Prima Belen

Sembra che il Giornale, parafrasando il motto “America first” di Trump, abbia adottato il motto “Prima Belen”, poi tutto il resto. Infatti ogni giorno, da anni, c’è in prima pagina un articolo che la riguarda (qualche volta anche due o tre; il perché di tanta attenzione non è chiaro, ma lo scopriremo prima o poi). Ecco quello di ieri “Diletta Leotta e Belen Rodríguez, la foto è “letale”; Instagram in tilt“.  Non se ne può più di vedere tutti i santi giorni in prima pagina questa “gatta morta“, qualunque cosa faccia o non faccia, in tutte le pose, ma sempre nuda o quasi, con quella immancabile espressione fissa; più che un volto sembra una maschera. Guardate questa foto. Per lei è una specie di foto tessera, l’espressione è sempre quella.

belen languida

Sì, al Giornale hanno la passione per la cultura; o forse è meglio dire “La Cul-tura”.  Ieri, per esempio sempre in prima pagina c’era questo articolo che riguardava Fabrizio Corona, un altro personaggio sempre in primo piano, non per particolari meriti artistici o culturali, ma per i pettegolezzi da lavandaie che lo accompagnano sempre e le sue peripezie amorose: “Il mio pene non vuole pensieri“. Già dal titolo si intuisce la profondità del pezzo e dell’argomento trattato; ma, soprattutto, il rapporto conflittuale tra il suo cervello e  l’organo sessuale; una convivenza non facile.  Ma può stare tranquillo perché il suo pene non sarà assillato dai pensieri, sempre scarsi, poco impegnativi e, siccome scambia spesso i due organi, sono pensieri del cazzo; quindi in perfetta sintonia con il titolare di quegli organi. Visto, però,  che finisce in prima pagina, deve essere una notizia importante. Immagino che gli italiani si sveglino ogni mattina chiedendosi come stia il pene di Corona e che uso ne faccia. O almeno questo è quello che forse credono al Giornale. No?

(P.S.) Ancora dubbi sul fatto che al Giornale abbiano delle tendenze maniacali di tipo sessuale? Ecco il titolo di oggi, 25 gennaio, di un  articolo in prima pagina (quindi, di grande interesse sociale e culturale): “La Marcuzzi è senza le mutande?“. E naturalmente anche questa foto, come tutte quelle delle smutandate del giorno, scatena gli utenti e  “fa impazzire i social“. Ma siamo sicuri che siano i social ad impazzire e non i cronisti gossipari che,come ho scritto pochi giorni fa, “Non vanno oltre le mutande”? Non mi sbagliavo.

Ultimamente, in quanto a serietà editoriale, il Giornale fa concorrenza a Libero che fa concorrenza a Chi di  Alfonso Signorini il quale, a sua volta fa concorrenza a Novella 2000 ed  ai rotocalchi rosa ed alle riviste gossip e porno che ormai spopolano; si somigliano tutte, sembrano fatte in fotocopia e riempiono le edicole con foto, notizie e pettegolezzi da comari al mercato e da salone parrucchiera.

sceicco bianco

Sono l’evoluzione delle riviste popolari degli anni ’50, di Bolero film, Grand Hotel e dei fotoromanzi stileLo sceicco bianco” in cui realtà e fantasia si fondono svelando l’altra faccia delle storie romantiche raccontate dai media (ieri e oggi), e che  ispirò nel 1952 l’omonimo film di Fellini interpretato da Alberto Sordi.

Erano le letture predilette una volta da adolescenti e signorine romantiche che si appassionavano a quelle storie d’amore raccontate con foto o fumetti, immedesimandosi nei protagonisti.

Ma torniamo alla nostra Belen eternamente ingrifata. Guardate quest’altra foto, insieme a Leotta,  apparsa ieri sempre sul Giornale.

belen rodriguez, diletta leotta

Notate differenze nell’espressione di Belen? No, nessuna. L’avevamo lasciata con l’espressione da gatta morta in orgasmo, e così la ritroviamo. Leotta guarda l’obiettivo e sorride, Belen ha gli occhi bassi con quella espressione fissa, sempre la stessa, uguale per tutti i giorni, le ore e le stagioni (sia che lavi i piatti o che stia scopando; più facile la seconda ipotesi): languida, passionale, lussuriosa, lasciva, sensuale e libidinosa; sempre in procinto di avere un orgasmo.

Dubbi? Guardate questa foto, insieme alla sorella Cecilia, su L’Unione sarda di oggi: stessa espressione di sempre, stampata, da orgasmo perenne. Se ci fosse una sua statua in un Museo delle cere (magari c’è davvero) la sua maschera di cera sarebbe più espressiva di quella reale.

belen cecilia

Prima o poi farà un selfie alla passerina e la mostrerà Urbi et Orbi sui social. Forse è convinta che ce l’abbia solo lei o che la sua sia speciale. “Instagram in tilt“, dice il titolo. Normale, ogni volta che qualche smutandata pubblica sui social una foto (che deve essere sempre Hot, da urlo, mozzafiato etc.) immancabilmente scrivono che la rete impazzisce, i fan sono in delirio o i social vanno in tilt. Non basta pubblicare la foto; bisogna esaltarne l’effetto, la bellezza, l’impatto sconvolgente sul pubblico e urlare titoli iperbolici;  l’iperbole è la norma, l’ingrediente  più usato per confezionare quel minestrone indigesto a base di fake news, pubblicità mascherata da articoli redazionali e pettegolezzi inutili che chiamano informazione. Più urlano e più la gente ci casca e compra le riviste.  Ecco un esempio di oggi, fresco di giornata: “Sofija Milosevic incanta su Instagram“. E siccome questa epidemia di delirio collettivo e incantesimi di massa succede ogni giorno, significa che in circolazione ci sono milioni di pazzi. Bisognerà riaprire i manicomi.

Mi dispiace non poter aggiungere altro su questa Sofija Milosevic. Non seguo il gossip; al massimo leggo i titoli degli articoli. Quindi non ho capito chi sia questa Sofija, né chi sia Diletta Leotta e tutte le altre sciacquette smutandate che affollano le riviste gossipare, il web, i salotti  TV. Non capisco cosa facciano, perché abbiano tanto spazio sui media,  e perché siano sempre in prima pagina. Ma siccome sono tantissime le cose che non ho ancora capito di questo mondo, non ci faccio caso; sopravvivo lo stesso. A proposito, Belen, guardi che quella cosina ce l’hanno in dotazione di serie tutte le donne normodotate (oggi si dice così). Qualche volta, apra gli occhi, abbandoni quella eterna espressione da orgasmo in atto e sorrida.

E la smetta di cambiare partner come cambia le lenzuola (ma quanti ne ha cambiati?). Si vede che non riesce a trovare quello della misura giusta. Forse per placare i bollenti spiriti si ha bisogno di esperienze forti, straordinarie,  di qualcosa di grosso. Faccia un giro in una fattoria in campagna, magari trova quello con le misure giuste che  si adatta alle esigenze.  Poi ci fa sapere, magari con foto allegata su Instagram.

Scusate, ma non ne posso più di questa società di lavandaie, maniaci e cronisti che non vanno oltre le mutande. Pensate che abbia esagerato? Allora guardate questo box in prima pagina del Giornale, non di ieri o del mese scorso, ma di oggi: “Belen Rodríguez, scollatura bollente su Instagram“.

 

bele hot social

Ed ecco il testo: “Belen Rodriguez pubblica un piccolo video nelle sue Instagram Sories, dove cattura l’attenzione per lo sguardo sensuale e per la scollatura davvero bollente. La canottiera nera evidenzia le forme seducenti e sexy della conduttrice.”.

Appunto, esattamente come dicevo. Il dubbio è se questi del Giornale ci sono o ci fanno. Comincio a pensare che ci siano proprio, ed in maniera irreversibile. Ma guardare il mondo a livello mutande può creare gravi alterazioni nella percezione della realtà e mostrarla del tutto stravolta.

Vedi: Il mondo visto dalle mutande.

– “Tette, culi e libertà di stampa“.

riscaldamentodelpianeta_02

Strane News

Ogni tanto si leggono notizie diverse dal solito; divertenti, tragiche, insolite o semplicemente curiose, come queste: “Ora faccio la contadina“. Chi sarà mai questa metropolitana pentita che riscopre l’amore per la terra e torna in campagna a “fare la contadina”? Incredibile, è Elsa Fornero, quella che da ministro ha sbagliato i conti e, da un giorno all’altro ha creato la categoria degli esodati, senza lavoro e senza pensione; geniale.

fornero contadina

Brava, finalmente ha capito qual è la sua vera strada; la campagna. E’ quello che dovrebbero fare tutti i politici, tornare a zappare la terra, coltivare patate, allevare polli. Farebbero qualcosa di utile ed eviterebbero di fare danni all’Italia. Temo però che Fornero e la campagna non siano proprio in perfetta sintonia; anzi siano due cose avulse. Mi ricorda quei radical chic che discutono di terzo mondo e di povertà gustando tartine al caviale e sorseggiando champagne nelle terrazze romane. Sì, lo stile è quello. Lo stesso del Trota che disse di aver lasciato la politica e di essersi dedicato alla sua azienda agricola (Vedi Ricette speciali: Trota al Carroccio“.

bossi asino

Ma non dobbiamo essere così scettici. Potrebbe essere una decisione seria. Speriamo che la mantenga, che torni in campagna e, soprattutto, che ci resti.

L’altra notizietta curiosa è questa:”Asti, multa se non puliscono la pipì dei cani“.

cani pipì

Vita da cani. Poverini, non possono più nemmeno pisciare. Non ci siamo ancora abituati del tutto ad usare scopetta e paletta per raccogliere la cacca dei cani, ed ecco che già ci obbligano a raccogliere anche la pipì; poi dovremo raccogliere i peli e pure le pulci, una per una. La cacca si raccoglie con una paletta, ma la pipì come si raccoglie; con le pipette da laboratorio? Ci mancava la pipì canina dopo l’allarme sulle mucche che scoreggiano ed inquinano l’aria producendo ammoniaca e metano (bovini producono più smog delle auto), Strano? Allora sentite questa: “Eccesso di flatulenze; mucche scoreggiano, esplode una stalla“.

mucca 

Così, in attesa di dotare le mucche di regolare marmitta antiflatulenza omologata a norma C€, intanto vietiamo ai cani di fare pipì. Poi vieteremo ai galli di cantare, ai passeri di cinguettare ed agli alberi di stormire al vento per non disturbare la concentrazione sugli smartphone.

gallo rosso

E’ già successo in diversi Comuni d’italia (Montalcino, gallo canta, 50 euro di multa –  Vallermosa, il gallo canta all’alba, multa di 62 euro per il padrone; turbava il sonno del vicino di casa.  Un consiglio a queste eccelse menti che ricordano il maldestro frate Cimabue di Carosello, quello che “Fa una cosa e ne sbaglia due”. Seguite l’esempio della Fornero che ha capito qual è la sua vera strada; fare la contadina. Ecco, tornate a zappare la terra. E non fate come i Gufi:  se il gallo canta non ammazzatelo; lasciatelo cantare.

 

Per chiudere in bellezza ed in sintonia con l’argomento del giorno (Il reddito di cittadinanza), ecco l’ultimissima proposta di una escort con grande fantasia che propone i saldi sessuali: “Sesso di cittadinanza, sconto 50%“.

sesso cittadinanza

Per oggi basta e avanza, alla prossima; Buona domenica.

Vedi: Mucche e marmitte (2008)

Trota al Carroccio (2010)

Varia umanità (2016)

Genetica e razzismo

vanessa-hesslerC’è una differenza tra il quoziente intellettivo dei neri e quello dei bianchi. E la differenza è genetica“. Chi l’ha detto? Un militante del Ku Klux Klan? Un leghista bergamasco? Borghezio parlando di Balotelli? No, lo ha detto uno scienziato, James Watson, premio Nobel 1962 per la scoperta della doppia elica del DNA. Insomma, uno che di genetica se ne intende: “I neri sono meno intelligenti dei bianchi“; e se lo dice lui!

vanessa-hessle kyengerAdesso chi glielo dice a Cècile Kyenge (che, ovviamente, non sarà d’accordo)? Sinceramente, fra Kyenge  e Watson, ho una leggerissima propensione, pur con tutti i dubbi possibili,  a ritenere più affidabile il Nobel Watson.

watson neri

Ovvio che sia stato immediatamente accusato di razzismo, come era già successo in passato (Watson razzista; revocati i titoli). Oggi il razzismo è dappertutto. Sono riusciti a scovarlo perfino nelle sorpresine degli ovetti Kinder (Ovetti Kinder razzisti).

ovetto-kinder-sorpresa-kkkTra le varie sorpresine c’è questo pupazzetto con tre ovetti in mano sui quali compare la lettera K che, ovviamente si riferisce a “Kinder”. Ma per i solerti cacciatori di razzisti, in servizio permanente, quelle tre K sono l’acronimo del Ku Klux Klan: Olè. E tanto basta per accusare quegli ovetti di essere “razzisti”. Figuriamoci cosa succede per una frase come quella di Watson. Credo che stiano già allestendo il rogo in piazza.

ovetti kinder

Mi viene in mente un aneddoto che cito spesso, tratto dall’autobiografia di Montanelli:

Indro Montanelli, nella sua autobiografia, racconta che agli inizi della carriera si recò al lebbrosario di Lambaréné, in Africa, per intervistare il dottor Albert Schweitzer, il medico che dedicò la sua vita a curare i lebbrosi africani. Ecco cosa scrive Montanelli:

Ricevendomi nella sua capanna, il cui unico lusso era un pianoforte che costituiva il suo svago serale, mi disse senza mezzi termini che la superiorità dell’uomo bianco consisteva anche nel mettersi al servizio di quello nero”. “Ma senza speranza” – aggiunse, lasciandomi di stucco- “di poterlo redimere dalla sua inferiorità“.

Visto che parla chiaramente della superiorità dell’uomo bianco e dell’inferiorità di quello nero, significa che Schweitzer, che ha dedicato la vita a curare i lebbrosi africani, era “razzista”? No, era semplicemente onesto, sincero e realista.

Ed ecco cosa diceva sulle razze Ennio Flaiano, uno che, pur non essendo un genetista, aveva le idee molto chiare: “Le razze esistono in quanto esseri umani nascono con attitudini ereditarie diverse e trasmettono ai loro eredi queste attitudini; che diventano filosofia, comportamento, modo di intendere la vita, la passione e il prossimo; e che di fronte a ogni situazione reagisce secondo la memoria ereditaria inconscia“.

Se non ci sono differenze, come mai l’Occidente ha un immenso patrimonio artistico, letterario, filosofico, scientifico e in Africa non c’è traccia di attività in questi ambiti? E’ quello che, molto sinteticamente, ma in maniera molto esplicita, si chiedeva Saul Bellow : “Chi è il Tolstoj degli Zulu? Il Proust degli abitanti di Papua? Sarei lieto di poterli leggere”. Anche Bellow è razzista?

Sì, oggi è razzista chiunque non sia perfettamente allineato al pensiero unico politicamente corretto della sinistra che ormai domina e controlla l’opinione pubblica continuando ad ingannare gli ingenui che ancora credono alla favola del socialismo, al mito del Buon selvaggio di Rousseau, al motto dei sanculotti “Liberté, egalité, fraternité” ed alle elucubrazioni cervellotiche degli utopisti marxisti che, dovunque siano riusciti ad insediarsi al potere, hanno portato conflitti, odio, lotte sociali, guerre e miseria. (Vedi: “Holodomor“)

L’unica ideologia consentita è quella che sostiene il meticciato, la società multietnica, l’invasione afroislamica dell’Europa, l’uguaglianza e la fratellanza degli uomini, delle culture e delle civiltà. Non solo, come dice e ripete Bergoglio, “Non esistono culture superiori” , ma il meticciato e l’accoglienza di africani è una grande opportunità; sono “preziose risorse” che, come hanno ripetuto per anni il Papa marxista e Boldrini; e come ha ripetuto pochi giorni fa Roberto Fico, presidente della Camera. “migliora la nostra civiltà: “L’accoglienza dei migranti significa crescita, sicurezza e benessere“.

ficoAhi, ahi, Basaglia, cos’hai fatto chiudendo i manicomi; troppi pazzi in circolazione. Un idiota ignorante ha un pregio: fa meno danni di un idiota istruito. E dice meno sciocchezze. Questo Fico d’India (maneggiare con attenzione; è spinoso), una  specie di versione maschile della Boldrini, oltre ad aver ereditato la poltrona di presidente della Camera, sembra aver ereditato anche la capacità particolare di dire cazzate ogni volta che apre bocca. E non solo non è super partes, come richiederebbe il ruolo istituzionale ricoperto, ma non cerca nemmeno di mascherare la sua militanza. Ricorda i Verdi di Pecoraro Scanio che cercavano inutilmente di mascherarsi da ambientalisti, ma erano come le angurie, verdi fuori e rossi dentro.

Nota: Il presidente della Camera non può fare dichiarazioni politiche palesemente di parte. Non è nei suoi compiti e competenze. Il suo ruolo è solo quello di convocare la Camera, stabilire l’odg e garantire il rispetto delle norme ed il regolare svolgimento dei lavori. Non oltre. E’ la stessa osservazione che faccio da anni sul rispetto delle proprie competenze da parte delle più alte cariche dello Stato, che appena si insediano si sentono autorizzati a pontificare su tutto e tutti interferendo anche pesantemente sulle scelte politiche del Parlamento e del Governo (Napolitano docet). Ciò che è intollerabile è l’apparente indifferenza dei parlamentari di fronte alla continua e palese prevaricazione. Perché nessuno protesta? Mistero.

La cultura dell’Africa sub sahariana, compresa l’alta tecnologia usata per costruire capanne con rami, foglie e sterco animale (splendido esempio di altissima architettura; le nostre cattedrali, il Pantheon ed il Colosseo gli fanno un baffo), è una ricchezza preziosa per l’umanità; sarà protetta dall’Unesco. E guai a chi si permette di sollevare dei dubbi sul fatto che la civiltà occidentale sia diversa o leggermente superiore a quella dei tagliatori di teste del Borneo, che il valzer viennese ed il tam tam siano sullo stesso piano, o che Vanessa Hessler sia leggermente più graziosa di Kyenge. Se non trovate differenze fra Kyenge ed Hessler non siete razzisti; siete solo scemi.

vanessa-hessler

Vedi: Razzismo cromatico  (2013)

Razzismo e antirazzismo (P.G. Battista, Corriere della sera 2010)

Gli psicologi (gay) sono disturbati

Sentite questa: “Sei un maschio eterosessuale, magari troppo “virile” e tradizionalista? Secondo l’American Psychological Association (Apa), l’associazione di categoria che rappresenta gli psicologi negli Stati Uniti, soffri di un disturbo mentale.”. Leggete qui: “Il maschio tradizionale? Disturbato“.

psicologi

Chissà perché ho la sensazione che questi psicologi citati nell’articolo siano gay e scrivano su commissione della lobby Lgbt. “Il maschio virile è disturbato”, “Il maschio tradizionale è malato”, dicono. Da ridere; o da piangere. Solo delle persone “disturbate” sessualmente e psichicamente possono fare affermazioni simili.  Ergo, gli unici “disturbati” in circolazione sono gli psicologi.

Piano piano stanno rigirando la frittata. Dopo essersi impegnati tanto per convincere il mondo che i gay sono “normali” e dopo la grande campagna per diffondere le teorie gender ora si passa alla seconda fase, la fase finale: dimostrare che gli anormali non sono i gay, ma gli eterosessuali (qui andrebbero bene le risate registrate, come nelle sit com, oppure il pianto delle prefiche). E si procederà con una campagna mediatica per dimostrare che l’essere eterosessuali e normali sia un sintomo di turbe psichiche, e che bisogna curarsi; magari con uno psicologo gay (sono più sensibili; oh, come sono sensibili). Vogliono costruire una società unisex, gender o sessoconfusi sul modello Luxuria, Malgioglio e Signorini. Siete ridicoli e patetici.

Non per niente in USA gli strizzacervelli sono in ribasso già da decenni ed i loro divanetti restano vuoti. La gente ha capito che, sotto sotto è una fregatura. Ricordiamo la celebre battuta di Woody Allen in “Io e Annie”, in cui lamentava il fatto che da 15 anni fosse in cura dallo psichiatra senza successo. “Gli do ancora un anno, poi vado a Lourdes”, concludeva. Ecco, cari psicologi, andateci anche voi a Lourdes; non si sa mai, qualche volta i miracoli succedono.

Dice Vittorino Andreoli: “, riconoscendo la profonda crisi della psicoanalisi in USA dove  era così diffusa da essere diventata una moda: “In America non ci va più nessuno. La psicanalisi delle tante sedute e del setting particolare registra un crollo.”. E se anche Andreoli conferma questa mia vecchia idea, forse non sbagliavo.

Vedi:

Psicologia, cani e pulci (2016)

I guru moderni: il “Motivatore“. (2016)

La diffidenza è una virtù (2009)

Andreoli, musica pop e i matti di Salerno (2018)

Befana tecnologica

La simpatica ed arzilla vecchietta da tempo si lamentava del fatto che la sua vecchia scopa, ormai ridotta molto male, non fosse più in grado di assicurarle un volo tranquillo. E così ha deciso di aggiornarsi. Basta con le vecchie scope usurate dal tempo; largo alla nuova tecnologia. Quest’anno, approfittando della “rottamazione delle scope” (è una norma poco conosciuta della finanziaria) ha deciso di abbandonare la vecchia scopa sulla quale ha volato per anni ed anni, ormai logora e poco affidabile, e di passare ad un modello nuovo, tecnologicamente avanzato, dotato di tutti i ritrovati della scienza: radar di bordo, pilota automatico, navigatore satellitare, tutte le App disponibili (servizio meteo in tempo reale, transitabilità autostradale, bollettino della neve, piano di volo computerizzato, intensità e direzione dei venti), Wi Fi, basso consumo a norma C€, completamente accessoriata di serie. Ed eccola la nostra simpatica vecchietta che, abbandonata la vecchia scopa, vola tranquilla su un modernissimo aspirapolvere turbo di ultima generazione.

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Purtroppo, però, per distrazione le hanno inviato un modello destinato al mercato dell’est con le istruzioni in russo, cinese, giapponese, etc… E la povera vecchietta, non propriamente poliglotta, non ha avuto la possibilità di capire molto bene il funzionamento di quell’aggeggio infernale, che è velocissimo, ma…ecco le conseguenze!

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Anno nuovo? E se fosse usato?

I giorni, il tempo e la farfalla (2009)