Bergoglio è andato a quel paese…

In Lituania. Non riesce proprio a stare fermo. Giusto il tempo di rientrare dall’Irlanda ed eccolo già di nuovo in partenza: “Il Papa in visita in Lituania“. Ma cosa ci va a fare? Ovvio, a ripetere la litania che canta da anni, l’accoglienza dei migranti. Che palle, Bergoglio!

Papa Lituania

Ospitare giovani, stranieri e poveri.“. Che originalità questo Bergoglio. Ha un pensiero fisso, vera e propria ossessione, mania, fissazione, una grave forma di sindrome monomaniacale. E quella ripete sempre, ogni giorno da anni, Urbi et Orbi, che sia in Vaticano, in Patagonia o in Lituania. Se andasse al Polo nord direbbe agli orsi polari di accogliere i diversi (scorpioni, serpenti, scarabei sacri e profani, zanzare del Nilo, coccodrilli, elefanti e ippopotami). Banale, ripetitivo, noioso, monotono, insopportabile. Il sagrestano di Pompu ha più fantasia. Che palle!

Con Dio dalla nostra parte“( Da “The times they are a-changin”, 1964. B. Dylan)

I libri di storia lo dicono/ e lo dicono così bene/ la cavalleria caricava/ e gli indiani cadevano/ la cavalleria caricava e gli indiani morivano/ perché il paese era giovane/ con dio dalla sua parte.

Per molte tristi ore/ ho pensato a questo/ che Gesù Cristo fu/ tradito da un bacio/ ma io non posso pensare per voi/ e voi solo dovrete giudicare/ se Giuda iscariota/ aveva dio dalla sua parte.”

vedi qui la traduzione integrale: “With God on our side“.

I media ci avvelenano

Lo dico, lo ripeto da anni e lo confermo. Partiamo con una notizietta inutile, quelle da rotocalco rosa (continuo a non capire, e non lo capirò mai,  come sia possibile che, a quanto dicono gli addetti ai lavori, molta gente segua il gossip). La notizia è questa: “Angelina Jolie pentita di aver amato Brad Pitt”.

Angelina JolieSconvolgente, vero? La prima risposta che viene in mente è questa: E chi se ne frega? In realtà ciò che è strano e incomprensibile è che Brad Pitt abbia amato la Jolie. Non ho mai capito tanta ammirazione per questa persona tanto elogiata dai media; sia come attrice che come donna. Ha sempre questa espressione triste, eternamente stanca, stressata, sofferente, lamentosa; tipica di quelle persone che soffrono di qualche psicopatologia o risentono di problemi irrisolti; accumulano negatività e la scaricano su chi sta loro intorno. E’ deprimente e ansiogena; meglio perderla che trovarla. Ma è una mia impressione personale; de gustibus!

 

Mi fa pensare a quanto la realtà possa influenzare la nostra vita quotidiana, anche e solo attraverso la vicinanza ed il rapporto con le persone e che ci stanno vicine: familiari, amici, colleghi di lavoro. Rapporti che possono essere positivi o negativi. E spesso non ci accorgiamo di questa negatività e dei suoi effetti. Ed a conferma di questa impressione, nella stessa prima pagina del Giornale c’era, e ci è rimasta per giorni nonostante i miei commenti di protesta, un’altra foto inquietante, quella di Loredana Bertè.

Bertè-1536075933Ora, va bene che i gusti sono gusti, anche quelli barbari, ma dovrebbe esserci un limite al cattivo gusto ed alle immagini da film horror. Per la Bertè ripeto quanto detto per Jolie; non mi è mi piaciuta, né come cantante, né come donna. Non mi piacciono gli eccessi, le inutili stravaganze, l’essere sempre sopra le righe (tipico dei personaggi dello spettacolo), le provocazioni, specie se fatte al solo scopo di attirare l’attenzione ed avere visibilità sui media. Ma qui i gusti personali non c’entrano. Piuttosto dovrebbe essere una questione di decenza, di estetica e di buon gusto. Esiste un protocollo che regola i media; in TV è vietato proporre immagini e scene che possono turbare i bambini e persone sensibili, specialmente in quella fascia oraria di grande ascolto che viene definita “fascia protetta” (Interessa soprattutto i bambini, ma riguarda anche gli adulti). Sulla stampa, ed anche sul web, questa fascia non esiste; quindi passa tutto e di più, comprese oscenità, nudi in offerta speciale e immagini che definire orribili è eufemistico. E infatti sul Giornale ho lasciato questo commento: “Dovreste avere più rispetto per la sensibilità dei vostri lettori. La vista di queste oscenità potrebbe causare gravi traumi psichici a bambini e persone particolarmente sensibili. Qualcuno potrebbe anche chiedervi i danni.”. E’ strano che nessuno prenda posizione e protesti per l’eccesso sui media di immagini e scene di violenza o, comunque, sconsigliate per una parte del pubblico, specie bambini.

Ditemi voi; ma questa foto di Bertè che sembra un mostro con gli occhiali, vi sembra normale? Che sensazioni e reazioni vi provoca; positive o negative? Pensateci bene. Guardate anche queste (modella senza denti e calva), (Naike Rivelli nel water), (Gessica Notaro dopo l’aggressione); sono solo alcune, e neppure le peggiori, delle immagini che si vedono ogni giorno in reteSe ne ricavate una sensazione negativa, o addirittura fastidiosa, tenete conto che la continua visione quotidiana di immagini simili genera una fortissima carica di negatività che si accumula nella mente e può creare ansia, nevrosi e stati patologici; senza che ve ne rendiate conto e ne abbiate coscienza.

Va bene che gli addetti ai lavori ci campano e, quindi, per loro non conta il livello culturale o estetico, ma solo il riscontro commerciale, i dati auditel e gli introiti pubblicitari; ma c’è un limite a tutto. Forse non abbiamo ancora capito l’influenza negativa dei media sul pubblico. Continuo a ripeterlo da anni; lo sento come un problema di fondamentale importanza, visto che la nostra vita ormai è regolata dai media che impongono, tramite messaggi subdoli e subliminali, ritmi, stili di vita, idoli e modelli da imitare. Ho scritto decine e decine di post sull’argomento. Ne ripropongo uno a caso del 2009: “Il Papa ha ragione“. Il Papa non è Bergoglio (lui pensa solo ai migranti e dice sciocchezze ogni volta che apre bocca), ma il suo predecessore Papa Ratzinger.

Il Papa ha ragione (2009)

I media stanno “intossicando” la nostra anima. E’ quello che continuo a ripetere da anni. Basta digitare nella finestrella della funzione Cerca, nella colonna a destra, parole come informazione, media, televisione, stampa, e si troveranno decine e decine di post dedicati a questo argomento. Ma se lo dico io non fa testo. Ieri, invece, molto più autorevolmente, il Papa, nel corso della cerimonia in onore della Madonna a piazza di Spagna, ha ribadito molto chiaramente, come già in passato, la condanna di un certo tipo di informazione:
Ogni giorno, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono“.
Non sempre sono d’accordo con la posizione della Chiesa, dei vescovi o dello stesso Papa. Ma in questo caso dice delle cose sacrosante di cui, forse, non si nota appieno la drammatica verità. E’ vero non perché lo dice il Papa, ma il Papa lo dice perché è una verità sacrosanta che è sotto gli occhi di tutti. E’ lo stesso appello che viene lanciato con sempre maggiore frequenza da psicologi, sociologi, filosofi, educatori. Ma si fa finta di non sentire, non capire. Oggi, per esempio, il suo discorso è già sparito dalle prime pagine dei quotidiani on line. Strano, ma prevedibile, perché i primi ad essere messi sotto accusa sono proprio i media. Allora è meglio non dare troppo spazio alle denunce del Papa. Meglio evitare crisi di coscienza. Tanto è vero che, per rintracciare il testo completo, sono dovuto andare sul sito di Avvenire: ”Il meccanismo dei media intossica le coscienze“ (la pagina non esiste più; strano, vero?).

Questo pomeriggio sul sito RAI mi imbatto sul programma di Monica Setta “Il fatto del giorno“. La puntata sta finendo, ma l’argomento era proprio il discorso del Papa. In chiusura di puntata la conduttrice fornisce i risultati dell’immancabile televoto attraverso il quale, lo si intuisce, si è chiesto agli spettatori se fossero d’accordo o meno con le parole del Papa: “La TV abitua al male e all’orrore?“. Ed ecco il risultato: SI, 94% –  NO 6%.

Monica Setta

Certo, è un sondaggio televisivo, quindi da prendere con le molle. Tuttavia, il risultato è così schiacciante che non lascia spazio a dubbi ed interpretazioni. In verità, però, un dubbio sorge ed è anche piuttosto inquietante. Se è vero che il 94% degli spettatori televisivi ritiene che le parole del Papa siano vere e che, quindi, la TV abbia una responsabilità primaria nell’abituare il pubblico al male ed all’orrore, perché quello stesso pubblico segue la TV con assiduità? Che senso hanno i milioni di spettatori dei reality, delle fiction a base di violenza, dei talk show che portano la cronaca nera in primo piano (con o senza il plastico di circostanza), dei processi mediatici, delle immagini forti e spesso raccapriccianti di incidenti, omicidi, con l’immancabile primo piano delle macchie di sangue, il tutto mostrato non in orari di scarso ascolto, ma nei maggiori TG nazionali all’ora di pranzo o di cena? Che senso ha mostrare l’allucinante scena della “maestra” che maltratta un bambino di pochi mesi, come nell’asilo nido di Pistoia? Che senso ha mostrarci i dettagli dell’ennesimo morto ammazzato quotidiano o delle sempre più frequenti tragedie familiari con madri che ammazzano i figli, mariti che ammazzano le mogli, figli che ammazzano i genitori e sconosciuti che si ammazzano “per futili motivi“?

Gli operatori dei media dicono che è diritto di cronaca. La fanno passare per informazione. Dicono, per giustificarsi, che “La gente vuole sapere…”. E con questo criterio in TV passa di tutto, il peggio del peggio della tragedia umana. E la gente guarda, si abitua, finisce pe assuefarsi a questo genere di informazione e spettacolo. Diventa “normale”. Poi, però, ecco che il sondaggio dice che il 94% degli spettatori ritiene che la TV sia responsabile di questo orrore. Ma allora perché la guardano?

Ma, soprattutto, perché gli addetti ai lavori, gli operatori dei media, chiamati così direttamente in causa, non si sentono in dovere di rimediare? Non solo non rimediano, non hanno nemmeno degli scrupoli, né un dubbio. Anzi, escludono qualsiasi responsabilità. La stessa Monica Setta, citata in precedenza, fornendo i dati del televoto si rivolge al suo “direttore” collegato telefonicamente e si chiede: “Direttore, ma allora anche noi siamo responsabili?”. E cosa risponde l’illuminato direttore RAI? Dice che loro non sono responsabili, che quella è la posizione del Papa, ma che loro si limitano a raccontare la realtà. Il che significa che o non ha capito niente del pensiero del Papa, oppure fa finta di non capire (perché è più comodo e ci si campa), oppure ha qualche difficoltà congenita a capire il significato delle parole. Insomma, loro raccontano la realtà (dicono). Ma così facendo accrescono il livello di violenza e di aggressività sociale. E più la società diventa violenta, più loro la raccontano e la sbattono in prima pagina. E’ una rincorsa verso l’autodistruzione. E’ un circolo vizioso. E’ una forma gravissima di autolesionismo, di masochismo sociale di cui, però, nessuno si ritiene responsabile. Ma la spiegazione c’è. E’ quello che ho ripetuto spesso: stiamo impazzendo tutti, ma non ce ne rendiamo conto.

Esattamente come concludevo, 5 anni fa, uno dei tanti post dedicati all’influsso dei media ed alla crescente follia nel mondo: “Follie di giornata“. Chiudevo proprio così: “In un mondo di matti nessuno si rende conto di esserlo“.

Può sembrare esagerata come conclusione, ma non lo è più di tanto. Pochi giorni fa, sulla Stampa, c’era un interessante articolo sull’influenza negativa che un certo tipo di rappresentazione della realtà può avere sul cervello umano, determinando addirittura dei mutamenti e condizionandone il comportamento (oggi la pagina non risulta più disponibile: curioso, tutte le pagine che chiamano in causa la responsabilità dei media spariscono. Sarà un caso?). Lo afferma un neurologo: “La rabbia nasce da un conflitto di potere nel cervello“. Uno di quei tanti articoli che salvo, pensando di dedicargli un post, ma che poi restano lì, magari insieme a tantissimi articoli interessanti; passa la voglia perfino di parlarne. Ma in questo caso riporto un breve passo:

La maggiore diffusione di paradigmi, esempi diseducativi, modelli che scaturiscono da talk show, dibattiti politici, confronti sportivi esasperati, eventi tragici e criminali della vita contemporanea – afferma Sorrentino – contribuiscono a trasformare il cervello in una sorta di ghiandola impazzita che secerne veleni e sostanze che favoriscono azioni, decisioni e comportamenti sconvolgenti“. Più chiaro di così non si può.
Appunto; ed io cosa dico da anni? Esattamente questo. E’ solo uno dei tanti esempi di denuncia chiarissima di un fenomeno che dovrebbe preoccuparci tutti, ma che, stranamente, non interessa nessuno. Si critica la TV, ma tutti la guardano. Si dice che la TV è diseducativa, ma la seguono a milioni. Si stigmatizza l’eccesso di violenza e di trash, ma più i programmi sono violenti, trash, stupidi, e più fanno ascolto. Si riconosce che la TV e i media, come dice il Papa, ci “intossicano”, ma sono il nostro pane quotidiano. Allora è logico chiedersi: “Perché?”. Ovvio, perché stiamo impazzendo.
P.S.
Non per abusare della pazienza di chi legge, ma per chiarire cosa sia quella che chiamano “Informazione”, ecco cosa scrivevo, 6 anni fa, in un breve post a proposito del concetto di “Notizia”: “Notizie…inutili!

Vedi questo documento di Enrico Cheli in formato Pdf del 2005 “Effetti collaterali dei media e come difendersi“.

TV horror

Tutti quelli che invocano la libertà, l’indipendenza o il liberalismo, per dire che non si possono introdurre delle limitazioni in un potere pericoloso come quello della televisione, sono degli idioti. E se non sono degli idioti sono degli imbroglioni che vogliono arricchirsi con lo spettacolo della violenza educando alla violenza.“. (K.R. Popper)

Sugli strani criteri estetici che regolano i media, vedi: “Estetica e TV” e “Cuochi e delitti“.

 

 

 

La coerenza è un optional

A proposito di migranti. Due giorni fa il cardinale Scola, ex arcivescovo di Milano, intervenendo al Meeting di Rimini, ha dichiarato: “Non possiamo accoglierli tutti.”. Ed ha precisato che “il Papa non lo pensa e non lo ha detto“. Ed ancora, come riportato da AgenPress: “Papa Francesco non sarebbe un sostenitore della bontà dell’accoglienza sempre e comunque.“. No? Strano, tutto il mondo ha sentito gli appelli che il Papa lancia quotidianamente in ogni occasione; hanno sentito tutti, eccetto Scola. Forse la sua radio non era perfettamente sintonizzata su Radio Vaticano e si è perso qualche dichiarazione papale.

Scola migranti 1

Ora, pensando che Papa Bergoglio  da anni, quotidianamente continua a  lanciare appelli all’accoglienza di tutti “buoni e cattivi“, perché “sono nostri fratelli”, il minimo che si possa dire è che il cardinale Scola o ha una pessima memoria, oppure è in malafede. Soprattutto perché è lo stesso cardinale che, come arcivescovo di Milano, in occasione della Pasqua del 2014, durante l’omelia della messa per la domenica delle palme in Duomo, invitando i milanesi ad accogliere a braccia aperte i migranti (come faceva spesso e volentieri), disse: “Gli stranieri rappresentano il futuro di Milano“.

Scola stranieri

Non è certo un buon esempio di coerenza. Ho l’impressione che la Chiesa, sulla questione migranti, stia seguendo la stessa tattica del PD. Si sono resi conto di aver esagerato con l’invito all’accoglienza. Cosa che per il PD si è rivelato un disastro in termini di perdita di consensi elettorali. E per la Chiesa in forti contestazioni anche da parte dei fedeli nei confronti del Papa terzomondista. Ed ora cercano di rimediare rimangiandosi, o cercando di correggere e reinterpretare, anche gli slogan che hanno ripetuto fino alla nausea in questi anni. Per fortuna, e purtroppo per Scola,  la gente ha buona memoria.

(Arcivescovo Scola; Milano, Domenica delle palme 2014)

Scola palme

Il Papa cafone

I nuovi cafoni esaminati uno per uno. Lo hanno fatto Vittorio Feltri e Massimiliano Parente nel libro “Il vero cafone” (ed. Mondadori, 2016). Ci sono, descritte brevemente in poche righe, tutte le tipologie del cafone moderno. Con una certa sorpresa si scopre che, fra i vari cafoni, viene riportato anche Papa Bergoglio. Ecco come viene descritto:

Appena si insedia si fa chiamare Francesco, augura “buon pranzo” dal balcone di piazza San Pietro, come se fosse il pulpito di una trattoria en plein aire, e si attacca al telefono. Prima telefonata a Eugenio Scalfari, e questo è cafone non perché abbia disturbato Eugenio Scalfari, ma perché gli è venuto in mente di chiamare proprio Scalfari. Dopodiché ci prende gusto e telefona a chiunque, non riesce a starsene zitto un minuto; chiama perfino Marco Pannella impegnato nell’ennesimo sciopero della fame. Il bello è che nessuno lo manda a quel paese. Tra le uscite, anche questa: “Non pensate ai vostri cani e gatti, pensate al vostro vicino.“. Pensiero perfettamente cattolico, quindi perfettamente insensato: sono meglio i cani e i gatti perfino di quelli lontani, figuriamoci dei vicini. Insomma, ama il prossimo tuo come te stesso? Ma siamo matti? Casomai salviamo i cani e i gatti dal vicino se non li tratta bene. “. (Feltri – Parente)

Papa cani gatti

Certo che uno che si fa chiamare Francesco e critica chi ama cani e gatti, deve avere un po’ di confusione in testa. Poteva trovare un’altra maniera di esprimere il concetto, evitando di rimproverare gli amanti degli animali, facendoli quasi sentire in colpa. Magari non sarà proprio cafone, ma certo lo spirito francescano non è il suo forte. Il che, per uno che si fa chiamare Francesco, ispirandosi al poverello di Assisi che amava comunicare con gli animali, uccelli, cani o lupi, è il massimo dell’incoerenza e della confusione.

Questo Papa parla troppo e quasi sempre a sproposito (il “quasi” è optional). Riesce a dire sciocchezze anche parlando di cani e gatti. Dimentica che spesso l’unica compagnia che hanno gli anziani sono proprio cani e gatti, gli unici a dare loro un po’ di affetto. Dimentica anche di dire che c’è anche gente (uno a caso: tale Bergoglio, il Papa che viene da lontano e non si capisce perché non sia rimasto dov’era) che, più che occuparsi dei vicini di casa (magari proprio della nonnina sola) si preoccupa di aiutare, accogliere ed assistere gli africani. Diceva Heinrich Heine (1797 – 1856): “Più conosco gli uomini, più amo i cani”. Tra il pensiero di Heine e quello di Bergoglio scelgo Heine; senza il minimo dubbio.

Vedi: “Il Papa si fa le scarpe“.

Il superiore di Bergoglio ” Non era adatto a fare il vescovo” (figuratevi a fare il Papa)

Vade retro, Satana

Salvini è Satana. O almeno questo è ciò che pensa Famiglia cristiana. Sì, cristiana; il settimanale di quelle anime belle che “ama il prossimo tuo come te stesso“, che se qualcuno ti offende devi perdonare 70 volte 7 e devi porgere l’altra guancia. Già, quelli che, seguendo le quotidiane esortazioni di Papa Bergoglio, dicono che dobbiamo accogliere tutti gli immigrati “Buoni e cattivi” (parole testuali del Papa) perché scappano dalla guerra e dalla fame, e sono nostri fratelli; anche quelli che ogni giorno sono dediti a stupri e violenze di ogni genere, scippi, furti, rapine; quelli che aggrediscono gli anziani in casa per rubargli pochi euro; quelli che  malmenano brutalmente chiunque si opponga alla loro violenza, prepotenza e vandalismo; o che, semplicemente, come un bigliettaio o controllore dei mezzi pubblici,  gli chieda di pagare il biglietto sul bus o il treno. Queste edificanti notizie sono all’ordine del giorno. Che brave persone.

Ma se non siete del tutto d’accordo con questa visione del mondo e, anzi, siete un po’ infastiditi (è un gentile eufemismo) dall’arroganza e violenza di questi invasori africani, allora il messaggio evangelico è momentaneamente sospeso e non siete più il “prossimo” da amare come se stessi; diventate populista, xenofobo, razzista, fascista da combattere  con ogni mezzo, e vi dedicano una copertina in cui vi dipingono come un demonio. Così hanno fatto con Salvini, colpevole di non gradire l’invasione afroislamica dell’Italia: il nuovo Satana in persona (Famiglia cristiana: Vade retro Salvini).

salvini satana

Invece che pensare a Salvini farebbero meglio a guardare le porcherie in casa propria. Non passa giorno che non ci siano denunce di pedofilia a carico di preti e alti prelati. Ecco l’ultima di ieri che riguarda un prete settantenne, don Polo Glaentzer : “In auto con una bimba di 10 anni seminuda”. Ma invece che gridare “Vade retro don Paolo” a questi veri demoni che hanno in casa, travestiti da preti, se la prendono con Salvini. Così distraggono l’attenzione della gente. E Bergoglio cosa dice? Niente. Lui è troppo impegnato a pensare ai poveri, agli ultimi, ai migranti, ai fratelli musulmani. Qualcuno dice che questo Papa in realtà sia l’anti-Cristo preannunciato da alcune profezie.

fumo di satana

Molto eloquente questo articolo di Antonio Socci sulla teologia di questo Papa, più vicina alle lotte sindacali ed all’ideologia socialista che al Vangelo: “Bergoglio, CL e l’Anticristo“. Si può credere o no alle profezie, ma certo questo Papa sta facendo di tutto per allontanare i fedeli dalla Chiesa. Allora non ci sarebbe niente di strano se qualcuno, per ricambiare l’attenzione di Famiglia cristiana nei confronti di Salvini, trattandolo da Satana, reinterpretasse quella copertina in questo modo con una piccola variazione…

Vade retro Bergoglio