San Valentino e le anime gemelle

Tempo fa, facendo il solito zapping TV, mi capitò di seguire incuriosito per qualche minuto un dibattito sulla tendenza sempre più diffusa a restare single.
Una delle solite prezzemoline televisive, si vede che non hanno proprio altro da fare, insisteva molto seria sul fatto che lei, ed altre amiche, avessero deciso di restare single perché non riuscivano a trovare “l’Uomo vero“.
E per dimostrare che non era una semplice battuta rimarcò 3 o 4 volte l’espressione “Un uomo vero…vero…cerco un uomo vero…”. Se continua a cercarlo inutilmente forse non è così facile trovarlo; e, vedendo gli esemplari di “uomini” che passano in TV, è lecito avere delle riserve.  Ma per fortuna quelli fanno eccezione, sono “diversi” dalla norma.
La cosa mi fece un po’ sorridere, ma poiché è dalle piccole cose che talvolta si capiscono quelle grandi, la considero una ulteriore prova di ciò di cui sono convinto da tempo: la gente oggi ha perso il senso della realtà.

Si vuole tutto, subito e che sia il meglio sulla piazza.
E questa disposizione mentale condiziona pesantemente un certo modus vivendi delle ultime generazioni.
Nessuno parla più di adattamento, di sacrifici, di rinunce, di limiti ai sogni, della necessità di attenersi alla realtà, di sopportare anche gli imprevisti ed i guai della vita.
No, sembra che tutto ci sia dovuto e che tutti abbiano il diritto sacrosanto ad una vita piena di piacevoli passatempi, senza alcun imprevisto o guai di qualunque genere che possano turbare la nostra idilliaca esistenza.  Amos Oz, lo scrittore israeliano scomparso l’anno scorso, disse: “Ho una speranza ed una paura. La speranza è che la gente capisca che non può avere tutto ciò che desidera. La paura è che non lo capisca“. Chiaro.

Questa storia dell’uomo “vero” mi ricorda l’altra favoletta dell’anima gemella.
Quando aprii questo blog su Tiscali, ormai quasi 6 anni fa (2003), mi sorprendevo ogni giorno a vedere che la maggior parte dei blog, e dei post, fossero fatti da donne (sì, basta fare una verifica veloce per accertarlo), in particolare adolescenti, e che l’argomento principale fosse tutto ciò che riguarda gli aspetti connessi agli affetti, ai sentimenti, la sessualità ed i rapporti fra i due sessi, con tutto ciò che ne deriva.
Intendiamoci, niente di male e di drammatico.
Anzi, fa parte della normale fase di crescita e da sempre quelli sono gli argomenti preferiti dell’adolescenza.

Ma il guaio è che spesso questi temi sono al primo posto anche di persone adulte che ormai avrebbero dovuto superare quella fase adolescenziale.
Eppure continuano a sognare, ad inventarsi nick fantasiosi di ispirazione floreale, favolistiche, tutte rose e fiori, angioletti, poesiole, lacrimucce, baci, abbracci e promesse di amore eterno nel giardino delle delizie. Come se, appunto, questi fossero gli argomenti più importanti della nostra vita quotidiana.
Il bello è che anche la Home page, fra centinaia di post giornalieri, allora selezionava preferibilmente questo tipo di post, oltre all’immancabile poesia sempre selezionata in Home, “Lentamente muore…”, della scrittrice brasiliana Martha Medeiros, erroneamente attribuita per anni a Pablo Neruda (Perfino l’on Mastella intervenendo alla Camera ne citò un passo attribuendola, appunto, a Neruda). Gli dedicai questo post: “Lentamente muore (non c’è fretta).

CigniAnim

Quando aprivo la Home page mi veniva spontaneo descriverla così: “Fiorellini, cuoricini, cani, gatti e pene d’amore...”, perché questi erano i temi più presenti e ricorrenti.
La questione potrebbe sembrare del tutto irrilevante e potremmo considerarla poco più che una curiosità, qualcosa che non è vero, ma siccome ci piace sognare facciamo finta di crederci.
Ma non è così semplice, perché a furia di riempirci la vita di cose che “Non è vero, ma ci credo…”, come il titolo di una celebre commedia di De Filippo, degli anni ’40, si finisce per impostare una vita che di reale ha ben poco.
Per tornare all’uomo vero, però vorrei dare un consiglio a quelle single che lo cercano e pensano “O così o niente.”. Molto spesso, quando si è troppo esigenti, la conclusione è questa:

vergine

E non solo in senso zodiacale. Ma non disperate, oggi in commercio si trova tutto.
Basta andare all’Ikea, prendere un catalogo degli “uomini veri” disponibili in kit componibile, scegliere quello che è di vostro gradimento, portarvelo a casa, controllare che ci siano tutti i pezzi (non si sa mai), montarlo pazientemente seguendo le istruzioni e sistemarlo in bella evidenza nel salotto, pronto per essere mostrato con orgoglio alle amiche invidiose che, anche loro, correranno all’Ikea a scegliersi il loro uomo vero in kit. Magari capitano delle offerte promozionali ” Prendi tre paghi due” e potete portarvene a casa anche più di uno.
Beh, sempre meglio averne qualcuno di scorta, non si sa mai. Ma torniamo alle “anime gemelle“.

Animazione2 pinguiniCoppia1

Domani è la festa degli innamorati; ovvero, di coloro che pensano di aver trovato “L’anima gemella“.

Non è tanto importante che lo sia, quanto che ci si creda.
Insomma, che si abbia l’illusione che quella persona sia proprio l’unica al mondo, l’altra mezza mela, il nostro completamento, la sola ed unica che, fra miliardi di persone, sia la predestinata “Anima gemella”.
Alcuni, impregnati di cultura new age e di influssi orientali le chiamano anche “fiamme gemelle“, arrivando anche ad individuare una predestinazione che si aggancia a vite precedenti.
Beh, se così è, c’è da stupirsi nel constatare come questa “anima gemella” che è predestinata, dai tempi dei tempi e fra miliardi di persone, ad incontrarsi con noi per unirsi in un abbraccio eterno, molto spesso la si trovi a portata di mano, magari sotto casa, nella stessa scuola, nella stessa classe o nello stesso ufficio.
Non è sorprendente? Un vero e proprio colpo di fortuna, come azzeccare una cinquina al lotto. O no? Ma…

Esiste davvero l’anima gemella? Sembrerebbe di sì, o almeno molti lo credono.
Quesito principe di tutti i discorsi di argomento affettivo, la questione dell’anima gemella riempie libri, rotocalchi, programmi radio, Tv e…blog.
Tutti coloro che si innamorano sono convinti di aver, finalmente, incontrato l’anima gemella. Non una persona qualunque, ma una persona speciale, anzi specialissima, l’altra metà della mela, l’unica al mondo.
E tutto funziona, almeno finché non cominciano a volare piatti in testa.
Ma questa è un’altra storia.
E siccome innamorarsi è cosa normalissima e succede a tutti, o quasi, se ne deduce che anche incontrare l’anima gemella sia cosa del tutto normale.

Allora, giusto per evitare lunghe disquisizioni, facciamo un esempio.
Immaginiamo una piccola isola, con pochissimi abitanti.
E’ del tutto normale che, in quell’isola, uomini e donne si incontrino e si innamorino. E che quindi trovino la loro “anima gemella”. Che colpo di culo! Non vi pare?
Fra miliardi di persone sparse nei vari continenti, la tua anima gemella, l’unica al mondo, capita proprio nella tua isola, magari abita di fronte a casa tua.
In Sardegna c’erano, e ci sono ancora, decine di  paesi che contano poche centinaia di abitanti. Setzu, un comune della Marmilla, conta 145 abitanti; meno di un normale condominio di Roma o Milano. Vi sembrerà strano, ma anche in questi piccoli “condomini”, tutti a piano terra, con cortile e giardinetto dove le galline razzolano felici,  uomini e donne si incontrano e si innamorano.
Ma il discorso non cambia di molto anche se si abita in una popolosa cittadina o una grande metropoli. Possiamo nascere e vivere nelle stessa città, ma in quartieri distanti. Forse non ci incontreremo mai.

In fondo la vita si svolge come entro i confini di un’isola.
Ogni giorno si incontrano più o meno sempre le stesse persone, quelle che abitano nello stesso palazzo, o quelle che si incontrano a scuola, o al lavoro o nei luoghi di intrattenimento; le stesse facce, stesse voci, stesse case, stesse strade, stessi rumori e suoni, stessi odori.

Sono tutte piccole isole entro le quali si fanno conoscenze, incontri e ci si innamora. Non perché abbiamo trovato l’anima gemella, ma perché se si mettono insieme a stretto contatto uomini e donne, prima o poi, per una semplice pulsione biologica, finiscono per provare attrazione reciproca. Esattamente quello che succede nei reality tipo Grande fratello, Isola dei famosi e simili. Inevitabilmente la convivenza fa scattare l’attrazione fisica e sessuale. Come due poli magnetici opposti che si attraggono.

Viviamo in piccole isole, lontanissime dalle altre isole di altri miliardi di persone che non incontreremo mai. Non ce ne rendiamo conto, ma la nostra vita si svolge all’interno di questi confini segnati: la nostra isola.
Non è strano, allora, che quell’unica persona, fra miliardi di altre persone, che è la nostra “altra metà della mela” si trovi proprio sulla nostra stessa piccola isola, fra i cento abitanti del condominio di Setzu?

La cosa non può essere casuale.
Anche un matematico, basandosi sul calcolo delle probabilità, vi dimostrerebbe che un evento che si verifica con tanta frequenza non può essere casuale.
Deve essere necessariamente la conseguenza di un piano preciso, pensato ed attuato da una mente superiore, da una Entità superiore.
Allora la conclusione non può che essere la seguente:
o questa è una prova inconfutabile, matematica, dell’esistenza di Dio (che tutto vede e provvede), oppure questa storia dell’anima gemella è una grande “Stronzata“.
Io propendo per la seconda ipotesi, meno romantica, ma molto più realistica.
Però, siccome sognare e illudersi non costa niente e ci aiuta a vivere meglio, direi che sia consigliabile non addentrarsi troppo in spiegazioni razionali e prendere per buona la massima di De Filippo “Non è vero, ma ci credo…”. E…Buon San Valentino a tutti. (2009)

cignicoppia

 

Vedi:

– Sei una persona speciale, forse…(2005)

L’uomo Ikea in kit componibile (2013)

 

 

8 pensieri su “San Valentino e le anime gemelle

  1. Un post molto profondo e ben scritto però pieno di disillusione. E’ meglio illudersi o disilludersi? Un misto delle due cose secondo me, che è essere realistici, forse (un mio mentore diceva: bisogna essere ottimisti o pessimisti? Meglio pessimisti con l’intelligenza e ottimisti con la volontà. Anche questa era forse illusione che il pensiero dialettico potesse cogliere la complessità delle cose, ma è meglio dello sbattere la testa nel muro per me).

    Per cui, siamo delle isole, ma siamo anche sociali. L’anima gemella non esiste (o l’uomo vero) però la gente continua ad unirsi in coppia e a generare (in Italia di meno, Ok, ma globalmente sì). La TV è piena di stronzette e stronzetti, mai così vero, ma la stragrande maggioranza di persone non è così. “Nessuno – dici – parla più di adattamento, di sacrifici, di rinunce, di limiti ai sogni, della necessità di attenersi alla realtà”, d’accordissimo, ben scritto, ho postato vari articoli sul tema di quanto ci sia un “viziamento” generale, ma in realtà tutti poi sono costretti a farci i conti, con la realtà, i giovani emigrano, diverse famiglie – le stesse che si divertono a guardare le stronzette in TV – non arrivano alla fine del mese ecc.

    Insomma io cercherei di vedere le cose così: il bicchiere è mezzo vuoto o mezzo pieno? Entrambe le cose.
    Non una grande risposta, una risposta forse inutile, o utile, se lascia aperta la speranza.

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    1. Bel commento, grazie per l’apprezzamento. Per rispondere appena decentemente, come merita il tuo scritto, dovrei scrivere un altro post. Ma non adesso. Forse la via di mezzo che tu indichi è sempre la risposta più saggia, ma difficile da realizzare. Buona serata.

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  2. Sì, un post interessante, caro Giano, come gli altri letti ormai da molti anni di frequentazione del blog.

    Oggi bisogna fare i conti con la realtà. L'”uomo vero”, (che di questi tempi è difficile reperire visti i “miti” che girano!) ma soprattutto la ricerca dell’anima gemella è un percorso di vita insieme, fatto di rinunce, imprevisti, responsabilità e compromessi, a volte…
    Cosa che le nuove generazioni “non capiscono”, come scriveva Oz. Perchè oggi è il tempo del “tutto e subito”, del conoscere solo diritti e non doveri, dell’approccio alla vita futura senza sacrifici, dell’apparire più che l’essere.

    Nonostante l’ottimismo, cosa rara di questi tempi, la disillusione impera nell’animo di molti.

    Ciao carissimo, un abbraccio e… per S. Valentino ho festeggiato solo il mio compleanno in famiglia. L'”uomo vero” fa parte della mia vita da mooooooolto tempo!

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