Cirinnà e il Pi greco

Oggi si celebra la giornata del Pi greco (π). Pian piano stanno cambiando il calendario sostituendo ai nomi dei santi le giornate di festività laiche. Per non dare troppo nell’occhio hanno cominciato con festività facilmente condivisibili: festa della mamma, festa del papà, festa degli innamorati, festa dei lavoratori, etc. Fa parte del progetto per cambiare radicalmente la società occidentale, cancellando ogni riferimento a cultura, tradizioni, religione. Vogliono creare un nuovo mondo a misura di meticciato, di cultura gender, di gay, lesbiche, trans, sessualmente confusi, ,musulmani, invasori africani e ibridi umani atei e unisex.  Ci stanno lavorando da anni, con una precisa strategia scientifica (vedi “Finestra di Overton“), nell’indifferenza generale di chi crede, ingenuamente, che certe battaglie culturali, ossessivamente proposte dai media, siano promosse per spirito umanitario, uguaglianza e diritti umani.

Pi greco

Così oggi, 14 marzo 2019, non è Santa Matilde, ma è il “Giorno delpi greco” (3,14159). Poi festeggeranno il giorno della radice quadrata, poi quello delle parentesi quadre, quello delle tabelline, poi si vedrà, secondo fantasia. L’importante è eliminare i santi. E Cirinnà? Eccola qui, sorridente e soddisfatta di mostrare il cartello in cui paragona Dio, la patria e la famiglia alla merda (molto fine e simpatica, vero? E’ il suo stile). Oltraggio, vilipendio, blasfemia, c’è di tutto in quel cartello. Se lo facesse uno sfigato di destra lo sbatterebbero in galera senza processo e butterebbero la chiave. Ma se queste cose le fanno gli idioti di sinistra è tutto concesso; sia perché sono di sinistra e possono contare sulla benevolenza della magistratura, sia perché hanno l’attenuante di essere idioti (basta guardarli in faccia). Per restare in tema di matematica “Idiozia e sinistrume sono termini direttamente proporzionali; al crescere di uno cresce anche l’atro, in maniera esattamente proporzionale”.

cirinnà Dio

Nel precedente post “Vauro, che faccia da…” ricordavo le disavventure di chi osa in Italia fare satira sulla sinistra (Forattini e vignetta su d’Alema: Satira libera? Dipende.) o fare accostamenti ironici (Calderoli, Borghezio) su personaggi intoccabili, sempre di sinistra (Satira da morire). Basta accennare a vaghe somiglianze fra neri e  primati, o fare allusione alle banane, e si  rischiano pesanti sanzioni e condanne penali.

Ora, però, qualcuno dovrebbe spiegarci quali sono (se ci sono) i criteri per giudicare la legittimità ed i limiti dell’ironia,  della satira e della libertà di espressione. Se Calderoli accenna a somiglianze fra  la Kyenge e un orango è una gravissima affermazione razzista (e come tale, gravemente punita), se Borghezio accenna all’inferiorità della cultura africana viene condannato a 18 mesi ed a pagare 50.000 euro di danni. Se dei tifosi di calcio fanno buuu verso un calciatore nero si ferma la partita, si squalifica il campo e tifosi e società pagano le conseguenze; se dei vignettisti francesi fanno delle caricature di Maometto succede un finimondo, si fa una strage nella redazione della rivista Charlie Hebdo (12 morti e 11 feriti) e  si bruciano chiese con i cristiani dentro.

Se, invece, Cirinnà accomuna Dio alla merda non succede nulla: è libertà di espressione; o magari è umorismo e satira. Qualcuno ce lo spiega? Provate a fare voi un cartello simile, sostituendo Dio con Maometto. E poi vediamo cosa succede. Ma da questa Cirinnà non ci si può aspettare niente di meglio. Ricorda la battuta di Sgarbi  su Rosi Bindi: “E’ più bella che intelligente”. Mi è venuta in mente a proposito del Pi greco; c’è una relazione.

Qualche anno fa la intervistarono, insieme ad altri parlamentari ponendole delle domande semplicissime di matematica, geografia e cultura generale. Per sintetizzare; non sapeva quanto fa 9×9, confondeva Pitagora con Archimede e non sapeva cosa fosse il Pi greco. Ecco, ci siamo arrivati, nel 2013 le dedicai un post “L’onorevole ed il pi greco“. tanto vale riportarlo:

L’onorevole ed il pi greco (2013)

Ma quanto fa 9×9? Lo sanno tutti i bambini delle elementari. Poi crescono, diventano onorevoli e dimenticano le tabelline, la geometria e confondono Pitagora con Archimede. Ecco perché poi sbagliano i conti degli esodati, dell’IMU, del debito pubblico e per compensare gli errori dei bilanci di previsione devono sempre aumentare le tasse. Già anni fa un servizio delle Iene dimostrò il livello di ignoranza dei nostri parlamentari. Ed ogni volta che qualche cronista d’assalto rivolge agli onorevoli delle domande un po’ inusuali, che mettono a dura prova le loro conoscenze, casca l’asino; è proprio il caso di dirlo.

Ogni giorno alle 20.30 su Rete 4 va in onda Quinta colonna che si occupa di temi politici e di attualità. Dura circa 40/45 minuti e la puntata si chiude con un brevissimo servizio che stila una divertente classifica che riguarda solitamente il mondo della politica. Si va dalle risse in Parlamento alle scuse più frequenti per giustificare le spese pazze, dalle case da sogno agli amori dei leader.

Pochi giorni fa è stata la volta di un breve servizio di Nausica Della Valle che intervista alcuni parlamentari mettendo alla prova le loro conoscenze in matematica. Poche domande e risposte imbarazzate. Qualcuno risponde che 9×9 fa 72 (e ride), un altro si ingarbuglia sulla differenza fra seno e coseno (e lo trova divertente), un terzo non ricorda come calcolare l’area del quadrato (sembra fare i disegnini nella mente e ride), un altro ancora non sa cosa siano i numeri primi (e scappa ridendo), un altro ha un’idea molto approssimativa della tangente (e ride). Ridono tutti. Ignoranti sì, ma ilari, hanno il riso facile. “Risus abundat in ore stultorum“, dicevano i nostri saggi antenati.

Vince la speciale classifica Monica Cirinnà del PD che confessa candidamente di non sapere quanto fa 9×9, identifica il teorema di Pitagora con il Pi greco e cerca di spiegarlo citando confusamente ed a sproposito la legge di Archimede sui corpi immersi in un liquido: “la linea di galleggiamento è inversa al suo peso…” (!?), dice.

Una specie di miscuglio male assortito, indefinibile, incredibile ed inaccettabile da parte di gente che guadagna cifre esorbitanti a carico dei cittadini, che usufruisce di privilegi indecenti e che non conosce nemmeno le tabelline elementari, non sa cosa sia il PI greco e confonde Pitagora con Archimede. Ma dove hanno studiato, nel Burundi? O forse, come dicevo nel post “Cuperlo ed il complesso di superiorità”, si sono laureati a Tirana, come il Trota? E forti di tanta ignoranza, ogni giorno, mattino, pomeriggio e sera, saltano da una poltrona all’altra nei salotti televisivi a blaterare del nulla, con l’aria insopportabile dei sapientoni, e fanno finta di occuparsi di politica.

Questi sono i nostri rappresentanti, quelli che dovrebbero essere i migliori. Quelli che grazie ai principi fondamentali della democrazia ed a norme e leggi assurde e senza alcun fondamento logico e razionale, che sembrano fatte apposta per favorire i furbi e gli arrivisti senza scrupoli, consentono a chiunque, anche allo scemo del villaggio (lo dice la democrazia e la Costituzione), di entrare in Parlamento e governare l’Italia; senza presentare titoli, attestati e credenziali, senza dover superare alcun esame, selezione o test attitudinale, nemmeno un quiz da Settimana enigmistica.

Anche per fare i netturbini…pardon, gli “operatori ecologici” bisogna superare preselezioni, selezioni ed esami. Anche per assumere una “collaboratrice familiare” si richiedono delle referenze. Per fare i parlamentari non è richiesto niente. La democrazia dice che anche gli idioti possono andare al governo. Caligola nominava senatore il suo cavallo, noi mandiamo in Parlamento gli asini. E’ l’evoluzione della specie. Bella la democrazia: i furbi l’hanno inventata (e la sfruttano a loro favore; dicono che sia il miglior sistema possibile) e gli ingenui ci credono. E le conseguenze si vedono.
Vedi qui il video: “Politici e matematica“.

Vedi “Onorevoli?” (2014)

– Alcuni post su “Satira e dintorni

MIgranti e Finestra di Overton“; come funziona la manipolazione dell’informazione per condizionare,  controllare e indirizzare l’opinione pubblica.

 

– Vedi “Overton e Bergoglio“.

Finestra di Overton; come funziona.

Renzi, Fibonacci ed il bulgur

Grecia o non Grecia, vinca il Sì o vinca il No, gli italiani non hanno niente da temere, possono dormire sonni tranquilli: “Gli italiani non abbiano paura“. Lo dice il premier Matteo Renzi.

Forse, per restare fedele alla sua passione per i messaggini veloci, manderà questo tweet a tutti gli italiani: “#italianistatesereni“. Lo dice quello che circa un anno e mezzo fa, subito dopo essere stato eletto segretario del PD, mandò un tweet a Enrico Letta, rassicurandolo e garantendo il pieno appoggio del partito al governo: “enricostaisereno“, scrisse. Una settimana dopo lo sfiduciava in direzione Pd e lo sfrattava da Palazzo Chigi. Ecco, questo è il tipo, l’uomo coerente che mantiene le promesse e la parola data. Uno del quale ci si può fidare ciecamente perché, se fa una promessa, cascasse il mondo e costi quel che costi, la mantiene.

Verba volant, dicevano i latini. Ma oggi non volano solo le parole, volano anche gli scritti e le dichiarazioni firmate (specie se sono fatte tramite Twitter da ex lupetti boy scout).  Non ci si può fidare nemmeno dei media e dell’informazione ufficiale.  Bisogna prendere tutto con beneficio d’inventario, in attesa di verifica e conferma. Spesso si scoprono contraddizioni nello stesso sito, nella stessa pagina. Si usano con leggerezza parole, frasi, espressioni, senza curarsi che il loro uso sia corretto. Un esempio di questa spregiudicatezza linguistica lo constatiamo in uno spot pubblicitario che proprio in questi giorni passa in televisione.

La scena mostra una signora che, seduta nell’auto ferma al distributore di carburante, parla con qualcuno al telefonino e dice che   il gestore le sta consegnando un “codice“. “Il codice da Vinci o il codice di Fibonacci?”, risponde la voce fuori campo, pensando di essere spiritoso. Forse l’autore dello spot vuole essere originale, divertente, dare prova di erudizione usando citazioni letterarie e matematiche. Già, ma cos’è questo “codice di Fibonacci“? Qualunque ragazzino delle superiori lo sa (si presume e si spera). E’ una successione numerica nella quale ogni numero è dato dalla somma dei due numeri che lo precedono (0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13 etc.). Già, ma questa si è sempre chiamata “Serie di Fibonacci“; serie, non codice. La si può chiamare anche successione o sequenza; ma non codice, perché il termine “codice” ha un diverso significato che poco o niente ha a che fare  con quella serie di numeri.

Allora che bisogno c’è di inventarsi una denominazione del tutto arbitraria? Perché si deve per forza dare prova di creatività anche quando è fuori luogo? Perché, senza una ragione plausibile, si  stravolge ciò che è consolidato nel tempo? Ecco un esempio di uso improprio del linguaggio. Ma ormai tutto è casual, anche l’informazione, e la mania di cambiamento, la distruzione di tutto ciò che rimanda al passato è diventato lo sport nazionale degli intellettuali in offerta speciale, dei “creativi” in libera uscita e dei parolai mediatici. Ma non c’è da sorprenderci. Ogni giorno, leggiamo e  sentiamo di più e di peggio. Un esempio del grado di cultura di personaggi pubblici (e purtroppo questo sembra essere il livello medio) lo troviamo qui: “L’onorevole ed il Pi greco“.

Vediamo un’altra curiosità di carattere gastronomico. Oggi le ricette di cucina vanno forte. In televisione, dalla mattina alla sera, i cuochi sono una presenza fissa.  E spazi dedicati alla gastronomia sono presenti su tutte le riviste e siti web di informazione.

Oggi, in bella evidenza nella Home del portale Tiscali, nella sezione   Lifestyle , troviamo questa ricetta:  “Tabbouleh“. Sembra il nome di una danza haitiana, ma è un’insalata, fresca, facile da preparare (dicono) ed esotica. Difficoltà “facile“, preparazione “10 minuti“, cottura “10 minuti“. Più facile di così non si può. Questa saprebbe farla anche Antonella Clerici. Ingredienti: prezzemolo, cipollotto, pomodorini, succo di limone, menta, olio extravergine di oliva e…due etti e mezzo di bulgur. Tutte cose che abbiamo sempre a disposizione. Chi è che non ha in casa una scorta di bulgur?  E una di quelle cose che non possono mancare in ogni cucina italiana: olio, aceto, sale, zucchero,  prezzemolo e…bulgur. Se momentaneamente siete sprovvisti di bulgur (può succedere), fatevi una classica insalatina mista all’italiana con quello che avete in casa e la  “Tabbouleh” (insieme a chi la propone) mandatela a quel paese (in Libano).  Ma la cosa curiosa è che questa strana ricetta esotica  è proposta dal sito…

Oplà “Piattoforte, cucinare italiano“. Un sito di cucina che, come dice il nome,  si propone la valorizzazione della cucina italiana e dei prodotti italiani e che, invece che parlarvi di lasagne, carbonara, fondua valdostana, risi e bisi e impepata di cozze, propone una ricetta libanese a base di bulgur, un oggetto  misterioso che fa pensare ad un canto popolare bulgaro. Questa è coerenza, ragazzi. Questa è oggi la rispondenza fra parole e fatti. Mi sa che questi, invece di farsi l’insalata libanese, la “libanese” (quella buona) se la fumano in dosi massicce.

L’onorevole ed il Pi greco

Ma quanto fa 9×9? Lo sanno tutti i bambini delle elementari. Poi crescono, diventano onorevoli e dimenticano le tabelline, la geometria e confondono Pitagora con Archimede. Ecco perché poi sbagliano i conti degli esodati, dell’IMU, del debito pubblico e per compensare gli errori dei bilanci di previsione devono sempre aumentare le tasse. Già anni fa un servizio delle Iene dimostrò il livello di ignoranza dei nostri parlamentari. Ed ogni volta che qualche cronista d’assalto rivolge agli onorevoli delle domande un po’ inusuali, che mettono a dura prova le loro conoscenze, casca l’asino; è proprio il caso di dirlo.

Ogni giorno alle 20.30 su Rete 4 va in onda Quinta colonna che si occupa di temi politici e di attualità. Dura circa 40/45 minuti e la puntata si chiude con un brevissimo servizio che stila una divertente classifica che riguarda solitamente il mondo della politica.   Si va dalle risse in Parlamento alle scuse più frequenti per giustificare le spese pazze, dalle case da sogno agli amori dei leader.

Pochi giorni fa è stata la volta di un breve servizio di Nausica Della Valle che intervista alcuni parlamentari mettendo alla prova le loro conoscenze in matematica. Poche domande e risposte imbarazzate. Qualcuno risponde che 9×9 fa 72 (e ride), un altro si ingarbuglia sulla differenza fra seno e coseno (e lo trova divertente), un terzo non ricorda come calcolare l’area del quadrato (sembra fare i disegnini nella mente e ride), un altro ancora non sa cosa siano i numeri primi (e scappa ridendo), un altro ha un’idea molto approssimativa della tangente (e ride). Ridono tutti. Ignoranti sì, ma ilari, hanno il riso facile. “Risus abundat in ore stultorum“, dicevano i nostri saggi antenati.

Vince la speciale classifica Monica Cirinnà del PD che confessa candidamente di non sapere quanto fa 9×9, identifica il teorema di Pitagora con il Pi greco e cerca di spiegarlo citando confusamente ed a sproposito la legge di Archimede sui corpi immersi in un liquido: “la linea di galleggiamento è inversa al suo peso…” dice (!). Una specie di miscuglio male assortito, indefinibile, incredibile ed inaccettabile da parte di gente che guadagna cifre esorbitanti a carico dei cittadini, che usufruisce di privilegi indecenti e che non conosce nemmeno le tabelline elementari, non sa cosa sia il PI greco e confonde Pitagora con Archimede. Ma dove hanno studiato, nel Burundi? O forse, come dicevo nel post “Cuperlo ed il complesso di superiorità”, si sono laureati a Tirana, come il Trota? E forti di tanta ignoranza, ogni giorno, mattino, pomeriggio e sera, saltano da una poltrona all’altra nei  salotti televisivi a blaterare del nulla, con l’aria insopportabile dei sapientoni, e fanno finta di occuparsi di politica.

Questi sono i nostri rappresentanti, quelli che dovrebbero essere i migliori. Quelli che grazie ai principi fondamentali della democrazia ed a norme e leggi assurde e senza alcun fondamento logico e razionale, che sembrano fatte apposta per favorire i furbi e gli arrivisti senza scrupoli,  consentono a chiunque, anche allo scemo del villaggio (lo dice la democrazia e la Costituzione), di entrare in Parlamento e governare l’Italia; senza presentare titoli, attestati e credenziali, senza dover superare alcun esame, selezione o test attitudinale.

Anche per fare i netturbini…pardon, gli “operatori ecologici” bisogna superare preselezioni, selezioni ed esami. Anche per assumere una “collaboratrice familiare” si richiedono delle referenze. Per fare i parlamentari non è richiesto niente.  La democrazia dice che anche gli idioti possono andare al governo. Caligola nominava senatore il suo cavallo, noi mandiamo in Parlamento gli asini. E’ l’evoluzione della specie. Bella la democrazia: i furbi l’hanno inventata (e la sfruttano a loro favore), dicono che sia il miglior sistema possibile e gli ingenui ci credono. E le conseguenze si vedono.

Vedi qui il video: “Politici e matematica“.