Le cose che contano nella vita…

Si dice che la TV sia specchio dei tempi, specchio della realtà. E, come tale, ponga in risalto, evidenzi ed amplifichi i temi importanti della vita reale. Forse è per questo motivo che già dal mattino la TV ti ricorda quali sono le cose che contano veramente nella vita. Si parte col TG, ovviamente, con tutta una serie di notizie utilissime, dalle medaglie olimpiche alle dichiarazioni dei politici, dai morti ammazzati alle novità sul delitto di Cogne, etc. Tutte cose fondamentali e che incideranno notevolmente sullo svolgersi della tua giornata, aiutandoti a risolvere i problemi lavorativi, affettivi ed esistenziali in genere. A seguire, le previsioni del tempo, la percorribilità stradale e…l’oroscopo.

Il tutto per una durata di circa 15 minuti. Pausa per la pubblicità e poi si ricomincia; Tg, tempo, strade e…oroscopo! E così si va avanti per circa un’ora. Inutile cambiare canale; cambiano i suonatori, ma la musica è la stessa. Ora, visto il poco spazio a disposizione è chiaro che quei 15 minuti bisogna utilizzarli al meglio, evitando notizie superflue o poco importanti e cercando di sfruttarlo per parlare di cose veramente importanti e serie. Se ne deduce che…l’oroscopo sia una cosa importante e seria. Ma si può considerare seria una società che considera serio…l’oroscopo?

(E’ un vecchio post del 2004, ma, purtroppo, è sempre valido.)

Astrologia-1

Eppure c’è ancora gente che ci crede. Ma non bisogna sorprendersi: c’è gente che crede che la Terra sia piatta e c’è gente che sta ancora  “Aspettando Godot“.

Un cane andò in cucina (2004)

Un cane andò in cucina e si accostò al fornello. Allora col coltello il cuoco lo sgozzò. Ciò visto gli altri cani scavarono una fossa e sulla terra smossa scrissero con la coda: Un cane andò in cucina e si accostò al fornello. Allora col coltello il cuoco lo sgozzò. Ciò visto gli altri cani scavarono una fossa… Ciò visto gli altri cani scavarono una fossa… Scavarono una fossa…”.
Da “Aspettando Godot”, atto secondo, scena prima, di Samuel Beckett.

 

Il cappello di Lucky

Lucky non pensa se non ha in testa il cappello. E così Vladimiro gli mette il cappello in testa e Lucky comincia a ” pensare “. Breve stralcio del pensiero di Lucky:

Considerata l’esistenza così come traspare dai recenti lavori pubblici di Poincon e Wattman di un dio personale quaquaquaqua dalla barba bianca quaqua fuori del tempo dello spazio il quale dall’alto della sua divina apatia sua divina atambia sua divina afasia ci vuol tanto bene salvo le debite eccezioni non si sa perchè ma prima o poi verrà fuori e a somiglianza della divina Miranda soffre con quanti si trovano non si sa perchè ma c’è tutto il tempo nel tormento nel fuoco il cui fuoco le fiamme se continua ancora un po’ e come dubitarne finiranno per mettere fuoco alle polveri nelle fattispecie porteranno l’inferno nei cieli a volte così azzurri ancor oggi e calmi così calmi di una calma che pur essendo intermittente è nondimeno la benvenuta…”. ( Da ” Aspettando Godot” di S. Beckett )

Talvolta ho la spiacevole sensazione che il mondo sia come Lucky. E che qualche burlone cosmico si sia divertito a ficcare un vecchio e logoro cappellaccio in testa al mondo e che gli uomini, a causa di questo sortilegio, passino il tempo a blaterare pensieri sconclusionati. E spero che questo burlone ormai si sia divertito abbastanza e che si decida, finalmente, a riprendersi il cappellaccio. Lo so. E’ come recitare liriche giapponesi, in lingua originale, una domenica pomeriggio, in curva nord, durante un derby calcistico. E pretendere di essere ascoltati. Variazione sul tema: ” Siamo pazzi, tutti. Completamente, irrimediabilmente pazzi. L’unica nostra salvezza è il non sapere di esserlo.” Ma questo è un paradosso. E sarebbe altrettanto paradossale se non lo fosse. Boh.

 P.S. Pensierino del mattino dedicato al cugino della zia della sorella del cognato del compare del nonno del nipote del Grande fratello! E l’ultimo chiuda la  porta…

 

Un cane andò in cucina…

Un cane andò in cucina e si accostò al fornello. Allora col coltello il cuoco lo sgozzò. Ciò visto gli altri cani scavarono una fossa e sulla terra smossa scrissero con la coda: Un cane andò in cucina e si accostò al fornello. Allora col coltello il cuoco lo sgozzò. Ciò visto gli altri cani scavarono una fossa… Ciò visto gli altri cani scavarono una fossa… Scavarono una fossa…”

Da “Aspettando Godot”, atto secondo, scena prima, di  Samuel Beckett.

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