Rosy for President.

Rosy Bindi è presidente del Partito democratico. Incredibile. Solo una decina d’anni fa questa ipotesi sarebbe stata pura fantascienza. Una ex democristiana presidente di un partito costituito in larghissima parte da elettori, sostenitori e mlitanti del partito di Gramsci, Togliatti, Berlinguer. Un partito che ha sempre combattuto con ogni mezzo la Democrazia cristiana. Immagino che ora, all’interno del partito, sia esplosa una gravissima crisi di coscienza. I democristiani devono applaudire un segretario, Bersani, ex comunista. I comunisti si ritrovano ad essere rappresentati da una donna nata, cresciuta e pasciuta nella Democrazia cristiana, storico nemico del PCI. Chi  l’avrebbe detto che democristiani e comunisti sarebbero finiti, dopo 60 anni di feroci contrapposizioni, uniti a braccetto per la stessa causa. La causa è ancora da definire, ma il matrimonio s’è fatto. Gli ex democristiani sono quattro gatti, ma gli ex comunisti sono la maggioranza. Poveri compagni, sono in caduta libera. Gli è caduto il muro di Berlino, gli è caduto il mito della grande Russia e del paradiso dei lavoratori, gli è caduta l’ideologia comunista, gli è caduto il PCI, gli è caduto il simbolo "Falce e martello", gli è caduto anche l’inno "Bandiera rossa". E adesso, con Rosy Bindi presidente, gli cadono anche le palle…

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Abusi sinistri…

Quando leggo notizie come questa, sempre più spesso ormai, mi viene da ridere. Avete presente quelli che si appellano alla loro "superiorità morale", quelli che "Noi abbiamo le mani pulite", quelli che "Noi siamo persone perbene", quelli ex/post comunisti che ora si fanno chiamare "Democratici" e che urlano e sbraitano, un giorno sì e l’altro pure, contro la corruzione dei politici, contro i condoni edilizi, contro la cementificazione del territorio e contro gli abusivismi edilizi? Sì? Bene, hanno ragione. Infatti proprio oggi sul Corriere fiorentino c’è una breve notizia su un caso di abusivismo, corruzione e tangenti a Firenze.

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Quanto è furbo Franceschini!

Dario "The fox", ha avuto un lampo di genio. Visto che si ritrova a dover inseguire Bersani nella corsa alla segreteria, le sta tentando tutte, pur di riguadagnare terreno, consensi e voti. Ma la differenza di circa 20 punti pare incolmabile. Allora occorre una "pensata" di quelle in grado di capovolgere le previsioni. Certo, sarebbe impresa quasi impossibile se votassero solo gli iscritti i quali, grosso modo, confermerebbero le indicazioni scaturite dai pre congressi. Ma c’è quella curiosa norma che consente a tutti, iscritti, non iscritti, simpatizzanti, passanti, di votare per uno dei candidati. Ovvero, prima gli iscritti hanno votato, scegliendo di fatto il segretario, poi si rimette tutto in discussione e si fanno votare cani e porci. Beh, loro sono fatti così, sono estrosi anche nei regolamenti.

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Storia di comici e buffoni.

Ricapitoliamo. Beppe Grillo annuncia che si candiderà alle primarie del Partito democratico. Gli rispondono a stretto giro di "Ansa" che non può farlo perché non è iscritto. Allora Grillo decide di iscriversi e lo fa presentando la regolare domanda, e versando la quota di 16 euro, alla sezione locale del PD di Arzachena, in Sardegna, dove si trova in vacanza. Breve conciliabolo fra i responsabili della sezione locale, del PD provinciale e quelli nazionali ed altra risposta, ancora via Ansa. La domanda non può essere accettata perché Grillo non è residente ad Arzachena. Ma il comico non si scoraggia ed annuncia che il giorno dopo tornerà a Genova e si iscriverà nella sezione di Nervi, dove è residente. Problema risolto? Ma neanche per idea. Il PD, in un provvidenziale impeto di creatività, si ricorda che ha una Commissione di garanzia, momentaneamente disoccupata. Così si convoca d’urgenza la Commissione che si riunisce in serata e mentre tutti i comuni mortali sono a cena o all’aperto a godersi un po’ di frescura serale, i "Garanti" lavorano sodo per affrontare il difficilissimo caso dell’iscrizione di Grillo al PD. Ed ecco il resoconto, e relativa delibera, della delicata riunione di lavoro, come riferito da una nota Ansa,intorno alle ore 21, subito dopo la fine dei lavori: "Grillo non può iscriversi".

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Grillo stravince: 63%

Secondo un sondaggio lanciato ieri mattina dalla redazione del Forum Tiscali, il comico Beppe Grillo raccoglie oltre il 63% dei voti. La domanda era chiara "Chi votereste alle primarie?". La scelta, ovviamente, era tra Franceschini (segretario in carica), Marino, Bersani, già candidati alle primarie PD per la segreteria, e l’eventuale nuovo candidato, Bepper Grillo (nel caso accettassero la candidatura). Ecco il risultato del sondaggio a 24 ore di distanza:

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Grillo è nel PD…sardo!

Beppe Grillo si è iscritto al PD. Dopo l’annuncio della sua candidatura alla segreteria del Partito democratico e le sdegnate risposte di molti fossili del partito, ecco la conferma ufficiale (Tiscali notizie). Fassino ha detto che Grillo non poteva candidarsi perché non era iscritto. Altri esponenti hanno contestato la sua candidatura perché il comico aveva in passato criticato ferocemente il Partito. Allarme generale nel PD. Se dovessero censurare tutti quelli che hanno criticato il Partito democratico dovrebbero espellere dal Partito metà degli iscritti, compresi i dirigenti, a cominciare da D’Alema. Ed ecco che Grillo li frega tutti e va ad iscriversi nella sezione PD di Arzachena, in Sardegna. E adesso come la mettiamo?

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Mutanda rossa trionferà…

Hanno provato in tutti i modi, in questi 15 anni, a far fuori Berlusconi. Niente da fare, il Cavaliere è sempre al comando. Non ci riescono con le elezioni, anzi sembra che più vada avanti e più si rafforzi. Non ci sono riusciti con le inchieste giudiziarie, una settantina di processi, finite nel nulla. Non ci sono riusciti con una campagna mediatica continua ed assillante tesa a screditarlo sul piano personale e politico.  Né le bandiere rosse, né le toghe rosse, né le penne rosse della stampa sono riuscite nell’impresa. Non restava che un’ultima carta da giocare, quella già ipotizzata da Feltri quando dice che “Il problema di Silvio è…la gnocca!“.

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Marxisti liberali e gattopardi rosa.

Si dice che solo gli imbecilli non cambiano mai idea. Il che non significa, però, che coloro che cambiano idea non possano essere, al tempo stesso, imbecilli, né che gli imbecilli debbano, necessariamente, non cambiare idea. E’ uno di quei luoghi comuni che apparentemente sembrano avere una loro saggezza di fondo, ma che vanno presi con le pinze; anzi, con le pinzette, perché talvolta quel pizzico di verità che contengono può essere, se usata male, vanificata del tutto.

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La banda dei “Senza vergogna”

Ieri sera, a Otto e mezzo di Ferrara, si parlava del nuovo "Partito democratico" e della imminente presentazione ufficiale con il manifesto costitutivo. Sostanzialmente nasce dalla fusione degli ex/post comunisti marxisti-leninisti con gli ex/post democristiani cattolici di sinistra. Il che è tutto dire! Basta ricordare che per 50 anni sono stati irriducibili avversari con idelogia e politica difficilmente conciliabile. Ora, invece, anch’essi forse "pentiti", tanto ormai è di moda pentirsi, vanno a braccetto, baci e abbracci, volemose bene, e facciamoci un nuovo partito, tanto uno più uno meno…

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