Giorno della memoria, fra crimini e talenti

Giorno della memoria, occasione per ricordi veri, tragici e dolorosi, dei pochi sopravvissuti, dei loro figli, nipoti e parenti i quali però, per ricordare quella tragedia, non hanno bisogno di giornate particolari decretate per legge: essi lo portano appresso da una vita; il giorno della memoria per chi ha vissuto la shoah è tutti i giorni. Ma è anche giorno di cerimonie, visite ai luoghi dello sterminio, discorsi ufficiali  e aria mesta e contrita di circostanza  che si indossa per l’occasione come si faceva una volta con il vestito buono della festa: commozione spesso finta e forzata a favore di telecamere. Chissà perché nutro una profonda diffidenza nei confronti delle cerimonie ufficiali, di corone deposte, di minuti di silenzio, di facce tristi ed espressioni pensierose di circostanza, di autorità che leggono discorsi scritti da altri, di applausi da claque.  In genere, fatte le debite eccezioni, sono una esemplare rassegna dell’ipocrisia umana.

Per usare un’espressione ormai abusata e buona per tutte le circostanze, oggi “Siamo tutti ebrei“, come eravamo tutti pronti a dichiarare “Je suis Charlie“. Poi, sarà anche vero che “mai più“, che “non bisogna dimenticare“, ma sapete com’è, domani è un altro giorno, come diceva Rossella O’Hara, e ci sono tante cose a cui pensare: insomma, la giornata della memoria la dimentichiamo già il giorno dopo. E’ un esempio di “memoria” corta, labile, svanisce presto senza lasciare traccia, come gli auguri alle feste o le condoglianze ai funerali. Ma giuriamo che  non ci dimenticheremo della shoah, la ricorderemo ancora: fra un anno. Dieci anni fa, su questo blog, scrissi qualcosa, a proposito della shoah e di un aspetto di quella tragedia, che è sempre valido. Tanto vale, invece che cercare di inventare parole nuove per una storia vecchia, riprendere parole vecchie per una “giornata” nuova.

Crimini e talenti (13 giugno 2006)

Una volta tanto farò un discorso serio, più serio di quanto possa sembrare a prima vista. E siccome non ho altra possibilità di comunicarlo, lo farò attraverso le poche righe scritte in un blog che leggeranno in pochi, e subito dimenticheranno. E forse è meglio così. Lo farò prendendo spunto dalle parole di Simon Wiesenthal, tratte da una sua intervista rilasciata alla TV svizzera nel 1990.

L’olocausto lascia un segno indelebile in chi lo ha vissuto, non termina i suoi effetti nefasti con la Liberazione. Uno continua ad esserci dentro, non si riesce mai più a provare una vera gioia. Mi ricordo che una volta, a Los Angeles, il mio amico Zubin Metha, il famoso direttore d’orchestra, mi invitò ad un concerto. Suonò un giovane pianista, bravissimo, e suonò Rachmaninov, il mio compositore preferito. Suonò in modo così meraviglioso che ad un tratto, durante il concerto, il pubblico si alzò in piedi ad applaudirlo. Anch’io feci come gli altri, ma poi mi risedetti. Non potevo continuare ad applaudire. Lo raccontai poi a Metha che mi chiese: “Perché, cosa è successo, che cosa ti opprimeva?”. Io risposi: “Mi opprimeva il pensiero di quanti giovani talenti come lui, persone meravigliose, che potevano dare gioia all’umanità, sono stati sterminati, senza essersi resi colpevoli di nulla”. E questo mi ha offuscato la gioia: ho pensato a quelli che sono stati sterminati.” .

Provo da molto tempo lo stesso senso di oppressione, che mi impedisce di applaudire alla vita. Il motivo è la netta sensazione che si stia consumando un crimine, sotto gli occhi di tutti, e non meno grave di quello consumato ad Auschwitz. Un crimine atroce che persegue lo “sterminio” dei giovani talenti, impedendone la completa realizzazione. I giovani ed i loro talenti si possono sterminare in vari modi, non solo con i forni crematori. Ci sono sistemi molto sofisticati che non producono fumo, ma sono altrettanto efficaci. Ogni uomo, in quanto appartenente alla specie umana, prima ancora che avere dei diritti, ha un preciso dovere: mettere i propri talenti, di qualunque genere siano, a disposizione dell’umanità per garantire il proseguimento della specie ed il suo progresso.

Il compito primo e fondamentale della società, quindi, non è quello di perseguire una utopistica ed irrealizzabile uguaglianza, contraria a qualunque legge di natura, ma quello di creare le condizioni favorevoli atte ad individuare e valorizzare i talenti individuali nell’interesse primo e supremo della specie umana, oltreché garantire la piena realizzazione delle potenzialità personali. Solo la realizzazione pratica del potenziale intellettuale di ciascun individuo genera l’appagamento delle aspirazioni esistenziali e consente una armoniosa convivenza sociale. Qualunque sistema limiti, blocchi ed emargini questi talenti e ne impedisca la piena realizzazione genera inevitabilmente nell’individuo conflitti psichici che possono diventare patologici. L’interazione e lo scontro fra questi conflitti personali genera, a sua volta, attriti e conflitti sociali con conseguenze imprevedibili ed incontrollabili.

La vera giustizia in natura non è l’uguaglianza, ma la diversità delle specie e la loro diversa funzione. Così, all’interno della specie umana, la giustizia non è rendere e considerare tutti uguali, ma valorizzare al massimo le diversità e le potenzialità individuali in maniera tale che ogni individuo si senta appagato, realizzato ed in perfetta armonia con il resto della comunità umana. Un sistema, quindi, che persegua prioritariamente l’uguaglianza, invece che la valorizzazione dei talenti individuali, è un sistema contro natura che crea motivi di conflitto, spreca irresponsabilmente i talenti umani e, come tale, non è altro che un “crimine contro l’umanità”.

Vedi

Shoah e buoni ideali

Shoah: El Mole Rachamim

Wladyslaw Szpilman (il musicista polacco che ha ispirato il film “Il pianista” di Roman Polanski), suona Chopin, Notturno n° 20 in Do diesis minore.

 

Scena dal film: Chopin, Ballata n° 1 in Sol minore op.23

7 pensieri su “Giorno della memoria, fra crimini e talenti

  1. Dani-dyodì

    Ciao Giano, una davvero strana coincidenza: poche ore fa rileggevo dei file di miei testi di una decina d’anni fa e tra questi un mio commento al tuo "crimini e talenti" se non ricordo male su Diablogando__ o la Tana del lupo… (?? non so più…). Scopro ora cercando in Google che hai ripubblicato in questi giorni lo stesso post in questo tuo blog che non conoscevo.
    Un caso di sincronismo Junghiano e/o semplice (… sempliceee?) salto quantico, dato che il Tempo non esiste 🙂
    Tra i Crimini contro l’umanità fai bene a far ricadere oltre che i Talenti massacrati di tanti, (e dieci anni fa era solo la punta dell’iceberg), questa ondata di follia collettiva di stupri, violenze e esasperata aggressività.
    Penso spesso che c’è ancora tanta gente che ignora totalmente di come il nostro subconscio assorba senza alcuna censura tutto ciò che film, articoli, notiziari gli riversa addosso. C’è gente che si addormenta davanti alla tv accesa per tutta la notte!! Troppi ignorano cosa sia la consapevolezza. Si diventa così delle belle pattumiere di schifezze e facili prede di follia, impossibile da gestire ignorandone totalmente la causa, non sapendo dove è nascosto il vero criminale, il vero nemico da cui difendersi. Un gioco pessimo di specchi. Ci vorrebbe l’obbligo per tutti di una psicoterapia giornaliera gratuita.
    Altro che palestre, balletti e piscina..
    Sono le cinque e un quarto del mattino e sto crollando dal buon sonno che mi aspetta.
    Ciao, piacere di averti ritrovato in questa particolarissima circostanza.
    Sono Dyodì…( << il mio nick di allora su diablogando).

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    1. Giano

      Ciao Dani, che sorpresa. Non so come abbia fatto a ritrovare questo post, ma mi fa piacere. In realtà quel post è del 2006. Probabile che lo abbia inserito in diversi blog o forum di discussione (ne frequentavo diversi). Allora avevo aperto un blog su vari siti per verificare le funzioni. Poi, visto che era tutti molto simili, pian piano li ho abbandonati ed ho tenuto solo questo su Tiscali. Ogni tanto mi capita di riprendere e ripubblicare vecchi post. Il guaio è che, nonostante passino gli anni, niente cambia e quello che scrivevo allora è sempre valido. La gente davvero non si rende conto dei meccanismi mentali che risentono di messaggi mediatici negativi. Forse non si pongono nemmeno il problema. Aveva ragione Karl Popper, che cito spesso, quando parlando proprio dell’eccesso di violenza in televisione e degli effetti negativi, diceva che per fare televisione bisognava avere una patente. Ma nessuno sembra dargli ascolto. E ne paghiamo le conseguenze. E’ un argomento che tratto spesso perché lo ritengo molto importante, proprio per le conseguenze sociali, ma evidentemente la gente non ha voglia di riflettere; gli va bene così. Contenti loro…

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  2. Dani-Dyodì

    … Oltre a Popper ricordo vagamente anche un articolo di Pier Paolo Pasolini sulla Televisione e i suoi effetti disastrosi… Ora lo cerco. Lo voglio rileggere. Io forse riapro un blog nuovo. Su tutti gli altri non ci ho più messo mano. Non so. Vedrò. Come hai detto bene anche tu… le cose non son cambiate di certo per quanto concerne il risveglio delle menti e la fatica di chi apre un blog che inviti a riflettere su certe questioni delicate rischia di non essere ancora molto seguito. Almeno non quanto un tutorial su youtube su come truccarsi gli occhi per il fine settimana o come allenarsi i muscoli dei pettorali.
    Ciao!

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    1. Giano

      Pasolini si scagliava spesso contro la televisione. C’è anche una vecchia intervista proprio in TV (a Pasolini ed alcuni suoi compagni di liceo), dove si discuteva del rapporto fra TV e pubblico (la puntata è stata registrata, ma non è mai andata in onda). C’è anche su Youtube, o almeno c’era tempo fa perché ricordo di averlo visto. Cerca Enzo Biagi intervista Pasolini. Anzi, lo cerco dopo ed inserisco il link; se funziona la connessione, è da ieri che crea problemi e non so mai se .dipende dalla linea o dal PC. Il blog serve a sfogarsi, a scaricare un po’ di rabbia, e serve anche a tenere allenata la mente con l’esercizio della scrittura. Ma è quasi del tutto inutile in quanto a possibilità di incidere sulla società e l’informazione. Oggi la gente è distratta da troppi messaggi. E l’eccesso di informazione comporta un minor grado di attenzione a quello che si legge. E poi, in fondo, forse alla gente poco importa di interrogarsi su questioni serie. Meglio guardare l’Isola dei famosi e Sanremo.

      Fatto, il link sotto è un video di circa 5 minuti di quella intervista.

      Questo, invece, comprende l’intera intervista:

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  3. dani-Dyodì

    Visto solo oggi il tuo commento al mio, Giano.. Grazie per i link… Mi chiedo come mai non ci sia un modo di aver via mail un avviso di risposta ai commenti… Mah! Diventa più difficile cercare i post che si son commentati quando son tanti e qualcosa può sfuggire. Ciao.

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    1. Giano

      In effetti mi chiedevo proprio come facessi a ricordarti i post dove lasci i commenti. Io li vedo perché mi appaiono in ordine cronologico all’interno della pagina personale nella sezione “Commenti” (anche se lasci un commento su un post di 10 anni fa), ma chi entra da fuori non ha alcun riferimento, se non la memoria dei post commentati. Così ho provveduto ad attivare una funzione che era sempre disponibile, ma non l’ho mai attivata. Ora puoi vedere, nella colonna a destra, l’elenco dei commenti, secondo l’ordine cronologico, nella sezione “Commenti recenti”, sotto il calendario ed il contatore visite. Così puoi vedere i tuoi commenti e le risposte. Ogni tanto qualche piccolo problemino si può risolvere, Sono i problemi grossi che spesso non hanno soluzione 🙂

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  4. dani-Dyodì

    Si, è comparso sotto i miei occhi così, all’improvviso… 🙂 ecco perché e come ho scoperto questo tuo commento in questo post.. 🙂
    Grazie, hai fatto una cosa sacrosanta… Stavo perdendo la pazienza… oltre che la memoria… ah ah…ah… Per i problemi più gravi si può fare solo quello che si può… ciao!

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