Uomini e patatine ( una vita al gusto di…)

Da un po’ di tempo va in onda uno spot pubblicitario di una famosa ditta che produce patatine fritte. Ci mostrano scafali colmi di buste di ogni formato, adatte per tutte le circostanze; da tenere a casa di riserva, da mangiare da soli, in compagnia, da portare in ufficio, da mangiare guardando la televisione, al cinema, ovunque e sempre. E guai a sbagliare confezione e mangiare, per esempio, quelle da televisione al posto di quelle per il cinema. Pare che siano previste gravi sanzioni per chi, distrattamente, sbagliasse confezione. Insomma, è un invito a rimpinzarsi di patatine ad ogni ora del giorno ed in qualunque luogo, anche pubblico, cosa che è sconsigliata non solo dai nutrizionisti, ma anche dalla buona educazione.

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Pillole quotidiane

Da un po’ di tempo va in onda una pubblicità di pillole. Non c’è scampo, basta distrasi un attimo e prima che tu riesca a cambiare canale, volente o nolente, la pubblicità la becchi. Come gli oroscopi al mattino, il traffico sulle autostrade, il digiuno di Pannella, la risatina di Prodi e gli aggiornamenti sulla nebbia in val padana. Il guaio è che queste cose ti restano in mente, che tu voglia o no. Ma questa è un’altra storia. Queste pillole di nuova generazione sono fantastiche. Sono due in un’unica confezione: una al mattino per essere più attivi durante la giornata ed una la sera per riposare meglio. Così dice la pubblicità. Eravate fermi alla solita pillola per chi soffre d’insonnia, quella per conciliarvi il sonno? Aggiornatevi, ora c’è anche quella per stare svegli. Quella per scopare fino a 100 anni ve l’hanno già inventata. Che volete di più?

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Non ci sono più i proletari di una volta…

Sì, il mondo sta proprio cambiando. Una volta era tutto più chiaro, netto e distinto. Poi, pian piano, come si usa dire con il più classico dei luoghi comuni, è successo che "Non ci sono più le mezze stagioni". Ormai le "4 stagioni" le trovate solo in pizzeria. Così è successo per la società. Una volta c’erano i proletari che leggevano L’Unità ed i capitalisti che leggevano Il sole 24 ore. Sì, capitava di vedere qualche ricco borghese che leggeva l’Unità, faceva tanto chic, ma difficilmente si poteva vedere un manovale o un bracciante agricolo leggere il Sole 24 ore. Mai visto. Poi…

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Prodi e la pubblicità progresso, pardon…occulta.

Lo scorso anno, qualcuno lo ricorderà, Michele Cucuzza, il "bravo conduttore" dalla dentiera incerta, passò dei guai a causa di un piccolo scandalo e fu momentaneamente allontanato dalla conduzione del programma pomeridiano su RAI1. Cosa era successo di così grave? Qualcuno, che non si faceva gli affari suoi, notò che durante una ripresa esterna effettuata in un ristorante era stato sistemato, bene in evidenza, un grande manifesto riproducente il nome del locale. Un caso di "pubblicità occulta". Intervenne la commissione di vigilanza, la direzione RAI, ed il povero Cucuzza, anche se non direttamente responsabile, per qualche tempo dovette lasciare la conduzione del programma. Eh sì, perché la "pubblicità occulta" è vietata e costituisce una violazione delle norme che regolano la pubblicità.

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Dadi e polli (pennuti e non…)

Ogni tanto mi capita di vedere la pubblicità di un noto dado per brodo. Si vede un cuoco (dall’ambientazione e dall’abbigliamento si deve intendere che si tratta di un grande chef) che consiglia, anzi svela uno dei segreti dell’alta cucina. Il segreto riguarda la cottura della pasta e consiste nel cuocere l’alimento principe delle nostre tavole non nella semplice acqua salata, come da sempre si è fatto con risultati più che soddisfacenti, ma nell’aggiungere all’acqua un dado per brodo. Geniale.

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Diritto di cronaca e pubblicità progresso…

Ho appena visto il solito bollettino quotidiano delle disgrazie. Sì, insomma…il TG. Un tale intossicato dall’acqua alla varecchina. Bene, buona idea, così magari i soliti imbecilli che non sanno cosa fare possono distrarsi bucando le bottiglie di acqua minerale e aromatizzandole alla varecchina e acidi vari. Ormai si avvicina la stagione fredda e magari gettare i sassi dai cavalcavia è scomodo. Quindi, ecco un altro passatempo per l’autunno. Ma la notizia del giorno è un’altra. Un ragazzo di 14 anni è morto a Milano per uso di droga abbinata a gas butano. E la solerte cronista, giusto perché la notizia sia completa e non lasci adito a dubbi, fa il suo bel servizio tenendo in mano due bombolette di gas, quello che si usa per ricaricare gli accendini, specificando che si possono acquistare per poche lire. Bene, questa è informazione seria ed esauriente. Così se qualcuno non ci aveva ancora pensato adesso sa che si può usare anche il gas butano, annusarlo e via…

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E’ la pubblicità che ci rovina la vita…

L’argomento del post precedente sulla pubblicità di una società che organizza crociere mi fa riflettere, ancora una volta, sull’influenza dei mezzi di comunicazione e sulla loro capacità di farci apparire bello, desiderabile e irrinunciabile ciò che, invece, molto spesso non è né bello, né desiderabile e di cui si può tranquillamente fare a meno e vivere ugualmente felici. L’inganno maggiore della pubblicità non è tanto il convincerci ad acquistare un prodotto, ma è qualcosa di più sottile e subdolo. Lo scopo non è solo quello di farvi acquistare una certa marca di caffè o di detersivo, anziché un’altra. No, è molto peggio. Lo scopo è quello di " creare " nuovi bisogni. Una volta creato il bisogno, allora si scatena la guerra per accaparrarsi fette consistenti del mercato. E questo è il secondo scopo della pubblicità. Ma prima, e innanzi tutto, bisogna "creare il bisogno". Poi si studiano le strategie per sfruttarlo. Questa opera preparatoria del mercato è ampiamente suffragata dai mass media che fungono, spesso volutamente e secondo precise strategie aziendali (ovviamente ben retribuite ), da cassa di risonanza per quelle che sembrano solo semplici notizie di cronaca o di costume, ma sono dei veri e propri messaggi pubblicitari, pur non apparendo tali, e preparano la strada alla successiva vera e propria campagna pubblicitaria. E’ quella che viene definita "pubblicità occulta". E’ una vera e propria macchina da guerra mediatica, con tanto di comandanti, truppe, mezzi adeguati e strategia operativa. E non c’è scampo. Nel nostro Paese c’è una automobile ogni 1,5 abitanti, il numero dei telefonini supera addirittura il numero degli abitanti. Si spendono decine di miliardi solo per scaricare suonerie. Ci sono aziende specializzate che incassano miliardi solo ed esclusivamente vendendo suonerie. Siamo sicuri che non si riuscirebbe a campare benissimo anche senza avere l’ultima suoneria? Faccio un altro esempio molto chiaro di come si crea un nuovo bisogno e di come poi sia quasi impossibile non esserne coinvolti. Una volta si andava a scuola con la borsa e con pochi libri. Poi qualcuno ha avuto la felice idea di creare lo "zainetto". Ma non uno zainetto qualunque, no, lo zainetto "firmato" dallo stilista di moda. E costava un sacco di soldi. Chi non aveva problemi economici non ha avuto problemi a regalare al figlio lo zainetto firmato. Ma anche coloro che, pur non avendo grandi disponibilità economiche, fanno volentieri un piccolo sacrificio pur di accontentare il proprio figlio, non potevano restare indietro e così anche loro hanno regalato lo zainetto firmato. Restano coloro che hanno problemi economici ed anche la spesa per uno zainetto firmato è pesante. Ma pur di non creare traumi psichici ai figli, facendoli sentire inferiori agli altri, anche queste persone, a costo magari di sacrifici e rinunce, si sono rassegnate e regalano al piccolo il suo bello zainetto opportunamente "firmato" dallo stilista più in voga al momento. E’ provato che l’uso dello zainetto ed il peso eccessivo dovuto ad un carico di libri spesso inutili ( ma bisogna comprarli perché così vogliono le case editrici) può causare, a lungo andare, seri problemi alla spina dorsale. Lo zainetto è, quindi, dannoso, inutile, molto costoso e, per dirla papale papale…una stronzata. Tutti lo sanno, tutti concordano, ma tutti continuano a comprarli. Perché? La risposta a questo perché è l’affermazione iniziale sulla premeditata ( sì, è quasi un delitto) creazione del nuovo bisogno e sul successivo sfruttamento commerciale dello stesso. " Pubblicità; se la conosci la eviti. " E non finisce qui. Continua…
Riferimenti: ( Torre di Babele)