che ad un toscano fazioso per natura, facciano schifo gli xenofobi. Verrebbe da chiedersi, con una vecchia battuta: “Del Debbio, ma lei è amico mio o del giaguaro?“. O, ancora meglio: “Ma ci fa o ci è?”.

Ed a conferma del fatto che c’è molta gente che ha difficoltà a capire certe verità, ed ha idee molto vaghe sull’estetica e la sua applicazione nei rapporti sociali (specie mediatici), arriviamo ad un altro mistero esistenziale: Emanuele Fiano. Anche a lui ho dedicato spesso dei commenti, sia sul blog che sulla stampa. Ecco cosa scrivevo un anno fa su Ben ritrovati“: “Credo che i personaggi pubblici, quelli che appaiono quotidianamente in televisione, dovrebbero possedere dei requisiti minimi anche di carattere estetico. Non capisco come uno con la faccia di Fiano possa presentarsi in pubblico. Mistero. Non si può cominciare la giornata con queste visioni inquietanti. Dopo l’orticaria della meteorina che saluta con “Ben ritrovati”, vedendo Fiano ti viene anche il mal di pancia e, sentendolo anche parlare con quella boccuccia a culo di gallina e quella vocina nasale gne gne (e dire le sciocchezze che dice) ti viene anche un improvviso raffreddamento in zona pubica causato dal forte movimento rotatorio delle palle. “. Ed ancora in questo “Facce e facciacce“, dove appare insieme ad un’altra faccia da “censura” come Ivan Scalfarotto. E’ un caso di particolare antipatia personale?  No, è uno dei tanti casi di ingiustificabile e totale assenza di criteri estetici riscontrabili sui media.

Esempio; anche Cristina e Benedetta Parodi, stanno registrando un flop gigantesco con il loro programma domenicale. Si cerca di giustificarle in vari modi, ma nessuno nota una verità evidentissima: Benedetta Parodi, con quel volto spigoloso ed il nasino alla Boldrini, è antipatica. E non sto a spiegare i motivi; non merita tanta attenzione. Così come antipatico ed inguardabile è un altro personaggio TV: Diego Bianchi, in arte Zoro, conduttore di Gazebo (programma che sembra fatto da e per sfigati di periferia da centri sociali Che Guevara), ora passato a La7. Uno con quella faccia, che tutto ricorda meno che un volto umano, non dovrebbe uscire di casa e, ancora meno, presentarsi in televisione. Pensate che l’estetica e la fisiognomica non abbiano importanza e che Lombroso esagerasse? Allora guardate questa faccia: “Trota al Carroccio“. Vi sembra normale? No, non lo è. Ci sono dei primati che hanno un aspetto più umano; e anche più intelligente. Ma non si può dire, altrimenti diventiamo haters o “odiatori“.

Un altro caso emblematico di mancanza di senso estetico, fra i tanti che si possono riscontrare in Tv, è quello che riguarda Eleonora Daniele, conduttrice di un programma del mattino su RAI1, Storie vere o Storie italiane o qualcosa del genere (il tema fisso sono le tragedie familiari, possibilmente col morto ammazzato, l’inviato speciale sotto la casa della tragedia e tutti i dettagli macabri), alla quale già lo scorso anno ho dedicato un post “Cuochi e delitti” per sottolineare l’eccesso di cuochi e di cronaca nera in TV. Ecco, a lato, un’immagine a caso del programma in cui la domanda cruciale del giorno era chiedersi “Come è morto Roberto?”: il tema è sempre quello, la cronaca nera. Ed il programma si basa sempre sul collaudato metodo della chiacchierata in salotto: si invitano in studio i soliti esperti (quelli non ci mancano) che in diretta svolgono le indagini, confrontano gli indizi ed ipotesi, suggeriscono metodi e tattiche investigative, ed esprimono giudizi sul mostro del giorno, dividendosi equamente fra colpevolisti ed innocentisti, sull’ultimo caso di cronaca nera. Che bello cominciare la giornata con queste notizie allegre ed il viso “sorridente” di una conduttrice che, solo a vederla, mette allegria e buon umore! No?

Eppure l’estetica è fondamentale. Quando incontriamo una persona, la prima impressione è determinante e dipende da alcuni fattori: il volto, lo sguardo, l’espressione, il tono di voce, la gestualità, l’atteggiamento. Sono segnali che percepiamo subito e questo determina la nostra risposta positiva o negativa. Basta pochissimo per sentire se quella persona ci è simpatica o antipatica. E’ una reazione spontanea, involontaria e del tutto naturale. E questo condiziona in maniera decisiva le nostre relazioni sociali. Se possibile cerchiamo di frequentare ed avere come amici e compagni di lavoro o di strada, delle persone simpatiche con le quali condividiamo gusti, stile di vita e “affinità elettive”.  Come mai allora pensiamo che questo non sia, non possa e non debba essere importante, se non determinante, nel rapporto con i personaggi pubblici e famosi del mondo della politica, dello spettacolo, quelli che invadono i media ogni giorno?

E se qualcuno si permette di esprimere giudizi poco lusinghieri nei confronti di questi personaggi, viene accusato di essere un “odiatore”, di fare discriminazioni in base al genere, ai gusti sessuali, al colore della pelle, all’etnia, alla fede religiosa, allo stile di vita; tutte cose che, in base alla legge Mancino, sono reato. Alla faccia della libertà di espressione ed al diritto di esprimere un giudizio estetico. Perché devono piacermi per forza i neri, i gay, i fancazzisti dei centri sociali, le femministe, la Kyenge o la Boldrini, il Papa, Fiano, Zoro e altri insulti viventi all’estetica, l’etica o il semplice buongusto? Perché deve piacermi Luxuria se trovo il personaggio, e la sua vista, rivoltante? Deve piacermi per legge, perché così vuole il pensiero politicamente corretto? Perché? Chi ha stabilito questi criteri estetici? Per fare un esempio pratico di cosa fa scattare l’accusa di razzismo in un post del 2013 ho messo a confronto Cécile Kyenge con Vanessa Hessler, così anche i ciechi possono vedere la differenza. Guardatelo:  “Razzismo cromatico“. Notate qualche leggerissima differenza estetica? Oppure il solo affermare che c’è una differenza e che preferiamo una (non dico quale) all’altra è razzismo?

Torniamo al nostro Fiano e vediamo cosa riportava di recente ancora Libero.it: “Fiano basta con la Tv; al suo posto Richetti che piace alle donne“. Il guaio di questo personaggio è che te lo trovi sempre sotto gli occhi in TV dalla mattina alla sera. Se non è ad Agorà su RAI3 al mattino (se non c’è lui c’è Gennaro Migliore; esteticamente non cambia molto), è ad Omnibus o L’Aria che tira su La7, lo ritrovi al pomeriggio a Tagadà. lo vedi su tutti i TG, lo ritrovi da Gruber o in uno dei soliti talk show passerella per politici che passano più tempo in TV che in Parlamento. E, se ci fate caso, le facce di politici, giornalisti ed opinionisti di professione, che vediamo ogni giorno in Tv, sono sempre le stesse. Ne cito alcune a caso, le prime che mi vengono in mente: Travaglio, Padellaro Scanzi, Peter Gomez, tutti del Fatto quotidiano (quasi di casa su La7, insieme a Marco Damilano direttore de L’Espresso), Claudia Fusani ex L’Unità (su qualche rete la trovate ogni giorno), i filosofi Massimo Cacciari e Diego Fusaro (uno post-comunista, l’altro neo marxista; sarà un caso?) ed altri in ordine sparso, presentati come intellettuali o con i titoli accademici (vedi il sociologo De Masi che salta da un canale all’altro e discetta su qualunque argomento), per nascondere la loro appartenenza all’area della sinistra. Un altro caso simile di “trucco” mediatico riguardava lo scomparso Stefano Rodotà (altro guru della sinistra onnipresente nei salotti Tv) che, nonostante la sua militanza politica, in TV veniva presentato come “Università La Sapienza” (sic), per nascondere la fede politica con l’autorevolezza del titolo accademico (un trucco molto usato ed abusato dai conduttori organici alla sinistra; quasi tutti). Ma non dobbiamo pensar male, deve essere solo un caso, una coincidenza, magari lo fanno in buona fede. No?

E come se non bastasse la presenza invasiva ed assillante della compagnia di giro degli opinionisti di professione sulle varie reti, su La7 si verifica una curiosa particolarità; i vari personaggi e volti della rete si ospitano a vicenda. Così vedete Formigli che ospita Mentana, Mentana che ospita Floris il quale poi ospita Damilano (quasi ospite fisso da Gruber e Zoro), poi li trovi all‘Aria che tira di Mirta Merlino, dove passano tutti prima o poi, dove trovi insieme come opinionisti il solito onnipresente Damilano e un’altra conduttrice della rete, Alessandra Sardoni (dalla bruttezza imbarazzante ed insopportabile; c’è un limite a tutto, non basta il trucco, l’estetista o il ritocchino; l’unica soluzione è  Lourdes, un miracolo) che, a sua volta, ospita a turno tutti i volti de La7, o altri personaggi che evidentemente bivaccano negli studi TV. E’ una TV autarchica, fanno tutto in casa.

Ieri, a conferma di quanto dico, nel nuovo programma di Giletti “Non è l’Arena” c’erano quattro ospiti in studio: Matteo Salvini, un imprenditore e…Enrico Mentana e Gennaro Migliore. Che caso, che combinazione, che coincidenza. “Eccheccasoooo”, direbbe Greggio! Tranquilli, alla prima occasione, magari l’ennesima “Maratona” elettorale, Mentana ricambierà il favore ed ospiterà Massimo Giletti. Ora chiedetevi perché in Tv vediamo sempre le stesse facce (che sono quelle dei personaggi della cultura e della politica che sembrano essere gli unici autorizzati ad esprimere la personale opinione su tutto lo scibile umano e che, a lungo andare, condizionano l’opinione pubblica) e provate a darvi una risposta.

Ma torniamo al nostro Fiano. Cosa riferisce Libero? Sembra che in seno al PD non tutti apprezzino questa eccessiva presenza mediatica di Fiano e che non solo dia fastidio, ma ci sia proprio una petizione sottoscritta da diversi esponenti dem che chiedono proprio una sua minore presenza in TV a favore di Richetti “più simpatico“. Anche questi hanno impiegato un po’ di tempo a capire che questo Fiano non è proprio il massimo della simpatia e che, forse, bisognerebbe dargli meno spazio. Forse, dico forse, non mi sbagliavo. Ma questa non è discriminazione per motivi estetici? No, perché ricordate che se questo lo facesse la destra sarebbe un gravissimo atto di discriminazione, ma se lo fanno i compagni del PD è semplice dialettica interna. Bene, anche oggi mi sono sfogato; ogni tanto ci vuole, anche se lo leggeranno in pochissimi. I dati del contatore visite sono talmente sballati che, come ho già detto in passato, non ci credo nemmeno se me lo mette per iscritto un notaio. Ma c’è chi è convinto che migliaia di utenti leggano ogni giorno quello che scrivono. L’importante è crederci. Chi vuole intendere in tenda; gli altri in sacco a pelo.

Bagni e pediluvi

Ieri, in apertura della Home del Corriere on line, campeggiava questo box dedicato a Balotelli. Tanto per cambiare, lui è sempre in primo piano, qualunque cosa faccia o dica; se fa cose buone (poche) o se fa sciocchezze (spesso). Anche il nostro calciatore fa parte ormai di quei personaggi che devono essere sempre presenti sui media, fanno parte del vasto e consolidato repertorio “politicamente corretto“: Balotelli, Boldrini,  Kyenge, Saviano, Travaglio, Vendola, Luxuria, Scalfari, Crozza…l’elenco sarebbe troppo lungo, ve lo risparmio.

E cosa ha fatto di così importante Balotelli per avere il suo box riservato in bella evidenza sul Corriere? Ha rilasciato degli autografi a dei tifosi che erano presenti all’allenamento del Milan, che si trova negli USA per un torneo di calcio. Eccolo…

Dice il breve commento al video che erano presenti una trentina di tifosi, specie italiani che vivono in America. Però, guardando il video, questa trentina di persone non si vede. Al massimo saranno una dozzina. Ma per il Corriere basta e avanza per ricavarci un video da prima pagina ed esultare per il “bagno di folla” di Balotelli. Una dozzina di persona sono “una folla“? Sì, se serve alla causa. Niente di strano che al prossimo rimpasto di governo lo facciano ministro, anche lui, da affiancare alla Kyenge. Visto che si tratta di un calciatore, che lavora con i piedi, direi che questo, più che un “bagno“, al massimo è un “pediluvio“.

Cosa non si fa per il politicamente corretto. Resta un dubbio. Tanto interesse mediatico per Balotelli è giustificato? E’ sempre in prima pagina perché è più bravo, più bello, più simpatico di altri calciatori italiani, oppure perché è nero? E’ una semplice domanda che si affianca ad altre domande simili. Cécile Kyenge è diventata ministro perché è più brava, più capace, più competente, più simpatica delle colleghe, oppure perché è nera? Laura Boldrini è diventata presidente della Camera perché è più brava, più competente, più simpatica, più preparata delle colleghe, oppure perché giova alla causa degli immigrati e dei terzomondisti? Vendola e Crocetta sono diventati governatori di Puglia e Sicilia, perché sono più bravi, preparati, competenti, belli e simpatici di altri, oppure perché sono gay? Ivan Scalfarotto è vice presidente del partito democratico per le sue qualità politiche, oppure perché è gay? Paola Concia, ex parlamentare del PD, era ospite fissa in tutti i salotti televisivi perché era più brava delle altre, oppure perché è lesbica? Cecchi Paone e Malgioglio fanno gli opinionisti di professione in TV per le loro particolari competenze, oppure perché sono gay? Luxuria è ricercatissima da tutte le reti perché è bella, simpatica, elegante, preparata, oppure perché è trans? Barack Obama è stato eletto presidente degli USA per le sue particolari capacità e competenze, oppure perché è nero?

Le domande sono legittime, visto che ormai essere fuori dagli schemi della normalità, sembra essere un vantaggio e costituisce titolo di merito. Magari finiranno per essere equiparati alle categorie protette ed avere la precedenza anche nei concorsi pubblici. Se sei nero, immigrato, gay, trans, lesbo o bisex, acquisisci punteggio.

Per fortuna nel mondo non ci sono solo le categorie citate e la “gaia compagnia” degli amanti del sesso creativo. Lo dimentichiamo spesso, frastornati dalle notizie quotidiane che ci raccontano le avventure e le disavventure dei “diversamente normali“. Ormai sono loro a dominare la scena mediatica.   Ci dimentichiamo così che esiste anche l’arte, la letteratura, la musica, la nostra identità nazionale, le tradizioni, la cultura, il nostro enorme patrimonio artistico, le bellezze naturali di un’Italia che, per falso ed ipocrita spirito di accoglienza, stiamo regalando a tutti i disperati che arrivano dal terzo mondo. Per dedicare i primi piani al “bagno di folla” di Balotelli, mettiamo in secondo piano, anzi in ultima pagina, le cose davvero importanti e belle della vita. Come questa…

 

Dispetti e sodomia

La ministra Kyenge si è risentita per i recenti attacchi da parte dei leghisti (Brutta negra). Chi la paragona ad un orango, chi le lancia banane sul palco, chi la invita a tornare in Congo e chi esce dall’aula consiliare a Cantù quando entra lei.  Insomma, ha tutte le ragioni per lamentarsi. Quindi ha lanciato un ultimatum al segretario della lega Maroni: basta con gli insulti, altrimenti lei non partecipa alla festa della Lega.

Ministra Kyenge, non faccia così.  Via, capisco che sia un po’ risentita, ma non vorrà privare Calderoli, Borghezio e tutto il popolo della Padania del grande piacere di averla alla loro festa? Ci ripensi, vada alla festa, vedrà che si diverte. Sia buona, non faccia i dispetti.

 

Gianluca Buonanno, deputato leghista, ha dichiarato alla Camera che SEL (Sinistra, ecologia e libertà) è una lobby di sodomiti. E che dovrebbero chiamarsi “Sodomia e libertà“. Immediata la reazione sdegnata dei parlamentari chiamati in causa che, in segno di protesta per il gravissimo insulto, abbandonano l’aula (ma poi tornano).

Forse Buonanno allude al fatto che il leader di SEL, Nichi Vendola, è gay dichiarato e sogna di sposare in chiesa Eddy, il suo amichetto canadese, con tanto di benedizione del prete, lancio di riso, fiori d’arancio, marcia nuziale e valletti al seguito? Forse allude al fatto che un altro gay dichiarato, Rosario Crocetta, è diventato governatore della Sicilia? Forse allude al fatto che ormai spopolano sui media personaggi di primo piano della politica, dello spettacolo, dell’informazione e della cultura, notoriamente gay, trans o bisex che fanno quotidianamente opera di promozione per la causa sodomita? Forse allude al fatto che fra Vendola, Crocetta, Scalfarotto, Paola Concia, Grillini, Luxuria, Platinette, Cristiano Malgioglio, Tiziano Ferro, Cecchi Paone, Aldo Busi, Alfonso Signorini (tanto per citarne alcuni far i più noti e presenti sui media) ed altri meno noti, possa esistere un accordo per promuovere e tutelare l’attività degli amanti del “sesso creativo“?

Ma via, Buonanno, non è possibile, non è vero. Ma anche se fosse vero, non lo è. Non è vero anche se fosse vero. Insomma, se anche fosse vero ( ma non lo è), non si potrebbe dire per una ragione semplicissima. Tutti gli insulti e le accuse mosse dalla sinistra agli avversari di destra sono solo dialettica politica. O, al massimo, sono satira. Viceversa, la dialettica politica, o la satira, rivolta verso la sinistra è sempre un gravissimo insulto. Quindi, accennare ad una lobby sodomita di SEL, a parte che non è vero, ma anche se fosse vero (ma, ovviamente, non lo è perché Vendola non ha niente a che vedere con la sodomia!?) è un insulto molto grave. Anche perché Vendola è dichiaratamente gay, ma non ha mai affermato di essere un sodomita. Forse non ha mai letto la Bibbia. O forse l’ha dimenticata. Oppure ha dimenticato di ricordarlo. Oppure ricorda di aver dimenticato di leggerla.  Oppure non sa cosa sia la sodomia. Oppure, oltre a fare il governatore ed il gay, con sua grande soddisfazione ed orgoglio, sa fare anche lo gnorri (una nota specialità della cucina pugliese che ha il potere di cancellare i ricordi scomodi).

Insomma, caro Buonanno, quando anche fosse vero (ma non lo è) non si può dire. Anche perché ormai comandano loro. Quindi bisogna andarci molto cauti. Anzi, le è andata ancora molto bene. Se passa il ddl proposto da Scalfarotto sull’omofobia, solo azzardare delle insinuazioni sulla sodomia di Vendola, sarebbe un reato molto grave (secondo la legge Mancino, integrata col reato di omofobia) e si potrebbe incorrere in sanzioni pecuniarie molto salate. O addirittura  rischiare la galera. Si informi, Buonanno, e la prossima volta eviti di lanciare accuse di sodomia. Con i tempi che corrono è meglio…pararsi il culo.

Vedi: Scimmie, serpenti e presidenti

L’articolo 21 è sospeso

Si può dissentire dal pensiero unico dominante? Si può avere un’idea diversa dall’ipocrita visione buonista su immigrazione, gay, nomadi, neri e musulmani? E’ ancora vigente l’articolo 21 della Costituzione? Oppure quando si parla di gay, islam, zingari, neri ed immigrati, l’art.21 è sospeso?

Sembrerebbe proprio di sì, perché se viene approvato il ddl, già approvato dalla Commissione giustizia della Camera, proposto da Ivan Scalfarotto sull’omofobia e che vuole istituire il reato di omofobia ed equipararlo agli altri reati previsti dalla legge Mancino, l’art. 21 è momentaneamente sospeso.

Diventeremo tutti fan ed estimatori di gay, lesbiche, trans, bisex, annessi e connessi. Guai ad esprimere dubbi sul loro comportamento, sui loro gusti sessuali e su quelle carnevalate che chiamano Gay pride. Guai ad esprimere opinioni meno che lusinghiere. Se ne potrà parlare solo bene e con grande stima, entusiasmo e lodi sperticate; lo ha deciso il Parlamento.  Saremo tutti innamorati pazzi di Luxuria, Platinette e Scalfarotto: per legge.

Priorità italiche

Poi non si dica che il Parlamento non lavora. Appena costituite le Commissioni alla Camera, i nostri solerti deputati sono già impegnatissimi ad individuare le “priorità” e predisporre misure urgenti per affrontare la gravissima crisi. Ecco una delle “priorità” affrontate nei giorni scorsi: “Camera: OK assistenza sanitaria conviventi stesso sesso“. L’on. Ivan Scalfarotto del PD, gay dichiarato, aveva fatto richiesta alla Camera per estendere la polizza assicurativa dei parlamentari al suo compagno Federico col quale aveva dichiarato di convivere “more uxorio“.  Bene, ed una priorità l’abbiamo risolta, così anche il compagno Federico potrà godere delle prestazioni sanitarie gratuite.

Giusto due giorni fa qualcuno ha proposto di limitare l’uso eccessivo e spesso incontrollato ed ingiustificato delle intercettazioni telefoniche da parte della magistratura. Quelle intercettazioni che, come ha  dichiarato pubblicamente lo stesso pm Ingroia, spesso vengono usate per scopi politici. E ci costano una vagone di milioni di euro. Ma arriva subito l’alt del neo segretario del PD Epifani, quello con la faccia così triste ed imbronciata che se lo incontrate in strada gli fate le condoglianze. Ha detto che “Le intercettazioni non sono una priorità“.  Ha ragione. Infatti le priorità sono altre. Per esempio l’omofobia.

Visto che erano in argomento, alla Camera un terzo dei deputati ha firmato una proposta urgentissima per affrontare le “priorità“: “Proposta di legge contro l’omofobia“. Contento Epifani? Queste sì che sono priorità. Si vede che il nostro Scalfarotto ci ha preso gusto e, ottenuta l’assistenza gratuita per il compagno Federico, si impegna in altre battaglie fondamentali per superare la crisi; una legge contro l’omofobia. Ora dovrei inserire una foto di “Scalfarotto…chi era costui?“, ma per non rovinare l’estetica del blog evito. Chi non lo conoscesse può ammirarlo qui: Scalfarotto. Si sconsiglia la visione alle persone molto sensibili.

Ora, con questi provvedimenti essenziali per affrontare le “priorità” dell’Italia, siamo tutti più tranquilli; i minatori del Sulcis,  gli esodati, i cassintegrati, i pensionati al minimo, quelli che si ammazzano per la disperazione, quelli che si danno fuoco perché le banche gli vendono la casa, Epifani, Scalfarotto ed anche Federico.

Ma non basta. Ecco altre due notizie fresche fresche che ci solleveranno lo spirito e renderanno ancora più tranquilli i disperati d’Italia. Le apprendiamo dal quotidiano regionale L’Unione sarda e ci confermano che non solo alla Camera lavorano sodo per risolvere la tragica crisi economica, ma anche nella periferia dell’impero gli amministratori locali sono impegnatissimi a dare il meglio di sé. Uno in prima fila è il sindaco di Cagliari, Zedda, anche lui seguace di SEL di Vendola. Prima notizia: “Gay Pride; quaranta giorni di festa col patrocinio del Comune“. Così anche Cagliari potrà divertirsi a seguire quella specie di carnevalata che chiamano Gay pride. Alla faccia dei minatori del Sulcis e di quei sardi che circa un mese fa si sono suicidati per la crisi. Per loro non c’era nessun sostegno e nessun patrocinio.

Seconda notizia: “Stanziati 20.000 euro per libri e lezioni ai Rom“. Sì, il nostro sindaco Zedda deve avere una sensibilità particolare per gay e Rom. Queste sono le sue priorità, istruire i Rom e far divertire gay, lesbiche, trans e diversamente sessuati. Gli altri, quelli che non sanno più come sopravvivere possono aspettare. Da quelle parti, a sinistra, devono avere uno strano concetto di cosa siano in questo momento le priorità.

Del resto proprio oggi non mancano sui media le dichiarazioni del Presidente Napolitano e di Laura Boldrini. Potevano tacere? Certo che potevano, ma ogni giorno devono trovare il pretesto per rilasciare dichiarazioni e finire in prima pagina sulla stampa, in rete e nei TG. Anche per Napolitano e Boldrini la lotta all’omofobia è una “priorità nazionale“: “Unioni gay anche in Italia”.

 Ma dove vivono questi? Hanno trasferito il Quirinale in Patagonia? La Boldrini è in missione speciale in Guatemala, al posto di Ingroia? Boh, le gente si suicida per la disperazione, le aziende chiudono, milioni di italiani non sanno più come campare e questi pensano ai gay, pensano ad organizzare le sfilate dei gay pride, pensano a spiegare la Divina Commedia agli zingari, pensano a garantire il matrimonio in chiesa ad Ivan e Federico, Nichi ed Eddy, oggi felicemente sposi. Sembra che queste siano davvero le priorità dell’Italia.

Stiamo costruendo una società a misura di gay, trans, lesbiche, zingari, immigrati di ogni colore e provenienza, neri, gialli, indiani, africani, cinesi, romeni, albanesi. Quelli che mettono in crisi le nostre aziende ed il commercio inondandoci di merci e beni di ogni genere taroccati, pericolosi e prodotti  a basso costo, perché i lavoratori, spesso anche bambini, vengono sfruttati al massimo senza alcuna garanzia (Cina, morto per stress da lavoro; lavorava 13 ore al giorno per sette giorni su sette  – Cina: tre suicidi in 20 giorni nella fabbrica iPhone)

Quelli che vivono di furti, rapine, scippi, spaccio di droga. Quelli che controllano la tratta delle donne, dall’Africa, dalla Cina o dall’est Europa, destinate al lucroso mercato dello  sfruttamento della prostituzione.  Quelli che stuprano le donne in strada, nei parchi pubblici, in pieno giorno, o prendono a picconate i passanti. E sembra che il nostro impegno “prioritario”  sia quello di garantire a questa gente tutti i diritti possibili. Abbiamo perfino nominato un “ministro per l’integrazione” proveniente dal Congo per difendere e tutelare gli immigrati. Questi sono la nostra “priorità“.  E gli italiani? Beh, loro possono aspettare. Gli italiani non costituiscono una priorità.

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