Mi presta l'utero?

Potrebbe sembrare una domanda impertinente. Ma non lo è. Anzi, viste le ultime notizie in fatto di procreazione, sarebbe del tutto normale. Negli ultimi tempi, diversi casi di bambini nati non proprio secondo il metodo classico, hanno trovato ampio rilievo sulla stampa. L’anno scorso fece scalpore la notizia che una celebre interprete della serie “Sex and the city”, Sarah Jessica Parker, avrebbe avuto due gemelle tramite un utero in affitto.

In verità non era poi una notizia così sconvolgente. Ci sono già stati casi simili. Qualche tempo fa una donna mise a disposizione il proprio utero, al posto della figlia che non poteva avere gravidanze. Così, nato il bebé, lei sarà contemporaneamente mamma e nonna. Un bel progresso, no? Sui bus di Londra, alcuni mesi fa, comparve un annuncio in cui una donna offriva in affitto l’utero…al miglior offerente.

Allora di che ci meravigliamo? Così, supponiamo che siate un maschietto e che abbiate voglia di avere un erede, ma non volete legami affettivi o non avete una compagna stabile con cui farlo nel modo classico. No problem. Intanto procuratevi un ovulo da fecondare. Ormai si trovano facilmente anche quelli. Ma non fidatevi degli ovuli in offerta speciale che trovate magari al Discount. No, fate un salto nella vecchia fattoria, hia hia oh, e prendete degli ovuli freschi di giornata fatti personalmente dalla contadinella giovane e bella. Dopo non vi resta che trovare l’incubatrice…pardon, l’utero. Magari siete in giro per negozi, al cinema, a teatro, ai grandi magazzini, vedete una bella e avvenente donna. La fermate e le ponete la fatidica domanda: “Scusi, mi presta l’utero per nove mesi?”. Come suol dirsi, la domanda è lecita…No?

Beh, almeno finché questo nuovo sistema non sarà accettato definitivamente e diventerà un servizio gratuito offerto dalla ASL. Allora sarà tutto più facile e potrete avere il vostro utero garantito, col bollino blu, in affitto, in prestito o in comodato d’uso. Andate alla ASL, ci saranno degli elenchi affissi: “Uteri convenzionati“. Scegliete il vostro utero ed il gioco è fatto. La cosa assurda di questa notizia è che sembra “normale“…

Ed ecco l’ultimissima, fresca di giornata: “Bebè a coppia gay; affittato l’utero negli USA“.  I due gay “vivono in provincia di Livorno, ma sono dovuti andare a Barcellona per sposarsi. E fino in California per avere un bimbo, David, come il medico che l’ha fatto nascere. Il piccolo, nato il 10 agosto scorso, è stato 9 mesi nel grembo di una trentenne messicana che vive a San Diego.”. Olè, il gioco è fatto. Facile no? Ora, però, potrebbe esserci qualche problemino che rigarda il corretto sviluppo del piccolo ed il superamento del famoso “Complesso di Edipo“.

Durante il periodo della sessualità adolescenziale il bambino manifesta un innamoramento per la figura del genitore del sesso opposto. Solo il superamento del complesso di Edipo permette di vivere in età adulta una sessualità equilibrata.” (Sigmund Freud) In pratica, detto in due parole, si tratterebbe di una pulsione inconscia del bambino che sogna di ammazzare il padre, visto come rivale, e far l’amore con la madre. Talmente conosciuto e talmente sfruttato dalla letteratura e dal cinema che evito di dilungarmi su ulteriori spiegazioni.

Ora proviamo ad immaginare cosa succede ad un bambino adottato da una coppia gay o lesbo. Come vivrà e risolverà il suo complesso di Edipo? Come farà ad individuare il “padre” da ammazzare fra due donne? E come farà ad identificare la madre fra due maschioni, magari con barba e baffi, e senza seno da poppare? Eh sì, perchè il seno materno è un elemento essenziale nello sviluppo del citato complesso edipico. Ma se questo seno non c’è…chi è la madre? Boh…!? Eh sì, se vivesse ancora, il vecchio Freud si troverebbe in grande imbarazzo a risolvere questo quesito, col rischio di dover rivedere tutta la sua teoria.

Ma il tempo passa, l’umanità si evolve ed anche i bambini non nascono più sotto i cavoli o portati dalle cicogne. 

Una volta i bambini si facevano col metodo classico, che non stiamo ad illustrare perché si suppone che tutti lo conoscano.. Non sempre il risultato era garantito, ma il sistema ha funzionato egregiamente per millenni e, per giudizio unanime, non solo funziona, ma è anche piuttosto piacevole. E’ uno dei pochi esempi pratici del famoso detto “unire l’utile al dilettevole“.

Poi arrivarono Dolce e Gabbana e uno dei due (non importa quale, tanto è lo stesso) affermò pubblicamente che avrebbe desiderato “fare un figlio, ma non con una donna…” ( questa non è una battuta, è una dichiarazione vera riportata dalla stampa qualche anno fa). Ci fu un attimo di sgomento generale e poiché la legge Basaglia (quella che ha chiuso i manicomi) ormai era in vigore e non si poteva tornare indietro, si cercarono altri sistemi per poter garantire a Dolce e Gabbana il diritto sacrosanto di poter allevare un pargoletto biondo.

Le menti più brillanti della scienza mondiale si mobilitarono ed il risultato fu assicurato. E così oggi, grazie al progresso scientifico, ci sono nuovi metodi alternativi che, superato il vecchio e caro sistema scopatorio, ottengono lo stesso risultato, senza eccessivi sprechi di energie preziose e, soprattutto, garantiscono a tutti il diritto di avere un figlio. Un bel successo, no? E così, in un tripudio di ovuli, fecondazione assistita, non assistita, eterologa, non eterologa, embrioni, spermatozoi DOC di prima e di seconda scelta, uteri in affitto, o ceduti gratuitamente in comodato d’uso, avere un bambino non è più un problema. Tutti, ma proprio tutti, anche coloro che naturalmente non riuscirebbero nell’impresa, potranno avere il loro bel bambino e, date tempo al tempo, potranno scegliere anche le caratteristiche psicosomatiche.

Prevedo già che sulle pagine dei quotidiani, nella rubrica “AAA Cercasi/Offresi…” presto compariranno annunci di questo tipo.

– Affittasi utero signorile, zona centrale. Ampio, riservato. Prezzo da concordare.

Elegante utero, ristrutturato, zona turistica, a veri intenditori vendesi. Anche co-proprietà.

– Causa trasferimento, cedo ovulo già fecondato. No perditempo.

– Agenzia leader nel settore e con esperienza decennale seleziona, per propria clientela medio/alta, spermatozoi alta qualità genetica, da donatori accertata predisposizione artistica o scientifica e alto Q.I. Disponibile ampia tipologia caratteri somatici predeterminati e garantiti. Soddisfatti o rimborsati.

Spermatozoi freschi di giornata vendo. Produzione artigianale propria con lavorazione a mano. Prezzi modici.

La “Banca…” vent’anni dopo…

Robert Graham morì nel 1997, all’età di 90 anni, durante un incontro della American Association for the Advancement of Science (Associazione Americana per il Progresso Scientifico). Negli anni successivi alla sua morte, la fondazione cessò l’attività e tutte le donazioni e la documentazione vennero eliminate. Inoltre, la maggior parte dei segreti nascosti dietro a questo sogno di perfezione umana scomparve con il suo creatore. Si ritiene che l’esperimento di Graham abbia portato alla nascita di 230 bambini. Essendo l’identità di questi "piccoli geni" sconosciuta, l’entità del successo rimane per lo più un mistero. Ciononostante, alcuni di questi piccoli geni si sono resi noti; tra questi, Doron Blake è stato il caso più celebre. Blake sembra essere stato il secondo nato del progetto: egli dimostrò abilità eccezionali fin dalla nascita, fatto noto in quanto la madre, Afton Blake, lo esibì in pubblico innumerevoli volte fin dal giorno in cui il bimbo venne alla luce. Già dall’età di 18 anni, Doron dice di avere concesso ben 100 interviste. L’interesse generato non è sorprendente se si considera lo sviluppo del bambino: – appena nato muoveva le mani a tempo di musica classica – all’età di due anni usava il computer – all’asilo leggeva Shakespeare e imparava l’algebra – all’età di 6 anni aveva un QI di 180 – da adulto, si distinse quale musicista di talento e genio matematico Nonostante ciò, Blake non ritenne che la partecipazione di sua madre all’esperimento di Graham avesse aumentato in maniera esponenziale le sue capacità: "Non penso che sia il livello di intelligenza a rendere un individuo una persona di successo, ma piuttosto l’essere cresciuto in una famiglia unita, con genitori affettuosi che non esercitano pressione. Quello che più amo di me stesso non è tanto l’essere intelligente quanto il fatto che mi piace occuparmi delle persone e che cerco di rendere migliore la loro vita. A mio parere, la bontà è una qualità che non può essere riprodotta artificialmente." Naturalmente, il problema principale sta nel determinare se le abilità dei mini geni derivino dalla natura o dall’ambiente in cui sono cresciuti. Questo è un processo particolarmente difficile da decifrare nei bambini geni di Robert Graham: sono essi il risultato dell’ambiente in cui crescono o della genetica? Parte del contratto di Graham per l’inseminazione prevedeva che le famiglie provvedessero affetto, cura, attenzione e sicurezza finanziaria. Di conseguenza, risulta impossibile determinare quanto l’intelligenza dei bambini sia stata influenzata dal background sociale. Fonte: Discovery_Italia
Riferimenti: La Banca del seme

La “Banca del seme” di Robert Graham…

Sarebbe possibile creare società fatta esclusivamente di geni? Robert Graham, un miliardario americano ci ha provato istituendo una fondazione dedicata al determinismo biologico: in altre parole, una "banca del seme", in cui i semi provengono esclusivamente da cervelloni della scienza. Nel 1980, un miliardario californiano decise di istituire un’esclusiva fondazione dedicata al determinismo biologico. In altre parole, una "banca del seme". Sebbene la vicenda sembri essere tratta da un romanzo di fantascienza, il Repository for Germinal Choice (Deposito per la Scelta Germinale) di Robert Graham fu realmente creato allo scopo preciso di produrre una "razza superiore" costituita da individui eccezionali. Come si addice a tutti i progetti di supremazia plutocratica, la sede della fondazione era situata in un bunker sotterraneo di cemento. Ma a rendere speciale questo piano sullo "stile di Blofeld" fu il fatto che solo i cervelloni della scienza potessero essere donatori: la crème de la crème, cioè coloro in grado di donare un seme di genio, che poi venga congelato in azoto liquido. Graham aveva fatto fortuna sviluppando delle lenti per occhiali, infrangibili e fatti di plastica. Nel 1978 però, egli vendette la sua società, chiamata Armorlite, e si concentrò su quello che era il suo vero sogno: la preservazione della grandiosità americana attraverso la riproduzione selettiva. Afflitto dalla sua discutibile teoria secondo la quale il pool genetico americano sarebbe stato gradualmente diluito da poveri "esseri umani retrogradi", Graham decise di passare all’azione per cambiare la situazione. "Già da giovane mi ero reso conto che i cittadini intelligenti e desiderabili non stavano procreando", disse Graham in una rara intervista del 1983. "Il medico locale aveva solo un figlio, così come il banchiere, mentre l’uomo più benestante e più noto della città di figli non ne aveva affatto." In realtà, Graham deve l’ispirazione di questa "banca del super-seme" a Hermann Muller, genetista americano vincitore del premio Nobel nel 1946. Muller aveva sostenuto a lungo l’idea della creazione di "banche di semi", nelle quali le donazioni di uomini geniali potessero essere conservate fin dopo la loro morte. Quando rese pubblico il suo progetto, Graham fu attaccato sia dai media che dalla comunità scientifica, accusato di cercare di creare una "razza superiore". Sparì quindi dall’attenzione pubblica fino al 1982, anno che vide la nascita del suo primo bambino super intelligente… Si ritiene che già dal 1983, la "banca del super-seme" di Graham avesse 19 donatori di geni, tre dei quali ex premi Nobel per la scienza. Ad eccezione di uno, i donatori erano tutti anonimi. Il Dott. William B. Schockley della Stanford University vinse il Premio Nobel per la fisica nel 1956. Schockley, che al tempo aveva già superato i settant’anni, commentò: "Accetto con piacere l’opportunità di essere coinvolto in questa importante causa. Desidero tuttavia mettere in chiaro che non mi ritengo affatto un essere umano perfetto né il candidato ideale. Non è mia intenzione creare superuomini." Graham era frustrato dal fatto che così pochi colleghi vincitori di premi Nobel avessero partecipato alla donazione. Inoltre, anche coloro i quali avevano partecipato dovettero essere eliminati in quanto troppo anziani per produrre un seme valido. Graham iniziò allora a coprire un’area più ampia di ricerca, rivolgendosi ai giovani scienziati emergenti delle Università della California. Iniziò inoltre a contattare vincitori di medaglie d’oro olimpioniche e giovani imprenditori di successo nel tentativo di ampliare il suo campo di ricerca. Sebbene l’identità dei donatori fosse tenuta segreta, altre informazioni erano disponibili, tra cui: – peso, altezza ed età – colore degli occhi, pelle e capelli – varie caratteristiche ereditarie comprendenti informazioni relative a figli esistenti – requisito più importante: un QI di circa 180 (dell’intera popolazione britannica approssimativamente 20 persone hanno questo QI) Graham scrisse inoltre i propri commenti su ogni campione, del tipo: "Scienziato molto famoso. Persona fattiva. Praticamente un superuomo." I donatori venivano identificati tramite appellativi codificati per colore: per esempio, Sig. Fucsia, Sig. Bianco e Sig. Arancione. Al rigore dei criteri di selezione corrispondeva una selezione delle donne altrettanto rigida. Le donne dovevano infatti essere sposate con un uomo sterile. I potenziali genitori dovevano anche essere persone affettuose molto benestanti al fine di poter fornire un ambiente ideale nel quale i super bambini di Graham potessero prosperare. Graham cercò potenziali madri mettendo un annuncio su una rivista della Mensa. Solo donne accuratamente selezionate che desideravano incrementare la possibilità di produrre figli eccezionali potevano essere sottoposte ad inseminazione. Le donne che ricevevano lo sperma dovevano inoltre impegnarsi a tenere Graham informato sul corso della gravidanza e sul successivo sviluppo del bambino. Già dall’inizio degli Anni ’90, venivano al mondo ben 20 "bambini geni" ogni anno. Fonte: Discovery-Italia …continua…
Riferimenti: ( Torre di Babele)

Quello strano concetto di morale…

Uno dei temi più ricorrenti di questa campagna referendaria è l’accusa rivolta alla Chiesa, ai vescovi ed al Papa, di interferenza e condizionamento dei cattolici in merito alle scelte ed alla partecipazione al voto. Sembrerebbe che tutti siano autorizzati a parlare ed esprimere il proprio parere sui quesiti sottoposti a referendum purché siano schierati con il “Sì” o, comunque, con coloro che decidono di votare. E se un cittadino sceglie deliberatamente di non votare perché lo si deve far sentire in colpa per la sua scelta? Anche il non votare è espressione di libertà…o no? Ora, i quesiti referendari sono sostanzialmente quesiti di carattere morale. I cattolici hanno una loro morale, che è appunto la morale cattolica. Per quale strano motivo i cattolici che esprimono un loro giudizio ( o voto) su un quesito di tipo “morale” dovrebbero mettere da parte la loro “morale” e ragionare da laici, ovvero secondo una “morale” laica, che è contraria a quella cattolica? Perché? E per quale strano motivo un cattolico che, quindi, riconosce nella Chiesa e nei suoi rappresentanti la guida spirituale e “morale” non dovrebbe ascoltarne i suggerimenti? Perché? Perché gli atei possono ragionare da atei ed i cattolici non possono ragionare da cattolici? Perché i marxisti possono seguire gli insegnamenti di Marx ed i cattolici non dovrebbero ascoltare gli insegnamenti del Papa? Perché i cattolici non dovrebbero essere “cattolici”? Perché? Perché lo dice Pannella? E perché Pannella dovrebbe essere più autorevole del Papa? Se rispondete seriamente ed in maniera convincente a queste domande prometto che convincerò zia Ciccitta ad andare a votare e votare Sì…
Riferimenti: ( Torre di Babele)

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Zia Ciccitta Conchemallu e il referendum…

Ultimamente ho seguito diversi programmi speciali dedicati al referendum: L’infedele di Gad Lerner, Ballarò condotto da Floris e, immancabile, Porta a porta del Vespa nazionale. Un tripudio di esperti, opinionisti generici ed i soliti ospiti di professione (quelli che ritrovi ovunque e qualunque sia l’argomento in discussione). A questo punto, dopo tante dotte e appassionate spiegazioni da parte di politici e scienziati, dovrebbe essere chiarissimo a tutti quali siano i quesiti referendari, quali siano gli argomenti specifici dei singoli quesiti e gli spettatori non dovrebbero avere problemi a valutare i quesiti con piena cognizione di causa e votare in piena consapevolezza. E infatti lo stesso Vespa, il quale ha già affrontato varie volte il tema referendum e dovrebbe avere le idee chiarissime, circa a metà dell’ultima puntata sembra cascare dalle nuvole ed afferma candidamente che non aveva ancora capito che gli ovociti si potessero congelare.

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