Renzi si è dimesso

Era ora. Ancora oggi qualcuno aveva dei dubbi sulle responsabilità di Renzi nello sfascio del PD. Timidamente si accenna a problemi di immagine, di carattere, di personalità. E’ risaputo che a sinistra hanno i riflessi lenti, hanno bisogno di tempo per capire, spesso di anni. Ancora avete dei dubbi? Mi è bastato seguirlo per pochi minuti alle sue prime apparizioni, vedere l’espressione, la mimica, il tono di voce, la gestualità, l’atteggiamento nei confronti degli interlocutori, per capire chi era questo bulletto di periferia. E nel PD, dopo anni, c’è ancora chi non vuole capirlo. Facciamo un breve riepilogo.

Il Bomba a palazzo (2014)

Al liceo lo chiamavano il Bomba perché le sparava grosse“.

Lo riferisce Aldo Cazzullo nelle brevi note biografiche su Matteo Renzi. (Quando Renzi al liceo…). Fra aneddoti, curiosità e citazioni, ricostruisce la carriera politica del “rottamatore“. Dai lupetti dei Boy Scout a palazzo Chigi. Una carriera così folgorante che, parafrasando Brecht, la si potrebbe definire come “La resistibile ascesa di Matteo Ui“. Nella sua opera Brecht narrava l’ascesa al potere del gangster Arturo Ui, una parodia di Adolf Hitler, grazie al potentissimo “Trust dei cavolfiori“. Nel nostro caso, visto che il nostro Matteo deve la sua notorietà alla “rottamazione“, si potrebbe dire che Matteo Ui è sostenuto dal “Trust degli sfasciacarrozze“.

Che ami “spararle” è un dato di fatto. Anche di recente, per la serie “Le ultime parole famose”, rispondendo ad una precisa domanda di Lucia Annunziata, a “In mezz’ora“, ha detto chiaramente che sarebbe andato a palazzo Chigi “solo attraverso elezioni e non per inciuci di palazzo“. Infatti! E’ chiaro che il nostro “lupetto” ha perso il pelo, ma non il vizietto…di spararle grosse.  Fra i tanti commenti in rete, riportati oggi dall’ANSA (Renzi premier, tutta l’ironia social), quello di Antonello Piroso conferma quanto detto sulle “sparate” renziane e solleva molti dubbi sull’affidabilità futura di questo leader per caso.

Se aggiungiamo quest’altra dichiarazione sul rispetto della parola data, ci rendiamo conto che l’affidabilità di questo ragazzotto di belle speranze è quasi a zero. Il che lascia molti dubbi sui suoi programmi, sulle promesse e su tutto ciò che ha dichiarato fino ad oggi per ottenere consensi. Ricorda un po’ la promessa di Veltroni a Fazio, quando disse, anni fa,  che avrebbe abbandonato la politica e sarebbe andato in Africa per dedicarsi ad opere umanitarie. Evidentemente la coerenza dev’essere un termine scomparso dal vocabolario in dotazione ai dirigenti del PD.

Del resto basta guardarlo in faccia il nostro ex lupetto boy scout e sentirlo parlare. E’ la perfetta rappresentazione dell’immagine popolare del  classico toscanaccio, con quell’aria da  sbruffone, ciarliero, fanfarone, un po’ gradasso, che le spara grosse. Appunto. Più che a palazzo Chigi sembrerebbe più adatto a partecipare, in compagnia di altri comici toscani come Pieraccioni, Panariello, Ceccherini, ad un cine-panettone di Natale. Sarebbe un grande quartetto comico.

Invece il Bomba finisce a palazzo Chigi a governare l’Italia. Ci arriva dopo una campagna mediatica che nel corso degli ultimi anni, ne ha fatto un personaggio di primo piano del PD. Durante le ultime primarie lo si vedeva praticamente a reti unificate in TV. Ha fatto il giro di tutti i salotti, tutte le poltrone, tutti i programmi televisivi. Sarebbe interessante conoscere i dati sulla presenza di Renzi in TV e compararla con gli altri politici e con gli stessi candidati alle primarie. Ma nessuno farà questo conteggio. In questo caso la Commissione di vigilanza dorme. Si sveglia solo quando in TV compare Berlusconi. Allora contano i secondi di apparizioni sullo schermo. Se però Renzi “occupa” tutti i canali a tutte le ore, è normale. Compagni, zitti e Mosca!

Sabato scorso Napolitano ha tenuto le consultazioni per avviare il nuovo governo. Intanto, riferiscono i media, Renzi era a Firenze impegnato a stilare la lista dei ministri. Significa che Renzi sapeva già, sabato, di essere il nuovo premier designato. Ma allora se Napolitano stava ancora tenendo le consultazioni, come faceva Renzi a sapere di essere il premier in pectore? E se Renzi sapeva già di essere il nuovo premier, a che scopo Napolitano faceva le consultazioni? Misteri del Colle.

Così, dopo Monti e Letta avremo il terzo premier non eletto dal popolo, ma con la benedizione di Re Giorgio che, nel corso del suo mandato presidenziale, ha sempre condizionato pesantemente la politica e, specie dopo le dimissioni di Berlusconi nel 2011, ha di fatto deciso in prima persona la composizione dei governi. Ma siccome a condurre il gioco è Napolitano, tutto è “normale”. Anzi è giusto, fatto nel rispetto della Costituzione (!?) e nell’interesse del Paese. E’ corretto anche il fatto che a decidere la sfiducia al presidente del Consiglio non sia stato il Parlamento, ma la segreteria del partito. E’ corretto che Letta non si presenti in Parlamento per essere sfiduciato. E’ corretto che Napolitano prenda atto di una votazione della direzione nazionale del PD e la ritenga valida per accettare le dimissioni di Letta. Ed è corretto che, alla sola luce di questa votazione interna ad un partito, abbia avviato le consultazioni, sapendo già che assegnerà l’incarico al nostro “Bomba” Renzi. E tutti fanno finta che questa procedura sia corretta. Specie quelli che aspirano ad incarichi di governo o di sotto governo e pregustano già la comodità di una poltrona.

L’Italia è ancora in piena crisi, ma nessuno ha uno straccio di idea su cosa fare. Anche il nostro “Bomba”, nel suo discorso alla direzione nazionale del PD, ha cianciato di tutto, dai sentieri poco battuti nel bosco, al vento in faccia, ma di fatti concreti nemmeno l’ombra: fuffa, solo fuffa della peggior specie. E con quella fuffa ha sfiduciato Letta. Ma non è con le citazioni, le metafore e le immagini poetiche che si crea lavoro, si rilancia l’economia, si riaprono le aziende, si aumentano le pensioni, si diminuiscono le tasse. Le chiacchiere fino ad oggi non hanno risolto nulla: né le chiacchiere di Monti, né quelle di Letta. Ma del resto è la nostra politica che è fondata sulle chiacchiere, quelle dei talk show televisivi, dove da anni si confrontano i diversi schieramenti, scambiandosi accuse reciproche e difendendo con le unghie il proprio orticello, senza risolvere mai un problema.

La politica è una delle nostre vergogne nazionali, come la corruzione, i rifiuti tossici in Campania, la spazzatura di Napoli, la malavita organizzata, l’informazione manipolata, schierata ed al servizio del potere, la giustizia politicizzata, gli scandali e scandaletti quotidiani della pubblica amministrazione, la assillante burocrazia che avvolge tutto come una ragnatela immobilizzando la società produttiva, la tassazione insopportabile che porta le aziende a chiudere e gli imprenditori a suicidarsi; e l’elenco potrebbe continuare. E noi che facciamo? Mandiamo al governo un ragazzotto di belle speranze che al liceo chiamavano “Il Bomba” perché le sparava grosse, che non ha mai messo piede in Parlamento, che è all’oscuro dei regolamenti, della prassi, della complessità della guida di un governo. L’unica cosa in cui è bravo è la rincorsa al potere, raccontare balle e rimangiarsi nel giro di 24 ore ciò che aveva appena affermato.

E’ questo il nuovo che avanza? E’ con questi personaggi che pensiamo di salvare l’Italia, di rilanciare l’economia, di aiutare i milioni di italiani che vivono in povertà? Con quale serietà stiamo affidando l’Italia ad un “rottamatore” sponsorizzato e sostenuto dal “Trust degli sfasciacarrozze“? Con quale incoscienza assistiamo alla “Resistibile ascesa di Matteo Ui“? Fino a quando sopporteremo l’inaccettabile interferenza politica di un Presidente della Repubblica che, di fatto, travalicando spesso e volentieri le sue prerogative costituzionali, ha trasformato l’Italia in una Repubblica presidenziale? Cosa deve ancora succedere perché la gente apra gli occhi, scopra che il Re è nudo e ponga fine ad un sistema politico corrotto fino all’osso? Quanto dobbiamo ancora aspettare per scoprire l’inganno tragico di una democrazia che è tale solo sulla carta? Se mandiamo al governo un “Bomba” siamo proprio a fine corsa. E speriamo che quando esplode non faccia troppi danni.

Il Bomba e Cetto Laqualunque

Renzi è Renzi e voi no (2016)

Sarà quella fastidiosissima Esse sibilante; saranno quegli incisivi sporgenti da castoro; sarà quell’andatura  da pistolero smargiasso al saloon di Kansas city;  sarà quell’aria da bulletto di periferia, da boss del quartiere, da “Er più de borgo”; sarà quella smisurata  presunzione da patologia clinica che supera abbondantemente i limiti di legge, le norme UE  e la sopportazione umana; sarà l’arroganza innata che usa con chiunque non sia d’accordo con lui; sarà la mancanza di  riguardo e considerazione, non solo nei confronti degli avversari,  ma perfino nei confronti dei compagni di partito che non siano del “cerchio magico“; sarà l’incapacità congenita di ascoltare suggerimenti e l’insofferenza per qualunque forma di critica o dissenso; sarà il rifiuto di accettare qualunque opinione non sia perfettamente allineata al suo pensiero unico; sarà quell’autoritarismo intransigente (nemmeno Adolfo e Benito giunsero a quei livelli) che chiude a qualunque forma di dialogo; sarà la sua naturale idiosincrasia e incompatibilità nei confronti della democrazia che, per il segretario di un Partito democratico, è il massimo dell’incoerenza.

Sarà quella miscela irritante di superbia, boria, strafottenza, spocchia, supponenza, alterigia, insolenza, sfrontatezza, protervia (si possono aggiungere sinonimi a piacere, tanto gli si addicono tutti); sarà quell’aria di sufficienza e altezzosità congenita da “Io so’ io e voi non siete un cazzo”; sarà quell’essere sempre impettito e guardare il mondo intero dall’alto in basso; sarà il modo di muoversi, di camminare dondolando le spalle, da “Spaccone” (al suo confronto Eddie Felson era modello di umiltà e modestia); saranno le fanfaronate alla Miles gloriosus  che dispensa quotidianamente a reti unificate; sarà ciò che quelli che parlano forbito chiamano “allure” o “fisiognomica” o “prossemica” (ma quelli che parlano terra terra lo chiamano semplicemente “cafone“); sarà la ingiustificabile maleducazione di presentarsi in camicia con le maniche arrotolate e con le mani in tasca negli incontri ufficiali con Obama e gli altri capi di Stato (da vero ”cafone” Doc); sarà il suo eloquio a base di slogan, metafore, citazioni goliardiche da cultura di massa e battutine da bar sport; saranno le sue conferenze stampa da capo del governo in perfetto stile imbonitore da fiera paesana,  a base di slides e “Venghino, siori, venghino”; sarà quell’atteggiamento indisponente da ragazzino impertinente, petulante e maleducato; sarà che è davvero convinto di essere l’unico, il migliore, “Matteo, The One“.  Sarà quel che sarà, ma questo ciarlatano toscano mi sta tremendamente sulle palle. Oh, l’ho detto, mi sono sfogato. Un blog serve anche a questo. Quando ce vò, ce vò.

Bruto, pardon…Renzi è  un uomo d’onore (2015)

Romani, amici, concittadini, ascoltatemi. Sono qui per dare sepoltura alla democrazia, non per farne le lodi. V’ha detto il nobile Matteo, e gli altri insieme a lui, che il voto di fiducia è la forma più alta di democrazia. Così Matteo, che è un uomo d’onore, chiede il voto di fiducia alla Camera sulla legge elettorale e la maggioranza approva. Perché, dice Matteo, questa è la democrazia. Eppure Matteo, che è un uomo d’onore, solo un anno fa,  diceva che “Le regole si scrivono tutti insieme“. Diceva Matteo  che “Farle a colpi di maggioranza è uno stile che abbiamo sempre contestato“. Lo diceva Matteo Renzi, e gli altri insieme a lui. E Matteo è un uomo d’onore.

Se questo è un uomo…

Vedi

Renzi, il premier con le mani in tasca. (2015)

7 pensieri riguardo “Renzi si è dimesso”

  1. Ciao Giano, purtroppo in questo periodo sono stata non molto bene. Tu come stai Giano, in quanto a Renzi sembra abbia mollato speriamo sia vero. Al momento è ancora al suo posto poi si vedrà. Tempi duri per il PD e non dico altro. Anzi ricordo che uno dei primi post nel mio blog fu proprio su di lui. Vorrei inviartelo, ma non so se posso. Giano attendo un tuo saluto e da tanto che non ti sento e pertanto sento per te un po’ di nostalgia. Ti mando un caro saluto e un forte abbraccio, a presto.

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  2. Scusa Giano ho fatto un grave errore, ti rimando il post, a presto caro Giano,ciao purtroppo in questo periodo sono stata non molto bene. Tu come stai, Giano? in quanto a Renzi sembra abbia mollato, speriamo sia vero. Al momento è ancora al suo posto poi si vedrà. Tempi duri per il PD e non dico altro anzi, ricordo che uno dei primi post nel mio blog fu proprio su di lui. Vorrei inviartelo, ma non so se posso. Giano attendo un tuo saluto è da tanto tempo che non ti sento, pertanto sento per te un po’ di nostalgia. Ti mando un caro saluto, un forte abbraccio, a presto.

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    1. Non ho capito quale sia il grave errore, ma comunque va bene. Come ho già detto è un periodo di problemi con la linea. Quindi la mia presenza in rete è molto aleatoria. Buona serata 🙂

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  3. Non pensate di esservi liberati del ridanciano supersite.Il guitto non si eclissa.«Après moi le déluge!».Par di sentirlo il"bomba".
    Le recenti consultazioni elettorali altro non sono state che un vergognoso diallelo.Una sesquipedale presa in giro.Hanno partorito,i negletti nostri governanti,l’ircocervo elettorale.Mutatis mutandis.Per l’appunto.

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    1. Ciao Giuseppe, questo non molla, ha preso gusto alla poltrona ed al potere. Ed è disposto a tutto, pur di mantenerlo. Ed è talmente presuntuoso e pieno di sé che non riesce a capire che anche gli stessi compagni di partito ormai non lo sopportano più.

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  4. Mancano le parole perché possa chiederti il motivo per cui mi hai eliminato in questo modo dal tuo blog, però è importante fare ciò che conta per noi. Quindi non ti do nessuna colpa, ognuno è padrone di se stesso. Però vorrei capire cosa ti ha offeso del mio ultimo commento. Quale frase? “Avere un pezzetto di te” (voglio dire un pezzo del tuo cuore) forse ti ha offeso questa frase. Magari questa. “Per me sarà un unico, indimenticabile libro di vita trascorsa a leggere e scrivere, sognare un amore impossibile senza volto, senza speranza.” Non era rivolta sicuramente alla tua persona. Questa frase si trova all’interno del mio blog in una mia poesia. Forse ti ha offeso la mia passione per i giornalisti, compreso te e Montanelli, su questo non ci vedo nulla di male perché anche tu sei stato un giornalista, non negare. Io non sono innamorata di nessuno, ho già un amore: quello dei miei splendidi figli, questo basta per me. Se apri un blog, vorrei vederlo, se desideri contattarmi sono sempre qui: il mio blog, la mia mail, le.fisina@gmail.com il mio telefono, che tu già hai. Ora ti lascio, mi affido alla buona sorte. Come spesso ti auguro, tantissima salute, allegria, serenità. Un grande abbraccio. Buone cose. P.S. Per quanto riguarda i commenti sul mio blog, ho cambiato una funzione, ora va bene. La poesia. Mi sono innamorato di un amore, senza volto, senza speranza. Sono innamorato di una nuvola nera passeggera, che passa e non ritorna. Sono innamorato del tempo che non so se domani sarà onesto con me. Mi sono innamorato di una vita che non conosco, ma voglio accarezzare. Mi sono innamorato di una donna, dolce e bella ma non riesco a vedere o toccare. Amo la sua mente, i suoi pensieri, le sue idee, il suo modo di soffrire e gioire. Sono innamorato, questo basta per me.

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    1. Ciao Dina, non capisco perché dici che ti ho eliminato dal blog. Cosa te lo fa pensare? Non ho eliminato niente. Non c’è nessuna frase che mi ha offeso. Proprio non capisco. Continuo ad avere problemi sia con la connessione, ferma da due giorni, sia col PC. In più aggiungi le visite di controllo, la chiusura di Tiscali per cui dovrò trovare il modo di salvare qualcosa del blog. La settimana prossima dovrò portare il PC dal tecnico e vedere cosa si può fare. Scusa, ma è un periodo non troppo tranquillo. Buona serata.

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