Democrazia in pillole e supposte

Democrazia in supposte

Cos’è la democrazia? Facciamo un esempio facile facile. Avete il bambino che sta male; cosa fate? Semplice. Secondo i principi e le regole della democrazia, organizzate una assemblea condominiale in cui si discute e tutti possono intervenire ed esprimere la propria opinione. Poi votate e approvate a maggioranza la diagnosi e la terapia. Ecco, questa è democrazia.

Che dite? E’ una stronzata? Appunto, appunto, concordo.

Terapia democratica

Il First democratic hospital è l’ospedale più democratico del mondo. Non vi sono medici presuntuosi che decidono da soli come curare i pazienti. No, lì tutto funziona democraticamente. Quando arriva un nuovo paziente si convoca una assemblea alla quale partecipano tutti: medici, infermieri, ragionieri, archivisti, uscieri, elettricisti, idraulici, guardiani, autisti, cuochi, giardinieri, addetti alle pulizie. Tutti hanno diritto di parola e la libertà di espressione ed il diritto di voto sono garantiti. Ogni testa un voto. Così, nel rispetto dei principi della democrazia, diagnosi e terapia vengono decise ed approvate secondo la volontà della maggioranza. I pazienti crepano tutti, ma la democrazia è salva.

Democrazia e maggioranza

Che rapporto c’è fra l’elettorato ed i rappresentati eletti? Ne parlavo nel post “Macron e la democrazia“, dal quale riporto un breve passo sulle percentuali di votanti e di voti ricevuti dagli eletti.

“Prendiamo l’esempio pratico delle elezioni regionali in Emilia Romagna. I dati ufficiali sono questi: votanti 37,7% degli elettori, astenuti 62,3%; il vincitore, Stefano Bonaccini, ha preso il 49% dei voti (dei votanti). Ovvero, più del 62% degli elettori si è astenuto, non ha votato ed è questa la vera “maggioranza” degli elettori. Il vincitore rappresenta non il 49% dei cittadini, ma solo il 49% di quel 37% che ha votato; circa il 18% degli elettori. Se poi consideriamo anche i giovani non ancora maggiorenni, ma, a tutti gli effetti, cittadini italiani, quella percentuale si abbassa ancora di più e si avvicina al 15% della popolazione. Quindi, il signor Bonaccini che ha vinto le elezioni e, in teoria, sarebbe l’espressione della volontà popolare, rappresenta solo una minima parte dell’elettorato, un risicato 18% che non rappresenta minimamente la maggioranza o cosiddetta “volontà popolare” che, invece, si identifica il quel 62% di astenuti. Alla luce di questi dati, che senso ha affermare che questo 18% è una “maggioranza“, che rappresenta i cittadini e che è legittimato a governare? E’, invece, la dimostrazione che in questa pseudo democrazia il governo è in mano ad una minoranza che si spaccia come maggioranza. E’ un autentico bluff, una truffa camuffata da democrazia. Questa democrazia fasulla governa “contro” la volontà popolare. Al posto del signor Bonaccini non sarei molto soddisfatto e sereno. Non avrei niente da festeggiare e non dormirei sonni tranquilli. Anzi, avrei molti, ma molti scrupoli di coscienza.“.

Questo dell’Emilia Romagna sarà un caso particolare? No, vediamo il caso del “trionfo” (così lo chiamavano i media) di Macron in Francia.

Macron e la democrazia.

Emmanuel Macron ha vinto il ballottaggio contro Marine Le Pen per le elezioni presidenziali, dopo aver vinto il primo turno con una percentuale di circa il 30%. Se ci fermiamo a prendere in considerazione questo dato rischiamo di commettere già un errore; sembrerebbe, infatti che quel 30% rappresenti il consenso di 1/3 dei francesi. Ma non è così. In Francia, sia al primo che al secondo turno, ha partecipato al voto il 50% degli aventi diritto. Macron ha preso il 30% di quel 50% di votanti. Ovvero circa il 15% del totale degli aventi diritto al voto. Eppure con il consenso del 15% della popolazione adulta (“contro” o almeno “senza” il consenso del 85% dei cittadini), vince il primo turno, va al ballottaggio, vince, si prende circa il 70% dei parlamentari (fra 400 e 445 su 577) e governa. Macron ha la maggioranza assoluta nell’Assemblea nazionale e governa la Francia, avendo solo il consenso del 15% dei francesi. Il 15% di elettori è una maggioranza? No. Macron ha il consenso della maggioranza dei francesi? No. Il fatto che al secondo turno la percentuale sia raddoppiata è dovuto al fatto che molti lo hanno votato per fermare Le Pen e la destra. Quindi non sono voti “pro” Macron, ma sono voti “contro” Le Pen. Non cambia la sostanza del fatto che rappresenta una esigua minoranza dei francesi. Allora, non vi pare che in questo sistema elettorale democratico che determina la scelta dei rappresentanti e la loro legittimazione a governare in nome del popolo ci sia qualcosa di strano? Sbaglio quando dico che in democrazia governa la minoranza? No, è la pura e semplice verità. Ma a quanto pare va bene così. Bella la democrazia.

 

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