Funerali pop

Una volta i funerali erano meste cerimonie alle quali si partecipava in silenzio. In chiesa si svolgeva il rito funebre, la messa, la lettura di un passo del vangelo, la preghiera comune, nessun canto. Poi familiari, parenti, amici, accompagnavano la bara all’ultima dimora, sempre in silenzio; al massimo con l’accompagnamento di una banda musicale che eseguiva il classica Marcia funebre di Chopin. Ho sempre pensato che davanti alla morte si debba avere pietà, rispetto per il dolore dei familiari e, soprattutto, silenzio.

Poi qualcuno dotato di particolare talento creativo ha pensato bene di portare qualche modifica cerimoniale. Così già da tempo hanno cominciato ad inventarsi delle varianti. E i funerali, da meste cerimonie, sono diventati degli eventi quasi mondani, degli spettacoli (DJ Fabo; fuochi d’artificio per l’ultimo saluto). Si applaude alla bara all’uscita dalla chiesa, la si addobba con  simboli e oggetti cari al defunto (divise, bandiere, maglie della squadra di calcio, fotografie e oggetti vari), se il defunto era militante sinistroide si intona “Bella ciao”, se erano musicisti si ingaggiano orchestrine in perfetto stile New Orleans, altri noleggiano addirittura elicotteri che sorvolano il corteo spargendo petali di rosa. Ed in chiesa, durante la cerimonia,  si dà spazio a familiari e amici che, come ormai è diventato consuetudine, salgono sul pulpito e  tengono la commovente orazione funebre (roba da far invidia a Marco Antonio).

E basta con la solita nenia della classica marcia funebre. Oggi in chiesa si suona la musica preferita dal defunto: pop, Jazz, rock, punk, Romagna mia o Dove sta Zazà, secondo i gusti. Ed infine, per chiudere in bellezza, fuochi d’artificio, uno spettacolo pirotecnico in piena regola: razzi, granate e mortaretti. Mancano solo i venditori di porchetta, noccioline  e popcorn, palloncini e trombette per i bambini. E siamo in piena atmosfera da sagra di paese. Così quella che una volta era una mesta cerimonia diventa quasi un’allegra riunione di amici e parenti. Sono diventati funerali pop. Più che fare le condoglianze, viene voglia di fare gli auguri.

2 pensieri riguardo “Funerali pop”

  1. Buongiorno.
    ":..prima di questi tempi postconciliari,la Chiesa vietò al prete che celebrava le esequie di parlare,durante l’omelia,del defunto.Né in bene né in male:Niente elogio,quindi;e-ovviamente-nessuna riserva sullo scomparso.L’omelia doveva richiamare i presenti alla meditazione sulla fragilità della vita e sulla speranza dell’eternità…..«suffragi per tutti ed elogi per nessuno»".Vittorio Messori:Emporio Cattolico.
    Qunto segue è invece un breve compèndio del proluvio incensatorio eruttato al funerala di Carlo Azeglio Ciampi, da tal Monsignor(sic)Vincenzo Paglia,lo spretato che ha introdotto lo scomparso Pannella Marco al processo di beatificazione,
    «Oggi Giovanni Paolo II sta qui, insieme agli angeli per accompagnarlo nel cielo di Dio".
    «Oggi, prosegue Paglia, come abbiamo ascoltato nella prima lettura, anche Carlo può dire «ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. E davvero lui ha combattuto la buona battaglia».«Gesù, vedendolo arrivare, potrà dire di lui: Ecco un uomo in cui non c’è falsità".«… e presto arriverà papa Francesco, perché illumini i suoi passi verso il cielo».Siamo al delirio da onnipotenza,
    alla smodata superbia di chi avanza pretese,rivolgendosi al padrone.Forse che il nostro abbia un filo diretto con l’altissimo?Francamente continuerò a credere che il giudizio finale spetti all’Altissimo."Le mie vie non sono le vostre vie"
    "I pubblicani e le prostitute vi precederanno nel regno di Dio"."Servi inutili".No,costui intravede gli angeli che arrivano in pompa magna.Ode Cristo affermare:«Ecco un uomo dove non c’è falsità».Bastasse quella per spalancarci le porte del gaudio eterno.Forse che poi servirà a qualcosa mentire in quel giorno?Ma da quale circo Barnum provengono i moderni cantori della misericordia?Come fosse l’unico attributo di Dio.«Un Gesù che sia d’accordo con tutto e con tutti, un Gesù senza la sua santa ira, senza la durezza della verità e del vero amore, non è il vero Gesù come lo mostra la Scrittura, ma una sua miserabile caricatura.»Joseph Ratzinger.«Dopo il peccato,spera nella misericordia,prima del peccato.abbi timore della giustizia».Agostino.Avrà mai il nostro,fra un pruriginoso diletto artistico e l’altro,sentito parlare dei novissimi?Lei dice bene.Silenzio.Il giudizio,per chi crede,spetta solo a Dio.Chi è di diverso convincimento non entri in chiesa.Qui si pretendono funerali religiosi-cattolici-per tutti.Anche per chi in vita ha sempre rigettato la cerimonia,affermando e riproponendo,anche con rabbia,il proprio ateismo.Cosa poi si applauda a me non è dato sapere.Forse è un riflesso da pecora.No.Non si gioca a bridge con le regole della briscola.
    Cordialmente.

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    1. Perfetto, Giuseppe, esattamente come dici. Purtroppo è solo uno degli aspetti di questo mondo in preda alla confusione più totale (e la Chiesa non fa eccezione), che per il gusto di cambiare ciò che ritiene vecchio, superato, anacronistico, e fingere di perseguire ideali progressisti, sta sostituendo la vecchia società e le sue regole, che sono frutto di secoli e secoli di progresso, con una “società liquida”, come la chiama Bauman, col risultato che ci troviamo in balia di qualunque imbecille abbia velleità creative.

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