Gaber e il buonismo

Qualcuno si è ricordato di Gaber, del suo talento  e di quello che cantava. Bisogna morire per ricevere dei riconoscimenti. Ma quando era vivo non gli si dava troppo spazio; lo si ammirava a teatro, era chic citare suoi testi, ma con riserva. Non essendo facilmente inquadrabile politicamente, era scomodo, sia per la destra che per la sinistra; ed anche per il centro. Oggi lo ricorda Alessandro Gnocchi con un articolo sul Giornale: “Gaber si burlava delle star buoniste.”, citando un brano “Il potere dei più buoni” dal suo spettacolo (qui  completo) “Un’idiozia conquistata a fatica” (di Gaber – Luporini, stagione teatrale 1997-2000). Testi di 20 anni fa, ma che sembrano scritti oggi per descrivere la società moderna ed i suoi problemi; dalla politica all’informazione, il buonismo, il terzomondismo, l’accoglienza e la beneficenza con il denaro pubblico, il consumismo, l’alterazione delle coscienze, il conformismo, la democrazia. Ciò che Gaber cantava 20 anni fa, oggi è diventato tragicamente reale.

Gaber teatro

Penso ad un popolo multirazziale / ad uno stato molto solidale / che stanzi fondi in abbondanza / perché il mio motto è l’accoglienza». Oggi questo passo sarebbe sufficiente per essere additato come xenofobo, razzista e in ultima analisi fascista. Ma Gaber va oltre: «Penso al problema degli albanesi / dei marocchini dei senegalesi / bisogna dare appartamenti / ai clandestini e anche ai parenti / e per gli zingari degli albergoni / coi frigobar e le televisioni / È il potere dei più buoni / è il potere dei più buoni / son già iscritto a più di mille associazioni / è il potere dei più buoni / e organizzo dovunque manifestazioni».

Poi Gaber fa a pezzi la moda ambientalista-animalista: «Ho una passione travolgente / per gli animali e per l’ambiente / Penso alle vipere sempre più rare / e anche al rispetto per le zanzare / In questi tempi così immorali / io penso agli habitat naturali / penso alla cosa più importante / che è abbracciare le piante». Il colpo finale è riservato a chi sfrutta le tragedie per tornaconto personale: «Penso alle nuove povertà / che danno molta visibilità / penso che è bello sentirsi buoni / usando i soldi degli italiani / È il potere dei più buoni / è il potere dei più buoni / costruito sulle tragedie e sulle frustrazioni / è il potere dei più buoni / che un domani può venir buono per le elezioni”.

 

Pene finto sul naso

Cosa non si fa per fare scalpore, scandalizzare e finire in prima pagina. Ormai il tema erotico-sessuale è l’argomento principe della cronaca, della comunicazione, specie nel mondo dello spettacolo. Oggi per diventare famosi nel campo musicale non è necessario essere bravi, capaci, dotati di talento e doti particolari. No, la bravura conta poco o niente, bisogna stupire, provocare, inventarsi nuove performances sempre più audaci. Ne parlavo anche di recente nel post “Pane, sesso e violenza” in cui citavo, come esempio, la popstar Miley Cyrus, una delle più “creative” in quanto a provocazioni sessuali sul palco. Ed ecco la sua ultima cazz…invenzione.

Ormai la musica passa in secondo piano, quello che conta è salire sul palco ed inventarsene sempre di nuove per stupire il pubblico che, ormai abituato alle sue esibizioni a base di simulazioni di atti sessuali,  allusioni e provocazioni sempre di natura sessuale, va ai suoi concerti con la curiosità di vedere cosa si inventerà di nuovo. Lei lo sa, li accontenta, così ha successo, cresce la notorietà, e più è famosa più gente la segue e più lei guadagna. Non ha inventato niente di nuovo: è lo stesso sistema seguito da Madonna, Lady Gaga ed altre popstar che devono il successo più alle loro “provocazioni” che alle doti canore o alla qualità della musica.    Ma ormai il pubblico dei fan, grazie all’uso abbondante di fumo, alcol e droghe assortite,  arriva ai concerti già in stato di esaltazione. Arrivano già “caldi“, come si usa dire.  Per loro un concerto pop è un evento come tanti altri, un’occasione per  stare insieme, urlare, riempire il vuoto mentale e sballarsi al suono di megawatt. Ed ecco l’ultima porno-invenzione della nostra porno-rockettara, ripresa dai media e che da giorni è sempre presente in prima pagina (Miley Cyrus: naso a forma di pene). Nel corso del suo ultimo spettacolo in Messico, per stupire e mandare in visibilio il suo pubblico, ha indossato un pene finto sul naso: l’unico posto dove non lo aveva ancora messo.