Mondiali calcio: vince l’Afrancia

Il mondiale di calcio è finito (finalmente). Vince l’Afrancia; una squadra  mista tra Africa e Francia; per 2/3 africana (7 su 11) e 1/3 francese. Sembra la ricetta di un cocktail; due parti di Africa, una di Francia, aggiungete un pizzico di multiculturalismo, agitate e servite fresco.

Afrancia 2018 Giano

Bella la società multietnica, vero? Sì, specie se ti fa vincere un mondiale di calcio. Ed hanno una tale faccia da culo che non si vergognano nemmeno. Anzi, è del tutto normale. Ma non è una novità. Ormai da anni la Francia schiera nella propria nazionale più calciatori di colore che francesi Doc. Ma non si può dire, altrimenti vi accusano di razzismo (e ti pareva), come fa questo articolo di Repubblica “Razzisti scatenati sui social. Non ha vinto la Francia, ha vinto l’Africa“. Ma far notare che in quella nazionale sono più gli africani che i francesi è razzismo? No, è una semplice constatazione. Avete dei dubbi? Guardate questo riepilogo dei calciatori della nazionale francese e, a lato, il loro paese di provenienza.

Francia calciatori stranieri

Questo si può dire, oppure, per Repubblica e le anime belle della società multietnica, anche questo è razzismo? Sentire questi africani cantare la Marsigliese è semplicemente surreale; come sentire dei cinesi cantare “God Save the Queen” o “God Bless America”. Ridicoli, semplicemente ridicoli.

Calcio multietnico (giugno 2016)

Non siamo ancora una vera società multietnica, ma ci stiamo avviando molto velocemente a diventarlo; per la gioia degli amanti del meticciato, delle contaminazioni culturali, del sushi e del kebab. Poi, quando saranno scomparse le tracce dell’identità dei popoli, si apriranno musei per riscoprire le antiche tradizioni, usi e costumi. Allo stesso modo, dopo decenni di innovazioni e distruzione del patrimonio culturale in nome del modernismo, e dopo aver abbandonato l’antica arte culinaria a favore di fast food, paninoteche e prodotti industriali prelavorati, precotti, preadulterati e predigeriti, ora si va alla ricerca delle antiche ricette e dei rimedi naturali della nonna (oggi che ormai sono scomparse). Così, in questo clima di tripudio multiculturale e multietnico, anche lo sport si adegua. Una volta dai tratti somatici degli atleti si poteva capire, per grandi linee, la loro provenienza e si distingueva chiaramente un europeo da un africano o un asiatico. Oggi non più. O meglio, le caratteristiche etniche sono chiare, ma non necessariamente corrispondono alla loro nazionalità. Così succede che se vedi un nero pensi che sia africano, ma invece scopri che è di nazionalità svedese.

francia-nazionale-calcio azione

Guardando questa foto, a prima vista, tutti scommetterebbero che si tratti di un gruppo di calciatori africani che esultano durante una partita; magari la Coppa d’Africa. Invece no, non possiamo dirlo con certezza. A meno che non siate dei veri appassionati e tifosi di calcio e conosciate benissimo questi calciatori, uno per uno. Altrimenti si può sbagliare facilmente. Questi a lato, per esempio, se non sbaglio, sono calciatori della nazionale francese che esultano durante una partita con l’Islanda in occasione dei campionati europei.

Oggi i calciatori neri sono presenti in tutte le squadre di calcio. Anzi, sembra che siano molto ricercati; più ne hai in squadra meglio è. Tanto che l’essere neri sembrerebbe una garanzia di classe e bravura; anche se in certi casi l’essere nero non basta (vedi Balotelli); non basta avere buoni piedi, ci vuole anche un po’ di cervello.
Finché queste presenze di stranieri sono nelle squadre di club, ormai diventate delle multinazionali del calcio (vedi l’Inter cinese o il Real Madrid degli arabi) poco male. Il guaio, però, è che la presenza di calciatori di origine africana la si vede anche nelle rappresentative nazionali che dovrebbero essere l’espressione dell’identità di un popolo e di una nazione. Ed allora si pone un problema di rappresentanza dell’identità nazionale. Ora, per esempio, è in corso di svolgimento in Francia il Campionato europeo di calcio ed anche se non si è tifosi di calcio, volenti o nolenti, qualcosa la si vede per forza. Ieri giocava la Francia con l’Albania. E nella squadra della selezione francese, su 11 calciatori, sono presenti ben 6 giocatori di colore (di origine o provenienza africana o dalle ex colonie francesi d’oltre oceano).

Da molto tempo la nazionale francese schiera numerosi giocatori di colore, scatenando le ire dei nazionalisti e le polemiche degli stessi tifosi francesi. Alcuni sono stati anche determinanti per i successi dei francesi; uno per tutti, Zidane, di origine algerine. Ma quando metà squadra è costituita da giocatori di colore, l’identità nazionale ne risulta fortemente sminuita. Avranno certo tutti i diritti di giocare nella nazionale perché in possesso della nazionalità francese, che si può acquisire in diversi modi, ma non si può affermare che rappresentino l’etnia, la storia, la cultura, lo spirito francese. Ed infine, forse, è anche una questione di misura; uno o due calciatori di colore passino, anche altre nazionali hanno in squadra giocatori di colore o di diversa etnia. Ma non si può avere mezza squadra fatta da neri e farla passare come nazionale francese. Sarà anche legale, ma culturalmente rasenta la truffa.

Pensate che si tratti di una coincidenza momentanea e che in futuro la nazionale francese potrebbe essere più “bianca”? Allora guardate questa foto sotto dalla quale si evince che il futuro sarà ancora più nero; è la Nazionale francese Under 19 del 2012 con ben 8 giocatori di colore. La prima impressione è che si tratti di una squadra africana. Non vi sembra che i “galletti” stiano esagerando? E non c’entra niente la società multietnica o il razzismo. Se questo è il futuro dello sport e le differenze etniche non hanno più alcun valore, allora tanto vale eliminare tutti i riferimenti nazionali, i tornei e campionati europei o mondiali, le Olimpiadi, le bandiere e gli inni nazionali. Altrimenti è solo ipocrisia; e vedere 8 calciatori neri su 11 (otto su undici) cantare la Marsigliese, forse è in linea con le prospettive della società multietnica, ma sinceramente rasenta il ridicolo.

francia nazionale 2012 under 19

5 pensieri su “Mondiali calcio: vince l’Afrancia

    1. Ciao Vitty, in molti hanno tifato per la Croazia, compresi i francesi; ma nessuno lo dice, non si può dire. Ricordo che anni fa, forse erano in corso i campionati europei, lessi un pezzo in cui un italiano che si trovava in Francia, riferì di essersi sorpreso nel sentire che la famiglia dei vicini di casa, seguendo la partita della Francia, facesse il tifo per la squadra avversaria. Quando chiese spiegazione gli risposero che non tifavano per la Francia perché non si sentivano rappresentati da una squadra infarcita di africani. E, a quanto pare, molti francesi pensavano allo stesso modo. Temo che la Francia sia l’avanguardia di ciò che ci aspetta nei prossimi anni. Coraggio, grazie, buona serata.

      Piace a 1 persona

  1. Un sacco di gente ha tifato Croazia, anche noi e lo dicevamo pure, senza nasconderlo! Non m’intendo di calcio e quest’anno poi che non ha partecipato l’Italia non ho seguito una partita.

    Il problema, secondo me, deriva dal fatto che l’affluenza di tutti questi stranieri nelle varie squadre di calcio ci sia perché oggi è difficile trovare dei veri assi del pallone. I ragazzi di oggi hanno tutto…e trovarli nei cortili a dare calci al pallone è diventata cosa rara…
    Ciao carissimo.

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