PdC: Partito del cavolo

Domenica si vota. Finalmente, così la smettiamo con le passerelle televisive e gli appelli dell’ultimo minuto. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdammoce ‘o passato, simm’e Napule paisà. Trullalero trullalà! Avete ancora le idee poco chiare e non sapete per chi votare? Votate per noi, l’unico partito veramente innovativo, diverso da tutti gli altri, l’unico che vi garantisce ciò che promette.

Ultimo appello

La politica è in crisi, l’economia è in crisi, il cinema è in crisi, la famiglia è in crisi, la RAI è in crisi, la scuola è in crisi, tutto è in crisi. Perfino gli psicologi, non riuscendo a contrastare il dilagare di questa epidemia di crisi globale, sono in crisi per eccesso di crisi.
In politica si naviga a vista e si tenta di tutto per far finta di cambiare le cose in modo che tutto resti come prima. Il  libro più letto in Parlamento è “Il gattopardo“.

In questa atmosfera di estrema confusione è necessario intervenire con proposte concrete che, una volta per tutte, riportino la politica nel suo ambiente naturale: il mercato delle vacche.
Per questo motivo abbiamo deciso di scendere in campo e fondare un nuovo partito che sia improntato alla massima chiarezza.

Premessa
Il nostro movimento si batterà per contrastare il confusionismo integralista del cerchiobottismo doppiopesista dello statalismo liberale perseguito dall’ateismo clericale, dal bigottismo ateo dei marxisti cattolici e dall’immobilismo movimentista del relativismo dogmatico.

Il programma
A tal fine proponiamo un liberalsocialismo cattolaicista conservatore e riformista che si batta per una democrazia totalitaria in un libero mercato di Stato, fondato sul capitalismo noglobalista autarchico. Un partito movimentista che nasca dal fusionismo dell’ultralibertarismo postradicale e neoreazionario e dell’ultraclericalismo dell’estremismo moderato, mediati da un garantismo giustizialista non disgiunto dall’anarchismo nazionalista del proletariato aristocratico. Chiaro?

Il nostro programma completo sarà stampato, in elegante veste tipografica, in 24 volumi per complessive 25948 pagine, più un aggiornamento che, essendo un aggiornamento, verrà aggiornato continuamente secondo i ghiribizzi e le paturnie dei vari candidati, sostenitori, fiancheggiatori, amici, parenti e conoscenti e secondo gli umori dello zio Peppino il quale, essendo un bastian contrario per natura, ha sempre qualcosa da aggiungere.
Il programma verrà sottoposto ad approvazione dei cittadini i quali potranno, inoltre, scegliere i candidati nel corso di regolari elezioni primarie, secondarie e terziarie francescane che voteranno in convento a favore e convento contrario, tanto per garantire la par condicio.

Il nome, il simbolo.
Seguendo l’abitudine diffusa di adottare simboli di ispirazione naturalistica, alberi e fiori in particolare (garofano, margherita, quercia, ulivo), anche noi abbiamo deciso di adeguarci.
Ma per dimostrare da subito la grande democrazia e la natura popolare del movimento, piuttosto che scegliere fiori o alberi pregiati, abbiamo optato per un modesto ortaggio: il cavolo.
Dopo il PD ed il PDL abbiamo il  PDC: il Partito del Cavolo.

Aderisci anche tu al Partito del cavolo e risolveremo tutti i problemi, anche quelli che non hai (E se non hai problemi te li creiamo noi; gratis).
– Col cavolo troverai un lavoro fisso.
– Col cavolo avrai uno stipendio sicuro.
– Col cavolo avrai una casa.
– Col cavolo avrai una pensione garantita.

Che cavolo volete di più?

L’inno del Cavolo (Parole di Circostanza, musica di Atmosfera)

Con verze e cavolfiori
nessuno resta fuori.
Cavoli e broccoletti
Saremo tutti eletti.
Col broccolo e col cavolo
Si mangia tutti a un tavolo.
Col cavolo che avanza
Ci riempirem la panza.

Sosteneteci.
Col cavolo risolveremo tutti i problemi e fin da oggi promettiamo e garantiamo “Più cavoli a merenda per tutti”.
Aderite numerosi, altrimenti saranno cavoli vostri!

Nell’immagine sotto il ritratto ufficiale del fondatore e Presidente onorario del partito del cavolo.

Befana turbo

Anche la Befana si aggiorna. Basta con le vecchie scope usurate dal tempo; largo alla tecnologia avanzata. Quest’anno, approfittando della “rottamazione delle scope” (è una norma poco conosciuta della finanziaria) ha deciso di abbandonare la vecchia scopa sulla quale ha volato per anni ed anni, ormai logora e poco affidabile, e di passare ad un modello nuovo, tecnologicamente avanzato, dotato di tutti i ritrovati della scienza: radar di bordo, pilota automatico, navigatore satellitare, tutte le App disponibili (servizio meteo in tempo reale, transitabilità autostradale, bollettino della neve, piano di volo computerizzato, intensità e direzione dei venti), Wi Fi, basso consumo, completamente accessoriata di serie. Ed eccola la nostra simpatica vecchietta che, abbandonata la vecchia scopa, vola tranquilla su un modernissimo aspirapolvere turbo di ultima generazione.

Inconvenienti della tecnologia.

Purtroppo, però, sembra che questo aspirapolvere tecnologico sia un modello taroccato. Non solo è di provenienza “Made in China”, ma ha le istruzioni solo in cinese. E la povera vecchietta, non propriamente poliglotta, non ha avuto la possibilità di capire molto bene il funzionamento dei vari strumenti e meccanismi di quell’aggeggio infernale; che è supertecnologico e velocissimo, ma poi fermarsi è un problema. Ecco le conseguenze.

News di giornata

Titoli dei quotidiani e commenti al volo.

– “Manila, dà fuoco ad un resort; 36 persone morte per asfissia.”.  Quel resort era un mortorio. Così, per creare un po’ di brio e allegria, ha cercato di riscaldare l’ambiente.

– “Gentiloni porta bene all’Italia. Il Pil non saliva così da 7 anni.”. Abbinare il nome di Gentiloni alla crescita (!?) del Pil è come ringraziare la sindaca Raggi per il Ponentino romano.

– “Il silenzio di Mattarella sulla legge elettorale.”.  Tra il silenzio di Mattarella e i discorsi di Mattarella, dal punto di vista semantico, c’è pochissima differenza. Tanto vale che stia zitto: lui si riposa e noi pure.

– “Renzi copia (male) le fake news grilline.”. Renzi non ha bisogno di copiare le Fake news. Renzi “è” una fake news vivente, una bufala in forma umana; fra poco farà anche la mozzarella.

– “Festa della Repubblica, Mattarella: I valori del 1946 devono essere la nostra guida.” . Gli unici valori del 1946 rimasti sono i valori bollati; sono solo più cari.

– “Alfano mostra i muscoli. Accettiamo la sfida…”. Bravo Alfano, ora fa il duro e mostra i muscoli. Sì, ma… i muscoli di chi?

– “Padoan chiede l’eurosconto. Così risparmio 9 miliardi.”. Ormai, per sopravvivere, dobbiamo appellarci al buon cuore di Bruxelles e sperare sugli sconti, le promozioni, le offerte speciali, i “prendi 3 paghi 2”, il formato gran risparmio, le confezioni famiglia o i saldi estivi di stagione. Dopo ci resta solo la mensa della Caritas.

– “Torino, neonato gettato dalla finestra: ferite compatibili con caduta dall’alto.”. Grazie all’autopsia hanno scoperto che “è caduto dall’alto“. Anche perché “cadere dal basso” sarebbe molto difficile.

– “Blue whale, salvato un giovane in attesa di farsi travolgere da un treno.”. Per fortuna in Italia i treni sono sempre in ritardo. Così gli aspiranti suicidi, mentre aspettano il treno stesi sui binari, hanno il tempo di ripensarci, rinunciare al suicidio e salvarsi; oppure muoiono con due ore di ritardo.

– “Trump esce dall’accordo di Parigi sul clima“. Ma il riscaldamento della Terra è reale: Ecco sotto la prova…

Alitalia, Adinolfi e crisi varie

Alitalia naviga in cattive acque. E per una società che dovrebbe volare invece che navigare è già un pessimo segnale. Così, col rischio di fallimento e senza un futuro certo, oltre al personale anche gli aerei sono depressi.

 

Anche in casa di Mario Adinolfi, però, ogni tanto deve esserci qualche segnale di crisi familiare, niente di preoccupante,  soliti piccoli screzi quotidiani, visto che la moglie dichiara: “Ogni tanto lo prendo a schiaffi“. “Ogni tanto” lo prende a schiaffi? Ecco l’errore. Dovrebbe fare il contrario:  prenderlo a schiaffi ogni giorno dalla mattina alla sera e “ogni tanto” riposarsi.

Ma anche il mondo dell’arte non se la passa molto bene; anzi è proprio in crisi. Ormai l’arte è personalizzata; ognuno se la fa come vuole. Ecco l’ultimo esempio: “L’arte di Cinus contro la violenza“. Giusto per distinguerli; l’opera d’arte è quel fantoccio crocifisso a sinistra, l’autore è a destra.

Curioso, come passa il tempo e cambiano i criteri di giudizio. Una volta questi si chiamavano spaventapasseri e si mettevano nei campi per tenere lontani gli uccelli. Oppure erano i fantocci che si preparavano a Carnevale per bruciarli in piazza. Oggi si chiama arte. Quanta “arte” hanno prodotto nei secoli scorsi i contadini, senza saperlo. Peccato; certo averlo saputo prima, invece che gettarli via o bruciarli, li avremmo tenuti cari e, magari, avremmo aperto un museo.

Ma ci sono crisi ben più serie e pericolose. Per esempio la Corea del nord, con i suoi test missilistici e nucleari e le continue minacce verso gli USA, la Corea del sud ed il Giappone, sta mettendo davvero in crisi il fragile equilibrio geopolitico di quell’area. Tanto che Trump ha inviato portaerei e sommergibili ed ha minacciato di usare la forza se Kim Jong-un continuerà nei suoi test. Ma il nostro dittatorello  coreano non sembra preoccuparsene più di tanto. Anzi, continua a sperimentare nuove armi e minaccia di affondare la portaerei USA con un sol colpo e di bombardare direttamente l’America. “Vi cancelleremo dalla faccia della Terra“, dice. E intanto, per nascondere il fatto che il popolo è alla fame (come il Venezuela; sono le delizie del socialismo) la stampa di regime diffonde la foto del leader coreano che va a visitare un’azienda che lavora la carne di maiale. Vista la strana rassomiglianza tra Kim ed i maiali è difficile riconoscerlo: è quello con il camice.

Futili motivi, TG e inviati speciali

L’ennesimo morto ammazzato per “futili motivi”. Ma la causa non è mai data dai futili motivi, come sbrigativamente li definisce la stampa. Quella è solo la scintilla che dà fuoco alle polveri dell’aggressività repressa, accumulata nel tempo, che esplode al minimo pretesto. Bisognerebbe chiedersi cosa sta scatenando questa aggressività collettiva. Ma la spiegazione è lunga e complessa, ed interessa in buona parte anche i media che ormai sono i principali generatori di messaggi negativi. Ma troppa gente ci campa e mai ammetterebbe una propria responsabilità nel favorire l’insorgere di pulsioni violente. Allora non lo diciamo. Diciamo solo, come ripeto spesso, che il mondo sta impazzendo, ma non se ne rende conto: proprio perché i matti non si rendono conto di essere matti.

Sono anni ormai che si verificano questi casi di violenza bestiale e ingiustificate, che si concludono spesso tragicamente, per cause che i media continuano a definire futili motivi: “Morto per un cocktail preso per sbaglio“. Si intervistano i familiari, parenti, amici, testimoni. Se ne fa oggetto di dibattiti nei salotti televisivi ed in programmi che si occupano in particolare di cronaca nera. Si sentono le opinioni degli esperti, dei criminologi, psicologi. Ne parlano tutti, giornalisti, conduttori TV, comari e opinionisti tuttologi che discutono con la stessa serietà e competenza di morti ammazzati, di diete miracolose e di buchi neri. A sentirli viene un attacco di orchite acuta. Ma nessuno si chiede quale sia la vera causa di questa crescente aggressività. L’importante è drammatizzare il fatto, intervistare testimoni, familiari, amici, passanti, e così mettere insieme materiale per riempire paginate di stampa e programmi TV. Fino al prossimo morto ammazzato per “futili motivi“.

E’ un argomento che tratto spesso perché non riesco a spiegarmi come mai nessuno si interroghi seriamente sulle cause di questa violenza. Sono decine i post dedicati a queste morti assurde. Eccone uno del 2004, 13 anni fa: “Follie di giornata” nel quale già mi chiedevo “Perché ci si ammazza per futili motivi?”. E concludevo “In un mondo di matti, nessuno si rende conto di esserlo.”. Non è cambiato nulla. Anche di recente ho cercato di dare una spiegazione in alcuni post:

Morti di giornata

Buoni per legge

Quei ragazzi perbene

Futili motivi per morire

Fiorello e violenza in TV

Follia umana (1)

Follia umana 2 (mamme, figli e ombrelli)

Follia umana 3 (futili motivi)

Ormai è un bollettino di guerra. Ma i nostri guru della comunicazione sembrano interessati più alla rappresentazione mediatica delle tragedie, piuttosto che ad interrogarsi sulle cause scatenanti dell’aggressività e, se possibile, trovare rimedi. Se non fosse un argomento molto serio, a vedere come stampa e TV trattano queste tragedie, ci sarebbe da farsi quattro risate. Ed in realtà qualcuno che si prende gioco dei media c’è. E’ Maccio Capatonda, nome d’arte di Marcello Macchia che ha adottato il nome di un suo celebre personaggio. Autore e interprete di parodie del mondo dell’informazione e dello spettacolo. I suoi brevi video sono visibili nel suo sito su Youtube “Maccio Capatonda official“. Quasi inseparabile compagno di avventura Herbert Ballerina che, in una serie di quelle parodie, impersona Pino Cammino, il “passante per professione“, il classico “testimone oculare“, quello che “Ho visto tutto“, quello che viene sempre intervistato dalle Tv e dall’inviato speciale sul luogo delle tragedie. Vedendo questi cortometraggi comici, parodia perfetta, dei veri inviati speciali e dei servizi televisivi che sguazzano con la cronaca nera, viene da ridere, certo, ma si ride amaro perché le differenze tra la realtà e la parodia sono così labili che è difficile distinguere il vero dal falso. Ecco uno di quei celebri servizi che fanno la parodia dei TG, dei sondaggi, del televoto e degli inviati speciali sul posto. Capatonda impersona sia il conduttore del TG, sia l’inviato speciale Oscar Carogna e Ballerina interpreta il passante di professione che “Ho visto tutto“:

 

 

FAI paura

Il Fai è il Fondo ambiente Italiano, un ente che si occupa di difendere e tutelare le bellezze artistiche, naturali, ambientali e paesaggistiche d’Italia. Insomma, valorizza le bellezze nazionali. Specie adesso, con l’arrivo della primavera, la natura si fa bella, veste i suoi colori più smaglianti, tutto rifiorisce in un tripudio di fiori, colori, profumi. Insomma, un inno alla bellezza. Poi capita sotto gli occhi questo articolo che oggi sul quotidiano regionale L’Unione sarda, annuncia la 25° edizione delle “Giornate di primavera“, organizzata proprio dal FAI.

Questa nella foto è la presidentessa del FAI Sardegna. Ora, si resta un po’ perplessi, perché associare questa immagine al concetto di bellezza tutelata dal FAI sarebbe un’impresa molto azzardata. Con tutto il rispetto per la signora, forse poteva agghindarsi in maniera più sobria. Passi per quel rossetto sparato; passi per quella collanona da charleston anni ruggenti; passi per quel collettino bianco da educanda;  passi per quella pettinatura da scolaretta anni ’50; ma quei super mega occhialoni sovradimensionati dove cavolo li ha acquistati, nella terra dei giganti di Brobdingnag? Se il Carnevale non fosse finito si potrebbe pensare ad uno scherzo o una mascherata. Infatti, mi è venuto spontaneo scrivere questo commento di getto: “Ma questa si guarda allo specchio prima di uscire di casa?  Se la vede la strega di Biancaneve le viene un infarto per lo spavento. Una volta per far stare buoni i bambini si minacciava di chiamare l’uomo nero. Oggi forse dicono “Guarda che se non FAI da bravo chiamo il FAI. Boh…”. Forse ho esagerato, ma mica tanto. Oggi l’estetica è un optional.  Come immaginavo, questo commento non è stato pubblicato; censura.

Non mi sorprende, è normale. La media dei commenti pubblicati, su questo e su altri siti in rete,  è di 2 su 5. Forse sono io che esagero. Eppure non uso scurrilità, volgarità e turpiloquio. Mi limito ad esprimere pacatamente la mia opinione. Allora comincio a pensare che ciò che disturba non è il linguaggio, ma il pensiero espresso. Ma davvero il mio commento era da censurare? Era così esagerato ed offensivo? No, sono certo che la maggioranza delle persone, vedendo, questa foto, penserebbe esattamente quello che ho pensato io. Ma siccome una delle componenti fondamentali di questa società è l’ipocrisia, allora certe cose si pensano, ma non bisogna dirle. “Si fa, ma non si dice…”, era il titolo di una maliziosa canzoncina cantata da Milly negli anni ’30.  Alla faccia della libertà di espressione. E’ la stampa, bellezza.

Papa fra gli ultimi

Eccolo di nuovo in viaggio. Proprio non riesce a stare a casa. Forse non si trova bene a Santa Marta, o forse ha lo spirito del giramondo che deve sempre cercare nuove avventure. Ma una cosa è sempre uguale: la vicinanza agli ultimi. E’ il suo pensiero fisso: gli ultimi. Santità, non dico di pensare anche ai primi, ma almeno ai penultimi, i terzultimi, quelli di mezza classifica. E che diamine, sono tutti figli di Dio, no?

 

 

Al ristorante: l’ordinazione.

Gli inconvenienti di un menu troppo ricco di scelte. Ecco cosa può succedere quando si hanno a disposizione troppe varianti e possibilità. E’ una scena da “Qua la mano picchiatello” (Cracking Up) del 1982, con Jerry Lewis. Peccato che non ci sia la versione in italiano. Ma si capisce benissimo anche in originale. Meglio farci una risata.

Cucù, Renzi non c’è più

Le promesse del Bomba appena eletto nel 2014, a confronto con Cetto La Qualunque: chi offre di più?

 

Il bomba a Palazzo (17 febbraio 2014)

Al liceo lo chiamavano il Bomba perché le sparava grosse“.

Lo riferisce Aldo Cazzullo nelle brevi note biografiche su Matteo Renzi. (Quando Renzi al liceo…). Fra aneddoti, curiosità e citazioni, ricostruisce la carriera politica del “rottamatore“. Dai lupetti dei Boy Scout a palazzo Chigi. Una carriera così folgorante che, parafrasando Brecht, la si potrebbe definire come “La resistibile ascesa di Matteo Ui“. Nella sua opera Brecht narrava l’ascesa al potere del gangster Arturo Ui, una parodia di Adolf Hitler, grazie al potentissimo “Trust dei cavolfiori“. Nel nostro caso, visto che il nostro Matteo deve la sua notorietà alla “rottamazione“, si potrebbe dire che Matteo Ui è sostenuto dal “Trust degli sfasciacarrozze“.

Che ami “spararle” è un dato di fatto. Anche di recente, per la serie “Le ultime parole famose”, rispondendo ad una precisa domanda di Lucia Annunziata, a “In mezz’ora“, ha detto chiaramente che sarebbe andato a palazzo Chigi “solo attraverso elezioni e non per inciuci di palazzo“. Infatti! E’ chiaro che il nostro “lupetto” ha perso il pelo, ma non il vizietto…di spararle grosse.

Se aggiungiamo quest’altra dichiarazione sul rispetto della parola data, ci rendiamo conto che l’affidabilità di questo ragazzotto di belle speranze è quasi a zero. Il che lascia molti dubbi sui suoi programmi, sulle promesse e su tutto ciò che ha dichiarato fino ad oggi per ottenere consensi. Ricorda un po’ la promessa di Veltroni a Fazio, quando disse, anni fa,  che avrebbe abbandonato la politica e sarebbe andato in Africa per dedicarsi ad opere umanitarie. Evidentemente la coerenza dev’essere un termine scomparso dal vocabolario in dotazione ai dirigenti del PD.

Del resto basta guardarlo in faccia il nostro ex lupetto boy scout e sentirlo parlare. E’ la perfetta rappresentazione dell’immagine popolare del  classico toscanaccio, con quell’aria da  sbruffone, ciarliero, fanfarone, un po’ gradasso, che le spara grosse. Appunto. Più che a palazzo Chigi sembrerebbe più adatto a partecipare, in compagnia di altri comici toscani come Pieraccioni, Panariello, Ceccherini, ad un cine-panettone di Natale. Sarebbe un grande quartetto comico.

Invece il Bomba finisce a palazzo Chigi a governare l’Italia. Ci arriva dopo una campagna mediatica che nel corso degli ultimi anni, ne ha fatto un personaggio di primo piano del PD. Durante le ultime primarie lo si vedeva praticamente a reti unificate in TV. Ha fatto il giro di tutti i salotti, tutte le poltrone, tutti i programmi televisivi. Sarebbe interessante conoscere i dati sulla presenza di Renzi in TV e compararla con gli altri politici e con gli stessi candidati alle primarie. Ma nessuno farà questo conteggio. In questo caso la Commissione di vigilanza dorme. Si sveglia solo quando in TV compare Berlusconi. Allora contano i secondi di apparizioni sullo schermo. Se però Renzi “occupa” tutti i canali a tutte le ore, è normale. Compagni, zitti e Mosca!

Sabato scorso Napolitano ha tenuto le consultazioni per avviare il nuovo governo. Intanto, riferiscono i media, Renzi era a Firenze impegnato a stilare la lista dei ministri. Significa che Renzi sapeva già, sabato, di essere il nuovo premier designato. Ma allora se Napolitano stava ancora tenendo le consultazioni, come faceva Renzi a sapere di essere il premier in pectore? E se Renzi sapeva già di essere il nuovo premier, a che scopo Napolitano faceva le consultazioni? Misteri del Colle.

Così, dopo Monti e Letta avremo il terzo premier non eletto dal popolo, ma con la benedizione di Re Giorgio che, nel corso del suo mandato presidenziale, ha sempre condizionato pesantemente la politica e, specie dopo le dimissioni di Berlusconi nel 2011, ha di fatto deciso in prima persona la composizione dei governi. Ma siccome a condurre il gioco è Napolitano, tutto è “normale”. Anzi è giusto, fatto nel rispetto della Costituzione (!?) e nell’interesse del Paese. E’ corretto anche il fatto che a decidere la sfiducia al presidente del Consiglio non sia stato il Parlamento, ma la segreteria del partito. E’ corretto che Letta non si presenti in Parlamento per essere sfiduciato. E’ corretto che Napolitano prenda atto di una votazione della direzione nazionale del PD e la ritenga valida per accettare le dimissioni di Letta. Ed è corretto che, alla sola luce di questa votazione interna ad un partito, abbia avviato le consultazioni, sapendo già che assegnerà l’incarico al nostro “Bomba” Renzi. E tutti fanno finta che questa procedura sia corretta. Specie quelli che aspirano ad incarichi di governo o di sotto governo e pregustano già la comodità di una poltrona.

L’Italia è ancora in piena crisi, ma nessuno ha uno straccio di idea su cosa fare. Anche il nostro “Bomba”, nel suo discorso alla direzione nazionale del PD, ha cianciato di tutto, dai sentieri poco battuti nel bosco, al vento in faccia, ma di fatti concreti nemmeno l’ombra: fuffa, solo fuffa della peggior specie. E con quella fuffa ha sfiduciato Letta. Ma non è con le citazioni, le metafore e le immagini poetiche che si crea lavoro, si rilancia l’economia, si riaprono le aziende, si aumentano le pensioni, si diminuiscono le tasse. Le chiacchiere fino ad oggi non hanno risolto nulla: né le chiacchiere di Monti, né quelle di Letta. Ma del resto è la nostra politica che è fondata sulle chiacchiere, quelle dei talk show televisivi, dove da anni si confrontano i diversi schieramenti, scambiandosi accuse reciproche e difendendo con le unghie il proprio orticello, senza risolvere mai un problema.

La politica è una delle nostre vergogne nazionali, come la corruzione, i rifiuti tossici in Campania, la spazzatura di Napoli, la malavita organizzata, l’informazione manipolata, schierata ed al servizio del potere, la giustizia politicizzata, gli scandali e scandaletti quotidiani della pubblica amministrazione, la assillante burocrazia che avvolge tutto come una ragnatela immobilizzando la società produttiva, la tassazione insopportabile che porta le aziende a chiudere e gli imprenditori a suicidarsi; e l’elenco potrebbe continuare. E noi che facciamo? Mandiamo al governo un ragazzotto di belle speranze che al liceo chiamavano “Il Bomba” perché le sparava grosse, che non ha mai messo piede in Parlamento, che è all’oscuro dei regolamenti, della prassi, della complessità della guida di un governo. L’unica cosa in cui è bravo è la rincorsa al potere, raccontare balle e rimangiarsi nel giro di 24 ore ciò che aveva appena affermato.

E’ questo il nuovo che avanza? E’ con questi personaggi che pensiamo di salvare l’Italia, di rilanciare l’economia, di aiutare i milioni di italiani che vivono in povertà? Con quale serietà stiamo affidando l’Italia ad un “rottamatore” sponsorizzato e sostenuto dal “Trust degli sfasciacarrozze“? Con quale incoscienza assistiamo alla “Resistibile ascesa di Matteo Ui“? Fino a quando sopporteremo l’inaccettabile interferenza politica di un Presidente della Repubblica che, di fatto, travalicando spesso e volentieri le sue prerogative costituzionali, ha trasformato l’Italia in una Repubblica presidenziale? Cosa deve ancora succedere perché la gente apra gli occhi, scopra che il Re è nudo e ponga fine ad un sistema politico corrotto fino all’osso? Quanto dobbiamo ancora aspettare per scoprire l’inganno tragico di una democrazia che è tale solo sulla carta? Se mandiamo al governo un “Bomba” siamo proprio a fine corsa. E speriamo che quando esplode non faccia troppi danni.

Funghi e ponti

E’ tempo di funghi. E con i funghi arrivano gli immancabili casi di persone che finiscono avvelenate. Mai fidarsi se non si è davvero sicuri di riconoscerli e saper distinguere quelli buoni da quelli velenosi.  Ho ritrovato un vecchio post del 2005  (come passa il tempo) in cui consigliavo un metodo infallibile per riconoscerli. In realtà, l’ho ritrovato perché ricordavo di aver scritto qualcosa su un tragico collaudo di un ponte costato la vita all’autista di un camion. E lo citavo brevemente proprio in quel post sui funghi. Me lo ha riportato alla mente questa notizia di oggi “Lecco, crolla il ponte sulla superstrada, Tir precipita sulle auto“. I ponti costruiti dai romani sono ancora in piedi, quelli moderni, nonostante il progresso dell’edilizia moderna, crollano come fossero di cartone. Ma non è il caso di infierire. Questo crollo mi ha fatto pensare a quel “geniale” collaudo del 2005.  Riporto quel post.

Come si riconoscono i funghi velenosi? C’è un metodo molto semplice, pratico e sicuro. Se avete dei funghi e non sapete se siamo commestibili o velenosi seguite questo sistema. Prendete i funghi, cucinateli, mangiateli e…se crepate vuol dire che erano velenosi. Semplice no? Che dite, non vi convince? Strano, eppure, a quanto pare, è lo stesso sistema che si usa per collaudare le opere pubbliche. Esempio (notizia riportata dai TG avantieri): cosa fanno per collaudare un ponte? Ci fanno passare 5 o 6 camion carichi di ghiaia. Se il ponte crolla e gli autisti crepano…vuol dire che il ponte non era sicuro. Semplice, no?

Fresche di giornata

Cronache di provincia fra test, batteri e riti nuziali. Fresche di giornata, come le uova di fattoria, ia, ia, o.

Test per l’accesso a medicina. Tranquilli e coraggio; meglio fare un test a test che un test a coda.

Cagliari, risanare la voragine di Piazza d’Armi con le iniezioni. Se con le iniezioni non funziona, proveranno con delle supposte.

Quartu, via alle “rotatorie alla francese”.  Qual è la differenza con le rotatorie all’italiana? Le rotatorie alla francese sono quelle che, quando vai a sbattere, invece che urlare insulti e bestemmie, sussurri “Pardon…”.

Sardegna: Roberto Cavalli in vacanza con la giovane fidanzata (45 anni di differenza). L’amore non ha età. Basta che abbia un sacco di soldi.

Dopo 4 anni di coma si risveglia con le canzoni di Baglioni. Poi per caso sente un discorso di Mattarella e si riaddormenta subito.

Batteri nel formaggio. Bambino muore per infezione. Ma i batteri erano compresi nel prezzo, o erano in omaggio? Perché se sono gratis è un conto, ma se glieli hanno anche fatti pagare è più grave. No?

Si ripete il rito dello “Sposalizio selargino”.  A Selargius, vicino Cagliari, i matrimoni sono indissolubili: mica come si usa oggi che ci si sposa e dopo 3 mesi già divorziano. La prova è che da molti anni si celebra questo antico rito nuziale in costume dello “Sposalizio selargino“, ma non si è mai sentito parlare di un “Divorzio selargino“; non esiste, non è contemplato nella tradizione. I selargini sono fedelissimi e inseparabili, come i piccioni. Auguri agli sposi.