Cossiga vs. Palamara

Ha la faccia da tonno“. (2008)

“Il pm Luca Palamara finito nel ciclone delle inchieste per corruzione ha un precedente televisivo che in queste ore sta facendo il giro del web.

“Siamo nel 2008 e l’allora Guardasigilli, Clemente Mastella, si è appena dimesso per un’inchiesta giudiziaria a suo carico. Palamara, ospite di Sky Tg24, pontifica sul ruolo della magistratura e sulle dimissioni del ministro Mastella. Ma ad un certo punto irrompe la telefonata dell’ex Capo dello Stato, Francesco Cossiga. Con una telefonata che ha il sapore del monologo, in pochi minuti il “picconatore” abbatte il pm con una sfilza di insulti e di critiche: “Ha la faccia da tonno. I nomi esprimono realtà. Lui si chiama – afferma Cossiga rivolgendosi alla conduttrice Maria Latella – Palamara come il tonno. La faccia intelligente non ce l’ha assolutamente. In questi anni ho visto tante facce e le so riconoscere”. (Angelo Scarano . Il Giornale)

Ricchi e poveri

Prendere ai ricchi per dare ai poveri. E’ il classico mantra della sinistra. Nonostante la storia abbia decretato il fallimento di quella tragica ideologia che ha prodotto solo conflitti, odio, guerre, morti e miseria, gli inguaribili militanti dell’odio di classe che chiamano socialismo, continuano a dividere il mondo in ricchi e poveri e lo ripetono ancora oggi nei loro deliranti pistolotti televisivi: “Prendere ai ricchi per dare ai poveri” (Uno a caso, Fratoianni, che lo ha ripetuto pochi giorni fa in TV). E’ la loro fissazione. Ecco un esempio pratico dell’applicazione di questo principio di socialismo fantozziano  (Da SuperFantozzi del 1986)

Liberazione

 Si ripete ogni anno  la solita sceneggiata. Tanto vale riproporre le cose dette dieci anni fa; non è cambiato niente, purtroppo. Gli imbecilli sono sempre in marcia, in prima fila. “Liberazione dagli imbecilli” (2015)

Festa della Liberazione: corone di fiori, cerimonie ufficiali, sfilate di cortei con bandiere rosse (più che la festa della Liberazione sembra una riedizione delle vecchie feste dell’Unità), discorsi di circostanza, Bella ciao cantata in coro a teatro e tanta, tanta retorica in dosi industriali. Giusto riconoscimento per coloro che combatterono e diedero la vita per liberare l’Italia dal nazifascismo. Ma è anche la giornata dei vincitori del giorno dopo (saltare sul carro dei vincitori è la specialità nella quale noi italiani non abbiamo rivali): quelli che dopo che l’Italia fu liberata dagli alleati, sostituirono la camicia nera con quella rossa, si accreditarono come combattenti della Resistenza e divennero tutti “partigiani”, senza aver mai combattuto nemmeno contro la malaria. Non solo gli, improvvisamente da un giorno all’altro, gli italianisi scoprirono tutti partigiani, ma si scoprirono anche antifascisti. Di colpo quelli che sfilavano al sabato fascista, che partecipavano ai Littoriali, che cantavano Giovinezza, vestivano la camicia nera e inneggiavano al Duce, divennero tutti antifascisti, anzi comunisti. Miracoli italiani. E spacciandosi per partigiani ed antifascisti hanno campato di rendita per decenni su questi titoli di merito, facendo anche carriera politica. Su un ventennio ci campano da un settantennio. Ma oggi sono tutti in prima fila a fregiarsi di meriti altrui, a sbandierare drappi rossi e cantare Bella ciao. Gente che al massimo ha combattuto qualche battaglia navale a scuola.

Ma ciò che indigna è il fatto che, anche quest’anno, quella che dovrebbe essere una festa di tutti gli italiani diventa un’esclusiva della sinistra che si arroga il diritto di decidere chi può partecipare e chi no, chi ha diritto di sfilare in corteo e chi non può farlo. Hanno il copyright della festa. Così succede che, come negli scorsi anni, si insulta e si fischia la rappresentanza delle Brigate ebraiche (quelle che combatterono davvero a fianco degli alleati). Succede a Milano (Brigata ebraica e PD contestati). Succede anche a Cagliari dove dei filopalestinesi hanno cercato di stracciare le bandiere di Israele (Sotto il palco sfiorato lo scontro).: “Un militante di un movimento filopalestinese ha cercato di strappare la bandiera biancoceleste di un piccolo gruppo di persone che mostravano il vessillo di Israele. I militanti filopalestinesi si sono sistemati davanti agli oratori con le bandiere verde rosso nero e bianco.“. Cosa c’entrano i filopalestinesi con il 25 aprile? Hanno forse fatto la Resistenza insieme ai partigiani italiani? No. E perché allora sono in prima fila mentre cercano di vietare la partecipazione ai rappresentanti di chi per la Liberazione ha combattuto davvero? Se si è onesti bisognerebbe dare una risposta. Ma la aspettiamo invano da anni.

liberazione brigara ebraica
Sono cose dette e ridette, ma senza speranza di riuscire ad avere una risposta seria, perché l’ipocrisia di questa sinistra è tale che non vale la pena nemmeno di porre domande semplici come queste. Così ogni anno si ripete la sceneggiata di piazze occupate da bandiere rosse, alle quali si aggiungono, non si sa bene perché (anzi, lo immaginiamo), le bandiere palestinesi. E si ripete la indecente sceneggiata di chi si presenta come unica rappresentanza della lotta partigiana, come gli unici legittimati a festeggiare il 25 aprile. Come se tutti i partigiani fossero rossi e la Resistenza l’abbiano fatta solo i comunisti. Chi non è con loro è escluso dalla festa. Storia vecchia. Hanno liberato l’Italia dai nazifascisti e l’hanno consegnata a democristiani e comunisti. Ora, dopo 70 anni quella stessa Italia la stanno consegnando ai nuovi barbari che ci stanno invadendo nell’indifferenza generale; anzi, con il benestare e la complicità di quegli stessi cattocomunisti. Per questo sono morti i partigiani? Per regalare l’Italia ad africani, arabi e cinesi?

Non è una novità. Ecco cosa scrivevo 9 anni fa; è sempre valido. Al massimo cambiano le facce, ma gli idioti sono sempre in prima fila.

Aspettando la prossima “Liberazione” (26 aprile 2006)
Il 25 aprile l’Italia festeggia la ricorrenza della liberazione dal nazi-fascismo. E così è stato; discorsi ufficiali, cerimonie e cortei per le strade. Ma ci viene un dubbio. Quelli che “la serietà al Governo“. Quelli che “L’Italia è divisa, lavoreremo per unirla“. Quelli dovrebbero spiegarci perché una ricorrenza che dovrebbe “unire” tutti gli italiani diventa ancora una volta un’occasione per occupare le strade e le piazze ed appropriarsi di una vittoria che è stata degli alleati, in primis, e poi di tutti gli italiani. E dovrebbero spiegarci quale nesso esiste fra slogan, cartelli, contestazioni varie che nulla hanno a che fare con la festa della liberazione.
– Cosa c’entrano gli slogan e gli striscioni contro Letizia Moratti che partecipava al corteo insieme al padre (su una carrozzella) ex deportato a Dachau e medaglia d’argento della Resistenza, obbligandola, a suon di fischi e insulti, ad abbandonare la manifestazione? Vergogna!
– E perché mai la Moratti ed il padre sarebbero “un corpo estraneo ai valori del corteo“, come ha dichiarato non un qualunque imbecillotto, ma Daniele Farina, deputato di Rifondazione comunista?
– Che significa quest’altra illuminata dichiarazione riferita alle contestazioni alla Moratti “…contro questi che sono gli eredi dei fascisti di allora una contestazione può anche ritenersi giustificata“. Un deportato a Dachau e medaglia d’argento della resistenza sarebbe un “erede dei fascisti di allora“? Chi può aver detto una simile cretinata? Un No global in preda ad effetti allucinogeni? No, l’ha detta l’ex giudice del pool Mani pulite, ed ora neo senatore DS, Gerardo D’Ambrosio. Complimenti!
– Cosa c’entra Zapatero?
– Cosa c’entra Che Guevara?
– Cosa c’entrano le bandiere palestinesi?
– Cosa c’entrano i soliti vigliacchi che a Roma urlano l’abietto slogan “Una, cento, mille Nassirya?
– Cosa c’entra una affermazione simile “Oggi è una festa in più perché è anche la liberazione da Berlusconi“, fatta non dal solito cretino, ma da Pecoraro Scanio, leader dei Verdi?
– Cosa c’entrano gli slogan inneggianti a “Dario Fo, sindaco“?
– Perché viene contestata la “Brigata ebraica” che ha pieno titolo a partecipare alla manifestazione, avendo combattuto a fianco delle forze alleate, urlando “Palestina libera, Palestina rossa. Israele Stato terrorista, sionisti assassini“?
– Perché si bruciano le bandiere israeliane? Cosa c’entra tutto questo con il 25 aprile?
Ce lo spieghino, per favore, quelli che vogliono “unire” l’Italia. Ci spieghino perché tutte le occasioni sono buone per trasformare le nostre piazze in arene di scontro e di contestazione e perché solo le bandiere rosse possono sfilare nei cortei. Ci spieghino perché questi contestatori in servizio permanente attivo fanno sempre capo alla sinistra e, allevati e nutriti a pane e comunismo, vorrebbero far diventare l’Italia un’unica grande “Piazza rossa”. Ci spieghino anche, visto che ci sono voluti anni di guerra, fame, miseria e morte, per liberarci dal nazifascismo, quanti anni ci vorranno prima di poter festeggiare la liberazione dagli imbecilli!
Ma intanto, in attesa di risposte che non arriveranno, parafrasando uno slogan a voi tanto caro, a questo vostro 25 aprile rosso di odio, di prepotenza, di arroganza e di violenza si può rispondere solo in un modo: “Dieci, cento, mille volte…VERGOGNATEVI! Fate schifo.”

P.S.
In fondo è solo uno dei tanti e ricorrenti riti collettivi che periodicamente il potere mette in scena per omologare il popolo al pensiero dominante e tenerlo sotto controllo. Vedi “Masquerade“.

Non è satira

Santoro; che brava persona. “Com’è buono lei“, direbbe Fantozzi. Cerca un killer per uccidere Salvini.

santoro mani

Lo fa  per difendere l’amico vignettista Vauro che, sul sito dello stesso Santoro (fanno tutto in casa, le tagliatelle, la pizza, la satira, così risparmiano, forse dividono le spese). La strana coppia: Santoro scrive cazzate, Vauro le disegna. Devono essere una di quelle coppie moderne, quelle arcobaleno, le “coppie di fatto” che oggi vanno tanto di moda: mamme con barba e  baffi, papà con le tette e otto nonni assortiti, fra cui anche due trans brasiliani: oppure un giornalista ed un vignettista; o ancora ex comunisti ed ex democristiani (dicono che hanno le stesse radici e vogliono le stesse cose. Boh!?). Dicono che per giustificare un nucleo familiare basta che ci sia l’amore…dicono; quindi va bene anche la pedofilia e l’incesto o l’unione con una scimmia o una capra, o varie combinazioni possibili. L’importante è che ci sia l’amore “Amor, ch’a nullo amato amar perdona“, diceva il Poeta. Ah, l’amore! In questo caso, però, a tenere unita la coppia non è l’amore, ma l’odio verso un nemico comune (nemico, populista, razzista e fascista è chiunque non la pensi come loro).

Sotto, un esempio di nucleo familiare in posa per la classica foto ricordo. Quello seminascosto alle spalle del gruppetto si sente un po’ isolato, messo da parte, emarginato. Infatti sta pensando di creare un’associazione (una più, una meno, col sostegno dell’Arcigay, della lobby Lgbt e della Boldrini) per combattere le discriminazioni: “Tutte le scimmie nascono uguali“, è il suo motto. Si vede che non ha mai letto “La fattoria degli animali” di Orwell; saprebbe che non è vero che tutti gli animali sono uguali; lo dicono i maiali.

scimmie gruppo

 

Bene, Vauro, con il suo solito raffinato umorismo, si direbbe “humor inglese“,  aveva scritto un pezzo dal titolo “Sette modi per uccidere Salvini”. Salvini, che non ha trovato la “sparata” propriamente esilarante, ha risposto brevemente su Twitter “Sette modi per uccidermi. Se questo squallido personaggio pensa di essere divertente… No, direi che fa proprio schifo.“.  Affermazione che, evidentemente, è molto più grave e offensiva di quella di Vauro. Ecco perché ha provocato la dura reazione di Santoro che si è sentito in dovere di rispondere per difendere il suo Trottolino amoroso “du du da da da…) con il quale condivide la sua casa web. Minacce, istigazione alla violenza? Ma no, è un pezzo satirico.  Se queste cose le facesse la destra sarebbero già incriminati ed in galera. Se, però, le stesse cose le fanno e le dicono a sinistra, non è reato. Gli insulti e le minacce, anche di morte, dei comunisti sono solo umorismo e satira.  Pensate cosa sarebbe successo se qualcuno avesse scritto “Cercasi killer per uccidere Laura Boldrini“. Sarebbe già nelle patrie galere, in isolamento. Santoro; che faccia da… Santoro; basta la parola, solo la faccia è un insulto vivente! Volete insultare e offendere qualcuno? Non usate i soliti epiteti, siate originali: ditegli che ha una “faccia da Santoro”; il massimo dell’ignominia.

santoro salvini

Questo titolo “Cercasi killer” fa ridere? No, questa non è satira, non è umorismo, non è ironia. E non fa ridere, fa piangere. Ma bisogna ricordare che questi esemplari difettosi della specie umana  (non tutti vengono bene; ci sono sempre gli scarti di lavorazione) sono comunisti. E notoriamente i comunisti non brillano per l’ironia.

No, questo non è umorismo o satira, è odio. E’ solo odio di classe, odio verso l’umanità, verso gli avversari, verso chiunque non la pensi come loro, odio verso le religioni, verso la società, verso le istituzioni, odio verso tutto ciò he rappresenta i cardini su cui, da secoli e millenni, si fonda la nostra civiltà. E’ l’odio che i comunistelli hanno nel Dna, gli scorre nel sangue fin dalla nascita al posto dei globuli bianchi (hanno solo globuli rossi, quelli bianchi generano crisi di rigetto, sembra). Ecco cos’è: è astio, rancore, cattiveria, malvagità, odio allo stato puro espresso graficamente e camuffato da satira. Sono un cancro sociale. Per avere la conferma basta guardare le loro facce, specie quella di un noto disegnatore satirico di casa nostra. Indovinate chi. Diceva Leo Longanesi: “Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano quelle idee.”.  Ha ragione Salvini: fanno schifo.

Vauro vignetta salvini

Vedi “Vauro, che faccia da…

Alcuni post sulla Satira.

Case chiuse

C’è chi le vuole aperte e chi le vuole chiuse; le case di tolleranza. E dopo averle chiuse ora qualcuno vorrebbe riaprirle: “Abrogazione della legge Merlin“. Ma se erano già chiuse che bisogno c’era di ri-chiuderle?

legge merlin

Due strutture sono state chiuse, incautamente, in Italia: i casini ed i manicomi. E l’Italia è diventata tutta  un grande casino a cielo aperto piena di prostitute, escort (sono quasi lo stesso, ma sono più care), gay, lesbiche, trans, pedofili, preti e matti in libera circolazione. Entrambe le chiusure ad opera di socialisti, Merlin e Basaglia che, invece che farsi i cazzi loro, si facevano quelli degli altri (compresi i luoghi in cui usarli)  E stranamente non tolleravano la tolleranza.

Il che dimostra che esiste una strana relazione fra casini e socialisti che, evidentemente, hanno una particolare passione per pazzi e puttane; il nesso fra le categorie ora mi sfugge, ma quando ci sono in ballo i socialcomunisti è sempre materia di studio per psicanalisti e psichiatri. Visti i risultati disastrosi di queste chiusure, ora in Italia ci sono due cose da riaprire con urgenza: casini e manicomi. E, possibilmente, tenere buoni i socialisti.

 

Oramai li hanno chiusi: arrangiatevi!

 

Vedi: Maison Italia (2013)