Lo scemo quantistico

Un’altra perla da “Scemocrazia” di Massimiliano Parente. Leggendo questo pezzo mi è venuto in mente un mio vecchio post di 3 anni fa (Fisica e stampodismo), che sembra anticipare il pezzo di Parente. Fa piacere scoprire che certe nostre idee trovano conferma da parte di autori, scrittori, giornalisti autorevoli. Eccolo:

Fisica e stampodismo (giugno 2015)

L’informazione scientifica secondo lo stampodismo, Cos’è lo stampodismo? E’ un neologismo che mi è venuto in mente per definire quello che passa ogni giorno sui media e che chiamano informazione. E’ la “stampa podistica“, quella di chi scrive con i piedi. Esempi di stampodismo possiamo rilevarli quotidianamente; basta dare uno sguardo alle notizie in rete. Ecco un buon esempio di stampodismo comparso ieri sul quotidiano L’Unione sarda: “Primo messaggio quantistico al mondo via satellite“.

messaggio quantistico

Primo dubbio: “Cos’è un messaggio quantistico”? E ancora, cos’è “quantistico“, il messaggio o il mezzo usato per trasmetterlo? Oppure è “quantistico” il satellite? Ma, più semplicemente, cosa significa “quantistico“? Ci si aspetterebbe che l’articolo ce lo spieghi. Ma non lo fa; forse per dimenticanza, per distrazione, per mancanza di spazio, oppure…

La scienza non è argomento da bar dello sport. Credo siano davvero pochi quelli che possono affermare di conoscere, capire e saper spiegare cosa sia esattamente la fisica quantistica. Diceva Max Plank, il padre della teoria dei quanti, per la quale ricevette il Nobel per la fisica nel 1918, che coloro che dicono di aver capito la meccanica quantistica stanno mentendo. Giusto per avere un’idea delle implicazioni si può dare uno sguardo al celebre paradosso del “gatto di Schrödinger“. Allora, quando si trattano argomenti scientifici bisognerebbe essere sicuri di conoscere l’argomento trattato e, soprattutto, cercare di illustrarlo nella maniera più semplice e comprensibile. Altrimenti è bene occuparsi d’altro, di gossip, calcio, cronaca nera, dei morti ammazzati di giornata, ed evitare di parlare di ciò che non si conosce o non si è in grado di trattare in maniera seria. A tal proposito, (cito a memoria, forse le parole non sono esatte, ma il concetto è quello), diceva Einstein: “Non puoi dire di aver capito veramente qualcosa finché non riesci a spiegarlo con parole semplici a tua nonna.”.

A leggere certa stampa, si potrebbe pensare che chi scrive non abbia capito bene ciò di cui parla, oppure che non abbia una nonna con la quale esercitarsi a spiegare concetti complessi con parole semplici.  Ma oggi ciò che conta, l’ho ripetuto spesso, non è informare, fare divulgazione seria, riportare notizie utili ed interessanti; ciò che conta è riempire le pagine. La notizia riportata su L’Unione riguarda proprio un’applicazione della fisica quantistica. Poiché il pezzo è brevissimo (più che un articolo giornalistico sembra un telegramma) lo si può riportare per intero.
Eccolo: “Una trasmissione di dati quantistica con un satellite, sulla distanza record di 1.700 chilometri, è stata eseguita con successo per la prima volta al mondo. Il test è il risultato di uno studio tutto italiano, portato avanti dal Centro di Geodesia spaziale dell’Agenzia Spaziale Italiana e dall’Università di Padova. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Physical Review Letters.”. Tutto qui, 4 righe 4; fine del pezzo.

Ragazzi, questa è informazione seria, documentata ed esauriente.
La caratteristica del nostro quotidiano regionale è che di solito non riporta gli articoli per intero, ma si limita a fare un sunto della notizia, spesso di poche righe, e rimanda alla lettura del pezzo intero sulla edizione cartacea (che non compra più nessuno perché ormai le notizie si leggono in rete). Mah, deve essere una nuova forma di marketing. Al di là della strategia editoriale, immagino che questo pezzo, riportato nel sito web del quotidiano, sia stato letto da qualche migliaio di persone. Ora sarebbe interessante sapere (magari si potrebbe lanciare un sondaggio sullo stesso quotidiano) quanti lettori hanno capito esattamente il significato del testo, cosa sia successo, in cosa consista questo esperimento, perché sia così straordinario e, soprattutto, cosa sia un “messaggio quantistico“. Credo che si potrebbe usare l’espressione di Planck e dire che se qualcuno afferma di averlo capito sta mentendo. Questo è uno splendido esempio di Stampodismo; scrivere con i piedi.

Ecco una divertente citazione del paradosso del gatto di Schrödinger applicato alle relazioni sociali.

Il pezzo di Parente prende di mira coloro che, pur non sapendo niente di fisica quantistica, la tirano in ballo a sproposito e, ignorando o dimenticando che i suoi principi si applicano solo alle particelle subatomiche,  la applicano in maniera del tutto errata alla realtà tridimensionale, con effetti ridicoli. Questo è l’incipit del testo: “Quando sentite la parola quantistico fuori dal contesto scientifico della fisica, qualcuno vi sta prendendo per il culo. La fisica quantistica è la fisica del microscopico, delle particelle subatomiche, mentre se lasciate cadere una mela per terra vale ancora la fisica di Newton. Un esempio è il famoso esperimento mentale del “Gatto di Schrödinger“.

Insomma, le leggi della fisica quantistica non si applicano alla nostra realtà quotidiana che continua, per fortuna,  a rispondere alle leggi della fisica classica.  Ed ecco la chiusura del pezzo di Parente: “Quando accendete la luce, insomma, i fotoni non cascano sul pavimento. Continuate a sperimentare finchè non vi rendete conto che la fisica quantistica applicata alla vita è un’idiozia, e se, nonostante tutto, continuate a crederci, sappiate che non siete il Gatto di Schrödinger: non potete essere scemi e non scemi allo stesso tempo; siete scemi e basta”. Appunto.

Vedi: “La scienza è una cosa seria (non sempre)” (20 dicembre 2006).

Un pensiero su “Lo scemo quantistico

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