Tali e quali

C’era una volta un tale che era tale e quale il padre. Vedendoli insieme la gente esclamava: “Tale il padre, tale il figlio”. Tali e quali. Il padre era tale e quale il figlio, ed il figlio era tale e quale il padre. Tanto che era difficile stabilire chi fosse tale e chi fosse quale; e spesso si scambiava tale per quale e quale per tale. Questo tale, però, era tale e quale un altro tale di un vicino villaggio.
Ed anche questo secondo tale era tale e quale il padre. Il padre di questo secondo tale, essendo tale e quale il figlio, che era tale e quale al primo tale, il quale, a sua volta, era tale e quale il padre, era, quindi, tale e quale il padre del primo tale.
Ma anche il primo tale, essendo tale e quale il padre, che era tale e quale il padre del secondo tale, il quale era tale e quale il figlio, era, quindi, tale e quale il secondo tale. Erano tutti tali e quali.
Ora avvenne che il primo tale ebbe un figlio che era tale e quale il padre e poiché il padre era tale e quale suo padre anche il figlio di tale era tale e quale il padre e tale e quale il nonno.
Avvenne poi che anche il secondo tale ebbe un figlio che era tale e quale il padre.
E così…ma è una lunga storia che andò avanti per anni e anni e per generazioni; e vissero tutti a lungo, felici e tali e quali. Questa storia è tale e quale un’altra storia che cominciava così: “C’era una volta un tale che era tale e quale il padre…”. Tale e quale.

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Ungheria, Czardas e tam tam

Il premier ungherese Orban è stato accusato di razzismo per aver chiuso i confini ungheresi all’immigrazione, specie se proveniente dall’Africa sub sahariana, e rischia pesanti sanzioni da parte dell’Europa: “Europa condanna Orban.

Ma perché gli africani sono così ansiosi di andare in Ungheria? Deve esserci qualcosa in Ungheria che li attira in maniera particolare, qualcosa di caratteristico. Ora, le specialità ungheresi sono in particolare due: il gulash e la czarda. Immagino, quindi, che sia per una questione di affinità culturali, artistiche o gastronomiche. Posto che il gulash possono farselo a casa, o ordinarlo su Amazon che ve lo consegna a casa nel giro di poche ore anche al Polo nord, resta solo la musica, la czarda. Pare che gli africani abbiano una passione particolare per le csardas, la tipica danza popolare ungherese che ha ispirato grandi musicisti come Brahms (Danze ungheresi),  Franz Liszt (Rapsodie ungheresi) e operette celebri come “La principessa della Czarda” o “La contessa Maritza” di Emmerich Kalman o autentiche perle come “Czardas” di Vittorio Monti.

E’ vero che sono abituati più al tam tam che ad altre forme musicali, ma hanno tanti grandi compositori che hanno creato opere immortali, come…mmm, come…mmm, beh, ora ho una piccola amnesia e non ricordo i nomi, ma se ci penso mi vengono in mente tanti capolavori. E poi fra il Tam tam e l’operetta non c’è poi tanta differenza. Sono solo espressioni di diverse culture musicali. Dicono che dobbiamo integrarci e diventare una società multietnica. Ma voi pensate davvero che Tam tam e valzer viennese possano integrarsi? Se lo pensate datevi una controllatina, perché c’è qualcosa che non funziona perfettamente a livello mentale. Magari bisogna fare una revisione o una pulizia alle sinapsi intasate.

Tam tam

E, come dicono Bergoglio, Kyenge, Boldrini e le anime belle terzomondiste e multietniche, non esistono culture e civiltà  superiori e inferiori. Beethoven, Strauss, Chopin, Tam tam  danza della pioggia sono solo diverse espressioni musicali. C’è chi ci crede. Non siete convinti? Guardate questo video: “Tutto è ritmo“, dice convinto ed orgoglioso il commentatore (in verità il senso del ritmo c’è, gli manca solo tutto il resto). E se lo dice lui…vuol dire che fra ascoltare il tam tam o un valzer viennese  o un’aria da un’operetta di Strauss, o Lehar (Meine lippen) non c’è differenza. Chiaro?

Esempio: Le onde del Danubio del compositore romeno Josif Ivanovici:

A pensarci bene, non conviene perdere tempo e rodersi il fegato parlando delle sanzioni a Orban, del lassismo e della cecità di un’Europa che, invece che cercare di impedire l’invasione africana,  punisce chi vi si oppone e cerca di limitarne i danni. Chi vivrà vedrà, ma sarà troppo tardi per rimediare.

Intanto, in attesa della tragedia finale e di una integrazione impossibile con chi non abbiamo niente da condividere, meglio godere della bellezza della vita e allietare lo spirito e la vista guardando un breve brano dall’operetta di Kàlmàn; una delle più celebri e amate dal pubblico. Ecco la celeberrima aria di Silva.  L’interprete non è una cantante qualunque, è la brava  e bellissima Anna Moffo in tutto il suo splendore di cantante e di donna.

Vedi anche

– “L’ora d’amor

– “Wiener blut

La contessa Maritza” (completa) di Kàlmàn

Chiudiamo in bellezza con un altro celebre valzer: Second waltz di Dmitri Shostakovich

 

 

 

 

Genova per noi

Il sindaco di Genova, Marco Bucci, non si lascia abbattere dalla tragedia del crollo del ponte Morandi. Anzi rassicura i genovesi e dice che Genova saprà reagire e “ne uscirà più forte e più bella“. Proprio quello che diceva Nerone (secondo Petrolini) ai romani per rassicurarli dopo l’incendio della città: “Roma rinascerà più bella e più superba che pria.”.

“Il popolo, quando si abitua a dire che sei bravo, pure che non fai niente, sei sempre bravo.” (Nerone – Petrolini).

 

 

Ma se ghe pensu (Gilberto Govi)

Think: Aretha Franklin

E’ morta ieri a Detroit Aretha Franklin, la “regina del soul“. Di solito non parlo della musica pop, ancora meno dei cantanti pop; scriverei solo insulti. Ma Aretha fa eccezione. Merita un pensiero ed un omaggio. Una delle poche vere grandi della musica. Non quei personaggi del pop famosi per le loro esibizioni scandalose a base di luci, fumi ed effetti speciali, più che per le qualità musicali. E non faccio nomi per carità cristiana. Fra le sue canzoni ce n’è una famosissima che, immagino, tutti conoscono; la sua interpretazione di “Think“, una perla all’interno di quel capolavoro che è “Blues Bothers” del 1980.  Ma se qualcuno non la conoscesse, magari i più giovani, ecco la famosa scena. Giusto due mesi fa, il 15 giugno, è morto anche Matt “Guitar” Murphy, che compare con Aretha nel video, interpretando il ruolo del cuoco che vuole lasciare la cucina per tornare a suonare con la Banda dei Blues Brothers.

Vedi anche “I Say a little prayer“. Visto che ci siamo vediamo anche un’altra mitica scena da Blues Brothers, in chiesa con James Brown  e l’illuminazione divina: “La banda“. “Siamo in missione per conto di Dio“.

 

 

Titanic

Ballando mentre la nave affonda.

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Ho visto bambini crescere in batteria, come i polli.
Li ho visti ingurgitare cibi precotti, premasticati, predigeriti e intrugli pieni di additivi e conservanti.
Li ho visti camminare piegati dal peso di zainetti firmati.
Li ho visti intontiti davanti alla TV, perché gli adulti non hanno tempo per loro; la mamma è in palestra a tonificare i glutei, il papà è al tennis o a calcetto, e la nonna è al ricovero per anziani, perché in casa era ingombrante come un vecchio mobile inutilizzato.
Li ho visti gettarsi dalla finestra per imitare Harry Potter.
Ho visto ragazzi violentare ragazze, convinti che quella sia libertà sessuale, e picchiare selvaggiamente i compagni deboli; l’hanno imparato al cinema o alla TV.
Ho visto ragazzi devastati, nel corpo e nella mente, a causa di alcool, veleni e droghe preparate da adulti.
Ho visto giovani sballarsi in locali fumosi per fuggire dal nulla.
Li ho visti sfracellarsi sulle strade, all’alba, su auto troppo veloci.
Li ho visti fare domande alle quali nessuno risponde.
Ho visto gli adulti contare l’incasso della giornata e ridere forte, soddisfatti.
Li ho visti correre allo stadio e urlare agitandosi come scimmioni.
Li ho visti fare promesse che non mantengono.
Li ho visti predicare bene e razzolare male.
Li ho visti rubare, corrompere, prostituirsi, vendere la dignità, l’amore, l’amicizia, in cambio di un conto in banca.
Li ho visti leggere i quotidiani del mattino per avere argomenti di conversazione.
Li ho visti acquistare idee di seconda mano in offerta speciale.
Li ho visti gettare i neonati nei cassonetti, come spazzatura.
Li ho visti regalare ai giovani sogni già scaduti, inutili.
Li ho visti, infine, piangere sulle tombe dei figli.
Troppo tardi.

 

Cosa hai visto mio figlio diletto? Ho visto armi e spade affilate nelle mani di bambini, e una dura, e una dura, e una dura, e una dura
e una dura pioggia cadrà.”.

Vedi testo originale e traduzione.