Facce da festival

Riecco Sanremo, puntuale come le tasse. Sulla Home del Corriere vedo un pezzo sul festival: “Lo Stato sociale ed  The Kolors sono i preferiti”. E mi sembra di riconoscere uno degli inviati speciali. Non mi sbagliavo. E’ lo stesso al quale, 4 anni fa, dedicai un post “Le facce“. Ha solo 4 anni di più ed ha tolto il cappello. Ma questa faccia ha un’espressione così vivace ed arguta che merita di essere riproposta.

  

Ecco cosa scrissi: “Questo signore (mi dispiace, ma non ricordo il nome) era l’inviato speciale del Corriere della sera al festival di Sanremo. Ho salvato la foto perché pensavo, vista l’espressione particolarmente sveglia ed intelligente,  di dedicargli un post. In quei giorni era sempre in prima pagina sul Corriere.it, dove scriveva i suoi pezzi sugli eventi festivalieri. Poi passa il tempo, me ne dimentico ed il post non l’ho mai scritto. Ma la foto è sempre lì in archivio. Ed ecco che, visto che mi è passata sotto gli occhi, questa è l’occasione buona per mostrarla (mi sa che la fisiognomica in certi casi ci “azzecca“, come direbbe Di Pietro). Anche in questo caso non potevano trovare un inviato migliore per parlare di canzoni, musica e suoni. Uno dall’aria così “suonata” è difficile da trovare.”.

Non ho visto il festival, non lo vedo da molti anni; anzi, forse è più esatto dire da decenni. Ma oggi leggendo le prime notizie sembrerebbe che sia partito col botto, come sempre (ma i media hanno tutto l’interesse a spararle grosse per ingigantire gli eventi e le notizie): “Fiorello scalda il pubblico“, titola il Giornale. Fiorello scalda il pubblico? Forse non funzionava il riscaldamento centralizzato. Non l’ho mai capito (e non solo lui). Ci sono dei personaggi nel mondo dello spettacolo dei quali è difficile spiegare l’esistenza. Appaiono all’improvviso senza una ragione precisa, cominciano a fare comparsate e passerelle in TV (grazie ai loro agenti) e, da un giorno all’altro, diventano grandi showman o showgirl (Belen Rodriguez è l’esempio più eclatante); e nessuno sa spiegarsi il perché. Sono i “succedanei” dello spettacolo. Ha cominciato come animatore nei villaggi turistici, dove si fa spettacolo con battute da bar sport, giochini insulsi per casalinghe disperate, karaoke ed immancabile elezione di Miss villaggio;  e lì doveva restare. Il suo repertorio  ed il livello dell’umorismo e delle sue battute resta sempre quello ((buono per feste e comitive da Cral aziendale alla Fantozzi, per i quali il massimo della goduria sono i tortellini alla panna, il karaoke ed il trenino a Capodanno), a livello di villaggio turistico; e nemmeno dei migliori. Ma c’è gente che gradisce. A quanto pare il clou della serata è questo: “La vecchia che balla”, il massimo. Contenti voi! Auguri.

Ma quando non c’è di meglio bisogna accontentarsi di quello che passa il convento. Se non c’è il caviale, anche le uova di lompo vanno bene; sembra uguale. ”Beati monoculi in terra caecorum”, dicevano i latini. Ovvero, come si dice oggi, “Nel paese dei ciechi l’orbo è re.”. Chi vuole intendere in tenda; gli altri in sacco a pelo.

Ma tanto per mantenere fede alla tradizione, anche quest’anno ecco il solito disturbatore, quello che sale sul palco perché deve denunciare qualcosa, deve protestare per un’ingiustizia, vuole parlare con qualcuno o deve lanciare un messaggio al mondo: “Chi è l’intruso di Sanremo“. Fa quasi parte della storia del festival e serve a creare quel tanto di suspense e di curiosità per far crescere gli ascolti. La cosa curiosa è che tutti fanno finta di essere sorpresi. “Il blitz sul palco dell’Ariston ha stupito e non poco i telespettatori.“, scrive il Giornale. Stupiti?

Volete dire che in tempi di controlli severissimi in tutti i luoghi pubblici, per prevenire attacchi e attentati terroristici, (nei concorsi per magistrati si fanno togliere anche le mutandine; non si sa mai che abbiano degli appunti nascosti), qualcuno riesce ad entrare in teatro incontrollato, “posizionandosi vicino a Tomaso Trussardi ed Aurora Ramazzotti”? Con quale biglietto, visto che i posti sono rigorosamente numerati e gli spettatori vengono accompagnati al loro posto dal personale di sala e non credo che avesse il biglietto per la poltrona a fianco a Trussardi. Nessuno glielo ha chiesto? Vuol dire che uno entra e si siede dove vuole? E riesce pure a salire sul palco (dove salgono solo gli artisti che, dopo giorni e giorni di prove tutti conoscono benissimo), vestito con un giubbotto stile caccia&pesca, sotto il quale poteva nascondere qualunque arma e fare una strage, ancora senza che nessuno notasse lo sconosciuto “intruso“, il suo strano abbigliamento inadatto al contesto, e nessuno lo abbia fermato? E voi ci credete? Io no.

Vedi:

Sanremo e i riti collettivi.

Sanremo bazar; c’è di tutto, anche musica.

Sanremo: “E io pago”, direbbe Totò (2004)

Sanremo, la fatina bionda e…du’ palle! (2005)

Sanremo, Bonolis e la crisi (2009)

Canzoni e gay (2013)

Sanremo porta sfiga (2013)

– Televisione, snob e Flaiano (2015)

 

2 pensieri su “Facce da festival

  1. Lentiacontatto

    Ciao Giano, anche quest’anno io ci sono, ancora viva, e tutto va bene (si fa per dire.) Vero, il festival di San Remo mi porta bene. Il tempo passa, i governi anche, seppur lentamente (vedi Andreotti e tutti quelli di sinistra.) Il festival di San Remo NO, è come la festa di Sant’Efisio, per noi sardi. Tutti gli anni il primo maggio arriva puntualmente. C’è la speranza che tra qualche anno si fermi?
    Siamo arrivati alla 361^ edizione. Credo che anche il festival durerà così tanto. Scherzo, ovvio. Penso che tra non molto qualche edizione la faranno anche sulla luna. Però visto i tempi moderni che stiamo vivendo, e visto che lo faranno durare ancora per molto tempo, è possibile che questo accada. Se la Littizzetto si è presentata dentro un cocchio, trascinato da quattro cavalli bianchi di pura razza equina (come lei), non vedo la differenza: tutti prenderanno la navetta spaziale per raggiungere il posto di lavoro, ovvero la luna. Per finire ho fatto un rapido calcolo, ho visto che non lo guardo dal 1998, l’edizione presentata da Raimondo Vianello, e io pago. Un forte abbraccio, a presto.

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    1. Giano

      Ormai da decenni Il festival (e la musica pop in genere) è roba da psicolabili. E se lo dico io, che avevo una passione speciale per la musica ed oggi non la sopporto, ci sono due spiegazioni; o è cambiata la musica, o sono cambiato io. E’ come per la Chiesa ed i cristiani confusi che non si riconoscono in un Papa progressista e marxista; o sono cambiati i cattolici o è cambiato il Papa. Certo è che questo mondo è cambiato; in peggio. Coraggio…

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