Facce da RAI

La Commissione di vigilanza boccia la nomina di Marcello Foa a presidente della RAI. Questa è la notizia. In realtà è stato Berlusconi e Forza Italia a bocciare Foa. Infatti, con i voti di FI Foa sarebbe stato eletto. La sinistra (com’era prevedibile, visto che Foa non è di sinistra) non lo considera candidato di garanzia, e vota contro. Berlusconi critica il “metodo” della scelta e dice che si tratta di un “Pessimo segnale“.

Il pessimo segnale è, invece, che Berlusconi sia contrario alla nomina di Foa, giornalista e storico collaboratore del Giornale. Avrebbe forse preferito Lucia Annunziata, Michele Santoro o Gad Lerner? E’ un segnale preoccupante di totale deriva culturale del centrodestra. Due giorni fa i sondaggi davano FI al 7%. Se continua così dal 7 passeranno al 3. Non il 3%, proprio in 3 tre; Silvio, Francesca e Dudù. Abbiamo assistito per decenni alla spartizione politica della RAI, totalmente in mano alla sinistra, senza reagire. Ed ora che, finalmente, c’è la possibilità di avere un presidente non di sinistra, ci formalizziamo sui dettagli, sul metodo e votiamo contro Foa? Da incoscienti, per non dire altro di più pesante.

Dice il Giornale che il “No di Berlusconi irrita Salvini“. Ma non è esatto. Il no di Berlusconi non irrita solo Salvini, irrita soprattutto gli elettori che ancora hanno fiducia in FI e nel centrodestra. Berlusconi sta esagerando e rischia davvero di perdere anche quel misero 7% che gli viene ancora accreditato. Se insiste nel No a Foa, bisognerebbe fare un sondaggio il giorno dopo e verificare la percentuale che resta fedele a FI. Temo che sarà una catastrofe; peggio di Waterloo. Non condivide il metodo? Strano, è lo stesso metodo che la sinistra usa da decenni per occupare, gramscianamente, le “casematte” del potere (compresa la Rai, la scuola, la magistratura, la cultura, l’informazione, lo spettacolo). Come mai Berlusconi non si è mai lamentato del metodo? Si è risentito perché non è stato interpellato? Può avere ragione, ma una persona saggia non risponde con reazioni infantili e dispetti che possono avere conseguenze molto serie sui rapporti con gli alleati e, quindi, sulla tenuta del governo. Dice un vecchio adagio popolare “Tagliarsi le palle per fare un dispetto alla moglie”. Appunto.

La sinistra, invece, da par suo, attacca Salvini (qualsiasi cosa faccia, dica, o pensi di fare; è sempre tutto sbagliato e gravissimo, a prescindere), considera Foa non adatto perché non super partes e di garanzia (tradotto; perché non è dei nostri) e denuncia il tentativo di “occupazione e “spartizione della RAI“. La sinistra accusa Salvini e di Maio, che sono appena arrivati al governo (nemmeno il tempo di sedersi) di occupare la RAI. La sinistra, quella che nella RAI ha occupato tutto quello che poteva occupare; TG, talk show, intrattenimento, fiction, documentari, inchieste, previsioni del tempo, perfino sgabuzzini e ripostigli di scope e stracci. Basta fare qualche nome: Santoro, Gad Lerner, Fabio Fazio, Bianca Berlinguer, Lucia Annunziata, Roberto Saviano, Corrado Augias, Iacona, Gabanelli, l’elenco è lungo. Per non dimenticare i programmi di “satira” (la propaganda politica fatta dai comici la chiamano così: satira) come l’Ottavo nano, Avanzi, con Sabina Guzzanti, o “Parla con me” di Dandini – Vergassola: propaganda politica mascherata da satira, ma sempre e solo a senso unico, contro Berlusconi.

Per non dimenticare quel grande spot propagandistico a favore di Prodi, nel 2005 (giusto in prossimità delle elezioni) che fu “Rockpolitik” di Celentano (quattro puntate che ci sono costate 20 miliardi di vecchie lire), con ospiti imparziali come Dario Fo, Santoro, Sabina Guzzanti, Roberto Benigni. Lo ricordiamo, sì? Ecco, quella è la sinistra, quella che ha fatto della RAI un mezzo di propaganda a senso unico e di RAI3 un feudo del PCI. Avete dei dubbi? Fate il nome di un giornalista conduttore di programmi e servizi RAI che non sia di sinistra, che sia chiaramente contro l’immigrazione, contro le teorie gender, contro la pubblicità Lgbt, contro le adozioni gay, contro la società multietnica, contro le tematiche care alla sinistra. Pensateci, ma fate pure on calma, perché la ricerca sarà lunga (e infruttuosa). Non ne trovate uno. Sbraitano tanto per chiedere la libertà di espressione, ed il pluralismo dell’informazione, ma hanno uno strano concetto del pluralismo. Intendono sì, dare voce a più interpreti, ma purché siano di sinistra. E’ l’aggiornamento del motto di Stalin che, quando riuniva i suoi collaboratori, soleva precisare: “Potete esprimere liberamente le vostre idee, purché siate d’accordo con me.”. Chiaro? Un esempio pratico e concreto di questo strano concetto di pluralismo dell’informazione, con nomi e cognomi degli ospiti in studio, potete leggerlo in questo vecchio post del 2010 (Santoro e il pluralismo).

Ora, sentire che la sinistra accusi Salvini di voler occupare la RAI è ridicolo e ci sarebbe da ridere, se non sapessimo, purtroppo,  che questo è il metodo normale della sinistra; accusare gli avversari delle proprie colpe. E per farlo occorre avere una bella faccia tosta; e a sinistra ce l’hanno. Anzi, ad essere sinceri la migliore definizione per quelle facce resta sempre la vecchia e mitica prima pagina di Cuore. Questa…

cuore

 

Vedi: Rockpolitik è finito, andate in pace.

Vedi: “Gad Lerner e san Faustino“.

2 pensieri riguardo “Facce da RAI”

  1. Sono stato quasi sempre di sinistra (nei primi anni ’70, da ignorante che ero, scopersi la cultura attraverso Gramsci) anche se mio padre e la mia famiglia erano di destra. Mi trovo quasi in tutto d’accordo con te. Dopo i primi anni passati nel PCI PD capii che non c’erano grandi ideali se non l’occupazione sistematica delle poltrone a puri fini carrieristici e di influenza del partito ovunque (giornali, mass-media ecc.). Per cui passai subito in una specie di limbo sopra le parti, a osservare più che a partecipare. Ho molti amici di destra che, come te, sono esasperati perché ha gravato molto su di loro l’egemonia culturale della sinistra.

    Solo una testimonianza. Ciao, Giovanni.

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    1. Capisco benissimo, in quegli anni era quasi un obbligo essere di sinistra; meglio ancora se militanti di estrema sinistra. Per fortuna poi il tempo passa, si cresce e molti cominciano a ragionare. Buona serata.

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