I salutisti; se li conosci li eviti.

La sindrome salutista si basa sostanzialmente sulla volontà di raggiungere, e mantenere, una perfetta forma fisica e, quindi, sulla necessità di evitare abitudini alimentari e stili di vita che possono essere nocivi alla salute. Le raccomandazioni più frequenti riguardano i pericoli della vita sedentaria, l’alimentazione sbagliata e l’uso incontrollato di cibi e bevande potenzialmente dannosi, oltre all’uso e abuso di alcol, fumo e droghe: queste sarebbero le cause che favoriscono un “elevato tasso di mortalità”. Quindi, tutti in palestra e tutti a dieta: non c’è che l’imbarazzo della scelta, palestre e diete miracolose nascono come i funghi e garantiscono risultati incredibili in brevissimo tempo. Unite, naturalmente, alla pratica di una regolare attività fisica all’aperto. Poi magari, vi viene l’infarto proprio mentre fate la vostra corsetta nel parco, o la partitella a calcetto, o praticate altre attività alle quali non siete abituati e che richiedono uno sforzo fisico eccessivo che va oltre le vostre possibilità.
Teniamo conto, inoltre, che l’ambiente urbano (non solo le metropoli, ma anche le piccole cittadine di provincia) costituisce già di per sé un pericolo, a causa dell’alto inquinamento derivante da smog, gas di scarico, polveri sottili, effluvi maleodoranti di varia natura e provenienza, micidiali fumi prodotti da ciminiere e da incendi spontanei o dolosi, di rifiuti e prodotti tossici sparsi dovunque, specie lungo la fascia periferica. In questa bucolica ambientazione, anche se state tranquilli in panchina o siete al chiuso, in ufficio o a casa, senza rendervene conto, assorbite ogni giorno una tale quantità di veleni da far invidia a Mitridate. Se però, a causa di attività lavorativa o sportiva svolta all’aperto, aumenta il ritmo respiratorio e la quantità di aria inspirata, aumenta notevolmente anche la quantità di veleni che si assorbono.
Ovvio, quindi, che fare jogging in città non è il massimo del salutismo. Non solo non è salutare, ma si corre il rischio di andare a sbattere distrattamente contro ostacoli vari lungo il percorso, di inciampare in buche stradali, o di essere investiti da auto, moto, biciclette, tram. Ed inoltre, a causa del ritmo respiratorio accelerato, si aumenta l’assorbimento di gas di scarico e sostanze nocive. Tutti pericoli che evitereste restando tranquilli a casa, seduti sul divano a leggere, guardare la TV o ascoltare un concerto di Mozart. Non parliamo poi di chi si avventura, senza nemmeno avere la necessaria esperienza e preparazione fisica, in sport estremi o altamente pericolosi che sono molto spesso causa di incidenti seri e spesso mortali. Ma la sindrome salutista comporta sacrifici e rinunce. Altrimenti sono guai; aumenta il rischio di “elevato tasso di mortalità”.

Come se la mortalità non sia un fatto del tutto naturale ed inevitabile, ma sia un incidente di percorso da evitare ad ogni costo, qualcosa da sconfiggere con qualche passeggiatina quotidiana o evitando il cibo spazzatura. Senza tener conto che il cibo fresco, sano, genuino e cucinato al momento di andare a tavola, quasi non esiste più. E che il cibo spazzatura costituisce oggi la maggior parte degli alimenti che si trovano in commercio e che sono prodotti dall’industria alimentare, usando spesso materie prime di scarsa qualità, di incerta provenienza, lavorati e conservati con additivi, coloranti, conservanti, e chissà quali altre porcherie, già dannosi in partenza.

A causa delle mutate abitudini sociali e lavorative, che hanno comportato anche un cambiamento delle abitudini alimentari, questi sono i cibi consumati ogni giorno da miliardi di persone. Non sono scomparse solo le ricette della nonna. E’ scomparsa che la cucina della nonna. Le nostre cucine si stanno trasformando; non ci sono più camini col fuoco acceso e pentole e tegami in cui cuociono a fuoco lento bolliti, minestroni, polente e stufati. Oggi la cucina moderna è costituita sostanzialmente da due elettrodomestici; il frigorifero in cui conservare i surgelati, cibi già precotti, preconfezionati e, forse, anche predigeriti, ed il forno a microonde per cuocerli o riscaldarli in pochi minuti. Non serve altro.

Se si volesse evitare di consumare alimenti pericolosi oggi si resterebbe a pane e acqua. Ma nemmeno così saremmo sicuri, perché anche l’acqua è spesso inquinata da scarichi di liquami tossici di ogni genere che confluiscono in laghi, fiumi, depositi, condotte idriche, o penetrano nei terreni e nelle falde acquifere, inquinando l’acqua alla fonte. Ed essendo spesso inquinata anche l’acqua usata per irrigare i campi coltivati, anche i prodotti agricoli sono, di conseguenza, inquinati.

paneEd anche il pane, cibo primario dell’umanità, non è più quello che accompagna l’uomo da millenni. Ormai è fatto con farine di scarsa qualità e spesso di provenienza ignota, quando non si usano addirittura come base prodotti semilavorati prodotti industrialmente (come la pasta surgelata per pizza, usata comunemente da moltissime pizzerie). Come se non bastasse la scarsa qualità della materia prima, anche la lavorazione, lievitazione e cottura sono fatti a ritmo accelerato, per risparmiare tempo e costi.

Ormai questa è la norma e, per tentare di rimediare un po’, usano aggiungere alla pasta un additivo che chiamano “Miglioratore”, che serve (o dovrebbe servire) a dare al pane l’aspetto, la consistenza  ed il gusto del buon pane di una volta (peraltro senza riuscirci). Tanto che, alla fine, il prodotto finale è un qualcosa che, apparentemente, a prima vista è fragrante e di bell’aspetto, se ancora caldo e appena sfornato. Ma già alla sera diventa qualcosa di gommoso, immangiabile, che si può utilizzare per diversi usi; farne palline per giocare con il cane, piccoli tappi per le orecchie con la mollica, come zeppe per sedie e tavoli, a piacere. Tutto ci si può fare, meno che mangiarlo; al nonno resta attaccata la dentiera ed ai bambini gli si blocca in gola. Allora non c’è scampo, nemmeno pane e acqua: digiuni.

Già, non è facile nemmeno fare i salutisti. Ma poi, è davvero necessario sottoporsi a diete micidiali (che spesso producono più danni che benefici) o cimentarsi in età adulta in attività sportive che non si praticavano nemmeno da giovani, che costano tanta fatica e comportano rischi concreti per cuore e articolazioni? Tutto per illudersi di restare sempre giovani; potersi arrampicare su vette alpine o scalarle in bicicletta come tanti Messner o Pantani, o saltare di slancio la staccionata come faceva Nino Castelnuovo molti anni fa nella pubblicità di un famoso olio. Come se facendo una vita sana non si corra il rischio di invecchiare e si viva in eterno. Cibo sano e attività fisica; questo è l’elisir di lunga vita. Il che è anche vero, ma non in assoluto.

Dimenticano di accennare, giusto per fare un esempio, alla predisposizione genetica alla longevità (che esiste, anche se fingono di dimenticarlo), ai fattori ambientali (un conto è vivere in un paesino di montagna dove si respira l’aria salubre, ti salutano i monti e le caprette ti fanno ciao, altro è vivere nelle vicinanze di impianti industriali che scaricano veleni nell’aria a ciclo continuo), ai condizionamenti inevitabili derivanti dal tipo di lavoro svolto (stare seduto per dieci ore al giorno non è come lavorare nei campi, all’aperto ed in attività fisica per tutta la giornata). Ma stranamente tutti i messaggi salutisti tendono a far credere che tutti, ma proprio tutti, sono in condizioni di ottenere una perfetta forma fisica semplicemente seguendo un’alimentazione sana, facendo qualche corsetta settimanale, frequentando regolarmente una palestra o semplicemente usando comodamente a casa qualche attrezzo magico che garantisce una muscolatura da far invidia a Maciste. Viene il sospetto che più che guadagnarci la salute ci guadagnino palestre e ditte che producono attrezzi e abbigliamento sportivo.

E se proprio sei un caso disperato e non c’è palestra o esercizio ginnico che ti faccia ritrovare la forma perfetta, allora ecco la ricetta miracolosa: la dieta. Uno degli avvisi pubblicitari più diffusi è proprio quello sulle diete miracolose, quasi sempre indirizzati alle donne, che promettono di ridurvi in brevissimo tempo, anche se sembrate delle modelle di Botero, come dei figurini, taglia 40, pronte per sfilare sulla passerella. Ma molto spesso questi annunci sono delle autentiche truffe: non solo non garantiscono ciò che promettono, ma spesso sono anche molto pericolose per la salute. Si ha l’impressione ed il legittimo sospetto che, dietro la mania salutista, più che tutelare la salute della gente, si voglia incrementare il giro d’affari di prodotti dietetici, bibite ipocaloriche, integratori, palestre, attrezzi e abbigliamento sportivo, e chissà cos’altro.

Certo, c’è del vero, l’esercizio fisico e la sobrietà alimentare aiutano a tenersi in forma e mantenere una buona salute. Lo sapevano già i nostri antenati: “Mens sana in corpore sano”, dicevano. E gli spartani ne facevano il loro stile di vita. Era naturale, senza farla tanto lunga e senza bisogno di ambientalisti, ecologisti, nutrizionisti, dietologi, e personal trainer. Ma bisogna ricordarsi che il vero pericolo per l’uomo, la causa prima e fondamentale dell’elevato rischio di mortalità è solo uno: essere vivi. Se sei vivo il rischio di morire, prima o poi, è altissimo: al 100%, garantito.

2 pensieri su “I salutisti; se li conosci li eviti.

  1. Da NonnaMary la cucina esiste ancora e da sempre. Aver lasciato la città anni fa per vivere in un paesino e aver lasciato il lavoro, mi ha fatto apprezzare una vita sana e libera! Mi piace così tanto cucinare che molto spesso faccio anche il pane, cercando farine che siano il meno lavorate possibile. Non uso cibi surgelati e spesso, d’estate, uso fare il biscotto di gelato per il quale le nipotine vanno pazze!

    Non mi reputo una salutista, anzi… quando giro per Roma e vedo questi personaggi che fanno jogging tra smog e veleni, mi fanno tanta pena… ma ormai anche questa moda è diventata un business!

    Ciao carissimo e buona serata.

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    1. Ciao Mary, hai fatto bene a lasciare la città. Stare in un piccolo paese, con la campagna nelle vicinanza e magari un piccolo giardino (con cani, gatti e due galline che ti fanno l’uovo fresco ogni giorno) aiuta a riscoprire il contatto fisico con la terra e la gioia di coltivare qualcosa, raccogliere il frutto di un albero o le erbe aromatiche coltivate da te. Ti fa sentire in pace con l’universo. Cose che in città si dimenticano; ecco perché sono tutti stressati, nevrotici, pazzi e poi si ammazzano per “futili motivi”, come scrive la stampa. Sono certo che tu sai benissimo cosa scegliere e cosa consumare, senza i consigli delle diete del giorno o di moda stagionale. Goditi il tuo giardinetto, tutta salute. Un abbraccio.

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