Futili motivi, TG e inviati speciali

L’ennesimo morto ammazzato per “futili motivi”. Ma la causa non è mai data dai futili motivi, come sbrigativamente li definisce la stampa. Quella è solo la scintilla che dà fuoco alle polveri dell’aggressività repressa, accumulata nel tempo, che esplode al minimo pretesto. Bisognerebbe chiedersi cosa sta scatenando questa aggressività collettiva. Ma la spiegazione è lunga e complessa, ed interessa in buona parte anche i media che ormai sono i principali generatori di messaggi negativi. Ma troppa gente ci campa e mai ammetterebbe una propria responsabilità nel favorire l’insorgere di pulsioni violente. Allora non lo diciamo. Diciamo solo, come ripeto spesso, che il mondo sta impazzendo, ma non se ne rende conto: proprio perché i matti non si rendono conto di essere matti.

Sono anni ormai che si verificano questi casi di violenza bestiale e ingiustificate, che si concludono spesso tragicamente, per cause che i media continuano a definire futili motivi: “Morto per un cocktail preso per sbaglio“. Si intervistano i familiari, parenti, amici, testimoni. Se ne fa oggetto di dibattiti nei salotti televisivi ed in programmi che si occupano in particolare di cronaca nera. Si sentono le opinioni degli esperti, dei criminologi, psicologi. Ne parlano tutti, giornalisti, conduttori TV, comari e opinionisti tuttologi che discutono con la stessa serietà e competenza di morti ammazzati, di diete miracolose e di buchi neri. A sentirli viene un attacco di orchite acuta. Ma nessuno si chiede quale sia la vera causa di questa crescente aggressività. L’importante è drammatizzare il fatto, intervistare testimoni, familiari, amici, passanti, e così mettere insieme materiale per riempire paginate di stampa e programmi TV. Fino al prossimo morto ammazzato per “futili motivi“.

E’ un argomento che tratto spesso perché non riesco a spiegarmi come mai nessuno si interroghi seriamente sulle cause di questa violenza. Sono decine i post dedicati a queste morti assurde. Eccone uno del 2004, 13 anni fa: “Follie di giornata” nel quale già mi chiedevo “Perché ci si ammazza per futili motivi?”. E concludevo “In un mondo di matti, nessuno si rende conto di esserlo.”. Non è cambiato nulla. Anche di recente ho cercato di dare una spiegazione in alcuni post:

Morti di giornata

Buoni per legge

Quei ragazzi perbene

Futili motivi per morire

Fiorello e violenza in TV

Follia umana (1)

Follia umana 2 (mamme, figli e ombrelli)

Follia umana 3 (futili motivi)

Ormai è un bollettino di guerra. Ma i nostri guru della comunicazione sembrano interessati più alla rappresentazione mediatica delle tragedie, piuttosto che ad interrogarsi sulle cause scatenanti dell’aggressività e, se possibile, trovare rimedi. Se non fosse un argomento molto serio, a vedere come stampa e TV trattano queste tragedie, ci sarebbe da farsi quattro risate. Ed in realtà qualcuno che si prende gioco dei media c’è. E’ Maccio Capatonda, nome d’arte di Marcello Macchia che ha adottato il nome di un suo celebre personaggio. Autore e interprete di parodie del mondo dell’informazione e dello spettacolo. I suoi brevi video sono visibili nel suo sito su Youtube “Maccio Capatonda official“. Quasi inseparabile compagno di avventura Herbert Ballerina che, in una serie di quelle parodie, impersona Pino Cammino, il “passante per professione“, il classico “testimone oculare“, quello che “Ho visto tutto“, quello che viene sempre intervistato dalle Tv e dall’inviato speciale sul luogo delle tragedie. Vedendo questi cortometraggi comici, parodia perfetta, dei veri inviati speciali e dei servizi televisivi che sguazzano con la cronaca nera, viene da ridere, certo, ma si ride amaro perché le differenze tra la realtà e la parodia sono così labili che è difficile distinguere il vero dal falso. Ecco uno di quei celebri servizi che fanno la parodia dei TG, dei sondaggi, del televoto e degli inviati speciali sul posto. Capatonda impersona sia il conduttore del TG, sia l’inviato speciale Oscar Carogna e Ballerina interpreta il passante di professione che “Ho visto tutto“:

 

 

8 pensieri su “Futili motivi, TG e inviati speciali

  1. Giuseppe

    I frutti avvelenati di un ipocrita lassismo.Cosa aspettarci da una società dove la gioventù ha ereditato dai padri un nichilismo oltraggioso e palesemente iconoclasta?.In discoteca si spaccia?Guai a chiuderla.Il bullismo?Bravate di adolescenti.
    Marijuana?Inoffensiva.Cocaina?Almeno una volta nella vita. Rapporti sessuali?Vietato vietare.A iosa e prima possibile.Ma no!Era una persona normale.Appunto.Questa è la normalità.Forse è il caso di iniziare a "trasgredire" questi osceni valori di presunta libertà.
    Si è dissolto il concetto,l’idea di peccato,per diritto naturale o per trascendenza.Da qui un corollario di metastasi che si propone inculturazióne delle generazioni al disvalore antropocentrico."Se Dio non esiste tutto è permesso".
    "Sventurato l’uomo che confida nell’uomo".
    Sentivo il presidente-non il mio-sorry-della Repubblica Sergio Mattarella:"L’Italia vincerà la sfida della cultura …. il cinema può aiutarci a contrastare quella violenza verbale che circola tra noi e sul web."Già.Il web.Illuso.Libera l’uomo da ogni vincolo,da ogni limite,da ogni divieto,giustificalo nel suo delirio di libertà e poi…mandalo a vedere:"La vita è bella" di Benigni.Ora,non ho rancore verso Benigni,lo considero un maldestro ruffiano di sinistra.Cito lui poiché nell’occasione ha "deliziato"i convenuti alla premiazione dei David con uno dei suoi pistolotti,tutta fuffa per la ruffa dei soliti noti.Ora,certo che il cinema può veicolare comportamenti virtuosi ma,diamine,c’è cinema e cinema.Nessun accenno ai modelli.Nessun accenno al pensiero unico dominante.Ai "valori" che il cinema propone.Non mi dilungherò oltre.C’è una violenza latente.Cammuffata.E colpisce quasi sempre i deboli.
    Cordialmente

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    1. Giano

      Giusto , Giuseppe, stiamo pagando le conseguenze del culturame sessantottino. In quanto al cinema, mi chiedo spesso come si possa sopportare la produzione attuale, sia quella italiana che made in USA. Non riesco a vedere più niente in TV. Tra film e fiction fatti in serie, in catena di montaggio, giusto per riempire i palinsesti e dare il pasto quotidiano a gente di bocca buona che si beve tutto. E’ il trionfo del dilettantismo, del trash, del cattivo gusto, dell’approssimazione, della violenza gratuita, della paccottiglia da mercatino cinese scambiata per arte. Quando si è cresciuti con attori, sceneggiatori e registi (l’elenco sarebbe lungo) che in confronto a quelli di oggi sembrano di un’altra galassia, è difficile rassegnarsi allo spettacolo deprimente dei cinepanettoni. Ho perso il conto, ma saranno più di 20 anni che non metto piede in un cinema. E raramente vedo qualche film in TV. E quando succede si tratta quasi sempre di vecchi film visti e rivisti. Pazienza e coraggio. Grazie.

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  2. Giuseppe

    Si parla di violenza,ma emerge,desolatamente,che l’unica violenza pare quella che buca lo schermo.
    Caciarona,urlona e casinara,simil-mesta,ad uso e consumo di avidi gorgoglioni,che dai loro insulsi cenotafi,
    con intemerata contrizione,sfoggiano una melensa caricatura del compatire,alla quale prosegue,con atarassica nonchalance,lo stacco pubblicitario.Zelanti tetragoni.Prestano la loro mutria
    alle"battaglie per la libertà",e poi stendono una cortina
    di sbarramento quando quella conclamata libertà produce mostri.
    Ed evitano il convitato di pietra.La causa primigenia.
    La destrutturazione del male.
    Lo spirito di Julian Felsenburg è fra di noi.I ministri dell’eutanasia non si arrestano.Operano a pieno regime.Non solo sul corpo.Ma,prima,sulle idee.Il resto consegue.Io temo la violenza disforme,sofisticata,suadènte.Temo i greci.Anche se portano doni.Temo i vessilliferi del no-limits,coloro che chiamano bene il male e male il bene.E,personalmente,rifuggo dalla dilagante affezione prometeica.Ho ferma percezione che l’uomo,affrancato dal timore di un castigo,o di una punizione,
    si unirà,nuovo Epimeteo,alla "curiosa" Pandora.Ben vede Lei quando nomina il genere trash;ciarpame.Ecco di questa violenza ho timore.Questo dissimulato disvalore che si serve di indefessi untori per irretire una pletora di sonnambuli.E i corifèi di questa anastomizzata iconoclastìa sono al proscenio.E raccolgono applausi dalla decerebrata plebe.Ricca e maleducata.Matti?No!Fier d’etre!
    Camillo Langone sul foglio scrive:"No ai muri. Qualsiasi cosa accada: no ai muri. Una strage? No ai muri. Uno stupro di massa? No ai muri.

    Un’ondata di rapine? No ai muri.

    Un’invasione? No ai muri."
    Questa è la violenza che temo.Lascia liberi i lupi ed indifeso il gregge.

    "Dal 2013 al 2015 sono aumentate del 62 per cento le vittime di incidenti stradali dovuti alla guida di persone sotto l’effetto della marijuana. Quasi raddoppiato inoltre il dato dei ricoveri in ospedale: nel 2011 6.305, nel 2014 11.439. Se nel 2009, ben prima della legalizzazione, i morti risultati positivi alla marijuana rappresentavano solo il 10 per cento di tutte le morti per incidenti stradali, nel 2015 il dato è raddoppiato…
    ….le telefonate riguardanti la marijuana al Poison Control, centro statale che fornisce assistenza e consigli in caso di esposizione a sostanze velenose, sono aumentate del 415 per cento, passando dalle 44 del 2006 alle 227 del 2015….. La cannabis legale ovviamente è un business enorme: in Colorado ha generato un giro d’affari pari a 699,2 milioni di dollari nel 2014, 996,2 milioni nel 2015 e 1,3 miliardi nel 2016. Si capisce dunque perché anche il Canada non vede l’ora di dare il via libera alla vendita della droga. Ma non tutti sono d’accordo.
    Il parlamentare Glen Motz si è opposto: «Non sono d’accordo con la legalizzazione e i suoi presunti benefici. I dati finora ci dicono solo che sono aumentati gli incidenti stradali. In Colorado e Washington i costi della sanità sono aumentati, mentre l’attività criminale non è diminuita come promesso. Gli incidenti a Washington sono raddoppiati, nel Colorado forse anche quadruplicati. Sono molto preoccupato, visto che la polizia canadese attualmente non ha neanche un sistema per rilevare se una persona ha fumato cannabis».Glen Motz?
    Vox clamantix in deserto.Questa è la violenza gravida di tragedie.E ne ho orrore.
    Cordialmente

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    1. Giano

      Condivido ogni parola. Questa è la triste verità. Purtroppo non ci sono speranze di reagire perché coloro che detengono il potere mediatico, e che condizionano l’opinione pubblica, sono gli stessi che speculano sulle tragedie. I media lanciano allarmi su alcol, droga, violenza e così riempiono pagine e palinsesti TV. Poi, gli stessi media producono programmi che, con messaggi subliminali, invitano alla violenza ed al consumo di droga. Al tempo stesso forniscono il veleno e l’antidoto. E guadagnano su entrambi. Visto che citi i lupi, siamo in mano a lupi travestiti da agnelli. Gli stessi che ogni giorno ci dicono che dobbiamo accogliere tutti gli immigrati, che sono risorse, che scappano da guerre e fame. Mi hai fatto venire in mente un post proprio sui lupi travestiti da agnelli. L’ho cercato e trovato, è del 2008. Eccolo…

      http://torredibabele.blog.tiscali.it/2008/01/30/storia_di_lupi_e_di_agnelli_1853911-shtml/

      Grazie.

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    1. Giano

      Già, ed oggi quella favola è più che mai attuale. Ma del resto la storia dell’umanità è storia di guerre e violenze, più che di pace, amore e fratellanza universale. L’importante è saper riconoscere per tempo i lupi e tenersene alla larga.

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  3. Giuseppe

    Salve.
    Scrive Maurizio Blondet sull’omonimo blog:
    “Abbiamo vissuto consumando civiltà. E non ne è rimasta più.”
    Impietosa la diagnosi a chiusura dell’articolo:
    “Comincia il collasso irrimediabile della civilizzazione.E la mattanza dei deboli.”
    Parole tremende quelle utilizzate e che non danno speranza alcuna.Siamo dunque ai titoli di coda?
    Cordialmente

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    1. Giano

      Sì, Giuseppe, purtroppo credo veramente che siamo arrivati ai titoli di coda. I primi sintomi si potevano individuare già alcuni decenni fa. Ma ancora oggi, che ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, che la situazione è molto più grave di quanto si pensi o dicano gli stessi catastrofisti, il mondo continua a fingere di non capirlo. Più di dieci anni fa, oltre a questo blog su Tiscali, ne aprii diversi su altre piattaforma, per verificare le funzioni. Uno di questi è ancora in vita, anche se l’ho abbandonato da tempo, ma il link è ancora in fondo alla colonna a destra. Lo titolai “Titanic; ballando mentre la nave affonda”. Mi sembra molto eloquente e dimostra che la sensazione di essere arrivati alla fine di un ciclo la sento da molto tempo. Stiamo solo aspettando le trombe del giudizio. Si vivacchia per inerzia. E tutti i tentativi di mettere in guardia la gente sui pericoli che corriamo si dimostrano inutili; la gente si rifiuta di ragionare e guardare in faccia la realtà. Sono tutti ammaliati dal pifferaio di turno e lo seguono verso il baratro. E se si tenta di urlare si viene irrisi e trattati come dementi o moderne Cassandre. Allora tanto vale tacere e aspettare la fine. E non è una bella sensazione. Grazie, buona serata.

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