Morire cantando

La musica nuoce gravemente alla salute? Sembrerebbe di sì, visto quanti cantanti muoiono giovani. Ma sarebbe un errore. Anzi è risaputo che la musica ha un effetto psicofisico positivo e perfino terapeutico. Anche le mucche, se ascoltano musica, producono più latte (sembra che abbiano una particolare predilezione per Mozart). Qualcuno ha provato a diffondere musica perfino nei vigneti e pare con ottimi risultati sulla produzione (“I vigneti che ascoltano Mozart”). La musica ormai viene riconosciuta ed usata come terapia complementare per diverse patologie. E allora perché tanti musicisti muoiono giovani? E non solo oggi e non solo cantanti pop. Anche gloriosi musicisti del passato se ne sono andati giovanissimi. Pensiamo a Mozart, morto nel 1756 a 35 anni, a Chopin, morto nel 1849 a 39 anni, a Felix Mendelssohn, morto nel 1847 a 38 anni. Basta e avanza per far sorgere il dubbio che la musica, almeno un po’ porti sfiga e danneggi la salute.  Ma anche questa è una sensazione sbagliata.

Mi viene in mente questo curioso dubbio ogni volta che qualche artista famoso scompare in giovane età.  Allora tornano alla mente nomi e volti di cantanti morti giovanissimi per cause diverse; lo stress di una vita sempre vissuta ai limiti, l’uso eccessivo di farmaci, alcol e droghe, o micidiali mix di queste sostanze,  incidenti stradali, suicidi o malattie “incurabili” (come si usa chiamarle oggi). L’elenco sarebbe lungo. Vediamo di ricordarne qualcuno, citando l’età,  la data di morte e inserendo il link a video di pezzi celebri degli artisti scomparsi. Può essere l’occasione per chi li ha dimenticati di riascoltarli. Sono volti e voci che hanno accompagnato la nostra gioventù. Forse per questo tendiamo ad immaginarli sempre come erano da giovani, come se non dovessero mai invecchiare e, ancora meno, morire. E’ un trucco mentale che usiamo per ingannare noi stessi. In tal modo, anche noi continuiamo a sentirci più giovani nello spirito e nella mente. Quello che vediamo invecchiare giorno dopo giorno, anno dopo anno, è solo il nostro volto riflesso nello specchio; la nostra personale versione del “Ritratto di Dorian Gray“.

Forse il caso che fece più scalpore fu la morte di Elvis Presley, il re del rock and roll, morto nel 1977 a 42 anni (Da “Jailhouse rock” a “My way“) . Così incredibile che i fan non ci credevano, non volevano accettare la notizia e ancora oggi qualcuno sostiene che “Elvis non è morto“. Anzi, alcuni amanti del complottismo dicono di  averlo visto, vivo e vegeto e con una lunga barba bianca, festeggiare i suoi 82 anni a Graceland. Allora, con i miei risparmi e molto impegno, avevo creato la mia bella “Radio S” (era l’epoca d’oro in cui nascevano le radio libere) e stavo giusto conducendo un programma quando Radio Montecarlo diede la notizia (fu la prima a darla) della morte di Elvis. Così rilanciai la notizia e cominciai una lunga diretta facendo ricorso a ricordi personali, note biografiche e la quasi completa discografia che avevo a disposizione. Un po’ come le “Maratone” di Mentana ogni volta che ne ha l’occasione ed il pretesto.

Ma l’elenco dei cantanti pop morti giovani è lungo. Solo per restare in USA, basta fare i nomi di Jimi Hendrix (morto nel 1970, a 27 anni) e di Janis Joplin che lo seguì poco dopo, ottobre 1970, anche lei a 27 anni. E ancora Nat King Cole, artista di grande successo negli anni ’50/’60, passato da pianista  jazz degli esordi a cantante con un repertorio confidenziale grazie ad una voce calda e vellutata, morto nel 1965 a 46 anni (Las mananitasNoche de ronda Adelita)Tony Williams, voce solista dei Platters (Only YouSmoke Gets In Your EyesThe Great PretenderMy prayer), gruppo che ebbe uno straordinario successo mondiale negli anni ’50, morto nel 1992 a  64 anni, John Denver, idolo della musica country (1997, 54 anni), Nicolette Larson, morta anche lei nel 1997 a 45 anni. A lei ho dedicato 9 anni fa uno dei miei video su YouTube con una delle sue canzoni più belle, un brano country dal suo primo album “Nicolette“: “Come early morning‘”. E come dimenticare altre glorie del pop come Freddie Mercury, voce e leader dei mitici Queen (1991, 45 anni), Michael Jackson (2009, 51 anni), John Belushi, indimenticato interprete di “Blues Brothers“, morto nel 1982 a soli 33 anni (Due  perle:  “Think” con Aretha Franklin e “Can you see the light” di James Brown), Jim Morrison dei Doors, morto nel 1971 a 28 anni, Bob Marley, il mito giamaicano della musica reggae, morto nel 1981 a 36 anni, Frank Zappa, uno dei più grandi chitarristi della storia del rock, morto nel 1993 a 53 anni, ed il re della country music, Jonny Cash, morto nel 2003 a 71 anni,  Woody Guthrie, morto nel 1967 a 55 anni, il più popolare cantante folk al quale si sono ispirati tutti i successivi folk singer (compreso Bob Dylan ad inizio carriera), o John Lennon morto nel 1980 a 40 anni ad opera di un pazzo che gli ha sparato. Una menzione speciale merita la grande Judy Garland, cantante e attrice di grande talento, madre di Liza Minelli, interprete di un film cult “Il mago di Oz“, in cui canta “Over the Rainbow“. A causa della dipendenza da farmaci, che ne minarono gravemente la salute, morì nel 1969 a 47 anni. Chiudo con uno dei più grandi, dalla voce ruvida, graffiante, potente ed inconfondibile, Joe Cocker, morto nel 2014 a 70 anni. La sua esibizione a Woodstock nel 1969 resta uno degli eventi storici ed indimenticabili della storia del rock: (With A Little Help from My FriendsCry me a river).

Ma per restare in casa nostra, sono tanti i nomi di chi ci ha lasciati per varie cause; dall’incidente stradale, come Fred Buscaglione morto nel lontano 1960 a 39 anni, e Rino Gaetano morto nel 1981 a 30 anni, a malattie varie. Anche a Gaetano dedicai un video con la sua celebre “Nuntereggae più“. O che si sono tolti la vita, come Luigi Tenco a Sanremo nel 1968 a 29 anni, o Gabriella Ferri nel 2004 a 62 anni. Altri sono morti per malattia, giovani o non proprio giovanissimi, come Franco Califano (2013, 75 anni), Sergio Endrigo (2005, 72 anni), Enzo Iannacci (2013, 78 anni), Umberto Bindi (2002, 70 anni), Little Tony (2013, 72 anni), Remo Germani (2010, 72 anni), Lucio Dalla (2012, 69 anni). Vediamo di ricordarne qualcuno: Claudio Villa (1987, 61 anni), Carlo Buti, morto nel 1963 a 61 anni, una delle più  belle  voci ed  interprete di grandi successi e  delle più celebri canzoni della storia della musica leggera italiana (Il primo amoreMammaSignora fortunaFirenze sognaReginella campagnolaChitarra romanaViolino tzigano),  Domenico Modugno (1994, 66 anni), Mino Reitano (2009, 65 anni), (2010, Giorgio Gaber (2003, 64 anni), Mia Martini ( 1995, 48 anni), Fabrizio De Andrè (1999, 59 anni), Lucio Battisti (1998, 55 anni), Giuni Russo (2004, 53 anni), Toni Del Monaco (1993, 58 anni), Herbert Pagani (1988, 44 anni), Bruno Lauzi (2006, 69 anni), Augusto Daolio, voce e leader dei Nomadi (1992, 45 anni), Stefano Rosso (2008, 60 anni), Pierangelo Bertoli (2002, 60 anni), Pino Daniele (2015, 60 anni). Ho certo dimenticato qualcuno; ma anche così questo breve elenco, tenuto conto che i cantanti di successo non sono poi tantissimi (se provate ad elencare i nomi, forse non riuscite a metterne insieme un centinaio),  è un’ecatombe, una strage.

 E chiudo questo strano post musical-necrologico citando 4 artisti sardi morti tutti per malattia.  Maria Carta, una delle voci più belle e famose della Sardegna, morta nel 1994 a 60 anni. Anche a lei ho dedicato due video su YouTube con due tradizionali canzoni sarde “Trallalera” e “Muttos de amore” e lo sfondo di splendide immagini della Sardegna. Andrea Parodi, inconfondibile voce dei Tazenda, morto nel 2006 a 51 anni. In questo video Maria e Andrea cantano insieme una delle più belle canzoni sarde “No potho reposare“. Marisa Sannia, che ebbe un buon successo anche a livello nazionale (nel 1968 si classificò seconda a Sanremo con “Casa bianca” di Don Backy), morta nel 2008 a 61 anni. In questo video una canzone “It’è sa poesia“, dal suo ultimo album “Sa oghe de su entu e de su mare” (La voce del vento e del mare), musicata dalla stessa Sannia su testo del poeta sardo Antioco Casula “Montanaru“. Ma c’è anche un’altra artista che merita di essere citata, anche se non è una cantante pop. Si tratta di Giusy Devinu (Aria “Regina della notte” dal Flauto magico), soprano dalla splendida voce, che si è esibita nei più prestigiosi teatri mondiali, riscuotendo ovunque successo di pubblico e critica. Purtroppo anche lei ci ha lasciati nel 2007 a 47 anni a causa della solita maledetta malattia incurabile. 

Ricordando Giusy Devinu non possiamo fare a meno di ricordare che anche nel mondo della lirica non sono mancati, purtroppo, artisti che sono morti in età relativamente giovane. A cominciare dal grande Enrico Caruso, morto nel 1921 a 48 anni, Beniamino Gigli morto nel 1957 a 67 anni e  due voci stupende e tra le più amate ed acclamate dell’opera lirica: Mario del Monaco, morto nel 1982 a 67 anni, e Maria Callas, morta a Parigi nel 1977 a 54 anni. Di Del Monaco basterebbe questa registrazione per dimostrare la sua incredibile potenza vocale, pulita, squillante, affilata  e tagliente come una spada di Toledo (“Di quella pira“, dal Trovatore) e scene da una versione cinematografica di Cavalleria rusticana, Di lui ho un particolare ricordo, visto che ho avuto il piacere di vederlo e sentirlo in Otello al teatro Massimo di Cagliari tanto tempo fa che non ricordo più nemmeno in quale anno. Ma il ricordo resta impresso nella memoria. Alla Callas, invece, dedico questo video realizzato durante uno dei suoi ultimi recital, nel quale interpreta uno delle arie più celebri ed amate, “Casta Diva” dalla Norma di Bellini. Quando si cresce avendo nelle orecchie, nella testa e nel cuore, questi interpreti e queste voci, è inevitabile fare il paragone con le voci di oggi che diventano, salvo rare eccezioni, inascoltabili. Come si fa a prendere in seria considerazione “Il Volo”, o altri cantantucoli di terza categoria che si spacciano per tenori e di cui tacciamo i nomi per carità cristiana.  Quando non si ha caviale, anche le uova di lompo vanno bene. C’è chi si accontenta; e non nota neppure la differenza.

 

8 pensieri riguardo “Morire cantando”

  1. Ciao, la musica quando è bella non nuoce sicuramente alla salute. In questo tuo raro post, non mancano tutti i big della musica pop, rock country, lirica. Bravo Giano, grazie del regalo e della pazienza, hai voluto selezionare per noi moltissimi e bellissimi brani. Tanti di questi sfortunati artisti non meritano l’oblio, in quanto hanno diritto d’essere ricordati sempre, anche dalle future generazioni. Cosa dire, sono molto emozionata, mi mancano le parole. Molti di questi artisti, sono stati la colonna sonora della mia vita. Elvis Presley che ancora ascolto. Freddie Mercury la mia passione, ho una bella raccolta dei suoi CD e DVD, libri delle sue varie biografie, ovviamente è il mio cantante preferito. Ricorderai sicuramente, tu che ami la musica lirica, una sua esibizione in teatro con la bravissima cantante Spagnola Montserrat Caballè, anche Freddie certamente ha cantato con la sua voce potente, spettacolare, sublime. A seguire, Lucio Battisti, ho una montagna di cassette sue, Gabriella Ferri un mito. Da ricordare tutti gli artisti sardi, campioni di bravura bellezza e umanità, è veramente un peccato che non siano più tra di noi. Non amo particolarmente l’opera lirica, ma i due artisti che hai menzionato, Mario Del Monaco e Maria Callas, riconosco la bravura, le spettacolari interpretazioni in tutto il mondo. Ora se mi permetti parlo un po dell’autore di questo grande post. Sei stato un conduttore e ideatore di programmi radiofonici, che bello, che onore parlare con un presentatore della radio. In passato era la mia passione, non mi sarei mai addormentata senza la mia radio accesa poggiata sul comodino. Vedo che la tua radio libera si chiamava Radio S. A me quella S, ricorda un nome bellissimo: Sandro. Ciao Sandro ho osato troppo? Spero di no. Per me resti il mio caro e dolce Giano. Ora ti lascio perché è già notte fonda, vado a riposare. Vorrei sapere come stai. Io sto bene(si fa per dire) Un saluto e un forte abbraccio.

    A presto.

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    1. Ciao Dina, ho voluto rendere omaggio a chi ha accompagnato la nostra gioventù e ci ha lasciati. Mi è costato un po’ di fatica cercare di ricordare gli artisti scomparsi, trovare un loro brano famoso e scegliere su YouTube la versione migliore sia come video che some audio. Della stessa canzone ci sono molte versioni, ma non tutte passabili. Con un po’ di tempo e pazienza ce l’ho fatta. Il guaio è che da ieri, tanto per non farmi mancare problemi, l’audio non funziona più; quindi non posso nemmeno ascoltarle. E non capisco cosa sia successo. In quanto a Radio S, hai indovinato, si riferisce proprio al nome (osiamo, osiamo, una volta tanto).

      La musica era la mia passione, già allora suonavo la chitarra e cantavo. Così, quando a metà anni ’70 è stato possibile aprire una radio non potevo resistere alla tentazione di farmi una radio mia. Facevo diversi programmi, uno su Bob Dylan con i testi delle sue canzoni, la biografia di Antony Scaduto, e tutta la discografia (avevo la raccolta completa dei suoi album fino ai primi anni ’80), un programma sugli UFO (già, anche questo, allora non se ne parlava e chi lo faceva passava per matto), ed un programma speciale con tutte le novità discografiche (acquistavo i dischi in anteprima, con lo sconto, presso uno studio di registrazione dalle parti di piazza Gramsci; erano pacchi che arrivavano direttamente dalle case discografiche con raccolte di una decina di 45 giri che uscivano periodicamente con le ultime novità (erano poche le radio che lo facevano). Ed infine facevo anche il programma notturno che iniziava intorno alle 23 ed andavo avanti finché ero sveglio, all’una, le due. Poi a nanna e alle 7.30 al lavoro in ufficio fino alle 14.

      Pesante, ma lo facevo volentieri, anche perché quella radio era diventata un punto di incontro ed aggregazione per i ragazzi che la frequentavano e vi si intrattenevano mattina e sera. C’era una grande stanza dove potevano stare a chiacchierare e ballare specie la domenica sera. Ed evitavano di essere sbandati e cominciare ad usare droghe e spinelli; era il tempo in cui stava diventando una moda, purtroppo, ma forse proprio grazie alla radio, nessuno di quei ragazzi ne faceva uso. La droga era la musica. Ed alcuni collaboravano presentando dei programmi (si cominciava presto, intorno alle 8 del mattino), dal classico programma dediche che andava in onda al primo pomeriggio ed era condotto da un amico, Pietro, che pochi anni fa è morto per un cancro ai polmoni (già), uno dei punti di forza di tutte le radio, a programmi vari, notizie, interviste e argomenti vari.

      E come se non bastasse bisognava anche andare in giro nei paesi vicini a cercare di recuperare qualche pubblicità, almeno per pagare le spese e l’affitto. Ed eravamo anche molto seguiti; il segnale si poteva ricevere in quasi tutto il Campidano, fino a Cagliari. Ed era anche di ottimo livello, visto che il trasmettitore era stato costruito artigianalmente completamente a mano da un ragazzo di Cagliari e funzionava a valvole, che garantiva un suono corposo, pieno, specie nei toni bassi; contrariamente a quelli a transistor. Niente di strano che anche tu, visto che era la tua passione, qualche volta sia capitata su Radio S. Mi piace pensarlo. Bei tempi. Grazie per avermi dato lo spunto per parlare di un periodo particolarmente pieno, intenso e positivo della mia vita (cosa che, come sai, faccio raramente). Buona serata.

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  2. Carissimo Giano, chiedo scusa se non ho scritto prima
    come di mia abitudine.
    In questi giorni ho dedicato più tempo al mio amato Blog.
    Ancora chiedo scusa per il ritardo nel rispondere a questa
    tua bellissima pagina.
    La risposta, riguardo la tua radio mi ha lasciato
    stupefatta un sogno.
    Giano Potresti pubblicare una canzone eseguita da te.
    Sarebbe un regalo meraviglioso. ho visto i tuoi ultimi post
    sopratutto quello dedicato a Bergoglio.
    Vero quello che scrivi. Attendo con ansia una tua risposta
    e intanto ti abbraccio forte forte, a presto.
    P.S. In quel periodo ascoltavo moltissimo la radio, ho
    ascoltato una tua canzone? Magari.

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    1. Ciao Dina, di quel periodo mi resta pochissimo, qualche registrazione, uno stacchetto cantato da me accompagnandomi alla chitarra e la registrazione fatta da un ascoltatore (che poi gentilmente mi ha regalato) di una lunga diretta esterna con una festa dove si esibiva Giampaolo Loddo col quale poi abbiamo fatto una lunga chiacchierata (sempre in collegamento esterno e trasmessa in diretta alla radio; allora eravamo in pochissimi a poter fare questi collegamenti esterni). Era un momento di successo per lui grazie a canzoncine ironiche tipo “La bombola” (la ricordi?), giocate sull’italiano “porcellino”, come si usava dire una volta. Ho venduto tutto, dischi, cassette, attrezzatura. E le poche registrazioni mie di canzoni sono in vecchie cassette che non ascolto più da molti anni perché anche l’ultimo apparecchio col quale potevo sentirle è guasto da almeno una decina d’anni. Se ascoltavi spesso la radio è molto probabile che abbia ascoltato anche Radio S ed anche me; e magari proprio lo stacchetto che veniva diffuso spesso nel corso della giornata. Tutto quello che posso fare è cercare di inserire nel post una mia vecchia foto molto sbiadita (sono passati quasi 40 anni) seduto davanti all’ingresso della radio. Bei tempi! Ci provo. Grazie, buona serata…

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  3. Ciao Giano, no scusa ciao Sandro, perdonami ho sbagliato, ciao radio S- insomma ciao giovanotto. Quanto sei bello, spiccicato mio figlio Mirko e mio nipote Rino. Giuro, sia io che mia sorella non abbiamo fatto figli con te, scherzo ovvio. Sei un bel “cappelloncino”tutto elegante e alla moda, COMPLIMENTI. Grazie Giano, sei un angelo, mi hai fatto veramente felice. Tu non riesci a immaginare quanto sono contenta di conoscerti. Anche se naturalmente sarai un po’ cambiato. Vorrei sapere, se porti ancora i capelli così lunghi e se hai la barba. Senti Giano, dal momento che non possiedi praticamente nulla riferito al tuo passato da musicista, prendi un microfono, va bene anche il cellulare, una chitarra e canta una canzone. Così conosco la tua voce, che sicuramente è bellissima. Poco fa ho inviato il mio commento al tuo post “Facce da festival”, spero sia da te gradito. Ti mando un caro saluto, e un forte abbraccio, a presto.

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    1. Ciao Dina, grazie per i complimenti; mi hai fatto sorridere. Altri tempi, altri capelli, altra musica. La chitarra è chiusa nella custodia da almeno 15 anni. La voce se ne è andata anche prima: Da ragazzo passavo le notti (anche d’inverno, umide e fredde) in giro con gli amici a cantare per fare serenate alle amiche, fumando e bevendo un po’ di alcol per riscaldarci (la maniera più facile per perdere la voce). E di quel capellone è rimasto poco o niente; solo il ricordo. Grazie per la stima; un abbraccio…

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