Oche buoniste

L’immigrazione è un business, l’accoglienza una truffa. L’hanno capito tutti, ma siccome in molti ci campano non bisogna dirlo, si toccano troppi interessi. Hanno scoperto perfino che certe Ong vanno oltre i loro compiti e, in pratica, sarebbero d’accordo con gli scafisti. Oltre all’inchiesta del procuratore Zuccaro di Catania (quella che ha fatto scalpore e suscitato polemiche) sono in corso diverse inchieste della magistratura per accertare connivenze fra chi gestisce il traffico di migranti, Ong e mafia. Sinceramente qualche dubbio lo abbiamo sempre avuto che questa operazione di taxi di mare Libia-Italia, non fosse proprio dettata solo da spirito umanitario. Lo sanno tutti che è un business sul quale speculano in tanti. Lo disse chiaro Buzzi, il patron delle Coop implicato nell’inchiesta “Mafia Capitale”: “Si guadagna più con i rom e gli immigrati che con la droga“, disse. Eppure, nonostante sia chiaro a tutti, si continua a sminuire l’aspetto truffaldino dell’accoglienza mascherata da operazione umanitaria. Si continuano a raccontare balle colossali per giustificare l’invasione e, soprattutto, guai a tirare in ballo le Ong, perché il settore del volontariato, dell’associazionismo umanitario, del terzomondismo, è un tabù intoccabile, come la Croce rossa o la Caritas.

Il fatto è che, secondo il pensiero unico politicamente corretto imposto dai media, questi organismi citati sono i “Buoni”; quelli che sollevano dubbi sulla loro bontà sono “Cattivi”.  Ecco perché il solo sospetto che le Ong che fanno servizio taxi andando a recuperare i migranti nelle acque libiche, non lo facciano solo per scopi umanitari, ma anche per interesse economico, ha sollevato un polverone. Quello è un argomento che non si deve nemmeno accennare. Le Ong, e tutte le associazioni umanitarie, sono “Buone” per definizione. Anche se non è propriamente così; ed anzi, molte riserve si possono avanzare sulla attività di organizzazioni che nascono, crescono, si mantengono ed operano con bilanci di milioni di dollari. Ho citato spesso un libro che chiarisce molti punti oscuri di questo settore, con nomi, numeri e fatti circostanziati, che riguardano migliaia di Ong, Onlus, e organismi vari: “L’industria della carità”, di Valentina Furlanetto. Bisognerebbe leggerlo, se si vuole avere un’idea di cosa si nasconde dietro la facciata buonista delle varie iniziative a favore del terzo mondo. Ecco cosa scrive l’autrice nell’introduzione: “Perché anch’io, che avevo un ben radicato pregiudizio positivo, alla fine mi sono chiesta: che cosa differenzia il Non profit dal profit, una Ong o una Onlus da un’azienda o un’attività commerciale? Ormai molto poco.”.

Eppure, sospettare che esista un qualche motivo di carattere più economico che umanitario che anima certe ong è quasi una bestemmia, un sacrilegio. Tanto che nessuno si permette di mettere in dubbio che andare ad imbarcare i migranti fin nelle acque libiche e portarli in Italia, ospitarli e pagarne le spese di soggiorno sia proprio un nostro preciso dovere. In pratica stiamo favorendo l’invasione afroasiatica  e lo facciamo anche a spese nostre. Il massimo dell’incoscienza e dell’autolesionismo. Ma il pensiero politicamente corretto è ormai così penetrato nei media che nessuno osa contraddirlo. E chi lo fa viene iscritto subito nella categoria dei “Cattivi”, xenofobi, razzisti, fascisti e populisti. Così, quelli che dovrebbero rappresentare i cittadini, difenderli, metterli in guardia contro il pericolo dell’invasione (politici, media, intellettuali) sono proprio quelli che ogni giorno, su stampa, TV e web, sbraitano e ci impongono il verbo terzomondista, l’inevitabilità del meticciato e  preparano la società multietnica e multiculturale (e su questo progetto ricavano lauti guadagni). Mi ricorda un  vecchio post del 2009.

 “Le oche buoniste” (2009)

Narra la leggenda che Roma fu salvata dalle oche. Intorno al 400 A.C. le orde barbariche dei Galli, guidati da Brenno, invasero l’Italia, arrivando alle porte di Roma e cinsero d’assedio la città.  I pochi romani rimasti, insieme ad un piccolo esercito, si asserragliarono sul colle capitolino. Si dice che durante la notte i Galli tentarono di entrare in Campidoglio, ma le oche, avvertita la loro presenza, fecero grande strepito e, starnazzando, svegliarono le guardie che poterono così respingere gli invasori. Altri tempi. Ed altre oche!

Oggi assistiamo ad una vera e propria invasione. Già, perché se vogliamo capirci, bisogna cominciare a chiamare le cose col loro nome. Ora, finché si tratta di accogliere pochi esuli perseguitati per motivi politici o religiosi, passi. Che si voglia accogliere anche qualche centinaio o migliaio di persone che scappano dai loro paesi e che cercano lavoro, passi pure. Ma se si tratta di un flusso continuo, ininterrotto, senza controllo, di milioni di persone che arrivano in Italia, senza arte, né parte, e finiscono necessariamente per accrescere la delinquenza comune e la malavita organizzata, allora non si tratta più di accoglienza: questa è una vera e propria “invasione“.

Allora, memori delle antiche leggende, si potrebbe pensare che anche oggi qualcuno ci avverta del pericolo. Magari delle oche moderne che, starnazzando sui media, ci mettano in guardia e ci consentano di respingere gli invasori. Invece no. Stranamente le oche moderne fanno a gara nel rassicurarci, nel convincerci che, in fondo, sono un bene, che non c’è nessun pericolo. Anzi, sono per noi una ricchezza e dobbiamo diventare una società multietnica e multiculturale, perché…perché lo dicono loro. Insomma, le oche moderne non solo non starnazzano per avvertirci del pericolo, ma ci tengono buoni e, nottetempo, aprono le porte della città agli invasori. Sono diventate oche buoniste.

Che tempi, signora mia, non ci sono più le oche di una volta!

12 pensieri su “Oche buoniste

  1. Giuseppe

    Salve.
    Si vada a leggere "Mattarella e i migranti" di Andrea Zambrano e capirà in che abisso stiamo sprofondando.Non è che che il pesce puzza dalla testa,no.Queste di teste sono consapevoli di quanto affermano.Sono stati edotti ed "eletti".
    "Tutti gli edifici sono circondati da aiuole fiorite che contribuiscono a dare al campo un’ atmosfera felice", scriveva senza vergognarsi né capire l’ imbroglio dei nazisti, un dirigente del Comitato internazionale della Croce Rossa che aveva visitato nell’ agosto 1940 il campo di concentramento di Buchenwald."Non è che non capí.Semplicemente non volle vedere.Anzi.Preferí guardare dall’altra parte.Sembra riecheggiare la pilatesca scusante Togliattiana in merito al suo avvallo ai crimini Staliniani.
    "L’industria della carità".È un libro di Valentina Furlanetto.
    Ne ho letto una parte.Mi è bastato.Farlocca la convinzione che
    la carità,la tolleranza,il rispetto,l’amore verso il prossimo,
    abbiano costituito domicilio presso queste associazioni.ONG.
    Non basta difinirsi cattolici per andare in paradiso-per quanti credono,ovvio-così come non basta definirsi ONG per meritarsi il rispetto e la gratitudine,né per ritenersi depositari del
    copyright della antirazzismo e della tolleranza.
    Che questa immigrazione,selvaggia ed incontrollata,sia veicolata da un fine taciuto e da un interesse sovranazionale,
    dovrebbe essere oramai evidente.Dovrebbe….
    Minchiate Bergogliane e Mattarellane a parte.
    Saluti

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    1. Giano

      Salve Giuseppe, ho letto il pezzo di Zambrano (su La nuova Bussola: credo sia quello), l’ho trovato su Google; concordo in pieno. Che si citi l’emigrazione italiana dei primi del secolo scorso per giustificare l’invasione africana di oggi è semplicemente demenziale. Che lo faccia un comunistello sfigato dei centri sociali è anche comprensibile, ma che anche il Presidente della Repubblica faccia questi discorsi ci dà la misura della completa incapacità politica e culturale della nostra classe dirigente.
      Ma è poco credibile che un capo dello Stato non conosca le condizioni sociali ed economiche che hanno consentito l’emigrazione di milioni di italiani in paesi che ne avevano bisogno per sviluppare la loro economia (e che potevano contare solo sulle loro forze e la volontà di lavorare e integrarsi, al contrario degli invasori africani che arrivano in un Paese stremato a rischio fallimento e che vengono ospitati a nostre spese) ), allora bisogna concludere che quella di Mattarella non è ignoranza storica, è peggio: è la volontà di adeguarsi ad un progetto il cui fine è la totale destabilizzazione sociale, economica, politica e morale dell’Occidente. E questo si chiama tradimento.
      Cito spesso il libro di Furlanetto con la speranza che qualcuno, incuriosito, lo legga; ma temo che non abbia molto successo (come altri libri che mettono in crisi il sistema), dice cose scomode per le anime belle che speculano sulle attività umanitarie. E nonostante tutte le ormai evidenti prove che sia un autentico business, continuano a negare. Non c’è speranza. Buona serata.

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  2. Lentiacontatto

    Ciao, più che buoniste, queste moderne oche, le chiamerei oche malefiche. Certo, lo sanno tutti che queste maledette ong (io le chiamo navi canaglia) trasportano i clandestini in Italia per guadagni che nessuna mente può immaginare, altro che beneficenza.
    Appunto Giano, a bordo di quelle navi ci lavorano e ci mangiano moltissime persone. Io le ho osservate bene,
    sono navi grandissime con dentro tutti i confort. Dobbiamo pagare tasse salatissime per mandare avanti questo business. Speriamo che prima o poi questo maledetto governo si tolga dai piedi. Gli italiani però si facciano un esame di coscienza, devono capire bene il dramma che sta vivendo l’Italia e di conseguenza anche noi cittadini. E’ tutta colpa degli attuali governanti e di tutti i partiti della sinistra. Maledetti. Tornando alle oche malefiche, io non le conosco, non so chi siano. Da molto tempo ormai non guardo più la tv e non conosco i programmi. Posso immaginare la stirpe, la provenienza. Purtroppo sono messe li apposta, come dici tu, per convincerci che accogliere il clandestino è una cosa buona e giusta per noi e come in una centrifuga si debbano mischiare le razze, i popoli, le religioni, i colori, insomma, come dice il papa dobbiamo tutti quanti amare i nostri fratelli scartati. Credo che non ci sia nessuna speranza, per il momento, che le cose cambino,
    finché ci saranno soldi per l’accoglienza. In Italia l’affare migranti e diventata una vera propria industria.La Repubblica, lo spiega molto bene, in un suo articolo dal titolo “Immigrati, ecco quanto ci costa davvero accoglierli”

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    1. Giano

      Ci accorgeremo del disastro quando sarà troppo tardi. Il dramma è che questi delinquenti che speculano sull’accoglienza hanno l’appoggio politico della sinistra, dei sindacati, della Chiesa e di tutti quelli che in qualche modo ci ricavano un utile. Come pensiamo di fermarli se ogni giorno il Papa ci dice che dobbiamo accogliere tutti, compresi i delinquenti e terroristi? La vedo molto brutta. E non c’è speranza, perché dietro c’è una strategia precisa che parte da lontano ed il cui fine è la disintegrazione del mondo occidentale. Buona serata.

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  3. Giuseppe

    Ben dici.
    Disintegrazione del mondo occidentale.
    In futuro un altro Christopher Clark parlerà di sonnambulismo.
    Basta chiedersi il motivo per il quale porti da sbarco come Lampedusa et similia non abbiano registrato malcontento e sollevazioni popolari.Business is business.

    Saluti
    Giuseppe

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    1. Giano

      Sì, Giuseppe, purtroppo possiamo fare solo conclusioni amare e che non lasciano speranza. E temo che ormai sia anche tardi per opporre una qualche resistenza, perché la presenza degli invasori cresce ogni giorno e diventeranno tanti che cominceranno ad imporre la loro legge (che è quella della giungla): cosa che stanno già facendo oggi. Basta leggere la cronaca e registrare casi di aggressioni perfino alle forze dell’ordine. Il tutto con la compiacente copertura politica della sinistra.

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  4. Giuseppe

    Salve.
    Inizio a leggere "Sinistra e popolo" di Luca Ricolfi.Trovo in apertura la seguente frase:"Populista:aggettivo usato dalla sinistra per designare il popolo quando questo comincia a sfuggirle."E come si comportano i nostri Führer contemporanei davanti all’evidenza?Ci privano del voto.In Francia hanno creato dal nulla tale Macron,strettamente imparentato con i vari Rothschild e con un programma di governo che pare un copia ed incolla delle avanguardie progressiste rintanate nei loro feudi dorati.Si ricorda la sollevazione dell’intellighènziatollerante degli esuli intellettualoidi marcatamente ipocritidi Capalbio?Pareva la ripetizione bislacca dei proclami del WWFH.La riproposizione dei temi cari a fosche organizzazioni come Greenpeace.La piccola Atene è da tutelare.Hanno la faccia come il ….!
    Ora ,càpita che il mio lavoro mi abbia portato a trascorrere un determinato periodo in Algeria.Al mio arrivo vengo sottoposto ad un prelievo di sangue.Motivo?Rilevare presenza di HIV.Negativo.permesso di lavoro accordato.Rientro e dopo un breve periodo debbo nuovamente
    ripartire.Stessa destinazione.Solo che questa volta gli esami del sangue vengono effettuati in Italia.E,gli esiti,direttamente al medico dell’azienda.A questo punto vengo informato dalla stessa che mi si vieta l’ingresso nel Paese di destinazione.Chiedo ragione e mi invitano a rivolgermi al loro medico per le spiegazioni.Preoccupato chiamo."Lei ha l’antigene Australia",ergo,non mi fanno entrare.Non mi rilasciano il permesso di lavoro.Non mi vogliono.Stai a casa tua.Untore.Pazienza se l’epatite B è comune nella famiglia e non è conseguente a condotte sessuali "disordinate".Manco sapevo di averla.
    Ma non è questo il dato che mi sconcerta,ma la vergognosa assenza del
    limite,dell’àut àut.La tolleranza è a senso unico.Deve andare in un sola direzione.Provi Lei a richiedere un certificato di sanità,non dico ad un profugo,sia mai,ma ad un lavoratore proveniente dall’Africa.Provi Lei a chiedere il permesso di costruire una chiesa
    nei luoghi sacri dell’Islam.Chiese no.Ma moschee come funghi nel vecchio continente.A iosa.Reciprocità?Chi è costei?
    Concludo con una nota di compassione alla moltitudine che si accalca a stringere le mani dei nostrani probiviri.Poveretti.Ma li osserva Lei mentre si accalcano durante il passaggio dei presbiteri italici?
    Le oche buoniste soffrono forse del complesso di Stoccolma?
    Cordialmente
    Giuseppe

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    1. Giano

      Luca Ricolfi, che non ha difficoltà ad inquadrarsi nell’area della sinistra, è forse uno dei pochi intellettuali che abbia il coraggio di denunciare i peccati del PD e di quella congrega di superstiti del disfacimento del comunismo. Lo fece già molti anni fa con “Vi spiego perché siamo antipatici”, ora riprende il discorso con questo “Sinistra e popolo”. E fa bene a stigmatizzare l’uso contradditorio che si fa del termine populismo che ormai, insieme a razzismo, va sempre bene per controbattere agli avversari quando non si hanno argomenti seri. Ma la cosa ridicola è che ormai perfino chi viene accusato di populismo, ormai ha talmente assimilato l’accezione negativa del termine, che lo usa anche quando non dovrebbe; cosa che faccio notare spesso ai cronisti del Giornale. Proprio oggi ho letto una sua intervista in cui, parlando dell’argomento del libro, lancia accuse precise al PD ed alla sinistra in genere. La differente applicazione perfino delle norme sanitarie tra paesi diversi ci dice che mentre noi dobbiamo sottostare a tutti gli obblighi internazionali, l’orda africana arriva tranquillamente in casa nostra senza alcun controllo preventivo. Infatti scabbia e TBC sono all’ordine del giorno. In quanto a Capalbio, quelli che si opposero fermamente all’accoglienza degli immigrati nelle vicinanze delle loro belle villette, forse ieri erano in prima fila alla marcia per l’accoglienza. Non ci sarebbe niente per cui meravigliarsi; tipico dell’ipocrisia della sinistra. Sì, le oche moderne soffrono proprio della sindrome di Stoccolma e di una gravissima forma di masochismo con tendenza all’autodistruzione. Grazie, coraggio e buona giornata.

      L’intervista a Ricolfi dovrebbe essere comparsa sul Giorno di ieri (Lo citava oggi Libero.it) a firma di Francesco Ghidetti. Ma in rete non l’ho trovato. Forse è comparsa solo nell’edizione cartacea. L’ho trovato, invece, su Dagospia come seguito ad un articolo su Salvini. Riporto il link, sperando che non cambino l’impaginazione:

      http://m.dagospia.com/salvini-contro-la-manifestazione-pro-migranti-ricolfi-con-lui-la-sinistra-non-capisce-148181

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  5. Giuseppe

    Secondo un sondaggio dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra) questa è la classifica europea della violenze sulle donne. Prima la Danimarca (52%), poi la Finlandia (47%) e la Svezia (46%). A seguire Paesi Bassi (45%), Francia e Gran Bretagna (44%); l’Italia per ora è al diciottesimo posto.

    Nel 2016, in Svizzera sono decedute di morte violenta 19 persone, di cui 18 donne a seguito di violenze domestiche. Una donna uccisa in media ogni 20 giorni. E’ quanto emerge dalla statistica sulla criminalità.

    No comment.

    Giuseppe

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  6. Giuseppe

    No,il fatto è che per certa informazione il femminicidio è prevalente in Italia.I Paesi cosidetti riformati paiono distinguersi dal nostro per rispetto e tutela delle donne.
    Vede,se continuo a ricevere informazioni talmente fuorvianti eviterò le rarissime incursioni nei notiziari.E visto che siamo in tema un’altra delle chicche spuntate fuori da un notiziario di Radiouno,giusto in data odierna.Ora,uno dei tanti inviati all’insulso vertice che solo i venditori di fumo si ostinano a chiamare pomposamente G7,spunta il diavolo fattosi carne:Donald Trump che,a sentire l’inviata,già una donna-qualcuno ancora pensa che siano meno insulse di noi maschi?-non vuole sentire ragioni in fatto di misure a sostegno dei cambiamenti climatici.
    A questo punto io mi aspetto spiegazioni che entrino nel merito
    sulle ragioni della manifesta contrarietà alle misure richieste
    da certo ambientalismo fondamentalista.Che so,si poteva iniziare con il dire che in campagna elettorale Trump si era domostrato contrario e che stava tenendo fede alle promesse.
    No,il conduttore,non ricordo il nome,né mi interessa, ritenendolo un pedissequo untore di notizie precotte,afferma che il Presidente,certo a lui postosi di traverso,non aveva letto l’Enciclica "laudato si" di Papa Francesco.E la prode inviata de noantri reggeva la stola seguitando con un"Forse l’ha appena sfogliata".Non se ne esce.Andate a dire a quelle volpi che il Presidente Donald Trump risponde ai suoi elettori e che non puo’ essere un Papa a dettargli l’agenda.Incredibile.Siamo al giudizio posto in anticipo alla notizia,ammesso che lorsignori sappiano cosa sono le notizie.
    Anzi alla notizia castrata:Trump ha idee differenti in tema di ambientalismo.E quali sono queste idee?Perchè questo atteggiamento?Buio fitto.Sappiamo solo che è contrario.E si dovevano mandare uno stuolo di insulsi giornalisti per informarci di questo?
    Saluti

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    1. Giano

      L’informazione è completamente schierata ed omologata al pensiero unico. Inaffidabile, anzi peggio; non solo non riporta la verità oggettiva dei fatti, ma manipola le notizie e presenta una realtà alterata per strumentalizzarle a proprio uso e consumo. Lo dico da sempre, ho una pessima opinione di chi opera nel mondo dell’informazione, sia sulla carta stampata, sia in televisione, sia in rete. Il caso Trump è solo la conferma di questa faziosità evidente e conclamata già durante le primarie. Non perdono occasione per delegittimarlo e ridicolizzare lui e Melania. Quando è sceso dall’aereo a Tel Aviv, la notizia più importante per i nostri media è stata quella che mentre Donald cercava la mano di Melania, lei si è “rifiutata” di dargliela. Nell’incontro col Papa la cosa importante era che mentre Trump sorrideva, Bergoglio appariva accigliato e preoccupato; ad indicare un atteggiamento non proprio felice, come se l’incontro non fosse gradito. Ieri la “notiziona” era la “Gaffe” di Ivanka che , vedendo una vecchia foto del calciatore Chinaglia con lo sguardo al cielo lo ha scambiato per l’immagine di un santo ed ha chiesto chi fosse. Oggi il Corriere on line, citando una battuta di Trump sui tedeschi, titola: “G7 in salita, Trump attacca Berlino; è gelo”. E su simili “scoop” della stampa di regime si potrebbe continuare a lungo, perché ogni giorno trovano qualche spunto per metterlo in cattiva luce. E’ lo stesso atteggiamento riservato per 20 anni a Berlusconi ed a chi non sia dalla parte giusta della barricata; la loro, ovvio. C’è una vecchia storiella che esprime benissimo questa strana maniera di riportare le notizie e cambiarne il significato alterando il resoconto dei fatti.. Berlusconi passeggia con degli amici lungo una spiaggia. Ad un certo punto si addentra in mare e cammina sulle acque. Il giorno dopo L’Unità titola “Berlusconi non sa nuotare”.

      E’ deprimente leggere le notizie. Guardare la TV poi diventa una tortura. Dovrei scrivere dieci post al giorno per dire la rabbia che provo anche solo per guardare la Tv a brevi tratti, facendo zapping. Ci sarebbe da scrivere un libro. E non c’è rimedio, nessuno sembra rendersi conto che ormai i media sono completamente asserviti alla divulgazione del pensiero unico della sinistra. Non c’è conduttore TV che non sia omologato; compresi quelli che lavorano a Mediaset. Non c’è programma che non abbia come ospiti e opinionisti intellettuali di sinistra, musulmani, imam fai da te di borgata, mediatori culturali, gay, lesbiche, trans e travestiti, rappresentanti dei migranti, delle ong, di associazioni umanitarie che fanno propaganda a favore dell’accoglienza. Giusto ieri notte ho beccato su Italia 1 un programma, credo fosse “Le iene” in cui si intervistavano dei bambini di 5/6 anni (forse all’interno di un asilo o scuola materna) chiedendo cosa pensassero dell’omosessualità, se fosse giusto sposarsi fra uomini, se era giusto amarsi fra uomini o donne e via con questo tono. Con bambini di 5 o 6 anni che a tutto pensano meno che al sesso. Questo significa volerli condizionare fin da piccoli. Allucinante che in televisione passino queste cose. Roba da denunciarli e sbatterli in galera. Invece sono programmi che vediamo ogni giorno.

      Ieri o avantieri, un tale Costantino su RAI2 chiacchierava con degli immigrati attorno ad un tavolo e cercava di dimostrare che tutti i pregiudizi che abbiamo sugli immigrati sono sbagliati. Ed a chi lo chiedeva? Ovvio, ad un cinese, un senegalese, una rappresentante della comunità rom. Sulla TV pubblica, a nostre spese. Programmi come questo, tutti schierati “pro” immigrati, ci sono ogni giorno. Non c’è uno, dico uno solo dei conduttori Tv che si esprima chiaramente contro la divulgazione delle teorie gender, contro l’immigrazione e che sia contro l’invasione islamica. Tutti favorevoli al meticciato, alla società multietnica ed agli amori gay.

      Sul Giornale, che leggo ogni giorno e dove scrivo spesso i miei commenti, mentre sembrano combattere il pensiero unico, in pratica usano lo stesso linguaggio di Repubblica o L’Unità e si trovano articoli che, per come trattano gli argomenti, figurerebbero benissimo proprio su quei quotidiani. Un esempio. Da una settimana in prima pagina c’è una recensione sul film “Get out – Scappa”. Un film di un autore nero che tratta di razzismo e rapporti interrazziali in America; tanto per cambiare. La cosa ridicola è che, solitamente, le recensioni di libri, spettacoli teatrali, film, restano in prima pagina poche ore, poi vengono archiviati nelle sezioni interne, cultura o spettacolo. Questo, che presentano come un capolavoro, è lì in prima pagina da 7 giorni. Un caso? Eccheccasooo…direbbero quelli di Striscia. Forse la maggior parte dei lettori non ci fa caso. Io sì, purtroppo. E siccome mi piace essere informato, ogni giorno do uno sguardo ai siti di informazione e mi faccio il fegato marcio. Non c’è speranza. Coraggio.

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