I bulli della stampa

La vittoria di Donald Trump proprio non gli va giù. Ne faranno una malattia. Poverini, questi democratici ed i loro giullari mediatici bisogna capirli; godono solo quando vincono i loro idoli, altrimenti è una sciagura e la democrazia è in pericolo. Dicevo nel precedente post “Stampa libera e il ballo di Trump” che fino ad oggi la quasi totalità della stampa italiana è stata impegnata per 8 anni ad esaltare in ogni modo Barack Obama e che, da oggi in poi, avremmo assistito ad un cambio di atteggiamento (citavo in particolare il Corriere). Dalle sviolinate ad Obama passeremo all’attacco costante a Trump: “prepariamoci al cambio di registro ed a leggere anni di peste e corna contro Trump“, ho scritto. Non mi sbagliavo. E non dobbiamo nemmeno aspettare tanto per avere la conferma.

Ecco la conferma già ieri. Il solito Corriere riporta in Home due articoli che chiariscono bene quale sarà la posizione del quotidiano per i prossimi anni nei confronti di Trump e della first lady. Dice che la first lady, durante la cerimonia era “disperata“. Addirittura? E perché mai avrebbe dovuto essere disperata nel giorno dell’insediamento e della consacrazione della vittoria del marito? Lo sanno solo quelli del Corriere. Tutti gli occhi, ed i teleobiettivi, puntati su lei, su Donald e sul piccolo Barron, per cercare di trovare una sfasatura, una gaffe, un pretesto qualunque per sputtanarli. C’era perfino un box ieri in cui si faceva osservare che Trump aveva detto qualcosa a Melania durante la cerimonia e che lei aveva cambiato espressione, diventando seria.  Cosa avrà mai detto di così preoccupante alla moglie? Le avrà chiesto se si era ricordata di chiudere il gas prima di uscire di casa? Mistero, forse ce lo sveleranno nei prossimi giorni con uno scoop  esplosivo. Ma qui già esuliamo dalla cronaca, siamo in perfetto stile gossip da Novella 2000.

Si sono accaniti perfino sul piccolo Barron di dieci anni, dicendo che durante la cerimonia era annoiato, che sembrava impacciato, che è timido, che faceva le smorfie, sbadigliava. Non hanno detto che si metteva le dita nel naso e che scoreggiava, ma poco ci manca. Katie Rich, autrice del popolare programma della NBC Saturday Night Live, ha ironizzato pesantemente sull’atteggiamento del ragazzo durante la cerimonia d’insediamento, sul suo sguardo assente, e su Twitter ha scritto: “Barron sarà il primo a fare una strage a scuola pur studiando a casa“. Poi si è scusata per questa frase ed altre, ma la cattiveria del commento resta lì, evidente. Tanto è vero che è stata licenziata, giustamente. E non è la sola ad aver usato toni poco simpatici sia nei confronti del piccolo Barron che dei genitori. Specialmente su internet si è abusato di commenti ironici e insulti. Tanto che perfino Chelsea Clinton, che da tredicenne alla Casa Bianca dovette subire le stesse attenzioni non sempre discrete della stampa,  è intervenuta per dire che bisogna evitare di coinvolgerlo in servizi mediatici: “Barron Trump ha il diritto che tutti i bimbi devono avere: quello di essere un bambino.”.  Cosa avrebbe dovuto fare un bambino di dieci anni, immerso in una cerimonia pallosissima come quella dell’insediamento del presidente per rendersi simpatico agli acuti osservatori di stampa e TV? Anche questo ce lo diranno al prossimo scoop.

Ecco un altro articolone, ancora sul Corriere di ieri, che sbeffeggia Melania sulla quale si fanno addirittura delle parodie degne di un musical di Broadway. Cosa dovremo aspettarci nel futuro? Di tutto e di più, come la RAI. Ma temo che questo sarà il tono dominante della stampa italiana su tutto ciò che riguarda il presidente Trump, la first lady Melania, il piccolo Barron ed il resto della famiglia. Ancora ieri Josh Whedon, regista di Avengers, ha definito Ivanka, figlia di Donald, “una cagna pechinese“. Molto fine, vero? Non ricordo apprezzamenti di questo tono su Michelle Obama. Anzi a lei riconoscevano fascino, bellezza, eleganza, stile. Tanto da ricevere diversi riconoscimenti, premi e copertine di riviste importanti,  compresa una recente copertina di Vogue. Punti di vista. Il Nuovo mondo è così “nuovo” che ha dei criteri  estetici primitivi, devono ancora affinarli. Diamogli tempo. E poi i gusti son gusti; anche quelli barbari.  Per tacere della nuova linea politica che, se Trump mantiene le promesse (e pare proprio che lo faccia), stravolgerebbe otto anni di  politica obamiana. Il che sta già facendo saltare i nervi agli oppositori e creando qualche leggero fastidio epatico a personaggi illustri come il finanziere Soros o Papa Bergoglio che lo ha paragonato a Hitler con presagi di sventura per l’umanità. Ciò che continua a sorprendermi, nonostante ormai sappia benissimo come gira il mondo e non abbia speranze o possibilità di cambiarne il senso di rotazione, è la totale mancanza di coerenza, di razionalità, di logica, di onestà intellettuale che pervade, alimenta e determina la storia dell’umanità. Non mi interessa tanto difendere Trump, quanto osservare la reazione nevrotica degli avversari davanti alla sconfitta.

E’ lo stesso tipo di atteggiamento che ho sempre avuto nei confronti della sinistra  e della loro battaglia contro  Berlusconi.  Non si è mai visto tanto accanimento politico, mediatico, giudiziario, nei confronti di una persona, usando metodi e sistemi al limite del lecito e del legale; e forse anche oltre il limite. Nemmeno con i peggiori boss mafiosi. Useranno gli stessi metodi con Trump. Questa non è informazione, non è lotta politica; è qualcosa di molto simile al bullismo, al mobbing, alla diffamazione e calunnia a mezzo stampa, all’intimidazione, alla minaccia, alla persecuzione, ai mezzi in uso nei peggiori regimi totalitari per distruggere gli oppositori. Ma questa propaganda e militanza politica mascherata da normale cronaca è una truffa ancora più pericolosa e subdola, perché mostrandosi come innocua attività di informazione, cultura, spettacolo, intrattenimento, inganna  il cittadino che, non avvertendo il pericolo, abbassa la guardia e si trova impreparato a difendersi.

Questi sono i sistemi di lotta di una certa parte politica che una volta era identificata nel PCI e nei gruppi di estrema sinistra; oggi, dopo varie mutazioni e cambi di bandiera, di stemmi, di segretari, di inni, sono diventati liberal, progressisti e, dopo decenni di lotta al capitalismo, all’America ed al suo imperialismo, vanno a depositare corone di fiori sulla tomba di J. F. Kennedy, di colpo cambiano colore come i camaleonti, invece che Bandiera rossa cantano Over the rainbow e diventano tutti democratici.  Hanno il cambiamento facile. Periodicamente, per sopravvivere, cambiano pelle; come i serpenti. Ma questi ibridi cattocomunisti non perdono il vecchio imprinting;  ritengono sempre  di essere la parte migliore della società, di essere i soli onesti, duri e puri, con le mani pulite, di poter dettare le regole della politica e della morale e di essere  l’unica forza politica legittimata a governare. Se vincono loro è una grande vittoria democratica del popolo; se vincono gli avversari è un grave pericolo per la libertà e la democrazia. Mi sa che i democratici made in USA somigliano molto a quelli di casa nostra. In quanto dotati della saggezza di serie, di altri optional esclusivi e detentori della verità rivelata, non accettano sconfitte. E quando perdono usano tutti i mezzi possibili per screditare, sbeffeggiare, ridicolizzare e delegittimare gli avversari sotto il profilo politico, umano e morale. E’ esattamente quello che faranno nei confronti di Trump nei prossimi anni.

2 pensieri su “I bulli della stampa

  1. Giuseppe

    Buongiorno.
    Trasmissione radiofonica di Radio Rai 1 Zapping. Argomento:marcia delle donne contro Trump.Viene chiesto alla sociologa,giornalista,docente di relazioni internazionali
    alla New York University,Anna di Lellio,"il senso di questa manifestazione,se ha anche una sua identità politica che è destinata a rimanere."
    Risposta:"Ah si.Speriamo".Speriamo?Ma,mmagini Lei una situazione simile:mi rivolgo al servizio metereologico dell’Aereonautica Militare chiedendo le previsioni per il giorno seguente. Risposta:speriamo faccia bello!*"Ma il male più dannoso è l’opinione travestita da informazione….invece di fare un’inchiesta ,il giornalista fa una predica.Molto più raffinato è il caso dell’opinione non più sostituita all’informazione,ma presentata come un’informazione…."*Il proseguo dll’intervento è una sequela di amenità del tipo:clima di riscossione dopo la depressione seguita alla vittoria di Trump,donne avanguardia,patriarcalismo aggressivo e squadrista,pauroso,popolo progressista,Hilray Clinton ha perso le elezioni-ma và?-e,quando il conduttore parla di"vena di sessismo che si è protratta per tutta la campagna elettorale"la nostra esperta indica un"quasi choc dover ritornare in piazza per dei diritti che si considerava….".
    Dunque i diritti delle donne americane sono in pericolo perchè un presunto misogino si è insediato nella stanza ovale della White House.Almeno è quanto affermano questi paludati esperti, ai quali addurre si può la raccomandazione rivolta da Apelle al
    ciabattino;"ne sutor ultra crepidam".
    Né possono sfuggire questi Bravi di Manzoniana memoria all’evidenza di non essere *"stati/o per questo privati/o dalla natura da uno dei doni che più contraddistingono l’Homo sapiens,quello di non vedere ciò che esiste e di vedere invece ciò che non esiste."*
    Cordialmente
    Giuseppe
    N.B.
    Le frasi comprese entro il simbolo* sono copiate da:La conoscenza inutile.Jean Francois Revel.

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    1. Giano

      Questo è il livello medio dell’informazione. E non c’è speranza che cambi. La radio non la sento più da moltissimi anni, la TV la guardo a brandelli, leggo giusto le notizie in rete e qualche volta i telegiornali. Basta e avanza per essere disgustato da quello che chiamano informazione e dai programmi che pretendono di approfondire questioni importanti. Sembra di vivere in una realtà virtuale, in una commedia degli equivoci, in un opera buffa, tutto meno che un mondo reale. Su questa elezione di Trump credo che dovremo aspettarci quello che ho scritto, un continuo attacco a tutto ciò che lo riguarda. Coraggio, cercheremo di sopravvivere anche a questo. Buona serata.

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