Circonvenzione

Qualche tempo fa Umberto Bossi è andato ad Arcore per uno dei consueti incontri con Berlusconi. Nell’occasione ha portato anche il figlio, noto “Trota”. Berlusconi, nel riceverli, anche per dovere di ospitalità, ha rivolto al giovane Bossi parole di apprezzamento e di incoraggiamento per il suo impegno politico, nonostante la giovane età. Il Trota, esaltato per le parole di elogio del premier, si è così convinto di possedere doti e capacità particolari, di avere un ingegno acuto e brillante, di avere una solida preparazione culturale e di avere un grande avvenire in politica. La procura ha aperto un’inchiesta: Berlusconi indagato per circonvenzione d’incapace.

renzo bossi trota

Berlusconi: riciclaggio

Di recente Berlusconi si trovava in un piccolo centro dell’agro laziale dove era in corso una sagra di prodotti locali. Avvicinatosi ad una bancarella per acquistare alcuni prodotti esposti, al momento di pagare gli sono scivolate le banconote dalle mani e, cadute per terra, si sono leggermente sporcate di fango. Le ha raccolte, ripulite un po’ ed ha pagato il conto. La procura di Roma ha subito aperto un’inchiesta: Berlusconi indagato per riciclaggio di denaro sporco.

Berlusconi millanta

E’ lo scoop del giorno. La notiziona campeggia su tutti i quotidiani. Eccola: “I giudici vogliono indagare il premier“. Da non credere, non si era mai sentito che un giudice volesse indagare Berlusconi. Scherzi a parte, in questo folle e quotidiano accanimento persecutorio si sono superati tutti i limiti, si è raggiunta e superata perfino la soglia del ridicolo. Quando hanno arrestato Tarantini accusandolo di ricatto nei confronti di Berlusconi il mio primo pensiero è stato che fosse solo un trucco per tirare ancora in ballo il premier e trovare qualche nuovo appiglio per incastrarlo. Non mi ero sbagliato. In questo strano caso giudiziario c’è una persona arrestata, Tarantini, per ricatto. Ma curiosamente non esiste un ricattato, né una denuncia in tal senso. Ricorda molto da vicino l’affare Ruby in cui Berlusconi veniva indagato per concussione, ma non esisteva un concusso. 

Ma ormai quando si tratta di Berlusconi non c’è nemmeno bisogno che esista il reato, basta l’intenzione. Infatti, visto che nel caso Tarantini è difficile dimostrare il ricatto, allora ci si inventa una nuova accusa; Berlusconi avrebbe indotto Tarantini a mentire. Siamo in pieno processo alle intenzioni. E se non riusciranno a dimostrare che c’è stata l’induzione a mentire, diranno che, comunque, avrebbe potuto farlo e, se non lo ha fatto, almeno l’ha pensato. Perché l’importante è tenere sempre Berlusconi sotto accusa, anche quando le inchieste finiscono nel nulla. Caso esemplare quello dell’accusa per concussione per la famosa telefonata con Saccà. Visto che l’accusa è caduta e l’inchiesta è stata archiviata, i solerti magistrati se ne sono inventata un’altra. Visto che non possono indagarlo per concussione, per la stessa vicenda hanno aperto una nuova inchiesta accusandolo di abuso d’ufficio. Altro caso esemplare la vicenda della famosa telefonata, pubblicata dal Giornale, tra Fassino e Consorte in merito alla scalata Unipol alla BNL.  La vicenda sembrava chiusa con la condanna dell’editore e dell’allora direttore del quotidiano, Belpietro, a pagare un risarcimento di 50.000 euro a Fassino per danni morali. Ora, però, gli inquirenti chiedono che per quella vicenda sia indagato anche il premier per “Concorso morale“.

Su queste due vicende emblematiche si potrebbe fare qualche considerazione. Sarebbe interessante sapere se nella storia giudiziaria ci sia un altro caso di qualcuno arrestato per ricatto senza che esista il ricattato. L’altra curiosità riguarda il fatto che mentre si danno in pasto ai media migliaia di intercettazioni telefoniche private di Berlusconi, che poco o nulla hanno a che fare con l’inchiesta, ma servono solo a sputtanare il premier, se però il Giornale si permette di pubblicare una sola intercettazione che riguarda Fassino viene condannato a pagare i danni.

Viene in mente una frase che abbiamo imparato a conoscere seguendo i vecchi telefilm di Parry Mason. Una frase che veniva detta ai testimoni che si apprestavano a deporre in tribunale: “Tutto quello che dirà potrà essere usato contro di lei“. In Italia quella frasetta non si usa, però la si applica alla perfezione. Tutto quello che Berlusconi fa, dice o pensa di dire e fare, viene immancabilmente usato per trovare qualche appiglio per incastrarlo.

Ora, se anche l’accusa di induzione a mentire  non andasse a buon fine, i nostri infaticabili custodi della Legge, troverebbero un altro appiglio,  hanno un asso nella manica. Fra le centomila intercettazioni fatte ce n’è una che inchioda definitivamente Berlusconi. Quella in cui, scherzando sulle sue performances amatorie, afferma di avere undici ragazze in fila dietro la porta. E conclude con una battuta: “Me ne sono fatte solo 8“. Ecco la prova schiacciante. Preso atto della esagerata esaltazione delle sue prestazioni sessuali, la procura aprirà una nuova inchiesta sul premier: Berlusconi indagato per millantato credito.

Silvio e l’apologia

Nelle notti scorse Berlusconi si trovava in giardino con alcuni amici e scrutava il cielo alla ricerca di qualche segno del satellite Nasa che precipitava sulla Terra. Affascinato dallo spettacolo notturno si è lasciato andare ad un lungo ed appassionato elogio del creato; la Terra con le sue bellezze naturali e l’enorme varietà di forme viventi, il cielo illuminato da miliardi di stelle, pianeti e galassie, il mistero e l’immensità dell’universo. La procura di Roma, subito informata, ha aperto una nuova inchiesta: Berlusconi indagato per apologia di creato.

Calcio scommesse

Ieri sera, poco prima dell’inizio della partita Milan-Cesena, Berlusconi si intratteneva con alcuni amici. Un testimone anonimo assicura di averlo sentito dire “Vince il Milan, ci scommetto“. Subito informata dell’accaduto, la procura di Roma ha aperto un nuovo fascicolo sul premier: Berlusconi indagato nell’ambito dell’inchiesta Calcio scommesse.

B & B e la concussione

L’accusa di concussione per Mr.B, Berlusconi, a causa della sua telefonata alla questura di Milano, mi fa venire in mente un’altra telefonata ed un altro celebre signor B, una gloria nazionale, Gino Bartali. Cosa c’entra con la concussione? Vediamo. Era il 1948, si correva il Tour de France. Il nostro portabandiera era proprio lui, Ginetaccio. Ma i giornali sportivi, considerandolo troppo vecchio, aveva 34 anni, non riponevano molte speranze nelle sue prestazioni e possibilità di vittoria. Infatti, a metà del Tour Bartali aveva 21 minuti di ritardo nei confronti della maglia gialla Bobet. Poche speranze di ribaltare la situazione.

Poi il 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia e festa nazionale francese, il tour si concesse una giornata di riposo. Quello stesso giorno, in Italia, avvenne un fatto tragico, l’attentato a Palmiro Togliatti nei pressi di Montecitorio. Un esaltato gli sparò con una pistola. Togliatti fu ricoverato in ospedale, in gravi condizioni. L’attentato causò subito gravi tumulti che potevano facilmente sfociare in una guerra civile. Alcide De Gasperi, allora presidente del Consiglio, ebbe una felice idea. Chiamò al telefono la squadra italiana impegnata al Tour e li spronò ad impegnarsi al massimo per tentare di riportare una vittoria che avrebbe calmato gli animi in patria. Il primo ad essere investito di quella responsabilità fu, ovviamente, proprio Bartali. L’episodio è stato ricostruito anche in una recente fiction televisiva dedicata al campione toscano.

Successe il miracolo. Bartali sembrò ritrovare le migliori energie di un tempo, accumulando vittorie su vittorie. E sulle tappe dei Pirenei si scatenò infliggendo a Bobet, in una sola tappa, un distacco di 19 minuti. Bobet restava maglia gialla, ma con solo poco più di un minuto di vantaggio su Bartali il quale vinse ancora delle tappe, arrivando da trionfatore a Parigi ed infliggendo un distacco di quasi mezzora al secondo classificato. Un trinfo. In quei giorni di esaltanti vittorie gli italiani seguivano con ansia e speranza il tour e gli animi si calmarono. La vittoria finale fu importantissima per scongiurare definitivamente l’aggravarsi degli scontri di piazza.

Per nostra fortuna i francesi non seppero mai di quella telefonata di De Gasperi. Altrimenti avrebbero potuto denunciarlo per “Concussione“. De Gasperi sarebbe fnito in tribunale, indagato, ci sarebbe stata una grave crisi politica, sarebbe caduto il Governo e forse sarebbero ripresi gli scontri. E’ evidente che De Gasperi, con quella telefonata che imponeva a Bartali di vincere il Tour (E mica si poteva dire di no a De Gasperi), abbia ricavato un beneficio, evitando crisi di Governo e restando saldamente al suo posto di presidente del Consiglio. Più concussione di così! Per fortuna non se ne seppe nulla. Non c’erano ancora Repubblica, Il Fatto, le procure rosse, Ruby, Boccassini, Santoro e le intercettazioni di massa. Già, l’abbiamo scampata bella! E tutto grazie ad una telefonata del presidente del Consiglio De Gasperi. Abbiamo salvato l’Italia ed abbiamo vinto anche il Tour de France. Roba che ai francesi, come cantava Paolo Conte, “Le palle ancor gli girano...”.

Ruby: ipocrisia di Stato

Leggendo le notizie di stampa sul caso Ruby si resta perplessi. Non è molto chiaro il nesso fra l’organizzazione di feste e cene in una casa privata ed il reato di favoreggiamento della prostituzione. Sembrerebbe che ricambiare con denaro o favori la presenza di belle ragazze nella villa di Berlusconi sia un reato. Finora tutte le ragazze hanno negato di aver avuto rapporti sessuali col premier. E se anche lo avessero avuto, da quando in qua fare sesso fra persone adulte e consenzienti è un reato? Diventa reato se la prestazione sessuale viene ricambiata con una somma di denaro o con regali? Ma allora anche il matrimonio sarebbe una forma di prostituzione. In fondo si potrebbe dire che un uomo che sposa una donna offre vitto e alloggio in cambio di prestazioni sessuali. Beh, il concetto è quello.

Se un amico ti presenta una ragazza e tu la inviti a cena e poi finite a letto, puoi essere accusato di sfruttamento della prostituzione perché le hai offerto la cena in cambio di prestazioni sessuali? Ed il tuo amico, che ti ha presentato la ragazza,  è colpevole di favoreggiamento della prostituzione?

Si dirà, però, che Ruby era minorenne. Intanto la stessa ragazza ha più volte affermato di essersi presentata come maggiorenne, 24 anni, e vista la presenza fisica  non c’era motivo di dubitarne. Ha detto anche di non aver mai avuto rapposrti sessuali col premier, né con altri, durante le feste ad Arcore. Allora dov’è il reato? E’ reato il fatto che abbia ricevuto dei regali? Era normale, come hanno dichiarato molti ospiti della villa, che tutti ricevessero dei regali dal premier. Fare regali agli ospiti è reato?

Ma allora il reato sarebbe quello che Ruby era minorenne? E’ un reato ospitare in casa ragazze minorenni? Allora tutti i genitori che hanno in casa figlie minorenni compiono un reato? I nonni che ricevono in casa nipoti minorenni compiono un reato? Organizzare in casa delle festicciole con ragazze minorenni, amiche dei figli minorenni, è reato? O forse è reato l’essere minorenni?

Sì, però, si legge sempre sulla stampa, le ragazze che frequentavano la villa avevano a disposizione gratuita degli appartamenti a Milano 2. Significa che concedere un appartamento a qualcuno in uso gratuito è reato? Allora tutti quelli che, per loro fortuna, dispongono di diversi immobili e ne concedono uno in uso gratuito a familiari, figli, anziani genitori, parenti, compiono un reato?

E non basta. Dai titoli in prima pagina ci si pone altri inquietanti interrogativi. Eccone uno: “Ruby è stata in villa 8 volte“. Significa che c’è un limite alle visite? Se ci va una volta, passi, Se ci va tre volte è a rischio e se ci va 8 volte è reato? Qual è il numero di visite consentite alla villa di Berlusconi? Altro titolo: “Ruby ad Arcore fino all’alba“.  Che significa? Che c’è un orario preciso per le visite, come in collegio, nei conventi o in carcere? Significa che andare nella vita di mattino è normale, andarci di pomeriggio pure, ma restarci dopo la mezzanotte è reato? Oppure che dopo una certa ora, circolare ad Arcore è vietato perché  c’è il coprifuoco? Dov’è il reato?

Ma il punto cruciale è sempre quello dei presunti rapporti sessuali con una minorenne. Fare sesso con minorenni è reato? Ma allora i ragazzi minorenni che hanno rapporti sessuali sono tutti colpevoli? No, si dirà, il reato è che un adulto abbia rapporti sessuali con minorenni. Siccome oggi si comincia presto, allora un ragazzo di 18 anni che fa sesso con la sua ragazza di 17 compie un reato? Beh, ma allora ditelo chiaro, perché forse c’è un sacco di gente che fa sesso felicemente senza sapere che compie un reato. No, perché già dai 16 anni è consentito avere rapporti sessuali consenzienti. E se ti capita l’occasione di farlo, ma ti mancano due giorni al compimento del sedicesimo anno che fai? Rinunci o lo fai lo stesso, correndo il rischio di essere denunciato da qualche giudice di passaggio e di finire in galera? Tutti quelli che fanno sesso prima di compiere 16 anni sono punibili? Sono scopate a rischio? Anche la masturbazione, prima dei 16 anni, è reato di “sesso a mano armata“?

E’ curioso che in maniera improvvisa ed imprevedibile si assista ad una riscoperta del puritanesimo. Di questo passo torneremo ai tempi della regina Vittoria e adorneremo le gambe del tavolo con deliziose fasciature per evitare di vedere le gambe nude. O forse questo vale solo all’interno di certe procure che, evidentemente, vivono fuori dal mondo. E vale anche per certi moralisti improvvisati che pontificano su stampa e TV, improvvisamente folgorati, come novelli Saul, sulla via di Damasco…pardon, di Arcore. O forse, più verosimilmente, è perché esistono  da noi dei principi che si applicano secondo le circostanze. Uno è scritto nel codice e si applica a tutti i cittadini; è il principio della “presunzione d’innocenza“. L’altro non è scritto,  è il principio della “Presunzione di colpevolezza” e si applica solo a Berlusconi. E’ un corollario del famoso detto “La legge, per i nemici si applica, per gli amici si interpreta“.

Sembra che facciamo finta di non sapere che la società attuale viva in una specie di esaltazione sessuale che sfiora il delirio collettivo. Stiamo recuperando il tempo perduto in anni e decenni di “proibizionismo sessuale” di tipo morale. Oggi si comincia la giornata facendo colazione con pane e sesso.  Te lo ritrovi sotto gli occhi ovunque, dalla stampa alla televisione, dalla pubblicità a internet. Il sesso è l’argomento principe di riviste e talk televisivi, ad ogni ora del giorno, con dovizia di consigli utili su come farlo, con chi, quando ed in quali varianti. Sotto sotto passa un messaggio subliminale che urla “Scopate, scopate, scopate”, sempre, in ogni occasione possibile, con chiunque vi capiti, in tutti i modi possibili, fra uomini e donne, fra gay, lesbiche, trans e categorie intermedie non meglio specificate. L’imperativo categorico è “Fare sesso”.

Ricordo una notiziola edificante di qualche tempo fa che è illuminante su questo clima da Sodoma e Gomorra. Riguardava i divertimenti degli adolescenti. In particolare si riferiva di una specie di gara che le ragazzine, quindicenni o giù di lì, usavano fare in discoteca. La gara consisteva nell’avere rapporti sessuali orali con più ragazzi possibili. Vinceva chi riusciva a farne di più in una serata. La media era di una decina, ma le più brave arrivavano a farne anche 14 o 15. Chi ben comincia…

Se però, in questa atmosfera da bordello di massa, nella villa di Berlusconi si fanno cene e feste è uno scandalo. Se poi forse, dico forse, qualche volta si fa anche sesso…orrore! E scatta la “giusta” e tempestiva azione giudiziaria di solerti giudici che non solo sono indignati per cotanto “orrore”, ma devono anche perseguirlo penalmente perché è un reato. Certo, immagino, questi giudici non organizzano mai cene fra amici, né feste e festicciole, né fanno regali agli ospiti, né si sognerebbero mai di concedere una casa gratuitamente a qualcuno, né hanno mai ospitato a casa loro dei minorenni, nemmeno per le feste dei figli, né si sognano di stare fuori casa fino all’alba. Ma soprattutto…non scopano.

E’ il trionfo dell’ipocrisia elevata a sistema. Bisognerebbe modificare l’articolo 1 della Costituzione e sostituirlo così: “L’Italia è una Repubblica fondata sull’ipocrisia“. E sul potere giudiziario…

Come dicevo nel post “Ruby 2: la vendetta“, se la magistratura applicasse ai cittadini italiani lo stesso accanimento ed i metodi usati contro Berlusconi, oggi mezza Italia sarebbe in galera e l’altra metà in attesa di giudizio. Amen