Il Gattopo e l’uguaglianza

Una volta, molto tempo fa, osservando la natura, l’uomo si rese conto dell’ingiustizia del mondo. Vedeva i leoni inseguire le povere gazzelle, ammazzarle e cibarsene. Ascoltava i lamenti dei poveri topi eternamente costretti a scappare inseguiti dai gatti. Così l’uomo, che era un “animale intelligente“, cercò di trovare un rimedio. E volendo eliminare le disparità e l’ingiustizia fra gli animali, decise di intervenire ponendo fine all’eterna lotta fra prede e predatori e pensò che l’unica soluzione fosse quella di raggiungere la condizione di  uguaglianza fra le specie.

Eliminò i leoni e le gazzelle ed al loro posto creò delle specie intermedie: le leonelle ed i gazzelloni. L’unica differenza fra queste due specie era che i gazzelloni suonavano il flauto d’oro e le leonelle no. Accontentarono anche il topo creando un ibrido fra il gatto ed il topo: il Gattopo. Così fecero con tutte le altre specie, eliminando prede e predatori e creando, al loro posto, degli ibridi. Realizzata l’uguaglianza fra le specie animali, fu eliminata anche l’ingiustizia. Ma queste specie, avendo perso le caratteristiche proprie, non sapevano più come e di cosa cibarsi. Non sopravvissero e morirono di fame.
L’uomo, tuttavia, essendo un “animale intelligente”, non pensò mai che forse gazzelloni e gattopi non fossero adatti a vivere in questo mondo e che sarebbe stato meglio lasciare le cose come stavano, accettando e rispettando le leggi della natura. Pensò, piuttosto, che, dal momento che il proprio concetto di giustizia ed uguaglianza non poteva essere sbagliato, se i gattopi non erano adatti a sopravvivere, non fossero sbagliati i gattopi, ma fosse sbagliato il mondo.
E da allora l’uomo, che crede pur sempre di essere un “animale intelligente“, continua a modificare il mondo, stravolgendo l’ordine naturale delle cose e le leggi della natura, nella speranza di realizzare un mondo migliore e perfetto, adatto ai gattopi! (Post del 2006)

 

gattopo

Lo scemo quantistico

Un’altra perla da “Scemocrazia” di Massimiliano Parente. Leggendo questo pezzo mi è venuto in mente un mio vecchio post di 3 anni fa (Fisica e stampodismo), che sembra anticipare il pezzo di Parente. Fa piacere scoprire che certe nostre idee trovano conferma da parte di autori, scrittori, giornalisti autorevoli. Eccolo:

Fisica e stampodismo (giugno 2015)

L’informazione scientifica secondo lo stampodismo, Cos’è lo stampodismo? E’ un neologismo che mi è venuto in mente per definire quello che passa ogni giorno sui media e che chiamano informazione. E’ la “stampa podistica“, quella di chi scrive con i piedi. Esempi di stampodismo possiamo rilevarli quotidianamente; basta dare uno sguardo alle notizie in rete. Ecco un buon esempio di stampodismo comparso ieri sul quotidiano L’Unione sarda: “Primo messaggio quantistico al mondo via satellite“.

messaggio quantistico

Primo dubbio: “Cos’è un messaggio quantistico”? E ancora, cos’è “quantistico“, il messaggio o il mezzo usato per trasmetterlo? Oppure è “quantistico” il satellite? Ma, più semplicemente, cosa significa “quantistico“? Ci si aspetterebbe che l’articolo ce lo spieghi. Ma non lo fa; forse per dimenticanza, per distrazione, per mancanza di spazio, oppure…

La scienza non è argomento da bar dello sport. Credo siano davvero pochi quelli che possono affermare di conoscere, capire e saper spiegare cosa sia esattamente la fisica quantistica. Diceva Max Plank, il padre della teoria dei quanti, per la quale ricevette il Nobel per la fisica nel 1918, che coloro che dicono di aver capito la meccanica quantistica stanno mentendo. Giusto per avere un’idea delle implicazioni si può dare uno sguardo al celebre paradosso del “gatto di Schrödinger“. Allora, quando si trattano argomenti scientifici bisognerebbe essere sicuri di conoscere l’argomento trattato e, soprattutto, cercare di illustrarlo nella maniera più semplice e comprensibile. Altrimenti è bene occuparsi d’altro, di gossip, calcio, cronaca nera, dei morti ammazzati di giornata, ed evitare di parlare di ciò che non si conosce o non si è in grado di trattare in maniera seria. A tal proposito, (cito a memoria, forse le parole non sono esatte, ma il concetto è quello), diceva Einstein: “Non puoi dire di aver capito veramente qualcosa finché non riesci a spiegarlo con parole semplici a tua nonna.”.

A leggere certa stampa, si potrebbe pensare che chi scrive non abbia capito bene ciò di cui parla, oppure che non abbia una nonna con la quale esercitarsi a spiegare concetti complessi con parole semplici.  Ma oggi ciò che conta, l’ho ripetuto spesso, non è informare, fare divulgazione seria, riportare notizie utili ed interessanti; ciò che conta è riempire le pagine. La notizia riportata su L’Unione riguarda proprio un’applicazione della fisica quantistica. Poiché il pezzo è brevissimo (più che un articolo giornalistico sembra un telegramma) lo si può riportare per intero.
Eccolo: “Una trasmissione di dati quantistica con un satellite, sulla distanza record di 1.700 chilometri, è stata eseguita con successo per la prima volta al mondo. Il test è il risultato di uno studio tutto italiano, portato avanti dal Centro di Geodesia spaziale dell’Agenzia Spaziale Italiana e dall’Università di Padova. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Physical Review Letters.”. Tutto qui, 4 righe 4; fine del pezzo.

Ragazzi, questa è informazione seria, documentata ed esauriente.
La caratteristica del nostro quotidiano regionale è che di solito non riporta gli articoli per intero, ma si limita a fare un sunto della notizia, spesso di poche righe, e rimanda alla lettura del pezzo intero sulla edizione cartacea (che non compra più nessuno perché ormai le notizie si leggono in rete). Mah, deve essere una nuova forma di marketing. Al di là della strategia editoriale, immagino che questo pezzo, riportato nel sito web del quotidiano, sia stato letto da qualche migliaio di persone. Ora sarebbe interessante sapere (magari si potrebbe lanciare un sondaggio sullo stesso quotidiano) quanti lettori hanno capito esattamente il significato del testo, cosa sia successo, in cosa consista questo esperimento, perché sia così straordinario e, soprattutto, cosa sia un “messaggio quantistico“. Credo che si potrebbe usare l’espressione di Planck e dire che se qualcuno afferma di averlo capito sta mentendo. Questo è uno splendido esempio di Stampodismo; scrivere con i piedi.

Ecco una divertente citazione del paradosso del gatto di Schrödinger applicato alle relazioni sociali.

Il pezzo di Parente prende di mira coloro che, pur non sapendo niente di fisica quantistica, la tirano in ballo a sproposito e, ignorando o dimenticando che i suoi principi si applicano solo alle particelle subatomiche,  la applicano in maniera del tutto errata alla realtà tridimensionale, con effetti ridicoli. Questo è l’incipit del testo: “Quando sentite la parola quantistico fuori dal contesto scientifico della fisica, qualcuno vi sta prendendo per il culo. La fisica quantistica è la fisica del microscopico, delle particelle subatomiche, mentre se lasciate cadere una mela per terra vale ancora la fisica di Newton. Un esempio è il famoso esperimento mentale del “Gatto di Schrödinger“.

Insomma, le leggi della fisica quantistica non si applicano alla nostra realtà quotidiana che continua, per fortuna,  a rispondere alle leggi della fisica classica.  Ed ecco la chiusura del pezzo di Parente: “Quando accendete la luce, insomma, i fotoni non cascano sul pavimento. Continuate a sperimentare finchè non vi rendete conto che la fisica quantistica applicata alla vita è un’idiozia, e se, nonostante tutto, continuate a crederci, sappiate che non siete il Gatto di Schrödinger: non potete essere scemi e non scemi allo stesso tempo; siete scemi e basta”. Appunto.

Vedi: “La scienza è una cosa seria (non sempre)” (20 dicembre 2006).

Scemocrazia

Lo scemo e la democrazia
“Ci sarebbe da discutere anche sull’idea di democrazia; è sicuramente sopravvalutata e nociva. Non invoco certamente una dittatura, ma se per diventare un magistrato o un chirurgo o un giornalista bisogna vincere un concorso o fare un esame, non capisco perché per scegliere da chi essere governati va bene chiunque, in un paese con tasso altissimo di analfabeti funzionali. In generale tutto ciò che è alternativo alla scienza è alternativo all’intelligenza. Anche perché, come dice Piero Angela, “La scienza non è democratica”. E allo stesso modo la democrazia non è scientifica; un motivo valido per dubitarne. Fosse per me metterei un esame di scienza e di logica per avere il diritto di voto, e un altro, ancora più severo, per avere quello di essere eletti.”. (E’ quello che sostengo da sempre, ma con scarso risultato. Si vede che nessuno si pone il problema, oppure gli va bene così. VediDemocrazia in pillole e supposte”).

Lo scemo e l’astrologia

Mi basta che in una conversazione uno mi chieda “Di che segno sei?” per farmelo reputare immediatamente un cretino. Se è una donna attraente, per farmelo ammosciare all’istante. Siamo nel 2018…(omissis)…e ancora si leggono gli oroscopi?

Lo scemo che ama
Io amo i gay, sono delle persone stupende!”, si sente dire; una forma di razzismo bella e buona, come se l’essere omosessuale ti iscrivesse di diritto al club delle persone carine o ti espellesse da quello delle persone orrende. Una variante è chi dice di amare gli animali, come se tutti gli animali fossero uguali. Come il cristianesimo con l’uomo: “ama il prossimo tuo come te stesso.”. Ma amalo tu il prossimo tuo, io prima voglio vedere chi è; se è come il mio vicino di casa gli darei fuoco, altro che amarlo (senza contare che già fatico ad amare me stesso).

Lo scemo e la TV
Non c’è nulla di più idiota della televisione italiana, la quale ha sostanzialmente tre argomenti: la politica, la cronaca nera e la televisione stessa. Politici che discutono con politici, assassini e vittime di assassini intervistati, cantanti e attori morti di fama che vanno a programmi come il Grande fratello VIP per cercare di grattare il fondo di un barile che non c’è più; e sentendoli parlare capisci che VIP può significare solo una cosa: Very Idiot Person.

Lo scemo poeta

E’ semplicemente un
romantico che
scrive delle scemenze andando
a capo
a cazzo
di cane.

(Questa mi ricorda molto una mia vecchia “poesia” del 2003 “Questa non è una poesia” che poi ho riproposto spesso nel vecchio blog).
I testi riportati sono presi da “Scemocrazia” di Massimiliano Parente.

Nel primo brano riportato “Lo scemo e la democrazia“, Parente avanza l’idea che sarebbe opportuno sottoporre ad un esame gli elettori per esercitare il diritto di voto e, a maggior ragione, quelli che aspirano ad essere eletti. Ho aggiunto che quella è una mia vecchia idea di cui sono sempre convinto. E giusto per dimostrare che non è una semplice battuta per dire “Io lo avevo detto“, ho rintracciato un vecchio post di 15 anni fa, 2 agosto 2003, “Democrazia e assemblee condominiali“, in cui scrivo proprio questo:

“La politica è, per definizione, la scienza o l’arte di governare. Arte, quindi, particolarmente difficile e complessa che richiederebbe grandi capacità e competenze specifiche nella organizzazione della società. Sembrerebbe logico che, pertanto, solo chi possieda qualità particolari, attinenti alla politica, possa dedicarsi ad un così alto compito. E sembrerebbe ancora logico pensare che, di conseguenza, solo persone che abbiano dimostrato di possedere tali qualità possano dedicarsi alla politica. E sarebbe del tutto comprensibile che, per dimostrare di possedere le qualità necessarie, si debba superare un qualche esame o test che accerti le reali capacità dei candidati. Ora, come tutti sanno, per fare il bidello in una scuola, o qualunque altra attività, anche la più umile, occorre presentare domanda, avere dei requisiti di età, titolo di studio etc…Occorre, inoltre, superare preselezioni, selezioni e prove varie. Solo dopo aver superato le varie prove previste dal concorso si può sperare di essere assunti per fare il bidello! Per fare il parlamentare non occorre niente di tutto questo. Si può essere degli emeriti cretini e sedere in parlamento. Nessuno ci garantisce che le persone che vengono elette abbiano i requisiti necessari per occuparsi di politica. E tenuto conto che, come si diceva, la politica è una scienza complessa che richiede doti e capacità particolari, è semplicemente assurdo ed incredibile che coloro che si dedicano alla politica non debbano superare neanche un minimo di test attitudinale.

Tutti sappiamo che nella vita quotidiana, ogni volta che abbiamo bisogno di ricorrere a terze persone per lo svolgimento di mansioni o consulenze specifiche, ci rivolgiamo a degli specialisti nei vari settori. Se stiamo male andiamo dal medico, se l’auto non funziona la portiamo dal meccanico e se il rubinetto perde chiamiamo l’idraulico. Ovvero, ci rivolgiamo a delle persone che hanno delle competenze specifiche nel campo che ci interessa. Nessuno sarebbe così pazzo, se avesse un bambino malato, da organizzare una assemblea condominiale per decidere, a maggioranza, come curare il bambino. A meno che non sia un palazzo abitato esclusivamente da medici. Ora, stando così le cose, viene spontaneo porsi una domanda più che legittima. Come mai si affida una attività difficile e complessa come l’organizzazione della società a delle persone che, nella maggior parte dei casi, non conosciamo e che non hanno dimostrato in alcun modo di avere le capacità, le doti e la preparazione specifica che la politica richiede? Eppure, strano, ma vero, questo è proprio quello che facciamo in democrazia!

Appunto. e ne sono sempre più convinto.

 

 

Scemocrazia: quelli che giurano sulla Bibbia

“Nei tribunali degli Stati Uniti si giura di dire la verità mettendo la mano su un best-seller fantasy dove si racconta che la Terra è piatta ed ha seimila anni, si cammina sull’acqua, si trasforma l’acqua in vino, si moltiplicano i pesci, si partorisce vergini e si fanno risorgere i morti. Un assassino intelligente potrebbe confessare di aver ucciso sua moglie perché gliel’ha ordinato un angelo: chi potrebbe obiettargli che è impossibile, tenuto conto di quello che è possibile nel testo su cui ha giurato di dire la verità?” (Da “Scemocrazia”, ed. Bompiani aprile 2018, di Massimiliano Parente).

                      bibbia

L’universo è nato da…dall’universo

Una sciocchezza? No, no, anzi è una cosa seria. E’ l’ultimissima scoperta scientifica dei soliti scienziati americani (In realtà questo è un post del 2007 che ho riletto mentre facevo una ricerca su vecchi post; ma la notizia è così curiosa che vale la pena riproporlo).
Ad informarci è la solita notizia ANSA (3 luglio 2007). Merita di essere riportata per intero:

La teoria del Big Bang potrebbe essere sostituita da quella del “gran rimbalzo” elaborata dagli scienziati dell’università di Penn State. Secondo lo studio, pubblicato dalla rivista Nature Physics, prima della nascita del nostro universo ce n’era uno simile che collassava rapidamente su se stesso, fino a raggiungere uno stato in cui la gravità e l’energia erano così alte che la repulsione reciproca ha fatto invertire il processo e ha dato vita all’universo in espansione che conosciamo oggi.

Sembra una notizia normale, da accettare così com’è, anche perché è il risultato di una ricerca scientifica. E se è scientifica è seria, sicura e attendibile. No? Va bene che i media sono sempre meno affidabili, ma mica saremo così sfiduciati da non credere più nemmeno alla scienza!
Ora, immagino che una persona normale, dopo aver letto questa sconvolgente notizia, più o meno possa fare questo ragionamento.
Se il nostro universo è nato dall’esplosione di un precedente universo, simile al nostro, collassato e poi esploso, significa che questo “Universo1“, il nostro, è nato da un precedente “Universo2“.
Breve pausa di riflessione, in  atteggiamento dubbioso e confuso.

strabico

E l’Universo2come è nato?
Beh, secondo questa teoria, visto che era un universo simile al nostro che prima si è espanso, poi è collassato per poi esplodere, anche l’Universo2 deve essere nato come il nostro, dall’esplosione seguita al collassamento di un precedente “Universo3“.
Pausa (idem, come sopra…)

E l’Universo3 come è nato?
Ovvio, dall’esplosione di un precedente Universo4.
La storia può continuare all’infinito.
Anzi, può essere un buon esercizio per addormentarsi; invece che contare le pecore si contano a ritroso tutti gli universi possibili.
Già, ma ci sarà una fine? Voglio dire, si arriva al primo, primissimo Universo dal quale sono nati gli altri? Sì o no? Oppure, non essendoci una fine, siamo punto e a capo e ne sappiamo quanto prima?

Il bello di queste ipotesi scientifiche è che non portano niente di documentato, provato e sperimentato. Sono solo ipotesi.
Ma costano tempo, denaro ed impegnano studiosi più o meno seri ed attendibili: si scrivono libri, si tengono conferenze, si viene citati sulle riviste scientifiche, si ricevono premi, onori, gloria e finanziamenti. Già, la scienza è una cosa seria; scientifica. Ed ogni nuova teoria viene accettata come l’unica valida;  finché non viene dimostrato il contrario.

Anche la cosmologia tolemaica è stata considerata l’unica valida per millenni. Fino a quando non sono arrivati Copernico e Galilei a scombussolare l’ordine celeste e far girare le palle…le palle cosmiche, ovvio, ai sostenitori del geocentrismo. Diceva Petrolini (cito a memoria): “La Luna è una palla che ruota intorno alla Terra. La Terra è una palla che ruota intorno al sole. Anche gli altri pianeti sono delle palle che ruotano intorno al Sole. Insomma l’universo è tutto un grande, enorme giramento di palle.”. Appunto.

In origine era…Dio, forse.

 

L’universo conosciuto è costituito di materia. E la materia si forma, si aggrega e si trasforma non casualmente, ma regolata da precise leggi fisiche (L’universo ed il caso). Ogni cosa in natura segue un percorso preciso già designato da queste leggi. Così non succede che un lombrico nasca lombrico e poi decida di diventare un cavallo. Non succede che una stella decida di riposarsi per un po’ e non brillare. Non succede che Plutone, visto che lo hanno anche declassato da pianeta, stanco di sentirsi emarginato, decida un sabato sera di abbandonare la sua orbita e vada a fare un giro per galassie sperando di trovare un localino aperto ed un po’ di vita. Ogni cosa, dal filo d’erba alle galassie, nasce, vive e muore in stretta osservanza di queste leggi della fisica che regolano l’universo.

Continua a leggere “In origine era…Dio, forse.”