‘O scar…rafone.

Ogni scarrafone è bello a mamma soja“, dicono a Napoli.  Ma il motto si è diffuso nel mondo, e forse fra i giurati del recente premio cinematografico “Europen film awards” di Siviglia, doveva esserci un napoletano o almeno un oriundo partenopeo. Ecco perché hanno assegnato l’Oscar come miglior attore europeo a  Marcello Fonte, come interprete del film “Dogman” di Garrone. Insomma, hanno dato l’Oscar a ‘O scar…rafone.

Così, dopo aver ricevuto il premio come miglior attore a Cannes, ha vinto anche a Siviglia.  Potevamo pensare che a Cannes sia stato un errore, una svista; succede. Ma se la cosa si ripete a Siviglia, allora è una cosa seria: “Premiato Marcello Fonte come miglior attore agli EFA” (Europen Film Award).

fonte oscar

In altri tempi non lo avrebbero preso nemmeno per una recita scolastica, per evitare traumi ai bambini sensibili. Ma oggi sono cambiati i canoni e i criteri estetici e artistici. Lo spettacolo è alla continua ricerca di ciò che  crea scalpore, reazioni  violente, polemiche, proteste. Bisogna essere sempre sopra le righe, borderline, stupire, provocare, per ottenere l’attenzione mediatica e del pubblico, per fare notizia. Così, in questa folle corsa verso l’horror, il trash, lo splatter, l’orrido, il ripugnante, truculento, si deve sempre superare il precedente limite; sempre oltre, sempre peggio.

Così si finisce per assegnare l’Oscar  a ‘O scar…rafone. Segno dei tempi che cambiano anche nel cinema. Siamo passati da registi come De Sica, Visconti, Fellini,  che hanno fatto la storia del cinema, a Emma Dante, quella che, per soddisfare le sue irrefrenabili velleità artistiche e creative (arte, fantasia e  e creatività le fuoriescono da tutti i pori), cura la regia di un Rigoletto che apre la stagione operistica a Roma, ambientando la storia non secondo il libretto dell’opera, ma “creativamente“, nel periodo della Repubblica sociale di Salò.  Cosa c’entra Rigoletto con Salò?  Niente, ma così può presentare il duca di Mantova come una specie di podestà o federale ante litteram, prepotente, autoritario, maschilista e fallocratico, e lasciare il messaggio antifascista (che oggi va sempre bene, si adegua al regime e ti garantisce futuri incarichi; e compensi).

Siamo passati dai capolavori del passato alle fiction TV, a Montalbano, Provaci ancora prof e Medici in famiglia; da Anna Magnani a Veronica Pivetti, da Gassman a Lino Banfi, da Sordi a Marcello Fonte e Rocco Papaleo, da mostri di bravura come Sordi e Gassman, a mostriEbbasta“; interpreti di fiction e B movies da salette di periferia per un pubblico di coatti e burini di bocca buona orfani di Er monnezza. Mi ricorda i premi e riconoscimenti ad Alba Rohrwacher ed al film Via Castellana Bandiera (regia di Emma Dante). Del resto, se qualche anno fa a Parigi hanno fatto una retrospettiva delle pierinate di Alvaro Vitali, possiamo aspettarci di tutto; anche un Oscar a Lino Banfi o un riconoscimento postumo alla carriera per i grandi meriti artistici a Franco e Ciccio.

E’ l’ennesima conferma che questo mondo è completamente rincoglionito e senza speranza. Qui lo dico e qui lo ridico.

Ma chi sono le menti geniali che assegnano questi premi? Ovvio, esperti di cinema, intellettuali, gente che se ne intende. Per esempio, questo critico cinematografico, autore di Blob  e della rassegna di cinema “Fuori orario; Cose mai viste” di cui scrivevo nel 2006: Il genio incompreso“.

Il genio incompreso (2006)

Il genio è incompreso, necessariamente. Se tutti lo capissero non sarebbe un genio. Ma non tutti coloro che sono incompresi sono dei geni. Anche coloro che hanno idee confuse e le esprimono in maniera confusa sono incompresi ed incomprensibili. Gli incompresi, quindi, appartengono a due specie: i geni ed i confusionari. Enrico Ghezzi è incomprensibile: a quale specie appartiene?

Corollario: Anche lo specchio riflette, ma non è un pensatore. La Nike di Samotracia ha perso la testa, ma non è pazza. Enrico Ghezzi parla, parla, parla, ma… Chi è Enrico Ghezzi? E uno degli autori di Blob, quello che presenta, il sabato e la domenica notte su RAI3, la rassegna di cinema “Fuori orario; cose mai viste”, che ricordano molto i classici film da cineforum alla Fantozzi (tipo film coreano anni ’40, ma con sottotitoli in cecoslovacco); quello che parla in asincrono ed usa un microfono che “sputacchia” fastidiosamente; quello che si assesta gli occhiali sul naso con una media di 15/20 volte al minuto; quello che presentando un film vi fa passare la voglia di vederlo.

Ecco la battuta storica da una famosa scena del Secondo tragico Fantozzi del 1976, che sintetizza benissimo il concetto di cinema impegnato.

Domanda: “Cos’è un incubo?“
Risposta: “Un incubo è sognare di imbarcarsi su un aereo per un lunghissimo volo di 8 ore, senza scalo, e di avere accanto Enrico Ghezzi il quale, per tutta la durata del viaggio, vi parla del cinema dell’Est o del cinema muto giapponese.”.
Curiosi? Volete verificare? Ok, leggetevi questo articolo di Ghezzi …Illuminazioni“. E’ davvero…Illuminante! Non è molto chiaro? Pazienza, gli intellettuali sono così, un po’ criptici, ermetici, astrusi. bisogna avere pazienza. Chi è l’intellettuale? Eccolo…

L’intellettuale Doc.

Ma esistono ancora gli intellettuali? Ceeeerto che esistono! Ecco uno splendido esemplare di intellettuale DOC made in Italy; Enrico Ghezzi. Quello che riesce sempre ad esprimere concetti complessi con un linguaggio semplice, chiaro e comprensibile a tutti. Beh, si fa per dire! Potete constatarlo subito guardando questo video in cui appare calmo, composto, rilassato ed esprime concetti semplici e chiari. No? Poi ci lamentiamo che il mondo vada a rotoli (come dicono alla Scottex). Questi sono i pensatori, gli intellettuali; figuriamoci i cretini!

 

Chiaro?

Sto esagerando? No, è che che abbiamo perso l’orientamento, la bussola, il buon senso, il buon gusto, il senso della realtà, della misura e della decenza;  e che stiamo prendendo una deriva pericolosa che ci spinge sempre più in basso, dritti nelle fogne. Leggete questo: Le Miss bioniche.

Miss Italia bionica

A proposito di intellettuali e registe creative vedi:

– “Blob e Arbasino“.

Un minuto d’ipocrisia, please… (2009)

 

 

7 pensieri su “‘O scar…rafone.

  1. dinamischina

    Caro Giano,
    dopo tanto tempo trovo difficile dire qualsiasi cosa ma ci provo… Vedo che il tuo blog è sempre molto bello e interessante e i post mi forniscono parecchi spunti di riflessione su cui ragionare e capire come vanno le cose in questo nostro pazzo mondo superficiale e in decadenza. Pare che il buon Dio abbia fatto perdere il lume della ragione a molti abitanti di questo strano pianeta terra. Credo, pero’ caro Giano, che si possa ancora sperare in un mondo migliore dove vivere in pace e armonia.
    Buon Natale e felice Anno Nuovo.
    Dina.

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    1. Ciao Dina, benvenuta. Per molti anni ho coltivato una piccola speranza nel futuro del mondo. ma pian piano, giorno dopo giorno, ho dovuto accettare la cruda realtà. non c’è speranza di vederlo migliorare; l’umanità è più stupida di quanto si pensi. E così non mi aspetto più nulla, purtroppo. Vedi “L’uomo è più stupido di quanto si pensi”.

      https://torredibabele.blog/2008/11/16/l_uomo____pi___stupido_di_quanto_si_pensi__1945585-shtml/
      Ciao Dina, Buon Natale e Buone feste. E non prendermi troppo sul serio. Sono solo un po’ più pessimista che in passato. Ma andiamo avanti. Coraggio…

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  2. elle_lelli

    Buongiorno di vigilia carissimo Sandro….tanti carissimi auguri!

    (domani protagonista del pranzo di Natale sarà il porceddu…lo scorso anno mi dette la ricetta un cuoco sardo,ne ho fatto tesoro e spero possa riscuotere successo anche questa volta)

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    1. Ciao lelli, che piacevole sorpresa, spero che stiate tutti bene e possiate festeggiare in allegria e serenità il Natale e le festività. Come saprai, Tiscali ha chiuso la piattaforma e, in tutta fretta e con molte difficoltà, abbiamo dovuto traslocare, armi e bagagli, su WordPress, che ha impostazioni completamente diverse da quelle che aveva Tiscali che ormai conoscevamo bene. Qui non ho ancora capito bene come funziona il sistema, specie alcune funzioni. E’ troppo complicato e crea spesso errori e disguidi. E sto perdendo la pazienza. Mi fa piacere che ti sia ricordata di me. Io, nonostante problemi di salute, continuo a scrivere, un po’ per passatempo, un po’ per sfogarmi, un po’ per tenere in esercizio la mente. Ma non so fino a quando. Grazie per la visita, Buon Natale, un abbraccio…

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    2. Spero che la ricetta del porceddu sia quella giusta, perché ci sono diversi modi di cucinarlo. il più semplice è farlo arrosto, sulla brace al caminetto, o al forno. Le varianti sono poche. Alcuni preferiscono mangiarlo freddo, adagiato e lasciato riposare per qualche ora su foglie e rametti di mirto per insaporirlo. Ma io lo preferisco caldo, appena tolto dalla brace. Si può, quando è a metà cottura, aggiungere della semola sulla cotenna, la rende più croccante. Altro metodo è farlo cuocere in un buca ricoperta di frasche e terra. Ma ovviamente non si può fare in casa. E’ importante la cottura, lenta ed a fuoco non troppo vivace per non bruciarlo. Il sale va messo alla fine cottura. Sono certo che sarà squisito. Buon appetito

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