Ungheria, Czardas e tam tam

Il premier ungherese Orban è stato accusato di razzismo per aver chiuso i confini ungheresi all’immigrazione, specie se proveniente dall’Africa sub sahariana, e rischia pesanti sanzioni da parte dell’Europa: “Europa condanna Orban.

Ma perché gli africani sono così ansiosi di andare in Ungheria? Deve esserci qualcosa in Ungheria che li attira in maniera particolare, qualcosa di caratteristico. Ora, le specialità ungheresi sono in particolare due: il gulash e la czarda. Immagino, quindi, che sia per una questione di affinità culturali, artistiche o gastronomiche. Posto che il gulash possono farselo a casa, o ordinarlo su Amazon che ve lo consegna a casa nel giro di poche ore anche al Polo nord, resta solo la musica, la czarda. Pare che gli africani abbiano una passione particolare per le csardas, la tipica danza popolare ungherese che ha ispirato grandi musicisti come Brahms (Danze ungheresi),  Franz Liszt (Rapsodie ungheresi) e operette celebri come “La principessa della Czarda” o “La contessa Maritza” di Emmerich Kalman o autentiche perle come “Czardas” di Vittorio Monti.

E’ vero che sono abituati più al tam tam che ad altre forme musicali, ma hanno tanti grandi compositori che hanno creato opere immortali, come…mmm, come…mmm, beh, ora ho una piccola amnesia e non ricordo i nomi, ma se ci penso mi vengono in mente tanti capolavori. E poi fra il Tam tam e l’operetta non c’è poi tanta differenza. Sono solo espressioni di diverse culture musicali. Dicono che dobbiamo integrarci e diventare una società multietnica. Ma voi pensate davvero che Tam tam e valzer viennese possano integrarsi? Se lo pensate datevi una controllatina, perché c’è qualcosa che non funziona perfettamente a livello mentale. Magari bisogna fare una revisione o una pulizia alle sinapsi intasate.

Tam tam

E, come dicono Bergoglio, Kyenge, Boldrini e le anime belle terzomondiste e multietniche, non esistono culture e civiltà  superiori e inferiori. Beethoven, Strauss, Chopin, Tam tam  danza della pioggia sono solo diverse espressioni musicali. C’è chi ci crede. Non siete convinti? Guardate questo video: “Tutto è ritmo“, dice convinto ed orgoglioso il commentatore (in verità il senso del ritmo c’è, gli manca solo tutto il resto). E se lo dice lui…vuol dire che fra ascoltare il tam tam o un valzer viennese  o un’aria da un’operetta di Strauss, o Lehar (Meine lippen) non c’è differenza. Chiaro?

Esempio: Le onde del Danubio del compositore romeno Josif Ivanovici:

A pensarci bene, non conviene perdere tempo e rodersi il fegato parlando delle sanzioni a Orban, del lassismo e della cecità di un’Europa che, invece che cercare di impedire l’invasione africana,  punisce chi vi si oppone e cerca di limitarne i danni. Chi vivrà vedrà, ma sarà troppo tardi per rimediare.

Intanto, in attesa della tragedia finale e di una integrazione impossibile con chi non abbiamo niente da condividere, meglio godere della bellezza della vita e allietare lo spirito e la vista guardando un breve brano dall’operetta di Kàlmàn; una delle più celebri e amate dal pubblico. Ecco la celeberrima aria di Silva.  L’interprete non è una cantante qualunque, è la brava  e bellissima Anna Moffo in tutto il suo splendore di cantante e di donna.

Vedi anche

– “L’ora d’amor

– “Wiener blut

La contessa Maritza” (completa) di Kàlmàn

Chiudiamo in bellezza con un altro celebre valzer: Second waltz di Dmitri Shostakovich

 

 

 

 

4 pensieri su “Ungheria, Czardas e tam tam

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