Una donna al Colle

Voglio una donna al Quirinale” è lo slogan rilanciato con un video in rete da oltre 50 associazioni “rosa“. Ormai tutte le battaglie sociali, culturali  e politiche si giocano sul filo delle appartenenze  ideologiche di gruppi più o meno numerosi e rappresentativi della società civile. Non rivendicazioni basate sul merito, sulle capacità, sulle doti umane o morali, ma semplicemente sulla base dell’appartenenza a questa o quella lobby. Ecco perché le associazioni “rosa” rivendicano “una donna al Quirinale“. Perché le donne sono più brave, più capaci, più sobrie, più professionali, più esperte, più fotogeniche, più prestanti fisicamente, più apprezzabili esteticamente o, per un qualunque altro motivo, sono migliori degli uomini? No, niente di tutto questo. Non c’è alcuna giustificazione di ordine meritocratico, morale o scientifico. Semplicemente perché sono donne.

Ora aspettiamo che altre associazioni lancino il loro appello per mandare al Colle un loro rappresentante. Così, forse, avremo le associazioni che tutelano gli immigrati di colore che chiederanno a gran voce, giusto per non sentirsi emarginati ed esclusi dalla competizione, un Presidente nero. Anche le minoranze religiose chiederanno pari dignità e rivendicheranno un loro rappresentate al Quirinale. Insomma, chiederanno un Presidente non cattolico.  Seguiranno, immancabilmente, le associazioni gay, lesbo, trans,  varie ed eventuali,  che, per non essere da meno, chiederanno di vedere al Colle un rappresentante della loro categoria: un Presidente gay.

Semplice, non c’è nemmeno bisogno di nominare una “Commissione di Saggi” per trovare una soluzione che accontenti tutti. Basta individuare un personaggio che racchiuda in sé le diverse caratteristiche richieste; che sia una donna, che sia di colore nero, meglio se proviene dall’Africa subsahariana (il nero è più nero), che non sia di religione cattolica  e che abbia gusti sessuali non proprio ortodossi. Ecco la soluzione: un Presidente della Repubblica che sia donna, nera, lesbica e buddista. Elementare, Watson.

Sotto shock

Ti svegli, ti alzi e pensi che sia una giornata normale, come tante altre. Ma ti sbagli, non sai cosa ti aspetta. Lo scopri subito leggendo le prime news. A proposito della morte di Arrigoni a Gaza ecco un titolo allarmante: “L’Italia sotto shock“. Oh, cavolo, sono sotto shock e non lo sapevo. Meno male che c’è internet e ti informa su tutto. Oggi i media sono il nostro manuale quotidiano, le “Istruzioni per l’uso” da consultare ogni giorno. Ti dicono cosa pensare, cosa mangiare, come vestirti, cosa vedere in TV, ti propongono gli argomenti di cui parlare. Insomma, ti programmano la giornata e la vita. E ti dicono anche se stai bene di salute, oppure sei “sotto shock“. E’ una bella fortuna, perché se qualcuno non ti avvisasse potresti essere sotto shock senza saperlo.

E adesso che si fa per rimediare? Basterà prendere un’aspirina oppure bisognerà mettersi tutti in fila alla ASL e fare una specie di vaccinazione di massa? Aspettiamo, magari ci forniranno le istruzioni in giornata. Vuoi che Napolitano, che ogni giorno interviene su tutto e tutti,  sapendo che l’Italia è sotto shock, non rilasci una dichiarazione per tranquillizzarci? Ma certo che lo farà. Già, ma se l’Italia è sotto shock, anche il presidente Napolitano è sotto shock. Il che è un altro shock per gli italiani. Abbiamo lo shock doppio.

Già, pensi che sia una giornata tranquilla e invece scopri di essere sotto shock. E questo, ragazzi, è un vero shock…

Buffoni di corte.

Una volta i buffoni andavano come il pane. Erano ricercatissimi ed allietavano re, principi e cortigiani, nei loro lussuosi palazzi, reggie e castelli. Ma il tempo passa, la nobiltà è decaduta, c’è la crisi e, signora mia, non ci sono più le Corti di una volta. Così, le poche Corti rimaste in servizio si organizzano ed i buffoni se li fanno in casa, come le tagliatelle della nonna. Insomma, una specie di buffone autarchico. Si risparmia e l’effetto è lo stesso.

Chi vuole intendere in tenda. Gli altri in sacco a pelo…

prince-charles

Le “Vignette sataniche” …(Ma ‘o metto, o nun ‘o metto?)

Ecco a voi le vignette che hanno scatenato violente reazioni nel mondo arabo. Bandiere danesi bruciate, manifestazioni davanti alle ambasciate, boicotaggio dei prodotti danesi, il direttore di "France soir" licenziato, ambasciate chiuse, richieste di scuse uffìciali, e chissà ancora cosa… Oggi anche Libero e L’opinione pubblicano quelle vignette, ma sono visibili anche in diversi siti internet. Ma cosa ci sarà di così provocatorio in quelle 12 vignette? Guardatele e giudicate voi …"Le dodici vignette incriminate"… Ne riporto una. Poveri martiri che si fanno saltare in aria perché in paradiso li aspettano 70 vergini! Lo dicevo io che mi sembrava strano che trovassero tutte quelle vergini. Era solo propaganda… Che tempi, non ci si può fidare più di nessuno, nemmeno dei profeti!

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” AAA Kamikaze cercasi…(pubblicità progresso)…

Il modulo sembra quello per iscriversi ad una gita in motoscafo. Ma se vi capita per le mani attenti a non compilarlo perché rischiate di ritrovarvi iscritti ad una scuola per kamikaze iraniani. Se leggete il persiano non potete sbagliarvi. Il modulo prima di chiedervi nome, cognome, indirizzo e professione spiega ogni dettaglio. "Per esser pronti ad affrontare i nemici della sacra repubblica islamica e proteggere le fondamenta dell’Islam, la Guarnigione degli amanti del Martirio sta costituendo una divisione in ogni provincia del Paese per organizzarli e garantire loro uno specifico addestramento. Per avviare questo progetto chiediamo a tutti i nostri devoti fratelli e sorelle pronti a difendere l’Islam, di trasmettere alla casella postale 16535 di Teheran due foto tessera, una copia della carta d’identità e il modulo allegato riempito in ogni sua parte".

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Come combattere il terrorismo…e vivere felici!

Grave problema quello del terrorismo. Il mondo occidentale è sotto attacco continuo da parte di terroristi che combattono una "guerra santa" contro l’occidente reo di essere popolo di "infedeli", di vivere nella ricchezza e secondo schemi culturali peccaminosi. Giusto qualche esempio: donne che mostrano spudoratamente il viso in pubblico, ascoltare musica, mangiare carne di maiale…ecco, cose spregevoli di questo tipo.

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Segno dei tempi…

L’estremismo islamico minaccia anche la Rai A pagina 18 di Corriere della Sera del 2005-05-07, Giovanna Cavalli firma un articolo dal titolo «Submission in tv, minacce a Masotti» L’estremismo islamico detta ordini alla Rai. Proibito proiettare il film di Theo Van Gogh. Afef Tronchetti Provera tace. noi aspettiamo di sapere se Eurabia ha fatto un altro passo avanti. Ecco la cronaca del CORRIERE della SERA: Telefonate in arabo al giornalista di Raidue. « Pochi sapevano che è in scaletta il film di Van Gogh » ROMA — Minacce di morte in arabo per Giovanni Masotti, vicedirettore di Raidue con delega all’informazione. E conduttore di « Punto e a capo » , trasmissione di approfondimento che per giovedì 12 maggio, seconda serata, ha in scaletta la proiezione del film « Submission » del regista olandese Theo Van Gogh, assassinato da un islamico proprio per quel che contiene il cortometraggio: 12 minuti in cui si racconta la condizione femminile nell’Islam. La protagonista, che ha i versetti del Corano dipinti sulla schiena, condannata come adultera, è stata picchiata dal marito e punita dalla legge con 100 colpi di frusta. E ora nel mirino dei fondamentalisti potrebbe essere finito proprio Masotti. Destinatario di cinque consecutive telefonate minatorie ricevute sul suo cellulare nel giro di 45 minuti, due giorni fa. Sul display è comparso il logo: numero privato. Dall’altra parte una voce di uomo che parlava arabo e con tono assai concitato. In sottofondo una musica mediorientale. Altre tre chiamate anonime analoghe sono arrivate a Max Parisi, giornalista della trasmissione, per pronunciare più volte la parola fatwa . Ovvero la sentenza di morte dei terroristi islamici. Intanto Edouard Ballaman, il deputato della Lega Nord che ha portato in Italia « Submission » trasmesso anche alla Camera, sollecitandone la messa in onda sulla Rai con una raccolta di firme bipartisan, ha annunciato che da ieri è sotto scorta. « Spero ancora che si tratti di uno scherzo ai miei danni » , dice Masotti. Che nel dubbio però ieri ha denunciato l’accaduto ai carabinieri del Ros. Consegnando anche un dischetto su cui ha registrato la quinta e ultima telefonata: un minuto e mezzo di prova audio, piuttosto disturbata. « Ero nel mio camerino a Saxa Rubra con altri tre, quatto colleghi » , racconta il vicedirettore di Raidue. « Saranno state le 18 e 30. Alle prime due telefonate non ci ho nemmeno fatto caso, non capivo niente, sentivo qualcuno che gridava in arabo, ho pensato a uno sbaglio. Alla terza a uno scherzo. Alla quarta abbiamo provato a collegare il telefonino a un registratore che si era portato dietro uno dei miei, ma abbiamo fatto cilecca. Alla quinta ci siamo riusciti » . Masotti, come facevano i presunti terroristi ad avere il suo numero di telefonino? « Mah, ormai ce l’hanno tutti, altro che segretezza, qui è un groviera bavarese » . A sapere che quelli di « Punto e a capo » meditavano di trasmettere il filmato di Van Gogh non erano nemmeno in tanti. « Me ne ha portato la copia Ballaman soltanto mercoledì » , ricorda Masotti. « Ma sa, montiamo il programma anche in studi esterni alla Rai » . Cosa le fa pensare che l’abbiamo voluta minacciare? « Non ne sono sicuro, io l’arabo lo parlo poco, sono stato giusto in Afghanistan e Pakistan, ho capito soltanto la frase Allah è grande. Max però è convinto di aver intercettato qualche parola inquietante tipo tu sei morto, quindi, sa com’è » . Parisi infatti ha presentato identica denuncia alla Digos di Milano. Per adesso « Submission » resta in scaletta. « Non credo che lo cancelleremo. Il film mi ha impressionato, trovo giusto trasmetterlo » . Ultimamente « Punto e a capo » è sempre in primo piano. Il caso Cannavaro, ora le minacce dei fondamentalisti. E lo share che sale all’ 11%. « Con lo scoop su Cannavaro è stata pura fortuna. In questo caso io la notizia delle minacce non volevo nemmeno farla uscire. La verità è che il programma decolla perché finalmente decido da solo. Finché me lo fanno fare » . Fonte: Informazione corretta
Riferimenti: ( Torre di Babele)

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