Igor, media e violenza

I media ci stanno avvelenando, giorno per giorno. E’ una specie di mitridatismo mediatico; ogni giorno ci propinano la nostra dose quotidiana di violenza che, a lungo andare crea dipendenza, come la droga. Lo dico e lo ripeto da anni. Facciamo un esempio pratico. Raramente accendo la TV al mattino. Ma ogni tanto succede, magari per cercare di sentire le ultime notizie: con i tempi che corrono non si sa mai che scoppi una guerra nucleare. Bene, di solito il giro di zapping dura pochissimo, il tempo di fare un giro veloce sui vari canali e, siccome c’è sempre e solo la solita spazzatura,  spegnere. Cosa c’era oggi in TV? Vediamo.

Su RAI1 c’erano i soliti cuochi, su RAI 2 si parlava della strage di Erba, su RAI3 si cercavano assassini a “Chi l’ha visto”, su Rete4 c’era una fiction, su Canale 5 c’era quel cortile di liti familiari che è Forum, su Italia 1 c’era il TG. E parlava di “Igor il russo”, della sua fuga e della caccia delle forze dell’ordine. Subito dopo parte una altro servizio su una donna cinese accoltellata a Budoni in Sardegna. Basta e avanza. Spengo e andate affanculo tutti quanti, voi, i TG, i cuochi e chi vi segue. La televisione sta diventando insopportabile; un bollettino di guerra sarebbe più tranquillizzante. Cominciano al mattino presto a parlare di violenze di ogni genere, di incidenti, di morti ammazzati, di guerre fra bande di criminali, di droga e, immancabilmente, di femminicidi (ormai sono all’ordine del giorno).

Il “Nemico pubblico numero 1“. Continuano a chiamarlo “Igor il russo”. Non aggiungo altro perché ormai chi sia e cosa abbia fatto lo sanno anche i gatti. Già ieri si sapeva che Igor non era il suo nome e che non era nemmeno russo. Infatti aggiungevano subito che è serbo. Bene, allora abbiamo chiarito chi è questo criminale? No. Oggi nei Tg lo chiamano ancora “Igor il russo“, e subito dopo precisano che, però, viene dalla Serbia e che ha un altro nome.  Anche la stampa continua a definirlo così: “Tutti i segreti di Igor il russo“. Allora viene spontaneo chiedersi perché si continua a chiamarlo “Igor il russo” se ormai già da ieri è accertato che non è russo e non si chiama Igor?  Questo ci dà la misura della serietà dell’informazione. Ci sono due spiegazioni per questa contraddizione. La prima è quella semantica (ma la spiegazione sarebbe lunga), che spiegherebbe il vezzo giornalistico di far uso di motti, frasi fatte, paradigmi, stereotipi e appellativi che funzionano da identificativo, richiamano subito alla mente il personaggio, lo caratterizzano e si prestano ad essere usati come messaggio subliminale. E’ l’effetto “Mostro in prima pagina“. L’altra è più semplice e spiega il livello professionale degli addetti ai lavori nel campo dell’informazione. In questo caso non ci sono spiegazioni complicate, ci sono solo tre possibilità: o sono mezzo idioti, o sono idioti per 3/4, o sono idioti del tutto.

Da ieri l’argomento principe di tutti i media è lui “Igor il russo”. Cosa ha fatto di così speciale per scatenargli dietro un migliaio di carabinieri e coinvolgere perfino il comandante in capo del Corpo? Niente di speciale. Ha fatto una rapina ed ha ucciso una persona. Niente di più di quanto sentiamo quasi ogni giorno. Ma allora perché gli altri casi vengono dimenticati quasi subito e questo Igor diventa un caso speciale? Perché si ottengono due risultati. Il primo è quello di utilità mediatica: si riempiono i programmi con scoop, esclusive, aggiornamenti, servizi degli inviati speciali, interventi e commenti in studio di esperti e opinionisti, interviste volanti a cittadini ed al comandante delle operazioni mascherato col passamontagna (fa scena e si approfitta per pubblicizzare un suo libro), riprese in diretta delle operazioni delle forze dell’ordine (che non sai se sono reali o sono sceneggiate a beneficio delle telecamere). Insomma, si riempie il palinsesto per giorni, si fa audience e ci si guadagna la pagnotta.  Il secondo risultato è quello di focalizzare l’attenzione del pubblico su questo caso e farne il “Nemico pubblico numero uno”, stile Al Capone. Così, se lo prenderanno (come speriamo) sarà un grande spot a favore della capacità operativa delle forze dell’ordine, scoraggia la giustizia fai da te e smentisce chi accusa lo Stato di non garantire la sicurezza dei cittadini. Più è pericoloso il criminale catturato e più efficiente si dimostra lo Stato. Ecco perché ingigantire la pericolosità di Igor, significa automaticamente esaltare la capacità delle forze dell’ordine. E così, la cattura di Igor, almeno per un po’ di tempo, farà dimenticare il fatto che di criminali come Igor l’Italia è piena e che nessuno si sente più al sicuro, nemmeno in casa. Ma tutto finirà in gloria; fino alla prossima rapina ed al prossimo morto ammazzato.

La cronaca nera, gli incidenti, le tragedie di qualunque genere sono diventati l’argomento principale dei media. Con queste notizie si riempiono pagine dei quotidiani, programmi Tv, internet. Tempo fa ho dedicato un post alle notizie di apertura del quotidiano locale L’Unione sarda: quasi sempre sono notizie di incidenti stradali (Vale la pena di leggere questo post Top News per capire di cosa sto parlando). Sembrerebbe che il problema più importante della Sardegna sia il traffico. Ecco, giusto per fare un altro  esempio concreto, cosa riportava ieri L’Unione sarda al centro pagina, nella sezione “News Italia“.

Avete letto i titoli? Vi sembra credibile che oggi in Italia queste siano le notizie più importanti? Oppure sarà un caso eccezionale in un giorno particolare? No, è la norma, questo è ciò che si legge tutti i giorni sulla stampa, su internet, in TV.  I Tg sembrano la cronaca dei morti “minuto per minuto”, un bollettino delle disgrazie. I programmi di intrattenimento, a partire dal mattino, riprendono gli stessi argomenti. Il pomeriggio, tanto per favorire la digestione, i vari talk riprendono gli stessi argomenti di cronaca nera, con approfondimenti ed inviati speciali sul luogo delle tragedie. La sera peggio che mai; film e fiction polizieschi, horror, con abbondanza di Squadre omicidi, Distretti di polizia, CSI, NCIS, Squadre speciali, “Montalbano sono…”, marescialli, preti che fanno i detective e cani che fanno i commissari.  Ancora programmi speciali (Quarto grado, Amori criminali, Storie maledette, etc.), inchieste, ricostruzioni di vecchi fatti delittuosi, tutto a base di violenza e cadaveri, con dovizia di dettagli macabri. Sembra che per i media l’argomento principale sia proprio la violenza. E quando non ci sono fatti di sangue in casa nostra andiamo a scovarli in capo al mondo, pur di garantirci la nostra dose quotidiana di violenza, come fosse una droga. Ecco un esempio: “Scontro frontale in Texas“. E’ solo uno dei tanti esempi. In mancanza di incidenti stradali di casa nostra, raccontiamo quelli che avvengono in Texas. Vi interessa? No, non interessa nessuno; ma serve a riempire le pagine.

E così ogni giorno ci scaricano addosso la nostra buona dose di negatività che, inconsapevolmente, modifica il nostro essere, altera le nostre capacità e funzionalità mentali, la nostra psiche, il carattere, crea assuefazione e indifferenza verso il male, ci rende schiavi della necessità di assumere dosi sempre più massicce di veleno mediatico, ed accresce pericolosamente la nostra aggressività; quella aggressività che poi, cosa che continuo a ripetere da anni, esplode all’improvviso in atti di violenza che i media, non sapendo come spiegarla, continuano a giustificare “per futili motivi“. Forse non se ne rendono conto, ma i media hanno una responsabilità enorme nei confronti del pubblico. L’effetto di questo eccesso di notizie negative è che può scatenare, specie in individui particolarmente sensibili, deboli, con un precario equilibrio psichico, forme di emulazione o improvvisi raptus di follia.

Ma i media su questo genere di cronaca ci campano e non riconosceranno mai le proprie responsabilità. Bisognerebbe denunciarli, portarli in tribunale, accusarli di favoreggiamento e incitamento alla violenza e chiedere i danni morali. Oppure istituire un tribunale speciale, come in tempo di guerra, e condannarli per crimini contro l’umanità. Sì, perché, anche se sembra eccessivo, si tratta proprio di questo. I media stanno commettendo un crimine che non è meno pericoloso delle bombe dei terroristi. E’ più devastante, perché colpisce tutti indistintamente in ogni luogo ed è subdolo perché la gente non ne percepisce il pericolo e, quindi, non attiva nessuna forma di difesa. Un vero e proprio crimine che mascherano da informazione, libertà di stampa e diritto di cronaca. Ma è un bluff, c’è il trucco, perché dietro l’apparenza innocua e allettante si nasconde il pericolo, la truffa, l’inganno: come i cioccolatini purgativi o le bevande avvelenate.

Vedi:

Fiorello e violenza in TV

Cuochi e delitti

Il Papa ha ragione

Da “Quinto potere” (Network) 1976.

 

Legittima difesa e proporzionalità

Dopo l’ennesimo caso di un ladro ucciso per legittima difesa, il boy scout toscano, premier per caso e per grazia ricevuta, ha dichiarato che nella legittima difesa deve esserci “proporzionalità”: “Ladro ucciso. Renzi: il pensionato non è un eroe”. Cosa si intenda per proporzionalità della legittima difesa non è molto chiaro. E forse non lo sa nemmeno il bulletto toscano. Sarebbe curioso chiedergli di spiegare bene il concetto, magari facendo un esempio pratico. Questa storia della legittima difesa che è sempre un concetto molto aleatorio e rischia sempre di trasformarsi in omicidio volontario, è vecchia. Molti anni fa, forse una decina o più, dopo un caso di omicidio per legittima difesa (passano gli anni, ma non cambia nulla), scrissi un pezzo (ironico, ma mica tanto) in un forum in rete. Lo ripropongo pari pari, è sempre valido.

Legittima difesa ?

 Il concetto di legittima difesa è molto aleatorio. Sì, perché la legittima difesa è  consentita solo come reazione ad una minaccia alla propria incolumità fisica e deve essere commisurata all’entità dell’offesa. Ovvio che per stabilire se la reazione è proporzionata bisogna, prima, determinare esattamente l’entità dell’offesa; cosa non sempre facile da accertare, perché il presunto colpevole (fino al terzo grado di giudizio è sempre “presunto”) è irreperibile, oppure perché non ha lasciato tracce visibili ed evidenti della gravità della minaccia. Se un imbecille aggressivo e violento, senza alcun motivo plausibile, mi dà un cazzotto sul naso,  procurandomi una grave frattura, posso solo rispondere, ammesso che ne abbia la forza, con un altro cazzotto, sempre sul naso e di pari potenza, stando bene attento a non  procurargli qualche fratturina in più di quelle che lui ha procurato a me. Se, invece, non posso rispondere nello stesso modo, trattandosi di un energumeno  tipo armadio a due ante con un grugno da rottwailer inferocito, e faccio la prima cosa che mi viene in mente, ovvero rompergli in testa la prima arma contundente a portata di mano, oppure afferrare le sue parti basse e strappargli le palle, questo è “Eccesso di legittima difesa”.  Chiaro?

E’ bene attenersi scrupolosamente a questo principio della proporzionalità della risposta, altrimenti si passano guai seri. Negli anni scorsi abbiamo avuto diversi esempi di come venga applicata la legge in questi casi. Solitamente chi risponde ad una rapina sparando viene indagato ed accusato di “eccesso di legittima difesa”. Allo stesso modo viene punito chi, scoprendo un ladro in casa, o uno sconosciuto che si introduca nottetempo nel giardino con fare sospetto,  lo aggredisca o lo colpisca in maniera grave. In quel caso la reazione è eccessiva perché non è dimostrato e dimostrabile che quell’intruso stesse rubando o avesse intenzione di rubare, visto che non ha la refurtiva con sé. Sembra strano, ma funziona proprio così. Al massimo è violazione di domicilio. Tutto è opinabile e la conclusione del processo è dovuta in gran parte solo alla bravura degli avvocati.

Allora, se nottetempo notate uno sconosciuto che, furtivamente, si introduce a casa vostra, non dovete pensare subito che si tratti di un ladro. Lo so che è la prima cosa che vi viene in mente, ma attenti, calma, la prima impressione può essere errata. Aspettate e limitatevi a seguire attentamente le sue mosse, evitando di aggredirlo o procurargli qualche graffietto. Se vi chiede di aprire la cassaforte, non necessariamente vuole rubare il denaro depositato. Potrebbe essere un agente segreto, in missione speciale, ovviamente segreta, e, magari, deve verificare se, per qualche strano motivo, dei documenti segretissimi siano finiti nella vostra cassaforte. Lasciate fare e aspettate. Se, poi, riempie un borsone con tutto il denaro contante, gioielli e argenteria varia, non allarmatevi. Magari vuole solo fare un inventario. Non permettetevi, in alcun modo, una reazione che potrebbe costarvi molto cara.

Nel frattempo che il ladro, pardon, lo sconosciuto, fa man bassa di denaro ed oggetti preziosi, invece che opporvi con la forza, potete, invece, tentare di dialogare con lo sconosciuto. Questo è consentito dalla legge. Potete tentare, per esempio, di fargli notare che potrebbe evitare di passare con gli stivaloni infangati sul vostro prezioso tappeto persiano. O ricordargli i dieci comandamenti, in particolare il settimo, e che rubare è peccato e non sta bene. E che magari, poi, dovrà andare a confessarsi. E se non trova una chiesa aperta? Provate a dirgli che la mamma sarebbe molto dispiaciuta se sapesse che il figlio sta rubando. Ecco, questa proposta è ottima, parlare della mamma fa sempre effetto. Se, nonostante i vostri tentativi, lo sconosciuto, raccolto il tutto, scappa via e vi lascia lì ammutoliti dalla paura, non disperate. Magari vuole solo mostrare i vostri gioielli e la vostra argenteria ad un esperto, per fornirvi una valutazione esatta e rassicurarvi che non sia tutta  bigiotteria di poco valore. Mai intervenire mentre lo sconosciuto sta facendo man bassa dei vostri preziosi gioielli. Vi sarebbe molto difficile dimostrare che lo sconosciuto stia “rubando”, dal momento che sia il denaro, sia i gioielli sono ancora lì, in casa.

Solo dopo qualche ora che lo sconosciuto si è allontanato, potete cominciare ad avere qualche sospetto ed ipotizzare che sia stato un furto o una rapina. E solo allora potete, se siete ancora vivi e vegeti, azzardare una chiamata alle forze dell’ordine e denunciare il fatto. E i vostri gioielli? Avete una sola possibilità di recuperarli. Per quanto detto precedentemente, la vostra reazione non deve eccedere e non può essere esagerata. Deve essere proporzionale all’offesa e, possibilmente, eseguita con le stesse modalità. Bene. Allora, assoldate un detective, datevi da fare per scoprire il ladro ed il suo domicilio. Acquistate poi una attrezzatura completa da topo d’albergo (oggi si trova tutto in commercio, anche in rete, magari ci sono anche offerte speciali), introducetevi nottetempo nella abitazione dello sconosciuto e recuperate il malloppo. Azione uguale e contraria, stesse modalità e proporzionale all’offesa. Facile, no? Ecco, questa è quella che si chiama “Proporzionalità della legittima difesa”. Arrangiatevi.

Sardegna felix

Isola felice, baciata dal sole e dalla fortuna, dove non esiste criminalità. Anzi, se dovessimo dar credito alle statistiche ed ai comunicati ufficiali delle autorità preposte alla sicurezza, che da anni ci parlano di un continuo e costante calo dei reati, ormai la criminalità dovrebbe essere scomparsa del tutto. Ecco alcuni titoli recenti molto rassicuranti che non lasciano adito a dubbi.

1) 7 marzo 2014Criminalità, Sardegna isola felice, i sardi si sentono sicuri.”

2) 5 novembre 2014Vice dirigente squadra mobile Cagliari: Non c’è alcun allarme sociale, il trend delle rapine rispetto allo scorso anno è in calo.”

3) 11 novembre 2014Questore: nessun allarme criminalità a Cagliari“.

4) 22 dicembre 2014Carabinieri, a Cagliari i reati sono in calo“.

5) 23 dicembre 2014Polizia, questore Dispenza: reati in calo“.

Queste sono solo alcune delle dichiarazioni riportate recentemente dalla stampa. Ma se torniamo indietro nel tempo troviamo altre dichiarazioni simili ripetute negli anni scorsi. Una per tutte, risale al 6 ottobre 2011:Criminalità, reati in calo nell’isola“. Ma sarà davvero così come affermano questori e dirigenti? Ho qualche  dubbio. Tanto è vero che giusto un mese fa, nel post “Tutto va ben, madama la marchesa…” , riportavo un elenco non proprio rassicurante di reati compiuti nell’isola nell’arco di appena 15 giorni.  Le dichiarazioni ufficiali e le statistiche vanno prese sempre con beneficio d’inventario. I numeri spesso vengono presentati in maniera distorta, ad uso e consumo delle tesi che si vogliono dimostrare, per non creare allarmismi o per convincere la gente che la situazione è sotto controllo.

Vediamo allora, riprendendo le ultime notizie di cronaca, se davvero la Sardegna è quell’isola felice che vogliono mostrarci e se i sardi si sentono sicuri  e possono dormire sonni tranquilli. Teniamo ben presente, però, che molto spesso, specie per piccoli reati o per quelli compiuti in piccoli centri dell’interno della Sardegna, non viene nemmeno presentata denuncia (spesso del tutto inutile) e che non sempre questi atti di piccola criminalità finiscono in cronaca.  Ed inoltre le notizie riportate sono prese dal quotidiano L’Unione sarda che dedica ampio spazio alla cronaca del sud dell’isola, ma un po’ meno alle notizie riguardanti il nord dove il quotidiano più diffuso è La Nuova Sardegna.  Questo elenco, quindi, riporta solo una piccola parte, forse nemmeno 1/3,  dei reati effettivamente commessi nell’arco di soli 45 giorni.

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Tutto va ben

#Sardistatesereni, va tutto bene. Lo dice il questore di Cagliari, dopo recenti episodi di scippi, furti e rapine in città: “Non c’è nessun allarme criminalità. I cittadini possono stare tranquilli.”. E se lo dice il questore significa che è vero. O no? La dichiarazione è arrivata dopo la rassicurante notizia di uno scippo, ancora più grave perché compiuto da due minorenni di 13 e 15 anni (“Rapina a donna in carrozzina“), ai danni di un’anziana donna di 79 anni che, sulla sua carrozzina, accompagnata dalla badante, si trovava sotto i portici della centralissima via Roma.   Uno dei ragazzi, il più piccolo, 13 anni (chi ben comincia!) le ha strappato la borsetta e l’ha fatta cadere per terra, rendendo necessario l’intervento di un’ambulanza ed il ricovero in ospedale. Bella notizietta, vero? Ma non c’è da preoccuparsi, nessun allarme; lo dice il questore.

Due giorni dopo  lo scippo dell’ottantenne in carrozzina, un altro episodio di ordinaria criminalità: un impiegato è stato rapinato,  di pomeriggio in pieno centro, mentre faceva un prelievo di denaro al bancomat. Anche in questo caso un dirigente della Squadra mobile ha rassicurato i cittadini: “Non c’è alcun allarme sociale, il trend delle rapine rispetto allo scorso anno è in calo.“. Tranquilli, nessun allarme, lo dice il dirigente. Ma sarà davvero così? Per pura curiosità andiamo a vedere i casi di scippi, furti, rapine, violenza e criminalità assortita, riportati ultimamente dalla stampa locale. Teniamo presente che non sempre, specie quando si tratta di episodi di cosiddetta “microcriminalità“, segue una denuncia o il fatto viene riportato dalla stampa. Significa che il numero reale dei crimini compiuti è di gran lunga superiore a quello riportato dalle cronache. Vediamo gli ultimi episodi in ordine cronologico.

– 30 ottobre: Pula, arrestato per estorsione nigeriano parcheggiatore abusivo; donna bloccata in auto e ricattata.

– 2 novembre: Guasila, arrestate due donne nomadi per furto di schede telefoniche in un’edicola.

– 4 novembre: Cagliari, scippata anziana di 79 anni, passeggiava in via Roma con la badante.

– 5 novembre: Cagliari, impiegato rapinato in centro.

– 5 novembre: Quartu S. Elena, due ragazzi in motorino (lui 20 anni, lei 16), scippano una anziana donna disabile, le strappano la borsetta e la trascinano per  terra.

– 6 novembre: Barumini, 4 anziani fratelli e sorelle , 70 e 80 anni, rapinati mentre sono a cena. I malviventi sono entrati in casa e si sono fatti consegnare soldi ed un cellulare. Poi sono fuggiti sull’auto di uno dei fratelli che era parcheggiata nel cortile e successivamente l’hanno abbandonata e bruciata nelle campagne di Samassi.

– 6 novembre: Capoterra, ragazzini lanciano bottiglie contro vetri dell’autobus.

– 6 novembre: Cagliari, arrestato giovane per furto di profumi alla COIN.

– 6 novembre: Oristano, ruba soldi a edicolante, bloccato da agente.

– 6 novembre: Cagliari, arrestato per furto di rame in una centrale telefonica dismessa.

– 7 novembre: Glilarza, arrestati sei giovani per furti in bar e tabaccherie.

– 8 novembre: Oristano, identificati e rilasciati 5 ragazzi romeni, due minorenni, che sputavano ed insultavano i passanti.

8 novembre: Maracalagonis, brucia casa e auto di famiglia.

– 8 novembre: Cagliari, ragazza accoltellata davanti alla scuola.

– 8 novembre: Tertenia, arrestato ragazzo, andava a scuola con un etto di cocaina.

– 9 novembre: Macomer, allarme per sedute spiritiche, messe nere e riti satanici.

– 9 novembre: San Gavino; dopo breve ricovero, un paziente sta per lasciare l’ospedale, e mentre attende il foglio di dimissioni gli rubano la valigia.

– 10 novembre: Sassari, sgominata banda dedita a furti e rapine.

– 11 novembre: Dolianova, arrestato operaio per detenzione di armi, munizioni e droga.

– 11 novembre: Narcao, ladri in azione ripresi da telecamere, scoperti abbandonano refurtiva.

– 11 novembre: Cagliari,  auto in fiamme e spari contro il portone.

– 11 novembre: Sassari, arrestato per tentata violenza sessuale e rapina.

– 11 novembre: Carbonia, aggredisce i passanti, arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

– 12 novembre: Selargius, rubano i soldi delle macchinette automatiche che distribuiscono alimenti e bevande all’interno di una scuola.

– 14 novembre: Orgosolo, tentata rapina ai danni di cacciatori.

– 14 novembre: Cagliari, giovane arrestato per spaccio di cocaina e ketamina.

– 14 novembre: Selargius, scoperta centrale della droga, arrestati un uomo e la convivente.

– 14 novembre: Quartucciu, tentativo di furto in una scuola ed in un negozio di ottica.

– 14 novembre: Cagliari, furto in appartamento, sorpreso e bloccato dal proprietario.

– 14 novembre: Cagliari, scippata rappresentante di gioielli, bottino 5.ooo euro.

Non c’è che dire, una bella rassegna di criminalità assortita che rende sempre più insicura la vita dei cittadini. E sono solo quelle notizie riportate dalla stampa locale negli ultimi 15 giorni. Ma, come dicevo in apertura, questa è una minima parte. In molti casi, anche se si subisce uno scippo o un atto di violenza, un piccolo furto, un danneggiamento,  non si denuncia neppure, tanto si sa che è inutile. Per non parlare della vera e propria estorsione a cui vengono sottoposti gli automobilisti dagli immigrati divenuti parcheggiatori abusivi o venditori di cianfrusaglie che ormai hanno occupato in maniera permanente strade, piazze, spiagge, mercati, mercatini, tutti i parcheggi cittadini, quelli degli ospedali, dei cimiteri e dei centri commerciali. Quelli che, se vi rifiutate di comprare qualcosa o donargli volontariamente l’obolo, minacciano di danneggiarvi l’auto.  Ma guai a lamentarsi; sareste accusati di razzismo.

Ma anche in questo caso i responsabili della sicurezza sminuiscono il problema, affermando che se questi immigrati non fanno i parcheggiatori, andrebbero a rubare. Quindi questo è il male minore e dobbiamo anche ringraziare il cielo se si limitano a chiederci dei soldi “abusivamente“. Siamo ostaggio della malavita, della delinquenza spicciola o organizzata, di drogati, spacciatori, prostitute, ladri di polli e non si è più sicuri nemmeno a casa propria. E guai a lasciare la casa incustodita se andate in vacanza o avete bisogno di un ricovero ospedaliero; correte il rischio, quando tornate, di trovarla occupata da abusivi. Ma il questore dice che non c’è pericolo e che, anzi, le rapine sono in calo. Ah, bene, allora siamo tutti più tranquilli. @Sardistatesereni, siamo nella merda, il cavallo è morto, la scuderia è bruciata, il castello è in fiamme, i ladri hanno rubato tutti i gioielli, ma a parte ciò…”Tutto va ben, madama la marchesa…”.

Bollettino di guerra (Preziose risorse)

Non basta dire che gli immigrati “sono una risorsa“, come dice la ministra Cécile Kyenge. Bisogna dimostrarlo con fatti concreti. Così, dopo aver fatto un breve riepilogo degli ultimi arrivi (Bollettino dei naviganti), vediamo come queste “preziose risorse” contribuiscono allo sviluppo economico, sociale e culturale dell’Italia. Passiamo dal Bollettino dei naviganti al Bollettino di guerra  (perché questo è).

–   4 maggio 2013: una risorsa albanese, Blerim Toksu, arrestato per continui maltrattamenti nei confronti della moglie ed averla ferita con un coltello.

–   7 maggio 2013: Arrestate a Roma dieci risorse filippine. Costituivano una banda dedita all’usura, estorsione ed esercizio abusivo di attività finanziaria.

–  9 maggio 2013: tre risorse nigeriane in stato di ubriachezza molestavano i passanti a Cagliari davanti alla chiesa di Sant’Eulalia. All’arrivo dei carabinieri uno dei tre si è denudato.

10 maggio 2013: due risorse albanesi arrestate a Sarzana per rapina ed omicidio di una anziana contessa.

10 maggio 2013: un gruppo di risorse tunisine aggredisce  a Pisa un’altra risorsa, loro connazionale.

11 maggio 2013: una giovane risorsa marocchina aggredisce due risorse islamiche a scuola e strappa loro il velo, causando una rissa.

. 11 maggio 2013: Una risorsa ghanese di 31 anni, Mada Kabobo, aggredisce diverse persone a Milano a colpi di piccone causando tre morti.

– 11 maggio: arrestato a Mondragone (Caserta) Slavi Toshkov Yosifov, una risorsa bulgara, per vendita di neonati.

– 13 maggio 2013: una risorsa nigeriana, al culmine di un furioso litigio, con un morso stacca la falange della mano ad un’altra risorsa, suo connazionale.

15 maggio 2013:  una risorsa nigeriana di 40 anni arrestata ad Olbia: Aveva in corpo dieci ovuli con 140 grammi di eroina.

16 maggio 2013: una risorsa romena si è suicidata gettandosi sotto un treno, dopo aver ammazzato la moglie ed un’altra risorsa polacca.

18 maggio 2013: una risorsa albanese con numerosi precedenti penali, per spaccio di droga e rapina, ha esploso numerose fucilate nei confronti di un’altra risorsa albanese e della sua famiglia a Locate Triulzi (Milano).

20 maggio 2013: giovane risorsa congolese arrestato a Perugia per aver massacrato di botte e violentato una studentessa.

22 maggio 2013: una risorsa romena di 59 anni, Dimitru Cobanu, arrestato a Cosenza per aver violentato e segregato per mesi una risorsa sua connazionale.

22 maggio 2013: risorsa romena di 28 anni arrestato a Perugia per violenza sessuale.

25 maggio 2013: una risorsa nordafricana arrestata a Sestri Levanti per aver più volte accoltellato in strada la sua compagna.

25 maggio 2013: una risorsa romena di 35 anni , già condannato in passato per violenza sessuale, arrestato a Bologna per stalking e per aver ripetutamente minacciato di morte l’ex compagna, anche lei risorsa romena.

26 maggio 2013: risorsa senegalese arrestato a Siniscola, in Sardegna. Aveva in casa un laboratorio clandestino per l’assemblaggio e la produzione per la fabbricazione di orologi col marchio contraffatto.

27 maggio 2013: giovane risorsa romena di 24 anni arrestato a Roma per aver prima ubriacato e poi stuprato una ragazza nei bagni di un locale notturno del quartiere Testaccio.

–  2 giugno 2013: una risorsa romena, Vasile Ciuciuc, è entrato in un supermercato, a Corigliano Calabro (Cosenza), per compiere un furto. Beve due bottiglie di liquore, ha un malore e muore.

–  4 giugno 2013: sgominata ad Asti una banda di risorse albanesi dediti al traffico di droga.

–  5 giugno 2013: una risorsa nomade, del campo Rom del quartiere San Paolo a Bari, è stato arrestato per aver investito un anziano ed essere scappato senza prestare soccorso.

–  5 giugno 2013: una coppia di risorse bulgare, marito e moglie, arrestate per aver segregato, ridotto in schiavitù ed obbligata a prostituirsi una giovane loro connazionale, a Capo Rizzuto (Crotone).

–  6 giugno 2013: quaranta genitori, risorse Rom di origine romena e macedone, sono stati denunciati a Pisa per inosservanza dei doveri di istruzione scolastica minorile, Non hanno mai mandato a scuola i figli.

–  9 giugno 2013: una risorsa marocchina ed una  risorsa macedone arrestati a Pesaro per l’omicidio, a scopo di rapina, di un imprenditore.

12 giugno 2013: risorsa albanese di 27 anni tenta di rapire un bambino di 4 anni a Sassari. Arrestato per tentato sequestro di persona, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e per rifiuto di fornire le generalità.

12 giugno 2013: risorsa marocchina, fondatore di una setta ultraradicale islamica, arrestato a Roma: preparava attentati terroristici.

14 giugno 2013: risorsa romena, a Foligno,  ammazza l’ex compagna e si suicida con un coltello.

–  15 giugno 2013: una risorsa senegalese, senza passaporto, né permesso di soggiorno,  arrestata ad Olbia. Aveva in pancia tre ovuli con 200 grammi di eroina.

16 giugno 2013: arrestato ad Alessandria risorsa colombiana. Aveva rubato la pistola d una guardia giurata e sparava sui passanti.

16 giugno 2013: risorsa boliviana sfonda la porta e violenta la coinquilina. Arrestato per violenza sessuale e minacce aggravate.

17 giugno 2013: risorsa afghana arrestato a Roma per omicidio della moglie e rapimento della figlia di 2 anni in Norvegia.

20 giugno 2013: arrestati a Torino 17 risorse romene per associazione a delinquere, traffico di droga, sfruttamento della prostituzione, estorsione, riciclaggio, ricettazione.

25 giugno 2013:sgominata banda di una quarantina di risorse bulgare, specializzati in traffico di droga.

26 giugno 2013: espulsione immediata per due risorse marocchine accusati di terrorismo.

27 giugno 2013: arrestata a Torino risorsa nomade di 42 anni,Snezana Ristic, per furti in abitazione in diverse località: Firenze, Bologna, Rimini, Roma, Pescara, Torino, Palermo, Andria. Già condannata in passato per 7 anni di reclusione, era in possesso di 48 identità diverse.

27 giugno 2013: due giovani risorse albanesi di 19 e 20 anni arrestati a Firenze per l’omicidio di un loro connazionale di 24 anni.

28 giugno 2013: risorsa marocchina tenta di stuprare una commessa in strada e rischia il linciaggio prima di essere arrestato.

30 giugno 2013: risorsa romena,  Dafinu Nini, incendia un’auto carica di bombole di gas e benzina nei pressi della fabbrica di giocattoli Clementoni,  dove aveva lavorato negli anni scorsi.

–  1 luglio 2013: Arrestato ad Olbia risorsa albanese. Aveva 500 grammi di cocaina nell’auto.

–  1 luglio 2013: arrestate due risorse romene a Roma. Erano complici dell’altra risorsa romena rimasta uccisa durante un tentativo di rapina nella villa di un anziano di 81 anni (Reagisce a furto, spara e uccide ladro).

–  5 luglio 2013: risorsa afghana arrestata a Bari per l’omicidio di un’altra risorsa curda nel centro di accoglienza di Bari Palese.

–  6 luglio 2013: coppia di risorse romene ruba bracciale d’oro in gioielleria a Selargius (Cagliari).

–  7 luglio 2013: due risorse romene, Annamaria Vidu, 20 anni,  e Ramona Magureanu, 30 anni, arrestate ad Olbia per furto aggravato in un centro commerciale.

– 10 luglio 2013: due risorse di origine romena, Lela Radulovic, di 30 anni, e Sabrina Dragutinovic, di 22, arrestate a Cagliari per furto aggravato.

12 luglio 2013: una risorsa di origine africana, senza documenti, arrestato a Roma (aeroporto Fiumicino), per aver aggredito una coppia di turisti americani cercando di portar via il loro bimbo di due anni.

15 luglio 2013: Una risorsa romena arrestata a Ravenna per violenza sessuale su un’altra risorsa, sua connazionale. E’ al terzo arresto in due anni per violenza sessuale, ma era in libertà.

. 15 luglio 2013: una risorsa moldava, ubriaco, investe con l’auto un gruppo di amici a Torino che chiacchieravano sul marciapiede. Un morto e quattro feriti.

16 luglio 2013: arrestate a Verona sei risorse nomadi Sinti per lesioni aggravate e tentato omicidio.  Aggredivano e pestavano i passanti.

– 17 luglio 2013: una risorsa marocchina, El Habib Gabardi, 39 anni, si è costituito. Nei giorni scorsi aveva travolto e ucciso a Gorgonzola una ragazza, Beatrice Papetti, ed era scappato senza soccorrerla.

17 luglio 2013: una risorsa dell’Ecuador fermata a Parma. Sospettato di aver ammazzato a martellate la fidanzata peruviana.

17 luglio 2013: una risorsa ucraina arrestata a Roma per maltrattamenti e lesioni gravi nei confronti della connazionale convivente.

18 luglio 2013: una risorsa albanese con numerosi precedenti penali (numerosi reati contro il patrimonio, spaccio di droga e otto diverse identità) arrestato a Milano per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della compagna.

– 18 luglio 2013: un’intera banda di 37 risorse georgiane sgominata dai carabinieri di Roma. Erano specializzati nei furti in appartamento con la tecnica del “‘key bumping’. Per gli stessi reati altre 14 risorse erano state arrestate a marzo 2012. Negli ultimi 3 anni, per lo stesso reato con la stessa tecnica, ne sono stati arrestati 160, tutte preziose risorse georgiane.

Ma che belle risorse! Che fortuna abbiamo ad averle in Italia. Vero, ministra Kyenge? Vero, Laura Boldrini? Vero, anime belle e buonisti ipocriti dell’accoglienza, dell’integrazione, della tolleranza, della società multietnica, multiculturale, multi religiosa e multi-criminale?  Sono queste le “preziose risorse” che intende la ministra Kyenge? A questa gente vorrebbe dare la cittadinanza? E’ per favorire questi delinquenti che vorrebbe abolire il reato di immigrazione clandestina? Quando si parla di “integrazione” ci si riferisce a queste “risorse“? Chieda un parere alle vittime di questi delinquenti.

Forse la ministra è stata offesa dall’infelice battuta di Calderoli. Ma la Kyenge, Boldrini e tutte le anime belle d’Italia (compreso Papa Francesco), che continuano a propagandare l’accoglienza, l’integrazione e le delizie della società multietnica, dovrebbero vergognarsi, perché, se avessero un minimo di onestà, dovrebbero sentirsi responsabili morali di questi atti criminali. E le loro affermazioni buoniste suonano come un’offesa, una provocazione ed un insulto al buon senso ed all’intelligenza degli italiani.

E’ solo un elenco parziale, di poco più di due mesi, perché la maggior parte dei piccoli episodi di microcriminalità non vengono nemmeno denunciati e non arrivano sui media nazionali. Altrimenti occorrerebbe un libro per elencarli. Sono queste le “preziose risorse“? No comment.