TampTax, preservativi ed erbe aromatiche

Ovvero, la tassa sui tampax; ridurre l’Iva sugli assorbenti e fare sconti sui preservativi. Sono le ultime proposte partorite dalle menti geniali dei 5 stelle.  Ora basta aggiungere sconti, offerte promozionali e saldi anche per la carta igienica ed i pannoloni, e siamo a posto. In realtà la riduzione dell’Iva sugli assorbenti è una vecchia proposta lanciata nel “2016 da Pippo Civati del PD. Si vede che da quelle parti, gli assorbenti sono un pensiero fisso, hanno sempre i tampax in testa; forse ne hanno bisogno perché ciclicamente, invece che idee decenti, gli vengono le mestruazioni mentali.

preservativi

Sulle strane proposte parlamentari avevo scritto due post. “L’origano e l’Iva” nel 2014,  ripreso in  “Origano, assorbenti e Iva” nel 2016.

Origano, assorbenti e Iva (2016)

Questi geniacci di politici una ne fanno e cento ne pensano. Giorno e notte si spremono le meningi e lavorano sodo per migliorare l’esistenza dei cittadini. Ecco l’ultima fresca fresca di pochi giorni fa: ce la propone Pippo Civati, ex deputato del Partito democratico, che ha abbandonato il PD forse perché non aveva abbastanza spazio per esprimere tutta la sua creatività. Dopo lunga e profonda riflessione, ha scoperto uno dei motivi per cui l’Italia continua ad essere in crisi. ed ha comunicato il risultato della sua lunga ricerca in un programma radiofonico “Un giorno da pecora“, dove, contrariamente al nome, oltre alle pecore, partecipano anche i pastori, cani e porci, giornalisti, intellettuali, politici e somari (non sempre le categorie sono facilmente distinguibili). Ed ecco la geniale soluzione di Civati: “Abbassiamo l’Iva sugli assorbenti“.

Ecco perché l’economia ristagna, la disoccupazione è sempre alta, la crisi non accenna a finire: tutto a causa dell’Iva sugli assorbenti. Perché nessuno ci aveva pensato prima? Beh, perché non tutti sono parlamentari. Queste genialate vengono solo a loro, non è roba per gente normale. Infatti, ecco il nostro Pippo sorridente e soddisfatto per la propria scoperta.
Può essere orgoglioso del suo lavoro: queste sono cose che cambiano il corso della storia. “Questa campagna ha già avuto risultati in Francia e ne sta discutendo mezza Europa, è una questione di dignità.”, afferma con decisione. Adesso è chiaro perché l’Europa sembra assente dal panorama politico internazionale, incapace di affrontare i gravi problemi che riguardano l’economia, il pericolo del terrorismo islamico, l’invasione degli immigrati: ovvio, sono tutti occupatissimi a pensare all’IVA sugli assorbenti. Lo dice Civati.

Mi ricorda un’altra grande idea di altre due parlamentari, anche queste del PD (sarà un caso?). Ne avevo parlato circa un anno fa nel post “Geniale scoperta e fine della crisi”. Aveva a che fare con l’origano e, altra coincidenza, con l’Iva (sembra proprio che nel Partito democratico abbiano una passione per le tasse, e per l’IVA in particolare). Tanto vale riproporlo, a dimostrazione della genialità dei nostri parlamentari.

L’origano e l’IVA. (dicembre 2014)
La crisi ci opprime da anni, cambiano i governi, ma la crisi non accenna a fermarsi; chiudono le aziende, fabbriche, negozi, aumentano i disoccupati, i precari, i cassintegrati, la povertà è in continua crescita, l’Italia è allo stremo e nessuno sa come uscirne, nessuno trova la soluzione, nemmeno il premier “so tutto io, faccio tutto io, esisto solo io”, quel Matteo Del Grillo (ma essendo fiorentino, forse è più intonato Del Grullo) che ha sempre l’aria di pensare “perché io so’ io e voi non siete un cazzo“ (il marchese del Grillo gli fa un baffo), quel Renzi che dice di voler cambiare il mondo (ma, al massimo si cambia le mutande).

Poi è successo il miracolo, è venuto fuori tutto il genio italico ed ecco la soluzione arrivare proprio da quel luogo dove non ti aspetteresti che qualcuno abbia in funzione il cervello: il Parlamento. Già, incredibile a dirsi, l’idea è venuta dopo profonde riflessioni e accurate ricerche in lungo e in largo, su e giù e pure di lato, grazie a quei parlamentari strapagati e stramaledetti dal popolo, che sembra non facciano niente, se non chiacchiere. Invece poi arriva la smentita a zittire le malelingue. Lavorano, eccome se lavorano. Si spremono le meningi, si arrovellano, studiano, si impegnano e lavorano per il bene dell’Italia. Ecco perché sono pagati tanto e godono di un sacco di privilegi; perché pensano per noi e trovano sempre le soluzioni giuste al momento giusto per facilitare la vita ai cittadini. Mentre noi siamo impegnati a lavorare in fabbrica, negli uffici, negozi, laboratori, e non abbiamo tempo per pensare, essi pensano al nostro posto. E’ una bella fortuna, no?

Pensano e lavorano, lavorano e pensano, giorno e notte, senza concedersi tregua, se non qualche sobrio spuntino alla buvette del Palazzo, si lambiccano il cervello per il bene del popolo. Lambiccarsi il cervello è un’attività molto impegnativa, necessita di molta preparazione, esercizio, allenamento e, naturalmente, di grandi capacità e competenze. Ecco perché solo i nostri parlamentari, dotati di poteri sovrumani, possono lambiccarsi il cervello e sono pagati profumatamente per farlo. Il popolino ignorante, non conoscendo nemmeno il significato del termine, non potrebbe mai lambiccarsi. Ovvio, no?

Quindi, come dicono quelli che in televisione presentano numeri audaci e pericolosi, non provate a farlo voi a casa. Lambiccarsi il cervello, se non siete “onorevoli” e allenati  potrebbe essere molto pericoloso.
Ma la scoperta non è da attribuire ad una sola persona; sarebbe stata impresa impossibile, il cervello umano ha dei limiti, anche quello dei parlamentari. Ci si sono messe in due a lavorare per scoprire la causa della nostra profonda crisi. E finalmente ecco il risultato dell’immane sforzo mentale. Lo dobbiamo a due donne: Leana Pignedoli e Venera Padua, senatrici Pd. Grazie alla loro scoperta lo spread non ci farà più paura, le fabbriche riapriranno i battenti, la produzione raggiungerà livelli da boom economico e le esportazioni cresceranno a dismisura. Fine della crisi. Ma qual era la ragione che bloccava l’economia italiana? Semplice, eccola: l’aliquota IVA sull’origano.

origano-parlamento

Ecco la radice dei nostri guai, l’origano. Maggiori informazioni e dettagli qui: “Battaglia per l’origano: tassato più del basilico e del rosmarino”. Altro che rilanciare l’edilizia, l’industria pesante, i cantieri navali, il commercio, l’elettronica, il terzo settore, le aziende metalmeccaniche o manifatturiere. Niente di tutto questo, il vero problema, la causa prima della crisi, con gravi conseguenze anche sugli equilibri mondiali, la primavera araba, il terrorismo ed i conflitti nel mondo, era solo una: l’origano!

Pare che anche i militanti dell’Isis non stiano combattendo, come dice la propaganda occidentale (per nascondere la vera causa del conflitto), per realizzare lo Stato islamico, ma per imporre una diversa regolamentazione dell’uso dell’origano nella dieta del bravo musulmano, secondo gli insegnamenti del Corano. Per esempio, nella pizza ci va o non ci va l’origano? That’s the question! Ora basta adeguare l’IVA dell’origano a quella del basilico e del rosmarino e siamo a posto. Forse alle nostre senatrici verrà assegnato uno speciale Nobel per la scoperta del nesso fra la crisi globale, la primavera araba e le erbe aromatiche, con particolare riferimento all’uso dell’origano nella dieta mediterranea.
Sembrerebbe una storiella umoristica, invece è tutto drammaticamente vero.

 

Pesci d’aprile

Vigili in Ferrari e poliziotti in Lamborghini. Sarà vero? Ormai siamo così abituati alle notizie più strampalate che non sappiamo più distinguere il vero dal falso, le notizie reali dalle bufale. Così, se i pesci li abbiamo tutto l’anno, anche il classico “Pesce d’aprile” rischia di perdere significato; le bufale sembrano vere e le notizie vere sembrano pesci d’aprile. Vediamo.

Vigili  e auto di servizio

Cominciamo proprio da questa notizia curiosa: “I vigili urbani di Milano avranno in dotazione una Ferrari 458 spider“. L’auto, sequestrata alla mafia, è stata assegnata gratuitamente ai vigili urbani milanesi i quali hanno dichiarato che la useranno “per progetti di educazione alla legalità“. Come si faccia a educare alla legalità passeggiando in Ferrari non è chiaro. Pensateci, perché la risposta non è proprio intuitiva. Intanto che ci pensate, ecco un’altra notizietta di due giorni fa: “Il ministro Minniti consegna alla polizia una nuova Lamborghini Huracàn“. L’auto sarà in dotazione alla polizia stradale di Bologna che la userà “sia per attività operativa, sia per consegne urgenti“.  L’attività operativa in Lamborghini forse la fanno sul circuito di Monza a 300 Km/h, ma le “consegne urgenti“? Mah, forse fanno il  servizio pizza express per i colleghi di pattuglia  in autostrada.  Ecco due notizie che non sappiamo se considerarle serie o come battute da bar sport. Purtroppo sono vere. Magari dopo le Ferrari ai vigili di Milano e la Lamborghini ai poliziotti di Bologna, daranno una Limousine alle guardie carcerarie di Roma che la useranno per ispezionare le celle di Rebibbia. Ma vi sembra che questo sia un mondo normale?

Attenti ai ciclisti

Spesso accusiamo i nostri parlamentari di essere pagati troppo e non lavorare abbastanza.. Ma è un’accusa infondata: lavorano, purtroppo.  Ecco l’ultima proposta presentata in senato da un gruppo di senatori  di diversa appartenenza politica (a dimostrazione del fatto che la stupidità è super partes): “Le auto che sorpassano i ciclisti devono tenersi ad almeno 1,5 metri di distanza.”. Previste sanzioni da 163 a 651 euro, oltre alla sospensione della patente. Non ho mai capito chi stabilisca gli importi delle multe e con quale criterio. Perché 163 € e non 160, perché 651 e non 650? Misteri ministeriali. Ma questo è niente. La prova ardua sarà misurare la distanza esatta di 1,5 metri fra due corpi in moto parallelo che procedono a velocità diversa.  E farlo, ovvio, mentre si guida. E con quale strumento? Lo devono ancora inventare? Incredibile quali idiozie riesce a partorire la mente umana. Ecco perché non hanno tempo per occuparsi di cose serie; stanno pensando alle cazzate. Questa idiozia ci dà l’idea del livello intellettuale dei nostri governanti. Ma misurare l’esatta distanza tra auto e bici in moto parallelo è niente, un gioco da ragazzi, in confronto alla missione impossibile di misurare il livello incommensurabile della stupidità di questa gente; anche da fermi.

Mi ricorda un’altra pensata geniale di un ministro dei trasporti di molti anni fa. Per ridurre il traffico cittadino e l’inquinamento ebbe la geniale idea di consentire la circolazione alle auto solo con 4 persone a bordo. Non è uno scherzo. Era Giancarlo Tesini, ministro dei trasporti nel governo Amato nel biennio 1992/’93.  Avete idea di quali sarebbero state le conseguenze di una simile legge? Per uscire in auto, magari per una urgenza, avreste dovuto caricarvi la mamma, la nonna paralitica e il portinaio, oppure pagare dei passanti per accompagnarvi. A Napoli si sarebbero inventati subito una nuova professione “I passeggeri accompagnatori; anche festivi, prezzi modici“. Per fortuna l’idea non fu nemmeno presa in considerazione.

Nel 2014, invece, due senatrici del PD,  Leana Pignedoli e Venera Padua (si vede che nel PD hanno una spiccata predisposizione ad occuparsi di economia e di Iva in particolare), dopo lunghe ricerche e studi, fecero una scoperta incredibile: “L’origano è tassato più del basilico e del rosmarino“. Ecco quale era la radice dei nostri guai e della crisi economica. Ed iniziarono subito una battaglia epocale per abbassare l’Iva sull’origano; un provvedimento che resterà nella storia dell’economia mondiale; come il “New deal” di Roosevelt. E che dire della proposta di Pippo Civati, ex PD, che l’anno scorso per rilanciare l’economia e superare la crisi, dopo chissà quale travaglio interiore e notti insonni, riuscì a partorire questa idea determinante per rilanciare l’economia: “Giù l’Iva sugli assorbenti“.  Ne parlavo in questo post: “Origano, assorbenti e Iva“.

Shakespeare in sardo

La Sardegna ha alcuni primati poco invidiabili. Abbiamo il record della disoccupazione, abbiamo le due province più povere d’Italia (Iglesias-Carbonia e Medio Campidano), e di recente abbiamo scoperto che i ragazzi sardi sono i più precoci e tra i maggiori consumatori di alcol e droga: “Primo spinello a 12 anni“. Chi ben comincia! Ma l’intera economia della Sardegna è perennemente in crisi. Ad aggravare ulteriormente la già grave situazione, da qualche anno si aggiunge l’arrivo di ospiti africani non invitati che dobbiamo accogliere e mantenere a spese nostre. Ne parlavo in questo post: “I sardi sono ospitali“.

Eppure, a leggere la cronaca quotidiana, sembrerebbe che l’isola non solo non abbia problemi di natura economica, ma sia talmente ricca che  possa permettersi il lusso di utilizzare grandi risorse finanziare per organizzare delle attività culturali e di intrattenimento che coinvolgono praticamente l’intero territorio. Proprio ieri il Consiglio regionale ha approvato la finanziaria 2017: “Approvata manovra da 7,6 miliardi di euro“.  Ne parlo perché in quel documento finanziario, ci sono anche notevoli risorse destinate proprio ad attività nel settore cultura e spettacolo e per la valorizzazione della lingua sarda. Ed ecco la notizietta curiosa, proprio di pochi giorni fa che sembra proprio da Pesce d’aprile.

Qualcuno potrebbe giustamente pensare che, vista la grave crisi che soffre l’isola, i finanziamenti vengano usati per progetti seri e interventi strutturali che servano a rilanciare l’economia e creare lavoro. Invece si stanziano 170.000 euro per tradurre i cartoni animati in lingua sarda e organizzare un festival itinerante di arte e tradizioni. Avete capito bene? Per tradurre i cartoni animati in sardo. Ma non c’è da meravigliarsi. Ho parlato spesso di questa anomalia: siamo col culo per terra, ma spendiamo decine di milioni di euro all’anno per organizzare eventi culturali, musicali, rassegne cinematografiche, festival Jazz, teatro di strada, giullari e saltimbanchi, sagre della fregola e della pecora bollita. Non c’è paesello anche piccolo della Sardegna che non organizzi una sagra o un evento culturale. Così ci si affanna ad inventarsi iniziative varie in lingua con scritti, programmi Tv, teatro, traduzioni in sardo della Divina Commedia, del Don Chisciotte, ed ora arriva anche la traduzione del Tito Andronico di Shakespeare. Sembra proprio un Pesce d’aprile, invece è vero. Non abbiamo soldi nemmeno per piangere e spendiamo 100.000 euro per tradurre il gatto Silvestro in sardo. Vedi “I sardi sono poveri“. E meno male che sono poveri, figuriamoci se fossero ricchi.

Ecco, queste sono alcune notizie recenti (ma ne abbiamo esempi ogni giorno) che potrebbero tranquillamente essere scambiate come “Pesce d’aprile“. Invece, purtroppo, sono tragicamente vere. Voi continuate a sperare che sia possibile un mondo migliore? Io no.

Origano, assorbenti e IVA

Questi geniacci di politici una ne fanno e cento ne pensano. Giorno e notte si spremono le meningi e lavorano sodo per migliorare l’esistenza dei cittadini. Ecco l’ultima fresca fresca di pochi giorni fa: ce la propone Pippo Civati, ex deputato del Partito democratico, che ha abbandonato il PD forse perché non aveva abbastanza spazio per esprimere tutta la sua creatività. Dopo lunga e profonda riflessione, ha scoperto uno dei motivi per cui l’Italia continua ad essere in crisi. ed ha comunicato il risultato della sua lunga ricerca in un programma radiofonico “Un giorno da pecora“, dove, contrariamente al nome, oltre alle pecore, partecipano anche i pastori, cani e porci ed anche i somari.

Ed ecco la geniale soluzione di Civati: “Abbassiamo l’Iva sugli assorbenti“. Ecco  perché l’economia ristagna, la disoccupazione è sempre alta, la crisi non accenna a finire: tutto a causa dell’Iva sugli assorbenti. Perché nessuno ci aveva pensato prima? Beh, perché non tutti sono parlamentari. Queste genialate vengono solo a loro, non è roba per gente normale. Infatti, ecco il nostro Pippo sorridente e soddisfatto  per la propria scoperta.

Può essere orgoglioso del suo lavoro: queste sono cose che cambiano il corso della storia. “Questa campagna  ha già avuto risultati in Francia e ne sta discutendo mezza Europa, è una questione di dignità.”, afferma con decisione. Adesso è chiaro perché l’Europa sembra assente dal panorama politico internazionale, incapace di affrontare i gravi problemi che riguardano l’economia, il pericolo del terrorismo islamico, l’invasione degli immigrati: ovvio, sono tutti occupatissimi a pensare all’IVA sugli assorbenti. Lo dice Civati. Mi ricorda un’altra grande idea di altre due parlamentari, anche queste del PD (sarà un caso?). Ne avevo parlato circa un anno fa nel post “Geniale scoperta e fine della crisi”. Aveva a che fare con l’origano e, altra coincidenza, con l’Iva (sembra proprio che nel Partito democratico abbiano una passione per le tasse, e per l’IVA in particolare). Tanto vale riproporlo, a dimostrazione della genialità dei nostri parlamentari.

L’origano e l’IVA. (dicembre 2014)

La crisi ci opprime da anni, cambiano i governi, ma la crisi non accenna a fermarsi; chiudono le aziende, fabbriche, negozi, aumentano i disoccupati, i precari, i cassintegrati, la povertà è in continua crescita, l’Italia è allo stremo e nessuno sa come uscirne, nessuno trova la soluzione, nemmeno il premier “so tutto io, faccio tutto io, esisto solo io”, quel Matteo Del Grillo (ma essendo fiorentino, forse è più intonato Del Grullo) che ha sempre l’aria di pensare “perché io so’ io e voi non siete un cazzo“, quel Renzi che dice di voler cambiare il mondo.

Poi è successo il miracolo, è venuto fuori tutto il genio italico ed ecco la soluzione arrivare proprio da quel luogo dove non ti aspetteresti che qualcuno abbia in funzione il cervello: il Parlamento. Già, incredibile a dirsi, l’idea è venuta dopo profonde riflessioni e accurate ricerche in lungo e in largo, su e giù e pure di lato, grazie a quei parlamentari strapagati e stramaledetti dal popolo, che sembra non facciano niente, se non chiacchiere. Invece poi arriva la smentita a zittire le malelingue. Lavorano, eccome se lavorano. Si spremono le meningi, si arrovellano, studiano, si impegnano e lavorano per il bene dell’Italia. Ecco perché sono pagati tanto e godono di un sacco di privilegi; perché pensano per noi e trovano sempre le soluzioni giuste al momento giusto per facilitare la vita ai cittadini. Mentre noi siamo impegnati a lavorare in fabbrica, negli uffici, negozi, laboratori, e non abbiamo tempo per pensare, essi pensano al nostro posto. E’ una bella fortuna, no?

Pensano e lavorano, lavorano e pensano, giorno e notte, senza concedersi tregua, se non qualche sobrio spuntino alla buvette del Palazzo,  si lambiccano il cervello per il bene del popolo. Lambiccarsi il cervello è un’attività molto impegnativa, necessita di molta preparazione, esercizio, allenamento e, naturalmente, di grandi capacità e competenze. Ecco perché solo i nostri parlamentari, dotati di poteri sovrumani, possono lambiccarsi il cervello e sono pagati profumatamente per farlo. Il popolino ignorante, non conoscendo il significato del termine, non potrebbe mai lambiccarsi. Ovvio, no? Quindi, come dicono quelli che in televisione presentano numeri audaci e pericolosi, non provate a farlo voi a casa. Lambiccarsi il cervello, se non siete “onorevoli” potrebbe essere molto pericoloso.

Ma la scoperta non è da attribuire ad una sola persona; sarebbe stata impresa impossibile, il cervello umano ha dei limiti, anche quello dei parlamentari. Ci si sono messe in due a lavorare per scoprire la causa della nostra profonda crisi. E finalmente ecco il risultato dell’immane sforzo mentale. Lo dobbiamo a due donne: Leana Pignedoli e Venera Padua, senatrici Pd. Grazie alla loro scoperta lo spread non ci farà più paura, le fabbriche riapriranno i battenti, la produzione raggiungerà livelli da boom economico e le esportazioni cresceranno a dismisura. Fine della crisi. Ma qual era la ragione che bloccava l’economia italiana? Semplice, eccola: l’aliquota IVA sull’origano.

Ecco la radice dei nostri guai, l’origano. Maggiori informazioni e dettagli qui: “Battaglia per l’origano: tassato più del basilico e del rosmarino”.  Altro che rilanciare l’edilizia, l’industria pesante, i cantieri navali,  il commercio, l’elettronica, il terzo settore, le aziende metalmeccaniche o manifatturiere. Niente di tutto questo, il vero problema, la causa prima della crisi, con gravi conseguenze anche sugli equilibri mondiali, la primavera araba, il terrorismo ed i conflitti nel mondo, era solo una: l’origano!

Pare che anche i militanti dell’Isis non stiano combattendo, come dice la propaganda occidentale (per nascondere la vera causa del conflitto), per realizzare lo Stato islamico, ma per imporre una diversa regolamentazione dell’uso dell’origano nella dieta del bravo musulmano, secondo gli insegnamenti del Corano. Per esempio, nella pizza ci va o non ci va l’origano? That’s the question! Ora basta adeguare l’IVA dell’origano a quella del basilico e del rosmarino e siamo a posto. Forse alle nostre senatrici verrà assegnato uno speciale Nobel per la scoperta del nesso fra la crisi globale, la primavera araba  e le erbe aromatiche, con particolare riferimento all’uso dell’origano nella dieta mediterranea.

Sembrerebbe una storiella umoristica, invece è tutto drammaticamente vero.

La sinistra scopre la doppia morale: miracolo.

La doppia morale della sinistra esiste davvero. Dopo lunga e attenta riflessione, approfondite ricerche e prove scientifiche,  lo ha scoperto la stessa sinistra. Quindi la cosa è certa.  La prova decisiva è data da quello che sta avvenendo in questi giorni a proposito dello scandalo del crac di alcune banche. In particolare per il salvataggio di Banca Etruria che coinvolge in prima persona sia il premier Renzi che la ministra Boschi.

Sul fanfarone toscano scrivo raramente perché è talmente inconsistente e grottesco che non merita attenzione. L’unica cosa che sorprende è come sia possibile che gli italiani diano ascolto a questo bulletto che è pieno solo di sé, di slogan, battute, promesse vane, autocelebrazione e megalomania. Questo è il mistero. Perfino Prodi era più credibile di questo ciarlatano imbonitore da fiera paesana: il che è tutto dire. L’altro mistero è l’improvvisa ascesa di una coorte di miracolati che arrivano a governare l’Italia senza particolari titoli, meriti, esperienza e capacità, se non l’appartenenza al cerchio magico della banda dei leopoldini. Ieri ha detto che “Lo sport è la risposta al terrorismo“.  Bene, basta saperlo: l’Isis ci mette le bombe sotto il culo e noi rispondiamo facendo jogging.

Oggi dice che “Sono lo psicologo dell’Italia” e lancia il suo grido di battaglia: “Che la forza sia con noi.”. Domani chissà quale sarà la battuta del giorno. Già, perché questo megalomane travestito da premier sta campando a forza di battute, slogan, slides, promesse, proclami ed autocelebrazione.  Bisognerebbe raccogliere le sue battute quotidiane e ricavarne un libro; per tramandare ai posteri la credibilità di questo personaggio grottesco che sembra uscito dal Miles gloriosus. Consola, però, il fatto che qualcosa comincia a muoversi anche a sinistra. Qualcuno apre gli occhi e, in un impeto di onestà che ritenevamo quasi impossibile, comincia a riconoscere e denunciare le nefandezze del bulletto di Palazzo Chigi e della sua corte dei miracoli, anzi dei miracolati, e scoprire finalmente quella “doppia morale” della sinistra che è la chiave di lettura della politica italiana. Se anche a sinistra cominciano a vedere le magagne di casa propria, significa che quelli che credevamo ciechi hanno riacquistato la vista. I ciechi vedono: miracolo.

Ora bisognerebbe parlare dello scandalo delle banche. Ma siccome da giorni tutti ne parlano, diamo per scontato che la gente sia informata. Come ho ribadito spesso e volentieri in passato, osservando certe iniziative molto discutibili della sinistra, concludevo che se certe cose le avesse fatte Berlusconi ci sarebbero state le rivolte di piazza. Ora dovrei ripetere le stesse cose a proposito di come il governo ha affrontato questo scandalo ed avevo intenzione di raccogliere e riportare le opinioni di diversi commentatori sulla posizione del premier e della sua bella ministra Boschi. Ma questo lavoro lo ha già fatto egregiamente un giornalista del Giornale.  Quindi, una volta tanto, non faccio altro che riportare l’intero pezzo (“Se l’avesse fatto Berlusconi“) con alcune dichiarazioni di autorevoli e noti giornalisti, intellettuali, politici, in merito alla “doppia morale” sinistra applicata all’affare banche, ma non solo.

“Se a sostituire chi non si allinea al pensiero della maggioranza del partito fosse stato il Cavaliere, cosa sarebbe successo? E se l’operazione che ha portato Renzi a Palazzo Chigi l’avesse fatta Berlusconi? Ci sarebbe stata una sommossa popolare. Ecco cosa. I girotondi avrebbero invaso l’Italia, il popolo viola o arancione avrebbe manifestato contro la deriva dittatoriale, orde di intellettuali di sinistra avrebbero scritto appelli e firmato petizioni in difesa della democrazia. E contro Renzi? Nulla, tutto apposto. Quel che era inaccettabile prima, è digeribile oggi.

In mancanza del Cavaliere, negli ultimi tempi, gli ossessionati da Berlusconi sono saliti su un altro cavallo di battaglia, questa volta in chiave anti-Renzi: «Se lo avesse detto o fatto Berlusconi saremmo scesi tutti in piazza a protestare». Ecco il mantra.Lo spunto è quello regalato domenica dal deputato M5S Alessandro Di Battista nell’intervista su Skytg24. Annunciando la mozione di sfiducia contro la ministra Maria Elena Boschi, chiede: «Cosa avrebbero detto gli intellettuali di sinistra contro Berlusconi se lui avesse salvato una banca con un decreto ad hoc nella quale avevano interessi i suoi parenti?».

Stessi toni quelli del collega Roberto Fico, presidente della commissione di Vigilanza Rai, intervenendo il 20 ottobre sulla riforma della tv di Stato, rivolgendosi al Pd: «Se questa legge l’avesse fatta Berlusconi, voi sareste tutti in piedi ad urlare che è stata una vigliaccata incredibile. Ci sarebbero stati i sindacati e il Parlamento circondato. Immaginate se Forza Italia avesse previsto un amministratore delegato con pieni poteri nominato dal governo. Apriti cielo, avreste fatto la guerra».

L’ex renziano della prima ora Pippo Civati sembra pensarla come Renato Brunetta dopo la fiducia messa da Renzi all’Italicum il 30 aprile 2015: «Se una cosa così l’avesse fatta Berlusconi, io sarei in girotondo permanente». Tra i grandi intellettuali e giornalisti maître à penser della sinistra cachemire e caviale spunta anche Roberto Saviano con la sua reprimenda: «La Leopolda è una riunione di vecchi arnesi affamati, resi più accettabili dalla giovane età e dall’essere venuti dopo Berlusconi, e il Pd un’accolita che difende i malversatori a scapito dei piccoli risparmiatori».

Le voci dei contrari sono rare e deboli ma ci sono e si levano contro le mosse del premier e parte di quella sinistra, renziana, che un tempo si sarebbe scagliata contro Berlusconi, e oggi invece plaude alla deriva personalistica di Renzi. Persino il fustigatore Marco Travaglio titola il 18 settembre 2015 sul Fatto quotidiano: «Minacce, ricatti, compravendite. Ma se lo facesse Berlusconi?». Manco a farlo apposta Carlo De Benedetti, editore del Gruppo Espresso, lo stesso giorno rilascia un’intervista al Foglio dove dichiara: «Da quando Berlusconi non è più presente come lo era un tempo la sinistra è rimasta letteralmente senza ideali».

L’ex premier Enrico Letta poi, per togliersi qualche macigno dalle scarpe, il 3 maggio afferma: «Non tollero la doppia morale. Se lo avesse fatto Berlusconi saremmo scesi tutti in piazza», riferendosi all’Italicum. Parlando del caso De Luca, il 19 maggio ribadisce il concetto: «Se Berlusconi avesse candidato a governatore della Campania una persona nelle condizioni di De Luca, il Pd sarebbe sceso in piazza». Il membro del cda Rai Carlo Freccero è della stessa idea: «Le cose che ha detto sui talk show può dirle dentro Palazzo Chigi, fuori no. Se l’avesse mai dette Berlusconi sarebbe successo di tutto», si sfoga su Repubblica il 23 settembre.

Il 17 febbraio Maurizio Landini della Fiom sottoscrive che «Renzi è peggio di Berlusconi. Almeno Berlusconi di fronte a manifestazioni e scioperi si confrontò e discusse coi sindacati...». E il senatore Corradino Mineo, minoranza Pd, il 29 settembre 2014 dice che «già Berlusconi aveva cercato di modificare l’articolo 18, ma con più garbo di Renzi». Persino un maestrino come Andrea Scanzi si domanda su Facebook «se Berlusconi avesse fatto certe castronerie come avrebbe reagito gran parte di quella informazione che invece adesso giustifica Renzi?».Forse le piazze sarebbero piene. Invece sono vuote. Perché non le ha fatte Berlusconi.”.  (Fabrizio Boschi – Il Giornale.it 15 dicembre 2015)