Oche e bikini

Tele-gallinacei

Gruppo di ospiti, figuranti, opinionisti, esperti, tuttologi, comari e lavandaie, mentre ordinatamente si avviano verso gli studi televisivi per partecipare ai quotidiani programmi di intrattenimento. (Foto Ansa)

Stampa e sesso mania

A Rio de Janeiro sono in corso violenti scontri fra manifestanti e polizia. Si protesta contro l’assegnazione di concessioni per nuove trivellazioni petrolifere offshore. Il Corriere on line ne dà notizia con un box in Home ed una serie di 28 fotografie che documentano gli scontri: fumogeni, auto ribaltate, cassonetti incendiati, solito repertorio da guerriglia urbana. Le foto sono visibili qui (Foto). Fra le 28 foto ben 27 mostrano immagini degli scontri ed una (solo una fra 28) mostra una ragazza brasiliana in bikini, forse non proprio interessata alla protesta, che avanza sulla spiaggia passando fra due poliziotti.

Piccolo quiz per i più preparati. Dopo aver visionato le foto, indovinate quale, fra le 28, finisce in prima pagina per documentare gli scontri. Indovinato? Bravi, esatto, proprio quella, la ragazza in bikini…

Che al Corriere abbiano una fissazione particolare per il lato B e per le foto erotiche da sbattere in prima pagina per attirare gli utenti? Può essere, anzi è quasi certo.  Altrimenti non si spiegherebbe perché per documentare “scontri in strada” usino la foto di una ragazza in bikini sulla spiaggia.

Ma non è solo il Corriere ad avere questa linea editoriale. Ormai è una mania dilagante che coinvolge tutta l’informazione, specie quella in rete, data la facilità di inserire immagini e video.  Ma a lungo andare si ha l’impressione che in realtà mentre mostrano il lato B di giornata stiano prendendo per il cul…per il lato B i lettori.  Vedi “Guardi siti porno?”.

 

Bikini invernali

Sì, la mia casella di posta è decisamente erotica; non mancano mai immagini con belle gnocche quasi nude. Anche stamattina, in bella evidenza, ci trovo un banner con due belle ragazze in bikini. Ma come, siamo a metà gennaio, pieno inverno,  mezza Italia è sotto la neve e qui ci sono le ragazze in bikini? Sì, perché, qualunque cosa succeda, ogni giorno devono propinarvi la dose quotidiana di nudi. Forse è una precisa disposizione  dell’Unione europea. O forse è una prescrizione medica consigliata dal ministro della sanità, come il vaccino antinfluenzale. Mistero.  Il fatto è che, come ho fatto notare diverse volte in passato, anche quando non te lo aspetti, come entrando nella tua casella di posta personale, immancabilmente ci trovi tette e culi in bella esposizione. Ecco il bikini di oggi…

Ho rinunciato da tempo a cercare di trovare una spiegazione per questo dilagare di nudi su tutti i media. Fenomeno tipicamente italiano. Ci rinuncio. Cito solo, fra i tanti dedicati a questo argomento, alcuni post scritti negli anni scorsi.

E-Mail porno

Greta chi?

Donne e motori

Guardi siti porno?

Il risultato di tanta abbondanza di messaggi sessuali? Mah, forse è quello che scrivevo 7 anni fa in quest’altro post: “Lo stupro quotidiano“.

Evoluzione del maschio latino

Fa quasi tenerezza questa vecchia istantanea. E’ una foto realizzata da Ruth Orkin a Firenze nel 1951. Erano i tempi del “gallismo“, dei pappagalli e del mito del Latin lover. Per documentare questo aspetto del costume dell’Italia di quegli anni, la fotografa assunse una modella (Ninalee Craig, che oggi ha 83 anni), la fece passeggiare per le strade di Firenze ed immortalò le reazioni del maschio italico al passaggio della ragazza. Questo l’interessante articolo sul Corriere di oggi: “Addio all’uomo sulla Lambretta“.

Tempi di ricostruzione post bellica, ma anche di fiducia nel futuro e, perché no, di svago. Il cinema celebrava la figura del Latin lover, del gallismo e spopolavano le commediette balneari con ragazzotti squattrinati in vacanza, ricchi commendatori sempre alla ricerca dell’avventura galante e storie di sfaccendati che davano sfogo alla fantasia per trovare il modo di trascorrere le giornate. Erano film che in qualche modo riprendevano il nuovo spirito ottimista, scanzonato e la voglia di dimenticare gli orrori della guerra. Film semplici  di storie sentimentali a lieto fine, come “Poveri, ma belli” o più impegnati resoconti di vita come “I vitelloni” (1953) di Federico Fellini.

Erano copioni basati su una realtà verosimile, frutto della fantasia dei soggettisti e degli sceneggiatori. Ma erano storie che,  forse involontariamente (o talvolta volutamente), proponevano, rappresentandoli,  modelli, stili di vita, atteggiamenti, comportamenti, battute e linguaggio da imitare che venivano assimilati dal pubblico e diventavano parte integrante del bagaglio culturale degli italiani. La rappresentazione di una realtà fittizia, nel momento in cui andava in scena, modificava la realtà stessa. Questo era ed è l’enorme potere del cinema e degli altri mezzi di comunicazione. Tale che ha condizionato non poco l’evolversi della società. Oggi, grazie al grande sviluppo tecnologico della comunicazione attraverso stampa, televisione ed internet, questo potere condizionante è centuplicato e, pertanto, enormemente più pericoloso. Ma questa è un’altra storia.

Erano i tempi in cui gli uomini si voltavano a guardare le donne. Gli sguardi maschili seguivano ogni gonna che gli passasse davanti, con la bramosia del cacciatore che segue la preda. Ne osservavano le movenze, l’incedere più o meno elegante, la sinuosità delle forme. E la fantasia si scatenava, perché allora le donne erano molto coperte, le gonne erano lunghe, ben al di sotto delle ginocchia, e più che vedere bisognava immaginare. Erano i tempi in cui cinema e riviste celebravano le maggiorate; belle ragazze floride e dalle forme generose. Erano una specie di rivalsa dopo le privazioni della guerra, una promessa ed una garanzia di un futuro migliore. E gli uomini, come per doveroso omaggio a tanta abbondanza di forme, erano sempre pronti ad ammirare, commentare e, quando possibile, tentare un approccio. Esempio di questa celebrazione delle forme femminili nel cinema è la quasi esordiente Sofia Loren, con un seno ed un lato B (oggi si dice così) prorompenti, nell’episodio “Pizze a credito” nel film del 1954 “L’oro di Napoli di Vittorio De Sica.

Era quel fenomeno di costume che chiamavano “gallismo” e che all’estero destava curiosità e commenti sarcastici. Ma è anche vero che questa fama di italiani come eterni seduttori, sempre pronti a corteggiare qualunque donna gli passasse a tiro, era un richiamo irresistibile e carovane di straniere sbarcavano in Italia con la speranza di incontrare il loro latin lover e godersi un’avventura stagionale.  Per il maschio italiano corteggiare una bella ragazza, specie se straniera, era un fatto naturale, scontato, quasi un dovere civico.

Non c’erano ancora le minigonne che scoprivano le gambe, né le “magliette fini” alla Baglioni, che lasciavano immaginare tutto. Non c’erano nemmeno i “balconcini” che mettono tutto in bella mostra, né i pantaloni a vita bassa che lasciano intravedere il culetto, né i chirurghi estetici che ti montano dei palloncini al posto delle tette. Tutto era naturale, ruspante, fatto in casa. Eppure, al passaggio di una bella ragazza, anche coperta con un cappotto fino ai piedi, l’uomo italico si voltava a guardarla e la seguiva con sguardo avido e peccaminoso. Talvolta si sottolineava l’avvenenza della ragazza con un fischio di ammirazione o con apprezzamenti spesso anche pesanti e volgari. Ma solitamente ci si limitava allo sguardo ammirato. Voltarsi a guardare era una regola, una specie di irrefrenabile predisposizione genetica. Era scontato, istintivo, un riflesso condizionato; come il cane di Pavlov.

Erano i tempi in cui, a fine anno, i barbieri regalavano ai clienti il classico calendarietto profumato con le donnine in costume. Le donne, invece, divoravano i seguitissimi fotoromanzi, sognavano il principe azzurro, amori romantici e tenevano in camera la foto dei loro idoli.  Realtà e fantasia si confondevano creando una sorta di realtà parallela, come narrato stupendamente in un altro celebre film dell’epoca, “Lo sceicco bianco” (1952), ancora di Fellini, con un bravissimo Alberto Sordi. Già, le distrazioni erano poche, i soldi pure e non era ancora esploso il consumismo degli anni del boom economico. Anche una semplice lambretta, quella che si vede nella foto, per moltissimi era e restava un sogno. Costava relativamente poco, infatti, ma sempre più di quanto un ragazzo avesse a disposizione. Quindi quel “poco” era comunque “molto“, anzi troppo.

Molto tempo è passato. Le gonne si sono accorciate, le camicette si sono aperte, le tette sono cresciute di volume, le donne nude le vedi ovunque e non resta più spazio per l’immaginazione e la fantasia. Chissà cosa regalano oggi i barbieri. Mah, forse un CD con l’ultimo film porno. Così, come tante altre cose, sono scomparsi anche i gruppetti di ragazzi che sostavano perennemente nelle strade e nelle piazze. Ora vanno di corsa.  Sono tutti impegnatissimi, non hanno più tempo per regalarsi una mattinata di dolce far niente e crogiolarsi al sole. Oggi anche i disoccupati sono occupati, anzi occupatissimi a correre da qualche parte. Non si sa dove e perché, ma tutti corrono. E non si voltano più a guardare le ragazze, perché la mente è già satura di immagini sexy, erotiche e porno.

Ecco perché oggi una foto del genere sarebbe difficilissima da realizzare. C’è stata una lenta e progressiva mutazione. Sono scomparsi i galletti, i pappagalli, i vitelloni, i latin lover. Dicono che la società si sia evoluta, che sia progredita.  Oggi non si ha più tempo da perdere, la gente va di fretta. Così si è passati direttamente dalle parole ai fatti. Oggi le donne non temono più di essere oggetto di sguardi concupiscenti, di ricevere fischi di ammirazione o apprezzamenti galanti; oggi vengono direttamente aggredite e violentate brutalmente. Dagli innocui galletti e dai mansueti vitelloni si è passati alle belve feroci. Un bel progresso, no? Di questo passo, in futuro compariranno anche gli orchi ed i draghi sputafuoco. E’ l’evoluzione della specie, bellezza!

Pippa e porno

Una notizia allarmante viene riportata oggi dall’ANSA. Che il mondo stia cambiando velocemente e che siano stravolti tutti i vecchi valori lo sapevamo. Ma non fino a questo punto. Ecco la notizia

Pippa-porno2

 

Niente di nuovo, è risaputo che porno e pippe siano strettamente legati. Ma la sconvolgente novità è che si paghino 5 milioni di dollari per una “pippa”. Una volta, al massimo, pagavi per vedere il porno, ma poi le pippe erano gratis. Ora si pagano e anche salate. Che tempi, signora mia, non ci sono più le pippe di una volta…

Webcam Girl

Come guadagnare 2000 euro al mese, più gli extra, “lavorare” 4 ore al giorno (meglio, la notte), scrivere un libro ed avere la pubblicità gratuita nella Home page del maggior quotidiano italiano, il Corriere on line. Tutto questo potete scoprirlo qui: “Come si diventa una perfetta Webcam-girl“. L’articolo è in bella evidenza con un box al centro della pagina del nostro Corrierone. Non potete non vederlo…

webcam girl

 

 

 

Ogni commento è superfluo. Ognuno ne tragga le conclusioni che vuole…