Ponti e funghi

La tragedia di Genova (Crolla il ponte sulla A10), con più di trenta morti a causa del crollo del ponte Morandi  mi ha fatto ricordare un post del 2016 “Funghi e ponti“, in cui riprendevo un altro vecchio post del 2005 “Come si riconoscono i funghi velenosi“, nel quale accennavo alle curiose tecniche di collaudo delle opere pubbliche.

Funghi e ponti (ottobre 2016)

E’ tempo di funghi. E con i funghi arrivano gli immancabili casi di persone che finiscono avvelenate. Mai fidarsi se non si è davvero sicuri di riconoscerli e saper distinguere quelli buoni da quelli velenosi. Ho ritrovato un vecchio post del 2005 (come passa il tempo) in cui consigliavo un metodo infallibile per riconoscerli. In realtà, l’ho ritrovato perché ricordavo di aver scritto qualcosa su un tragico collaudo di un ponte costato la vita all’autista di un camion. E lo citavo brevemente proprio in quel post sui funghi. Me lo ha riportato alla mente questa notizia di oggi “Lecco, crolla il ponte sulla superstrada, Tir precipita sulle auto“.

I ponti costruiti dai romani sono ancora in piedi, quelli moderni, nonostante il progresso dell’edilizia moderna, crollano come fossero di cartone. Ma non è il caso di infierire. Questo crollo mi ha fatto pensare a quel “geniale” collaudo del 2005. Riporto quel post.

funghi

Come si riconoscono i funghi velenosi? C’è un metodo molto semplice, pratico e sicuro. Se avete dei funghi e non sapete se siamo commestibili o velenosi seguite questo sistema. Prendete i funghi, cucinateli, mangiateli e…se crepate vuol dire che erano velenosi. Semplice no? Che dite, non vi convince? Strano, eppure, a quanto pare, è lo stesso sistema che si usa per collaudare le opere pubbliche. Esempio (notizia riportata dai TG avantieri): cosa fanno per collaudare un ponte? Ci fanno passare 5 o 6 camion carichi di ghiaia o materiale pesante. Se il ponte crolla e gli autisti crepano…vuol dire che il ponte non era sicuro. Semplice, no? Ecco la notizia riportata da L’Eco di Bergamo nel 2005 (preso da Google dove compare ancora il titolo, ma la pagina non è più disponibile.

Ponte crolla 2005

Sembra una battuta, ma non lo è; è una notizia tragicamente vera.  E purtroppo non è un caso isolato. Anzi, sembra che questi “collaudi creativi” siano la norma, la prassi consolidata. Ecco un’altra notizia simile, riportata dal Messaggero veneto. “Ponte crollato al collaudo“. Basta fare una ricerca su Google e trovate decine di casi simili negli ultimi anni. Allora ci si chiede se davvero questo sia il sistema usato per collaudare le opere pubbliche. Ci fai passare un camion carico di materiale pesante; se passa indenne vuol dire che il ponte regge ed il collaudo è positivo; se il ponte crolla e l’autista muore non era a norma. Funziona così? E’ esattamente il metodo che consigliavo per verificare se i funghi sono commestibili o velenosi. Tu li mangi, se non succede niente vuol dire che erano buoni, se crepi erano velenosi. Ma si può essere così cretini? Evidentemente sì.

 

4 pensieri su “Ponti e funghi

  1. Oltre che cretini, delinquenti e assassini!!! Sono senza parole per questa tragedia annunciata. L’Italia è nel pieno sfacelo… ce la farà mai a rialzarsi???

    Ciao Giano, vado domani da mia sorella a Genova. Per fortuna stanno tutti bene.trascorreremo qualche giorno di vacanza insieme. A presto dunque, ciao!!!

    Mi piace

    1. Ciao Vitty, non c’è speranza che la situazione migliori perché la nostra politica è come il pesce; puzza dalla testa. Ho pensato a Lelli. Spero che stiano tutti bene, lei e la sua famiglia. Salutala tanto da parte mia con un abbraccio. Buona giornata.

      Mi piace

  2. Tragedie annunciate. Adesso sta venendo fuori che alcuni amministratori locali avevano già scritto nel 2015 e nel 2016 all’ex Ministro delle Infrastrutture evidenziando la pericolosità del ponte senza mai avere risposte.

    I soliti bla, bla, bla a tragedie accadute…i soliti proclami, le solite promesse, i soliti inganni. Che ridicoli ad annunciare funerali di Stato! Quella povera gente non c’è più. E quella rimasta che ha perduto case, beni, affetti chissà se verrà poi risarcita. Ma in Italia funziona così… e giorno dopo giorno ti scontri con muri di gomma.

    Anch’io ho subito pensato a Lelli, ma il tam-tam ha funzionato ed ho avuto buone notizie fortunatamente.

    Ciao Giano, un abbraccio.

    Mi piace

    1. Ciao Mary. noi siamo specialisti del “senno di poi”. Dopo le tragedie siamo tutti esperti. Basta vedere e sentire cosa passa in televisione; da voltastomaco. Passa anche la voglia di commentare, tempo sprecato. Sono contento per Lelli, salutala. Spero che nelle tue vicinanze non ci siano ponti da attraversare. Buona serata.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...