Natale multietnico

Sembra che oggi, per essere al passo coi tempi, non si possa fare a meno di essere fautori e sostenitori di una società multietnica, multireligiosa e multiculturale. Altrimenti si è classificati in maniera non proprio positiva (evitiamo gli epiteti più ricorrenti). Insomma, tutto deve essere multiuso, come i coltellini svizzeri. L’altra parolina magica che troviamo ad ogni piè sospinto è “Integrazione”. L’integrazione è la parola d’ordine da inserire in ogni discussione o dibattito politicamente corretto sul futuro dell’umanità; Italia e isole comprese.

Infatti, non mancano ogni giorno le prove documentate (la cronaca ce le riferisce puntualmente), di come proceda l’opera di integrazione tanto auspicata. Ecco alcuni esempi riportati proprio oggi da agenzie e quotidiani.

Bambino Gesù multietnico.
La Procura di Verona doveva avere qualche problema di visibilità. Forse si sentono un po’ emarginati. Non hanno un processo in corso contro Berlusconi, non hanno un pentito che dopo 15 anni ha dei lampi di memoria e ricorda particolari che aveva sempre negato di conoscere, non hanno intercettazioni piccanti da regalare sottobanco ai quotidiani, non hanno una escort che racconti notti infuocate col premier, non hanno nemmeno trans che folleggino con governatori del nord est. Insomma, niente di niente.

Si annoiano e, soprattutto, non fanno notizia. Ed oggi se non sei in prima pagina non sei nessuno. Ecco perché vediamo magistrati molto occupati a fare gli ospiti in TV, rilasciare dichiarazioni non richieste sull’operato del Governo, andare ai comizi, ai cortei, alle manifestazioni di piazza. Hanno bisogno di visibilità mediatica, come i ragazzi del Grande fratello, i tronisti, le ragazze da calendario, le aspiranti veline e gli ospiti di professione in TV.

Oggi, se non appari non esisti, ti vengono le crisi d’identità e si finisce in analisi (è uno status symbol); che oggi fa trend e, per essere alla moda, si va dall’analista per raccontare le proprie vergognose perversioni,  e le proprie paturnie sessuali o fingere ipotetiche turbe psichiche; che ti costano un sacco di soldi.  Oppure, se sei VIP, vai  all’Isola dei famosi (dove, invece, per fingerti naufrago, ti pagano).

Siamo ormai prossimi al Natale. Come consuetudine, si provvede ai soliti addobbi, si prepara l’albero, le luminarie e il Presepe. Anche la Procura di Verona ha allestito il Presepe. Ma, ecco la “trovata” geniale per guadagnarsi la prima pagina, ha fatto il presepe con un Bambino Gesù… nero!

bambino gesù nero

E’ “uno stimolo a ragionare sul significato profondo della solidarietà e della comunanza dei popoli“, afferma il procuratore capo Mario Giulio Schinaia. Se lo dice lui non possiamo non crederci. Chi sarebbe oggi così pazzo da mettere in dubbio le parole di un procuratore? Come minimo si rischia di essere accusati di oltraggio e, ovviamente, di gravissimo attacco all’indipendenza dei magistrati, nonché alla Costituzione (questa ci sta sempre bene, fa impressione sul pubblico).

Stessa idea ha avuto il sindaco di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro che, forse in cerca del suo quarto d’ora di celebrità mediatica e confondendo il Natale ed il presepe con il famoso Carnevale viareggino, ha imposto di allestire un presepe con Bambino Gesù nero. Ma, visto che Giuseppe e Maria sono bianchi, ci si chiede: da chi ha preso Gesù? Non sarà che in quel tempo c’erano dei migranti sub-sahariani di passaggio in Palestina? Mistero.

gesù bambino nero Viareggio

Ora, però, ci viene un dubbio. Il Bambino nero l’abbiamo capito, ma cosa diranno tutti i cinesi presenti sul suolo nazionale? Magari la prendono male, come una mancanza di rispetto nei loro confronti. Perché, si diranno, fare un Bambino nero e non fare un Bambino giallo? E perché non un Bambino pellerossa, aggiungeranno alcuni discendenti di Toro seduto?
E siccome, si sa, le proteste sono come le ciliegie, una tira l’altra, ecco che si svegliano anche le femministe che protestano perché Gesù “Bambino” è un maschietto e, come tale, simbolo del potere dominante maschilista e fallocratico. Perché, urleranno a gran voce, non rappresentare anche una femminuccia e chiamarla Gesuina? Non hanno tutti i torti. Se si ascoltano cinesi e pellerossa, perché non le femministe? Ma come accontentarle? La soluzione ci sarebbe: si allarga la mangiatoia e si fanno nascere due gemelli, uno maschietto e una femminuccia.

Ma ecco che interviene Vladimir Luxuria e tutta l’ARCI gay al seguito. Pensare ad una rappresentazione dei soli generi maschile e femminile è antiquato, anacronistico, discriminante nei confronti di gay, lesbo e generi assortiti. La vecchia distinzione è superata. Oggi si parla più genericamente di “Gender“, così si accontentano tutti, senza esclusione; il genere non è ben definito ed ognuno lo prende come, quando e dove vuole (il genere), a piacere. Perché, quindi, non fare anche un Bambino trans?

In compenso hanno realizzato un presepe gay (ci mancava, vero?). Eccolo: “Quando il presepe diventa gay“: “Cameron Esposito, comica e attivista lesbica, sulla propria pagina Facebook, ha condiviso la foto del presepe realizzato da un vicino di casa di Los Angeles in cui si vedono due san Giuseppe vestiti di rosa. “. Pensate che sia un caso isolato? No, ecco un altro esempio in casa nostra: “Piacenza, presepe gay al centro commerciale“. “Tutto qui? No, chissà cosa ci riserva ancora il futuro. Non mettiamo limiti alla fantasia dei cretini.

presepe-gay

Ragazzi, qui l’affare si complica. Ho l’impressione che per accontentare tutti sia necessario riscrivere la storia. Ok, facciamo un parto plurigemellare; quattro maschietti di vario colore (bianco, nero, giallo, rosso), una femminuccia ed un trans. E li sistemiamo tutti in una grande mangiatoia multiscomparto. Contenti? Ora resta da risolvere un altro piccolo problema, quello dei Re Magi i quali dovranno cambiare i loro doni per accontentare tutti i pargoletti. Ma questa è un’altra storia.

Festa delle luci.
In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un crescendo di furore multietnico. Si moltiplicano le iniziative tese ad annullare tutti i simboli della nostra identità religiosa, culturale e nazionale; per non turbare la sensibilità degli immigrati di varia provenienza, religione e cultura. Dicono che sia per favorire l’integrazione. In realtà qualcosa sta avvenendo, solo che non è molto chiaro chi si stia integrando con chi. In altri paesi europei sono già in avanzato stato di decompos…pardon, di integrazione. Noi stiamo tentando di raggiungerli, a fatica, in ritardo, ma con molto impegno.

Per esempio, è l’ultima della giornata, in una scuola elementare di Cremona tanto per non perdere tempo ad abolire il presepe ed i canti natalizi, hanno abolito direttamente il Natale che è diventato “Festa delle luci”. Niente Natale, né canti, né presepe, né albero; solo un lumicino in mano e via. Beh, si stanno adeguando. In Inghilterra già da alcuni anni il Natale è stato abolito, sostituito da una più generica “Festa d’inverno“. Proprio in questi giorni anche in Olanda (una delle nazioni più avanzate in quanto ad “integrazione”) una scuola ha deciso non solo di abolire presepe, canti e Natale, ma addirittura anche il classico alberello (Albero di Natale vietato – Adnkronos). Sempre, naturalmente, per non urtare la sensibilità degli stranieri che possono avere usanze e tradizioni diverse.

Si dice che la mamma dei cretini sia sempre incinta. Ma ultimamente pare che si stia verificando una strana mutazione genetica a causa della quale non solo la mamma dei cretini è sempre incinta, ma si moltiplicano i casi di parti plurigemellari. Con il risultato che i cretini stanno crescendo in maniera esponenziale.

Capisco le preoccupazioni dei maestri cremonesi. Lodevole il loro intento di non turbare gli animi dei bambini con simboli ormai superati come quelli natalizi. Ora, però, sorge un dubbio. Sostituire il Natale con una festa delle luci mi sembra davvero poco intonato con il desiderio quasi maniacale di non turbare l’altrui sensibilità. Una “Festa delle luci” è un’iniziativa quasi offensiva, un insulto nei confronti di chi quelle luci non può ammirarle: i ciechi, o, come si usa dire oggi, “non vedenti”. Già, per tutti coloro che non possono partecipare ad una festa così luminosa, perché non hanno mai visto la luce e non sanno nemmeno cosa sia, una “festa delle luci” è un insulto. Come mai non ci hanno pensato? Distratti? Oppure hanno la sensibilità a senso unico?

Non ci sono più dubbi che ormai questa società sia omologata al pensiero unico dominante politicamente corretto. Non c’è spazio per chi dissente. Volete una prova? Andate su Google e digitate “Natale multietnico“. Vi appariranno pagine e pagine, 372.000 per l’esattezza,  di siti che inneggiano al multiculturalismo, la società multietnica, pranzi e cene multietniche, tutto rigorosamente multietnico, ma a senso unico, quello buonista e terzzomondista. Sembra che l’ONU e l’UNHCR, si siano accaparrati l’esclusiva dei siti: un trionfo di buoni sentimenti, di accoglienza, integrazione e fratellanza universale alla Bergoglio, quel buonismo di facciata falso, stucchevole e tanto sdolcinato da far venire il diabete. Temo che questo blog, se non è proprio l’unico dissidente, sia uno dei pochi che non sono allineati al pensiero unico di regime. E la cosa non mi dispiace; anzi.

A proposito, ma a non turbare la sensibilità degli italiani, quelli normali, non ci pensa nessuno? No? Allora, tanto per farvi sapere che c’è anche chi non la pensa come voi, sappiate che: con questa storia del multiculturalismo, della società multietnica e del rispetto delle culture e religioni diverse, dell’uguaglianza, del rispetto e accettazione dei diversi, di bislacche teorie gender, ci avete abbondantemente rotto le palle. Quindi vedete di andarvene affanculo voi, il multiculturalismo, la società multietnica, l’uguaglianza, il gender, le feste d’inverno, le feste delle luci, le feste degli alberi, i bambinelli neri, l’integrazione, il razzismo, l’antirazzismo, la xenofobia e quella specie di tumore che vi sta consumando il cervello. Ma non è un tumore, è un accumulo di idiozia. Per il tumore ci sono delle cure, e si può sopravvivere; per l’idiozia non c’è rimedio. Amen.

Bene, visto che siamo in tema di rispetto della sensibilità altrui, voglio anch’io dare un piccolo contributo e qualche suggerimento. Comincerei con l’abolire, oltre al presepe ed i canti natalizi, anche tutti i dolci di Natale, per non creare pericolose tentazioni ai diabetici. Aboliamo pure gli alberi, specie pini ed abeti, per rispetto del verde e degli ambientalisti. Aboliamo pure la strage annuale di agnelli sacrificati al pranzo di Natale, per rispetto agli animalisti ed ai vegetariani. Ma soprattutto, vi prego, aboliamo tutta la frutta secca ed in particolare il torrone, per rispetto a nonna Geltrude (ed a tutte le persone nelle sue condizioni) che ha la dentiera traballante (e non può cambiarla perché con la pensione minima non può permetterselo) e quindi non può gustare quelle prelibatezze. Bando a noci, nocciole, torrone e tutto ciò che crea difficoltà di masticazione. Beh, mi sembra il minimo. No?

                                         Evoluzione del presepe multietnico.

Ieri: Bambino Gesù bianco

Bambino_Gesù_160-c58

Oggi: Bambino Gesù nero

bambino gesù nero

Domani: Gesù bambino E.T.

gesù bambino ET

Auguri ai posteri.

Vedi:

Natale global (2014)

– “Buon natale”? Licenziata. (2008)

Natale; strage degli abeti (2008)

 

Ultimi e penultimi

Ai funerali delle tre persone suicidatesi a Civitanova Marche, la presidente della Camera, Laura Boldrini, è stata contestata dai presenti. Non è ovviamente una protesta personale nei suoi confronti, ma rivolta a lei in quanto rappresentante di quello Stato che la gente sente sempre più lontano. Giusto due giorni prima altre due persone si sono suicidate, sempre per motivi di difficoltà economica; un imprenditore ed un disoccupato. Dall’inizio del 2012 sembra che i suicidi dovuti alla crisi economica siano più di cento.

La cronaca ci dice che ogni giorno chiudono migliaia di aziende e crescono i disoccupati. E non si vede la fine del tunnel. Una situazione che definire drammatica sembra quasi riduttivo. Intanto vediamo in TV le solite facce dei soliti politici che continuano, come se niente fosse, a ripetere la solita tiritera di sempre, a scontrarsi, accusarsi a vicenda, inventarsi qualche motivo per giustificare le loro posizioni. Una nenia monotona ed insopportabile. E sembrano tutti seri e convinti di avere la verità in tasca. Oggi per offendere qualcuno basta dirgli che ha una “faccia da politico“; racchiude in due parole tutti i peggiori insulti possibili.

Forse aveva una faccia da politico anche la Boldrini a Civitanova Marche. Ecco perché l’hanno contestata. Eppure la signora, appena eletta alla presidenza della Camera, disse che si sarebbe occupata degli “ultimi“. Ma bisogna intendersi, perché la signora, fino a poco tempo fa portavoce dell’Alto Commissariato ONU per i rifugiati, si è sempre battuta per tutelare i migranti, assicurarsi che l’Italia accogliesse tutti e gli garantisse tutti i possibili diritti nazionali ed internazionali. E’ sempre lei che, appena si cercava di porre un freno all’immigrazione libera ed incontrollata, o non si interveniva tempestivamente per salvare tutti i migranti diretti a Lampedusa, o non si era in grado, per troppa affluenza, di garantire a tutti gli ospiti nei centri di accoglienza tutti i servizi possibili, lanciava strali nei confronti delle autorità ed accusava l’Italia di xenofobia, razzismo e mancanza di riconoscimento dei diritti umani.

E’ sempre lei, come portavoce ONU, sostenuta nella sua campagna da tutto il sinistrume italico in formato buonista, a predicare la massima accoglienza di tutti, senza limiti, regole e controlli. E’ sempre lei, rappresentante non solo dell’ONU, ma di tutta quella schiera di sinistrati che non perde occasione per propagandare la bellezza del multiculturalismo, l’integrazione, i diritti umani e la cittadinanza agli stranieri.  Ecco chi sono per lei gli ultimi: gli immigrati.

E’ una visione del mondo che la sinistra continua a mettere in primo piano, per pura ideologia, chiudendo gli occhi davanti ai problemi che l’immigrazione crea. Una ideologia che ha come scopo finale la disgregazione sociale ed il completo stravolgimento dello Stato, attraverso attacchi mirati alle tradizioni, alla famiglia, alla Chiesa ed a tutto ciò che costituisce intralcio alla realizzazione del loro “paradiso dei lavoratori” socialista. La storia li ha condannati inesorabilmente, ma non l’hanno ancora capito o non vogliono capirlo. E’ la stessa ideologia che animava Ferrero, segretario di Rifondazione comunista ed ex ministro della solidarietà sociale nel governo Prodi, il quale affermava che lui era il “ministro degli immigrati“.

Ecco cosa è per loro la solidarietà sociale: occuparsi degli immigrati. Ecco chi sono per la Boldrini gli “ultimi” di cui vuole occuparsi: gli immigrati. L’Italia sta crollando sotto il peso di una crisi insostenibile, le aziende chiudono, i disoccupati crescono a migliaia ogni giorno, la gente si ammazza perché non riesce a campare o per la vergogna e questa gentaglia pensa agli immigrati, al multiculturalismo, all’integrazione, elimina i presepi nelle scuole e le feste di Natale ed i canti natalizi per non urtare la suscettibilità dei non credenti. Ma quanto ci costa assistere milioni di immigrati? Siamo in condizioni di sostenere questi enormi costi? Perché nessuno ci dice chiaramente qual è il costo dell’accoglienza per gli italiani? E perché si trovano miliardi di euro per garantire la vita agli immigrati e non si trovano i soldi per  aiutare gli italiani che poi, per la vergogna, si suicidano? Perché nessuno ci dà queste risposte, invece di blaterare a vuoto con la solita “faccia da politici“?

Sembra che questa gente, che vediamo ogni giorno  accapigliarsi in TV per difendere la propria barca, scaricando sempre sugli altri le responsabilità,  viva in un altro mondo. Pensano ad altro. Pensano alla cittadinanza agli stranieri, alle unioni gay, alle leggi sull’omofobia e sul femminicidio. Queste sono le loro priorità (lo ha detto Bersani). E intanto gli italiani si ammazzano per la vergogna di non poter sopravvivere. E loro pensano ai gay ed agli stranieri! Di recente il neo deputato PD Ivan Scalfarotto, gay dichiarato, appena entrato alla Camera, si è lamentato perché nella polizza sanitaria, obbligatoria per tutti i parlamentari,  non poteva includere il suo compagno Federico col quale ha dichiarato di convivere “more uxorio“.   Ecco le priorità dell’Italia; la polizza per il compagno di Scalfarotto. No comment!

La dimostrazione che siano fuori dal mondo  ce la fornisce ancora lei, la signora Boldrini, la quale ha dichiarato che “…io non immaginavo che in Italia oggi ci fosse tanta povertà, tanto bisogno delle cose essenziali”. (“Omicidio di Stato”. Boldrini contestata). Incredibile, la Boldrini, “tomo tomo e cacchio cacchio” come direbbe Totò, davanti a tre suicidi  per difficoltà economiche, ultimi di una lunga serie, se ne esce a dire, senza nemmeno vergognarsi, che lei non sapeva che in Italia ci fosse tanta povertà. Questa signora è la presidente della Camera, la terza carica dello Stato e non sapeva che in Italia ci sono i poveri. Andiamo bene! Ma dove vive? Dov’era fino ad oggi? In Guatemala anche lei a far da guida a Ingroia? In Australia a battersi per la tutela dei canguri?

Veramente sapeva che ci sono i poveri. Lo sapeva così bene che circa una settimana fa è andata a consumare il pranzo pasquale alla mensa dei poveri di Ancona (Boldrini pranza alla mensa del povero). Ed in quella occasione ha dichiarato che “La povertà è una emergenza nazionale“. Ma come, una settimana fa dice che la povertà è una emergenza ed oggi afferma che non sapeva che ci fosse tanta povertà? Mah, forse il mistero è spiegabile. Vuol dire che la Boldrini una volta parla a Roma, una volta parla ad Ancona, una volta parla a Civitanova Marche ed una volta parla a vanvera!

La verità è che era tanto occupata a difendere gli immigrati e garantirgli tutti i diritti possibili, che gli italiani passano in secondo piano. Lei si occupa degli ultimi, ovvero di migranti. E gli italiani? Ovvio, se non sono migranti non sono ultimi e se non sono ultimi lei non se ne occupa. Gli italiani sono solo penultimi. Quindi non degni di attenzione. Oggi siamo tutti così impegnati ad occuparci degli “ultimi” che non ci accorgiamo che ci sono anche i “Penultimi“, gli italiani poveri,  e che questi penultimi, forse, stanno peggio degli ultimi, se non altro perché l’ONU non se ne occupa. Prima pensiamo ai migranti, all’accoglienza, all’integrazione, ai diritti umani, all’assistenza degli ultimi. I penultimi, gli italiani, si arrangino. Al massimo gli dedichiamo un po’ di attenzione giusto se si suicidano. E magari in quella occasione scopriamo che in Italia ci sono dei poveri. Incredibile, vero?

Intanto, però, il Presidente Napolitano, quello che si inventa i “Dieci saggi” tanto per prendere tempo, ha inviato ai familiari della famiglia Dionisi  il solito messaggio di cordoglio e, come riporta la stampa, è “Molto provato“. Ah, bene, se il Presidente è “Molto provato” allora siamo a posto, tutto in ordine, sereno e tranquillo. No?

Gli ultimi saranno i primi

La crisi non c’è più

Fini, la nonna ed il panda

Pesca miracolosa, senza licenza

Migranti e clandestini

Un buon affare

Auguri di stagione.

Come la frutta e la verdura. Non è una boutade, è la nuova formula augurale coniata fresca fresca dagli eurocretini del Parlamento europeo, in sostituzione dell’ormai vecchio, superato, antiquato ed anacronistico “Buon Natale“. Così, se in questi giorni incontrate amici e conoscenti, potete salutarli agurandogli “Buoni carciofi a tutti“, è di stagione. E se vi guardano stupiti e preoccupati per la vostra salute mentale, potete giustificarvi dicendo che vi state semplicemente adeguando all’eurocretinismo.

Sembra incredibile, ma è vero. In confronto fa quasi sorridere l’ultima cretinata italica in atto in una scuola di Livorno, dove sono stati vietati i canti natalizi: “Natale: scuola di Livorno vieta i canti religiosi“. Ovviamente, per non turbare la sensibilità dei non cristiani. Sapete, cantare Tu scendi dalle stelle può causare dei traumi gravissimi. Infatti, da un po’ di tempo si registrano sempre più spesso casi di insegnanti, presidi, educatori che soffrono di disturbi della personalità. Meglio non aggravare la situazione.

Ma torniamo all’eurocretinismo. La notizia non circola sui media, meglio tacere. La trovate qui: “Natale: l’Europa adora tutti gli dei tranne il nostro” e nel sito di Ercolina Milanesi, dal quale ho preso alcuni dati. Scopriamo che l’Unione europea ne ha inventata un’altra delle sue. Sono infaticabili. Dopo essersi dedicati ad importantissime norme come stabilire la circonferenza del pisello o la curvatura delle banane, hanno deciso di stampare un diario, in 3 milioni di copie, da inviare a tutte le scuole superiori d’Europa. Un regalino di Natale…pardon, di stagione. Certo, vista la gravissima crisi economica, potevano risparmiarsi qualche milionata di euro da investire più proficuamente, ma, sapete, bisogna anche pensare all’immagine.

Le prime copie, circa trecentomila, sono già state consegnate alle scuole inglesi. Ed hanno già suscitato polemiche. In quel diario, infatti, vengono ricordate tutte le date importanti di varie religioni, ebraica, musulmana, sikh, hindu, cinesi. Forse ci sono anche gli dei dell’Olimpo, Quezalcoatl, Marduk e Manitù. Tutti, eccetto quello cristiano. Così, sfogliando il diario, quando si arriva al 25 dicembre, invece che ricordare il Natale, c’è una pagina bianca in cui compare una frase che sembra presa dai baci Perugina: “Un vero amico è qualcuno che condivide le tue preoccupazioni e la tua gioia“. E il Natale? Sparito, scomparso, non esiste. Bisogna ricordare che, già da qualche anno, in Inghilterra il Natale è ufficialmente scomparso, sostituito da una generica “Festa d’inverno“. Ugualmente sono scomparse le vecchie immagini e cartoline tradizionali del Natale. Beh, loro sono all’avanguardia, ma anche noi ci stiamo adeguando molto velocemente, sempre per non turbare la sensibilità di immigrati vari. Le copie del diario sono state consegnate agli studenti con il classico bigliettino di auguri il cui messaggio è, appunto, quello del titolo: “Auguri di stagione“.

Sì, ci sarebbe da ridere, se non fosse una cosa seria, molto seria, anzi drammatica. E continuo a non capire perché nessuno reagisce a tanta idiozia. E’ in atto una strategia precisa il cui scopo è quello di distruggere tutti i riferimenti che sono alla base della nostra civiltà. Vogliono cancellare i nostri usi, abitudini, tradizioni, religione, cultura, tutto ciò che ci portiamo nel sangue dalla nascita, la nostra storia, il nostro mondo occidentale. Vogliono distruggere l’Europa culturalmente, visto che con le armi sarebbe difficile. E si nascondono dietro il paravento dell’integrazione, dell’accoglienza, del multiculturalismo. E’ una vera e propria guerra all’occidente. Ed i nostri eurocretini si stanno impegnando al massimo per agevolargli il compito. Auguri…di stagione, ovviamente.