Ben ritrovati?

Ogni volta che lo sento è come un pugno nello stomaco. E siccome ormai è molto diffuso in televisione (sembra diventato l’unico saluto ufficiale), ogni giorno i pugni da sopportare sono più di uno, a ripetizione e di diversa qualità. Se volete conferma basta andare a qualunque ora su TGcom24, canale 51. Ma ora anche altre reti si stanno adeguando ed usano lo stesso saluto, perché le idee buone e intelligenti non le segue nessuno, ma le stronzate si diffondono subito.

Allora bisogna pure che qualcuno lo dica chiaro. Chi saluta con “Ben trovati” o “Ben ritrovati”, rivolgendosi al pubblico a casa, o “Bentrovato/a” rivolgendosi ad un ospite in studio, o alla meteorina che legge le previsioni meteo  a pochi metri di distanza, è un cretino (conduttore cretino). Chi risponde ad ogni domanda con “Assolutamente…assolutamente sì…” è cretino (assolutamente cretino). Chi infarcisce le frasi con intercalari tipo “Sicuramente…come dire…allora…voglio dire…per dire…estremamente…un attimino…e quant’altro” per allungare il brodo e mascherare l’incertezza del pensiero allungando la frase è cretino (cretino confuso).

Chi ringrazia sempre gli ospiti con “Grazie”, aggiungendo sempre “Grazie davvero...” come se dire solo “Grazie” non sia abbastanza se non si aggiunge “davvero“, è cretino (cretino davvero). Chi usa “piuttosto che” in senso disgiuntivo, al posto di “e, o, oppure”, è cretino (cretino ignorante). Quelli che lanciano come “esclusiva” le notizie di gossip per nobilitare pettegolezzi da lavandaie sono cretini (cretine lavandaie). Quelli che scambiano il gossip per informazione o affermano che i reality tipo Grande fratello o Isola dei famosi sono spettacolo e intrattenimento sono cretini (cretini che  ci campano). Conclusione: ci sono in circolazione troppi cretini. Bisognerebbe tenerli a bada e dargli meno spazio mediatico. Men che meno mandarli in televisione. L’ho già scritto in passato. E siccome repetita iuvant, lo ripropongo.

Ben ritrovati (dicembre 2016)

Non ne posso più di sentire in televisione questo “Ben ritrovati” usato come saluto. Mi provoca l’orticaria. Ormai dilaga, lo usano tutti, è diventato il saluto di rito. Stamattina ho sentito pure una meteorina vestita da ufficiale dell’aeronautica, che apriva le sue previsioni del tempo con “Ben ritrovati“. Viene spontaneo rispondere mentalmente “Ma perché, ci eravamo persi?”. Lo usano le annunciatrici dei telegiornali, conduttori e conduttrici dei vari programmi, inviati più o meno speciali, titolari di rubriche e rubrichette quotidiane, cuochi e oroscopanti. Non bastava usare un Buongiorno, Buonasera, Buon pomeriggio, o un normalissimo Benvenuti, come si è fatto per secoli. No, oggi bisogna inventarsi sempre delle novità, per dimostrare di essere originali, creativi, estrosi, eccentrici, chic. Così tempo fa qualcuno cominciò a salutare non con un semplice Buongiorno, ma con “Ben ritrovati“, tanto per usare un’espressione diversa. E siccome è risaputo che le cose intelligenti sono difficili da accettare, ma le stronzate fanno subito presa e si diffondono peggio dell’influenza asiatica, ecco che, in brevissimo tempo, tutti si adeguano e non c’è programma TV che non vi saluti e vi accolga con “Ben trovati o Ben ritrovati“.

E’ lo stesso principio per il quale si è diffuso come un virus l’uso di “quant’altro, assolutamente sì, un attimino, sicuramente, etc…”, ma soprattutto quella specie di obbrobrio ed oltraggio alla lingua che è l’uso di “piuttosto che” in senso disgiuntivo, al posto di “e, o, oppure“. Dovrebbe essere considerato come reato, da  perseguire con sanzioni, multe salate e perfino la galera per i più recidivi; roba da metterli alla gogna nella pubblica piazza.

Sembrano dettagli insignificanti, ma sono segnali della stupidità dilagante, del decadimento sociale, dell’ignoranza diffusa mascherata da cultura di massa. E la cosa più assurda è che ad usare questa nuova terminologia non sono le persone ignoranti che, grazie al cielo, continuano a parlare come mangiano: i cultori di questi obbrobri linguistici sono le classi elevate, intellettuali, giornalisti, scrittori, direttori vari, conduttori televisivi, l’élite.

Sta diventando davvero insopportabile sentire ogni giorno queste aberrazioni linguistiche, proprio perché vengono da personaggi che, per il ruolo pubblico ricoperto,  dovrebbero fungere da maestri, modelli da seguire.  Si dice che la televisione abbia unificato l’Italia anche nella lingua; ed è vero. Oggi, dopo aver favorito la diffusione della lingua italiana dalle Alpi a Lampedusa,  sta diventando la “cattiva maestra televisione“, come la chiamò Karl Popper, che non solo sta facendo dimenticare l’uso corretto della lingua, della grammatica e della sintassi, ma favorisce la diffusione degli errori più elementari ed insopportabili.

Errori che non si facevano nemmeno alle scuole medie, come usare “Te” al posto del “Tu” in espressioni tipo “Come dici te…Te cosa ne pensi…). Eppure questo errore lo si sente spesso in Tv anche da parte di conduttori come Del Debbio (che, da toscano, lo usa regolarmente perché è tipico della parlata toscana) o come l’ex direttore del TG1 Gianni Riotta, o di quel grande divulgatore scientifico che pensa di essere Alessandro Cecchi Paone (l’ho sentito per puro caso proprio ieri sera, facendo zapping, mentre si rivolgeva ad un cane col Te al posto del Tu). Ma non divaghiamo, l’elenco delle scelleratezze linguistiche sarebbe lungo.

Ora, quando si sente questo nuovo modo di rivolgersi ad un ospite in studio,  al pubblico a casa, o ad un inviato in collegamento esterno, viene spontaneo porsi una domanda. Ma salutare qualcuno con  ”Ben ritrovato” significa che si era perso, smarrito, dimenticato o rinchiuso per sbaglio in qualche sgabuzzino degli studi televisivi e per fortuna è stato “ritrovato” magari dalle donne delle pulizie?  Significa che era dato per disperso nella foresta amazzonica o nell’Africa equatoriale e che dopo anni di lunghe e perigliose vicissitudini è stato finalmente “ritrovato” vivo fra gli indigeni?

Ricorda l’episodio del ritrovamento del missionario esploratore David Livingstone che era dato per disperso in Africa. Si narra che quando il giornalista Henry Morton Stanley finalmente lo trovò, dopo due anni di ricerche, lo abbia salutato con la frase diventata celebre: “Dr. Livingstone, I presume” Ecco, oggi invece che “Dr. Livinstone, suppongo“, un giornalista italiano direbbe “Ben ritrovato, Livingstone“. Ed avrebbe anche ragione se ci si rivolge a qualcuno che si sta cercando per mari e monti da anni. Ma non ha senso se ti rivolgi al pubblico a casa o ad un personaggio che staziona in permanenza negli studi televisivi che, quindi, non si è perso, non si era smarrito, non era dato per scomparso in Patagonia. In questo caso salutare con “Ben ritrovati” è da idioti.  Punto. Per essere coerenti, se quando si comincia una puntata si saluta il pubblico con “Ben ritrovati“, quando la puntata finisce si saluta con “Ben lasciati“?

Gli italiani sono scemi

Alla RAI sono convinti che gli italiani siano propri deficienti. Altrimenti non farebbero certi programmi. Domenica scorsa, dopo il TG1 di regime, parte il programma di Massimo Giletti. Dice che, in sostituzione dell’Arena,  parte una nuova serie che continuerà fino a luglio: “Una domenica da leoni”. Giletti, per il suo bene, ed anche per il nostro, farebbe meglio a riposarsi, rilassarsi e scomparire dal video per qualche mese, per un anno o anche un decennio (pazienza, cercheremmo di sopravvivere), tanto per consentire anche a noi di riprenderci dallo stress della vista domenicale di quell’angosciante spettacolo di disgrazie e scandali nazionali e pistolotti moralistici di finti bravi ragazzi dall’indignazione facile e l’ipocrisia in dotazione di serie. Ne guadagnerebbe l’umore e la digestione. Invece no. Questi personaggi televisivi sono talmente presuntuosi, narcisisti e pieni di sé, che sono convinti che la gente non possa vivere senza la loro presenza. Ecco perché sono sempre lì su qualche canale; si sacrificano per il nostro bene (e ci campano).

La televisione è talmente presente nella nostra vita, che ne fa parte integrante, come tutti i mezzi, apparecchi, elettrodomestici e strumenti di uso quotidiano ai quali ormai è impossibile rinunciare. Ma è molto più pericolosa di un frigorifero, di un forno a microonde, di un tostapane o un frullatore. Questi li usi, li spegni e sono innocui. La televisione no, è sempre presente, anche quando non vuoi, perché la gente ne parla al lavoro, a casa, al mercato, a passeggio, al mare, dalla parrucchiera,  e discute dei programmi, dei conduttori, degli ospiti, delle litigate; i nostri discorsi quotidiani sono pieni di riferimenti televisivi a base di citazioni, battute, opinioni, fiction, reality, talent, cuochi e ricette, cani commissari, preti investigatori, diete e chiacchiere da cortile; linea alla regia, pubblicità.  La televisione si è impossessata della nostra vita e ne determina in buona parte lo svolgimento, le relazioni personali, i rapporti sociali, i gusti ed i consumi. E non sempre questa influenza è positiva; anzi, molto spesso è negativa e genera gravi danni a livello psichico: ci rovina l’esistenza.

Saranno, dice Giletti, delle puntate dedicate ai “grandi personaggi dello spettacolo”, dei veri e propri “numeri uno”. E chi è il primo “Leone” della serie? Per aiutarci a capire chi sia il primo di questi “numeri uno”, cita alcune sue frasi celebri, dando quasi per scontato che tutti sappiano riconoscerla. “Se dico “Crederci sempre, arrendersi mai…A chi tocca non se ‘ngrugna… Guardatevi le spalle”, è chiaro, dice, che stiamo parlando di una grande donna che domina la televisione. Et voilà, il primo leone è una leonessa: Simona Ventura (è lei quella nella foto a lato, al naturale, senza il quintale di trucco e gli effetti speciali). Sul valore letterario e filosofico delle sue affermazioni, che secondo Giletti sarebbero delle frasi famose, stendiamo un velo pietoso. Certo che una frase come “A chi tocca non se ‘ngrugna ( o s’engrugna?) resterà nella storia del pensiero umano. Non siamo proprio a livello del “So di non sapere” socratico, ma poco ci manca. No? E qui, inevitabilmente, scappa da ridere; se il livello dei personaggi è quello della Ventura, chissà cosa ci aspetta nelle prossime puntate; magari Fabio Volo, Valeria Marini, Platinette, Al Bano (quello c’è sempre, come il prezzemolo), Maria De Filippi, Mara Venier, Malgioglio, e chissà quali altri autorevoli personaggi che danno lustro e prestigio all’Italia.

La cosa ridicola è che questa gente, che per grazia ricevuta campa benissimo a spese nostre facendo televisione (e fingendo che questo sia un lavoro), è davvero convinta di fare qualcosa di speciale, importante, altamente meritorio ed essenziale per la comunità umana. Così hanno messo su una specie di compagnia di giro di attori, cantanti, conduttori, opinionisti, comici, saltimbanchi, giullari e buffoni di corte, che di mestiere fanno “televisione”, quella specie di grande discarica di rifiuti indifferenziati che scambiano per informazione, intrattenimento, spettacolo. Così possiamo anche fare zapping disperatamente e cambiare cento canali, ma, salvo pochissime eccezioni, cambia solo l’inquadratura, il cassonetto, il tipo di contenuto; ma  sempre spazzatura è, stessa discarica.  Ma fanno finta che sia spettacolo, si invitano e si ospitano a vicenda nei rispettivi programmi, si scambiano elogi e complimenti, che poi vengono ricambiati alla prima occasione, si attribuiscono meriti, premi e riconoscimenti, si autoesaltano e ci credono pure; insomma, se la suonano e se la cantano. Ed i telespettatori fanno come le stelle; stanno a guardare.

Ovviamente ci saranno, immancabili, gli “opinionisti” in studio che ci delizieranno con le loro profonde riflessioni. L’opinionista è una nuova figura professionale, nata negli studi televisivi, che ormai è indispensabile in qualunque talk show, non se ne può fare a meno. Per fortuna fare l’opinionista è abbastanza facile, tutti possono farlo, e infatti tutti lo fanno: preti, cuochi, giornalisti, comici e attori in cerca di scritture, aspiranti show girl e show girl in disarmo; basta occupare una poltrona ed intervenire a proposito o a sproposito, su qualunque argomento in discussione. E’ chiaro che tutti possono farlo, anche lo scemo del villaggio. Infatti di scemi e di scemenze in TV se ne vedono a quintali; l’unico dubbio è se vengano da un villaggio, dall’alta montagna, da una periferia urbana o dalla “Val Brembana“, come disse il vigile milanese a Totò e Peppino; ma le differenze sono quasi irrilevanti. In realtà, però, gli opinionisti di successo sono una categoria ristretta di pochi privilegiati che, proprio grazie alle loro particolari capacità e competenza (e le conoscenze giuste, che fanno sempre comodo e aiutano), saltano con disinvoltura da una rete all’altra. Infatti le facce che vedete più spesso in questi programmi sono sempre le stesse, e parlano di tutto; dalla politica allo sport, dall’arte alla psicologia, dalle diete al riscaldamento globale, dal buco nell’ozono alla musica dodecafonica. Parlano di tutto. Le facce sono le stesse, cambiano le stronzate.

E chi sono gli autorevoli opinionisti della puntata? Il primo è Alfonso Signorini, direttore di Chi, rivista gossipara che pubblica pettegolezzi da lavandaie spacciandole per notizie. Le altre due sono personaggi dalla “grande vivacità intellettuale”, come le definisce Giletti: Alba Parietti e Vladimir Luxuria. Altra risatina amara di sconforto. Se queste rappresentano la grande vivacità intellettuale, figuriamoci a che livello sono gli idioti. Mi sa che siamo messi male, molto male. Un’idea di cosa abbiano di “vivace” ce l’ho, ma non è propriamente una vivacità di tipo intellettuale; diciamo che  si trova, più o meno, a metà strada fra la testa ed i piedi. Ma non si può dire (autocensura). E di cosa si parla? Si parla del perché e del per come Simona Ventura abbia partecipato al reality “L’isola dei famosi”. Ragazzi, questi sono gli argomenti del giorno, i grandi problemi che angosciano gli italiani; sapere perché Simona Ventura ha partecipato ad un reality. Un pollaio di oche e galline starnazzanti sarebbe più interessante.

Ora, a parte cambiare canale subito, restano nella mente delle domande. E’ pensabile e giustificabile che personaggi come Parietti e Luxuria (ma l’elenco degli “opinionisti” dalle opinioni opinabili sarebbe molto lungo) siano ospiti fissi in televisione, come autorevoli e serie rappresentanti del pensiero umano, e ricevano un compenso (pagato dai cittadini) per esprimere il loro autorevolissimo punto di vista sulle cause della partecipazione di Simona Ventura all’Isola dei famosi? E’ accettabile che si presenti Simona Ventura (uno dei tanti personaggi dello spettacolo convinti di aver fatto la storia d’Italia) come un personaggio importantissimo, di quelli che lasciano il segno nella società, un “numero uno“, e ci si faccia sopra un programma per spiegare le ragioni della sua partecipazione ad un reality (che già i reality in sé sono un’espressione aberrante della demenzialità mediatica)? E’ possibile che  un transessuale ambiguo e patetico come Luxuria sia tutti i giorni in qualche canale televisivo, come opinionista, concorrente o giudice di giochi giochini, reality e talent,  e venga presentato e trattato come personaggio di successo, quindi magari da prendere come modello e da imitare? Non sono un esperto, ma suppongo che debba esserci (e se non c’è bisognerebbe inventarla) qualche legge, una norma, un codicillo, un comma,  che si possa usare per mettere sotto inchiesta chi fa quest’uso spregiudicato della televisione, al limite del codice penale.

Alba Parietti, a dimostrazione e conferma delle sue doti poliedriche, dalla grande “vivacità intellettuale” e del multiforme ingegno,  dopo aver discettato delle peripezie finto-naufraga della Ventura su RAI1, il mercoledì successivo era in studio a La Gabbia, su La7, a discutere con grande autorevolezza e competenza, di politica e del risultato elettorale. Ma immagino che abbia partecipato anche ad altri programmi. Difficile che passi un giorno senza che la si veda ospite in qualche salotto TV. Ma se Parietti ha davvero questa vasta conoscenza enciclopedica che le permette di discutere indifferentemente di spettacolo, politica, sport, arte, letteratura, cinema, musica pop, canto gregoriano, Picasso e il periodo rosa, il bosone di Higgs, buchi neri e fisica quantistica, etc. non è sprecata a fare l’opinionista con Giletti o nei talk show televisivi? Mandatela al Cern di Ginevra, al MIT di Boston, alla Silicon Valley, oppure datele un incarico importante alla Treccani o all’Enciclopedia britannica. No? Ma la domanda cruciale è questa: alla RAI pensano davvero che gli italiani siano così scemi da potergli propinare queste demenzialità spacciandole per intrattenimento? Sì, evidentemente sì, lo pensano davvero; altrimenti, se non lo pensassero ed avessero un minimo di rispetto per i telespettatori, non li farebbero.

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Miss Italia col trucco

Chi sarà la nuova Miss Italia? Questa è la domanda cruciale che da giorni  vediamo proposta su  tutti i media. Lo sapremo oggi, nel corso della  serata finale a Jesolo (con diretta TV). Non  potete non saperlo, non c’è scampo, perché da quando si è messo in moto il circo itinerante del concorso (che muove a sua volta grossi interessi economici fra sponsor, agenti dello spettacolo, addetti stampa, promoter, giornalisti e fotografi, riviste specializzate,  televisione, con annessi e connessi e migliaia di addetti ai lavori che campano su questo curioso circo della bellezza), le cronache  ci hanno tenuti aggiornati sulle vincitrici dei vari titoli in palio (da miss sorriso a miss eleganza, a miss cinema etc…), tutti naturalmente abbinati all’immancabile sponsor. Dalle prime passerelle cittadine ai concorsi regionali  e nazionali, per arrivare a selezionare le più belle fra le belle. E fra queste scegliere, con tanto di giuria e voto popolare, la regina, Miss Italia, la ragazza che dovrebbe essere il simbolo della bellezza italiana.

Beh, bellezza italiana si fa per dire, visto che ormai, in piena evoluzione verso una società multietnica, multirazziale e multiuso come i coltellini svizzeri, parlare di una specifica bellezza italiana suona quasi come un’offesa, una discriminazione per bellezze di altro tipo e provenienza.  Se qualcuno si azzardasse a dire che la tipica bellezza italiana è preferibile a quella africana, asiatica o esquimese, corre il rischio di beccarsi una denuncia per istigazione all’odio razziale, per discriminazione e xenofobia. Guai, suscitereste l’ira dell’UNAR (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) , dell’ONU, della Boldrini, della Kyenge, e di tutti i terzomondisti militanti. Forse per questo, nel 1996, il concorso di Miss Italia fu vinto da una ragazza di Santo Domingo, Denny Mendez; scura quanto basta per farne una bellezza esotica,  col naso a patatina, del tutto insignificante. Eppure vinse lei. Perché? Mistero irrisolto, ancora non lo si è capito. Anche perché la seconda classificata, la sarda Ilaria Murtas era molto, ma molto più bella, tanto da non reggere neppure il paragone.

Murtas Mendez miss Italia 1996Eccole in questa foto che le ritrae entrambe in attesa del verdetto finale. Anche se la foto, piccola e sfuocata non esprime completamente la differenza fra le due ragazze.  Sulla stampa scoppiarono le polemiche per un verdetto che molti vedevano ingiusto e dettato da motivazioni che niente avevano a che fare con la bellezza. “Italiani divisi sulla perla nera“, titolava il Corriere. Ed Enzo Biagi dichiarava, senza mezzi termini: “Molti l’hanno votata per scaricare ogni sospetto di razzismo“. Ancora sul Corriere, Giuliano Zincone, nell’ottimo articolo   “Da Gramsci alla Mendez” (vale la pena di leggerlo)  era ancora più duro e sarcastico (citando personaggi famosi dall’italianità acquisita), specie con l’ipocrita antirazzismo e con  L’Unità che, con grande piacere,  aveva sparato la notizia in prima pagina, esaltandola come segnale di cambiamento: “Con un’ immensa foto in prima pagina, l’Unità (giornale fondato da Antonio Gramsci) onora e festeggia l’elezione di una miss Italia. Perché mai? Perché la ragazza, Denny Mendez, è piuttosto scura di pelle, e perché è stata incoronata dopo molte discussioni e polemiche.“.

Perché L’Unità diede tanto risalto alla vittoria della Mendez? I concorsi di bellezza non erano uno degli argomenti più importanti per l’organo ufficiale del PCI/PDS. Se avesse vinto Murtas non avrebbe avuto tanta visibilità. Al massimo ci sarebbero state dieci righe nelle pagine interne nella sezione spettacolo. Diedero tanto risalto perché aveva vinto una mulatta. E questo aiutava la causa della società multietnica che la sinistra promuoveva già da allora. Ecco perché quando oggi, parlando di immigrazione, la giustificano dicendo che è inevitabile una società multietnica e multiculturale, stanno mentendo. Fa parte di una precisa strategia che la sinistra persegue da decenni e sta realizzando a piccoli passi, giorno per giorno, con piccole vittorie che tendono a scardinare la famiglia, la cultura, l’economia e l’intera società. Ecco perché 20 anni fa gioivano tanto per la vittoria della Mendez: era una vittoria funzionale alla causa. Ma questa è un’altra storia.  Di questa strana miss, e di altri prodotti tipici e taroccati, parlavo due anni fa nel post “Bellezze tipiche e polpette Ikea“.

Ho fatto questa premessa perché ho lo strano presentimento che stia per ripetersi quanto accaduto nel 1996. Alcuni segnali confermano i miei timori. Le dichiarazioni degli organizzatori, della conduttrice, lo spazio mediatico riservato ad una concorrente di origini marocchine. Tutto lascia supporre che stiano preparando la strada all’elezione di una Miss “diversa”, una “Mendez 2, la vendetta“. Già il titolo dell’Ansa di oggi è tutto un programma “Miss Italia: sarà internazionale e open minded“. Ovvero, aperto a tutte le provenienze e dalla “mentalità aperta e dalle vedute larghe“. Lo dicono in inglese così, invece che una stronzata, sembra una cosa seria. Infatti questa edizione ha come motivo dominante la diversità e l’integrazione. Che ca…spita c’entra la diversità e l’integrazione con un concorso di bellezza ce lo devono ancora spiegare. E per avere la mentalità aperta il più possibile ed essere in tema con la  diversità, in giuria c’è Vladimir Luxuria, ormai VIP a tutti gli effetti e presenzialista televisiva a tempo pieno. Dice che prima o poi avremo anche una miss trans. Contenti?

Simona Ventura, che conduce la serata, dovrebbe astenersi dall’esprimere giudici o preferenze sulle concorrenti. Ma evidentemente è talmente convinta della necessità di mettere l’integrazione in primo piano che, ospite a La7 dalla Gruber, parlando del concorso e della presenza fra le candidate di Ahlam el Brinis, la ragazza di origini marocchine,  ha esclamato “Sarebbe bello se potesse vincere lei.”. E perché, di grazia, sarebbe bello se vincesse la marocchina e non una delle altre? Ma questa è l’aria che tira da quelle parti. Un autentico spot a favore di una concorrente. E fanno finta di non sapere che molto spesso il giudizio del pubblico è condizionato dalle dichiarazioni dei personaggi pubblici, specie quando appaiono in TV. E sentire la Ventura auspicare la vittoria di Ahlam, per molte persone, equivale a dire che bisogna votare per lei. A nessuno viene in mente che in questo modo si condiziona l’opinione del pubblico e si può falsare il giudizio finale?

E poiché vincere il titolo di Miss Italia comporta una serie di ritorni di natura economica, in denaro, in contratti, in benefici vari non solo per la vincitrice, ma per tutto l’apparato che le gira intorno, a nessuno viene in mente che favorire in qualche modo la vittoria di una concorrente sia un reato? La Commissione di vigilanza non ha niente da dire? Coloro che hanno il compito di controllare le violazioni del codice di regolamentazione della pubblicità, sempre pronti a sanzionare i casi di pubblicità occulta, non hanno niente da dire? Ultimamente i media hanno dedicato molto spazio a questa ragazza. Non perché sia più bella delle altre. Non perché sia più elegante, preparata, simpatica, colta delle altre. No, semplicemente perché è marocchina. E, come tale, è perfettamente funzionale alla causa di chi auspica una  società multietnica. E’ lo stesso motivo per cui Mario Balotelli è sempre in prima pagina, qualunque cosa faccia o dica. Lo stesso motivo per cui Cecile Kyenge  venne nominata ministra. Lo stesso motivo per cui fu eletto Obama. Lo stesso motivo per cui Luxuria è presente ovunque in TV (quasi a reti unificate, roba da far invidia a Renzi), come opinionista, come ospite o giudice in vari programmi o come concorrente in giochi, giochini e reality. Sembra che non si possa fare un programma senza la presenza di Luxuria o Malgioglio.

A proposito, Luxuria ha vinto un’edizione dell‘Isola dei famosi perché era più brava degli altri concorrenti, oppure perché è trans? Io dico che molti di questi personaggi hanno successo non per le loro capacità o meriti particolari, ma perché sono fuori dagli schemi e fanno notizia per la loro, diciamo, “estrosità“. Ed inoltre perché, cosa non trascurabile, dietro e intorno a questi personaggi qualcuno ci specula e ci campa. Quindi in molti hanno interesse a pompare mediaticamente il personaggio, perché più è noto e più ha successo, e più questi avvoltoi mangiano.

Il sospetto  che in questo variopinto circo del mondo della televisione e dello spettacolo, ci sia qualcosa di poco chiaro e pulito è più che giustificato.  Ogni tanto qualcuno scopre una magagna, una truffa, un trucco, qualcosa di illecito, o solleva dei dubbi sulla correttezza di certi giochi televisivi e soprattutto sull’uso, spesso incontrollato ed incontrollabile, del televoto. Basta pensare alle immancabili polemiche legate al televoto che seguono inevitabilmente ogni edizione del festival di Sanremo. Ma lo stesso si può dire per i talent e per tutti quei programmi TV in cui a decidere i vincitori è il voto del pubblico: dal Grande Fratello all’Isola dei famosi e, ovviamente, Miss Italia.  Fa notizia e se ne parla per qualche giorno (come succede per tutti gli scandali e scandaletti italici) e poi tutto procede come prima. Troppa gente ci mangia, troppi interessi in gioco,  meglio evitare di approfondire.

Ed ecco la conferma da parte di un personaggio che il mondo dello spettacolo lo conosce bene, perché era l’agente di molti di quei personaggi, e su quel mondo, come dicevo,  ha campato benissimo per anni. Oggi confessa candidamente di aver truccato proprio un’edizione del famoso reality (e chissà cos’altro): “L’isola dei famosi ed il mistero del televoto“.  Dice Mora: “Ho creato tante cose a tavolino. Anche le vittorie dell’Isola dei famosi. Io facevo partecipare i miei artisti, come Walter Nudo, e poi compravo i centralini per farli vincere. Magari investivo 50 mila euro ma poi se Walter vinceva, io con gli sponsor chiudevo contratti da un milione di euro. Era un investimento.”.

E c’è ancora qualcuno che crede a questa gente?  C’è ancora qualcuno che pensa di partecipare al voto e di contare qualcosa? Qualcuno ancora crede a quello che passa in televisione o che si legge sui giornali? Dobbiamo credere che il concorso di Miss Italia sia il massimo della trasparenza, chiaro limpido pulito trasparente,  e che il voto finale non sia influenzato, condizionato, “comprato”, esattamente come faceva Lele Mora? Io qualche dubbio continuo ad averlo. Anzi, più di uno.

News 2014

Cominciamo bene. Una delle prime notizie di questo nuovo anno mi ha messo di buon umore. E speriamo che sia di buon auspicio. Eccola. “Balotelli va in Turchia?”.  Sembra, che il nostro super Mario, super valutato, super pagato e super presente su tutti i media, voglia lasciare il Milan per andare a giocare nella squadra turca del Galatasaray. Magari! Così ce lo leviamo dalle pall…dai palloni una volta per tutte. Pensavo di essere io a non essere proprio un estimatore (è un eufemismo) di questo calciatore. Ma sbagliavo. Basta leggere i commenti a questa notizia, nella pagina linkata, per rendersi conto che questo giovanottone strapagato sta sulle pall…sui palloni alla maggioranza degli italiani. Così, speriamo davvero che vada in Turchia. Ma, soprattutto, che ci resti il più a lungo possibile.

Primarie e buffonarie. Come tutti sanno il Partito democratico ha fatto le sue brave primarie per eleggere il segretario nazionale. Ormai in casa PD le primarie vanno come il pane. E sono motivo di orgoglio per i militanti che le sbandierano come prova di vera democrazia interna. Bene, di recente hanno fatto le primarie anche in Sardegna per eleggere il candidato alle prossime elezioni regionali che si terranno il 16 febbraio. Ha vinto Francesca Barracciu. Ma a causa di dissensi interni pochi giorni fa ha dovuto rinunciare alla candidatura. Ma non era stata votata dalla maggioranza degli elettori del PD? Certo, ma evidentemente talvolta la tanto sbandierata “democrazia” del PD va in crisi. Così, ormai in pieno clima elettorale, mentre tutti gli altri partiti hanno già definito le candidature, il PD sardo è ancora in alto mare, senza un candidato proprio (Regionali: cinque candidati in corsa. Il PD deve ancora scegliere il nome). Buffoni. Visto che le primarie non sono servite a nulla, faranno le secondarie? Non, non c’è più tempo. E allora? Forse faranno le “Buffonarie“. Se questa è serietà!

Le sentinelle dormono. Mentre il PD sardo naviga a vista, in campo nazionale, invece, il nuovo segretario, Renzi, ha le idee molto chiare. Ha già detto che i punti prioritari che il governo Letta dovrà affrontare con urgenza sono la riforma elettorale, lo ius soli e le unioni civili. Bene, così dando la cittadinanza a tutti gli stranieri e favorendo le unioni fra omosessuali, risolviamo la crisi. rilanciamo l’economia e diamo lavoro a milioni di disoccupati. Saranno felicissimi i cassintegrati del Sulcis. No? Ma il segretario del Nuovo cento destra, Angelino Alfano, ha risposto subito che su unioni civili e ius soli non è d’accordo. Per tutta risposta i senatori PD affermano che andranno avanti anche senza il suo consenso.

Ormai, dopo la rottura con Berlusconi questi quattro gatti del Nuovo Centro destra, nel governo Letta non contano più nulla. Forse non l’hanno ancora capito o non vogliono prendere atto del loro fallimento. Ma è solo questione di tempo. La dimostrazione l’abbiamo già avuta. Disse Alfano che sarebbero stati le “Sentinelle delle tasse“. Balle! Intanto non hanno fatto nulla per bloccare il pagamento della seconda rata IMU (in tutti quei Comuni che avevano aumentato l’aliquota). E poi nulla hanno fatto per bloccare tutta la serie di nuovi aumenti che graveranno sui cittadini nel nuovo anno. Mentre Letta & Co. approvavano la Legge di stabilità, con tutti i nuovi balzelli, le sentinelle delle tasse dormivano. Ora l’unico dubbio è questo: quanto tempo impiegherà Alfano a capire che lui e le sue quattro “sentinelle” contano quanto il due di picche?

Letterine di fine anno. E’ consuetudine che a fine anno i bambini scrivano le letterine a Babbo Natale. Poi crescono, diventano adulti e smettono di credere a Babbo Natale. Ma non tutti,  quelli che anche da adulti credono ancora  nelle favole continuano a scrivere letterine non più a Babbo Natale, ma a “Babbo” Napolitano e Papa Francesco. Il Papa risponde ai suoi “amici di penna” chiamandoli direttamente al telefono. Lui chiama tutti, bambini, disoccupati, edicolanti e calzolai in Argentina. Oggi ha chiamato pure le Carmelitane scalze spagnole, rimproverandole perché non hanno risposto subito al telefono (Papa chiama convento, ma non risponde nessuno). Napolitano, invece, preferisce rispondere con messaggi video. Così, durante il suo messaggio di fine anno alla Nazione, invece che affrontare temi seri ed urgenti, ha menzionato alcune delle  lettere che riceve quotidianamente dai cittadini. Circa un terzo del suo intervento lo ha dedicato a questi messaggi. Sembrava l’angolo delle lettere al direttore o la rubrica della contessa Clara. Del tipo “Sono Samantha da Ravenna, cosa posso fare per eliminare i fastidiosi brufoli giovanili?”.

Ed a tutti il nostro Presidente ha dedicato un pensiero ed una risposta. Vi sembra questo messaggio di fine anno agli italiani, a reti unificate,  degno di un Presidente della Repubblica? E’ per sostenere un Presidente e la sua reggia dorata che ci costa quasi 300 milioni di ero all’anno che gli italiani pagano le tasse?  (Napolitano chiede sacrifici, ma vive in una reggia). Eppure i media hanno esaltato il suo discorso, gridando al miracolo degli ascolti in crescita rispetto allo scorso anno: + 2.8%. Una balla grande come un palazzo, quello del Quirinale. Come tutti i media hanno riportato a fine anno, la stragrande maggioranza degli italiani, circa il 75%, contrariamente agli anni scorsi, non è andata in vacanza, né ha festeggiato il Capodanno al ristorante. Gli italiani hanno festeggiato a casa. Il che significa, ai fini degli ascolti, che essendo aumentati i potenziali ascoltatori di alcuni milioni, la percentuale del 2.8% è molto inferiore a quella che avrebbe dovuto essere tenuto conto che gli spettatori sono stati molto più numerosi rispetto all’anno scorso.

Quindi, gli ascolti in percentuale non solo non sono aumentati, ma sono diminuiti di molto. Ed anche il numero di spettatori effettivi, quasi dieci milioni, non è niente di eccezionale: E’ esattamente lo stesso numero che faceva “L’isola dei famosi” o il “Grande fratello“.  Non c’è da essere particolarmente orgogliosi se Napolitano fa gli stessi ascolti, “a reti unificate“, di Maria De Filippi su una sola rete! Questa è la solita maniera di stravolgere anche i numeri pur di manipolare la realtà a proprio uso e consumo, specie quando si tratta di sostenere “Re Giorgio“. Vergogna. Soprattutto per giustificare un discorso presidenziale che più che un messaggio agli italiani ricordava la posta del cuore di Grand Hotel o la rubrica dei cuori solitari di Zia Sally… (Video: Enrico Montesano, Zia Sally)

TG, edizione speciale

Normalmente le edizioni speciali dei TG sono riservate a fatti importanti; guerre, cataclismi naturali, tsunami, terremoti, attentati alle torri gemelle… Insomma, cose serie. Eppure mi piacerebbe che, una volta tanto, ci fosse una edizione speciale del TG dedicata ad un argomento che io considero importante. Mi spiego. Ci sono cose che non capisco, non ho mai capito e, forse, non capirò mai. Problemi seri, di quelli che ti accompagnano tutta la vita. Bene, uno di questi problemi riguarda la comunicazione, la televisione, i giornali, Internet, tutto quello che oggi va sotto il nome di Mass Media.

Sembrerebbe che i media siano lo specchio della realtà e, come tali, si occupino dei fatti più rilevanti, importanti del mondo. Insomma, le cose che contano davvero, quelle da mettere in prima pagina. Allora, se diamo uno sguardo a ciò che ci viene proposto quotidianamente da stampa e TV, dobbiamo concludere che le cose più importanti siano le dichiarazioni dei politici (quelli al Governo che parlano male dell’opposizione e quelli dell’opposizione che parlano male di quelli al Governo. Pareggio, 1-1 in schedina), il gossip, lo sport, i programmi di intrattenimento TV tipo reality, giochi a premi per tutti i gusti ed a tutte le ore, morti ammazzati freschi di giornata e, ovviamente, il tempo; emergenza caldo d’estate, emergenza maltempo in inverno, perché…non ci sono più le mezze stagioni.

Bene, questo è il punto. Io queste cose non le ho mai capite. Non capisco perché dovrei divertirmi a vedere i giochini tipo pacchi, malloppi, eredità e simili, e gioire se la signora Maria vince 100.000 euro. Non capisco perché dovrei trovare interessante vedere dei finti naufraghi su un’isola che litigano perché nella suddivisione del pasto a qualcuno sono toccati quattro fagioli in meno. Non capisco perché dovrei trovare interessante o divertente vedere un uomo, o presunto tale, che fa tanto il gradasso e poi scoppia in lacrime frignando come il più indisponente dei bambini viziati. Non capisco perché dovrei essere curioso di conoscere le vicissitudini amorose e sentimentali delle sculettanti divette TV, di pseudo artiste senza arte, né parte, in attesa di scrittura, di reduci da non so quale reality show e sapere esattamente con chi stiano scopando attualmente. Ci manca poco che facciano un programma speciale “Tutte le scopate minuto per minuto“.

Non capisco nemmeno perché dovrei trovare interessante sapere che tempo ha fatto oggi a Milano, Roma, Napoli, o alle isole Eolie, posto che se io sono di Milano so già che tempo ha fatto, e se invece sono di Trescagheras non può fregarmene di meno del tempo che ha fatto a Milano e nelle altre località. Non capisco perché devo essere informato di tutti i disgraziati incidenti che accadono nella penisola (e quando non ci sono incidenti da noi si vanno a scovare anche all’estero, perchè sembra essere un obbligo quello di rifilarci la disgrazia quotidiana)), posto che i familiari delle persone coinvolte sono già state avvertite ed agli altri poco gliene importa. Non capisco perché dovrei preoccuparmi dei rifiuti in Campania, visto che non se ne preoccupano i responsabili comunali, provinciali, regionali o chi per loro, ed io posso fare ben poco.

Non capisco perché dovrei preoccuparmi di risolvere gravi problemi di ogni genere, posto che ci sono dei signori pagati molto lautamente per risolvere gli stessi. Non capisco perché dovrebbe interessarmi e dovrei tenere il conto dei morti ammazzati, giorno per giorno. Troppe cose non capisco, e potrei continuare nel lungo elenco. Ma una cosa in particolare, nell’ambito dell’informazione, continua a lasciarmi perplesso e continuo a non capire. Una cosa che tutti i giorni, o quasi, trova ampio spazio nei vari TG ed in servizi speciali: lo sport, con particolare riferimento a motociclismo ed automobilismo. Non c’è giorno che non ci siano servizi sulle gare, dirette delle prove di qualificazione, dirette delle gare, interviste prima e dopo le gare, addetti ai lavori preoccupati dalla scelta delle gomme da usare (da asciutto o da bagnato ? That’s the question!), la pole position… oh, la Pole position!

Ecco il vero problema che assilla gli italiani. Non la finanziaria, il lavoro che non c’è o è precario, la difficoltà ad arrivare a fine mese, lo stress di una società nevrotica, le ingiustizie sociali, lo spreco delle risorse pubbliche, no… Il problema è la pole position! Ora, sarò sincero, con tutta la simpatia che può suscitare, ma io non ne posso più di vedere la faccia di Valentino Rossi, ogni giorno, di mattina, di sera, di notte…E basta! Mi verrebbe voglia di uscire di casa, bloccare il primo malcapitato passante ed urlargli in faccia: “Ma a te cosa te ne frega se Valentino Rossi è in pole position?” E quel malcapitato passante avrebbe tutte le ragioni del mondo per darmi del pazzo. Ma il pazzo non sono io, sono quei milioni di persone che non si pongono mai la domanda “Ma perché dovrebbe interessarmi la pole position della Ferrari o di Valentino Rossi?”.

Non ne posso più di pole position, di Rossi, della Ferrari,  della moviola, dei reality, dei giochini scemi, di pupe e secchioni, di isole che dovrebbero essere deserte e sono più affollate di un set a Cinecittà, di conduttrici che si sbracciano urlando come matte (e forse lo sono), di chi vi intima, minacciando chissà quali pene e torture “Restate con noi, non cambiate canale…”, di dive dello spettacolo che riconoscete solo dopo che vengono presentate con nome e cognome, perché le ricordavate in un modo, ma nell’ultimo anno si sono rifatte gli occhi, il naso, il mento, le sopraciglia, le gote, le labbra, le tette, il collo, le mani, il culo e perfino…le ginocchia! Ecchecazzo!

Fra un po’ le donne saranno come le auto; dovranno fare il tagliando dopo sei mesi e la revisione ogni 2 anni. E prima o poi faranno una legge sulla rottamazione. Alè…si versa la vecchia, ti danno il contributo e ti fai la donna nuova, ultimo modello, quella Euro 5, non inquinante e biodegradabile. Sì, sì, ridete pure; il riso fa buon sangue. Infatti adesso nei centri trasfusionali, quando manca il sangue, raccontano le barzellette. Non funziona, i pazienti muoiono lo stesso, ma muoiono…dalle risate. E’ già qualcosa, no?

Bene, tutte queste cose, e mille altre ancora io non le ho mai capite. Ma se continuano a rifilarci queste interessantissime notizie si presume che lo facciano perché sono convinti che alla gente interessi. E siccome anch’io sono “gente”, allora mi pongo la domanda: “Ma perché dovrebbe interessarmi?”. E non trovo risposta. E tutti i giorni, a tutte le ore, i conduttori dei vari TG, guardando fissi in camera con uno sguardo complice e compiaciuto, e consci del fondamentale contributo fornito al Paese, annunciano il servizio sullo sport, con l’aria di chi pensa “Lo so che tutti aspettano con ansia di sapere che gomme monterà la Ferrari e quale sarà la griglia di partenza…“.

E con la stessa incrollabile certezza, come se rivelassero la scoperta di una cura infallibile per il cancro, o che Obama e Bin Laden si sono ritrovati a cena ed hanno fatto pace, annunciano che oggi c’era pioggia a Milano, ma a Palermo c’era il sole e che questo è un autunno anomalo. Chissà se si chiederanno mai se, davanti a queste notizie, qualcuno potrebbe pensare “E chi se ne frega?“. Già, chi se ne frega della Ferrari, di Valentino Rossi, di Totti, del rigore che forse non c’era, della moviola, delle gomme da pioggia, della pole position e di tutte quelle stronzate fatte passare come importantissime notizie, come diritto di cronaca, come “informazione”.

Ecco perché mi piacerebbe che un giorno, accendendo la TV, potessi vedere apparire sullo schermo “TG1 – Edizione speciale (Tutto quello che non avete mai capito dei media e che non osate chiedere…). E che finalmente qualcuno mi spiegasse chiaramente perché cavolo dovrei interessarmi della “Pole position”. Temo, tuttavia, che resterà un desiderio inappagato. Nemmeno loro, gli addetti ai lavori, riuscirebbero a trovare una spiegazione plausibile e razionale. Già, ma loro ci campano…(27 settembre 2010)

Otelma for President

Partito il toto-Quirinale. Si propongono nomi e si accettano scommesse. In questa situazione di incertezza e di stallo, anche l’elezione del Presidente sembra un rebus difficile da risolvere. Ormai per salvare l’Italia serve solo un miracolo o una magia. Allora perché non pensare ad eleggere un mago al Quirinale? Del resto, negli ultimi tempi,  le istituzioni hanno perso quell’aria di serietà, di austerità, di autorevolezza che avevano sempre avuto.

Abbiamo mandato in Parlamento pornostar come Cicciolina, trans come Luxuria, No global come Caruso, ex terroristi come D’Elia. Abbiamo eletto come capo di un terzo del Parlamento un comico come Beppe Grillo. Ormai in Parlamento ci possono andare tutti; barbieri, socialisti, pizzaioli, radicali, grillini, camionisti, anarchici, puttane (lo ha detto Battiato) e puttanieri. Lo garantisce la Costituzione. A quanto pare, gli addetti alla comunicazione  dei grillini sono un camionista (Nick il nero) e Rocco Casalino, quello che partecipò alla prima edizione del Grande Fratello. Ormai la politica è fatta da comici, partecipanti a reality show e sfaccendati in cerca di fortuna. Non resta che mandare il Mago Zurlì al Quirinale ed avremo completato l’opera di sputtanamento dell’Italia. Diventeremo un Paese da operetta, o da cabaret: tutto da ridere (o da piangere).

Il più accreditato per il Quirinale, tuttavia, sembra essere un mago famoso, quello che si fa chiamare “Divino Otelma“. Ha tutti i titoli richiesti oggi per far carriera. Anche lui ha partecipato ad un reality televisivo, L’isola dei famosi. Parla come il Papa e Di Pietro (Noi dell’Italia dei valori...), usando il plurale maiestatis. Segue la moda dei personaggi di successo e si veste in maniera ridicola, come Oscar Giannino, Luxuria e Platinette. Parla per enigmi e metafore, come Bersani. Fa discorsi fumosi e vaghi, accennando a strani poteri,  senza mai dire qualcosa di serio, pratico e concreto, in perfetto stile politichese.

Ha tutte le caratteristiche per rappresentare degnamente l’Italia e gli italiani. O meglio, ciò che è diventata oggi l’Italia: un guazzabuglio confuso di ideologismi aberranti, di permissivismo e libertarismo ai limiti dell’anarchia, di relativismo estremo, di pensiero debole, di giustizia casual, di multiculturalismo, di legami familiari stravolti, di gay pride, di corruzione istituzionalizzata, di strapotere mediatico, di plagio continuo delle coscienze, di maghi, ciarlatani e  truffatori da fiera paesana e telerincoglioniti con telecomando incorporato in dotazione di serie.

Sì, il candidato perfetto per il Quirinale è lui: il Mago Otelma.

VIP e maiali

Alba Parietti è andata a quel paese, in Honduras. Lo riportano i quotidiani on line, con una rassegna di foto che la mostrano mentre si rotola nel fango. Potete ammirare (si fa per dire) qui due serie di fotografie: 1) Corriere.it – 2) La stampa. Eccone una…

alba parietti fango

Rotolarsi nel fango è un’abitudine tipica dei maiali. Ora non è chiaro se i maiali, senza saperlo, abbiano sempre avuto gusti da Vip, oppure se oggi i Vip si comportino da maiali. In ogni caso è solo una grande porcata; nel senso letterale del termine. Questa è la televisione oggi. E ci sono milioni di persone che seguono questi programmi. Qualunque giudizio sul programma, su chi lo ha pensato, chi lo realizza, sulla conduttrice, sugli ospiti, sui “naufraghi” e su chi li guarda sarebbe offensivo, molto offensivo. Quindi, per non cadere nell’inevitabile turpiloquio, meglio tacere. Questo è spettacolo? E’ intrattenimento? Oppure lo vogliamo giustificare come esperimento antropologico? Niente di tutto questo. Solo una porcata…