La coerenza è un optional

A proposito di migranti. Due giorni fa il cardinale Scola, ex arcivescovo di Milano, intervenendo al Meeting di Rimini, ha dichiarato: “Non possiamo accoglierli tutti.”. Ed ha precisato che “il Papa non lo pensa e non lo ha detto“. Ed ancora, come riportato da AgenPress: “Papa Francesco non sarebbe un sostenitore della bontà dell’accoglienza sempre e comunque.“. No? Strano, tutto il mondo ha sentito gli appelli che il Papa lancia quotidianamente in ogni occasione; hanno sentito tutti, eccetto Scola. Forse la sua radio non era perfettamente sintonizzata su Radio Vaticano e si è perso qualche dichiarazione papale.

Scola migranti 1

Ora, pensando che Papa Bergoglio  da anni, quotidianamente continua a  lanciare appelli all’accoglienza di tutti “buoni e cattivi“, perché “sono nostri fratelli”, il minimo che si possa dire è che il cardinale Scola o ha una pessima memoria, oppure è in malafede. Soprattutto perché è lo stesso cardinale che, come arcivescovo di Milano, in occasione della Pasqua del 2014, durante l’omelia della messa per la domenica delle palme in Duomo, invitando i milanesi ad accogliere a braccia aperte i migranti (come faceva spesso e volentieri), disse: “Gli stranieri rappresentano il futuro di Milano“.

Scola stranieri

Non è certo un buon esempio di coerenza. Ho l’impressione che la Chiesa, sulla questione migranti, stia seguendo la stessa tattica del PD. Si sono resi conto di aver esagerato con l’invito all’accoglienza. Cosa che per il PD si è rivelato un disastro in termini di perdita di consensi elettorali. E per la Chiesa in forti contestazioni anche da parte dei fedeli nei confronti del Papa terzomondista. Ed ora cercano di rimediare rimangiandosi, o cercando di correggere e reinterpretare, anche gli slogan che hanno ripetuto fino alla nausea in questi anni. Per fortuna, e purtroppo per Scola,  la gente ha buona memoria.

(Arcivescovo Scola; Milano, Domenica delle palme 2014)

Scola palme

Il Papa cafone

I nuovi cafoni esaminati uno per uno. Lo hanno fatto Vittorio Feltri e Massimiliano Parente nel libro “Il vero cafone” (ed. Mondadori, 2016). Ci sono, descritte brevemente in poche righe, tutte le tipologie del cafone moderno. Con una certa sorpresa si scopre che, fra i vari cafoni, viene riportato anche Papa Bergoglio. Ecco come viene descritto:

Appena si insedia si fa chiamare Francesco, augura “buon pranzo” dal balcone di piazza San Pietro, come se fosse il pulpito di una trattoria en plein aire, e si attacca al telefono. Prima telefonata a Eugenio Scalfari, e questo è cafone non perché abbia disturbato Eugenio Scalfari, ma perché gli è venuto in mente di chiamare proprio Scalfari. Dopodiché ci prende gusto e telefona a chiunque, non riesce a starsene zitto un minuto; chiama perfino Marco Pannella impegnato nell’ennesimo sciopero della fame. Il bello è che nessuno lo manda a quel paese. Tra le uscite, anche questa: “Non pensate ai vostri cani e gatti, pensate al vostro vicino.“. Pensiero perfettamente cattolico, quindi perfettamente insensato: sono meglio i cani e i gatti perfino di quelli lontani, figuriamoci dei vicini. Insomma, ama il prossimo tuo come te stesso? Ma siamo matti? Casomai salviamo i cani e i gatti dal vicino se non li tratta bene. “. (Feltri – Parente)

Papa cani gatti

Certo che uno che si fa chiamare Francesco e critica chi ama cani e gatti, deve avere un po’ di confusione in testa. Poteva trovare un’altra maniera di esprimere il concetto, evitando di rimproverare gli amanti degli animali, facendoli quasi sentire in colpa. Magari non sarà proprio cafone, ma certo lo spirito francescano non è il suo forte. Il che, per uno che si fa chiamare Francesco, ispirandosi al poverello di Assisi che amava comunicare con gli animali, uccelli, cani o lupi, è il massimo dell’incoerenza e della confusione.

Questo Papa parla troppo e quasi sempre a sproposito (il “quasi” è optional). Riesce a dire sciocchezze anche parlando di cani e gatti. Dimentica che spesso l’unica compagnia che hanno gli anziani sono proprio cani e gatti, gli unici a dare loro un po’ di affetto. Dimentica anche di dire che c’è anche gente (uno a caso: tale Bergoglio, il Papa che viene da lontano e non si capisce perché non sia rimasto dov’era) che, più che occuparsi dei vicini di casa (magari proprio della nonnina sola) si preoccupa di aiutare, accogliere ed assistere gli africani. Diceva Heinrich Heine (1797 – 1856): “Più conosco gli uomini, più amo i cani”. Tra il pensiero di Heine e quello di Bergoglio scelgo Heine; senza il minimo dubbio.

Vedi: “Il Papa si fa le scarpe“.

Il superiore di Bergoglio ” Non era adatto a fare il vescovo” (figuratevi a fare il Papa)

Vade retro, Satana

Salvini è Satana. O almeno questo è ciò che pensa Famiglia cristiana. Sì, cristiana; il settimanale di quelle anime belle che “ama il prossimo tuo come te stesso“, che se qualcuno ti offende devi perdonare 70 volte 7 e devi porgere l’altra guancia. Già, quelli che, seguendo le quotidiane esortazioni di Papa Bergoglio, dicono che dobbiamo accogliere tutti gli immigrati “Buoni e cattivi” (parole testuali del Papa) perché scappano dalla guerra e dalla fame, e sono nostri fratelli; anche quelli che ogni giorno sono dediti a stupri e violenze di ogni genere, scippi, furti, rapine; quelli che aggrediscono gli anziani in casa per rubargli pochi euro; quelli che  malmenano brutalmente chiunque si opponga alla loro violenza, prepotenza e vandalismo; o che, semplicemente, come un bigliettaio o controllore dei mezzi pubblici,  gli chieda di pagare il biglietto sul bus o il treno. Queste edificanti notizie sono all’ordine del giorno. Che brave persone.

Ma se non siete del tutto d’accordo con questa visione del mondo e, anzi, siete un po’ infastiditi (è un gentile eufemismo) dall’arroganza e violenza di questi invasori africani, allora il messaggio evangelico è momentaneamente sospeso e non siete più il “prossimo” da amare come se stessi; diventate populista, xenofobo, razzista, fascista da combattere  con ogni mezzo, e vi dedicano una copertina in cui vi dipingono come un demonio. Così hanno fatto con Salvini, colpevole di non gradire l’invasione afroislamica dell’Italia: il nuovo Satana in persona (Famiglia cristiana: Vade retro Salvini).

salvini satana

Invece che pensare a Salvini farebbero meglio a guardare le porcherie in casa propria. Non passa giorno che non ci siano denunce di pedofilia a carico di preti e alti prelati. Ecco l’ultima di ieri che riguarda un prete settantenne, don Polo Glaentzer : “In auto con una bimba di 10 anni seminuda”. Ma invece che gridare “Vade retro don Paolo” a questi veri demoni che hanno in casa, travestiti da preti, se la prendono con Salvini. Così distraggono l’attenzione della gente. E Bergoglio cosa dice? Niente. Lui è troppo impegnato a pensare ai poveri, agli ultimi, ai migranti, ai fratelli musulmani. Qualcuno dice che questo Papa in realtà sia l’anti-Cristo preannunciato da alcune profezie.

fumo di satana

Molto eloquente questo articolo di Antonio Socci sulla teologia di questo Papa, più vicina alle lotte sindacali ed all’ideologia socialista che al Vangelo: “Bergoglio, CL e l’Anticristo“. Si può credere o no alle profezie, ma certo questo Papa sta facendo di tutto per allontanare i fedeli dalla Chiesa. Allora non ci sarebbe niente di strano se qualcuno, per ricambiare l’attenzione di Famiglia cristiana nei confronti di Salvini, trattandolo da Satana, reinterpretasse quella copertina in questo modo con una piccola variazione…

Vade retro Bergoglio