Cossiga vs. Palamara

Ha la faccia da tonno“. (2008)

“Il pm Luca Palamara finito nel ciclone delle inchieste per corruzione ha un precedente televisivo che in queste ore sta facendo il giro del web.

“Siamo nel 2008 e l’allora Guardasigilli, Clemente Mastella, si è appena dimesso per un’inchiesta giudiziaria a suo carico. Palamara, ospite di Sky Tg24, pontifica sul ruolo della magistratura e sulle dimissioni del ministro Mastella. Ma ad un certo punto irrompe la telefonata dell’ex Capo dello Stato, Francesco Cossiga. Con una telefonata che ha il sapore del monologo, in pochi minuti il “picconatore” abbatte il pm con una sfilza di insulti e di critiche: “Ha la faccia da tonno. I nomi esprimono realtà. Lui si chiama – afferma Cossiga rivolgendosi alla conduttrice Maria Latella – Palamara come il tonno. La faccia intelligente non ce l’ha assolutamente. In questi anni ho visto tante facce e le so riconoscere”. (Angelo Scarano . Il Giornale)

Ricchi e poveri

Prendere ai ricchi per dare ai poveri. E’ il classico mantra della sinistra. Nonostante la storia abbia decretato il fallimento di quella tragica ideologia che ha prodotto solo conflitti, odio, guerre, morti e miseria, gli inguaribili militanti dell’odio di classe che chiamano socialismo, continuano a dividere il mondo in ricchi e poveri e lo ripetono ancora oggi nei loro deliranti pistolotti televisivi: “Prendere ai ricchi per dare ai poveri” (Uno a caso, Fratoianni, che lo ha ripetuto pochi giorni fa in TV). E’ la loro fissazione. Ecco un esempio pratico dell’applicazione di questo principio di socialismo fantozziano  (Da SuperFantozzi del 1986)

Liberazione

 Si ripete ogni anno  la solita sceneggiata. Tanto vale riproporre le cose dette dieci anni fa; non è cambiato niente, purtroppo. Gli imbecilli sono sempre in marcia, in prima fila. “Liberazione dagli imbecilli” (2015)

Festa della Liberazione: corone di fiori, cerimonie ufficiali, sfilate di cortei con bandiere rosse (più che la festa della Liberazione sembra una riedizione delle vecchie feste dell’Unità), discorsi di circostanza, Bella ciao cantata in coro a teatro e tanta, tanta retorica in dosi industriali. Giusto riconoscimento per coloro che combatterono e diedero la vita per liberare l’Italia dal nazifascismo. Ma è anche la giornata dei vincitori del giorno dopo (saltare sul carro dei vincitori è la specialità nella quale noi italiani non abbiamo rivali): quelli che dopo che l’Italia fu liberata dagli alleati, sostituirono la camicia nera con quella rossa, si accreditarono come combattenti della Resistenza e divennero tutti “partigiani”, senza aver mai combattuto nemmeno contro la malaria. Non solo gli, improvvisamente da un giorno all’altro, gli italianisi scoprirono tutti partigiani, ma si scoprirono anche antifascisti. Di colpo quelli che sfilavano al sabato fascista, che partecipavano ai Littoriali, che cantavano Giovinezza, vestivano la camicia nera e inneggiavano al Duce, divennero tutti antifascisti, anzi comunisti. Miracoli italiani. E spacciandosi per partigiani ed antifascisti hanno campato di rendita per decenni su questi titoli di merito, facendo anche carriera politica. Su un ventennio ci campano da un settantennio. Ma oggi sono tutti in prima fila a fregiarsi di meriti altrui, a sbandierare drappi rossi e cantare Bella ciao. Gente che al massimo ha combattuto qualche battaglia navale a scuola.

Ma ciò che indigna è il fatto che, anche quest’anno, quella che dovrebbe essere una festa di tutti gli italiani diventa un’esclusiva della sinistra che si arroga il diritto di decidere chi può partecipare e chi no, chi ha diritto di sfilare in corteo e chi non può farlo. Hanno il copyright della festa. Così succede che, come negli scorsi anni, si insulta e si fischia la rappresentanza delle Brigate ebraiche (quelle che combatterono davvero a fianco degli alleati). Succede a Milano (Brigata ebraica e PD contestati). Succede anche a Cagliari dove dei filopalestinesi hanno cercato di stracciare le bandiere di Israele (Sotto il palco sfiorato lo scontro).: “Un militante di un movimento filopalestinese ha cercato di strappare la bandiera biancoceleste di un piccolo gruppo di persone che mostravano il vessillo di Israele. I militanti filopalestinesi si sono sistemati davanti agli oratori con le bandiere verde rosso nero e bianco.“. Cosa c’entrano i filopalestinesi con il 25 aprile? Hanno forse fatto la Resistenza insieme ai partigiani italiani? No. E perché allora sono in prima fila mentre cercano di vietare la partecipazione ai rappresentanti di chi per la Liberazione ha combattuto davvero? Se si è onesti bisognerebbe dare una risposta. Ma la aspettiamo invano da anni.

liberazione brigara ebraica
Sono cose dette e ridette, ma senza speranza di riuscire ad avere una risposta seria, perché l’ipocrisia di questa sinistra è tale che non vale la pena nemmeno di porre domande semplici come queste. Così ogni anno si ripete la sceneggiata di piazze occupate da bandiere rosse, alle quali si aggiungono, non si sa bene perché (anzi, lo immaginiamo), le bandiere palestinesi. E si ripete la indecente sceneggiata di chi si presenta come unica rappresentanza della lotta partigiana, come gli unici legittimati a festeggiare il 25 aprile. Come se tutti i partigiani fossero rossi e la Resistenza l’abbiano fatta solo i comunisti. Chi non è con loro è escluso dalla festa. Storia vecchia. Hanno liberato l’Italia dai nazifascisti e l’hanno consegnata a democristiani e comunisti. Ora, dopo 70 anni quella stessa Italia la stanno consegnando ai nuovi barbari che ci stanno invadendo nell’indifferenza generale; anzi, con il benestare e la complicità di quegli stessi cattocomunisti. Per questo sono morti i partigiani? Per regalare l’Italia ad africani, arabi e cinesi?

Non è una novità. Ecco cosa scrivevo 9 anni fa; è sempre valido. Al massimo cambiano le facce, ma gli idioti sono sempre in prima fila.

Aspettando la prossima “Liberazione” (26 aprile 2006)
Il 25 aprile l’Italia festeggia la ricorrenza della liberazione dal nazi-fascismo. E così è stato; discorsi ufficiali, cerimonie e cortei per le strade. Ma ci viene un dubbio. Quelli che “la serietà al Governo“. Quelli che “L’Italia è divisa, lavoreremo per unirla“. Quelli dovrebbero spiegarci perché una ricorrenza che dovrebbe “unire” tutti gli italiani diventa ancora una volta un’occasione per occupare le strade e le piazze ed appropriarsi di una vittoria che è stata degli alleati, in primis, e poi di tutti gli italiani. E dovrebbero spiegarci quale nesso esiste fra slogan, cartelli, contestazioni varie che nulla hanno a che fare con la festa della liberazione.
– Cosa c’entrano gli slogan e gli striscioni contro Letizia Moratti che partecipava al corteo insieme al padre (su una carrozzella) ex deportato a Dachau e medaglia d’argento della Resistenza, obbligandola, a suon di fischi e insulti, ad abbandonare la manifestazione? Vergogna!
– E perché mai la Moratti ed il padre sarebbero “un corpo estraneo ai valori del corteo“, come ha dichiarato non un qualunque imbecillotto, ma Daniele Farina, deputato di Rifondazione comunista?
– Che significa quest’altra illuminata dichiarazione riferita alle contestazioni alla Moratti “…contro questi che sono gli eredi dei fascisti di allora una contestazione può anche ritenersi giustificata“. Un deportato a Dachau e medaglia d’argento della resistenza sarebbe un “erede dei fascisti di allora“? Chi può aver detto una simile cretinata? Un No global in preda ad effetti allucinogeni? No, l’ha detta l’ex giudice del pool Mani pulite, ed ora neo senatore DS, Gerardo D’Ambrosio. Complimenti!
– Cosa c’entra Zapatero?
– Cosa c’entra Che Guevara?
– Cosa c’entrano le bandiere palestinesi?
– Cosa c’entrano i soliti vigliacchi che a Roma urlano l’abietto slogan “Una, cento, mille Nassirya?
– Cosa c’entra una affermazione simile “Oggi è una festa in più perché è anche la liberazione da Berlusconi“, fatta non dal solito cretino, ma da Pecoraro Scanio, leader dei Verdi?
– Cosa c’entrano gli slogan inneggianti a “Dario Fo, sindaco“?
– Perché viene contestata la “Brigata ebraica” che ha pieno titolo a partecipare alla manifestazione, avendo combattuto a fianco delle forze alleate, urlando “Palestina libera, Palestina rossa. Israele Stato terrorista, sionisti assassini“?
– Perché si bruciano le bandiere israeliane? Cosa c’entra tutto questo con il 25 aprile?
Ce lo spieghino, per favore, quelli che vogliono “unire” l’Italia. Ci spieghino perché tutte le occasioni sono buone per trasformare le nostre piazze in arene di scontro e di contestazione e perché solo le bandiere rosse possono sfilare nei cortei. Ci spieghino perché questi contestatori in servizio permanente attivo fanno sempre capo alla sinistra e, allevati e nutriti a pane e comunismo, vorrebbero far diventare l’Italia un’unica grande “Piazza rossa”. Ci spieghino anche, visto che ci sono voluti anni di guerra, fame, miseria e morte, per liberarci dal nazifascismo, quanti anni ci vorranno prima di poter festeggiare la liberazione dagli imbecilli!
Ma intanto, in attesa di risposte che non arriveranno, parafrasando uno slogan a voi tanto caro, a questo vostro 25 aprile rosso di odio, di prepotenza, di arroganza e di violenza si può rispondere solo in un modo: “Dieci, cento, mille volte…VERGOGNATEVI! Fate schifo.”

P.S.
In fondo è solo uno dei tanti e ricorrenti riti collettivi che periodicamente il potere mette in scena per omologare il popolo al pensiero dominante e tenerlo sotto controllo. Vedi “Masquerade“.

Non è satira

Santoro; che brava persona. “Com’è buono lei“, direbbe Fantozzi. Cerca un killer per uccidere Salvini.

santoro mani

Lo fa  per difendere l’amico vignettista Vauro che, sul sito dello stesso Santoro (fanno tutto in casa, le tagliatelle, la pizza, la satira, così risparmiano, forse dividono le spese). La strana coppia: Santoro scrive cazzate, Vauro le disegna. Devono essere una di quelle coppie moderne, quelle arcobaleno, le “coppie di fatto” che oggi vanno tanto di moda: mamme con barba e  baffi, papà con le tette e otto nonni assortiti, fra cui anche due trans brasiliani: oppure un giornalista ed un vignettista; o ancora ex comunisti ed ex democristiani (dicono che hanno le stesse radici e vogliono le stesse cose. Boh!?). Dicono che per giustificare un nucleo familiare basta che ci sia l’amore…dicono; quindi va bene anche la pedofilia e l’incesto o l’unione con una scimmia o una capra, o varie combinazioni possibili. L’importante è che ci sia l’amore “Amor, ch’a nullo amato amar perdona“, diceva il Poeta. Ah, l’amore! In questo caso, però, a tenere unita la coppia non è l’amore, ma l’odio verso un nemico comune (nemico, populista, razzista e fascista è chiunque non la pensi come loro).

Sotto, un esempio di nucleo familiare in posa per la classica foto ricordo. Quello seminascosto alle spalle del gruppetto si sente un po’ isolato, messo da parte, emarginato. Infatti sta pensando di creare un’associazione (una più, una meno, col sostegno dell’Arcigay, della lobby Lgbt e della Boldrini) per combattere le discriminazioni: “Tutte le scimmie nascono uguali“, è il suo motto. Si vede che non ha mai letto “La fattoria degli animali” di Orwell; saprebbe che non è vero che tutti gli animali sono uguali; lo dicono i maiali.

scimmie gruppo

 

Bene, Vauro, con il suo solito raffinato umorismo, si direbbe “humor inglese“,  aveva scritto un pezzo dal titolo “Sette modi per uccidere Salvini”. Salvini, che non ha trovato la “sparata” propriamente esilarante, ha risposto brevemente su Twitter “Sette modi per uccidermi. Se questo squallido personaggio pensa di essere divertente… No, direi che fa proprio schifo.“.  Affermazione che, evidentemente, è molto più grave e offensiva di quella di Vauro. Ecco perché ha provocato la dura reazione di Santoro che si è sentito in dovere di rispondere per difendere il suo Trottolino amoroso “du du da da da…) con il quale condivide la sua casa web. Minacce, istigazione alla violenza? Ma no, è un pezzo satirico.  Se queste cose le facesse la destra sarebbero già incriminati ed in galera. Se, però, le stesse cose le fanno e le dicono a sinistra, non è reato. Gli insulti e le minacce, anche di morte, dei comunisti sono solo umorismo e satira.  Pensate cosa sarebbe successo se qualcuno avesse scritto “Cercasi killer per uccidere Laura Boldrini“. Sarebbe già nelle patrie galere, in isolamento. Santoro; che faccia da… Santoro; basta la parola, solo la faccia è un insulto vivente! Volete insultare e offendere qualcuno? Non usate i soliti epiteti, siate originali: ditegli che ha una “faccia da Santoro”; il massimo dell’ignominia.

santoro salvini

Questo titolo “Cercasi killer” fa ridere? No, questa non è satira, non è umorismo, non è ironia. E non fa ridere, fa piangere. Ma bisogna ricordare che questi esemplari difettosi della specie umana  (non tutti vengono bene; ci sono sempre gli scarti di lavorazione) sono comunisti. E notoriamente i comunisti non brillano per l’ironia.

No, questo non è umorismo o satira, è odio. E’ solo odio di classe, odio verso l’umanità, verso gli avversari, verso chiunque non la pensi come loro, odio verso le religioni, verso la società, verso le istituzioni, odio verso tutto ciò he rappresenta i cardini su cui, da secoli e millenni, si fonda la nostra civiltà. E’ l’odio che i comunistelli hanno nel Dna, gli scorre nel sangue fin dalla nascita al posto dei globuli bianchi (hanno solo globuli rossi, quelli bianchi generano crisi di rigetto, sembra). Ecco cos’è: è astio, rancore, cattiveria, malvagità, odio allo stato puro espresso graficamente e camuffato da satira. Sono un cancro sociale. Per avere la conferma basta guardare le loro facce, specie quella di un noto disegnatore satirico di casa nostra. Indovinate chi. Diceva Leo Longanesi: “Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano quelle idee.”.  Ha ragione Salvini: fanno schifo.

Vauro vignetta salvini

Vedi “Vauro, che faccia da…

Alcuni post sulla Satira.

Case chiuse

C’è chi le vuole aperte e chi le vuole chiuse; le case di tolleranza. E dopo averle chiuse ora qualcuno vorrebbe riaprirle: “Abrogazione della legge Merlin“. Ma se erano già chiuse che bisogno c’era di ri-chiuderle?

legge merlin

Due strutture sono state chiuse, incautamente, in Italia: i casini ed i manicomi. E l’Italia è diventata tutta  un grande casino a cielo aperto piena di prostitute, escort (sono quasi lo stesso, ma sono più care), gay, lesbiche, trans, pedofili, preti e matti in libera circolazione. Entrambe le chiusure ad opera di socialisti, Merlin e Basaglia che, invece che farsi i cazzi loro, si facevano quelli degli altri (compresi i luoghi in cui usarli)  E stranamente non tolleravano la tolleranza.

Il che dimostra che esiste una strana relazione fra casini e socialisti che, evidentemente, hanno una particolare passione per pazzi e puttane; il nesso fra le categorie ora mi sfugge, ma quando ci sono in ballo i socialcomunisti è sempre materia di studio per psicanalisti e psichiatri. Visti i risultati disastrosi di queste chiusure, ora in Italia ci sono due cose da riaprire con urgenza: casini e manicomi. E, possibilmente, tenere buoni i socialisti.

 

Oramai li hanno chiusi: arrangiatevi!

 

Vedi: Maison Italia (2013)

 

 

 

 

Greta Thunberg e i riti collettivi

Greta Thunberg, grazie ai media che le hanno dato enorme spazio, è diventata in brevissimo tempo famosa ed è riuscita a coinvolgere centinaia di migliaia di giovani che, in centinaia di città,  scendono in piazza per “salvare il mondo“. Una ragazzina sedicenne, insignificante e del tutto sconosciuta fino a pochi giorni fa, di colpo diventa più famosa di una rockstar e viene addirittura proposta per l’assegnazione del Nobel per la pace.  E’ possibile che tutto questo clamore e questo coinvolgimento globale sia tutto merito suo? Ne dubito. E sono in molti a dubitarne.

Sembra il perfetto prodotto del potere dei media che ormai  da un giorno all’altro, creano miti, modelli da imitare, eroi e santi, e subito dopo,  possono distruggere ciò che hanno appena creato.  Per esempio ecco un bell’articolo in cui si fanno nomi e cognomi di personaggi che sembrano aver agito nell’ombra: “Tutti i dubbi su Greta Thunberg; chi l’ha resa celebre e perché“.

Ogni volta che ci sono queste manifestazioni che sembrano spontanee, ma non lo sono, mi viene in mente un vecchio post del 2013 “Masquerade“, in cui parlo dei riti collettivi, come quello che segue la pifferaia Greta nella “Marcia dei gretini“.

Masquerade (2013)

La gente ha bisogno di riti collettivi. E’ un bisogno fisiologico, ancestrale. Si sente la necessità di evocare riti tribali, indossare orride maschere apotropaiche e danzare intorno al fuoco seguendo lo sciamano. Una sorta di londoniano “richiamo della foresta” applicato agli umani. Ne sono la prova le ricorrenti manifestazioni che, sotto diverse bandiere e con differenti motivazioni, periodicamente radunano migliaia di persone che, in tali occasioni, danno sfogo a istinti repressi e pulsioni di varia natura. Gioia, rabbia, dolore, contestazione, quando vengono espressi in forma collettiva, risultano amplificati, esasperati, diventano l’espressione di una coscienza comune in cui l’individualità si annulla a beneficio dell’identità del gruppo, del branco, della tribù. L’omologazione diventa così una calda, protettiva, rassicurante coperta di Linus.

linus

Le manifestazioni di massa hanno questo potere esorcizzante e catartico. Sono una grande terapia di gruppo, aiutano a scaricare l’aggressività repressa e costituiscono un richiamo irresistibile per chiunque abbia carenze caratteriali o una personalità debole. Solo in queste adunate tribali e nell’omologazione al “branco” ci si sente appagati, rassicurati e protetti. La forza numerica della massa colma il vuoto individuale ed il singolo individuo, annullando se stesso per diventare massa, ha la sensazione di centuplicare le proprie potenzialità e di acquisire nuova ed insperata forza; la forza del numero.

Grazie ad una sorta di osmosi emotiva, l’inconscio individuale diventa collettivo e, concretizzandosi nella coscienza di massa, diventa la ragione stessa della convivenza sociale e giustifica qualunque scelleratezza in nome della volontà popolare. E’ la versione umana della legge del branco. Ma quella che spacciano per volontà popolare è solo, in realtà, la volontà del capo branco il quale, attraverso i mezzi di persuasione di massa, plagia la folla che fa propria la volontà del capo, illudendosi che sia una libera scelta. E’ il sottile e tragico inganno che è alla base di ideologie e movimenti politici, della stessa democrazia e di qualunque sistema di governo che basi la propria legittimazione sulla volontà popolare.

La psiche umana contiene in sé una sorta di “bug di sistema” che consente il plagio delle menti. Chiunque ne conosca l’esistenza, i meccanismi, il funzionamento e sappia come sfruttare questo bug, usando spregiudicatamente gli strumenti di comunicazione, può manipolare a piacere l’opinione pubblica, condizionare il comportamento umano e controllare intere masse o popoli. La storia è piena di esempi che confermano questa regola. Sono concetti ormai risaputi e diffusi. Ma, stranamente, la società procede come se ciò non fosse vero e, pertanto, non adotta alcuna difesa. Errore fatale perché coloro che dovrebbero allestire le difese sono, invece, proprio coloro che rappresentano il pericolo e si guardano bene dal dare l’allarme.

Questi manipolatori della coscienza collettiva sono coloro che creano le condizioni ideali (sociali, economiche, politiche, ideologiche, culturali) affinché gli individui sentano l’inarrestabile “bisogno spontaneo” di aggregarsi, di appartenere ad un gruppo, di identificarsi in un “branco” e di stabilire delle regole che codifichino questa appartenenza. Attraverso anche una simbologia fatta di divise, bandiere, distintivi, status symbol, codici linguistici e comportamentali, si rafforza e si afferma la prevalente identità del gruppo di appartenenza, del ceto, della casta, della setta, della tifoseria da stadio. Il principio è lo stesso per cui periodicamente migliaia di persone sentono l’esigenza di ritrovarsi tutte insieme per celebrare il rito collettivo di turno; sia un concerto pop o un corteo sindacale, sia una manifestazione politica o lo stadio di calcio, sia una festa civile o una cerimonia religiosa.

Lo sanno molto bene tutti coloro che sanno sfruttare nel modo migliore ed a proprio vantaggio questi istinti ancestrali. Lo sciamano moderno è quello che sale sul palco. E’ quello che urla alla folla esattamente ciò che la folla vuol sentire. E’ quello che usa la retorica come un potente anestetico mentale. E’ quello che usa la folla come uno strumento per accrescere il proprio potere economico, sociale, politico. Ma la folla non lo sa o fa finta di non saperlo. Non resta che seguire lo sciamano, indossare la maschera, unirsi al grande ballo mascherato che è la società umana e danzare intorno al fuoco.

Cirinnà e il Pi greco

Oggi si celebra la giornata del Pi greco (π). Pian piano stanno cambiando il calendario sostituendo ai nomi dei santi le giornate di festività laiche. Per non dare troppo nell’occhio hanno cominciato con festività facilmente condivisibili: festa della mamma, festa del papà, festa degli innamorati, festa dei lavoratori, etc. Fa parte del progetto per cambiare radicalmente la società occidentale, cancellando ogni riferimento a cultura, tradizioni, religione. Vogliono creare un nuovo mondo a misura di meticciato, di cultura gender, di gay, lesbiche, trans, sessualmente confusi, ,musulmani, invasori africani e ibridi umani atei e unisex.  Ci stanno lavorando da anni, con una precisa strategia scientifica (vedi “Finestra di Overton“), nell’indifferenza generale di chi crede, ingenuamente, che certe battaglie culturali, ossessivamente proposte dai media, siano promosse per spirito umanitario, uguaglianza e diritti umani.

Pi greco

Così oggi, 14 marzo 2019, non è Santa Matilde, ma è il “Giorno delpi greco” (3,14159). Poi festeggeranno il giorno della radice quadrata, poi quello delle parentesi quadre, quello delle tabelline, poi si vedrà, secondo fantasia. L’importante è eliminare i santi. E Cirinnà? Eccola qui, sorridente e soddisfatta di mostrare il cartello in cui paragona Dio, la patria e la famiglia alla merda (molto fine e simpatica, vero? E’ il suo stile). Oltraggio, vilipendio, blasfemia, c’è di tutto in quel cartello. Se lo facesse uno sfigato di destra lo sbatterebbero in galera senza processo e butterebbero la chiave. Ma se queste cose le fanno gli idioti di sinistra è tutto concesso; sia perché sono di sinistra e possono contare sulla benevolenza della magistratura, sia perché hanno l’attenuante di essere idioti (basta guardarli in faccia). Per restare in tema di matematica “Idiozia e sinistrume sono termini direttamente proporzionali; al crescere di uno cresce anche l’atro, in maniera esattamente proporzionale”.

cirinnà Dio

Nel precedente post “Vauro, che faccia da…” ricordavo le disavventure di chi osa in Italia fare satira sulla sinistra (Forattini e vignetta su d’Alema: Satira libera? Dipende.) o fare accostamenti ironici (Calderoli, Borghezio) su personaggi intoccabili, sempre di sinistra (Satira da morire). Basta accennare a vaghe somiglianze fra neri e  primati, o fare allusione alle banane, e si  rischiano pesanti sanzioni e condanne penali.

Ora, però, qualcuno dovrebbe spiegarci quali sono (se ci sono) i criteri per giudicare la legittimità ed i limiti dell’ironia,  della satira e della libertà di espressione. Se Calderoli accenna a somiglianze fra  la Kyenge e un orango è una gravissima affermazione razzista (e come tale, gravemente punita), se Borghezio accenna all’inferiorità della cultura africana viene condannato a 18 mesi ed a pagare 50.000 euro di danni. Se dei tifosi di calcio fanno buuu verso un calciatore nero si ferma la partita, si squalifica il campo e tifosi e società pagano le conseguenze; se dei vignettisti francesi fanno delle caricature di Maometto succede un finimondo, si fa una strage nella redazione della rivista Charlie Hebdo (12 morti e 11 feriti) e  si bruciano chiese con i cristiani dentro.

Se, invece, Cirinnà accomuna Dio alla merda non succede nulla: è libertà di espressione; o magari è umorismo e satira. Qualcuno ce lo spiega? Provate a fare voi un cartello simile, sostituendo Dio con Maometto. E poi vediamo cosa succede. Ma da questa Cirinnà non ci si può aspettare niente di meglio. Ricorda la battuta di Sgarbi  su Rosi Bindi: “E’ più bella che intelligente”. Mi è venuta in mente a proposito del Pi greco; c’è una relazione.

Qualche anno fa la intervistarono, insieme ad altri parlamentari ponendole delle domande semplicissime di matematica, geografia e cultura generale. Per sintetizzare; non sapeva quanto fa 9×9, confondeva Pitagora con Archimede e non sapeva cosa fosse il Pi greco. Ecco, ci siamo arrivati, nel 2013 le dedicai un post “L’onorevole ed il pi greco“. tanto vale riportarlo:

L’onorevole ed il pi greco (2013)

Ma quanto fa 9×9? Lo sanno tutti i bambini delle elementari. Poi crescono, diventano onorevoli e dimenticano le tabelline, la geometria e confondono Pitagora con Archimede. Ecco perché poi sbagliano i conti degli esodati, dell’IMU, del debito pubblico e per compensare gli errori dei bilanci di previsione devono sempre aumentare le tasse. Già anni fa un servizio delle Iene dimostrò il livello di ignoranza dei nostri parlamentari. Ed ogni volta che qualche cronista d’assalto rivolge agli onorevoli delle domande un po’ inusuali, che mettono a dura prova le loro conoscenze, casca l’asino; è proprio il caso di dirlo.

Ogni giorno alle 20.30 su Rete 4 va in onda Quinta colonna che si occupa di temi politici e di attualità. Dura circa 40/45 minuti e la puntata si chiude con un brevissimo servizio che stila una divertente classifica che riguarda solitamente il mondo della politica. Si va dalle risse in Parlamento alle scuse più frequenti per giustificare le spese pazze, dalle case da sogno agli amori dei leader.

Pochi giorni fa è stata la volta di un breve servizio di Nausica Della Valle che intervista alcuni parlamentari mettendo alla prova le loro conoscenze in matematica. Poche domande e risposte imbarazzate. Qualcuno risponde che 9×9 fa 72 (e ride), un altro si ingarbuglia sulla differenza fra seno e coseno (e lo trova divertente), un terzo non ricorda come calcolare l’area del quadrato (sembra fare i disegnini nella mente e ride), un altro ancora non sa cosa siano i numeri primi (e scappa ridendo), un altro ha un’idea molto approssimativa della tangente (e ride). Ridono tutti. Ignoranti sì, ma ilari, hanno il riso facile. “Risus abundat in ore stultorum“, dicevano i nostri saggi antenati.

Vince la speciale classifica Monica Cirinnà del PD che confessa candidamente di non sapere quanto fa 9×9, identifica il teorema di Pitagora con il Pi greco e cerca di spiegarlo citando confusamente ed a sproposito la legge di Archimede sui corpi immersi in un liquido: “la linea di galleggiamento è inversa al suo peso…” (!?), dice.

Una specie di miscuglio male assortito, indefinibile, incredibile ed inaccettabile da parte di gente che guadagna cifre esorbitanti a carico dei cittadini, che usufruisce di privilegi indecenti e che non conosce nemmeno le tabelline elementari, non sa cosa sia il PI greco e confonde Pitagora con Archimede. Ma dove hanno studiato, nel Burundi? O forse, come dicevo nel post “Cuperlo ed il complesso di superiorità”, si sono laureati a Tirana, come il Trota? E forti di tanta ignoranza, ogni giorno, mattino, pomeriggio e sera, saltano da una poltrona all’altra nei salotti televisivi a blaterare del nulla, con l’aria insopportabile dei sapientoni, e fanno finta di occuparsi di politica.

Questi sono i nostri rappresentanti, quelli che dovrebbero essere i migliori. Quelli che grazie ai principi fondamentali della democrazia ed a norme e leggi assurde e senza alcun fondamento logico e razionale, che sembrano fatte apposta per favorire i furbi e gli arrivisti senza scrupoli, consentono a chiunque, anche allo scemo del villaggio (lo dice la democrazia e la Costituzione), di entrare in Parlamento e governare l’Italia; senza presentare titoli, attestati e credenziali, senza dover superare alcun esame, selezione o test attitudinale, nemmeno un quiz da Settimana enigmistica.

Anche per fare i netturbini…pardon, gli “operatori ecologici” bisogna superare preselezioni, selezioni ed esami. Anche per assumere una “collaboratrice familiare” si richiedono delle referenze. Per fare i parlamentari non è richiesto niente. La democrazia dice che anche gli idioti possono andare al governo. Caligola nominava senatore il suo cavallo, noi mandiamo in Parlamento gli asini. E’ l’evoluzione della specie. Bella la democrazia: i furbi l’hanno inventata (e la sfruttano a loro favore; dicono che sia il miglior sistema possibile) e gli ingenui ci credono. E le conseguenze si vedono.
Vedi qui il video: “Politici e matematica“.

Vedi “Onorevoli?” (2014)

– Alcuni post su “Satira e dintorni

MIgranti e Finestra di Overton“; come funziona la manipolazione dell’informazione per condizionare,  controllare e indirizzare l’opinione pubblica.

 

– Vedi “Overton e Bergoglio“.

Finestra di Overton; come funziona.

Vauro, che faccia da…

Ecco l’ultima vignetta di Vauro, pubblicata oggi sul Giornale; quello che è convinto di essere spiritoso, ironico, divertente. Insomma è convinto di qualcosa; e tanto gli basta. Non passa giorno che Salvini non sia sotto attacco mediatico con insulti, accuse varie, vignette e perfino minacce di morte. Una quotidiana campagna di odio che nemmeno contro Berlusconi si era arrivati a tanto. Ricorda molto quella campagna di odio lanciata da Lotta continua nei confronti del commissario Luigi  Calabresi, accusato di essere responsabile della morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli. E sappiamo come andò a finire; con l’assassinio di Calabresi.

Stesso metodo usato contro tutti gli avversari politici da una sinistra che non tollera avere rivali che non siano allineati al pensiero unico del partito. Uno dei più accaniti contro Salvini è proprio Vauro che continua a farne il suo bersaglio preferito. Eccolo sotto felice e sorridente, che augura a Salvini di spararsi in fronte. Ma, sinceramente, voi uno così lo invitereste a cena?

Vauro vignetta salvini.jpg

Spregevole, inquietante; ha dipinti sul volto i segni della malvagità d’animo, l’astio, il rancore, l’odio, contro tutto e tutti, contro il mondo intero, specialmente contro chi non è della sua parte politica (atteggiamento comune, appunto, a tutti quelli come lui). La classica “Faccia da comunista“. Teniamo presente che se qualcuno si azzarda a insultare personaggi di sinistra viene subito querelato e paga pesanti conseguenze: Forattini ne sa qualcosa (Vero, D’Alema? Vedi “Satira libera, dipende). Per una vignetta non gradita D’Alema querelò Forattini e gli chiese 3 miliardi di danni; non le scuse, ma 3 miliardi.

Tipico il caso della Kyenge che ha querelato Calderoli (condannato a 18 mesi per diffamazione e odio razziale) per aver paragonato la Kyenge ad un orango;  e Borghezio (multa di 1000 euro e risarcimento danni di 50.000 euro alla Kyenge; per aver detto durante un’intervista alla radio che “Gli africani sono africani“, e che “Per affermare che la civiltà africana non ha prodotto grandi geni, basta consultare l’Enciclopedia di Topolino, non occorre che lo dica io“) Tutto vero, ma non si può dire; altrimenti ti querelano e devi pagare i danni.

Se invece si insultano con tutti gli epiteti possibili personaggi di destra, li si minaccia e gli si augura la morte, non succede niente; è libertà di espressione, dialettica politica, satira. Con gli insulti a Berlusconi si potrebbe scrivere un libro. Basta saperlo e regolarsi, se non si vogliono passare guai; come Forattini che ha dovuto espatriare in Svizzera perché D’Alema, per una vignetta non gradita lo aveva querelato chiedendo 3 miliardi (di lire) di danni.

Ecco cosa diceva Forattini a proposito della situazione in Italia: “La tragedia italiana è rappresentata dal comunismo, dal ’68 e dalla magistratura che si è impossessata del potere – questa la visione dell’Italia di Forattini -. Il paese è diviso in due dai comunisti, se non sei con loro sei di destra. Sono i maggiori conservatori e sono letteralmente i fascisti di ora. Anche la satira è tutta di sinistra. Se non sei di sinistra non lavori in tv. Non credo a chi dice che c’é la censura: basta guardare uno come Vauro, bravissimo, lo considero un mio figlioccio.”. Forattini, diciamo che Vauro è un “figlioccio” andato a male (non tutti vengono bene). Che Vauro sia “bravissimo” e che non esista la censura la prendiamo come battuta; carina.

A proposito di facce da…Leo Longanesi, riferendosi ai militanti comunisti, diceva: “Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano quelle idee.”. Vauro è la conferma che Longanesi aveva ragione. Se poi vediamo anche le facce dei suoi degni compari non abbiamo più dubbi. Uno per tutti; Santoro, in una delle sue tipiche, simpatiche, accattivanti espressioni da (censura).

santoro broncio

 

Ecco sotto il link ad una serie di articoli su nostro vignettista Vauro, sull’umorismo di sinistra e sulla satira libera:

https://torredibabele.blog/?s=Satira libera? Dipende…