Fico e la supercazzola

Questo nel video è il presidente della Camera, Roberto Fico, del M5S, che spiega una norma del Regolamento: “Supercazzola di Fico“. Roba da far invidia al conte Mascetti di Amici miei.

Chiaramente”, conclude. Se questo per lui è esprimersi “chiaramente”, figuriamoci cosa dirà quando è confuso. Questo Fico, in qualità di presidente della Camera, è la terza carica dello Stato. Vi rendete conto in che mani abbiamo messo l’Italia?

Purtroppo non è il solo ad esprimersi così “chiaramente“.

Ecco altri due  perfetti esempi: “Pensioni e supercazzole“, e  “Maurizio Martina- Mascetti.

Pensieri profondi

La profondità di pensiero non è una caratteristica molto presente nei nostri politici. Anzi, è quasi sempre assente. Per loro fortuna, quando intervengono a cerimonie ufficiali e leggono il solito discorso di circostanza, non è mai farina del loro sacco. Così non devono spremersi le meningi per inventare qualcosa di degno di nota e pertinente all’argomento ed alle circostanze. E’ opera di uno stuolo di ghostwrighter che scrivono i testi per loro. Ma anche questi “scrittori fantasma” non è che brillino per capacità intellettuali, fantasia, acume e valore letterario.

Quasi sempre i loro discorsi sono infarciti di frasi fatte, luoghi comuni, metafore, perifrasi, circonlocuzioni, citazioni letterarie buone per tutte le occasioni, e trucchetti retorici per fingere di dire delle cose importanti. In realtà non dicono mai niente di serio e concreto e tutti quei discorsi generici e vaghi si somigliano, tanto che sono quasi intercambiabili e valgono per tutte le occasioni. Si può prendere un blocco di frasi da un discorso sulla democrazia ed aggiungerlo, pari pari, in un altro discorso sulla salvaguardia dell’ambiente o la libertà di stampa, o altri argomenti, e nessuno se ne accorgerebbe. Poi ci sono le frasi “storiche”, ad effetto, quelle che sintetizzano un evento e che, per la loro brevità diventano titoli di stampa.

Facciamo due esempi pratici riferiti a due fatti recenti, i morti nella discoteca di Ancona e la morte dell’italiano Megalizzi a Strasburgo, colpito da un terrorista. E prendiamo in esame le frasi del nostro Presidente della Repubblica che si sente in dovere di esprimere un parere su ogni fatto e fatterello avvenga nel mondo (o almeno di questo sono convinti tutti quelli che siedono al Quirinale, al Senato, alla Camera,  o ricoprono alti incarichi istituzionali).

Ecco cosa ha detto a proposito della tragedia della discoteca di Corinaldo: “Non si può morire così“. questo il titolo ripreso da quasi tutte le testate giornalistiche e dai TG.

mattarella discoteca

Con quella faccia un po’ così, quella espressione un po’ così, funerea… può dire quel che vuole (come Virna Lisi in un vecchio Carosello). Sarà restato sveglio la notte per pensarla, oppure gli è venuta spontanea, di getto? Certo che lascia dei dubbi. Vuol dire che se “Non si può morire così” esistono modi precisi per morire, magari stabiliti per legge, ed altri non regolari? Non sarà che l’Unione europea, sempre pronta a  inventarsi direttive per regolamentare tutto, dalle dimensioni delle vongole alle misure degli sciacquoni, ha stabilito anche come si deve morire per essere in regola con  le “norme C€“? E perché nessuno ci informa? Mattarella, ce lo dica lei che, di certo, è informato; come si deve morire?

Ed ecco la seconda notizia, con relativa profonda riflessione  di Mattarella sulla morte di Antonio Megalizzi, assassinato da un terrorista a Strasburgo: “Inaccettabile tragedia”.

megalizzi

Anche questo titolo, sintetico, è stato ripreso uguale da tutte le testate. E ancora ci chiediamo: cosa vuol dire che è una “inaccettabile tragedia“? Ci sono tragedie accettabili ed altre più o meno accettabili secondo le circostanze? Mattarella,  cosa vuol dire? Anche su questo magari ci sono direttive da rispettare? Esistono tragedie a norma C€ (Europa, tra mucche, vongole e sciacquoni)? Mattarella, le va bene la “Tragedia di un uomo ridicolo“? di Bertolucci, come omaggio al regista, visto che è scomparso di recente?

tragedia

Oppure non è abbastanza tragico e dobbiamo ripiegare sul classico e tornare alle tragedie greche di Eschilo, Sofocle, Euripide? Mattarella, ci dica, come deve essere una tragedia accettabile? Va bene l’Edipo Re? O preferisce Medea?

L’unica vera tragedia è assistere allo scempio quotidiano della nostra civiltà ad opera di una classe dirigente (politica, intellettuale, culturale) di incapaci, incompetenti, “ubriaconi, ladri, corrotti, puttanieri e senza Dio“, come diceva Cromwell dei parlamentari dei suoi tempi. Traditori della patria che invece che difendere la nazione, aprono le porte della città all’invasione dei nuovi barbari. Questa è la vera tragedia, e la vergogna d’Italia.

La leggenda narra che Roma fu salvata dall’invasione dei barbari dalle oche del Campidoglio che, avvertendo il pericolo, fecero grande strepito e svegliarono le guardie.  Oggi quelle oche, invece che fare strepito, in silenzio aprono le porte della città agli invasori. Sono diventate oche buoniste (vedi post).

 

 

 

Cromwell e il Parlamento

Somiglia molto al nostro. Passa il tempo, cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa. Magari anche oggi sarebbe una buona soluzione quella di Cromwell.

Da anni scrivo che “Il mondo sta impazzendo, ma non se ne rende conto“. Sembra una battuta, ma non lo è; purtroppo. Date uno sguardo a questi articoli.

Polveri sottili e malattie neurodegenerative.

India, malati di selfie.

Lo stress influisce in modo negativo su memoria e dimensioni del cervello.

Tre richiedenti asilo su 4 soffrono di problemi psichici: 

Salerno, la città dei pazzi; un maggiorenne su 3 ha problemi psichici.

Quoziente intellettivo in picchiata; specie umana sempre più stupida.

Allora, sono io che esagero e sono troppo severo? No, è vero quello che scrivo da anni: il mondo sta impazzendo, ma non se ne rende conto, proprio perché sta impazzendo.

Gender e ghigliottina

Piccoli grillini crescono“, si potrebbe dire. E’ quello che viene in mente leggendo questo articolo “Così la scuola fabbricherà piccoli grillini gay friendly“. Sono alcune delle linee guida della politica del M5S. A cominciare dalla scuola, perché è li che è più facile manipolare le menti dei bambini che, incapaci di opporre valutazioni critiche all’insegnamento, assorbono tutto come spugne. E’ il primo intervento di ogni regime totalitario; il controllo della scuola. E cosa insegneranno di bello per indottrinare i bambini e farli diventare dei perfetti piccoli Balill…pardon, grillini? Per cominciare, stop alle scuole private; solo scuole pubbliche. Poi educazione alimentare ed ambientale. Magari con particolare insistenza su diete vegetariane o vegane (La “sindaca” di Torino, Appendino, ha già sperimentato una settimana di dieta vegana nelle scuole piemontesi).

Ed ecco il fulcro, il perno della pedagogia grillina: “L’ambizione più grande è formare cittadini che rispettino e valorizzino le diversità, che includano le minoranze e promuovano la cultura della tolleranza. Per questo motivo i nuovi percorsi interdisciplinari di educazione all’affettività e alla parità di genere sensibilizzeranno i nostri studenti sulla necessità di accettare e rispettare tutte le differenze.”. In pratica la diffusione delle teorie gender; cosa che stanno già facendo da tempo nella scuola. Ed a seguire cambiare radicalmente usi, costumi, abitudini, stili di vita degli italiani. Basta automobili, sostituite dalla “mobilità dolce” (poi ci spigheranno cosa vuol dire; intanto è sconsigliata ai diabetici): “L’obiettivo è diminuire il numero dei veicoli privati in circolazione.”. Immagino la gioia di Marchionne.

Sembra una di quelle idee strampalate di cui ho accennato nel post “Pesci d’aprile“. In particolare quella di un certo ministro dei trasporti, Giancarlo Tesini, che riporto: “Mi ricorda un’altra pensata geniale di un ministro dei trasporti di molti anni fa. Per ridurre il traffico cittadino e l’inquinamento ebbe la geniale idea di consentire la circolazione alle auto solo con 4 persone a bordo. Non è uno scherzo. Era Giancarlo Tesini, ministro dei trasporti nel governo Amato nel biennio 1992/’93.  Avete idea di quali sarebbero state le conseguenze di una simile legge? Per uscire in auto, magari per una urgenza, avreste dovuto caricarvi la mamma, la nonna paralitica e il portinaio, oppure pagare dei passanti per accompagnarvi. A Napoli si sarebbero inventati subito una nuova professione “I passeggeri accompagnatori; anche festivi, prezzi modici“. Per fortuna l’idea non fu nemmeno presa in considerazione.“. Una “Tesinata pazzesca“.

Insomma, vogliono rifare un mondo a misura di grillini. Uno Stato etico che controlla tutto e tutti e forgia le menti fin dall’asilo per ottenere il prototipo di perfetto “cittadino” (così si chiamano fra loro: manca solo l’adozione della ghigliottina, ma ci arriveranno). Sull’esempio del vecchio motto fascista “Libro e moschetto, fascista perfetto” introdurranno il nuovo testo unico ad uso delle scuole del Regno…pardon, della Repubblica. Ovviamente, vista la loro predilezione per l’informatica, il motto sarà così modificato “Web e dischetto, grillino perfetto“.

Ma il fallimento dell’URSS, non ha insegnato nulla? Il Venezuela ed il fallimento del socialismo in stile cubano non vi dicono niente? Il tragico fallimento di ogni ideologia che ha tentato di creare uno Stato etico non basta?  Questi ragazzotti di belle speranze sognano di costruire il mondo a misura della loro fantasia adolescenziale e confondono la politica con i giochi di società. Ma un conto è governare una nazione, altro è giocare a Monopoli. E’ un tragico errore che nella storia dell’umanità hanno commesso in tanti; e tutti con esiti catastrofici. Poi, appena crescono, lasciano il Monopoli e si scontrano con la realtà, vanno in crisi e si rendono conto della loro completa inadeguatezza, impreparazione, incapacità di risolvere anche i problemi più elementari.

Ma la colpa non è dei dilettanti allo sbaraglio finiti in Parlamento; la colpa è di chi ce li manda. La colpa del degrado di Roma non è di Virginia Raggi, ma di chi l’ha votata. La colpa non è di un comico che da un giorno all’altro si inventa politico e pensa di cambiare il mondo al grido di “Vaffanc…”. La colpa è di chi ne ha consentito, anzi favorito, il successo, portando gli italiani all’esasperazione ed al totale distacco dalla politica (ci dice niente il 50% circa di astenuti ad ogni tornata elettorale?) e lo vede come ultima ratio contro il totale degrado di una nazione allo sbando. La colpa è di quella classe politica incapace e corrotta che oggi lo contesta, perché teme di perdere in tutto o in parte il proprio potere, ma che ne è la causa scatenante, la ragione della sua nascita. Come i vermi nascono dalla carne putrefatta, così il grillismo nasce dalla putrefazione della democrazia.

Ed infine il grillismo è l’ultimo germoglio di una pianta dura a morire, quella della  strampalata e nefasta ideologia figlia di “Liberté, egalité, fraternité”, del tanto sbandierato principio “una testa, un voto” (sulla carta; in pratica “Tutte le teste sono uguali, ma alcune teste sono più uguali delle altre”, come direbbero i maiali di Orwell), degli esiti non digeriti di Rousseau e della “Volontà generale”, di Proudhon, Saint-Simon, Fourier, del socialismo utopistico, delle Comuni agricole dell’800 (tutte fallite, chissà perché), dell’assemblearismo, delle decisioni a maggioranza, dell’egualitarismo contro natura grazie al quale anche gli imbecilli, i gay, i cattocomunisti e lo scemo del villaggio si sentono normali. Ancora una volta dovrete sbatterci la testa contro per capire che la realtà è dura, fa male e non la cambierete a forza di “Vaffanc…”. Ma nemmeno questa volta imparerete la lezione, perché, come disse il Signore a Mosè, riferito al suo popolo eletto che si era costruito un vitello d’oro da adorare (ma vale per tutta l’umanità): “è un popolo dalla dura cervice”.

Del resto, però, non stiamo dicendo niente di nuovo. Più o meno, mutatis mutandis, è ciò che scriveva Platone, circa 2.400 anni fa, nella sua Repubblica:Quando un popolo divorato dalla sete di libertà si trova ad aver coppieri che gliene versano quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo, accade che i governanti pronti ad esaudire le richieste dei sempre più esigenti sudditi vengano chiamati despoti. Accade che chi si dimostra disciplinato venga dipinto come un uomo senza carattere, un servo. Accade che il padre impaurito finisca col trattare i figli come i suoi pari e non è più rispettato, che il maestro non osi rimproverare gli scolari e che questi si facciano beffe di lui, che i giovani pretendano gli stessi diritti dei vecchi e per non sembrare troppo severi i vecchi li accontentino. In tale clima di libertà, e in nome della medesima, non v’è più rispetto e riguardo per nessuno. E in mezzo a tanta licenza nasce, si sviluppa, una mala pianta: la tirannia.”. O il grillismo.

Femminicidio e leggi flop

Toh, hanno ammazzato un’altra donna: bruciata dal suo ex fidanzato: “Roma, ex fidanzato confessa: così ho ammazzato Sara“. Anzi, pare che dall’inizio dell’anno le donne ammazzate  da compagni, mariti, fidanzati o ex, siano già una quarantina. Strano, ma non avevano approvato una legge per fermare la violenza sulle donne? Forse quelli che continuano ad ammazzare mogli, fidanzate, ed  ex non sono stati informati. Oppure la legge non funziona e bisognerà aggiornarla, magari con qualche piccola correzione o aumentando ancora le pene. Non che prima ammazzare una donna fosse del tutto normale e legittimo e non fosse un reato; ma hanno fatto una legge speciale per istituire il reato specifico di “femminicidio“,  l’omicidio di una donna in quanto donna, con tutte le aggravanti del caso ed un aumento della pena. Magari faranno anche una legge speciale per punire gli omicidi di suocere, idraulici, ragionieri, venditori porta a porta, giornalisti, verdurai , macellai e vegetariani. Infatti è risaputo che basta aumentare la pena prevista per un certo reato, che quel reato diminuisce drasticamente, fino a scomparire.

Per esempio negli Stati Uniti ed in molti altri Stati, dove per reati particolarmente gravi è previsto il massimo della pena, l’ergastolo e perfino la pena di morte, gli omicidi sono scomparsi. No? Delitti e stragi continuano? Strano, eppure, a sentire i promotori della legge sul femminicidio, sembrava proprio che funzionasse così e che la sola presenza di una legge ad hoc avrebbe contribuito a fermare la violenza sulle donne. Che ne fossero convinti lo vediamo anche dai grandi sorrisi di  due promotrici della legge: Bongiorno e Carfagna. Dall’espressione felice di grande soddisfazione sembra che abbiano risolto il problema più importante dell’Italia. Contente loro! Erano così convinti dell’efficacia della legge che di recente, per fermare i pirati della strada, hanno ripetuto l’impresa istituendo ex novo  il reato di “omicidio stradale“. Infatti da quando hanno approvato la legge non si sono più verificati incidenti e morti sulle strade a causa dei “pirati”.

No? Continuano a circolare i pirati, continuano gli incidenti ed i morti?  Strano, allora o non hanno avvertito tutti gli automobilisti della presenza della nuova legge, o c’è qualcosa che non funziona in queste leggi, oppure significa che le leggi possono punire i reati, ma non fermano o aboliscono il reato stesso. Pertanto, quando si dice che si approva una legge per frenare o fermare un certo reato o, anche peggio, per stabilire codici di comportamento e principi morali, si dice un’emerita stronzata. Punto. E dire che si sono impegnati tanto per approvarle. Serve solo ai parlamentari per ingannare i cittadini facendo finta di lavorare “per il bene dell’Italia”, di produrre qualcosa di utile e di guadagnarsi lauti stipendi e privilegi vari. In realtà. visti i risultati, se lavorassero meno  farebbero meno danni e, forse, sarebbe meglio per tutti. Amen.

L’unica legge che non fanno è quella che dovrebbe stabilire che per far parte di organismi pubblici, e legiferare, governare, amministrare la “Res pubblica” a tutti i livelli, dalla Camera al Comune di Pompu, bisogna essere in possesso di un minimo di competenze, di professionalità, di istruzione e di capacità intellettuale. Ma questa non si può fare perché sarebbe in contrasto con la Costituzione (quella più bella del mondo) che stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini e  garantisce a tutti, ma proprio tutti e senza alcun limite, di andare in Parlamento: anche allo scemo del villaggio. E’ la democrazia, bellezza!

Infine, c’è un dubbio sugli effetti pratici di queste leggi. Se poi succede (e può succedere, no?) che qualcuno ammazza intenzionalmente la sua compagna travolgendola con l’automobile, di che reato si tratta; omicidio stradale o femminicidio? Oppure, in questo caso, i due reati si sommano e diventano “femminicidio stradale“? E comporta un aumento di pena? Non si sa, forse faranno un’altra legge ad hoc per regolare questa fattispecie di reato.  Geniali i nostri politici. Sono così arguti e ingegnosi che prima o poi, per scoraggiare eventuali violenze nei loro confronti, istituiranno  il reato di “politicidio” (l’omicidio di un politico in quanto politico). Ma in questo caso, credo che invece che applicare  le aggravanti si dovrebbero riconoscere al politicida  tutte le attenuanti generiche e pure quelle speciali.

Buoni per legge

La violenza sulle donne è all’ordine del giorno e la cronaca quotidiana riporta con sempre maggiore frequenza notizie di donne picchiate, stuprate, che subiscono ogni tipo di violenza. Ma non solo le donne, ovviamente. Ormai la società sta diventando sempre più violenta, in preda ad un crescendo esponenziale di reati di ogni genere. Le cause sono diverse ed esaminarle sarebbe lungo.  Ma nessuno affronta le vere radici della violenza. Quando se ne parla lo si fa quasi per dovere di cronaca, cercando di curare i sintomi invece che la causa del male. Forse perché nessuno è in grado di porvi rimedio. Ma anche perché chi dovrebbe farlo forse, per propri limiti e carenze, non ha le capacità di occuparsene in maniera efficace. Ecco perché si ricorre a soluzioni che non risolvono il problema; servono solo a far finta di occuparsene. Così si tiene buona l’opinione pubblica, la gente è rassicurata, chi dovrebbe occuparsene si sente giustificato ed il problema resta tale e quale. E’ il caso tipico del femminicidio che, dopo anni di chiacchiere, denunce, e lunga campagna mediatica contro la violenza sulle donne, si è approvata una legge ad hoc, pensando di aver risolto il problema.

Ed ecco, nel giro di pochi giorni, tre nuovi casi: “Una donna incinta bruciata viva, altre due ammazzate“.  Dicono i TG che sono già una dozzina le donne ammazzate dall’inizio dell’anno. Una media in linea con i circa 130/150 casi di femminicidio degli anni scorsi. Ma ancora si ammazzano le donne? Pensavo che dopo la legge sul femminicidio nessuno osasse più alzare le mani su una donna, nemmeno per sbaglio. Ma se dopo l’approvazione della legge non sono cessate le violenze, vuoi vedere che ci è sfuggito qualcosa e la legge non basta, oppure è scritta male, manca una riga o qualche parola, o c’è un virgola messa al posto sbagliato, o è poco chiara? Così chi legge, non riuscendo a capirla bene, continua ad ammazzare mogli, amanti e compagne; magari solo perché ha saltato un comma o non ha interpretato bene un codicillo.  

Se però  dobbiamo essere sinceri bisogna parlare chiaro: solo dei perfetti idioti possono pensare che una legge, o l’aggravamento delle pene, possa fermare i reati. E’ incredibile, eppure questo è esattamente quello che pensano dalle parti di Montecitorio. Tanto è vero che, sulla scia della legge sul femminicidio,  stanno già predisponendo un ddl per punire espressamente l’omicidio stradale; anche questo ormai tragicamente all’ordine del giorno. E’ idiozia pura, ma non si può dire. A proposito, quasi tutti i casi di incidenti gravi con persone investite dai cosiddetti “pirati della strada”, sono causati da persone in stato di alterazione dovuto ad alcol e droga. E 9 volte su dieci, guarda che combinazione, si tratta di immigrati o di rom, anche minorenni e senza patente. Sarà un caso? Eccheccasooo…direbbe Greggio. Ma anche questo non si può dire perché, dicono le anime belle nostrane, potrebbe istigare alla xenofobia ed all’odio razziale. E’ vero, ma non lo diciamo.

Ora, se con una legge, o aumentando le pene previste, si fermassero i reati, vista l’abbondanza di leggi, non dovrebbero più esistere reati. Allora come mai, nonostante in certi paesi per alcuni reati sia prevista la pena di morte, ovvero il massimo della pena, quei reati non cessano  e non diminuiscono? Vuoi vedere che anche all’estero le leggi sono scritte male? Ciò non significa che non si debbano fare le leggi, ma che le leggi non risolvono il problema e non fermano i reati. Ma siccome nessuno affronta il problema alla radice, perché incapaci di farlo, è più facile fare una nuova legge o aumentare le pene. Non serve a niente, ma così si fa finta di occuparsene e di lavorare; e i delinquenti ringraziano. Buffoni.

Del resto, sarebbe facile accertare quello che dico. Basterebbe chiedere ad un qualunque parlamentare: “Onorevole, come mai, nonostante l’approvazione di una legge specifica sul femminicidio, si continuano ad ammazzare le donne?”. E’ una semplice domanda. Sarei curioso di sentire la risposta. La stessa domanda, però, la si potrebbe porre per qualunque altro reato. Come mai, nonostante furti e rapine siano reati puniti con pene anche severe, i ladri sono sempre in azione? Non conoscono le leggi? Non leggono? Non le capiscono? Pochi giorni fa in TV, un esponente della coalizione di  governo, Andrea Romano (la sua appartenenza politica è piuttosto altalenante), dopo un servizio sulle solite aggressioni e rapine in casa da parte di immigrati (molto spesso sono dell’est, in particolare romeni; anche questo è un puro caso?), per giustificare l’operato del governo, ha detto che hanno cominciato ad assumere agenti e che hanno “aumentato le pene” per quei reati. Ecco la conferma; pur di non riconoscere che la radice del problema è l’immigrazione incontrollata e che bisogna chiudere le frontiere per impedire l’ingresso di migliaia di disperati che finiscono per delinquere, la soluzione è “aumentare le pene”. E bravo Romano; un genio. Sulla sua stessa linea sono i compagni di governo, quelli che stazionano in permanenza su tutti i canali TV e ripetono la litania imparata a memoria. La gente continua a subire aggressioni, violenze, furti, rapine, omicidi, in casa e fuori,  i ladri e gli assassini continuano ad imperversare indisturbati, ma la gente può stare tranquilla perché il governo “aumenta le pene“. Contenti?

E’ curioso, ogni giorno attraverso cinema e televisione scarichiamo sulla gente quantità industriali di violenza di ogni genere a tutte le ore. Ma nessuno si chiede se queste dosi quotidiane di violenza non possano in qualche modo influenzare il pubblico. I media sono un perfetto spot pubblicitario che stimola i peggiori istinti umani, ma facciamo finta di non saperlo. Così, per non mettere in crisi il sistema mediatico (ci campa troppa gente), facciamo finta che non ci sia alcun nesso tra ciò che vediamo ogni giorno sotto gli occhi e l’esplosione spesso tragica di aggressività e violenza. E pensiamo di risolvere i problemi, e di sentirci a posto con la coscienza, con una legge. Ma allora, se si ritiene che basti approvare delle leggi per risolvere i problemi e che le leggi possano essere determinanti per regolare il comportamento delle persone, i rapporti e la convivenza sociale, allora la soluzione è semplicissima: basta approvare una legge che imponga a tutti di essere buoni e onesti. Diventeremo tutti santi e beati: per legge.

Ma giusto per non dire che lo scopriamo oggi, vedi…

Follie di giornata e futili motivi (2004)

Ipocriti (2004)

Mille volte ipocriti (2004)

. Quando i bambini fanno “Ahi” (2005)

Lo stupro quotidiano (2006)

AdolesceMenza (2006)

Cara sorellina ti ammazzo, per gioco (2007)

Il mondo visto dalle mutande (2007)

Manicomio Italia (2009)

Mamma, sono incinta (2009)

Cani e bestie (209)

Il Papa ha ragione (2009)

Luna nel Pozzo (2010)

Pane, sesso e violenza (2014)

E se non basta ecco cosa dice qualcuno molto più autorevole in una intervista TV:

– “K. R. Popper, la TV e la violenza”.

Se poi pensate che la cosa non vi interessi perché a voi non succederà mai niente, tranquilli, continuate pure a parlare di fiorellini, cuoricini, cani, gatti e pene d’amore.

 

Origano, assorbenti e IVA

Questi geniacci di politici una ne fanno e cento ne pensano. Giorno e notte si spremono le meningi e lavorano sodo per migliorare l’esistenza dei cittadini. Ecco l’ultima fresca fresca di pochi giorni fa: ce la propone Pippo Civati, ex deputato del Partito democratico, che ha abbandonato il PD forse perché non aveva abbastanza spazio per esprimere tutta la sua creatività. Dopo lunga e profonda riflessione, ha scoperto uno dei motivi per cui l’Italia continua ad essere in crisi. ed ha comunicato il risultato della sua lunga ricerca in un programma radiofonico “Un giorno da pecora“, dove, contrariamente al nome, oltre alle pecore, partecipano anche i pastori, cani e porci ed anche i somari.

Ed ecco la geniale soluzione di Civati: “Abbassiamo l’Iva sugli assorbenti“. Ecco  perché l’economia ristagna, la disoccupazione è sempre alta, la crisi non accenna a finire: tutto a causa dell’Iva sugli assorbenti. Perché nessuno ci aveva pensato prima? Beh, perché non tutti sono parlamentari. Queste genialate vengono solo a loro, non è roba per gente normale. Infatti, ecco il nostro Pippo sorridente e soddisfatto  per la propria scoperta.

Può essere orgoglioso del suo lavoro: queste sono cose che cambiano il corso della storia. “Questa campagna  ha già avuto risultati in Francia e ne sta discutendo mezza Europa, è una questione di dignità.”, afferma con decisione. Adesso è chiaro perché l’Europa sembra assente dal panorama politico internazionale, incapace di affrontare i gravi problemi che riguardano l’economia, il pericolo del terrorismo islamico, l’invasione degli immigrati: ovvio, sono tutti occupatissimi a pensare all’IVA sugli assorbenti. Lo dice Civati. Mi ricorda un’altra grande idea di altre due parlamentari, anche queste del PD (sarà un caso?). Ne avevo parlato circa un anno fa nel post “Geniale scoperta e fine della crisi”. Aveva a che fare con l’origano e, altra coincidenza, con l’Iva (sembra proprio che nel Partito democratico abbiano una passione per le tasse, e per l’IVA in particolare). Tanto vale riproporlo, a dimostrazione della genialità dei nostri parlamentari.

L’origano e l’IVA. (dicembre 2014)

La crisi ci opprime da anni, cambiano i governi, ma la crisi non accenna a fermarsi; chiudono le aziende, fabbriche, negozi, aumentano i disoccupati, i precari, i cassintegrati, la povertà è in continua crescita, l’Italia è allo stremo e nessuno sa come uscirne, nessuno trova la soluzione, nemmeno il premier “so tutto io, faccio tutto io, esisto solo io”, quel Matteo Del Grillo (ma essendo fiorentino, forse è più intonato Del Grullo) che ha sempre l’aria di pensare “perché io so’ io e voi non siete un cazzo“, quel Renzi che dice di voler cambiare il mondo.

Poi è successo il miracolo, è venuto fuori tutto il genio italico ed ecco la soluzione arrivare proprio da quel luogo dove non ti aspetteresti che qualcuno abbia in funzione il cervello: il Parlamento. Già, incredibile a dirsi, l’idea è venuta dopo profonde riflessioni e accurate ricerche in lungo e in largo, su e giù e pure di lato, grazie a quei parlamentari strapagati e stramaledetti dal popolo, che sembra non facciano niente, se non chiacchiere. Invece poi arriva la smentita a zittire le malelingue. Lavorano, eccome se lavorano. Si spremono le meningi, si arrovellano, studiano, si impegnano e lavorano per il bene dell’Italia. Ecco perché sono pagati tanto e godono di un sacco di privilegi; perché pensano per noi e trovano sempre le soluzioni giuste al momento giusto per facilitare la vita ai cittadini. Mentre noi siamo impegnati a lavorare in fabbrica, negli uffici, negozi, laboratori, e non abbiamo tempo per pensare, essi pensano al nostro posto. E’ una bella fortuna, no?

Pensano e lavorano, lavorano e pensano, giorno e notte, senza concedersi tregua, se non qualche sobrio spuntino alla buvette del Palazzo,  si lambiccano il cervello per il bene del popolo. Lambiccarsi il cervello è un’attività molto impegnativa, necessita di molta preparazione, esercizio, allenamento e, naturalmente, di grandi capacità e competenze. Ecco perché solo i nostri parlamentari, dotati di poteri sovrumani, possono lambiccarsi il cervello e sono pagati profumatamente per farlo. Il popolino ignorante, non conoscendo il significato del termine, non potrebbe mai lambiccarsi. Ovvio, no? Quindi, come dicono quelli che in televisione presentano numeri audaci e pericolosi, non provate a farlo voi a casa. Lambiccarsi il cervello, se non siete “onorevoli” potrebbe essere molto pericoloso.

Ma la scoperta non è da attribuire ad una sola persona; sarebbe stata impresa impossibile, il cervello umano ha dei limiti, anche quello dei parlamentari. Ci si sono messe in due a lavorare per scoprire la causa della nostra profonda crisi. E finalmente ecco il risultato dell’immane sforzo mentale. Lo dobbiamo a due donne: Leana Pignedoli e Venera Padua, senatrici Pd. Grazie alla loro scoperta lo spread non ci farà più paura, le fabbriche riapriranno i battenti, la produzione raggiungerà livelli da boom economico e le esportazioni cresceranno a dismisura. Fine della crisi. Ma qual era la ragione che bloccava l’economia italiana? Semplice, eccola: l’aliquota IVA sull’origano.

Ecco la radice dei nostri guai, l’origano. Maggiori informazioni e dettagli qui: “Battaglia per l’origano: tassato più del basilico e del rosmarino”.  Altro che rilanciare l’edilizia, l’industria pesante, i cantieri navali,  il commercio, l’elettronica, il terzo settore, le aziende metalmeccaniche o manifatturiere. Niente di tutto questo, il vero problema, la causa prima della crisi, con gravi conseguenze anche sugli equilibri mondiali, la primavera araba, il terrorismo ed i conflitti nel mondo, era solo una: l’origano!

Pare che anche i militanti dell’Isis non stiano combattendo, come dice la propaganda occidentale (per nascondere la vera causa del conflitto), per realizzare lo Stato islamico, ma per imporre una diversa regolamentazione dell’uso dell’origano nella dieta del bravo musulmano, secondo gli insegnamenti del Corano. Per esempio, nella pizza ci va o non ci va l’origano? That’s the question! Ora basta adeguare l’IVA dell’origano a quella del basilico e del rosmarino e siamo a posto. Forse alle nostre senatrici verrà assegnato uno speciale Nobel per la scoperta del nesso fra la crisi globale, la primavera araba  e le erbe aromatiche, con particolare riferimento all’uso dell’origano nella dieta mediterranea.

Sembrerebbe una storiella umoristica, invece è tutto drammaticamente vero.

Battista e le nozze gay

Il Consiglio di Stato boccia le nozze gay. E la cosa non piace a Pierluigi Battista, editorialista del Corriere. “Un giudice dovrebbe parlare solo con le sentenze. Ora invece parla anche sui social network, come Carlo Deodato, cui si deve la sentenza che ha bocciato la registrazione delle nozze gay celebrate all’estero.”, dice Battista. Insomma, si contesta al giudice l’espressione di valutazioni extra giuridiche, opinioni personali sull’oggetto della sentenza. A prima vista sembra che Battista abbia ragione; non sta bene che un giudice esprima la sua opinione personale su una questione sottoposta al suo giudizio. Si è portati a pensare che, più che giudicare sulla base delle leggi, giudichi sulla base delle proprie simpatie. Giusto.  Eppure sono quasi certo, dico “quasi”, che se la sentenza fosse stata favorevole ai gay, e lo stesso giudice avesse rilasciato qualche dichiarazione pubblica sulla sentenza, Battista non avrebbe avuto niente da dire. Chissà perché mi viene questo sospetto. Forse perché, come ripeto da anni, certi politici ed intellettuali, hanno una doppia morale: chi la pensa come loro è libero di esprimersi (lo garantisce la Costituzione), altrimenti la libertà di  espressione è momentaneamente sospesa e si trovano pretesti e cavilli per limitare quella libertà. In campo giuridico questo concetto si esprime con il classico “La legge, per i nemici si applica, per gli amici si interpreta.”.

Esattamente ciò che fa Battista con questo articolo: “Esibizionismo di Stato sui social network del giudice che condanna le nozze gay“. Ma quali argomentazioni usa per criticare l’atteggiamento del giudice? Dice che dovrebbe limitarsi a giudicare ed emettere le sentenze e non esprimere valutazioni personali specie sui social network: “Un giudice, si diceva un tempo, dovrebbe parlare solo con le sentenze.“. Anche questa sembra una affermazione condivisibile: chi ricopre un incarico istituzionale dovrebbe attenersi al rispetto delle competenze del proprio ruolo.  Giusto. Solo che se Battista si prende la briga di guardarsi intorno, potrebbe scoprire che in Italia nessuno si attiene a questa regoletta. Anzi, sembra che l’hobby preferito dagli italiani sia proprio quello di occuparsi di questioni non di propria competenza o delle quali non si ha conoscenza specifica. Tutti gli italiani sono allenatori di calcio, barbieri e taxisti sanno benissimo come risolvere la crisi economica e perfino gli idraulici hanno in tasca la ricetta per risolvere qualunque problema. Ecco perché poi abbiamo comici che fanno politica, politici che fanno ridere e giornalisti che fanno piangere. Prova ne sia il fatto che ogni giorno, su tutti i canali televisivi, spopolano ciurme di opinionisti tuttologi che dissertano, con grande sicurezza ed apparente serietà, di tutto lo scibile umano.

Che dire poi di tutti quei personaggi, anche magistrati, che hanno acquisito notorietà proprio grazie all’esposizione mediatica derivante dal proprio ruolo e che poi, grazie a questa popolarità hanno intrapreso con successo la carriera politica o, comunque, ne hanno ricavato grandi benefici professionali? Da Di Pietro a De Magistris, da Ingroia a Emiliano. E che dire di tutti quei politici che, pur ricoprendo importanti ed impegnativi ruoli istituzionali, sindaci o governatori di regione, che hanno grossi e seri problemi da risolvere,  passano più tempo negli studi  televisivi che nei propri uffici, a discutere non dei problemi della loro Regione o Comune, ma su tutti i possibili temi politici, sociali, culturali e morali? Scrivere un messaggio su Facebook o Twitter è più grave che essere ospiti fissi in televisione a fare gli opinionisti, invece che pensare ai problemi dei cittadini? In quanto poi a “esibizionismo di Stato sui social network“, c’è un personaggio, ad alti livelli istituzionali, che fa un uso compulsivo, spasmodico, assillante, quasi patologico, dei social network: Matteo Renzi, il presidente del Consiglio, quello che le grandi decisioni politiche e le riforme costituzionali le annuncia quotidianamente su Twitter con 140 caratteri. Battista, ne ha mai sentito parlare?

Ma torniamo alla terzietà ed imparzialità auspicata da Battista, ed alla necessità di attenersi alle competenze del proprio ruolo. Succede che  Laura Boldrini, terza carica dello Stato, il cui compito istituzionale è quello di regolare l’attività della Camera e garantirne il regolare svolgimento, e che in quanto tale dovrebbe avere una posizione di terzietà, imparziale e super partes, non perda occasione per esprimere il suo illuminato parere personale su tutto ciò che riguarda questioni culturali e morali. Non passa giorno che le agenzie di stampa non divulghino il pensiero boldriniano su tutti i temi possibili, con particolare riguardo a ciò che sta a cuore alla nostra presidenta (con la A finale, altrimenti si risente): immigrazione, diritti umani, accoglienza dei migranti,  rom, terzomondismo, frontiere aperte, invitando gli italiani a prendere esempio dall’Africa (Bollettino dei migranti). Non disdegnando di intervenire anche su questioni più leggere, come il ruolo della donna all’interno della casa, chi deve fare le pulizie, cucinare o lavare i piatti, ed altri residuati culturali delle battaglie femministe del ’68.

Ma soprattutto denunciando con grande fermezza lo sfruttamento del corpo femminile sui media e la pubblicità sessista in televisione: “Basta spot con mamme che servono la famiglia a tavola“. Ed infine, Battista dovrebbe saperlo molto bene in quanto giornalista e direttamente interessato, interviene anche sul linguaggio giornalistico per dettare regole e cambiare la grammatica (Boldrini, vuole insegnare a scrivere ai giornalisti). E siccome parla da terza carica dello Stato, tutti i media danno grande risalto alle sue parole che acquistano  autorevolezza proprio in virtù del ruolo ricoperto. Ed il Corriere non è certo secondo a nessuno nel fare da megafono ai messaggi del Palazzo. Dov’è Battista quando Boldrini parla e straparla intervenendo su argomenti che nulla hanno a che fare con il suo compito istituzionale e vuole insegnargli a scrivere “presidenta” e “richiedenti asilo” invece che immigrati clandestini?  Il sessismo in televisione, il linguaggio giornalistico, o il compito delle mamme sono argomenti inerenti i regolamenti della Camera e, quindi, di competenza della Boldrini? Battista era assente, in ferie, dorme, è in missione speciale all’estero? Oppure ultimamente si occupa solo di giudici e di messaggini su Twitter?

Sarà appena il caso di ricordare che  lo stesso discorso, il travalicare i limiti delle competenze e prerogative del proprio ruolo, ho fatto, detto e ripetuto fino alla nausea, durante tutto il mandato del presidente Napolitano, il quale non lasciava passare giorno senza esprimere il suo parere su tutto e tutti, condizionando anche pesantemente la stessa attività politica e parlamentare. Dov’era Battista?  Sempre in ferie? E dov’era quando l’allora presidente della Camera Fini, andando ben oltre i limiti delle proprie competenze, non solo si permetteva di esprimere il suo parere personale su questioni che nulla avevano a che fare con il regolare svolgimento dei lavori dell’aula parlamentare, ma, alla faccia della terzietà, diventava soggetto politico attivo, militante e di parte, si permetteva di uscire dalla coalizione che lo aveva portato in Parlamento ed eletto presidente della Camera, fondare un nuovo movimento politico, di fare politica attiva come fondatore del nuovo partito e non passava giorno che non criticasse duramente la politica e l’attività del governo Berlusconi. Alla faccia della sua posizione che dovrebbe essere super partes e imparziale. Dov’era Battista?

Poi, un bel giorno, Battista si sveglia e scrive: “Si diceva un tempo che un giudice non solo deve essere imparziale, ma deve anche apparire imparziale.”.  Toh, ha scoperto che un giudice deve essere ed apparire imparziale.  Eppure lo stesso discorso sulla imparzialità si dovrebbe applicare ad altri ruoli istituzionali come quelli che ho appena ricordato: il Presidente della Repubblica (che in quanto garante della Costituzione deve essere al di sopra delle parti. “Sarò il Presidente di tutti“, si affrettano a dire appena eletti. Poi se ne dimenticano e, camuffandosi abilmente, giocano con la propria squadra), i presidenti di Camera e Senato, i giudici della Consulta, ed altri ruoli pubblici, perfino il sindaco di un piccolo borgo di montagna, una volta eletto, non rappresenta più solo la sua parte politica, ma tutta la cittadinanza e deve essere imparziale e super partes. Allora, Battista, le sembra che la Boldrini sia imparziale e si attenga al proprio ruolo quando dice che gli italiani devono aprire le porte ai migranti? Rientra nei regolamenti della Camera? Esprime il pensiero degli italiani, oppure la sua particolare, e sinistra (in tutti i sensi), visione del mondo? Era imparziale Napolitano quando ordiva nell’ombra, con la complicità e l’approvazione dei burattinai europei, macchinazioni per far dimettere Berlusconi e portare al governo prima Monti e poi Renzi, senza che fossero eletti dal popolo? Era imparziale Fini quando diventava soggetto politico attivo e contestava il governo? Erano o “apparivano” imparziali? Di quale imparzialità parla Battista?

A proposito di Napolitano si veda “La vecchia, il tiranno e le quirinarie“, dove sono riportati i link a diversi post che lo riguardano. Vedi anche, sulla sua quotidiana interferenza nella vita politica e sociale “Il galletto del Colle“. Per dire, anche Napolitano rimproverava i politici di cercare troppa visibilità mediatica e di essere troppo spesso in televisione. Rimproverava gli altri, ma lui, tutti i santi giorni in tutti i Tg aveva il suo spazio riservato, e sulla stampa le sue dichiarazioni erano sempre riportate come titoli di apertura, con grande evidenza; aveva sempre da esprimere una opinione su tutto e tutti e questo presenzialismo e protagonismo lo ha accompagnato fino all’ultimo giorno del suo mandato (quando si dice predicare bene e razzolare male): “Presidente, cosa diceva sui politici in TV?”.  Ma Napolitano ha, di fatto, instaurato una Repubblica presidenziale, senza che nessuno gli facesse notare che andava ben oltre le prerogative e le competenze presidenziali; nemmeno Battista. Per capire la differenza tra il nostro presidente e quello di altri Paesi leggete qui: “Presidenti e sesso“.

Contesta infine anche  l’uso di argomentazioni filosofiche e morali  fatte dal giudice a sostegno della sua sentenza contraria alle nozze gay: “… inerpicandosi sui sentieri impervi della discussione filosofica e disquisendo sullo scandalo «ontologico che i matrimoni tra omosessuali alimenterebbero. L’ontologia dovrebbe essere lasciata ai maestri della morale. Il diritto è un’altra cosa.”, dice. Il diritto è un’altra cosa dalla morale? Anche questa sembra un’affermazione condivisibile. Ma è solo la dimostrazione di come sia facile sbagliarsi quando si vuole piegare un concetto alle proprie tesi (cosa che nel mondo dell’informazione, ma anche della politica e della cultura,  sembra essere la prassi consolidata). Il diritto non solo non è e non può essere disgiunto dalla filosofia e dalla morale, ma ne è la logica conseguenza, la diretta emanazione. Il diritto è la codificazione, la rappresentazione giuridica, dei principi morali di un popolo. Prima viene la morale, dopo, e solo dopo, vengono i codici e le leggi che scaturiscono proprio dall’accettazione di quei principi fondamentali di convivenza sociale; e vengono codificati in leggi perché siano rispettati da tutti, pena l’esclusione dalla comunità o pesanti pene e sanzioni. I reati contro la persona ed il patrimonio, prima che essere leggi dello Stato sono principi morali di un popolo. E’ un principio così elementare che glielo avrebbe spiegato un bambino.

Tanto clamore, scandalo e indignazione solo perché quel giudice ha bocciato le nozze gay. Se le avesse approvate oggi sarebbe un eroe e sarebbe liberissimo di  spiegare le ragioni della sentenza su facebook,  twitter,  social network vari, nei talk show e nei salotti televisivi di tutti i canali.  E nessuno lo attaccherebbe. Il fatto è che, apparentemente, sono tutti strenui difensori del famoso motto di Voltaire, ma in pratica, si vorrebbe applicare l’art. 21 della Costituzione solo a chi la pensa come noi,  gli altri, gli avversari, quando è possibile  è meglio farli tacere o non dargli troppo spazio mediatico. In fondo, però, bisogna tener sempre presente ciò che, qualche anno fa in un improvviso impeto di onestà intellettuale, disse e scrisse lo stesso Battista, proprio sul Corriere, mettendo in dubbio l’attendibilità delle notizie fornite dalla stampa e l’onestà, ed imparzialità, dei giornalisti stessi. Disse: “Non credete a quello che scrivono i giornali.”. Appunto, bravo Battista, concordo.

Renzi: uomo d’onore

Romani, amici, concittadini, ascoltatemi. Sono qui per dare sepoltura alla democrazia, non per farne le lodi. V’ha detto il nobile Matteo, e gli altri insieme a lui, che il voto di fiducia è la forma più alta di democrazia. Così Matteo, che è un uomo d’onore, chiede il voto di fiducia alla Camera sulla legge elettorale e la maggioranza approva. Perché, dice Matteo, questa è la democrazia. Eppure Matteo, che è un uomo d’onore, solo un anno fa,  diceva che “Le regole si scrivono tutti insieme“. Diceva Matteo  che “Farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato“. Lo diceva Matteo Renzi, e gli altri insieme a lui. E Matteo è un uomo d’onore.

Se questo è un uomo…

 

Immigrazione, democrazia e volontà popolare

Il problema dell’immigrazione è uno dei più sentiti, sia per la gravità del fenomeno, sia per i costi insostenibili, sia per le conseguenze in termini di impatto sociale e di rischio per la sicurezza. In tutti i talk show se ne discute con posizioni contrapposte. Semplifichiamo. La destra è contraria all’immigrazione incontrollata e denuncia i pericoli derivanti da un flusso migratorio incontrollato e crescente.  La sinistra difende gli immigrati, sollecita interventi per  migliorare l’accoglienza, giustifica la missione Mare nostrum e non pone limiti all’immigrazione giustificando l’accoglienza con le norme vigenti, la Costituzione, gli accordi internazionali e la solidarietà. Se si dovesse scegliere politicamente con chi stare, la scelta sarebbe semplicissima. Se siate favorevoli all’arrivo degli immigrati sostenete la sinistra, altrimenti sostenete la destra. Ma una cosa è scontata in democrazia: chiunque vada al governo dovrebbe rispettare la volontà popolare.

Ne consegue che il governo, sia di destra o sia di sinistra,  dovrebbe rispettare la volontà della maggioranza dei cittadini. Così, se la maggioranza degli italiani è favorevole all’accoglienza, il governo dovrebbe adottare tutti i provvedimenti necessari per attuare questa scelta popolare. In caso contrario dovrebbe  adottare misure opportune a bloccare o regolamentare il flusso migratorio.

Ma non è così semplice. Anzi, scegliere con chi stare è del tutto ininfluente. Il pensiero comune dominante, sposato dal PD e dalla sinistra, è quello di accogliere chiunque arrivi in Italia, giustificando l’accoglienza con il richiamo agli accordi sul diritto d’asilo e sull’aspetto umanitario della solidarietà nei confronti di gente che scappa da guerre e povertà. Questa visione del fenomeno è talmente diffusa e scontata che se non si è d’accordo con la visione della sinistra si viene automaticamente accusati di xenofobia, razzismo, intolleranza, discriminazione, islamofobia e pure di fascismo (che ci sta sempre bene e fa sempre effetto). In ogni dibattito televisivo c’è sempre il difensore d’ufficio degli immigrati e dei rom. Guai a sollevare qualche problema connesso alla loro presenza, scatta subito l’accusa di strumentalizzazione, di ricerca di consenso popolare, di voti e, immancabile, di populismo e demagogia. Insomma, sembra che non si possa dissentire dal pensiero unico imposto dalla sinistra. E se lo si fa si corrono grossi rischi.

Ora bisognerebbe chiedersi se questa posizione è condivisa o no dalla gente., se rispetta o no la volontà popolare, se rispetta il principio fondante della democrazia, il diritto della maggioranza a decidere la linea politica. Perché in democrazia il Parlamento ed il governo, in quanto rappresentativi dei cittadini, dovrebbero rispettare la volontà popolare e non imporre la propria volontà, anche contro quella dei cittadini. Fanno questo? No, in merito al problema dell’immigrazione, stanno operando “contro” la volontà del popolo. Ho scritto spesso di questa strana anomalia italiana che tutti sembrano ignorare. Ne parlavo già sei anni fa in un lungo post, riportando dei sondaggi che dimostravano, già allora, che la maggioranza (circa i 2/3) degli italiani è contro l’accoglienza incontrollata degli immigrati. Magari servirà a poco, ma forse è bene ricordare quei sondaggi, almeno per confrontarli con l’atteggiamento del governo e per chiedersi se la nostra sia ancora una democrazia o sia diventata qualcosa di diverso.  Ecco il post…

Democrazia e volontà popolare (13 maggio 2009)

In democrazia, si dice, il popolo è sovrano ed esercita il potere attraverso la libera elezione dei propri rappresentanti. I quali rappresentanti, è il caso di ricordarlo, in quanto eletti dal popolo dovrebbero rappresentarne le istanze ed attuarle nei modi previsti dalle norme vigenti. In parole povere, i rappresentanti eletti dal popolo devono, una volta in Parlamento ed al Governo, attuare la volontà popolare. La realtà ci dimostra che, invece, questo sacrosanto principio viene tranquillamente disatteso per le motivazioni più diverse. Non mi dilungherò sulle aberrazioni del sistema democratico. Voglio solo notare come ogni giorno, attraverso quel  classico “Gioco delle parti” pirandelliano che chiamano dialettica politica, abbiamo delle dimostrazioni di come questo principio sia continuamente rimesso in discussione a favore di più o meno chiare finalità che rispondono più alla logica dell’ideologia e della propaganda di partito che al rispetto del volere popolare.

Un esempio evidente è l’ormai quotidiana polemica sul problema dell’immigrazione, e sulle conseguenze per la sicurezza dei cittadini, sulla necessità di accogliere chiunque voglia arrivare in Italia, di garantire lavoro, casa, assistenza e diritti. Ogni giorno assistiamo sulla stampa, radio e TV, alla contrapposizione fra opposte fazioni. Normale dialettica? Libertà di espressione? Certo, ma…e la volontà popolare? Già, perché, come ho detto spesso in passato, tutti sembrano dimenticarsi, in questa questione fondamentale per il futuro dell’Italia, di chiedere il parere del popolo e, soprattutto, di tenerne conto. Eppure è quello che si dovrebbe fare in una democrazia reale. E se ciò non avviene significa che questa tanto decantata democrazia ha un qualche difetto, un bug, una falla, c’è qualcosa che non quadra.

Detto questo, vediamo di capire cosa vuole la gente in merito al problema immigrazione. Lo facciamo prendendo in esame alcuni sondaggi, fatti da grandi quotidiani nazionali e da istituti specializzati. Già tempo fa, in merito alle norme di sicurezza proposte dal Governo, si alzarono le barricate contro l’istituzione del reato di immigrazione clandestina. Ed ecco un primo sondaggio.

La risposta non lascia adito a dubbi o interpretazioni. Su quasi 16 mila votanti la schiacciante maggioranza, 85.7% è favorevole a considerare l’immigrazione clandestina un reato. Vediamone un altro sulla costruzione di moschee…

Anche in questo caso c’è ben poco da giocare sulle cifre. La volontà è chiarissima. Due terzi degli italiani non vogliono che si costruiscano liberamente le moschee. Eppure su questi argomenti le discussioni, le polemiche e le contrapposizioni continuano. Ed ancora la sinistra, le associazioni varie e la Chiesa vogliono convincerci che costruire moschee nelle nostre città è cosa buona e giusta. Ed il rispetto della volontà popolare? Mah, forse è un optional non necessariamente da rispettare. E veniamo a fatti recenti, le norme del decreto sicurezza proposte dal Governo. Ecco il risultato di un altro  sondaggio lanciato di recente dal Corriere.

No, per quasi il 70% dei lettori quelle norme non sono troppo dure. Che siano tutti fanatici sostenitori della Lega? Molto improbabile, visto che il Corriere non è propriamente il quotidiano di riferimento leghista. E sui “Respingimenti” dei barconi carichi di migranti, cosa che ha ancora provocato l’indignazione della sinistra e le solite accuse da parte dell’ONU? Strano, ma né il Corriere, né Repubblica, né L’Unità hanno lanciato dei sondaggi. Almeno fino a ieri notte. Il Corriere ne lancia uno sul futuro della Ferrari e Repubblica lancia un sondaggio su chi sostituirà Ranieri alla Juve. Beh, certo, questi sono argomenti molto più seri. Forse hanno paura di leggere i risultati. Vediamo, quindi, quelli disponibili. Questo è de La Stampa, aggiornato a ieri sera.

Favorevoli ai respingimenti 64%, contrari 35%. Ancora un dato inequivocabile. Vediamo il sondaggio del Messaggero…

Favorevoli 66.2%, contrari 33.3%. Chiarissimo. Vediamo anche un sondaggio lanciato due giorni fa nel forum della piattaforma Tiscali, quella di Soru, per intenderci, che non è propriamente un fanatico di Bossi e Maroni.

Beh, 3 su 4 sono favorevoli al respingimento. E allora? Mi pare che non ci siano dubbi sulla volontà popolare. Non vi basta ancora? Ok, allora vediamo un altro sondaggio presentato da Pagnoncelli, ieri sera, alla puntata di Ballarò. A meno che anche Floris, Pagnoncelli, Ballarò  e tutta RAI3 siano improvvisamente diventati leghisti o berlusconiani, almeno questi li prenderemo per buoni.  Ecco il primo cartello che riguarda la proposta di denuncia degli immigrati clandestini. Argomento caldissimo che ha fatto alzare la solite barricate sinistre e  della Chiesa, con la solita accusa di xenofobia e razzismo nei confronti di Berlusconi, del Governo e di chiunque sostenga la proposta. Ma la gente cosa ne pensa? Ecco il risultato…

Ma guarda guarda, quasi il 60% degli italiani è favorevole. E dire che, a seguire la  stampa di regime ed i “bravi conduttori” della TV, sembrerebbe che la maggioranza degli italiani siano indignati da questa proposta e pronti, nel caso fosse approvata, a non applicarla. Questione di coscienza, dicono. Ma allora questi dati sono fasulli? Oppure il 60% degli italiani sono xenofobi e razzisti? Oppure Floris ha truccato i risultati? Mah, vediamo l’altro sondaggio sui “Respingimenti”. Beh, almeno su questo avranno ragione i sinistri detentori della “superiorità morale” ed i buonisti? Vediamo…

Ahi, ahi, di male in peggio, qui addirittura cresce la percentuale, il 65% è favorevole ai provvedimenti di Maroni e del Governo. Beh, mi pare che questi sondaggi siano più che attendibili e rappresentativi dell’opinione della maggioranza degli italiani.

Ora, se è vero quanto dicevo in apertura sul rispetto della volontà popolare, a questo punto la domanda sarà anche impertinente, ma è del tutto logica e legittima: se questa è la volontà degli italiani, perché semplicemente non se ne prende atto e la si rispetta?  Ma allora perché, invece, la sinistra continua a lanciare anatemi e accuse di razzismo e xenofobia, di regime, di fascismo, di violazione delle norme internazionali? E la volontà popolare? Eppure anche Fassino ha detto che è del tutto legittimo il respingimento. D’Alema, addirittura, rivendica il merito di aver attuato per primo quelle norme al tempo degli sbarchi degli albanesi. Ma allora Franceschini, che è attualmente impegnato in una gita turistica in treno, perché continua ad accusare Maroni, Berlusconi ed il Governo di aver attuato dei provvedimenti ignobili, di mancanza di rispetto delle norme internazionali, di spregio dei diritti umani e bla bla bla? Beh, non c’è da meravigliarsi, è la solita doppia logica sinistra. Quello che fanno loro è sempre buono, giusto e sacrosanto. Se le stesse cose le fa Berlusconi è razzismo.

Eppure sono quelli che, dopo una lunga crisi esistenziale, da comunisti sono diventati PDS, poi DS, ora Democratici. Già, sono diventati gli strenui difensori della democrazia. Sì, proprio quella in cui il popolo è sovrano e la volontà popolare è sacra. E loro, da buoni democratici, la rispettano, quando vincono loro, perché allora si tratta di una grande vittoria della democrazia. Quando, però, vincono gli avversari, allora contrordine compagni, non è più democrazia, è regime. La volontà popolare non è più vangelo, anzi se il popolo sbaglia bisogna rieducarlo. E non gli scappa nemmeno da ridere. Ci sarebbe da stracciarsi le vesti, cambiare mestiere, politici e giornalisti al seguito, e vagare in pellegrinaggio col capo cosparso di cenere verso antichi santuari, in segno di penitenza. Ma non succede niente. Anzi, come se questi sondaggi fossero acqua fresca, Floris fa finta di niente, gli altri pure, e la puntata prosegue  chiacchierando di tutto, meno che della volontà popolare. Come volevasi dimostrare. Sì, ho la quasi certezza che quando si dice che in democrazia il popolo è sovrano e la volontà popolare è sacra, poi, dietro le quinte, si facciano delle grasse e sonore risate; risate sinistre.