Vita da cani…

Cile: un cane rischia la propria vita per salvare un altro cane randagio, finito nella corsia autostradale ed investito. Incurante del pericolo, riesce a fatica a trascinarlo sul bordo strada. Arriva, infine, un’auto di sorveglianza; forse riescono a salvarlo. Vedere questo filmato, diffuso dalla televisione spagnola, è commovente e ci fa riflettere molto, sia sulla fine dei cani randagi abbandonati, sia sul comportamento di quelli che chiamiamo "animali", per distinguerli, orgogliosamente, dall’uomo, essere superiore. Mah…

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Cane e padrone.

E’ il titolo di un racconto di Thomas Mann, la storia del bellissimo rapporto fra Bauschan, un pointer mezzo bastardo, ed il suo padrone, le loro passeggiate quotidiane, le riflessioni del padrone e le immaginarie reazioni del cane, il tutto narrato in prima persona dal protagonista. Il termine “padrone” è orribile, ma è ormai nella consuetudine.  Non ho mai pensato di essere il padrone dei molti cani che ho avuto la fortuna di avere, né ho mai pensato che i cani fossero miei schiavi. Abbiamo solo fatto insieme un pezzo di strada, di vita, tenendoci compagnia, giocando e dividendo il cibo. Ma non voglio parlare dei miei rapporti con gli animali, cani e gatti, né del racconto di Mann, che consiglio di leggere. Mi è venuto in mente quel titolo leggendo questo allucinante articolo sulla Stampa: “Caro dottore sopprima il mio cane“.

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Il Gattopo

Una volta, molto tempo fa, osservando la natura, l’uomo si rese conto dell’ingiustizia del mondo. Vedeva i leoni inseguire le povere gazzelle, ammazzarle e cibarsene. Ascoltava i lamenti dei poveri topi eternamente costretti a scappare inseguiti dai gatti. Così l’uomo, che era un "animale intelligente", cercò di trovare un rimedio. E volendo eliminare le disparità e l’ingiustizia fra gli animali, decise di intervenire ponendo fine all’eterna lotta fra prede e predatori e pensò che l’unica soluzione fosse quella di creare l’uguaglianza fra le specie.

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Anche l’erba non è più quella di una volta…

Nel corso dell’assemblea annuale degli animali erbivori, tenuta alle falde del Kilimangiaro e moderata da Licia Colò, le gazzelle hanno denunciato pubblicamente la crescente scarsità di pascoli e le continue aggressioni subite da parte dei leoni. In una mozione finale, votata all’unanimità, si chiede l’intervento dell’ONU e la protezione dei caschi blu. Varie associazioni ambientaliste e pacifiste hanno indetto una marcia di solidarietà per sensibilizzare l’opinione pubblica.

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Questo è un cucciolo di foca…

Guardatelo, guardatelo bene negli occhi e ditemi… Esiste qualcuno che possa ammazzare a bastonate questi occhi dolcissimi? (La mattanza dei cucccioli di foca) E se esiste, come esiste, possiamo chiamarlo “uomo”? E se esistono uomini capaci di tanto, sono gli stessi uomini ai quali la Carta universale dei diritti dell’uomo riconosce pari diritti e dignità? No, non possono essere gli stessi. O si tratta di diverse specie umane, oppure i diritti dell’uomo sono da riscrivere escludendo alcune pericolose ed aberranti categorie di umanoidi. Mi rifiuto di pensare che tutti abbiano gli stessi diritti e dignità. No, gli assassini, i criminali, i delinquenti, quelli che vendono la droga ai bambini, i pedofili, i terroristi, non possono avere pari diritti, né pari dignità.

Mi spiace per i buonisti ad oltranza, ma non sono buonista. Mi spiace per i seguaci di Rousseau, ma l’uomo non nasce buono per natura. L’uomo è malvagio “per natura”; lo dice Dio, il creatore dell’uomo, nella Genesi: “Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo, perché l’istinto del cuore umano è incline al male fin dalla adolescenza“, disse Dio a Noè, dopo il diluvio universale. E sinceramente sono portato a credere più a Dio che a Bergoglio ed ai falsi buonisti cattocomunisti che parlano di fratellanza universale, non per risconto oggettivo con la realtà, ma per una aberrante e distorta ideologia.

I concetti di “fratellanza e uguaglianza” contenuti nel motto della Rivoluzione francese, a cui si ispirano tutte le anime belle,  sono due delle peggiori castronerie della storia del pensiero umano; ma anche di maggior successo. Il che non ne conferma la validità; conferma solo l’infinita stupidità dell’uomo.

Solo secoli di crescita culturale e la paura di incorrere in punizioni e torture previste dalle leggi riescono a frenare la naturale malvagità. No, non sono buonista, non lo sono mai stato. Anzi, ho sempre nutrito diffidenza nei confronti di chi appare sempre animato da buoni sentimenti e si mostra come un innocente agnellino che sopporta, per amore del prossimo, anche i lupi. Non lasciatevi ingannare. Alla prima occasione mostrano il loro vero volto, egoismo, malvagità e la cattiveria umana; la peggiore, quella pensata, voluta e fine a se stessa, la cattiveria per la cattiveria, che non dimostrano nemmeno le bestie più feroci che ammazzano le prede per sopravvivere, non per il semplice piacere di fare del male (cosa che è prerogativa esclusiva dell’uomo). Guardate gli occhi di questo cucciolo. Ci sono persone che li ammazzano a bastonate (Video). E poi festeggiano. Ma non sono uomini. No, sono qualcos’altro…
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Storie di cigni…


Cigno fugge dal lago e va in centro Bergamo, l’animale cercava il compagno E’ stata una scena decisamente inusuale quella a cui hanno assistito diversi bergamaschi che passeggiavano nel centro cittadino approfittando dei saldi. Per le strade si aggirava un grosso e candido cigno, uccello che solitamente si è abituati a vedere in ben altre ambientazioni. Il povero uccello (un esemplare femmina) si era allontanato dal laghetto che di solito lo ospita, alla ricerca del suo compagno, ricoverato dal veterinario. Il cigno maschio, ferito, era stato portato dal veterinario e “ricoverato” in una riserva. Per un po’ lei è rimasta nel laghetto del centro di Bergamo che da sempre li ospita. Poi il cigno femmina ha deciso di uscire e andare a cercare il suo compagno. L’uccello è uscito dalla vasca che circonda il monumento a Gaetano Donizetti (a fianco dell’omonimo teatro), ha percorso via Tasso, ha attraversato il trafficatissimo viale Papa Giovanni fino ad arrivare alla strada dei negozi, via XX Settembre, fermandosi alla fine di fronte alla chiesa di Santa Lucia. Nel frattempo sono arrivati, avvisati dai passanti colpiti dalla presenza dell’animale in quelle zone, gli agenti del nucleo ittico-venatorio della polizia provinciale, che, dopo un lungo inseguimento (il cigno non sembrava molto disposto a farsi catturare) sono riusciti a prendere l’animale e lo hanno portato in via Serassi nel magazzino comunale. Qualche ora dopo è stato trasferito nell’oasi del Wwf di Cenate Sotto, dove finalmente si è ricongiunto al suo compagno. ( TGCOM)
Riferimenti: ( Torre di Babele)