Gli psicologi (gay) sono disturbati

Sentite questa: “Sei un maschio eterosessuale, magari troppo “virile” e tradizionalista? Secondo l’American Psychological Association (Apa), l’associazione di categoria che rappresenta gli psicologi negli Stati Uniti, soffri di un disturbo mentale.”. Leggete qui: “Il maschio tradizionale? Disturbato“.

psicologi

Chissà perché ho la sensazione che questi psicologi citati nell’articolo siano gay e scrivano su commissione della lobby Lgbt. “Il maschio virile è disturbato”, “Il maschio tradizionale è malato”, dicono. Da ridere; o da piangere. Solo delle persone “disturbate” sessualmente e psichicamente possono fare affermazioni simili.  Ergo, gli unici “disturbati” in circolazione sono gli psicologi.

Piano piano stanno rigirando la frittata. Dopo essersi impegnati tanto per convincere il mondo che i gay sono “normali” e dopo la grande campagna per diffondere le teorie gender ora si passa alla seconda fase, la fase finale: dimostrare che gli anormali non sono i gay, ma gli eterosessuali (qui andrebbero bene le risate registrate, come nelle sit com, oppure il pianto delle prefiche). E si procederà con una campagna mediatica per dimostrare che l’essere eterosessuali e normali sia un sintomo di turbe psichiche, e che bisogna curarsi; magari con uno psicologo gay (sono più sensibili; oh, come sono sensibili). Vogliono costruire una società unisex, gender o sessoconfusi sul modello Luxuria, Malgioglio e Signorini. Siete ridicoli e patetici.

Non per niente in USA gli strizzacervelli sono in ribasso già da decenni ed i loro divanetti restano vuoti. La gente ha capito che, sotto sotto è una fregatura. Ricordiamo la celebre battuta di Woody Allen in “Io e Annie”, in cui lamentava il fatto che da 15 anni fosse in cura dallo psichiatra senza successo. “Gli do ancora un anno, poi vado a Lourdes”, concludeva. Ecco, cari psicologi, andateci anche voi a Lourdes; non si sa mai, qualche volta i miracoli succedono.

Dice Vittorino Andreoli: “, riconoscendo la profonda crisi della psicoanalisi in USA dove  era così diffusa da essere diventata una moda: “In America non ci va più nessuno. La psicanalisi delle tante sedute e del setting particolare registra un crollo.”. E se anche Andreoli conferma questa mia vecchia idea, forse non sbagliavo.

Vedi:

Psicologia, cani e pulci (2016)

I guru moderni: il “Motivatore“. (2016)

La diffidenza è una virtù (2009)

Andreoli, musica pop e i matti di Salerno (2018)

Cazzate d’autore…

Ho l’impressione che troppo spesso accettiamo affermazioni fatte da personaggi illustri considerandole vere e sacrosante non tanto per la loro intrinseca veridicità, ma semplicemente perché a pronunciarle sono personaggi ritenuti autorevoli. Ma, come ho detto in altre occasioni, spesso le "belle parole" sono solo belle, ma non necessariamente vere. In alcuni casi sono vere e proprie "cazzate", ma d’autore. Ho anche il dubbio, talvolta, che questa mia posizione piuttosto critica nei confronti di personaggi pubblici che pontificano in tutte le occasioni, specie in TV o sulla stampa, deliziandoci con le loro perle di saggezza, possa apparire come una critica fine a se stessa ed anche un po’ snob, fatta per il solo gusto di contestare. Allora farò un esempio pratico ed una volta tanto mi permetto di dilungarmi nella esposizione, con la mia massima stima per coloro che riusciranno ad arrivare fino in fondo. Lo spunto mi è offerto da un post che ho letto ieri, nel quale viene riportato un articolo del prof. Vittorino Andreoli, noto pschiatra e assiduo frequentatore dei salotti televisivi. L’articolo è incentrato sulla figura del doppio e trae spunto dall’esame della figura di "Dott. Jekill e Mr. Hyde". L’articolo si presterebbe ad un esame approfondito, ma mi limiterò a prendere in considerazione solo alcuni passi, che sono comunque sufficientemente emblematici della tesi espressa.

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