Servire gli altri (pensierino pasquale)

Essere servo degli altri”; questo è il messaggio che ha lasciato Bergoglio ai detenuti del carcere di Paliano, dove ha rinnovato il rito della lavanda dei piedi. Mi ricorda tanto “Servire il popolo”; ma anche Potere operaio, Lotta continua, Prima linea, Avanguardia operaia, etc. Usa la stessa terminologia delle formazioni di estrema sinistra anni ’70. Si vede che hanno delle fonti di ispirazione comuni. Oppure sono residui ideologici del cattomarxismo della “Teologia della liberazione“, tanto cara alla Chiesa sudamericana. Una volta le uniche persone che servivano gli altri erano gli schiavi e le “donne di servizio“. Non esistono più nemmeno quelle; oggi si chiamano colf, collaboratrici familiari. Bergoglio, vuol dire che dovremmo essere tutti come le vecchie donne di servizio? Poi quando lo accusano di essere marxista nega e si risente; dice che non è comunismo, è Vangelo. Non è né Vangelo, né comunismo, perché nemmeno Marx ha mai elogiato i servitori o incitato a “farsi servitori“; anzi, ha detto di ribellarsi ai padroni. Forse Bergoglio ha letto male sia il Vangelo che il Capitale. Ma questo principio di esaltare gli ultimi, i poveri, è il suo pallino fisso. E per mettere in pratica il principio va a trovare i carcerati e, ovvio, si metterà a loro servizio. Forse gli rifà la branda, come facevano le burbe ai nonni da militari, o gli prepara il caffè, gli lava la biancheria, gli fa la barba e gli dà un spuntatina ai capelli. Intanto gli lava i piedi.

Ora, in carcere ci sono ladri, assassini, pedofili e delinquenti di ogni risma. A parte i possibili casi di errore giudiziario, se non fossero delinquenti, ma brave persone, non sarebbero in carcere. Giusto? Ora supponiamo che avessero scovato e incarcerato “Igor il russo”, quello che ha sulla coscienza due omicidi freschi freschi di giornata (più il pregresso) e quel pedofilo che proprio ieri ha confessato di aver stuprato quella bambina poi gettata da un palazzo. Bergoglio laverebbe i piedi anche a pedofili e assassini come questi? Lo farebbe per dimostrare che anche se sono criminali sono tutti “nostri fratelli”? Oppure perché “Chi sono io per giudicare?”, come disse a proposito dei gay, e “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”? O perché dobbiamo “perdonare settanta volte sette”? Oppure, come dicono assassini ed ex terroristi pentiti per pararsi il culo, “Nessuno tocchi Caino”? Credo che debba esserci un limite anche al perdono, perché l’infinita bontà e misericordia è di Dio, non degli uomini.

Vede Bergoglio, essere buoni, umili, modesti va bene. Difendere i deboli, aiutare i poveri ed i bisognosi, va anche bene. Uscire in utilitaria per andare a comprarsi gli occhiali o le scarpe, come un qualunque Gigetto di Trastevere, è anche simpatico. Assumere sempre questo atteggiamento dimesso, penitenziale, alla buona, da “Papa degli ultimi” è comprensibile; in tempi di civiltà dello spettacolo e dell’apparire, è un ruolo che paga come ritorno e visibilità mediatica. Ma se in ogni circostanza si ostenta un buonismo mieloso, sdolcinato, stucchevole, esagerato, si rischia di apparire ipocriti; e pure ridicoli. Questo non è Vangelo, è morale da schiavi. E Gesù non ha mai detto di “farsi schiavi“. Bergoglio, invece che lavare piedi ai delinquenti, dovrebbe farsi un bel lavaggio alla testa; per rinfrescarsi le idee. Mi sa che ne ha bisogno.

Vediamo questo principio del “Servire gli altri”, sotto un aspetto più leggero. Se tutti dovessero mettere in pratica il principio di Bergoglio, sarebbe un bel guaio. Nessuno sarebbe disposto a farsi servire, perché tutti vorrebbero servire e non essere serviti. Allora, se nessuno vuole essere servito, come si fa a “Servire gli altri”? Vedremmo l’intera umanità impegnata nell’ansiosa e frenetica ricerca di qualcuno da servire. Si andrebbe ad esplorare le zone più remote con la speranza di trovare qualche indigeno che non avendo recepito l’invito di Bergoglio, sia disposto a farsi servire. Ma invano, perché il messaggio papale avrebbe già raggiunto gli sperduti angoli della Terra e tutti gli uomini applicherebbero un unico principio: servire gli altri.

Pensate cosa succederebbe negli uffici, negozi, ristoranti, ovunque ci siano offerti dei servizi. Al cameriere, alla commessa, all’impiegato che gentilmente ci chiede “In cosa posso servirla?”, risponderemmo quasi offesi “Servirmi? No, grazie. Anzi sono io che voglio servire lei. Cosa posso fare per mettermi al suo servizio?”. Non riusciremmo più a fare un’ordinazione, acquistare un prodotto, chiedere un’informazione; niente. E chiaro che l’invito del Papa può sembrare anche apprezzabile in casi limitati, ma applicato su larga scala ed in termini assoluti sarebbe semplicemente inapplicabile. Un principio che risulta inapplicabile è inutile. E proporre principi inutili e non applicabili è da stupidi. Ergo, sotto l’aspetto culturale, etico, logico, razionale e pure del semplice buon senso, Bergoglio ha detto l’ultima fesseria, quella festiva, la fesseria di Pasqua.

E’ la conferma di quanto dico spesso. Bergoglio parla a vanvera, senza rendersi conto del significato di ciò che dice e delle conseguenze delle sue parole. E’ tipico di chi non riesce a prevedere le conseguenze di un principio, una norma, una legge. Apparentemente certe idee sembrano avere una loro logica, ma se si portano alle estreme conseguenze gli effetti, allora, e solo allora, ci si rende conto dell’errore. E’ come avere un blocco del pensiero che ci mostra solo gli effetti immediati, superficiali, a breve scadenza, ma impedisce di valutare gli effetti nel futuro. Purtroppo è un difetto molto comune nei Palazzi del potere. Ne ho parlato nel post: “Il pensiero corto“.

4 pensieri su “Servire gli altri (pensierino pasquale)

  1. Giuseppe

    Salve.
    Personalmente sento il sangue fluire violentemente alla tempie, ed un moto di incontrollabile livore mi assale quando avverto questi predicozzi a senso unico.I cattivi sono quelli fuori.
    Sempre.Chi è in carcere è il buono.Il vilipeso.L’offeso.Il discriminato.Ora,capisco che il Papa debba richiamare i cattolici alla messa in pratica di quanto disposto da Cristo in tema di carcerati ma,che diamine,qualche rimbrotto ed invito a non peccare più avrei voluto sentirlo.Niente.È sempre colpa della società.Il male che codesti galantuomini hanno arrecato
    viene taciuto.Omesso.Presto servizio in Svizzera,in un programma di occupazione momentaneo.Càpita che si viene avvertiti dell’arrivo nel gruppo di un ragazzo congolese.E giù con il solito pistolotto;evitate commenti razzisti,accoglienza,
    rispetto e comprensione.Ecco.Un’altra occasione per inchiodarci
    alle nostre cattiverie.Naturaliter malum.Non se ne esce.Noi impersoniamo il male.Sempre e con una evidenza indefettibile.
    Poi,conosciuto il "buono" in questione cosa si scopre;un ragazzotto di anni 20 che si era coricato alle 4 del mattino,stante la consuetudine a frequentare discoteche,alla ricerca di femmine disponibili e dedito,per sua ammissione ,alle"canne".Non quelle dell’organo.Risultato?Deambulava.Lo ripeto:è sempre colpa della società occidentale.Ma se siamo così cattivi da questa parte,perchè non raggiungono l’altro emisfero?Perchè non traslocano con la loro annessa bontà,il loro splendido candore nei ricchi paesi del golfo?E se noi,che siamo cattivi,tanto abbiamo,anzi,tutto prodotto in termini di scoperte,conquiste,benessere,qualcuno spieghi a me che sono naturaliter malum,la ragione per la quale loro che sono incontaminati e candidi,hanno prodotto un niente.Nulla.Siamo
    alla riproposizione del mito del buon selvaggio.Tanto cara al
    pezzente Rosseau.Pezzente?Si.Lo ripeto.Pezzente e presuntuoso.
    Basterebbe leggersi "Incontri con il selvaggi"di Jean Talot per
    far crollare quel cumulo di scemenze che tanto hanno intriso la mente porosa degli Europei.Discutevo settimana scorsa con una signora occasionalmente incrociata in una videoteca.Stava seduta su una sedia a sputare sentenze sul genere umano.Sentenze non osservazioni o critiche non preconcette. L’uomo è il cancro del pianeta.Una specie distruttiva.Va da sé
    che se questa era l’asserto della sua esistenza ho invitato
    la signora a farsi da parte.A togliere il disturbo.Macché.
    Sono gli altri a doversene andare.
    In quanto a questo Papa che dire.È un gesuita.Comunista.E non pare neanche cattolico.E,anzi,a sentire Socci anche bestemmiatore.Espressioni che lasciano sgomenti e frastornati.
    Gesù«si è fatto peccato, si è fatto diavolo, serpente, per noi»."«Nella Santa Trinità le Persone baruffano a porte chiuse, ma all’ esterno danno l’ immagine di unità». Battuta che il sito Reinformation.tv definisce «una gravissima bestemmia che contraddice molti dogmi» e che può avere un analogo sfondo gnostico." «non esiste un Dio cattolico», che Gesù, nell’ episodio dell’ adultera, «fa un po’ lo scemo», che «ha mancato verso la morale» e che Gesù non era uno «pulito».Oltreutto la «chiesa bergogliana» ha già un sacco di soldi. E siccome Bergoglio e i suoi continuano a ripetere (a parole) che vogliono una Chiesa povera mi sembra giusto accontentarli. Perché far loro il dispetto di inondarli di euro se vogliono diventare poveri?"Oggi è Pasqua di resurrezione.Mi fermo qui.
    Auguri.

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    1. Giano

      Dici bene, Giuseppe, diventa sempre più insopportabile. Su Rousseau sono perfettamente d’accordo: lo cito spesso proprio come esempio di “buonismo” fuori dalla realtà. In Svizzera sono fortunati. Lì arriva un congolese ogni tanto, qui ne sbarcano migliaia ogni giorno, e li trattiamo così bene che una è diventata perfino ministra. E Bergoglio dice che dobbiamo accoglierli tutti perché sono nostri fratelli. Oggi ha ripetuto la sua litania preferita sui poveri: “Scandaloso il divario fra pochi ricchi e tanti poveri”. Parla esattamente come Ferrero di Rifondazione comunista, come un leader No Global. Ho letto il pezzo di Socci e lo condivido. Buona Pasquetta.

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