Par condicio e sorprese postali

Di recente avevo segnalato nel post “Tiscali e la par condicio” le sorprese che solitamente ritrovo entrando nella casella di posta. Solitamente si tratta di box con donnine nude o quasi e notizie gossipare fondamentali per il progresso dell’umanità. Almeno penso che questa sia l’opinione dei redattori del sito, visto che le ripropongono costantemente e quotidianamente. Ecco un bell’esempio di News di primo piano, giusto di due giorni fa…

Che dicevo? Mica si può vivere senza sapere che una certa Dakota ha riso (!?) o che arrivano i nuovi costumi per Tekken (?) o sapere che in assenza di Belen si spoglia un certo Stefano. No, no, meglio essere informati, ne va della nostra esistenza, della pace nel mondo, della salvaguardia dell’ambiente, della salvezza del panda e del progresso umano. Per fortuna queste importantissime notizie ce le fanno trovare direttamente nella casella personale, così non ci sfuggono. Grazie Tiscali.

Ma in quel caso si trattava di un post del giornalista Oliviero Beha che esaltava la figura del candidato Ingroia, definendolo “magistrato senza macchia e senza paura“. Un autentico spot elettorale a favore del magistrato che agli incarichi ONU in Guatemala preferisce battersi per una poltrona in Parlamento. Non ripeto quanto già detto. Basta dire che lo stesso Beha ha già una sua rubrica nella Home page del portale Tiscali dove scrive regolarmente esprimendo il suo punto di vista sul mondo e dintorni.

Ma che motivo c’è, allora, che mi si faccia trovare dentro la casella di posta personale (e come me a tutti quelli che hanno una casella e-mail su Tiscali) un ulteriore scritto di Beha, ripreso dal suo blog? E’ un messaggio così importante da dovermelo inviare direttamente “a casa“?  E’ una specie di messaggio tipo “Pubblicità progresso” da lasciare nella buca delle lettere, come un qualsiasi volantino pubblicitario?

No, è semplicemente un articolo di propaganda elettorale a favore di Ingroia. Bene, siamo in campagna elettorale, tutto normale. Solo che, visto che viene diffuso privatamente in un portale che dovrebbe essere super partes e garantire almeno la par condicio, mi aspetterei che, dopo il messaggio di Beha, arrivino altri messaggi a favore di Berlusconi, di Monti ed altri. Anzi, considerata la proverbiale onestà intellettuale della sinistra (!?)  e le continue dichiarazioni e battaglie in nome della par condicio e del pluralismo dell’informazione, in quel post dichiaravo di essere assolutamente certo che sarebbero arrivati anche i messaggi in favore degli altri candidati.

Sono stato tratto in inganno (si fa per dire) perché se vado sul sito de L’Unità, so di leggere un giornale del PCI/PDS/DS/PD, edito da Renato Soru, stesso patron di Tiscali. Se vado sul sito di Repubblica so di leggere un quotidiano della famiglia De Benedetti che, da 20 anni, fa la guerra totale a Berlusconi. Se leggo Il Fatto quotidiano, so che è una specie di gazzetta delle procure, che ha dichiarato guerra, guarda che combinazione, a Berlusconi. E potrei continuare. Ma se entro nel portale Tiscali, che fornisce la connessione internet a tutti (non solo ai simpatizzanti del PD) e, quindi, è una specie di servizio pubblico, non c’è scritto in alto “Portale del PD” o “Sito di sinistra” o “Internet democratico”.

Non c’è alcuna indicazione, come, del resto, è giusto che sia, visto che trattandosi di un provider che fornisce, come dicevo, un servizio pubblico, non ha alcun motivo per essere schierato politicamente. Le aziende che forniscono altri servizi non mi mandano lettere a casa per sostenere questo o quel candidato politico. Così, ENEL, Telecom, Abbanoa, mi forniscono i servizi elettrici, telefonici e la fornitura idrica a prescindere dalle mie simpatie politiche, Non mi risulta che facciano sconti in base alla tessera di partito.

Bene, devo riconoscere che mi sono sbagliato. Succede, lo ammetto. Ecco, infatti, che pochi giorni fa, invece di ritrovarmi nella casella di posta un articolo in favore di Monti, di Casini o di Berlusconi, mi ritrovo un altro post, ancora di Oliviero Beha. il quale, tanto per cambiare (questi sinistri hanno una fantasia illimitata), ironizza sul parallelismo fra Berlusconi e Mussolini. Eccolo…

Alla faccia della par condicio. Beh, ma è risaputo, la sinistra ha una visione del tutto personale e particolare delle norme, delle leggi, dei principi, della libertà di stampa e, ovvio, della par condicio. In pratica, il criterio fondamentale per giudicare la legittimità o meno di una norma o di un comportamento è questo: “Tutto è lecito se conviene alla sinistra“.  Attenti, però, a non  applicare alla lettera le stesse indicazioni perché se le stesse cose che fa la sinistra le facesse la destra, diventerebbero, per miracolo, illegittime, criminali, odiose, macchina del fango, populismo e demagogia. Si verifica una strana e curiosa metamorfosi dei principi, per cui ciò che va bene a destra non va bene a sinistra e viceversa. A giudicare sulla verità dei principi è, neanche a dirlo, sempre e solo la sinistra, unica depositaria della verità rivelata. Già, perché per capire questi moralisti sinistri, sempre pronti a sentenziare e sputare sentenze su tutto e tutti, bisogna ricordare una massima del “Migliore“, Palmiro Togliatti: “La verità è ciò che conviene al partito“.

Alla faccia della par condicio e del pluralismo dell’informazione. Meditate, gente, meditate. E ricordate che “La sinistra ha una sua logica che la logica non comprende“.

Dubbio mattutino

Stamattina mi sono svegliato assillato da un dubbio. Mi sono chiesto se Khloé Kardashian sia contenta o no di essere un po’ grassotella, o preferirebbe essere più magra. Beh, sono domande importanti nella vita. Questo dubbio mi ha tormentato per un po’, finché…finché non sono entrato nella mia casella di posta. Et voilà…sorpresa, ecco la risposta al mio dubbio, proprio lì, sotto gli occhi. Non c’è dubbio, i redattori e curatori del sito riescono perfino a leggerti nel pensiero e, anticipando le tue richieste, ti fanno trovare le risposte direttamente nella tua casella di posta, fornendoti ogni giorno informazioni utilissime ed essenziali per la tua esistenza. Miracoloso connubio di telepatia e tecnologia moderna!

A proposito, ma chi è questa Khloé? Boh!!!

Bikini invernali

Sì, la mia casella di posta è decisamente erotica; non mancano mai immagini con belle gnocche quasi nude. Anche stamattina, in bella evidenza, ci trovo un banner con due belle ragazze in bikini. Ma come, siamo a metà gennaio, pieno inverno,  mezza Italia è sotto la neve e qui ci sono le ragazze in bikini? Sì, perché, qualunque cosa succeda, ogni giorno devono propinarvi la dose quotidiana di nudi. Forse è una precisa disposizione  dell’Unione europea. O forse è una prescrizione medica consigliata dal ministro della sanità, come il vaccino antinfluenzale. Mistero.  Il fatto è che, come ho fatto notare diverse volte in passato, anche quando non te lo aspetti, come entrando nella tua casella di posta personale, immancabilmente ci trovi tette e culi in bella esposizione. Ecco il bikini di oggi…

Ho rinunciato da tempo a cercare di trovare una spiegazione per questo dilagare di nudi su tutti i media. Fenomeno tipicamente italiano. Ci rinuncio. Cito solo, fra i tanti dedicati a questo argomento, alcuni post scritti negli anni scorsi.

E-Mail porno

Greta chi?

Donne e motori

Guardi siti porno?

Il risultato di tanta abbondanza di messaggi sessuali? Mah, forse è quello che scrivevo 7 anni fa in quest’altro post: “Lo stupro quotidiano“.

Mani, cervelli e cronisti

Uno dei tanti esempi quotidiani di pezzi scritti con i piedi. Un errore può sempre capitare a tutti, ma quando si scrive sulla stampa o in rete, specie se si è pagati per farlo, bisognerebbe stare più attenti. Un conto è un errore di battuta su un post qualunque, in un blog qualunque, magari buttato giù di fretta e senza controllare eventuali errori, altro è scrivere titoli che finiscono in prima pagina su quotidiani e siti d’informazione. Ecco la perla del giorno, appena vista sulla Home Tiscali; tanto per restare “in casa“.

Sarà anche vero che la mano umana si è evoluta, ma che lo abbia fatto col preciso scopo di essere funzionale al combattimento è una delle tante sciocchezze d’autore che, quasi quotidianamente, ci vengono propinate come “scoperte scientifiche“, frutto dell’assiduo lavoro delle università americane. Quelle prestigiose università finanziate con sovvenzioni pubbliche e private per consentire alle solite braccia rubate all’agricoltura di campare tranquillamente facendo finta di dedicarsi alla “Ricerca” e produrre cavolate pazzesche. Ma questa è un’altra storia. Se avete dei dubbi, leggete l’articolo: “La mano umana si è evoluta per combattere”.

Ma, del resto, perché mai la mano avrebbe avuto una sua evoluzione tutta particolare ai fini del combattimento? E perché solo la mano e non, per esempio, i piedi? Anche i piedi, vedi le arti marziali, sono importantissimi ai fini del combattimento. E perché non la testa? Chiedetelo ai sardi i quali, notoriamente, nella lotta corpo a corpo, usano (o usavano) sferrare delle tremende capocciate in faccia agli avversari. Anche il cranio si è evoluto, indurendosi, per essere usato in combattimento? Suvvia, cari ricercatori, mi permetto di suggerire una mia teoria in proposito. Non garantisco sulla sua attendibilità scientifica, ma è ugualmente verosimile, almeno quanto la vostra. E non sono nemmeno sovvenzionato da qualche università. La mia è ricerca libera, fai da te. Secondo me le mani si sono evolute, sviluppando la loro particolare capacità prensile, per consentire ai maschietti di farsi delle seghe mostruose. Seghe mentali, s’intende! Un po’ come le vostre. La differenza è che voi siete pagati profumatamente per farvele. Noi, invece, ce le facciamo gratis.

Ma torniamo all’errore in questione. E’ evidente anche ad un ragazzino delle scuole medie (o meglio, le scuole medie di una volta, perché quelle attuali…sorvoliamo) che già nel titolo c’è un errore macroscopico: “IL  sferrare…”. Sarà il solito errore di battuta, come dicevo in apertura? No, perché se leggete il pezzo vedete che lo stesso errore è ripetuto nell’articolo, alla seconda riga. Una svista passi, due sono troppe e non sono più una svista, sono un errore grossolano. E se, una volta pubblicato, non viene corretto significa che  si scrive con i piedi e si pubblicano pezzi in prima pagina, senza preoccuparsi del risultato. Oppure, il che è anche peggio, non si corregge perché non si nota l’errore; ovvero, si è convinti che sia  la forma giusta. Eppure basta solo far attenzione nel leggere “Il sferrare” e ci si accorge che …suona male!

Ammesso e non concesso (anzi, non lo concediamo proprio) che la mano si sia evoluta per combattere, è  anche vero che il cervello si è evoluto per pensare, per creare un linguaggio e per imparare che non si scrive “Il sferrare“, ma “Lo sferrare“.

Attenti, cari cronisti, attenti a quello che scrivete, perché chi legge può pensare che quella sia la forma corretta e, quindi, imitare l’errore. Già, avete una bella responsabilità; forse non ve ne rendete conto, ma è così.  Noi possiamo sbagliare, voi no.

Sorprese solidali (in ritardo)

Nascono come i funghi le associazioni no profit, ONLUS, ONG, umanitarie Fatebenefratelli, sorelle, cugini, zie, comari e via beneficiando. Ogni due o tre giorni spunta una nuova associazione che ti chiede  soldi; due euro inviando un sms. Comincio ad avere molti dubbi sulla serietà di queste campagne di solidarietà e sull’effettiva destinazione dei fondi raccolti. Ma non voglio infierire oltre. Passiamo alla sorpresa di oggi. La trovo nella casella di posta (!). Eccola…

Una delle tante, penso. Ma questa mi incuriosisce. Clicco e leggo l’articolo: “CAF, al via la campagna SMS solidale“. Ed ecco la sorpresa! Oggi è 5 dicembre 2012. E allora? Allora la sorpresa è che questa raccolti fondi, come è specificato nel testo, è iniziata il 4 novembre ed è valida fino al  25 novembre.

Scaduta da 10 giorni. Infatti il comunicato porta la data del 7 novembre e l’articolo risulta pubblicato il 15 novembre; venti giorni fa.  Lo avevano dimenticato? L’hanno ripescato per sbaglio dal cestino? Meglio tardi che mai? Ma i redattori del sito leggono almeno quello che pubblicano, oppure inseriscono questi box a pera, tanto per riempire gli spazi? Non bastano i cibi scaduti che troviamo negli scaffali dei market, ora ci mandano anche gli avvisi solidali scaduti. Ora, si potrebbe ironizzare sulla serietà di quello che passa in rete. Ma sarebbe troppo lungo e ops…tempo scaduto!

 

La fine del mondo

Non parlo del calendario Maya. Parlo del Papa che, come un qualunque ragazzino in cerca di amici e sostenitori virtuali, è sbarcato su Twitter. Dopo 24 ore dall’apertura dell’account conta già 500.000 “follower“. Sono certo, tuttavia, che non è stata una sua precisa volontà, ma la solita geniale idea dei suoi collaboratori i quali, in tal modo, vogliono dare un segno di ammodernamento della Chiesa e del suo adeguarsi ai tempi. Se anche il Papa comincia ad inviare messaggini su Twitter vuol dire che siamo proprio alla fine del mondo. E se il mondo non è alla fine, di sicuro sta molto male.

Pensieri molleggiati

Silenzio: parla Celentano. No, forse è meglio dire: “Parla Celentano: silenzio”. Sì, perché la caratteristica di Adriano è proprio il silenzio. L’aspetto più celebre dei suoi monologhi televisivi sono proprio quelle lunghissime pause durante le quali sembra che stia facendo chissà quali profonde riflessioni. In realtà è solo che non sa cosa dire o non se lo ricorda.

Bene, ora i media ci informano che Adriano ha deciso di aprire un blog ed una pagina facebook. Immagino che, fedele al suo stile, al posto dei messaggi potranno esserci dei grandi spazi vuoti. Saranno un luogo di riflessione, ma non sui pensieri del molleggiato. Saranno occasione di riflessione per i fan che potranno sbizzarrirsi cenrando di immaginare quale recondito significato si celi in quegli spazi vuoti.

Il nostro predicatore silenzioso sta cercando da tempo di inventarsi e proporsi come pensatore. Ma la capacità di pensare non è da tutti e, se non ce l’hai, non te la puoi inventare. Celentano ed il pensiero si inseguono da tempo, ma raramente si incontrano.

Tiscali spam

La casella di posta Tiscali ha una funzione utilissima, la cartella “Spam” in cui vanno a finire, grazie ad un filtro che le individua, tutte le mail indesiderate e messaggi pubblicitari provenienti da indirizzi sconosciuti. Non solo, siccome qualche mail riesce sempre a superare il filtro, esiste anche un pulsante “Spam” con il quale è possibile segnalare la mail indesiderata come spam. E non dovrebbero più arrivare mail da quell’indirizzo. Insomma, Tiscali dichiara guerra totale allo spam. Bene.

Poi succede che stamattina entro nella mia casella di posta, clicco su “Posta in arrivo” ed in testa all’elenco appare una mail segnalata con una coccarda e dalla dicitura “Mail raccomandata da Tiscali”. Sarà, penso, qualche utile consiglio sul servizio, sulle funzionalità della casella di posta o altre funzioni importanti. Apro la mail e appare l’immagine di una bella auto estera con tanto di nome della concessionaria, in provincia di Cagliari, indirizzo e telefono. Un messaggio pubblicitario.

Ora, da tempo abbiamo capito che in Italia il doppiopesismo è la prassi, specie in politica e nell’informazione, ma non pensavo che si arrivasse ai due pesi e due misure anche sullo spam. Esiste lo spam normale e lo spam d’autore, firmato, garantito, certificato e raccomandato. Già, perché se i messaggi pubblicitari arrivano da altre fonti sono “Spam“, ma se li manda direttamente Tiscali nella tua casella di posta sono “Mail raccomandate“.

Beh, ragazzi, potete giocarvi le palle che questa è la prima e l’ultima volta che apro una Mail raccomandata da Tiscali, con tanto di coccarda. Perché, sapete, dalle nostre parti esiste un detto che, tradotto e leggermente edulcorato, per i non sardi, significa “L’asino sardo lo freghi una sola volta“.

Chi vuole intendere in tenda, gli altri in sacco a pelo…

Avatar Home

Finalmente l’hanno fatta. Con notevole sforzo e fatica, ma l’hanno fatta…la nuova Home blog. Divisa in gironi, come all’inferno: gli Evidenziati, i Raccomandati e gli Emergenti. Così si stimola la creatività. Se ti impegni, da emergente puoi emergere del tutto e cominciare a stare a galla. Poi, ancora un piccolo sforzo e puoi diventare Raccomandato. Ed infine, se sei davvero bravo, diventi “Evidenziato”. Se poi finisci anche per diventare “Blog del giorno”, allora diventi Famoso! E se ti va bene, magari, finisci a Sottovoce, intervistato da Marzullo; il massimo.

Ma la grande novità è l’aver valorizzato gli avatar. Ora occupano più della metà dello spazio riservato ad ogni blog e nemmeno tutto, con evidente spreco di spazio. Diventano la cosa più importante. Il resto è di secondaria importanza. Infatti, del post si riportano giusto poche parole generiche e in certi casi nemmeno quelle. Anche il titolo del post continua ad essere tagliato. Così, se scrivi un titolo tipo “Una gita in campagna” te lo tagliano e diventa “Una gita in ca…”. Si lascia spazio alla fantasia del lettore. Puoi immaginare che si parli di una gita in carro a buoi, in carrozzella, in canoa, in calesse, in canottiera, in camicia…tutto può essere. Così non si capisce di cosa parli quel post, è una sorpresa, come l’uovo di Pasqua. Per scoprire la sorpresa devi aprirlo.

E’ sparito anche il link al Forum che era utilissimo per scambiare opinioni o per segnalare disfunzioni del blog o per chiedere consiglio allo staff. Ma in realtà non deve essere scomparso. E’ solo nascosto, non si sa dove. Forse fra poco verrà lanciata una specie di caccia al tesoro “Dov’è finito il forum?” Previsti ricchi premi per chi riuscirà a scoprire dove sia finito e come si acceda.

In compenso, visto che la cosa più importante è l’avatar, puoi sbizzarrirti a crearne di nuovi, accattivanti, intriganti, che attirino l’attenzione. Puoi cambiarlo ogni settimana, ogni tre giorni, a piacere. Ciò che conta non è ciò che scrivi, ma l’avatar. Magari si farà anche una classifica degli avatar più originali e ci sarà spazio anche per un apposito box dove segnalare ” l’Avatar del giorno“. Non è detto che anche gli avatar non vengano inquadrati in gironi: gli avatar emergenti, gli avatar raccomandati e gli avatar evidenziati. Sì, proprio bella la nuova Home Avatar…

P.S.

Nessuno è perfetto, tutti possiamo sbagliare. L’importante è rendersi conto dell’errore e correggere. Chi vuole intendere in tenda, gli altri in sacco a pelo…

Internet anni '50

Certo, non c’era internet negli anni ’50. Ma, nel caso fosse già esistita in quegli anni, come sarebbe stata la pubblicità? Se lo sono chiesto alcuni pubblicitari brasiliani i quali, non avendo altro da fare, hanno disegnato alcuni manifesti di attuali network come Facebook, Twitter, Skype e YouTube, secondo lo stile cartellonistico di quegli anni. Eccone due esempi (da Il Foglio.it) Beh, ad essere proprio pignoli, non c’erano nemmeno la minigonna indossata dalla facebookista, né le sedie riprodotte. Però complimenti per la fantasia e per l’omaggio agli anni della ricostruzione.

Si parla spesso dei “Favolosi anni ’60“. In realtà i favolosi anni ’60 sono cominciati negli anni ’50. Già, proprio così. E per ricordarli degnamente beccatevi un video (l’originale era in bianco e nero) di un Elvis Presley del 1957.

youtube stile anni 50